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Health Online - 17

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Il primo periodico di informazione dedicato completamente al mondo della salute e della sanità integrativa

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Health Online - 17

  1. 1. Il periodico di informazione sulla Sanità Integrativa HEALTH gennaio/febbraio 2017 - N°17 in evidenza borsa italiana: health italia spa, società leader nel mercato della Sanità Integrativa, ha debuttato su AIM Italia (Mercato Alternativo del Capitale) ricerca alimentazione medicina e musica Airc, in corso uno studio anti cancro mirato all’orologio biologico delle cellule malate Progetto EAT, l’educazione alimentare sostenibile del Gruppo San Donato La musico-terapia aiuta a disfarsi della leucemia
  2. 2. Domus dei Cesari e Basis Eventi del gruppo Basis S.p.A. propongono: La Selvotta Suite Guest House, splendida location immersa nel cuore del Parco di Vejo. IN ESCLUSIVA PER GLI ADERENTI ALLA CONVENZIONE HEALTH ITALIA, VENGONO RISERVATE SPECIALI TARIFFE PER IL SOGGIORNO IN FORMULA B&B OLTRE AD OFFERTE VANTAGGIOSE PER L’ORGANIZZAZIONE PERSONALIZZATA DI EVENTI PRIVATI, COME ANNIVERSARI, FESTE A TEMA E RICEVIMENTI, E AZIENDALI COME MEETING, CENE E TEAM BUILDING IN COLLABORAZIONE CON PROFESSIONISTI DEL SETTORE. Il silenzio della natura è molto reale... ti circonda, puoi sentirlo La richiesta dovrà essere effettuata tramite l’invio di una mail a info@laselvottasuite.it con: Oggetto_Info camera o Info evento Allegato_Tesserino Health Italia Nome e Cognome Data soggiorno/evento e numero di persone AGEVOLAZIONI CAMERE STANDARD_71€ a persona in formula B&B ALTRE TIPOLOGIE_Sconto del 10% a partire da 85€ a persona ATTIVITÀ ATTIVE NELLA STRUTTURA_Sconto del 10% AFFITTO DELLA LOCATION IN ESCLUSIVA_Sconto del 15% Via della Selvotta, 23 | 00060 | Formello (RM) | +39 06 98267176 | info@laselvottasuite.it - www.laselvottasuite.it ITALIA
  3. 3. L’allestimento museale è stato progettato per offrire al visitatore un quadro completo ed esaustivo sulla storia delle società di mutuo soccorso. Il percorso si apre con dei pannelli informativi che raccontano, in una sequenza cronologica, il fenomeno del mutualismo e continua con delle grandi teche espositive in cui è racchiusa una notevole varietà di materiale documentario, nonché un ragguardevole insieme di medaglie, spille, distintivi ed alcuni cimeli di notevole rarità, riconducibilli ad oltre duecentro tra enti e società di mutuo soccorso, con sedi in Italia e all’estero. All’interno del museo è presente uno spazio multifunzionale nel quale coesistono un archivio storico, una biblioteca e un centro studi. Inoltre, è stato riservato uno spazio per ospitare ogni forma d’arte: mostre, concerti di musica e rappresentazioni teatrali. Previa prenotazione, ogni artista potrà esporre o esibirsi gratuitamente all’interno dello spazio dedicato. Il Museo del Mutuo Soccorso, nato dalla volontà di valorizzare la storia delle società di mutuo soccorso, si prefigge di salvaguardare e rendere fruibile al pubblico i beni attualmente in dotazione e di promuovere la conoscenza e la ricerca sul tema della mutualità. Visitando il museo si ha la possibilità di conoscere da vicino le società di mutuo soccorso, le loro tradizioni e l’importanza sociale che hanno ricoperto nelle varie vicende storiche del nostro Paese. La struttura accoglie i visitatori anche con visite guidate e per le scuole sono pensati percorsi e laboratori didattici tematici. Sono, inoltre, previste aperture straordinarie nelle quali sarà possibile visitare le mostre in corso, assistere agli spettacoli e partecipare ad eventi e attività didattiche Apertura: Dal lunedì al venerdì previa prenotazione 11.00 - 13.00 | 15.00 - 18.00 Ultimo ingresso 17.30 (ingresso libero) Info e prenotazioni: +39 337 1590905 info@fondazionebasis.org www.museomutuosoccorso.it Indirizzo: Palasalute via di Santa Cornelia, 9 00060 - Formello (RM)
  4. 4. Health Online periodico bimestrale di informazione sulla Sanità Integrativa Anno 4° gennaio/febbraio 2017 - N°17 Direttore responsabile Ing. Roberto Anzanello Comitato di redazione Alessandro Brigato Mariachiara Manopulo Nicoletta Mele Giulia Riganelli Fabio Vitale Redazione e produzione Fabio Vitale Direzione e Proprietà Health Italia Via di Santa Cornelia, 9 00060 - Formello (RM) info@healthonline.it Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte può essere riprodotta in alcun modo senza permesso scritto del direttore editoriale. Articoli, notizie e recensioni firmati o siglati esprimono soltanto l’opinione dell’autore e comportano di conseguenza esclusivamente la sua responsabilità diretta. iscritto presso il Registro Stampa del Tribunale di Tivoli n. 2/2016 - diffusione telematica n.3/2016 - diffusione cartacea 9 maggio 2016 ImPaginazione e grafica Giulia Riganelli Tiratura 101.423 copie Visita anche il sito www.healthonline.it potrai scaricare la versione digitale di questo numero e di quelli precedenti! E se non vuoi perderti neanche una delle prossime uscite contattaci via email a info@healthonline.it e richiedi l’abbonamento gratuito alla rivista, sarà nostra premura inviarti via web ogni uscita! Per la tua pubblicità su Health Online contatta mkt@healthonline.it HEALTH
  5. 5. Potremmo dire che ormai il puzzle si è completato: leggi, norme, disposizioni, in alcuni casi ultracentenarie, in altri ventennali ed in altri ancora emanate negli ultimissimi anni, che regolano la sanità integrativa ed i sistemi di welfare aziendale sono state composte in un quadro di insieme che possiamo sicuramente definire più che soddisfacente. Ricordiamoci sempre che il modello sanitario italiano è stato per decenni un sistema di riferimento mondiale ed è opportuno constatare che l’evoluzione degli ultimi dieci anni, peraltro elaborata nella stessa direzione da governi bi, o meglio dire tri partisan ha creato un quadro d’insieme che potrà anch’esso essere un riferimento mondiale. Da un lato abbiamo la sanità pubblica, il primo pilastro, che si sta riorganizzando e dove ci si può oggi concentrare, con il supporto di tutti, sul recupero degli sprechi, che pur ancora ci sono, e sull’efficientamento del sistema organizzativo, che sta procedendo in maniera spedita. Dall’altro lato abbiamo la sanità integrativa e sostitutiva, il secondo pilastro, che può essere gestita esclusivamente da Fondi Sanitari, Società Generali di Mutuo Soccorso e Casse di Assistenza Sanitaria che, proprio per questo gode di interessanti vantaggi fiscali e consente di sollevare la sanità pubblica da oneri che non sarebbe in grado altrimenti di sostenere. Infine abbiamo la sanità privata, il terzo pilastro, erogata tramite servizi sanitari a pagamento diretto o polizze assicurative che è un ulteriore opportunità per chi può permettersi di spendere senza badare ai costi. Se il primo pilastro della sanità pubblica ha l’obiettivo di garantire le fasce più deboli della popolazione e il terzo della sanità privata ha lo scopo di offrire a pagamento servizi sanitari per le fasce meno deboli risulta evidente che l’adeguatezza del nuovo sistema sanitario italiano passa per i Fondi Sanitari, le Società Generali di Mutuo Soccorso e le Casse di Assistenza Sanitaria. E qui è necessario sottolineare che, affinché sia adeguato, il secondo pilastro, realizzato con il modello mutualistico quindi senza scopo di lucro, presupponga un approccio che permetta solo agli enti che lo seguono in termini di principio assoluto di offrire ai propri associati una garanzia di equità sociale ed economica. è stato quindi indispensabile che questi enti si organizzassero secondo principi di efficienza gestionale, con strutture reali ed effettive e costituite da specialisti, con processi operativi informatizzati, con personale professionalizzato, con sistemi all’avanguardia per offrire servizi di sanità integrativa e sostitutiva innovativi, interiorizzando e facendo proprie le logiche di servizio all’associato. Perché l’associato non è un cliente che ha comprato un prodotto ma è parte stessa integrante del sistema sanitario integrativo, è un individuo che si avvale di servizi sanitari ed assistenziali che gli vengono erogati dall’ente a cui ha aderito. Molti Fondi Sanitari e molte Società di Mutuo Soccorso si sono attrezzate per questo ed oggi il modello italiano di sanità integrativa in molti casi funziona in modo adeguato, è operativo nella sua completezza e ben regolamentato. In questo contesto si inseriscono le norme per il welfare aziendale,cheripensateinquestiultimianni,dannoulteriore forza alla sanità integrativa e sostitutiva di secondo pilastro consentendo alle imprese ed ai dipendenti di canalizzare risorse verso le coperture sanitarie di matrice mutualistica con ulteriori vantaggi fiscali, economici ed organizzativi. Sicuramente si tratta di un vantaggio di valore assoluto per le aziende in termini di gestione delle risorse umane, fidelizzazione dei dipendenti e defiscalizzazione, di un vantaggio significativo per i dipendenti e le loro famiglie in termini di protezione sanitaria, risparmio fiscale e economia famigliare e di un vantaggio importante per lo stato in termini di welfare sociale, bilancio e organizzazione sanitaria. A questo punto è solo necessario che tutti i cittadini siano opportunamente informati e adeguatamente resi consapevoli per consentire che il modello si sviluppi compiutamente con grande soddisfazione di tutti gli attori coinvolti in termini di diritto alla salute, diritto che, come ricordiamo sempre, è costituzionalmente stabilito. Anche in questo ambito qualcosa sta cambiando perché le testate giornalistiche stanno affrontando il tema sempre più spesso ed in modo sempre più preciso, il web consente di veicolare sempre più le esperienze di successo, Health Online continua con impegno a diffondere informazioni, il passa parola si sta rapidamente incrementando con il supporto degli enti di sanità integrativa che opportunamente, in alcuni casi, si sono organizzati con figure professionali adeguatamente formate, correttamente regolamentate e giuridicamente coerenti che promuovono i loro servizi mutualistici. è quindi indispensabile che ogni cittadino, ogni famiglia, ogni dipendente, ogni manager, ogni imprenditore comprenda appieno il valore sociale, strategico, economico, motivazionale, economico e fiscale dei sistemi di sanità integrativa e sostitutiva e di quelli di welfare aziendale perché il puzzle è chiaro, legiferato, organizzato, usufruibile e completo e quindi è sufficiente, oltre che opportuno, aderire a questi programmi per la salvaguardia della salute di tutti noi. A cura di Roberto Anzanello editoriale Aziende, famiglie individui: sanità integrativa e welfare sono soluzioni ottimali
  6. 6. 23 13 16 10 26 La storia di Andrea, il Dj che suona con gli occhi sfidando la SLA Non aprite quella porta. Dimmi che vita vivi e ti dirò che incubo avrai Malattie rare: arriva “Tu e Duchenne”, il sito web che aiuta i genitori Reflessologia plantare: il benessere del nostro corpo passa anche attraverso i piedi Borsa Italiana: Health Italia debutta sul mercato AIM in evidenza 19 Malati nell’anima, cresce il numero dei ragazzi che si suicidano. Cosa sta succedendo? 29 La sanità che fa discutere
  7. 7. 35 Progetto EAT, l’educazione alimentare sostenibile del Gruppo San Donato 42 44 32 38 “Ricerca e armonia”. La musico-terapia aiuta a disfarsi della leucemia Le ricette della salute Airc, in corso uno studio anti cancro mirato all’orologio biologico delle cellule malate L’inquinamento è una minaccia per la salute dei capelli 30 Scegliere una buona sanità con un click. Con la start up ScegliereSalute è possibile
  8. 8. Health tips Sapevi che... L’occhio pigro è il più frequente disturbo visivo che si manifesta nei bambini, e consiste nell’indebolimento della vista di uno dei due occhi. Un facile esercizio da far fare ai piccoli per capire se soffrono di questo disturbo visivo è coprire con la mano prima un occhio e poi l’altro e verificare se si vede bene da entrambi. Se da uno dei due la visione risulta sfocata, è bene fare un controllo subito! A peggiorare la buccia d’arancia è di solito una forma di ritenzione idrica che peggiora quando il microrcircolo non è ben stimolato. Una valida disciplina anaerobica, come il Pilates, aiuta molto, migliorando postura e circolazione. E, in questo modo, l’aspetto generale delle gambe. Oltre ad avere un ruolo essenziale nell’aumentare le difese immunitarie, grazie alla sua capacità di aumentare la proliferazione dei leucociti o globuli bianchi che hanno il ruolo di difenderci dagli agenti patogeni responsabili dei malanni di stagione, la vitamina C ha una straordinaria azione antiossidante. Per ridurre i fastidi dovuti alla sindrome dell’occhio secco, è bene evitare ambienti troppo secchi e scarsi di umidificazione e utilizzare occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggio UVA o UVB o in caso di ambienti ventosi o polverosi. È inoltre importante seguire una alimentazione ricca di vitamina B3, B6, B12, Omega 3/ Omega 6 e bere almeno un litro e mezzo di acqua fuori dai pasti principali. L’ananas è un bruciagrassi naturale ed agisce efficacemente, permettendo di liberarsi dalla cellulite. Contiene la bromelina, che aiuta a digerire più facilmente le proteine, accelerando il metabolismo e contrastando le infiammazioni. Il pepe nero favorisce la digestione e stimola il metabolismo; inoltre, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Food and Chemical Toxicology, i componenti alcaloidi della piperina aiutano i processi cognitivi e il buon funzionamento del cervello, con un’azione antidepressiva. L’acquagym è un allenamento completo, che non pesa sulla colonna vertebrale: infatti, può essere praticata anche da chi è in forte sovrappeso e dalle donne in gravidanza. Il kiwi protegge l’apparato cardiovascolare, in particolare le arterie: il merito è dell’acido proteico, che combatte il colesterolo cattivo, aiuta la circolazione e tende a regolarizzare la pressione del sangue. L’ecografia di cute e sottocute è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni – onde sonore ad alta frequenza innocue per il corpo umano e i suoi tessuti – per “vedere” e studiare le lesioni della pelle e dei tessuti sottostanti. serve a valutare le dimensioni di una tumefazione cutanea o sottocutanea, il suo sviluppo in profondità e i rapporti con strutture profonde e vasi sanguigni.
