Successfully reported this slideshow.
Your SlideShare is downloading. ×

Presentazione embedded deluca ed_interculturale 10-11-12 febbraio 2022

Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad

Check these out next

1 of 116 Ad

More Related Content

Similar to Presentazione embedded deluca ed_interculturale 10-11-12 febbraio 2022 (20)

More from RosyHarielle De Luca (15)

Advertisement

Recently uploaded (20)

Presentazione embedded deluca ed_interculturale 10-11-12 febbraio 2022

  1. 1. Inclusione sociale e dinamiche interculturali Società, scuola e accoglienza nell’era della didattica inclusiva ITCG “ENRICO FERMI” Prof. Rosa De Luca Esaminatore CELI e docente L2 Mediatore interculturale Istruttore Mindfulness Consulente Aletheia Istituto Studi Pedagogici a.s. 2021/22 Corso docenti neoassunti 2021/22 Itcg “Enrico Fermi” Tivoli Lotta alla dispersione
  2. 2. II pluralismo è una sfida da vincere per chi non vuole un’ esistenza povera: la gioia si costruisce nell'incontro, la felicità ha il volto della novità e della sorpresa. M. ScIavi, Arte di Ascoltare e Mondi Possibili, Come si esce dalle cornici di cui siamo parte 2
  3. 3. DALL’INTEGRAZIONE ALL’INCLUSIONE il mito Nell’epopea di Gilgamesh la città di Uruk, centro della civiltà babilonese, era circondata da alte mura per arginare i pericoli del mondo esterno. Nel bosco intorno alla città viveva Enkidu, creatura selvaggia plasmata dagli dei per rispondere alle preghiere dei cittadini che trovavano troppo potente e tirannico Gilgamesh, il loro re semidio. Enkidu, dapprima solo un essere dotato di sola forza bruta, si evolve progressivamente in un uomo sensibile e coraggioso. Enkidu va a Uruk per combattere contro gli abusi di potere di Gilgamesh; i due eroi lottano ma finiscono per stringere un’amicizia appassionata, in un rapporto di insegnamento e dono reciproco, grazie al quale ognuno di loro scopre la ricchezza insita nell’altro. 3
  4. 4. DALL’INTEGRAZIONE ALL’INCLUSIONE il mito Nell’antico mito troviamo gli archetipi del muro, la divisione, la segregazione, il pregiudizio verso gli abitanti della foresta nutrito dai civilissimi cittadini di Uruk. Nello svolgimento della trama però, il poema sumerico ci insegna che è possibile abbattere il muro, attraverso la conoscenza reciproca e la rinuncia agli estremismi. Gilgamesh riconosce Enkidu come suo pari, fino a considerarlo fratello in armi e a nutrire rispetto e affetto per lui. 4
  5. 5. INCLUSIONE E SCUOLA Nella scuola italiana si inizia a parlare di Inclusione negli anni ’90: un gruppo di pedagogisti ritiene doveroso il passaggio da un approccio basato sull’integrazione degli alunni con disabilità, a un modello di didattica inclusiva orientato al pieno sviluppo formativo di tutto il gruppo classe. L’abbandono del termine «integrazione» a favore della parola «inclusione» rappresenta solamente l’ultima tappa di questa rivoluzione educativa che mette al centro il valore della diversità come occasione di crescita per tutti gli alunni.
  6. 6. Integrazione Vocabolario Treccani: s. f. [dal lat. integratio - onis,. Inserzione, incorporazione, assimilazione di un individuo, di una categoria, di un gruppo etnico in un ambiente sociale, in un’organizzazione, in una comunità etnica, in una società costituita (contrapp. a segregazione) Inclusione Vocabolario Treccani: [dal lat. inclusio -onis]. – L’atto, il fatto di includere, cioè di inserire, di comprendere in una serie, in un tutto (spesso contrapp. a esclusione) . DIFFERENZA TRA INTEGRAZIONE E INCLUSIONE
  7. 7. L’inclusione come base di una società e di una pedagogia moderna La moderna pedagogia ha gettato le basi di una filosofia dell’inclusione, che abbraccia tutti i tipi di alunni considerati bisognosi di modelli educativi personalizzati. I cambiamenti sociali verificatisi a partire dalla fine del secolo XX hanno portato una trasformazione del modello sociale tradizionale, basato su un etnocentrismo accentuato. 7 « La nostra coscienza comincia a non accontentarsi più di essere solo europea, ma tende a farsi mondiale» Pierpaolo Pasolini
  8. 8. La teoria di Howard Gardner La teoria delle intelligenze multiple elaborata da Gardner ha portato all’accoglimento di un modello multiplo di stili di apprendimento e a sviluppare maggiore sensibilità nel corpo docente per comprendere ed accettare lo stile personale che ogni studente elabora. In quest’ottica, si supera la differenza tra alunni con disabilità e cosiddetti alunni normali, passando a un modello individualizzato di insegnamento che cerchi di garantire il successo scolastico di ogni studente. 9
  9. 9. La scuola attuale è inclusiva e aperta ai bisogni educativi di ciascuno studente. E se esistono intelligenze multiple, esistono anche modi e stili diversi di apprendimento, e soprattutto mondi di provenienza diversi Per questo motivo la scuola deve recepire le esigenze della didattica interculturale, comprendendo e includendo gli infiniti universi possibili di provenienza dello studente, elaborarli e renderli prassi. La diversità, così chiamata un tempo, diventa normalità
  10. 10. PARTE PRIMA Perchè una educazione interculturale
  11. 11. Come si è stretto il mondo. I paesi lontani sono in fondo al giardino dove la sera chiusa fra rami con neve allude ad altro secolo e alla lunga natura che fu. E macchie gialle e arancio oltre i rami, delle macchine da costruzioni, delle gru che oggi sabato non vanno. Oltre il nero dell’orto l’Asia e i suoi deserti. Più in là colorata di luci al vento si piega South Kensington. Di luna in luna si copre la spiaggia del Baltico. Nella casa vicina qualcuno accende le lampade. La cabina in silenzio viaggia. (Franco Fortini, Paesaggio con serpente, Einaudi, 1984)
  12. 12. 13 Un mondo a colori “Insieme a un processo di globalizzazione che sta diventando la realtà più immediata per la popolazione del pianeta, si sta diffondendo la percezione che il mio vicino può non essere più come me” RODOLFO STAVENHAGEN Nell’Educazione un Tesoro – Rapporto all’UNESCO della Commissione Internazionale sull’Educazione per il Ventunesimo Secolo
  13. 13. 14 Il mondo è globale Rispetto al passato, remoto e prossimo, la nostra società attuale è oggetto di un incessante e rapido processo di trasformazione Siamo sommersi e inclusi in numerose transazioni che includono persone, merci, suoni, musica, parole, libri, immagini, idee L’interdipendenza planetaria ha assunto i caratteri del fenomeno che chiamiamo globalizzazione, legato allo sviluppo del capitalismo e dell'internazionalizzazione delle attività di produzione e degli scambi commerciali e culturali 14
  14. 14. 15 Di fronte a tutti questi cambiamenti, milioni di donne ed uomini provenienti dalle zone più povere del sud del mondo e dell’est d’Europa, sono diventati migranti, cioè persone in cammino dai propri paesi, per cercare rifugio o migliori condizioni di lavoro. Secondo la stima delle Nazioni Unite, gli immigrati nel mondo sono circa 272 milioni, pari al 3,5% della popolazione mondiale. XXX Rapporto immigrazione "Conoscere per Comprendere" di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, 2021 15
  15. 15. 16 Migrazioni fenomeno mondiale Il fenomeno non si verifica solo nei vicini paesi europei come Francia, Spagna, Germania, Ungheria ma anche in quelli extraeuropei come Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Australia, Emirati Arabi
  16. 16. 17 Cause delle migrazioni Push factors, ovvero fattori di respingimento: • Povertà del paese natale • Crescita demografica incontrollata • Insufficiente sviluppo economico Pull factors, ovvero fattori di attrazione: Speranza di differenti condizioni di vita(un maggior reddito pro-capite disponibile  Accesso ai beni e servizi essenziali quali sanità ed educazione Differenti condizioni del mercato del lavoro: differenze in termini di retribuzioni ottenibili e di opportunità di lavoro.
