Cheever pulp luglio agosto 2012

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Cheever pulp luglio agosto 2012

  1. 1. d i Luca Malavasi SPECIALE | John Cheever John Cheeveri l l u m i n a r e , esplodere, ristorare" M A QUALCUNO DEVE PUR STARE A OSSERVARE I L M O N D O " : SE L O DICE E L I O T N A I L L E S A METÀ CIRCA D I BULLET PARK ( 1 9 6 9 ) . N O N È U N A D O M A N D A RETORICA, N O N È UNORGOGLIOSA PRESA D I POSIZIONE. S O M I G L I A , PIUTTOSTO, A L L I D E N T I F I C A Z I O N E D I U N A C O N D I Z I O N E INEVITABILE, N O N DEL T U T T O NEUTRA M A C O M U N Q U E L O N T A N A DALLA CONDANNA. E RIGUARDA, NATURALMENTE, J O H N CHEEVER STESSO.
  2. 2. G li altri vivono, parlano, conclude che i passeggeri del suo and Indirection", Conjunctions: 29, agiscono. Tra di loro ci ascensore «non erano fatti di Fall I997)- Peccato per ledizione sono quelli che osservano, zucchero. Tutti erano legati da non allaltezza (e dire che di bravi che non possono non unintricata rete di amici e amanti, di americanisti ce ne sono, in Italia):farlo, o non possono evitarlo (ma, cani e uccellini, di debiti, di eredità, priva di qualsiasi cura e apparato bio-anche, che amano farlo). Che sia una fidi bancari e posti di lavoro». I n bibliografico in grado di mettere uncondizione innata o una specie di questo intreccio borghese di affari, po dordine, e di chiarire al lettoreattitudine coltivata consapevolmente, amori, dipendenze e desideri — italiano che cosa rappresentinosomiglia a qualcosa di eccezionale. identico a quello svelato questi racconti rispetto alle tanteAnche se magari, da fuori, non dallimprovvisa loquacità di una radio raccolte pubblicate disordinatamentesintuisce neppure. Perché colui che straordinaria (che potrebbe in questi anni (specialmente daosserva non deve rendersi troppo tranquillamente essere stata ascoltata Fandango) — e in grado, magari, diappariscente o essere dintralcio. in uno degli appartamenti del rispondere a domande legittime: perCosì, a voler indicare un doppio Palazzo) — sta la materia bruta di esempio, perché si parte dal 194-6narrativo di Cheever — del suo modo quasi tutta la narrativa dellamericano (quando Cheever pubblicava ormaidi guardare e scrivere, e prima John Cheever, di cui questanno da quindici anni)? Che tipo diancora di questa necessità di ricorrono i cento anni dalla nascita circolazione hanno avuto questi"osservare i l mondo", che giustifica, (27 g g i ° I 9 2 , Quincy, m a J racconti? Quale risposta critica o,fonda e al tempo stesso nutre la sua Massachusetts) ma, anche, i quaranta come si dice, "fortuna"? Speriamonarrativa — la scelta più adatta m i dalla morte (18 giugno 1982). Per in unedizione migliore per isembra quella del Clancy loccasione, Feltrinelli ha tradotto, Journals, i diari, prevista perdellomonimo racconto (Clancy nella sotto i l titolo ingannevole di / lautunno, sempre per Feltrinelli (adtorre di Babele), «addetto racconti, la raccolta "definitiva" (The alcune di queste domande,allascensore di una delle grandi case Stories of John Cheever) ordinata comunque, si tenta di rispondere inad appartamenti nellEast Side». nel 1978 dallo scrittore, questo articolo).Quasi invisibile, almeno comprendente 61 racconti pubblicati Torniamo a Clancy. Comedapprincipio, lanziano signore, tra i l 1946 e i l 1973, da Addio, moltissimi altri racconti scritti dazoppo a causa di un antico incidente fratello mio a Igioielli dei Cabot, su Cheever tra i l giovanile Expelledsul lavoro, osserva gli inquilini del cui Rick Moody — uno dei tantissimi (1930) e lultimo, quasi un romanzo"Palazzo ", ne registra i movimenti e "giovani" scrittori americani in breve, Sembra proprio di stare ingli appuntamenti, ne osserva i volti e debito con Cheever — ha scritto paradiso (1982, edito in Italia dagli abiti, landata e i l ritorno. E pagine bellissime ("John Cheever Fandango), Clancy nella torre di