  9. 9. 10 Reflessologia plantare: il benessere del nostro corpo passa anche attraverso i piedi a cura di Nicoletta Mele A chi non piace rilassarsi con un massaggio ai piedi? Al di là del piacere, la riflessologia plantare è in grado di apportare benefici al nostro organismo. È una tecnica antica, naturale e non invasiva, basata sulla digitopressione. In Italia se ne trovano cenni nel 1500 grazie allo scultore Benvenuto Cellini il quale, affetto da dolori diffusi al corpo, si è fatto trattare con “robuste” pressioni sulle dita delle mani e dei piedi. Nel tempo la riflessologia plantare si è affermata non solo come tecnica, ma anche come metodo e arte. Qual è il suo obiettivo principale? Secondo gli esperti è quello di far scattare i meccanismi che portano all’omeostasi, cioè a uno stato di equilibrio dei processi che regolano l’organismo. Per saperne di più abbiamo intervistato Ivana Cariddi, Presidente della Federazione Italiana Reflessologia Plantare, FIRP, istituzione presente sul territorio italiano da oltre 30 anni. Quali sono i benefici dal punto di vista psicofisico? “La reflessologia ha un effetto rilassante, favorisce la normalizzazione dei vari sistemi dell’organismo e in generale produce un effetto rigenerante”. Non è solo un metodo e una tecnica ma anche arte, ovvero? “Le basi tecniche e metodologiche sono fondamentali, ma sono anche necessarie intuizione e creatività come in ogni situazione che ci pone in relazione con un altro essere umano”. Chi è e quando affidarsi al reflessologo professionista? Qual è il rapporto che si instaura con lo specialista? “La reflessologia plantare aiuta quando si ha una 10
  10. 10. 11 sensazione di malessere generale, è un sostegno in caso di problemi specifici e relative terapie, è utile per gli effetti derivanti dallo stress. Il reflessologo è colui che aiuta il nostro corpo a recuperare la sua naturale capacità di autoregolazione, attraverso la stimolazione dei punti riflessi situati sul piede (e anche sulla mano), cui corrispondono i vari organi e apparati. Il rapporto con il cliente deve basarsi sulla fiducia che spesso stimola la confidenza. È quindi necessario mettere la persona nelle migliori condizioni possibili perché si senta accolta”. Qual è il percorso? “Si parte da un’indagine che somma le informazioni ricevute dalla persona a quelle ottenute dal piede attraverso i primi trattamenti. Questi dati permettono al reflessologo di mettere a punto un iter personalizzato che verrà seguito durante i trattamenti e modificato in base alle necessità che verranno a manifestarsi nel tempo”. Ci sono patologie che traggono beneficio da questa tecnica? “La reflessologia plantare non si sostituisce mai alla pratica medica. Agendo a beneficio dell’equilibrio psicofisico della persona può essere un valido sostegno in molti casi. In ogni caso, il bravo reflessologo non interferisce mai con la terapia stabilita dal medico”. Un buon massaggio ai piedi aiuta a contrastare lo stress. Infatti, secondo l’Università di Harvard, migliora la circolazione complessiva nell’organismo, stimola la muscolatura e ne riduce l’irrigidimento. L’Università ha anche realizzato un vademecum per chi desidera praticare un auto-massaggio. I passaggi sono semplici: Signora Cariddi, cosa ne pensa? È possibile trarre dei benefici anche senza l’aiuto di un reflessologo? “Massaggiarsi i piedi è sicuramente una buona abitudine, come fare attenzione a usare scarpe comode. Questo però non può certo sostituire il lavoro del reflessologo che utilizza una tecnica sviluppata in anni di studio ed è in grado di mettere a punto un percorso sulle esigenze specifiche della persona che ha di fronte”. Il riflessologo è un professionista che segue corsi di formazione come quelli organizzati dalla Federazione Italiana Reflessologia Plantare. Quali sono i vostri principali obiettivi? “Le finalità della FIRP sono promuovere la conoscenza e la diffusione della reflessologia plantare, sostenere e sviluppare le competenze e gli interessi deiprofessionistidellareflessologia.Tuttoquestolofacciamo attraverso varie attività che vanno dalla formazione a vari livelli e in linea con le norme stabilite dagli organi istituzionali, all’organizzazione di eventi culturali per i soci, ad attività di promozione verso il pubblico e altro ancora. Ovviamente alla base del nostro agire c’è il rispetto di un codice deontologico che diventa una guida per tutti i nostri associati”. Quali sono i suoi consigli? “Le classiche regole del buon vivere sono ormai note: attività fisica, alimentazione corretta, controllo della respirazione, etc. Quello a cui forse si dà meno attenzione è dedicare del tempo al recupero energetico e alla gestione dello stress nella vita quotidiana. In questo, i trattamenti di reflessologia plantare, ricevuti con cadenza regolare, sono un aiuto efficace. È importante però affidarsi a mani esperte nel settore, che sapranno indicare i tempi e i modi per trarne i migliori benefici”. I piedi sono una parte del nostro corpo molto importante che va “coccolata” per ridurre lo stress, acerrimo nemico della società 2.0. Seguire un percorso con un professionista è sicuramente un aiuto efficace per ottenere dei benefici psicofisici, ma non dimentichiamo di massaggiare i nostri piedi prima di cadere tra le braccia di Morfeo. Sedersi comodi, piegare la gamba sinistra e appoggiarla sulla coscia destra dopodiché procedere con un leggero massaggio su tutta la lunghezza del piede, compresi dita e talloni, aiutandosi con una crema. Dopo la prima fase rilassante è possibile continuare con un massaggio più energetico. Ripetere anche con l’altro piede. Il consiglio è quello di praticarlo prima di andare a dormire.
  11. 11. 12 Tante e diverse opportunità a chi intende passare 7 o più giorni nel nord della Sardegna, negli incantevoli scenari di Valledoria, Terme di Casteldoria e San Pietro a Mare. Di seguito le condizioni esclusive riservate agli aderenti alla convenzione Health Italia, per l’affitto di appartamenti: 10% di sconto per il periodo che va da Maggio a Settembre Soggiorno gratuito dal mese di Ottobre ad Aprile, con il solo vincolo del pagamento delle spese di pulizia finali (60€) Scegli il tuo alloggio su www.casainvestimento.it ITALIA casa investimento e health italia propongono La richiesta dovrà essere effettuata tramite l’invio di una mail a info@casainvestimento.it. La mail dovrà riportare le seguenti indicazioni: Oggetto: Convenzione Health Italia Allegato: Tesserino Health Italia Nome e Cognome Periodo e struttura scelte Numero di persone Spese non comprese nel soggiorno: Pulizie finali_60 € (obbligatorio con tutte le tariffe) Check-in o Check-Out fuori orario_20 € Set biancheria letto e bagno su richiesta (per persona)_20 € Telo mare su richiesta_5 € Animali domestici. Extra per pulizie_20 € Culla da campeggio e biancheria su richiesta_20 € Deposito cauzionale rimborsabile (da versare all’arrivo)_200 € www.casainvestimento.it info@casainvestimento.it
  12. 12. 13 a cura di Mariachiara Manopulo Quando una malattia rara, ancora senza una cura definitiva, come la distrofia muscolare di Duchenne, colpisce un figlio, la paura è di solito la prima reazione nei genitori. Si fanno tante, tantissime domande, a cui da soli non riescono a rispondere. L’esperienza di chi ha già vissuto questi momenti può sicuramente aiutarli. Anche per questo, sono nati online siti appositi, specializzati, dove si possono reperire informazioni e ci si può scambiare consigli e opinioni. Tra questi, c’è anche il portale “Tu e Duchenne” (www. duchenneandyou.it), realizzato dall’azienda Ptc Therapeutics, impegnata nella ricerca di nuove terapie per questa rara malattia. Il portale è disponibile in varie lingue, anche in italiano, e si propone come strumento di aiuto e di supporto per i genitori e per chi è costantemente a fianco dei malati. Che cos’è la distrofia muscolare di Duchenne? Come evolverà? Cosa possono fare i genitori, la scuola, gli amici? Come si devono comportare? Il sito cerca di dare una risposta a tutte queste domande, utilizzando un linguaggio semplice, ma preciso dal punto di vista scientifico, e soprattutto basandosi sull’esperienza di chi ha già affrontato questa malattia, come medico o come familiare. La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia muscolare progressiva, causata dalla mancanza – per mutazione genetica - di distrofina, che colpisce soprattutto i bambini maschi (possono esserne affette anche le bimbe, che però di solito non subiscono gli effetti completi della malattia). La distrofina è una proteina fondamentale per la stabilità strutturale dei muscoli, del diaframma e del cuore, garantendone la salute e il corretto funzionamento. L’indebolimento dei muscoli peggiora nel tempo e comporta difficoltà nelle funzioni fisiche: si fa fatica a stare in piedi, a camminare e, nelle fasi successive, a respirare. Con il deteriorarsi di queste funzioni, il malato ha sempre più difficoltà a eseguire le attività di tutti i giorni, e piano Malattie rare: arriva “Tu e Duchenne”, il sito web che aiuta i genitori 13 fonte: jamanetwork.com
  13. 13. 14 piano può arrivare a perdere la sua indipendenza. I bambini affetti da Duchenne appaiono in salute al momento della nascita, ma raggiungono molto più tardi rispetto agli altri bambini i traguardi importanti dello sviluppo, come sedersi, camminare e parlare. Solitamente, tra i 2 e i 5 anni, i piccoli affetti da Duchenne iniziano a mostrare i segni e i sintomi più evidenti della malattia. Negli anni successivi possono poi insorgere complicazioni polmonari o cardiache, anche letali. Tra i sintomi della Duchenne ci possono essere: • Cadute frequenti • Ingrossamento del polpaccio • Problemi di apprendimento e comportamentali, tra cui scarsa attenzione e problemi di memoria • Ritardo nello sviluppo della parola • Ritardo nello sviluppo motorio • Insolita andatura dondolante • Difficoltà a stare al passo con gli altri bambini durante il gioco e le attività fisiche • Riflessi indeboliti • Difficoltà di respirazione. La malattia ha sostanzialmente quattro fasi. Nella fase iniziale compaiono i primi sintomi, ed è importante iniziare ad eseguire i primi controlli regolari. Nella seconda fase camminare diventa sempre più difficile, e i segni della malattia sempre più evidenti. È importante già da ora il monitoraggio dei muscoli cardiaci e respiratori. Con la terza fase, la maggior parte dei malati non riesce più a camminare e ha bisogno di una sedia a rotelle motorizzata. Con la quarta e ultima fase, si aggiungono problemi importanti agli arti superiori e alla postura. Potrebbero inoltre essere necessari farmaci per il cuore e un supporto respiratorio. La diagnosi precoce è importantissima: prima vengono avviate le strategie di trattamento e gestione, maggiore è la possibilità di preservare la forza e la funzione muscolare per un periodo di tempo più lungo. Inoltre, fare il prima possibile i test genetici