  17. 17. 18 Italia :antiche radici migranti L’Italia, paese di millenaria tradizione multiculturale, è nata, nella sua storia, da un melting pot di  Etruschi  Fenici  Greci  Italici  Romani  Longobardi  Bizantini  Arabi  Normanni  Francesi  Spagnoli  Austriaci…ecc
  18. 18. Siamo stati un popolo di emigranti Emigrati italiani: dove e quanti in 140 anni, su fc.retecivica.milano.it Dipinto di R. Gambogi, The immigrants E’ un fenomeno antichissimo che ha anche caratterizzato la nostra storia neppure troppo lontana: solo tra il 1861 e il 1985 gli italiani che hanno lasciato il proprio Paese sono stati circa 29 milioni: di questi, 10.275.000 sono successivamente tornati in Italia mentre 18.725.000 si sono definitivamente stabiliti all'estero (65%) senza farvi più ritorno 1 9 19
  19. 19. Lettera al di là del mare La notte non finisce mai L’America… lontana Di là dal mare. Dove piove fortuna, dov’è libertà E l’acqua è più pura di un canto. Ed è silenzio tra due sponde La terra un sogno altrove. Ma in un punto del viaggio la pioggia cadrà Su ogni paura ed oltraggio. Amore vedi così buio è Questo mare Troppo grande per Non tremare. 20
  20. 20. 21 Quando si emigrava dall’Italia, in passato Gli italiani partivano con punte annuali vicine ai 900.000 (1913), pari al 2,4% della popolazione intera Solo i 2/5 degli italiani sono partiti dal sud e dalle isole, mentre i 3/5 dal centro e dal nord. Oggi i figli e nipoti di italiani nel mondo sono 58.000.000 e di questi oltre 5.000.000 hanno passaporto italiano Di questi oriundi il 3,4 % si troverebbe in Europa (quasi tutti in Francia), il 27,5 in Nord America (principalmente Stati Uniti), il 68,1 nell’America del Sud (in particolare in Brasile e Argentina) Fonte: Centro Studi Città della Scienza – Napoli 2021
  21. 21. 22 Emigrazione italiana 1876 - 1976 Regioni a maggiore emigrazione Si emigrava dalle aree più deboli e popolate d’Italia: le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia al sud e Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli al nord.
  22. 22. 23 Principali mete di emigrazione italiana
  23. 23. Migrazioni attuali 24 I dati relativi alle partenze dell’ultimo anno ci dicono che a partire dall’Italia sono sicuramente i giovani (37,4% sul totale partenze per espatrio e i giovani adulti (25,0%), ma le crescite più importanti le si notano dai cinquant’anni in su: +20,7% nella classe di età 50-64 anni; +35,3% in quella 65-74 anni; +49,8% in quella 75-84 anni e +78,6% dagli 85 anni in su Dati AIRE, Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, rapporto 2021 Al primo gennaio 2021, la comunità strutturale dei connazionali residenti all'estero è costituita da 5.652.080 unità, il 9,5% degli oltre 59,2 milioni di italiani residenti in Italia.
  24. 24. 25 Come eravamo accolti? <<La discarica senza legge>>: l'invasione giornaliera dei nuovi immigrati italiani direttamente dai bassifondi d'Europa (The Fudge, 6 giugno 1903) Tratto da “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” di G. A. Stella
  25. 25. 26 …piccoli e scuri, puzzano e rubano… «Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua: puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali». Fonte: Relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani, ottobre 1919.
  26. 26. 27 …non sono graditi nei locali pubblici… Una fotografia scattata nel 1958 a Saarbrücken, Germania, alla finestra di un club. Il divieto d'ingresso per gli italiani era bilingue. Si tratta solo di un esempio: simili avvisi, in Germania e soprattutto in Svizzera, erano frequentissimi Tratto da “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” di G. A. Stella
  27. 27. 28 …vendono cianfrusaglie per strada… Un banchetto carico di cianfrusaglie di due ambulanti italiani in Francia agli inizi del Novecento. Una foto che somiglia immagini di cinesi, arabi e africani scattate in questi ultimi anni e fa giustizia da sola di chi dice che <noi non siamo mai stati vu cumpra'> Tratto da “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” di G. A. Stella
  28. 28. 29 …passano le frontiere clandestinamente… La "Domenica del Corriere" del 29-12-1947 dedicata a 50 siciliani salvati nella neve a Ventimiglia dai carabinieri mentre tentavano di passare clandestinamente in Francia. Ci provavano ogni notte centinaia di uomini, donne e bambini Tratto da “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi” di G. A. Stella
  29. 29. 30 Eravamo chiamati «ritals» e «macarunì» Il termine ritals – insieme al più celebre macaronis – era l’espressione dispregiativa con cui venivano chiamati in Francia gli immigrati provenienti dall’Italia. L’origine della parola non è chiara e molte sono state le ipotesi avanzate. François Cavanna, fondatore di Charlie Hebdo, poeta e fumettista italo – francese, si definiva un rital
  30. 30. 31 Odissee del passato: nei bastimenti 30 giorni di nave a vapore che nell'America noi siamo arrivati e nell' America che siamo arrivati abbiam trovato né paglia e né fieno abbiam dormito sul piano terreno e come bestie abbiamo riposà. abbiam dormito sul piano terreno e come bestie abbiamo riposà. America allegra e bella Tutti la chiamano l'America sorella Tutti la chiamano l'America sorella La la la la lallalala lalalalallalala Ci andaremo coi carri dei zingari Ci andaremo coi carri dei zingari Ci andaremo coi carri dei zingari In America voglio andar CANTO POPOLARE ITALIANO
  31. 31. Poi l’Italia divenne meta di immigrazione Nel 1991 l'Italia dovette confrontarsi con la prima "immigrazione di massa", dall'Albania (originata dal crollo del blocco comunista), risolta con accordi bilaterali con il Paese Da allora, il nostro paese è diventato usuale meta di immigrazione, anche per chi vuole semplicemente entrare nella cosiddetta «porta d’Europa» e aspirare a trasferirsi nei paesi nordici 32 Nella foto: l’arrivo della nave Vlora a Bari, l’8/8/1991; scena dal film «Lamerica» di Gianni Amelio
  32. 32. Odissee attuali : nei barconi 33 I canti di gioia dei migranti sbarcati dalla nave Mare Jonio il 2 settembre 2019 La vignetta di Makkox sull'adolescente di 14 anni morto in mare nel 2014 con la pagella cucita in tasca
  33. 33. 34 I dati statistici Le principali comunità straniere provengono da Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina (dati Rapporto Caritas Migranti 2020) Secondo i dati Istat più recenti, relativi al 31 dicembre 2021 (il dato ufficiale più recente), i cittadini italiani sono 59.258.000, mentre i cittadini stranieri sono 5,171.000 e rappresentano l'8% della popolazione torale