  3. 3. Babele (1951) comparve inizialmente sottoveste e i l suo corpo curvo esul New Yorker, prima di finire in appesantito. Sulla parete era appesouna delle sei raccolte pubblicate da un ritratto di John. Clancy eraCheever prima del definitivo Stories. ammirato della forza eIl New Yorker dellepoca: che, dellintelligenza dipinte sul viso disottolinea Edmund White in un suo figlio, ma pensò che un estraneoambiguo ricordo dello scrittore avrebbe potuto notare gli occhiali del("The Strange Charms of John ragazzo e la sua brutta carnagione».Cheever", The New York Review of In un altro, più tardo raccontoBooks, aprile 20I0), non era certo la profondamente autobiografico, Unarivista mitizzata di oggi. Racconti "da visione del mondo, i l narratoreNew Yorker" equivaleva a dire, negli scrive: «Il tempo, ho pensato, cianni Cinquanta, «qualcosa di spoglia i n un colpo solo dei privilegidelicato, alla moda e insulso»; e per dellessere spettatori e alla fine lafamiglie borghesi, poco inclini a coppia che parla a voce troppo alta inessere disturbate o scandalizzate. Ma un pessimo francese nella lobby deldi "delicato" i racconti di Cheever Grande Bretagne (ad Atene) siamoavevano ben poco. I l materiale, proprio noi. Qualcun altro ha presocerto, era spesso quello, "alla moda", il nostro posto dietro le palme deldella New York middle class còlta tra vaso, i l nostro angolo tranquillo alun party e un cocktail o durante una bar e adesso, esposti, siamo costrettivacanza estiva ma, come rivela a guardarci attorno i n cerca di nuoviproprio Clancy nella torre di Babele punti dosservazione». E questa(o Addio, fratello mio, o Una radio improvvisa consapevolezza di un altrostraordinaria, oppure II nuotatore), sguardo, aperto verso e contro quellolo sguardo e le opinionidellascensorista, attento ai dettagli,compresi quelli da tacere osussurrare, non si lasciavano sfuggirela morale dellintreccio e,eventualmente, i l rimprovero. Mai,però, dalle altezze inviolate diqualche legge: se cè qualcosa checonfonde, e disturba, in queiracconti in cui Cheever sistema,accanto allosservatore, un arbitromorale, è limprevedibile mapuntuale rispecchiamento finale trachi giudica e chi viene giudicato.Vuoi per un gesto di riscatto delsecondo (che finisce per umiliare i lprimo); vuoi perché losservatore,per quanto in dissolvenza, non è maial riparo dal contagio dellesituazioni. E se è certo vero, come siè a lungo ripetuto, che Cheever èstato un maestro del racconto"oggettivo", è altrettanto vero chequesta oggettività si pone, i n moltiracconti, come una specie diproblema meta-letterario, e ladistanza finisce spesso per somigliarea un tentativo (fallimentare) più chea una posizione assestata. CosìClancy, alla fine del racconto, dopoaver giudicato aspramente, si rendeconto che ogni sguardo è, in fondo,cieco, almeno un po, e che ciò cheguardiamo e vediamo è menzogna,artificio, costruzione: «Nora gliportò un bicchiere di birra e sisedette accanto a lui alla finestra. Luile passò un braccio intorno alla vita.Lei era in sottoveste, per via delcaldo, e aveva i capelli puntati con leforcine. A Clancy sembrava una dellepiù grandi bellezze del suo tempo,ma un estraneo, pensò, avrebbepotuto notare lo strappo nella
  4. 4. di chi guarda, lanciato da altri per un solitario e sofisticato borgheseosservatori e alimentato da altrigiudizi e altri sentimenti, è questa a cui Clancy si rivolge con premura e preoccupazione, perché lo vede r/////////////////imalinconica, laicissima constatazione sempre solo. Ma quando Rowantreedi dover perdonare, per poter essere gli presenta "lamico" Bobby, Clancyperdonati, che rende la maggioranza capisce al volo, e si rifiuta addiritturadelle short stories di Cheever umane di trasportarlo sul suo ascensore.in un modo speciale e spesso Allo stesso modo, per molti anni,commovente: compromesso, Cheever non è riuscito a "farsifallimentare, rassegnato, amorevole. carico", nella scrittura e nella vita,E che le trasporta ben oltre i confini del suo desiderio per laltro sesso,dellAmerica anni Cinquanta e rifiutandolo o condannandolo dopoSessanta, pur così precisamente averlo sporadicamente consumatodescritta e intelligentemente con orrore e odio. Solo tardi — come("oggettivamente") svelata. rivela lo straordinario SembraMa Clancy è un racconto utile e proprio di stare in paradiso e, pocointeressante anche per un altro prima, Il prigioniero di Falconer —aspetto. E i l primo i n cui Cheever Cheever riuscì a includere nellaaffronta di petto i l tema scrittura quella metà di sé, dopo JOHN CHEEVERdellomosessualità, i l grande demone