può servire a capire la mutazione specifica che ha causato la malattia, offrendo la possibilità di gestirla con un approccio più mirato. Ogni anno, nel mondo, la Duchenne colpisce circa 1 bambino su 3.600-6.000. Un tempo, chi veniva colpito difficilmente superava i vent’anni. Ma oggi, grazie ai progressi della ricerca, l’aspettativa di vita è notevolmente più alta e si sta facendo il possibile per trovare soluzioni terapeutiche sempre più avanzate. Attualmente, le strategie di gestione della malattia si concentrano sul mantenimento della funzione muscolare il più a lungo possibile e sulla gestione dei sintomi. I farmaci utilizzati sono prevalentemente i corticosteroidi. Non affrontano le cause, ma aiutano nella gestione dei sintomi, preservando la forza muscolare e il movimento e riducendo la possibilità di avere complicanze come la scoliosi o problemi di respirazione. Importanti sono anche gli integratori, per mantenere le ossa forti, la fisioterapia, i tutori, l’esercizio fisico regolare. I bambini affetti da Duchenne devono restare quanto più possibile indipendenti. È importante che abbiano degli hobby e seguano le loro passioni. Il tutto – come ha sottolineato l’Osservatorio Malattie Rare - senza mai dimenticare che anche l’equilibrio psicofisico dei genitori è essenziale per far fronte al particolare impegno che questa malattia richiede loro. Nel portale si possono leggere tantissimi consigli: fare un elenco di amici, parenti e altre persone vicine alle quali chiedere aiuto, perché molti vorrebbero dare una mano ma potrebbero non sapere come. Non bisogna farsi assorbire completamente dal ruolo di caregiver: non trascurare la salute, mangiare in maniera corretta e fare regolare attività fisica è fondamentale. Gli affetti da Duchenne devono fare una vita il più possibile normale: avere amici, studiare. Insomma, non devono chiudersi tra le mura domestiche. “Molto probabilmente - si legge nel portale- le persone intorno a te non conoscono la Duchenne. Spesso le persone non sanno come reagire e possono aver paura di ciò che non conoscono. Parlando a parenti, amici e insegnanti della Duchenne e del suo sviluppo, le persone che circondano te e tuo figlio possono sentirsi più a loro agio. Quando parli della Duchenne ai bambini, per esempio ai fratelli o agli amici di tuo figlio, fallo in modo che possano comprendere ed essere pronti al modo in cui possono esserne influenzati. Illustra il modo in cui la Duchenne avanza e come verrà trattata. Lascia che esprimano le loro emozioni. Incoraggia i bambini a trattare tuo figlio nel modo più normale possibile. Ricorda loro che tuo figlio è costituito da molto più che la semplice diagnosi della Duchenne. Tuo figlio ha sogni e passioni, proprio come loro”. Gli insegnanti devono essere coinvolti. A seconda dell’età, il piccolo paziente avrà esigenze particolari anche a scuola. È importante che sia spiegato ai maestri quali sono i sintomi della malattia, trovare insieme soluzioni per farlo partecipare alle gite, all’ora di educazione fisica, e, soprattutto, farlo sentire il più possibile a suo agio. Nel portale “Tu e Duchenne” è spiegato anche come trovare un medico che tratti la malattia: l’elenco dei centri specializzati si può trovare sul sito dell’Associazione italiana di miologia (www.miologia.org). Per maggiore supporto, i familiari dei malati possono anche contattare due associazioni: Parent project onlus (www. parentproject.it) e UILDM (www.uildm.org).
  14. 14. La Selvotta Suite è un’elegante Guest House nel cuore del Parco di Vejo, a pochi chilometri dallo storico comune di Formello ed a soli 17 Km a nord della città di Roma. La bellezza del bosco di querce e la vicinanza al Parco della Selvotta rendono questa location unica nel suo genere, offrendo un’oasi di pace per varie specie di animali la cui compagnia sorprenderà piacevolmente i propri ospiti. La camere, curate nei dettagli in forme e colori,dispongonotuttediserviziprivaticon doccia, asciugacapelli, TV, riscaldamento autonomo, aria condizionata, frigobar, cassaforte e Wi-Fi free. Su richiesta inoltre, è possibile usufruire del servizio lavanderia. www.laselvottasuite.it | info@laselvottasuite.it Via della Selvotta, 23 | 00060 | Formello (RM)
  15. 15. 16 Non aprite quella porta. Dimmi che vita vivi e ti dirò che incubo avrai a cura di Alessandro Notarnicola Un adulto su due soffre di incubi notturni, di fastidi che nel corso della notte generano disagi di qualsiasi genere i quali provocano a loro volta insonnia prima e un malumore crescente nel corso della giornata. Per decenni antropologi ed esperti di psicologia hanno cercato di determinare la genealogia dell’incubo che, stando alla sua radice etimologica risalente al latino tardo del XIV secolo, significherebbe “spirito maligno che sta sopra” (incubus deriva dal verbo incubare). Almeno una volta nella vita questo spirito non solo è venuto a farci visita ma ha anche condizionato – certamente in peggio – il nostro stato d’animo. Persino il cinema si è interessato a questo particolare fenomeno della mente umana: ricordiamo film come “Incubo finale”, film horror del 1998 con protagonista Julie, una ragazza perseguitata da incubi e allucinazioni, “Nightmare - Incubi”, pellicola horror e di fantascienza del 1983 in cui un ragazzo finisce con l’essere catturato dal suo videogioco preferito, “Nightmare - Dal profondo della notte”, pellicola horror del 1984 di Wes Craven di grande suggestione psicologica, e ancora “Monster & Co.”, divertente pellicola d’animazione prodotta dalla Pixar con protagonisti i mostri degli incubi dei bambini. È proprio dall’infanzia che l’inquietudine notturna prende avvio, quella fase della vita in cui tutto sembra essere intrappolato nel buio, come fosse uno spazio così ampio da contenere ogni paura e ogni singola angoscia. Nel prodotto d’animazione arrivato nei cinema nel 2001, al centro di tutto ci sono le porte che rappresentano una sorta di frontiera tra il bene e il male, e cioè tra l’abitazione che come un nido rassicura e protegge e il mondo dei mostri che notte tempo spaventano rubando la serenità del sonno ai “cuccioli di uomo”. Dalla fantasia alla realtà, pertanto, è davvero un attimo, tanto che diverse scoperte hanno appurato che le paure sedimentano nelle mente dell’uomo nella prima fase della crescita, tra i 3 e i 10 anni,
  16. 16. 17 cioè negli anni in cui il bambino si abitua a vedere il mondo esterno con i propri occhi. Crescendo, inoltre, l’origine dei sedicenti sogni inquietanti non è più sita in paure infantili generate da una fervida immaginazione ma ha a che vedere con momenti particolari che scandiscono la giornata, con patologie, o con il modo con cui si affronta quotidianamente la propria vita. Nella fase adulta, quindi, gli incubi si verificano con maggiore frequenza durante la fase Rem (Rapid eyes movements) del sonno, tipica soprattutto delle prime ore del mattino anche se non è escluso che si ripetano più volte durante la notte, facendo ritornare lo stesso tema. Secondo l’American Sleep Association, lo studio “The reinterpretation of dreams” del neuroscienziato finlandese Antti Revonsuo e il libro “Trauma and dreams” di Deirdre Barrett, una delle cause degli incubi potrebbe essere una cena troppo abbondante: pietanze condite oltremodo, o un pasto completo di più portate possono attivare il metabolismo, aumentare la temperatura corporea e stimolare l’attività cerebrale, causando sogni irrequieti. Per riposare meglio, d’altra parte, gli esperti consigliano di diminuire le dosi di caffeina già a partire dal pomeriggio e di andare a dormire dopo almeno un paio d’ore dalla fine dell’ultimo pasto magari dopo aver mangiato una banana o un bicchiere di latte che attenuano l’appetito. Altre cause invece sono riconducibili alla scarsa presenza di sonno dovuta spesso all’assenza di un ciclo sonno- veglia abitudinario. Se infatti una notte si dorme poco, in quella successiva con ogni probabilità potrà esserci il rischio di sognare troppo ed intensamente essendo le fasi Rem prolungate. Anche la visione di film horror potrebbe ostacolare il sonno tranquillo, o ancora il troppo stress dovuto a una giornata – o a una serie di giornate – frenetica. “L’attività onirica trae spunto dalle preoccupazioni quotidiane”, argomenta a tal riguardo Antti Revonsuo, professore di Scienze cognitive all’Università di Skoevde, in Svezia, aggiungendo che gli incubi avrebbero, infatti, la funzione di riprodurre gli scenari difficili che potrebbero capitare nella vita per allenare l’uomo a reagire di fronte alle criticità, trovando più velocemente una soluzione. Infine, un altro elemento che potrebbe contribuire alla mancanza di un sonno sereno sarebbe rappresentato da eventuali malattie o da patologie come epilessia, broncopneumopatia cronica ostruttiva, apnee notturne, sindrome delle gambe senza riposo, ma anche di alcuni disturbi psichiatrici, come ansia, depressione, disturbo post- traumatico da stress, attacchi di panico. L’errore più diffuso e da molti ritenuto come una vera e propria soluzione salva-sonno è la somministrazione di farmaci. Molti uomini e donne, infatti, ritengono che assumendo medicinali ansie e malumori scompaiano garantendo un sonno sereno. In realtà, alcuni farmaci sono noti proprio per contribuire all’insorgenza degli incubi. I medicinali che agiscono sulle sostanze chimiche presenti nel cervello, come gli antidepressivi e i narcotici, sono spesso associati agli incubi. Anche i farmaci non psicotropi, tra questi vi sono alcuni atti a trattare la pressione sanguigna, possono causare incubi nell’adulto. La cessazione dell’assunzione di farmaci e sostanze, tra cui alcol e tranquillanti, può provocare la comparsa di incubi. Nel caso in cui si noti una variazione nella ricorrenza degli incubi, a seguito di un eventuale cambiamento alla terapia farmacologica, è preferibile consultare uno specialista perché è vero che “il sogno della ragione genera mostri” ma è anche vero che senza dormire al mattino si diventa poco razionali e molto emotivi. CARDEA CASSA MUTUA La forza di un sistema mutualistico è determinata dalla consapevolezza che la contribuzione di ogni singolo Socio produrrà un vantaggio comune a tutti, senza arricchire soggetti terzi che si limitano a calcolare il rischio e, di fatto, a scommettere sulla nostra salute, peraltro a fine di lucro. Una mutua che tutela, una mutua che previene, una mutua che unisce! www.cassamutuacardea.org info@cassamutuacardea.org