  34. 34. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 23,0% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (8,4%) e dal Marocco (8,0%) e da altri paesi asiatici e africani. Discreta la presenza di europei e di migranti provenienti dalle Americhe. Fonti: Istat, Tuttitalia, Caritas Migrantes 35 35 Stando ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, i permessi di soggiorno validi al 1° gennaio 2020 sono 3.438.707
  35. 35. IRREGOLARI: il numero di migranti irregolari presenti in Italia potrebbe superare quota 670.000 secondo una stima attuale dell’ISPI, Istituto di studi di politica internazionale. I RICHIEDENTI ASILO in Italia nel 2021 sono ai minimi storici degli ultimi anni, sia per le mutazioni nelle politiche di accoglienza, sia per il lockdown del Covid-19, che ha paralizzato per mesi anche le procedure d’asilo 36 Altri dati
  36. 36. 38 Organizzazione dell’accoglienza
  37. 37. 39 Modelli di integrazione sociale Il rimescolio di culture e popoli ha determinato nel mondo la diffusione di società composite che possono adottare, nei propri rapporti sociali, strategie diverse di integrazione
  38. 38. 40 Vari modelli di integrazione sociale Modello assimilazionista – Francia- Conf. Svizzera Modello fusionista – USA e Australia Modello pluralista - Gran Bretagna Modello di istituzionalizzazione della precarietà – Germania Modello di interazione interculturale - Spagna Modello porte aperte – Paesi Scandinavi Si tratta di modelli che possono spesso interagire tra loro
  39. 39. 41 Assimilazione (razionalismo – illuminismo – convenzionalismo) Completa conformità a tutti i livelli sociali e culturali degli stranieri con le società di accoglimento, in modo da diventare "invisibili", cioè non identificabili rispetto ai nativi. E’ una forma di integrazione monistica che porta il migrante a schiacciarsi sui valori e sulla cultura del paese di accoglienza. Se in una società si verifica assimilazione, l’emigrato dimentica la propria cultura e la propria lingua di origine, trasformandosi completamente in un”clone” dello stato in cui viene a vivere Un esempio di assimilazione è costituito dal modello francese, basato sul riconoscimento della cittadinanza secondo il criterio dello jus soli
  40. 40. 42 Fusione (salad bowl) Nasce dal tentativo di fondere le varie culture presenti, per dar vita ad una nuova società etnicamente e culturalmente omogenea. Tale modello è stato definito salad bowl o melting pot E’ tipico di Stati Uniti d’America e di Australia, paesi formatisi da un crogiuolo di migranti di diverse origini, porta a un separatismo differenziato
  41. 41. 43 Pluralismo multiculturale (empirismo - liberalismo - contrattualismo) Si fonda sulla coesistenza, intesa come integrazione pluralistica, in cui i migranti conservano i propri valori di origine senza integrarsi nella cultura del paese accogliente. In questo caso si parla di “società multiculturale”, in cui gli stranieri vivono un’esistenza a margine come minoranza etnica – più culture che coesistono affiancate senza conoscersi in fondo vicendevolmente. Un esempio di società pluralistica multiculturale è costituita dalla Gran Bretagna: si riconoscono a tutti gli stessi diritti, ma ogni etnia vive per conto proprio, senza specifiche modalità d'interazione, con il rischio, dunque, di isolamento "individualistico" delle diverse culture.
  42. 42. 44 Precarietà (idealismo - nazionalismo - organicismo) L’appartenenza alla comunità nazionale legata alla discendenza e alla parentela, più che alla condivisione di un progetto comune o al rispetto di regole condivise. Il principio di cittadinanza è guidato dallo jus sanguinis: può essere cittadino della nazione chi riceve alla nascita il bagaglio essenziale (fatto di antenati, memoria, valori e tradizioni condivise) necessario a sviluppare quelle caratteristiche innate che costituiscono il fondamento della comunità”. Tipico della Germania, gli immigrati rimangono sempre diversi, stranieri. L’intervento dello Stato mira in questo caso non all’assimilazione degli stranieri, ma , al contrario, alla tutela della loro diversità, in vista di un loro probabile e auspicabile rientro nella nazione di origine. L’Italia sembra seguire un modello analogo
  43. 43. Porte aperte 4 5 Con 9,8 milioni di abitanti, è il primo paese in Europa per il numero di stranieri (1.306.00) rispetto alla popolazione: tuttavia, il modello è in crisi da qualche anno per un afflusso eccessivo di migranti che hanno creato disordini sociali e messo in crisi il sistema di welfare. Il modello scandinavo si basa sull’accoglienza dei rifugiati e degli stranieri, con concessione di permessi di soggiorno e cittadinanza dopo 4 anni 45
  44. 44. 46 Che modello ha adottato l’Italia? Il nostro paese non ha adottato un modello unico di inserimento sociale degli immigrati,probabilmente e perché finora il nostro Paese è stato molto più terra di emigrazione che di immigrazione La legislazione italiana oscilla tra multiculturalismo, integrazione interculturale e istituzionalizzazione della precarietà. Queste differenze sono evidenti anche nella legislazione scolastica in materia di educazione interculturale e di accoglienza degli studenti non italofoni
  45. 45. 47 Il modello ideale? Convivenza da partner, , designa più modelli di società che si integrano reciprocamente, pur appartenendo a radici diverse. Usato in funzione prescrittiva, attraverso un sistema integrato di leggi, realizza una integrazione paritetica, intesa come processo di scambio reciproco, tra autoctoni ed immigrati, di valori culturali ed umani, coordinati ed equilibrati, si basa sulla valorizzazione e sulla complementarità delle diversità, impedendo ogni possibile interpretazione della "diversità" come "inferiorità" . La Spagna sembra orientata timidamente in questo senso
  46. 46. 48 Impatto sociale delle migrazioni 1/2 «I nuovi modelli economici, la maggiore mobilità territoriale, il contatto fisico e mediatico con altri modelli culturali incrinano la solidità dei riferimenti tradizionali basati su famiglia, religione uguale per tutti, classe, paese, producendo identità individuali e collettive mobili, flessibili, in qualche modo molteplici» (F. Susi, Prospettive interculturali, 2003)