averla accettata i n termini Bullet Park— assieme allalcolismo — della sua "biografici" e, negli ultimi anni dibiografia di uomo e scrittore. I lracconto si regge infatti sullo scontro vita, apertamente vissuta: «Im queer, and happy to say so», si legge i n una < UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLItra lascensorista e i l signor delle ultime pagine dei diari, quelleRowantree, scambiato inizialmente relative agli anni Settanta/primi anni Ottanta. Sono frodo e felice di dirlo. E capace di scriverlo, come fa, i n poche, fulminati righe, i l narratore di Sembra proprio di stare in paradiso, riflettendo sui sentimenti del protagonista, Sears, verso un amante occasionale, Eduardo, che gli russa accanto: «Sentì unondata di libidine e, insieme, la rivelazione che queste caverne della sua natura sarebbero sempre state lontane da qualsiasi idea di coerenza. I l sentimento che provava per Eduardo era più simile alla nostalgia che allaudacia dellamore tradizionale, ma non per questo era meno profondo. I n quel momento capì che se stava realmente cercando la purezza, non lavrebbe trovata i n se stesso». Quella coerenza è, esattamente, la rasserenante simmetria che Clancy, nel finale del racconto, sembra rintracciare nel panorama newyorkese oltre la finestra, costruito da «uomini dotati di buon senso come lui». Ma le simmetrie del paesaggio, come quelle dellanima, non sono che finzioni, fragili edifici, consolazioni provvisorie. E i l demone cavernoso dellomosessualità, patito a lungo, si rivela, a distanza, uno degli antidoti aH"eleganza" newyorker della scrittura di Cheever: un torbido eccitante e, al tempo stesso, un riflesso di sé osceno e vergognoso; ma, soprattutto, un territorio di intesa e scambio per i l dolore e la dannazione delluomo. Del resto, indecenza e oscenità circolano come moneta preziosa nelle storie di Cheever (e limitiamoci ai racconti, perché basterebbe
  5. 5. ricordare lEliot Nailles e i l PaulHammer di Bullet Park, pubblicatonel 1969, per trovarne un depositoingente). Circolano e passano dimano, riproducendo su un altropiano quel gioco di scambiimprevedibili e spiazzanti a cui èpuntualmente sottoposto lo sguardodellosservatore. Spesso, come i nAddio, fratello mio, leffetto finaledei migliori racconti di Cheever siconsuma tutto nel rovesciamento diprospettiva e nello scambio più omeno atteso di valori (il che,naturalmente, non equivale aunassoluzione relativistica ma,semmai, allaccettazione dolorosa diunanomalia diffusa). Brimmer,pubblicato nel I959> comincia così:«Un personaggio come Brimmernon interessa a nessuno perché la suaè una storia indecente e oscena; maallora bisognerebbe evitare difrequentare i musei, i giardinipubblici e le antichità i n rovina, tuttiposti dove le storie osceneabbondano come le margherite aNantucket». Per uno come Brimmer,moderno satiro, è solo questione ditempo: prima o poi, se ne vedrà labellezza. Non una questione estetica,piuttosto estatica: come nel finale,accecante, che riempie gli occhi del Burt Lancaster ne II nuotatorenarratore di Addio, fratello mio — lasorpresa di fronte «alla severa e della produzione statunitense che è, "forma" e dalla tradizione simanifesta bellezza della vita», che appunto, i l racconto. A lungo, imposero come un nuovo standard,non avvisa prima di rivelarsi, ma infatti, Cheever è stato recepito e mentre altri autori, i n altro modosorprende losservatore — quello recensito, almeno in patria, con (Norman Mailer, con la tantastesso osservatore che non si tira sufficienza, se non con diffidenza. saggistica degli anni Sessanta, oindietro dinanzi alloscenità, ben Uno dei motivi è già stato citato, e Truman Capote, con A sangueconsapevole che, nel rischio, è riguarda i l suo lungo rapporto con i l freddo, nel 1965), prendevano lecalcolato un possibile risarcimento. New Yorker. U n altro motivo ha a distanze dal romanzo di finzione.Lumanesimo dolente di Cheever è che fare con lavanzata prepotente del Quelli come Cheever restaronoperennemente tirato tra questi postmodernismo a partire dagli anni spiazzati e isolati. I n questo clima, iopposti, i n un gioco di discese e Sessanta, e col precoce due romanzi degli anni Sessanta — Lorisalite, di scontri con la materia invecchiamento