  17. 17. 19 a cura di Nicoletta Mele I ragazzi si uccidono. Gli ultimi dati sono allarmanti: su 4mila suicidi all’anno, il 12% vede protagonisti giovani sotto i 20 anni. I recenti fatti di cronaca fanno riflettere: la lettera di Michele, il dramma del giovane di Lavagna e del 22enne di Rovigo che ha scelto di morire il giorno prima della (finta) laurea, sono solo alcune delle tragiche storie che abbiamo sentito nelle ultime settimane. Nel nostro Paese il suicidio è la seconda causa di morte tra i ragazzi sotto i 20 anni. Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto al Prof. Armando Piccinni, Presidente della Fondazione BRF Onlus, Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze. La seconda causa di morte per gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali, è il suicidio. Cosa significa? “È problematico individuare un elemento che possa dare una risposta univoca a questa domanda. Il fenomeno è complesso ed è sicuramente determinato da una serie di fattori che si intrecciano inestricabilmente tra loro per dare un risultato di tale gravità. Le differenze tra i ritmi della Malati nell’anima, cresce il numero dei ragazzi che si suicidano. Cosa sta succedendo? 19
  18. 18. 20 società attuale confrontati con quelli di solo 100 anni fa sono enormemente più veloci, le richieste e le sollecitazioni che i giovani oggi ricevono possono essere un elemento positivo per la crescita e lo sviluppo del cervello, ma anche una pericolosa fontedistress,cheinalcune situazioni ambientali p a r t i c o l a r m e n t e sfavorevoli o in alcuni soggetti specificatamente predisposti può diventare talmente intollerabile da arrivare ad un gesto così estremo. L’interazione tra il soggetto e l’ambiente circostante nelle fasi di vita precedenti è anche molto importante in quanto modifica la costituzione mentale del soggetto e lo predispone ai comportamenti successivi”. Come può arrivare un giovane di soli 16 anni, nel pieno della sua giovinezza, a togliersi la vita? “L’adolescenza è un momento in cui le emozioni hanno una forza possente e straordinaria, che trasforma gli eventi della vita in situazioni assolute, definitive come se fossero irrimediabili, insanabili, con conseguenze che dureranno tutto il resto della vita. Non esiste a questa età, almeno nella maggioranza degli adolescenti, la capacità di relativizzare gli eventi. Il motivo per cui ciò avviene è da ricondurre a diverse cause, una tra queste è la mancanza di un archivio di esperienze passate sufficientemente ampio da poter utilizzare come termine di confronto per la situazione presente. L’evento non riceve in questo modo nessuna guida di comportamento. In questo ambito trova facilmente spazio lo smarrimento, la disperazione e l’impulsività dei gesti, che possono andare dalla perdita del controllo fino al gesto estremo di togliersi la vita”. La depressione è un male che sta colpendo le nuove generazioni. Cosa sta succedendo? “Gli adolescenti ed i giovani, specie nel mondo occidentale, si trovano per la prima volta in una condizione di solitudine. I genitori spesso sono al lavoro tutto il giorno. Non esistono più nelle nostre case gli spazi per ospitare i nonni o gli anziani del nucleo familiare. Complessivamente ci sono meno guide, meno esempi da seguire o a cui opporsi, in generale meno possibilità di confrontarsi per imparare e per comprendere in quale direzione dirigere il proprio comportamento e la propria vita. Ampliare il discorso alla società odierna ed alle sue problematiche, con la perdita dei valori morali, religiosi, tradizionali completa ma complica molto il quadro”. La società moderna è digitalizzata. Che ruolo giocano i social media? “I social media giocano oggi un ruolo fondamentale nella vita della nostra società ed in particolare degli adolescenti e dei giovani. Oltre ad essere un punto di incontro nuovo, un luogo di confronto ed apprendimento che sostituisce quelli persi nell’ambito della famiglia e dei vecchi nuclei di aggregazione, i social network possono diventare uno spazio di confronto duro. Il luogo virtuale a volte si dimostra spietato e, per quanto possa essere metabolizzato da parte di un adulto, può purtroppo diventare la fonte di una irrimediabile tragedia per un adolescente”. Come si possono evitare drammi come quelli accaduti di recente? “Dobbiamo imparare ad ascoltare i ragazzi, cercare di percepire i campanelli d’allarme che lanciano e non sottovalutarne il disagio. Paradossalmente proprio in questo momento di crisi della scuola, della famiglia, della società, sarebbe necessaria la massima attenzione da parte degli educatori, dei genitori, delle strutture sociali per aiutare quei giovani che
  19. 19. Direzione operativa ed organizzazione Back Office Consulenza mirata per costituzione o restyling societario Assistenza soci dedicata ad hoc con numero verde e personale dedicato Health Service Provider con 1560 strutture sanitarie sul territorio Marketing e strategie di comunicazione ai soci Organizzazione di convegni nazionali di settore Formazione personale interno ed incaricati al contatto con i soci Social Media Strategist per una comunicazione al passo con i tempi Consulenza per compliance e policy interna Consulenza giuridica e fiscale Operation per la gestione dei regolamenti applicativi Assistenza, realizzazione piattaforme, siti web ed aree intranet Dati, studi e ricerche sul mondo della Sanità Integrativa Ansi, Associazione Nazionale Sanità Integrativa, nasce dalla volontà di alcuni primari fondi sanitari di creare non solo un’associazione di categoria “indipendente”,maancheuninterlocutorequalificato che si renda portavoce attivo tra Istituzioni, Sistema Sanitario Nazionale e Fondi Sanitari Integrativi. ANSI vuole diventare il soggetto capace di tutelare, aggregare e sostenere le diverse forme mutualistiche operanti in Italia, che garantiscono la salute di circa ¼ della popolazione italiana. “Auspichiamoilbenessereelasalutepertuttii cittadini,comedirittofondamentaledell’uomo epatrimoniosocialedellacollettività” www.sanitaintegrativa.org segreteria@sanitaintegrativa.com sia perché hanno una struttura personale più vulnerabile, sia perché vivono condizioni ambientali particolarmente difficili hanno più bisogno di essere compresi e sostenuti. Il sostegno e la vicinanza ai giovani manca, o in tante situazioni è insufficiente nei differenti piani di intervento”. Quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare? “I segnali da cogliere possono essere di natura differente e vanno dai sintomi fisici - come stanchezza, fiacchezza muscolare, facile esauribilità agli sforzi, mal di testa, disturbi digestivi e gastro-intestinali, rallentamento motorio, ridotta mimica facciale, dolori muscolari – a sintomi comportamentali - come tristezza, pianto frequente anche per futili motivi, irritabilità, intolleranza a situazioni normalmente tollerate, riduzione del rendimento scolastico, tendenza ad isolarsi, riduzione o aumento dell’appetito con conseguente riduzione o incremento del peso, minore produzione verbale, comportamenti insoliti o bizzarri; sbalzi di umore tra la tristezza e l’euforia o l’irritabilità, disturbi del sonno come risveglio mattinale precoce o presenza di numerosi risvegli durante la notte o tendenza ad addormentarsi molto tardi con l’incapacità a risvegliarsi al mattino, aumento complessivo del numero delle ore di sonno. Spesso si ritrovano sintomi ideativi come tristezza, apatia abulia, appiattimento affettivo, aumento della tendenza a rimuginare con il pensiero, riduzione della memoria, riduzione delle capacità di attenzione o concentrazione, pensieri rivolti prevalentemente al passato, senso di inesorabiltà della condizione attuale, idea di inguaribilità”. Lei è il presidente dell’Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze, Fondazione BRF Onlus, quali sono le vostre finalità? “La Fondazione mira a promuovere le conoscenze nell’ambito delle neuroscienze. Portiamo avanti studi, realizziamo convegni e conferenze, ci impegniamo per tendere una mano alle numerose persone che soffrono ogni giorno nel nostro Paese a causa di un disagio mentale. Il programma della fondazione si realizza attraverso: la promozione la divulgazione e la diffusione della cultura, delle innovazioni e delle conquiste che riguardano il cervello; l’approfondimento della conoscenza delle malattie mentali mediante la progettazione e l’esecuzione di protocolli di ricerca; l’incontro di studiosi provenienti da differenti discipline delle neuroscienze con l’obiettivo di favorire l’integrazione delle conoscenze e la collaborazione multidisciplinare in ambiti di ricerca comuni e l’istituzione di centri di eccellenza per il trattamento di disturbi psichiatrici rari o complessi che trovano risposte deboli nell’ambito dell’attuale organizzazione sanitaria”.
  20. 20. Coopsalute è una cooperativa che nasce dalla volontà di costituire un unico punto di incontro tra la domanda e l’offerta di prestazioni e servizi socio- sanitari-assistenziali. Peculiarità di Coopsalute è infatti quella di stipulare accordi e convenzioni con società di Mutuo Soccorso, Casse di Assistenza, Fondi Sanitari e Compagnie di Assicurazione da un lato e Cooperative, Società di Servizi e liberi professionisti dall’altro. Essere Cooperativa significa agire insieme per il benessere dell’ individuo e il miglioramento della qualità della vita, in un’ottica solidaristica e mutualistica. Il primo network italiano dedicato all'assistenza domiciliare e a tutti quei servizi pensati e costruiti intorno alle esigenze dell'utente. Coopsalute S.C.p.A. info@coopsalute.org www.coopsalute.org Nello scenario socio-economico attuale, riveste un ruolo sempre più di rilievo l’assistenza domiciliare, rivolta ad anziani, disabili, malati e a chiunque si trovi a vivere particolari condizioni di fragilità. Per agevolare il paziente e la sua famiglia in termini di confort e privacy, è importante che tale prestazione sia svolta nel rispetto e nel mantenimento delle massime condizioni qualitative e con assoluta professionalità. Coopsalute assicura tali peculiarità, mediante un’accurata selezione su tutto il territorio nazionale degli erogatori di tali prestazioni, per poter poi formulare pacchetti di prestazioni e servizi ad hoc, da offrire ai suoi convenzionati. Monitorandocostantementeilmercato e i suoi mutamenti e i cambiamenti dei bisogni della collettività, Coopsalute, plasmandosi attorno ad essi, riesce a fornireprestazionisempreinnovative e attuali garantendo anche il costante supporto della sua Centrale Salute H24. Coopsalute, convenzionata tra l’altro con oltre 20 Fondi Sanitari, casse di Assistenza e Società di Mutuo Soccorso, fruitori dei suoi servizi, intende proseguire la sua crescita, divenendo il principale punto di riferimento per tutti gli attori dello scenario socio-sanitario- assistenziale, il “regista” attraverso il quale le parti si incontrano, nel soddisfacimento di bisogni condivisi. 800 598 635 Centrale Cooperativa (riservato agli Assistiti) 06 90198069 info e ufficio convenzioni aderente A aderente B aderente C aderente D ade ade ade ade aderente A aderente B aderente C aderente D aderente A aderente B aderente C aderente D L'assistito si affida a Coopsalute per la propria esigenza sanitaria. Coopsalute si occupa di reperire, all'interno del suo network, le prestazioni richieste. L'assistito usufruisce del servizio adatto alle proprie necessità.