  47. 47. 49 «E tuttavia si verifica anche il contrario, cioè la riaffermazione integralista delle vecchie appartenenze come il territorio, l’etnia, la religione unica, al fine di rimediare il senso di spaesamento e di espropriazione identitaria indotto dai processi sopra accennati. Dentro queste coordinate, si possono collocare fenomeni contraddittori: aperture cosmopolite, revivals fondamentalismi, contaminazioni culturali più o meno rielaborate» (F. Susi, ibidem) Impatto sociale delle migrazioni 2/2
  48. 48. Riflessioni 50 “«Le migrazioni contemporanee ci offrono l’opportunità di superare le nostre paure per lasciarci arricchire dalla diversità del dono di ciascuno. Allora, s e lo vogliamo, possiamo trasformare le frontiere in luoghi privilegiati di in contro, dove può fiorire il miracolo di un noi sempre più grande». (Messaggio di papa Francesco per la GMMR 2021) “La questione di fondo consiste nel considerare l’immigrato come nuovo cittadino, parte essenziale dell’Italia di oggi e soprattutto di quella di domani, sempre più caratterizzata da una globalizzazione interculturale” “Per questo sarebbe più promettente aprire spazi di coprotagonismo, senza più considerare gli immigrati cloni della nostra identità o una ruota di scorta da utilizzare nelle congiunture sfavorevoli” (Rapporto Caritas 2008)
  49. 49. 51  COSTITUZIONE ITALIANA - 27 dicembre 1947 - vedi in particolare gli articoli 1, 2, 3, 33, 34  DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI O.N.U. , 10 dicembre 1948  CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA - O.N.U. , 20 novembre 1989 - (ratificata con L. 176 del 27/05/1991)  LEGGE 40/98, detta Turco-Napolitano  D.L. 25 luglio 98 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” (integr. Scol.)  LEGGE 189/2002 (BOSSI/FINI) – conferma procedure accoglienza a scuola  C.M. n. 205 dd. 26/07/90 - La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale  C.M. n. 73 dd. 02/03/1994 - Proposte e iniziative per l’educazione interculturale  Direttiva Ministeriale n. 58 dd. 08/02/1996 - Ruolo dell’educazione e della scuola nella società odierna  C.M. n. 24 dd. 01/03/2006 - Integrazione alunni stranieri - Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri  Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione dd. 23/04/1992 - Pronuncia di propria iniziativa sull’Educazione Interculturale nella Scuola  Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione dd. 23/02/1995 - Pronuncia di propria iniziativa su “Educazione civica e diritti umani”  Legge sull'autonomia scolastica (L. n. 59/1997)  Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione dd. 20/12/2005 - Pronuncia di propria iniziativa su “Problematiche interculturali”  Linee Guida MIUR per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri 2006  Linee guida per la progettazione dei percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana Indicazioni per l’articolazione dei livelli A1 e A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue in competenze, conoscenze e abilità.  Circolare ministeriale n.8 del 2013  Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni operative  Circolare ministeriale n.36 del 2014 DPR 263/12 a.s. 2014/2015: Istruzioni per l’attivazione dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) e per la determinazione delle dotazioni organiche dei percorsi di istruzione degli adulti di primo livello [art.4, comma 1,ett. a)], di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana [art.4, comma l, lett. c)] e di secondo livello  Minori stranieri e diritto all’istruzione e alla formazione professionale Sintesi della normativa vigente e delle indicazioni ministeriali (aggiornata con le Linee guida del MIUR del febbraio 2014)  DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66 Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con
  50. 50. PARTE SECONDA: L’inclusione in chiave di didattica interculturale 52
  51. 51. 53 A cosa serve l’educazione interculturale a scuola? L’educazione interculturale è un tentativo di risposta educativa di fronte al cambiamento sociale in atto dovuto alla maggiore mobilità del mondo e delle identità collettive. Serve a dirimere il conflitto che sorge di fronte alla non conoscenza e a predisporre una accettazione dell’alterità dello straniero. Accoglie e integra le istanze di inclusione, fatte proprie dalla scuola
  52. 52.  Nella scuola dell'inclusione la sfida interculturale diventa fondamentale Le politiche di accoglienza e di integrazione sono il fiore all’occhiello del sistema di istruzione di ogni Paese
  53. 53. Ogni anno l’Ufficio Statistica e Studi del Miur pubblica un rapporto statistico sugli alunni con cittadinanza non italiana. Il rapporto contiene moltissimi dati utili: le provenienze le presenze nei diversi ordini scolastici le percentuali nazionali e regionali i dati sul ritardo scolastico gli esiti le scelte delle scuole secondarie di secondo grado la transizione all’Università le scuole a più forte presenza di alunni con cittadinanza non italiana e la loro collocazione territoriale. 55
  54. 54. 56 Gli alunni con cittadinanza non italiana rappresentano un universo variegato, soggetto al proprio interno a molteplici tendenze, nuove o comunque differenti da quelle cui sono soggetti gli alunni italiani. • I tassi di scolarità sono maggiori nella fascia 6-13 anni e 14- 16, ma nella fascia tra 17 e 18 anni calano drasticamente; nell’ultimo biennio di secondaria di II grado il tasso di scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana diminuisce fino al 73,2%, rispetto all’81,1% degli studenti italiani. • La distribuzione all’interno dei diversi percorsi di studio non è omogenea. La scuola primaria rimane il settore che assorbe il maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana; nell’a.s. 2019/2020 gli alunni stranieri nella scuola primaria hanno costituito ben il 12,0% del totale, la percentuale più elevata tra i diversi gradi di istruzione. Tuttavia è nella scuola secondaria di I grado che si registra l’aumento più consistente di studenti con cittadinanza non italiana, pari a 7.742 unità (+4,3%). • La distribuzione geografica va a vantaggio delle regioni settentrionali e in misura minore centrali, mentre scarsa è l’incidenza nell’Italia meridionale. • Il ritardo scolastico degli alunni stranieri è superiore rispetto ai coetanei italiani, soprattutto nel ciclo di studi superiore.