che esso sembrò scandalo Wapshot (1964) e Bulletbruta e di sublimazioni estatiche che imprimere alla produzione di Park — vennero accolti con freddezza:evoca certo la meccanica Cheever. Quando Donald Barthelme a Cheever venne rimproverato — tradellascensorista Clancy, ma anche i l (trasferitosi a New York nel 1962, laltro — di non saper padroneggiarenuoto irrequieto di Neddy Merrill lanno delle prime Campbell Soup di la complessità del romanzo, contra le case e le piscine di Bullet Park Warhol) cominciò a pubblicare sul scene e pagine tenute insieme i nnel racconto più famoso di Cheever, New Yorker (nel 1961), la scrittura di modo approssimativo e fragile (unaIl nuotatore (1964), trasformato in Cheever (ma anche del più anziano fragilità "visionaria" che rappresenta,un bel film da Frank Perry quattro John OHara, un altro padre del per i l lettore di oggi, una delleanni dopo, con Burt Lancaster (non racconto americano, che sulla rivista principali qualità di questi due libri e Pulp Librialtrettanto si può dire della versione avrebbe pubblicato fino allanno della del precedente, Gli Wapshot, 1957)-francese - Georges Clou e Paul sua morte, i l 1966, o di un terzo Avvertito come un narratore oldMarteau i personaggi protagonisti... John, Updike, di ventanni più fashion (da stilismi New Yorker),— di Bullet Park, scritta e diretta da giovane di Cheever) apparve Cheever non reagì mai, néArnaud des Pallières nel 2008). Il improvvisamente datata. Almeno a intervenne nellacceso dibattitonuotatore è anche, assieme a una coloro — ed erano tanti, dentro e letterario del tempo, per quanto vimanciata di altri racconti di Cheever, fuori le accademie — che videro i n fosse citato e coinvolto. Ma i n unauno dei più antologizzati e studiati Barthelme un antidoto al realismo pagina dei Journals degli annidella letteratura nordamericana. "domestico" che fino a quel Cinquanta, quando la rivoluzioneCheever, in questa tradizione, vi momento si era distinto come lo stile beat sta già cambiando le cose,figura senza più ombre solo dagli di riferimento degli autori pubblicati annota: «Penso che scriverò ai poetianni Settanta — vi figura, i n dal settimanale di New York e non californiani per contestarli: qualcosaparticolare, come uno dei padri solo. I l citazionismo, i l collage, la in difesa della tradizionefondatori di quel "genere" glorioso meta-narrazione e la fuga dalla aristocratica, a proposito dello
  6. 6. starsene seduti su una sedia a inaugurato, nel 1976, dalla memorabile "assoluzione ". Nellodondolo i n un capanno per gli pubblicazione di Vuoi star zitta, per stesso anno della prima edizione diattrezzi riattato, dove m i guadagno da favore? di Carver e Distortions di The Stories of John Cheever (1978),vivere scrivendo racconti sulla vita da A n n Beattie), i l nome di Cheever si premiato con i l Pulitzer, un annocountry club» ; e dopo la lettura de II avviava a una rapida e anzi dopo laccoglienza entusiastica de IIparco dei cervi di Mailer: «Non prigioniero di Falconer, Johnnecessariamente approvo i l genere di Gardner chiudeva un decennio dinarrativa vecchio stampo che scrivo, battaglie estetiche pubblicando Onma se uno si sbarazza di quella poi Moral Fiction, i n cui Cheever, unodeve trovare qualcosaltro». Questo degli autori più amati di Gardner,«qualcosaltro» Cheever non lo trovò figurava tra i punti di riferimentomai (non lo aveva, o non voleva della "letteratura morale" americana,cercarlo), se non, lungo gli anni contro quella contemporanea, che diSettanta, giocando un po di più — morale ne aveva poco o niente.ma non postmodernamente — come Attribuzione anticipata nel 1971 sullain Tre racconti, dove concede la New YorJc Times Book Reviewprima persona alla pancia di ("Witchcraft i n Bullet Park", oggiLawrence Farnsworth, o mettendosi antologizzato i n The Criticaipiù direttamente i n gioco («Me ne Response to John Cheever, curato dasto seduto al sole a bere gin...», Francis J. Bosha nel 1993): i nrecita lincipit di II quarto allarme). quelloccasione, Gardner definìDel resto, i secondi anni Sessanta e i Cheever «uno dei pochi scrittoriprimi anni Settanta di Cheever viventi che si possa definire un verofurono annebbiati dallalcolismo, artista. Le sue opere spiccano peralmeno fino al momento della sua JOHN CHEEVER competenza, talvolta raggiungendodefinitiva disintossicazione, i l 1975- livelli qualitativi straordinari i n tuttiMa proprio allora, mentre lo gli ambiti che io ritengoscossone impresso da Barthelme (e importanti:la padronanza dei mezziBarth e Coover) alla letteratura l UNIVERSALE formali e tecnici; lintelligenza I ECONOMICAamericana si avviava al termine (e i l I FELTRINELLI culturale; ciò che io chiamocosiddetto minimalismo veniva "sincerità artistica" e, infine, —