  21. 21. 23 a cura di Alessandro Brigato Andrea ha 29 anni, da 4 è malato di SLA da 4. La malattia gli ha tolto la possibilità di muoversi, ma non la sua grande e innata passione per la musica. “Ho perso il movimento, ma con gli occhi riesco a fare (quasi) tutto”, dice sempre. Ed è davvero così: grazie ad un nuovo puntatore oculare riesce persino a mixare i brani con gli occhi ed ha potuto così riprendere l’attività di deejay. Il puntatore “è la mia finestra sul mondo, la mia finestra sulla musica”, ha detto. Ha creato una pagina Facebook, “Con Gli Occhi”, per cercare persone che, come lui, utilizzano soltanto gli occhi e che abbiano voglia di creare un progetto musicale. “My window on the music” è il suo primo singolo: da poche settimane è scaricabile su Itunes, e tutto il ricavato sarà devoluto alla ricerca sulla SLA: “spendendo la cifra che quotidianamente pagate per un caffè potete fare qualcosa di grande, di grandissimo. Troviamo insieme la cura per la Sla e, nel frattempo, ascoltiamo bella musica!”. Ha tanti sogni, Andrea, come quello creare una associazione per aiutare tutti i malati più sfortunati. Ma anche, perché no, partecipare ai più grandi festival del mondo. Per conoscerlo meglio, e cercare di capire quanto davvero la sua passione per la musica e l’aiuto della tecnologia gli siano stati d’aiuto nella lotta contro la malattia, lo abbiamo intervistato. Andrea, prima di chiederti chi sei oggi, ci racconteresti di chi era Andrea 5 anni fa? “Ero un ragazzo come tanti altri. Studiare non mi è mai piaciuto, dunque, dopo aver acquisito la licenza media inferiore, ho iniziato a lavorare nell’impresa edile di mio zio, impegnandomi al massimo affinché un giorno potessi aprire la mia di azienda. Lavoravo molte ore al giorno, ma riuscivo comunque a dedicare del tempo alla mia ragazza, che ho conosciuto quando avevo 18 anni e lei 16, ai miei moltissimi amici e all’allenamento in piscina. Le mie passioni principali erano i viaggi (me ne concedevo qualcuno all’anno), i motori ed ovviamente la musica”. Poi un giorno è successo qualcosa di diverso, ci puoi raccontare come hai vissuto i primi sintomi? “Ho vissuto la cosa in maniera molto ingenua e inconsapevole: ho praticamente ignorato i continui, dolorosi crampi e le fascicolazioni che facevano vibrare tutti i muscoli del mio corpo fin dall’età adolescenziale. Nell’aprile del 2012 inciampavo continuamente ed è così che mi sono accorto che il mio piede sinistro ‘penzolava’ inerte dalla gamba, privo di vita. Soprattutto questo fatto, unito alla continua, eccessiva stanchezza e generale debolezza, mi convinsero ad andare a fare dei controlli da uno specialista. In una prima fase affrontavo la cosa dunque molto serenamente e senza preoccuparmi troppo, ignaro di quello che sarebbe venuto in seguito”. Una volta avuta la diagnosi, quali sono state le persone ed eventualmente i medici e le associazioni che ti sono state vicine e in che modo? “La persona che mi è stata più vicino è stata Chiara, la mia ragazza, che già dall’inizio aveva intuito quanto la cosa fosse grave. Mi ha sostenuto in tutto e per tutto e mi ha accompagnato nei vari ‘pellegrinaggi’ in giro per il mondo, in cerca di una soluzione che purtroppo al momento non esiste. Per quanto riguarda medici ed associazioni devo dire sinceramente che, soprattutto all’inizio, mi hanno fatto sentire solo ed abbandonato. Per carità, ho sempre avuto a che fare con grandi professori che sanno quello che fanno e sono grandi esperti, ma a cui purtroppo manca una certa umanità, quell’empatia nei confronti del paziente. Per quanto riguarda le associazioni invece la colpa è stata mia, nel senso che sono stato io ad isolarmi, a chiudermi in me stesso, a nascondermi e a non cercare l’aiuto di nessuno. Infatti, quando sono venuti a sapere di me e del momento criticissimo che stavo affrontando, mi sono stati molto vicini e mi hanno aiutato, in particolare Aisla Sardegna, SLA: un’isola nell’isola, e il Comitato 16 novembre Onlus nella persona del grandissimo Salvatore Usala”. Nella malattia sei riuscito a trovare la forza di continuare a fare, ad accettare la vita come se tutto questo fosse un La storia di Andrea, il Dj che suona con gli occhi sfidando la SLA
  22. 22. 24 nuovo capitolo. Vuoi raccontarci di chi è Andrea oggi, quali sono i suoi hobby, i suoi interessi? “È vero, è un qualcosa a cui sono arrivato gradualmente dopo un periodo di grande tristezza, depressione e abbattimento. Non so come spiegarlo ma dopo l’intervento di tracheo è come se fossi rinato a nuova vita, con una gran voglia di dare e di fare. Andrea oggi è un ragazzo di 29 anni che non ha più dalla sua la forza del corpo ma ha, come mai l’ha avuta prima, quella della sua mente. Sarà che ho tutto il tempo del mondo a disposizione ma mi interesso di tantissime cose, studio e leggo tanto. Ciò che mi appassiona maggiormente è però la musica: grazie al mio puntatore oculare ho potuto riprendere l’attività di dj. Con l’installazione del software Virtual dj mi è infatti possibile mixare i vari brani con gli occhi!!!”. Nonostante la malattia, dai sempre un’immagine sorridente di te, senza trascurare il tuo aspetto: occhiali nuovi, orologi e tatuaggi. Ti piace avere sempre cura dei dettagli e del tuo aspetto? “Si, mi piace sempre apparire bene nelle foto, e i tatuaggi mi sono sempre piaciuti moltissimo solo che il lavoro me lo impediva, mentre ora non ho di questi problemi, infatti sono in arrivo ben tre tatuaggi! E gli orologi idem, a casa possiedo una collezione”. La musica svolge un ruolo molto importante nella tua vita, ci racconti il tuo ultimo progetto “My Window on the music”, come è nato e se ti sei ispirato a qualcuno? “My Window on the music è per me la realizzazione di un sogno.Sitrattadelmioprimobrano,giàscaricabilesuiTunes, il cui ricavato andrà interamente a favore della ricerca contro la SLA, nello specifico ad AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. La persona grazie alla quale questo sogno è divenuto realtà risponde al nome di Francesco Daros, un ragazzo che ai primi di dicembre mi ha scritto ‘di non poter sorvolare su questa mia passione’, che poi è appunto il suo lavoro. Francesco, giovanissimo, è infatti il responsabile nonché gestore di due etichette internazionali ed ha voluto mettere a disposizione i suoi artisti ed il suo studio per la realizzazione di questo mio progetto. È stato lui a proporre l’idea di un brano che fosse uno ‘slogan’ per tutte le persone nella mia condizione, che potesse infondere in loro positività e coraggio. E il grandissimo artista che Francesco ha messo a mia disposizione è dj Gary Caos che, con la collaborazione di Nihil Young, ha composto il mix della canzone, che ho adorato fin dal primo momento! Oltre ad essere un dj di fama internazionale, Gary è soprattutto una grande persona, molto umile! Francesco e Gary sono la dimostrazione che il mondo della vita notturna e del djing non è interessato solamente al business e a cose frivole”. Credichelatecnologiaabbiadatouncontributoimportante a vivere meglio il decorso di questa patologia? “Ciò che dico sempre e di cui sono fermamente convinto è che la tecnologia sia l’unica vera ‘cura’ al momento disponibile per questa patologia. Questa malattia ti priva gradualmente di quelle che sono le cose principali della vita, abbassandone drasticamente ed inesorabilmente la qualità. In ultimo ti priva della cosa che, da che mondo è mondo, è davvero essenziale, la comunicazione. Fortunatamente si è riusciti a brevettare un dispositivo altamente tecnologico come il puntatore oculare, che riesce a sopperire in maniera egregia a questo gravissimo deficit. Il puntatore oculare è la mia finestra sul mondo, la mia finestra sulla musica”. Per concludere, se incontrassi il famoso genio della lampada, quali desideri esprimeresti? “Sicuramente quello di riuscire a aiutare il maggior numero di persone possibili, malati meno fortunati di me ecc. Ho anche in mente di creare una associazione proprio per questo. E poi sicuramente chiederei di aprirmi le porte verso i più grandi festival del mondo”.
  23. 23. 25 Siamo una delle più grandi realtà nel panorama della Sanità Integrativa e lo dobbiamo al lavoro, alla passione e alla professionalità che mettiamo in ogni sfida che dobbiamo affrontare. Siamo impegnati nella ricerca costante di nuovi traguardi da raggiungere, forti di un credo che vede la Salute e il Benessere della persona al centro di ogni nostra attività, diritti fondamentali da tutelare e promuovere. In questi anni abbiamo formato professionisti della Salute, sposando i principi di una Società moderna e collaborativa in cui tutti possano contribuire alla costruzione di un sistema socio-assistenziale solido, orientato sulla Cura Totale della persona. Insieme abbiamo creato una rete efficiente e ben organizzata sul territorio credendo nei nostri progetti, ma soprattutto nelle persone che ci hanno dimostrato, nel tempo, dedizione e disponibilità a formarsi. Persone che, ogni giorno, ci consentono di scrutare l’orizzonte con serenità e voglia di fare e alle quali vorremmo dire il nostro grazie. ITALIA “La salute è la più grande forza di un popolo civile”
  24. 24. 26 a cura di Nicoletta Mele e Mariachiara Manopulo Lo scorso 9 febbraio Health Italia S.p.A, società leader nel mercato della Sanità Integrativa, ha debuttato su AIM Italia (Mercato Alternativo del Capitale), sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa Italiana e dedicato alle piccole e medie imprese, salito così a quota 76 società quotate. La cerimonia di quotazione si è svolta nell’Area Scavi, sicuramente lo spazio più affascinante e scenografico di Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, alla presenza del management di Health Italia, e dei rappresentanti degli advisors che hanno partecipato all’operazione: Kpmg (revisione contabile), Osborne Clark (legal advisor) Studio Frosio (commercialista), Banca Profilo (advisor finanziario e specialist), Envent Capital Markets (nomad e global coordinator), JCI Capital (advisor finanziario), Directa Sim (collocamento retail). La cerimonia è iniziata con un breve saluto di un rappresentante della Borsa, che poco dopo è stato raggiunto sul palco dal presidente di Health Italia, l’Ing. Roberto Anzanello. Un minuto prima delle 9, ora di apertura dei mercati, è iniziato il countdown: finiti i Borsa Italiana: Health Italia debutta sul mercato AIM
  25. 25. 27 in evidenza sessanta secondi, il presidente ha suonato, come da rito, la campanella, ufficializzando il debutto di Health Italia sul mercato AIM. “Il progetto di quotazione sul mercato AIM Italia rappresenta una tappa fondamentale per Health Italia – ha dichiarato Roberto Anzanello – che potrà cogliere le opportunità derivanti dal progressivo sviluppo della sanità integrativa, con l’obiettivo di consolidare il proprio vantaggio competitivo e introdurre un range di servizi innovativi, che miglioreranno la qualità e l‘accessibilità dei servizi sanitari e di welfare all‘individuo, alle famiglie ed alle aziende”. La società ha chiuso il 2015 con ricavi aggregati pari a € 11,8 milioni ed un EBITDA aggregato pari a € 4,4 milioni. Il Gruppo Health Italia prevede il raggiungimento nel 2016 di ricavi aggregati pari a circa €18,8 milioni, con un EBITDA aggregato pari a circa €6,4 milioni. “La prima società ad entrare in Borsa nel 2017, è una società AIM Italia. Questo ci rende particolarmente contenti, visto il forte impegno che come Borsa Italiana stiamo mettendo sulle piccole e medie imprese, vero motore del nostro tessuto economico. Siamo certi che la quotazione supporterà l’azienda nel consolidare i propri risultati, accelerando il percorso di crescita grazie all’accesso ai capitali, anche quelli stimolati dai nuovi piani di risparmio”, ha commentato Barbara Lunghi, Head of Primary Markets di Borsa Italiana. Health Italia S.p.A. è specializzata nella promozione di soluzioni di sanità integrativa e sostitutiva, nell’erogazione di servizi amministrativi, liquidativi, informatici e consulenziali a Fondi Sanitari, Casse di assistenza sanitaria e Società di Mutuo Soccorso, nella gestione dei Flexible Benefit (clientela Corporate) e nell’erogazione di prestazioni sanitarie presso strutture di proprietà. Il Sistema Sanitario Nazionale è in crisi e non è più in grado di rispondere alle reali esigenze dei cittadini. Il ricorso alla Sanità Integrativa è l’unica soluzione per riportare il diritto alla salute al centro della vita di ogni individuo. Stando agli ultimi dati Censis, il 57,1% degli italiani è a favore del cosiddetto “secondo pilastro” e sono 26,5 milioni gli italiani che si dicono pronti a sottoscrivere una polizza sanitaria o ad aderire a un Fondo sanitario integrativo. Il Gruppo Health Italia si propone quindi di fornire, per il mercato Italiano, servizi innovativi che migliorino la qualità e l’accessibilità ai servizi sanitari all’individuo, mediante la propria organizzazione finalizzata alla divulgazione dei principi mutualistici, all’allargamento della base sociale e all’adesioneaSocietàdiMutuoSoccorso,eallapromozione di Sussidi Sanitari, anche tramite il coordinamento, la gestione e la formazione di reti di Promotori mutualistici. “Grazie a Health Italia - ha aggiunto Anzanello - è possibile sottoscrivere un’ampia gamma di sussidi sanitari, e usufruire quindi di prestazioni integrative del Servizio Sanitario Nazionale”.