  55. 55. SECONDARIA DI I GRADO 46.58%SECONDARIA DI II GRADO 41.23% I numeri
  56. 56. La situazione attuale Se la società contemporanea sembra divisa e impaurita dalla minaccia del fondamentalismo, anche la scuola riflette la fatica dell’integrazione e l’incertezza sulle vie e i “modelli” da seguire In tutta l’Unione Europea l'istruzione svolge un ruolo di orientamento per i rifugiati e gli altri migranti provenienti da paesi terzi, aiutandoli ad adattarsi a un nuovo paese e a una nuova cultura, nonché ad instaurare relazioni sociali all'interno delle comunità di accoglienza 58
  57. 57.  Dal 2016 la Commissione europea sostiene gli Stati membri dell'UE nei loro sforzi volti ad integrare i migranti nei propri sistemi di istruzione e formazione.  Il piano d'azione della Commissione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi individua tre priorità per l'istruzione:  Integrare il prima possibile i migranti arrivati di recente nelle strutture del sistema generale d'istruzione  Prevenire il rendimento scolastico insufficiente dei migranti  Scongiurare l'esclusione sociale e promuovere il dialogo interculturale. 59
  58. 58. 60 L’educazione interculturale: obiettivi  Promuove la mediazione tra le diverse culture , in cui la diversità culturale è accolta come risorsa positiva per il processo di crescita e sviluppo della persona e della società  Promuove la capacità di convivenza intesa come accettazione e rispetto del diverso, riconoscimento della sua identità culturale, dialogo, reciproco arricchimento  Attiva un processo di acculturazione (condivisione di lingua, patrimonio di idee, regole e valori comuni) senza forme di etnocentrismo (concezione che assume come termini esclusivi di riferimento i modelli culturali del proprio gruppo di appartenenza)
  59. 59. 61 Insegnamento interculturale come asse fondamentale L’educazione interculturale non si preoccupa soltanto dell’inserimento degli allievi stranieri nella scuola e della formazione continua degli adulti nei contesti formativi, ma si interroga sui saperi trasmessi dalle istituzioni educative. Accanto all’adozione di strategie didattiche di tipo compensativo, quali insegnamento della lingua locale L2 agli stranieri, classi di accoglienza per alunni non italiani, assistenza nello studio, attiva nella seconda fase anche una pedagogia rivolta agli autoctoni per educarli all’accettazione della cultura diversa in chiave interazionistica
  60. 60. Le strategie di educazione interculturale seguono direzioni diverse: 62 Progetti di educazione interculturale rivolti a tutti gli studenti per l’abbattimento degli stereotipi Avvio corsi di L2 e di un piano didattico personalizzato Accoglienza dello studente di cittadinanza non italiana e sua inclusione Valorizzazione della lingua madre e contatti con le famiglie Azioni di sensibilizzazione e promozione del dibattito in chiave interculturale
  61. 61. Inclusione in 5 step OBBLIGO SCOLASTICO- DIRITTO ALLO STUDIO Tutti i minori stranieri, anche i cosiddetti irregolari, sono soggetti all'obbligo scolastico : la scuola è un diritto per tutti, sancito dalla Costituzione Italiana (art. 2-3-34) e dall'ultima Legge sull'immigrazione (L. 40 - 6/3/1998) ISCRIZIONI Secondo le nuove procedure di semplificazione amministrativa è richiesta una autocertificazione corredata dai documenti tradotti in italiano relativi alla scolarità pregressa. SANITA' : VACCINAZIONI E' richiesto un documento attestante le vaccinazioni fatte. In assenza, si segnala l'alunno ai Servizi sanitari per gli interventi di competenza ACCERTAMENTO del LIVELLO CULTURALE di PARTENZA Si procede alla rilevazione delle competenze e dei bisogni dell'alunno al duplice fine di determinare la classe d'iscrizione e di elaborare un percorso formativo personalizzato. ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE - CRITERI La determinazione della classe dovrà seguire precisi criteri normativi nel rispetto dell'età e della scolarità pregressa; solo in presenza di particolari difficoltà, non linguistiche, si potrà inserire l'alunno nella classe immediatamente precedente (C.M. 205/30). L'alunno deve sentirsi atteso e ritrovare "tracce" della propria cultura nell'aula e nella scuola che lo accoglie (saluti, scritte bilingue, immagini, .......). ALFABETIZZAZIONE LINGUA ITALIANA come LINGUA SECONDA Le ATTIVITA' DI SOSTEGNO LINGUISTICO potranno variare nelle modalità : - laboratori linguistici - laboratori linguistici intensivi in classe o individuali - insegnamenti integrativi in orario aggiuntivo,....... Tutti i docenti saranno coinvolti nell'azione ponendosi come facilitatori rispetto alla propria disciplina. Occorre infatti distinguere i due livelli di apprendimento della lingua : a -la lingua del quotidiano, per la comunicazione, appresa in qualche mese b -la lingua concettuale, astratta, utilizzata per lo studio delle discipline. Per il suo apprendimento occorrono alcuni anni (da due a quattro). MEDIATORI di MADRE LINGUA Tali "figure ponte" fra culture, in genere immigrati già da tempo con un livello culturale alto ed un'autorevolezza acquisita presso la propria comunità di origine, facilitano la comunicazione linguistica e culturale con gli alunni, con la famiglia e con le comunità straniere. Possono essere anche di supporto per interventi di insegnamento- apprendimento della lingua Italiana in specifici Progetti di laboratorio linguistico. Agiscono presso gli Enti Locali, i Centri Servizi per stranieri, l'A.S.L., Istituzioni, ecc. per favorire l'orientamento dei nuovi immigrati ai servizi del territorio. COLLABORAZIONE con FAMIGLIE , COMUNITA' STRANIERE Si devono promuovere interazioni ed intese con la famiglia e la comunità dell'alunno straniero, per meglio comprendere gli aspetti che caratterizzano la cultura di origine. Spesso le famiglie vivono uno spaesamento dovuto ad un impatto brusco con alcuni aspetti della nostra cultura assai distanti o addirittura contrastanti. Pertanto la Scuola può contribuire, mediante azioni specifiche o indirette, incontri, feste, testimonianze, (attività di alfabetizzazione rivolte agli adulti o alle mamme in particoare) al processo di integrazione nel tessuto sociale. COLLABORAZIONI con ENTI LOCALI, ASSOCIAZIONI, O.N.G. E' opportuno attivare azioni concertate con gli Enti Locali per le iniziative di valorizzazione della lingua di origine e per le attività di insegnamento-apprendimento della lingua italiana come lingua seconda. Precise direttive attribuiscono infatti a queste istituzioni la responsabilità di tali iniziative. 63 B- INTEGRAZIONE LINGUISTICA A - ACCOGLIENZA