  7. 7. lefficacia, definita da Tolstoj come i lcorretto rapporto morale dellartistanei confronti del materiale da luiusato ».Limmediato futuro della letteraturaamericana, come ricorda JayMclnerney i n "Cowboy, pellirosse ependolari: le nuove vie del raccontoamericano" (Panta 12, 1993),avrebbe riannodato le fila confuse, senon disperse, dagli esponenti dellametafiction-. le prime raccolte di A n nBeattie (pubblicata inizialmente dal New Yorker) e Raymond Carverebbero leffetto di riordinare lasequenza, ponendo Cheever (eUpdike e OHara) al centro di unatradizione — quella del racconto —che riportava, salendo ancora un popiù indietro, a Hemingway e Fitzgerald, due autori molto amati da Cheever (e, nel caso del primo,anche viceversa): laneddotica —peraltro confermata dallo stesso Cheever nellintervista rilasciata alla Paris Review ne^ — vuole che Hemingway rimase a tal punto colpito da II marito di campagna (1954) da svegliare nel pieno della notte la moglie per poterle leggere adalta voce i l racconto (a Nabokov, invece, piaceva particolarmenteAddio, fratello mio). Quando morì Hemingway — altrove definito,assieme a Fitzgerald e Faulkner, un «titano letterario che aveva distrutto se stesso» — Cheever annotò neiJournals: «Ecco un grande uomo (...) A mio modo di vedere, la cosapiù importante che fece fu quella dilegittimare i l coraggio virile; unaqualità che, prima di imbatterminelle sue opere, avevo sentitocelebrare dalle guide scout e da altripersonaggi che lavevano fattosembrare unimpostura (...) Non cifu mai, ai miei tempi, qualcuno diparagonabile a lui».A Fitzgerald — che amava di più: «Alla fine di ognuna delle sue opere quello per cui alcuni critici e le sue infinte varianti — dallestasiho versato lacrime copiose» — percepiscono lesattezza della bellezza alloscenità, appunto. Cheever dedicò tempo, letture e un documentaria e la volontà Nel 1965 Cheever scrisse a propositopo della sua scrittura. Perché vi testimoniale come una scrittura di dei personaggi di Fitzgerald:riconobbe un simile, se non "pezzi depoca" destinata, presto o «Amory, Dick, Gatsby, Anson — tuttiaddirittura unanima affine. Dai tardi, a rivelarsi datata. I n Fitzgerald, loro — erano profondamentediari: «Siedo i n terrazza e leggo dei come i n Cheever, cè anche questo — coinvolti nelluniversalità dellamoretormenti di Scott Fitzgerald. Io sono, realismo "domestico", piacere per i l e della sofferenza» ; erano lì «percome lo era lui, uno di quegli dettaglio, "verità" nel presentare una evocare leccitazione di essere vivi». Euomini che leggono le penose scena o un personaggio. «Ogni la stessa sensazione che si prova dopodescrizioni di autori autodistruttivi e grande uomo — sono parole di aver nuotato con Neddy Merrill,beoni, tenendo i n mano un bicchiere Cheever — è scrupolosamente fedele dopo aver ascoltato la radio assieme adi whiskey mentre sulle guance ci al suo tempo». Ma poi cè altro; cè Irene Westcott, dopo aver salito escorrono le lacrime». E proprio a un piano, quello dei sentimenti e sceso i l Palazzo accanto a Clancy.Fitzgerald sentì di poter rimandare — delle passioni, che travalica nomi, Esercizi dattenzione e movimento,nella già citata intervista concessa alla luoghi e date, e che, nel caso di destinati a «illuminare, esplodere,Paris Review — per un giudizio finale Cheever, proprio come i n Fitzgerald, ristorare»: a questo, secondosulla sua stessa opera, consapevole di si nutre di una grazia umanissima, Cheever, doveva servire la narrativa.condividere con lui un dolce, tra la comprensione e lamore, A questo, senza dubbio, serve la suafraintendimento di lunga durata, sostenuta da una passione per la vita narrativa.

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