  26. 26. Nessuna distinzione per numero di componenti della famiglia Nessuna distinzione di età Sussidi per Single o Nucleo famigliare Detraibilità fiscale (Art. 15 TUIR) Nessuna disdetta all’associato Durata del rapporto associativo illimitata Soci e non “numeri” perché abbiamo scelto mba? rimborso interventi home test alta diagnostica assistenza rimborso ticket conservazione cellule staminali visite specialistichesussidi per tutti check up MBA si pone come “supplemento” alle carenze, ad oggi evidenti, del Servizio Sanitario Nazionale. L’innovazione dei Sussidi che mette a disposizione dei propri associati identifica da sempre MBA come una vera “Sanità Integrativa” volta a migliorare la qualità di vita degli aderenti. Mutua MBA Tel. +39 06 90198060 - Fax +39 06 61568364 www.mbamutua.org
  27. 27. 29 a cura di Lucrezia Anzanello L’elezione di Donald Trump a quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti di America ha certamente destato qualche perplessità nell’opinione pubblica mondiale. Ancora prima del suo insediamento alla Casa bianca, il futuro Presidente ha fatto discutere di sé e del suo programma politico, ponendosi spesso in contrasto con le scelte operate dal predecessore Barack Obama. Tra queste è senza dubbio rilevante la ferma opposizione mostrata da Trump nei confronti della riforma sanitaria approvataeattuatanelcorsodellaprecedentepresidenza. Il primo atto firmato dal neo Presidente nel notorio studio ovale della residenza presidenziale è stato, infatti, un decreto esecutivo diretto alle agenzie governative volto a ridurre il peso della riforma sanitaria. La riforma sanitaria The Patient Protection and Affordable Care Act, meglio nota come “Obamacare”, è una legge federale promulgata nel marzo del 2010 che ha sostanzialmente modificato le modalità di accesso alle cure mediche negli Stati Uniti d’America. Principio base della riforma è che la salute sia un diritto inalienabile a prescindere dalla condizione economica del singolo. L’affermazione di tale principio nell’ambito americano non è assolutamente banale, poiché la Costituzione americana non garantisce il diritto alla salute, diversamente da quanto invece accade nell’ordinamento italiano nel quale la Carta Costituzionale contiene, all’articolo 32, un espresso richiamo alla tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo. Per meglio comprendere il contesto di riferimento, è necessario considerare che se il modello europeo di assistenza sanitaria si fa risalire all’esempio tedesco di assistenza sociale obbligatoria fondato nel 1883 da Otto von Bismarck, il modello americano si caratterizza per l’origine recente. Solo nel 1960 sono stati pensati, dall’allora Presidente J.F. Kennedy, i primi programmi di protezione sociale a favore di anziani, disabili e persone economicamente disagiate; i programmi sono stati approvati dal Congresso americano nel 1965 e sono giunti immodificati sino al 2010 salvo qualche parziale implementazione. Infatti, i pochi tentativi di riformare organicamente il sistema sono naufragati a causa delle forti resistenze politiche incontrate che hanno neutralizzato ogni accenno di cambiamento. I programmi operano su due piani differenti in quanto il cd. Medicare ha rilievo nazionale mentre il Medicaid prevede una gestione rimessa ai singoli stati federali. Nello specifico, il primo programma è rivolto a tutti gli ultrasessantacinquenni ed ai disabili e garantisce tutela attraverso medici e strutture sanitarie convenzionate con il governo centrale. Il programma non copre però tutti i servizi e le prestazioni mediche rimanendo di fatte escluse - a titolo esemplificativo - le cure odontoiatriche, gli impianti acustici e i servizi di assistenza di lungo periodo. Con il programma Medicaid viene, invece, garantita l’assistenza sanitaria dei cittadini che non raggiungono una soglia minima di reddito e vengono dunque considerati indigenti. Tra i destinatari del programma si registrano anche le donne in gravidanza e le famiglie con bambini, che possono usufruire dei servizi erogati per le fasi del parto, le cure neonatali e della prima infanzia. Ciò detto, è di immediata evidenza come la mancanza di un sistema nazionale di protezione sociale abbia reso decisamente frammentata la rete assistenziale creando delle discriminazioni importanti in relazione alla tutela della salute dei cittadini. Oltre ai programmi sopra menzionati, una tutela effettiva della salute del singolo veniva tendenzialmente garantita solo in presenza di un rapporto di lavoro dipendente o, comunque, a colui che possedeva lo status sociale di soggetto attivamente partecipe al mondo del lavoro. L’Obamacare ha rivoluzionato il panorama descritto sancendo il diritto ed il dovere per i quasi cinquanta milioni di cittadini non aventi una copertura sanitaria di ottenere una tutela con prestazioni minime garantite tra cui le cure per i figli sino ai ventisei anni e alcuni esami preventivi. La riforma, strutturale ma soprattutto culturale, ha accolto alcune resistenze da parte del Congresso che ne hanno contestato la legittimità in sede giudiziale; ciò nonostante la Corte Suprema ne ha confermato la correttezza a discapito delle critiche mosse. Cosa accadrà adesso? Dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal Presidente Trump, l’Obamacare dovrebbe diventare un lontano ricordo entro il 2018 e sarà sostituita da un programma di assistenza sanitaria per tutti che coinvolge anche le case farmaceutiche. Sul punto, certamente significativo è il tweet del presidente Trump che ha dichiarato “Obamacare continues to fail. Humana to pull out in 2018. Will repeal, replace & save healthcare for ALL Americans”. La speranza, ovviamente, è che il principio della salute quale diritto inviolabile del singolo venga mantenuto e anzi riempito di significato dalle prossime riforme in materia. La sanità che fa discutere
  28. 28. 30 Scegliere una buona sanità con un click. Con la start up ScegliereSalute è possibile a cura di Alessia Elem ScegliereSalute (www.sceglieresalute.it) è il portale che con un solo click, grazie ad un vasto database completo di medici, professionisti, strutture e centri sanitari, offre uno strumento di confronto equo e partecipato, che permette all’utente di conoscere la migliore offerta di assistenza e aiuta le strutture stesse a migliorarsi. L’obiettivo del progetto, presentato sul mercato nel 2015, è quello di scegliere consapevolmente da chi farsi curare, lasciando e condividendo una recensione, o semplicemente leggendo le esperienze degli altri. Per saperne di più, abbiamo intervistato gli ideatori della start up, Giuseppe Lorusso e Angelo Marvulli. “Abbiamo pensato – hanno spiegato - ad un innovativo strumento di confronto, equo e partecipato, che contribuisca a riconoscere e diffondere le buone pratiche sanitarie, e a colmare il gap informativo esistente sulle prestazioni erogate e lo stato delle strutture ospedaliere”. Da dove nasce l’idea di questo progetto? “L’idea è nata molto semplicemente da vicende personali. Una nostra amica doveva partorire e non riusciva a capire quale struttura preferire. Per decidere l’ospedale al quale rivolgersi ha chiesto a tutti i suoi amici e sulla base delle esperienze che le venivano raccontate ha fatto la sua scelta. Ci siamo resi conto che l’unica legge che vale in questi momenti è la condivisione di esperienze. E allora abbiamo pensato che poteva essere interessante metterle insieme, pubblicandole sul sito. Abbiamo pensato agli studenti, o a chi si trasferisce in grandi città e che può avere problemi seri a scegliere 30
  29. 29. 31 strutture o professionisti a cui affidarsi. Ma abbiamo pensato anche ai medici, che si affacciano sul mercato del lavoro in una grande città, e hanno la necessità di farsi conoscere: noi offriamo sul sito una vetrina. Inoltre, diamo la possibilità di poter prenotare online le visite specialistiche, chiedendo ai medici un piccolo sconto per poter usufruire del servizio e assicurare ai pazienti tariffe più eque. Ad entrambe le categorie, quindi, offriamo strumenti di conoscenza”. Come funziona? “L’interazione è alla base del progetto: ogni utente può registrarsi e raccontare la propria esperienza, ma i contributi vengono puntualmente filtrati e verificati da noi. All’interno dell’archivio anche i singoli professionisti (medici, odontoiatri, psicologi, etc) possono monitorare e confermare la propria identità, oltre a seguire in tempo reale l’evoluzione dei giudizi sul loro conto. All’interno del sito web o tramite App, relativamente alle strutture ospedaliere, gli utenti possono raccontare la loro esperienza ed esprimere una valutazione, con un punteggio che va da 1 a 5, relativamente ai quattro parametri individuati. Per quel che riguarda invece medici specialisti, centri diagnostici e professionisti sanitari, da oggi è anche possibile acquistare online le prestazioni a prezzi ridotti. È uno dei primi esempi di booking online nella sanità”. La tecnologia fa parte del nostro quotidiano ed anche in campo sanitario i nuovi dispositivi si stanno imponendo. ScegliereSalute offre servizi più veloci all’utente che spesso si trova a combattere con le lunghe liste di attesa? “È il principio alla base dell’e-Health, per cui garantire prestazioni migliori a prezzi più ragionevoli, abbattendo le lunghe liste d’attesa, crediamo sia l’obiettivo che ci ha portati ad impegnarci per questo progetto”. Dalla parte delle strutture sanitarie che hanno aderito, il vostro è uno strumento di feedback per migliorare i servizi erogati, è così? “Esatto, infatti il nostro slogan è “Scegliere la buona Sanità”, ed in rete le opinioni, specialmente quelle positive, sono numerose. Questo ci porta ad avere più fiducia sulla qualità dei nostri professionisti sanitari”. In questo momento storico dove è sempre più evidente la crisi del Sistema Sanitario Nazionale, quanto è importante avere a disposizione uno strumento come il vostro? “Direi che è fondamentale. Si parla di digitalizzazione delle imprese, della pubblica amministrazione, ma sulla sanità si è rimasti indietro di qualche decennio. Chiediamo in particolare ai medici uno sforzo ulteriore per diventare “più social” e facilmente reperibili dai pazienti. “La salute è il primo dovere della vita” (Oscar Wilde), e l’idea di ScegliereSalute è quella di avere la possibilità di migliorare il livello qualitativo dell’offerta sanitaria soltanto grazie al contributo attivo dei destinatari finali delle cure”. Quali sono stati i risultati raggiunti fino ad oggi? Siete soddisfatti? “Le strutture ed i medici, vessati ogni giorno da nostri competitors, hanno apprezzato il nostro approccio commerciale: una mail di invito ad iscriversi, semplici passaggi per creare il profilo ed ecco completata l’iscrizione. Nessuna quota di iscrizione né tantomeno quote di rinnovo annuale, ma una percentuale (molto bassa) sulle prestazioni acquistate dai pazienti”. Progetti per il futuro? “Abbiamo in mente un grande progetto, di cui non posso anticipare i contenuti, ma che sarà in grado di coinvolgere il mondo del sociale e delle realtà associative a difesa del diritto alle cure. Non ci fermiamo, ovviamente, ed abbiamo grandi idee da sviluppare, assieme ai nostri partner di Health Italia, una delle più grandi società presenti nel panorama della Sanità Integrativa”. Fare delle scelte per la propria salute, affidarsi a professionisti del settore ed a strutture qualificate non è spesso semplice, ma grazie a strumenti come ScegliereSalute è possibile, con un solo click, aiutare gli utenti risparmiando del tempo prezioso per propria salute.