  62. 62. VALORIZZAZIONE della LINGUA e CULTURA DI ORIGINE La lingua di origine rappresenta una risorsa : un bilinguismo additivo è per il bambino una ricchezza da conservare. Nella lingua e nella cultura dei padri si conservano le sue radici e la sua appartenenza. Coltivarle e valorizzarle può contrastare quello spaesamento e quell'identità sospesa di cui sono vittime oggi tanti immigrati in bilico fra due culture : quella di accoglienza che la vuole assimilare e quella di appartenenza che non vuole essere negata. PROGETTI DI ACCOGLIENZA In presenza di alunni stranieri occorre predisporre Progetti CURRICULARI INTEGRATI con significativi aspetti della cultura originaria (es. musica, arte, feste, tradizioni, ecc.) per valorizzare l'IDENTITA'e l'APPARTENENZA. Anche lo spazio-aula va opportunamente allestito con "tracce" della cultura originaria, come ad esempio, saluti e scritte nella lingua madre, presenza di immagini o oggetti significativi e di libri bilingui o in lingua madre. BIBLIOTECHE E MEDIATECHE INTERCULTURALI L'allestimento nelle scuole di tali spazi strutturati rappresenta un approccio approfondito con le "culture altre", mediante vari linguaggi verbali, iconici, musicali e multimediali che riescono a creare un "contatto diretto" e coinvolgente. L'incontro con nuovi mondi apre nuove prospettive e punti di vista che portano ad un relativismo culturale che rimane uno degli obiettivi dell'Educazione Interculturale. RISPETTO PER LE ABITUDINI ALIMENTARI Già la C.M. 205/26.07.90 introduce il rispetto per le abitudini alimentari "altre", dovute a esigenze religiose e a particolari tradizioni. Le mense scolastiche, di conseguenza, dovranno fornire diete alternative per gli alunni di altre religioni. MEDIATORI CULTURALI e MEDIATORI di MADRE LINGUA Sono preziose figure da utilizzarsi come "figure ponte" per costruire un dialogo fra la cultura di accoglienza e le culture ospiti "in una prospettiva di reciproco arricchimento" (C.M. 206/1990). Sono di aiuto per superare problemi di comunicazione dovuti a barriere enigmatiche e per dare visibilità e prestigio alle differenze culturali presenti. COLLABORAZIONI CON FAMIGLIE e COMUNITA' STRANIERE Occorre promuovere interazioni ed intese con la famiglia e la comunità dell'alunno straniero per meglio comprenderne gli aspetti che caratterizzano la cultura di origine e facilitarne l'adattamento alla nuova realtà. L'accoglienza della famiglia straniera, oltre a favorire l'integrazione dell'alunno straniero nel tessuto sociale, può essere di supporto alla Scuola per la progettazione di iniziative volte alla costruzione del dialogo interculturale (feste, incontri, serate di documentazione,.....). La valorizzazione dei saperi e del saper fare dei genitori stranieri può infatti trasformarsi in reale risorsa-ricchezza per la scuola che sceglie la via dell'interazione e della reciprocità'. RAPPRESENTANTE degli ALUNNI STRANIERI negli ORGANI COLLEGIALI Tale rappresentanza, ancora assai poco praticata, potrebbe dare visibilità e voce ad una minoranza spesso silenziosa, che a volte si fatica a "comprendere" culturalmente: un aiuto quindi alla scuola, nell'ambito del dialogo democratico perseguito dai Decreti Delegati. COLLABORAZIONI con ENTI LOCALI, ASSOCIAZIONI, O.N.G. Occorre attivare azioni concertate con gli Enti Locali per le iniziative di valorizzazione della lingua e cultura di origine e per le attività di insegnamento-apprendimento della lingua italiana come lingua seconda. ORIENTAMENTI EDUCATIVO- DIDATTICI per L'EDUCAZIONE INTER-CULTURALE L'Educazione Interculturale come EDUCAZIONE PER TUTTI, non solo in presenza di alunni stranieri, appare in tutti i testi normativi come percorso formativo interdisciplinare con carattere di ordinarietà da attivarsi per superare particolarismi, stereotipi e pregiudizi, visioni etnocentriche e settarie, per preparare "menti aperte" al confronto, alla solidarietà, alla cooperazione, alla pace, valori universalmente condivisi su cui fondare una società multietnica in prospettiva planetaria. ISTITUZIONE di una COMMISSIONE INTERCULTURA del Collegio Docenti Il Gruppo di lavoro collegiale fungerà da punto di riferimento per tutte le attività correlate all'integrazione degli alunni stranieri: analisi delle competenze, dei bisogni, assegnazione alle classi, progettazione di percorsi personalizzati, iniziative di valorizzazione della lingua e cultura di appartenenza, istituzione di una "rete" di risorse e collaborazioni, promozione di azioni di sensibilizzazione dell' extrascuola. ISTITUZIONE della SETTIMANA PER IL DIALOGO INTERCULTURALE Ben tre circolari ministeriali hanno promosso questa iniziativa in tutte le scuole come occasione di riflessione, confronto, accoglienza dell'alterità, con il coinvolgimento diretto di testimoni delle "culture altre", Associazioni e Comunità straniere, Organizzazioni Sindacali, Enti Locali e mezzi di informazione. 64 C - IDENTITA' e APPARTENENZA D - EDUCAZIONE INTERCULTURALE
  63. 63. LINEE POLITICHE di INTEGRAZIONE dello STATO ITALIANO La L. 40 - 6.3.1998 ha rinnovato, evidenziandoli, alcuni"pilastri"educativipresenti già nella C.M. 205/1990 quali: la valorizzazione della lingua e cultura di origine e l'utilizzo di facilitatori linguisticie culturali evidenziando il ruolo decisivo della scuola nel processo di trasformazione sociale in atto. COMPITI e FUNZIONI PROVVEDITORATI AGLI STUDI Monitoraggio del fenomeno migratorio, ricerca, studio, sostegno a esperienze di integrazione, coordinamento delle iniziative di formazion del personale docente, sono alcuni dei compiti istituzionali delegati al Provveditorato agli Studi.mediante l'istituzione di un apposito "Gruppo di lavoro" e di un apposito ufficio di riferimento. ISTITUZIONE del "GRUPPO di LAVORO INTERCULTURA" Il gruppo affronta presso il Provveditorato agli Studi le problematiche degli alunni stranieri ed opera un collegamento con Enti locali Istituzioni, Associazioni, Comunità straniere, cura il coordinamento di specifiche iniziative, la raccolta, documentazione e la diffusione delle esperienze attuate (C.M. 205/1990). FORMAZIONE E AGGIORNAMENTODEI DOCENTI La "sfida" pedagogica imposta dalla presenza di "altre culture" richiede urgentemente una specifica formazione dei docenti per l'acquisizione di competenze relazionali, culturali e didattiche. CENTRI DI DOCUMENTAZIONE per LA PROMOZIONE dell'INTERCULTURA La costituzione di POLI di INFORMAZIONE-FORMAZIONE costituisce senz'altro una preziosa risorsa per la Scuola, e per chiunque opera in contatto con alunni stranieri, quali "strumenti di raccolta e di messa in rete di mappe di tutti i referenti possibili, di bibliografie ragionate, di progetti di formazione rivolti alla professionalità degli insegnanti, (pronuncia C.N.P.I. /C.M. 138/1993). ATTIVITA' DI INTEGRAZIONE delegate agli ENTI LOCALI In collaborazione con le scuole, o autonomamente, curano iniziative di alfabetizzazione per l'apprendimento della lingua italiana e la valorizzazione della lingua e cultura di origine e Intervengono con attività di supporto alla Scuola nell'erogazione di servizi, quali trasporti e la mensa scolastica, il pre-scuola, i dopo scuola. In alcune realtà mettono a disposizione della scuola "mediatori culturali" e "mediatori linguistici" di sostegno alle attività scolastiche, per facilitare comunicazione Scuola-Famiglia e l'integrazione degli alunni e dei genitori.  Gli I.R.R.S.A.E. curano la ricerca di strategie educativo-didattiche adeguate l'aggiornamento degli insegnanti e l'assistenza a progetti sperimentali, (C.M. 205/1990).  LE SOVRINTENDENZE SCOLASTICHE si pongono come "sede di confronto delle esperienze nella dimensione regionale" in collaborazione con i Provveditorati le Regioni, gli IRRSAE, il Corpo Ispettivo (C.M. 205/1990). I CONSIGLI SCOLASTICI DISTRETTUALI e PROVINCIALI possono programmare e coordinare "attività destinate agli alunni" (stranieri) e volte all'attuazione del "diritto allo studio". 65 E - POLITICHE PER L'INTEGRAZIONE e RISORSE ISTITUZIONALI
  64. 64. 66 Insegnare ad accogliere: come Di fronte al cambiamento sociale, l’insegnamento e le sue strategie devono adeguarsi all’aspetto mutato della società. Insegnare ad accogliere significa avviare una pratica didattica ordinaria di reciproco conoscersi, fondata sull’ascolto e sulla collaborazione Le situazioni educative devono essere rivolte sia agli studenti italiani che agli allievi stranieri, senza differenziazione di strategie ed iniziative, non solo culturali ma socio affettive. Bisogna evitare il rischio della pedagogia del cous cous, e attivare invece strategie di curiosità ed interesse verso le culture e i sistemi dei paesi altri.