  30. 30. 32 Airc, in corso uno studio anti cancro mirato all’orologio biologico delle cellule malate a cura di Nicoletta Mele Le cellule del nostro organismo sono dotate di un “orologio biologico”, che determina un’oscillazione ciclica di numerosi processi: l’alternanza del sonno e della veglia, il ritmico succedersi dei pasti, le variazioni giornaliere della pressione sanguigna e di gran parte degli ormoni; è quindi necessario per gestire la quantità di energia di cui le cellule hanno bisogno per svolgere una serie di funzioni. Dormire poco, mangiare male e non fare attività fisica sono azioni che hanno un grosso effetto negativo sull’orologio biologico, che alla lunga può “rompersi” causando così lo sviluppo di neoplasie. Per saperne di più abbiamo intervistato il dottor Benedetto Grimaldi, ricercatore AIRC presso l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova: “Gli stili di vita inadeguati possono causare un malfunzionamento dell’orologio biologico delle cellule sane, inducendo lo sviluppo del cancro. Non solo, ad esempio un’alimentazione sbilanciata, può influenzare il ciclo vitale delle cellule tumorali, favorendo lo sviluppo della malattia. Infatti, anche queste cellule sono dotate dell’orologio biologico, ma è danneggiato; così i tumori, anziché per gestire la dotazione energetica, lo usano solo per crescere ed espandersi”. Con il contributo dell’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, state portando avanti uno studio su come le cellule tumorali riescano ad alterare il loro orologio biologico. Ad oggi, quali sono i risultati raggiunti? “Il nostro gruppo ha recentemente messo in luce il modo in cui vengono alterati alcuni ingranaggi dell’orologio molecolare e ha fornito la prima evidenza sperimentale: unapprocciodiricercaesviluppodinuovifarmaci,basato sulla modulazione di proteine circadiane, può essere utilizzato per lo sviluppo di nuovi agenti chemioterapici innovativi. In particolare, abbiamo identificato delle correlazioni tra alcune lancette molecolari dell’orologio delle cellule di cancro e il processo di autofagia, una sorta di apparato digerente delle cellule, utilizzato per riciclare energia e consentire al tumore di crescere. Grazie ad AIRC, stiamo adesso comprendendo sempre più a fondo le molteplici connessioni esistenti tra l’orologio difettoso dei tumori e la loro capacità di accrescersi. Nell’insieme, questi studi porteranno all’individuazione di nuovi approcci terapeutici per la cura del cancro, in cui specifiche molecole chimiche andranno a bloccare gli ingranaggi malfunzionanti e potranno far capire alle cellule malate che è ora di ‘dormire’ per sempre. La futura ‘ottimizzazione’ di queste molecole chimiche potrebbe generare innovativi medicinali che potremmo chiamare cronofarmaci, da utilizzare come nuove armi per combattere i tumori e per il miglioramento della cura del cancro che colpisce il fegato, il pancreas, la prostata e la mammella”. Si tratta di un filone di ricerca ancora aperto a cui Grimaldi ha deciso di dedicare gran parte del suo lavoro e ancora prima i suoi studi. Infatti, dopo essersi specializzato nella biologia molecolare dei ritmi circadiani all’Università La Sapienza di Roma, città dove è cresciuto, e presso l’Università della California, dal 2011 lavora all’IIT dove dirige un laboratorio di medicina molecolare per lo sviluppo di innovativi cronofarmaci le cui proprietà curative risiedono nello spostare “le lancette delle cellule malate alla giusta ora”. Cosa accadrà nell’attesa che questi farmaci arrivino in clinica? “È possibile fin da ora sfruttare alcune delle conoscenze acquisite sull’orologio biologico delle cellule per prevenire il cancro o renderlo meno aggressivo. È stato dimostrato che sia l’azione benefica che gli effetti collaterali di
  31. 31. 33 molti farmaci attualmente utilizzati per combattere i tumori dipendono anche dall’orologio biologico. Le molecole che bloccano gli orologi tumorali potrebbero significativamente implementare l’azione di medicinali già esistenti, aumentando la loro efficacia sul tumore, ma diminuendo i loro effetti indesiderati nei confronti delle cellule sane”. Il dottor Grimaldi ha 42 anni, nel pieno della sua carriera, è sposato, ha due figli e sta lavorando affinché un giorno le nuove generazioni abbiano a disposizione un farmaco per le cure. “È una corsa contro il tempo - ha detto - ma ad oggi il tumore non è più considerato un male incurabile. La raccolta fondi per la ricerca è fondamentale per vincere la sfida contro il cancro”. Una sfida che l’AIRC porta avanti da 50 anni. Grazie a un investimento complessivo di 102 milioni di euro, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e la sua Fondazione hanno recentemente assegnato i fondi per 602 progetti di ricerca e 78 borse di studio. Circa 5.000 ricercatori possono così lavorare in laboratori di università, ospedali e istituzioni di ricerca in tutta Italia, prevalentemente in strutture pubbliche, con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del nostro Paese. Un vero e proprio esercito di scienziati composto per il 63% da donne e per il 52% da under 40, impegnati a rendere il cancro sempre più curabile.
  32. 32. Scegliere ITALIA
  33. 33. 35 a cura di Mariachiara Manopulo Mangiare sano: è questa la prima cosa da fare per mantenersi in salute. Un imperativo, quasi, che però ancora troppe persone non seguono. Tra junk food, cibo di bassa qualità, e sedentarietà, lo stile di vita di molti italiani non sembra essere infatti troppo corretto. Mangiare sano vuol dire imparare a conoscere i prodotti ortofrutticoli e la loro stagionalità, ma anche fare una spesa consapevole. Fare attività fisica poi fa bene anche all’ambiente: scegliere le scale e non usare l’ascensore, lasciare a casa la macchina, camminare il più possibile e utilizzare i mezzi pubblici o la bicicletta per recarsi a scuola o al lavoro. I più giovani purtroppo sono i primi a non magiare correttamente, e questo perché molte volte manca una vera e propria educazione alimentare, che li stimoli ad uno stile di vita sano. I rischi di obesità e sovrappeso sono dietro l’angolo, e possono portare i ragazzi a sviluppare malattie come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione arteriosa. La Fondazione del Gruppo San Donato ha lanciato un progetto proprio con questo obiettivo, focalizzare l’attenzione sul tema dell’alimentazione sostenibile, per l’organismo, ma anche per l’ambiente. Si chiama “progetto EAT”, Alimentazione Sostenibile (www. progetto-eat.it); inizialmente si è rivolto soprattutto agli adolescenti, tra i 12 e i 14 anni, con diverse iniziative nelle scuole, educandoli ad una corretta alimentazione e all’attività fisica – tant’è che EAT è l’acronimo di “Educazione Alimentare Teenagers”. Lo scopo era stimolarli ad adottare comportamenti semplici ma virtuosi, far capire loro che anche a quella età è importante mangiare bene, fare attività fisica, non fumare. In primis, sono stati analizzati i loro comportamenti alimentari; sono stati poi organizzati degli incontri con dei nutrizionisti, per parlare di cibo, insegnare ai ragazzi a conoscerlo e a sceglierlo con consapevolezza. Hanno insegnato loro a conoscere i macronutrienti, la stagionalità difruttaeverduraeilprocessodigestivo.Sonostatidimostrati i benefici che scelte alimentari consapevoli possono avere sul clima e sul tessuto sociale. Agli incontri, fuori e dentro la scuola, hanno partecipato anche i genitori e gli insegnanti, che sono quindi stati parte attiva del programma. Ai ragazzi sono stati dati dei contapassi, affinché si rendessero conto dell’effettiva attività fisica quotidiana. I risultati sono stati buoni e, visto il successo, il Gruppo San Donato ha deciso di proseguire e andare oltre, intraprendendo un percorso focalizzato sulla prevenzione: EAT oggi non è più un solo un progetto di educazione alimentare per adolescenti, ma si è allargato a tutti coloro desiderosi di abbracciare uno stile di vita sostenibile. Una parte importante del progetto è dedicata alle donne in stato di gravidanza. Durante la dolce attesa, è fondamentale seguire una alimentazione sana, sia per la salute della futura mamma che del nascituro. La gravidanza è un periodo di trasformazione profonda: la donna aumenta di peso, cambiano gli equilibri ormonali, la respirazione, ma anche il sistema cardiovascolare e il metabolismo. Per questo scegliere i cibi con attenzione è importante per vivere al meglio questo periodo, e anche i primi mesi dopo la nascita. Sul sito internet del progetto, le future mamme possono tra l’altro trovare tante notizie e consigli utili. EAT non è solo un progetto di educazione alimentare, capace di farci conoscere meglio il cibo e le materie prime; è un vero e proprio stile di vita che segue una semplice filosofia: l’alimentazione non è solo la migliore forma di prevenzione, è anche la più piacevole. Il progetto racchiude in sé tre elementi molto importanti: il “Piatto In-Forma”, la piramide ambientale e la piramide comportamentale. Il “Piatto In-Forma” è una sorta di piramide alimentare e si propone di rappresentare il giusto equilibrio alimentare. È diviso in quattro spicchi: frutta, ortaggi, cereali integrali, proteine di qualità. Frutta e ortaggi sono una fonte importantissima di sostanze protettive e antiossidanti con azione anti-infiammatoria, fibre, sali minerali e vitamine responsabili del corretto funzionamento del metabolismo; i cereali integrali sono fonte di carboidrati complessi non raffinati, ricchi di fibre e con un basso indice glicemico. Le proteine sono rappresentate dal pesce e dai legumi: entrambi sono un’ottima alternativa alla carne rossa e ai formaggi, che contengono grassi saturi che possono Progetto EAT, l’educazione alimentare sostenibile del Gruppo San Donato
  34. 34. 36 essere pericolosi per la salute. La “piramide ambientale”, invece, evidenzia l’impatto ecologico dei diversi cibi sull’ambiente. In alto si trovano i cibi la cui produzione inquina di più (carni e latticini) e richiede più acqua, andrebbero pertanto consumati con moderazione. In basso quelli più sostenibili (frutta, verdura e cereali), da assumere più frequentemente. Infine, c’è la “piramide comportamentale”: il simbolo di un “sano ed equilibrato stile di vita”, che ha l’obiettivo di guidarci nella scelta degli alimenti e dei comportamenti quotidiani. È formata da sei sezioni, contenenti vari gruppi di alimenti, più una sezione dedicata all’attività fisica. Ciascun gruppo alimentare deve essere presente nella nostra dieta in modo proporzionale alla grandezza della sua sezione. Alla base della Piramide troviamo gli alimenti che possiamo utilizzare più spesso mentre, al vertice, troviamo quelli che è meglio limitare. Dal basso verso l’alto ci sono: acqua, verdura, frutta e ortaggi; pane, patate, riso e pasta; legumi, uova, carne bianca e olio d’oliva; formaggi, pizza, fritti; e in cima dolci e fritti. Bisognerebbe poi dedicare 60 minuti al giorno all’attività fisicaeallosport:calcio, tennis, bicicletta, basket. Confrontando le due piramidi, quella ambientale e quella comportamentale, si vede come i cibi più sani siano anche quelli più ecologici. Sul sito si possono anche leggere i dieci consigli per un piatto “IN-FORMA”: 1. Quando scegliete cosa mangiare, fatelo con la testa e non solo con la gola. Varia le tue scelte in modo da dare all’organismo tutto quello di cui ha bisogno. Metti sulla bilancia le calorie: quelle assunte devono corrispondere il più possibile a quelle spese 2. Mangia più cereali, meglio se integrali. Consumate almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, fonti di vitamine, sali minerali, fibre, acqua e sostanze antiossidanti. 3. Limita i grassi ma non rinunciare al gusto. Prediligi quelli di origine vedetale, come l’olio extravergine di oliva. Mangiate pesce due o tre volte a settimana: è ricco di preziosi acidi grassi Omega 3. 4. Bere acqua purifica il corpo. Consumatene almeno 1,5- 2 litri al giorno. Andateci piano invece con le bevande zuccherate. 5. Fate la spesa a stomaco pieno e con la lista di cosa comprare. Eviterete di farvi guidare dalla gola: ne beneficeranno la vostra salute e le vostre tasche. 6. Fate tre pasti al giorno e, se preferite, fate due spuntini al giorno: sono una buona soluzione per disinnescare la fame e avere l’energia necessaria per nutrire mente e corpo. 7. Non sottovalutate la prima colazione e non saltate mai i pasti. 8. Consumate legumi 1-2 volte alla settimana, anche abbinati con pasta e riso. Sono una fonte preziosa di proteine e possono sostituire carne e pesce. 9. Non credete ai miracoli: bando alle diete restrittive. Causano il cosiddetto “effetto yoyo”: prima si dimagrisce e poi si ingrassa. Per essere in buona salute non servono digiuni, fatiche eccessive in palestra e diete sbilanciate. 10. Usate poco sale. Non serve per gustare il cibo al meglio. Il sale è già presente in tanti alimenti e l’eccesso potrebbe favorire la comparsa di problemi come l’ipertensione arteriosa. Usate sale iodato per prevenire alcune malattie della tiroide. Si possono trovare anche consigli utili per fare la spesa al meglio e in maniera consapevole, e c’è persino una sezione con tante ricette, sane e appetitose. Fare attenzione agli alimenti non significa essere a dieta, o fare grandi rinunce: ogni cibo ha le sue proprietà e, se consumato in quantità corretta, non fa male. EAT si propone di far conoscere il cibo, in modo sostenibile; sostenibile per il nostro organismo, sostenibile per l’ambiente che ci circonda. Perché rispettare noi stessi significa anche rispettare l’ambiente, assecondare il ritmo delle stagioni e ridurre lo spreco. Se la sostenibilità ambientale è il futuro del pianeta, quella alimentare sarà il testamento da trasmettere alle generazioni future. 36
  35. 35. “Health Book” il primo libro di mutua mba dedicato alla prevenzione! L‘importanza della prevenzione in un libro Health book I libri della salute di Mutua MBA Da un recente studio effettuato in Italia è emerso come quasi una persona adulta su due sia completamente avulsa dall’adottare una linea di prevenzione medica adeguata. Prerogativa di una società di Mutuo Soccorso non può, pertanto, essere “solo” quella di garantire l’accesso privilegiato alla salute attraverso una valida integrazione al Sistema Sanitario Nazionale, ma deve forzatamente infondere la cultura della prevenzione intesa come cura di sé stessi, poiché in essa stessa risiede l’unica via utile a soddisfare la crescente domanda di assistenza che la sanità pubblica non riesce – e non riuscirà - ad accontentare. Per tale motivo Mutua MBA ha deciso di raccogliere interviste, analisi e studi di settore, ma soprattutto consigli pratici, esercizi e ricette culinarie per innescare l’attitudine a prendersi cura di noi stessi, con l’intento di prevenire il più possibile malattie e infortuni. Vuoi ricevere “Health Book - L’importanza della prevenzione” nella tua casella di posta elettronica? Invia una email a info@healthonline.it e segnalaci i tuoi contatti, ti sarà inviato senza alcuna spesa aggiuntiva. Inoltre, su espressa richiesta e con un contributo di soli 10€ (+s.s.), potrai ricevere direttamente a casa la versione cartacea del libro. La somma sarà devoluta da Mutua MBA alla Fondazione Basis, ente no-profit dedicato alla promozione e allo sviluppo di iniziative culturali, educative, formative, di integrazione sociale e assistenza sanitaria.
  36. 36. 38 L’inquinamento è una minaccia per la salute dei capelli a cura di Alessia Elem I capelli sono una parte importante del nostro organismo e come tale devono essere tenuti in buona salute. Mediamente sono circa 100.000-150.000 i capelli che ognuno ha sul proprio cuoio capelluto. Il capello è composto all’85% di cheratina, 0.1% di melanina, 3% di lipidi, il 12% è acqua. La sua struttura si compone di tre parti: il fusto, ossia la parte visibile, costituita da cellule completamente cheratinizzate che hanno perso il nucleo e le loro funzioni vitali; la radice che si trova sotto la cute ed è collegata al fusto erettore del pelo; il bulbo, alloggiato nella parte più profonda del follicolo in cui il capello nasce e si sviluppa. Da cosa è costituito il fusto? Dal midollo, dalla cuticola e dalla corteccia. Il midollo è lo strato interno e costituisce la colonna centrale del fusto. In esso si trovano cellule che degenerano velocemente alternate da bolle d’aria. La cuticola è invece lo strato esterno ed è costituita da più strati di cellule sovrapposte che formano le squame del capello. Tali cellule, appiattite e allungate, vengono chiamate cheratinociti perché ricche della proteina cheratina. La cheratina è la parte fondamentale del capello ed è formata da carbonio, azoto, ossigeno, idrogeno e zolfo. Come tutte le proteine è una lunga catena di aminoacidi. Se non è disponibile in quantità sufficiente, i capelli diventano più fragili e quindi meno resistenti alle aggressioni esterne. La corteccia invece è la parte intermedia e contiene la melanina, responsabile del colore dei capelli. Oltre a rappresentare la porzione più importante del fusto è anche la prima parte a subire danni in caso di utilizzo di prodotti aggressivi o agenti atmosferici. È stata condotta a Seoul, in Corea, in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università delle Donne Sookmyung, del Dipartimento di Dermatologia dell’Ospedale Yeouido di Santa Maria e dell’Università 38
  37. 37. 39 Cattolica, e pubblicata a marzo scorso, una ricerca (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27018067) che dimostra come l’inquinamento dell’aria nell’ultimo decennio abbia aumentato, tra gli altri, anche i problemi alla cute con conseguente caduta dei capelli. Come proteggere i nostri capelli dall’inquinamento? Quali sono le armi di prevenzione che abbiamo a disposizione? Abbiamo intervistato la dottoressa Patrizia Teofoli, Dirigente I livello Istituto Dermopatico dell’Immacolata, IRCCS-Roma. Quali sono le maggiori conseguenze dell’infiammazione del cuoio capelluto da parte delle polveri sottili? “Le polveri sottili possono causare irritazione del cuoio capelluto con arrossamento, prurito, desquamazione furfuracea, eccessiva secrezione sebacea, tricodinia (sensazione di indolenzimento del cuoio capelluto) e provocare la perdita di capelli diffusa su tutto il cuoio capelluto o tipo alopecia androgenetica cioè con diradamento frontoparietale e assottigliamento del capillizio. È stato ipotizzato che tali particelle possano servire come carrier di agenti chimici e metalli che si localizzano nel mitocondrio e generano le specie reattive dell’ossigeno (ROS). Oltre alla produzione di radicali liberi, si osserva il rilascio di citochine proinfiammatorie (TNFalfa, IL1alfa, IL8) e di metalloproteasi che degradano il collagene. Da non sottovalutare anche l’inquinamento domestico e il fumo di sigaretta che per la loro azione ossidativa possono peggiorare o mimare una caduta di capelli di tipo androgenetico”. Oltreall’inquinamentoqualisonolealtrecause?Anchelavarsi i capelli con acqua “trattata” può causarne la caduta? “È ormai noto che utilizzare detergenti troppo aggressivi è un’azione che può indebolire la funzione ‘barriera’ del capello, con maggiore penetrazione di agenti nocivi e irritanti. Anche le acque troppo ricche di carbonato di calcio, di magnesio solfato e di cloro possono danneggiare il capello, rendendolo più sottile. Infine, la contaminazione di metalli pesanti anche nei cosmetici può danneggiare la capacità rigenerativa del bulbo pilifero”. I rischi sono maggiori in periodi specifici dell’anno e in determinati Paesi del mondo? “La quantità di inquinanti emessa non è costante nel corso dell’anno, è maggiore nella stagione invernale e nei luoghi con molto traffico, perché si aggiungono le emissioni da parte degli impianti di riscaldamento. Un’influenza determinante sulla concentrazione di sostanze inquinanti hanno inoltre le condizioni meteo-climatiche che possono o meno favorire la loro dispersione in atmosfera (vento, pioggia, nebbia). In estate, d’altra parte, il forte irraggiamento solare provoca spesso la formazione dello smog fotochimico, ovvero le sostanze organiche volatili, emesse dagli autoveicoli e dalle industrie, e gli ossidi di azoto, che colpiti dall’intensa radiazione luminosa reagiscono tra loro per formare ozono e una gran varietà di altri composti, spesso dannosi. Ovviamente le caratteristiche climatiche e il controllo delle aree industrializzate diversifica i livelli di inquinamento ambientale”. Spesso si confonde l’irritazione da smog e inquinamento con la forfora, è così? Come riconoscerla? “È possibile grazie all’esame clinico diretto del cuoio capelluto o con tricoscopio, ovvero l’esame con il microscopio digitale a luce polarizzata, entrambi in grado di valutare le modificazioni dello stato di salute del cuoio capelluto e le modificazioni qualitative e quantitative dei capelli. Le alterazioni da inquinamento del cuoio capelluto non sono specifiche per cui è molto utile la valutazione anamnestica che rivela il cambiamento di città, paese, ambiente lavorativo o mansione lavorativo che possono aver esposto maggiormente il paziente a tali agenti nocivi con insorgenza improvvisa di condizioni quali arrossamento del cuoio capelluto, aumento della secrezione sebacea, edema perifollicolare e desquamazione o cumuli di squame secche perifollicolari con assottigliamento e caduta di capelli diffusa o a tipo androgenetico”. Ognuno di noi ha una propria struttura del capello. Quali sono i soggetti più a rischio? “I soggetti affetti da patologie infiammatorie del cuoio capelluto sono i pazienti con fototipo chiaro perché hanno minor difesa contro i raggi ultravioletti, ma anche chi segue diete sbilanciate o chi è già affetto da problemi di alopecia”. In presenza di irritazione del cuoio capelluto è bene rivolgersi ad uno specialista dermatologo?
  38. 38. 40 “Certamente, perché lo specialista dermatologo è in grado di eseguire una diagnosi clinica anche con l’ausilio del tricoscopio e di consigliare così prodotti per l’igiene e la cura del cuoio capelluto e dei capelli”. Come proteggere i nostri capelli? Quali sono le accortezze da adottare? “È importante la protezione dai raggi ultravioletti sia con integratori da assumere per via sistemica durante i mesi estivi o meglio ancora con prodotti fotoprotettivi per contrastare i radicali liberi”. Anche i lavaggi frequenti sono uno strumento di prevenzione? Lavarsi spesso è un atto dannoso per i capelli o è un falso mito da sfatare? “In genere è sufficiente lavarsi i capelli 2-3 volte alla settimana soprattutto nei casi di elevata secrezione sebacea. Se è necessario invece un lavaggio quotidiano meglio usare pochissimo shampoo diluito con acqua perché altrimenti il rischio è quello di impoverire la struttura del capello. I lavaggi possono proteggere i capelli per la rimozione di agenti inquinanti, ma non bisogna esagerare perché si danneggia la guaina esterna del capello. Nei casi specifici di elevato inquinamento ambientale è consigliato il lavaggio con detergenti delicati con agenti chelanti e l’utilizzo di sieri o balsami protettivi da applicare sui capelli (non sul cuoio capelluto). Particolarmente efficaci sono i balsami (leave on, senza risciacquo) a base di olio di cocco, un trigliceride dell’acido laurico con alta affinità per la cheratina e che può aiutare la rigenerazione dei lipidi del fusto del capello che oltre ad agire come barriera è in grado di penetrare, grazie al suo basso peso molecolare, fino alla guaina del capello”. Quanto un equilibrato regime alimentare aiuta la salute dei nostri capelli? “È molto importante seguire un sano regime alimentare con cibi che contengono ferro, zinco, vitamine come biotina, vitamina D e vitamina B6, proteine contenenti aminoacidi solforati, di cui è ricca la cheratina, e infine acidi grassi polinsaturi (omega3 e omega6). Una dieta ricca di germogli, vegetali a foglie verdi, legumi, frutta secca può contenere tutto quello che è necessario per avere capelli sani”. Sono efficaci gli integratori anti caduta? “Gli integratori antiossidanti, vitamine, ferro, acido folico, biotina, minerali e aminoacidi solforati risultano utili per coadiuvare la ricrescita del follicolo pilifero anche se i dati in letteratura sono spesso contrastanti”. Alla luce di quanto detto, quali sono i suoi consigli? “Fare sempre attenzione ai cambiamenti delle condizioni del cuoio capelluto, alla caduta dei capelli con arrossamento del cuoio capelluto, alla desquamazione, all’aumento della secrezione sebacea. In questi casi rivolgersi sempre a un dermatologo. Utilizzare prodotti per l’igiene dei capelli con detergenti delicati possibilmente testati per il contenuto di metalli, eseguire lavaggi possibilmente non più di 2-3 volte alla settimana con poco shampoo diluito in acqua e usare accorgimenti nel caso di acque con elevato contenuto di calcio e magnesio solfato utilizzando acque demineralizzate”. 40
  39. 39. Presentano Diventa un associato e cambia adesso il tuo futuro, richiedi la consulenza di un promotore! www.garanziasalute.it garanziasalute@radioradio.it Il Fondo Garanzia Salute nasce nell’ottica di offrire un servizio in linea con i principi cardine cui si ispira una Società di Mutuo Soccorso, la solidarietà e la cooperazione, che riconoscono nella sanità integrativa l’unica forma di assistenza concreta e sostenibile che opera senza scopo di lucro. La volontà di diffondere il più possibile il principio di prevenzione ha spinto Mutua MBA ad affidarsi a Radio Radio, emittente radiofonica romana che sin dalla sua nascita si è caratterizzata come talk radio, ed elaborare per gli ascoltatori un’offerta di 9 sussidi: Pop, Rock, Techno e Dance dedicati agli under 65, Jazz, Classica, Blues, Country e Folk per gli over 65. La sanità d’eccellenza per le famiglie di Radio Radio!

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