  65. 65. 67 La scuola è il locus in cui insieme si costruiscono e ricostruiscono sapere e cultura a partire dalle persone degli studenti, adottando come obiettivi formativo-affettivi: Consapevolezza della diversità Capacità di decentramento Capacità d’interazione Rafforzamento del senso d’appartenenza alla comunità scolastica e locale
  66. 66. 68 Obiettivi comuni a tutte le materie Creare un ambiente di apprendimento cooperativo di classe e di scuola, volto alla valorizzazione dell’individuo nel gruppo, all’incontro e alla convivenza democratica. Stimolare la conoscenza reciproca tra lo studente italiano e lo studente straniero, senza nessuna pretesa di superiorità di una cultura sull’altra
  67. 67. Le scelte educative Nell’esercizio dell’autonomia didattica, le scuole possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune: attivazione di percorsi didattici individualizzati, nel rispetto del principio generale dell’integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo (Art. 4 del DPR 275/99)  La direttiva 27 dicembre 2012, avente ad oggetto “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali (BES) e organizzazione territoriale per l’inclusione”, ha introdotto nell’ordinamento scolastico il concetto di bisogni educativi speciali, ricomprendente, fra l’altro le situazioni di svantaggio socio-culturale, economico e linguistico 69
  68. 68. Lo studente con difficoltà linguistiche è portatore di BES 70 Fonte: Scerra, Inclusione sociale, Accademia.edu
  69. 69. Studenti non italofoni  La C.M. n.8/2013 chiarisce che essi necessitano innanzitutto d’interventi didattici relativi all’apprendimento della lingua italiana e solo in via eccezionale alla formalizzazione del progetto educativo tramite P.D.P.  All’interno dell’Istituto, vengono dichiarati facenti parte di questa categoria gli studenti seguiti, singolarmente o insieme alla propria famiglia, dagli assistenti sociali o segnalati alla scuola dal Tribunale per i minori, ma anche quelli che presentano difficoltà di assimilazione linguistica. 71
  70. 70. 72 Alunni con Bes per motivi socio-economici, linguistici e culturali Sono tutti quei ragazzi che per diversi motivi si trovino a vivere, in modo momentaneo o permanente, situazioni di deficit culturale, linguistico, sociale o economico. In questi casi l'osservazione sistematica dei comportamenti e delle prestazioni scolastiche dello studente che fa sospettare con fondatezza il prevalere dei vissuti personali dei ragazzi o dei fattori dell'ambiente di vita quali elementi ostativi all’apprendimento. Per tali alunni non sempre è prevista la stesura di un Piano Didattico Personalizzato, visto che non hanno effettiva necessità di strumenti compensativi o dispensativi. È necessario, tuttavia, che il Consiglio di Classe sia informato e si faccia carico della particolare situazione dell'alunno che si trova in difficoltà tali da inficiare la regolare frequenza e partecipazione alle attività scolastiche. Da: I BES a scuola: conoscere il fenomeno, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, 2019 72
  71. 71. Il progetto pedagogico ha come finalità far star bene l’alunno BES nel contesto scolastico tenendo conto degli alti rischi di abbandono difficoltà psicologiche difficoltà d’inserimento sociale e lavorativo È necessario: Uscire da una concezione incentrata sull’uniformità nel modo d’apprendere, pensare ed esprimersi Evitare un sistema incentrato e governato dalla rigidità dei programmi valutazione comparativa e competitiva l’eccessivo uso delle tecnologie ….ed allora,in presenza di un discente BES, l’insegnante può esprimere al massimo la principale dote di un docente: la capacità di essere umano ed porre sempre la massima attenzione: ai bisogni di supporto alle alte potenzialità ai tempi d’apprendimento Cit da «Per una Didattica dell'Inclusione - Loredana Perla, Sintesi di Didattica generale e speciale» Università degli Studi di Salerno
  72. 72. 74 Nell’educazione, un tesoro Di fronte alle molte sfide che ci riserva il futuro, l’educazione ci appare come un mezzo prezioso e indispensabile che potrà consentirci di raggiungere i nostri ideali di pace, libertà e giustizia sociale. Nel concludere i suoi lavori, la Commissione si dichiara convinta che l’educazione dovrà svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo personale e sociale. La Commissione non vede l’educazione come un rimedio miracoloso o una formula magica … ma come uno dei mezzi principali a disposizione per promuovere una forma più profonda e più armoniosa dello sviluppo umano e quindi per ridurre la povertà, l’esclusione, l’ignoranza e la guerra. Rapporto all’UNESCO della Commissione Internazionale sull’Educazione per il XXI secolo, 1996
  73. 73. 75 Per la pace perpetua “Ospitalità significa il diritto che uno straniero ha di non essere trattato come un nemico a causa del suo arrivo sulla terra di un altro... il diritto di offrire la loro società in virtù del diritto della proprietà comune della superficie terrestre, sulla quale, in quanto sferica, gli uomini non possono disperdersi all'infinito, ma alla fine devono sopportare di stare l'uno a fianco dell'altro". IMMANUEL KANT, 1795, Per la pace perpetua
  74. 74. PARTE TERZA Risorse didattiche per una educazione inclusiva anche in tempi di Covid 76
  75. 75. Progetto di gemellaggio a distanza con gli studenti della «Titchfield High School» di Port Antonio, Jamaica, realizzato in collaborazione con la facoltà di Antropologia dell’Università «La Sapienza» Tivoli – Jamaica: One Love 77 77
  76. 76. Progetto di educazione interculturale culminato con la raccolta di 1000 € da destinare alla creazione di una sala parto a Guede, Senegal, città del mediatore culturale Ibrahima Camara, in presenza dell’ambasciatore. Les fleurs du Senegal 78 78
  77. 77. Nel mare ci sono i coccodrilli «Progetto ispirato al romanzo di formazione di Fabio Geda, finalista Premio Strega, dedicato alla storia vera della migrazione dal Pakistan all’Italia di Enaiatollah Akbari 79
  78. 78. 80 SCHEDA DIDATTICA ESSENZIALE PROGETTO “NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI” DAL LIBRO DI FABIO GEDA DESTINATARI: Studenti di una classe prima 2.0 ITCG Enrico Fermi Tivoli RISORSE: Docente di diritto ed economia politica, docente di storia e lingua italiana – la classe DISCIPLINE COINVOLTE: storia, educazione alla cittadinanza, lingua italiana, diritto, economia politica RISORSE TECNICHE :Registratore, Cellulari, Whatsapp, Laboratorio informatico, LIM presente in classe, PC sia del laboratorio informatico o tablet personale TEMPI: 2 ore settimanali per circa 5 mesi di scuola (1 ora di diritto – 1 ora di italiano o storia) ABILITÀ DIDATTICHE: -Sviluppare le abilità di lettura − Identificare in un testo i concetti/le parole chiave; − Sviluppare la capacità di analizzare testi, documenti/norme, immagini − Ricavare ed elaborare definizioni sintetiche e precise − Cogliere il valore delle migrazioni attuali confrontandole con quelle del passato − Comparare “l’essere cittadino” con l’epoca attuale (a livello italiano, europeo, mondiale); − Analizzare il legame tra cittadinanza e città nello sviluppo del concetto di cittadinanza. FINALITÀ EDUCATIVE -Educazione interculturale: attraverso la lettura e la trasposizione in video della storia di Enaiatollah gli studenti, italiani e non italiani, effettuano una riflessione sulle difficoltà delle migrazioni attuali 80
  79. 79. 81 •ALTRE FINALITA’ •− Favorire la capacità di lavorare in gruppo, rispettando i tempi e le idee degli altri •− Imparare ad ascoltare e comprendere il pensiero degli altri •-Lavorare peer to peer •− Migliorare l’uso delle TIC nella didattica •− Imparare a condividere strumenti e risorse; •− Accrescere le proprie competenze sociali; •− Coinvolgere il contesto familiare con dialoghi/domande tramite i ragazzi riguardanti le problematiche inerenti la cittadinanza. • •CONOSCENZE DIDATTICHE •• Lo Stato, le migrazioni, la cittadinanza. La polis greca e la partecipazione dei cittadini come forma di governo, il concetto di democrazia •• Essere cittadini ieri, essere cittadini oggi •• I diritti dei cittadini italiani desunti dalla Costituzione (diritti civili, etico-sociali, politici, economici) •• Come si diventa cittadini in Italia - Come si chiede l’asilo politico in Italia – la naturalizzazione dello straniero •• I diritti dei Minori • •ABILITÀ TECNOLOGICHE •− Ricercare sul Web, secondo le indicazioni date, informazioni utili allo scopo; •− Migliorare le competenze d’uso delle diverse tecnologie (PC e LIM); •− Affinare la capacità d’uso degli strumenti di videoscrittura attraverso gli strumenti •tecnologici previsti. •PRODOTTO : un video preparato dagli studenti e presentato a “Seminarlibri “ 2011 e rintracciabile al link: • https://youtu.be/rudD9HwN6h4 • 81
  80. 80. School Education Gateway Europe's online platform for school education Integrating Newly Arrived Migrant Students in Schools -2019 82 Raising Awareness about the Situation of Newly Arrived Migrants - 2018
  81. 81. Alcuni progetti E-twinning BRIDGING CULTURES 2020 83 WHOLE SCHOOL APPROACH IN THE INTEGRATION PROCESS OF IMMIGRANTS - MÜLTECILERIN UYUM SÜRECINDE TÜM OKUL YAKLAŞIMI 2020 83
  82. 82. E-twinning 84 84
  83. 83. 85
  84. 84. 86
  85. 85. Progetti L2 87 87
  86. 86. PARTE QUARTA CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA
  87. 87. Definizione di dispersione • Il termine riassume l'insieme della bocciature, delle ripetenze e degli abbandoni e che, pertanto, descrive la discontinuità dei percorsi rispetto alla regolarità prevista dagli ordinamenti e dai curricoli. La dispersione scolastica mette spesso pertanto in luce l'insuccesso scolastico. Se l’obbligo scolastico è fissato al compimento dei 6 anni di età, l’obbligo formativo dura fino ai 18 anni. • I dati relativi alla dispersione scolastica sono ricavati dalle Anagrafi degli Studenti Nazionale e Regionali che sono alimentate principalmente dagli Istituti scolastici e dai Centri di Formazione Professionale. La dispersione scolastica nella sua accezione più ampia è un indicatore dell'efficienza del sistema di istruzione e formazione di un territorio ed è quindi utile per definire l'allocazione delle risorse nelle politiche per l'assolvimento del Diritto Dovere all'Istruzione e alla Formazione (DDIF). 89 Fonte: Pamela Pia Longo – Angela Renzullo Abbandono e dispersione, Know K
  88. 88. Definizione di abbandono scolastico • L'abbandono scolastico in Italia è l'interruzione del proprio percorso di istruzione o formazione prima del completamento dell'istruzione secondaria di secondo grado o dell'Istruzione e formazione professionale almeno triennale e comunque entro il compimento dei 18 anni d’età. • In Europa, invece,, spesso ci si riferisce a questo fenomeno non tanto con la preoccupazione di intervenire immediatamente sul singolo allievo, quanto come indicatore del fatto che una determinata fascia di popolazione abbia raggiunto certi obiettivi che si considerano desiderabili. In particolare le rilevazioni hanno di solito ad oggetto la percentuale di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni che non sono in possesso di una qualifica o un diploma secondari. 90 Fonte: Fonte: Pamela Pia Longo – Angela Renzullo, Abbandono e dispersione, Know K
  89. 89. Alcuni dati • A causa della pandemia la dispersione totale è aumentata notevolmente. Se si sommano i dati degli ELET – EarlyLeavingfromEducationandTraining– equelli sulla dispersione implicita emerge infatti chenel 2021il 23%dei giovani della fascia d’età 18-24anni ha lasciato la scuola primadi effettuare l’esame di Stato,oppure l’ha terminata senza acquisire competenze di base minime (nel 2019erano il 22,1%). • I risultati delle prove INVALSI possono essere letti come indicatori della portata del fenomeno: nell'anno scolastico 2020- 2021 la dispersione scolastica implicita (ragazzi che nonostante abbiano terminato il percorso di studi non hanno raggiunto i livelli di competenze previsti dopo 13 anni di scuola) ha riguardato il 9,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, in peggioramento rispetto all'anno precedente (8,6%) 91
  90. 90. Fonte: Pamela Pia Longo – Angela Renzullo Abbandono e dispersione, Know K Come si combattono la dispersione e l’abbandono a scuola? Coordinatore di classe Funzione strumentale D&A
  91. 91. Le misure di intervento possono essere riassunte in queste parole: • Senso di appartenenza • Clima positivo • Attività mirate • Diversificazione del personale scolastico • Orientamento • Coinvolgimento dei genitori • Attività permanente di aggiornamento del personale scolastico E’ necessario che nell’istituzione scolastica si crei un clima positivo di collaborazione e di «presa in carico» di tutti gli studenti, anche quelli non appartenenti al proprio gruppo classe 94
  92. 92. ATTIVITA’ Consigliate per lo studente • • laboratori motivazionali, per valorizzare competenze con attività di peer education; • • campi scuola, gite scolastiche per favorire dinamiche funzionali allo sviluppo del gruppo classe; • sportelli di sostegno allo studio, per colmare gap formativi • creare sempre spazi di confronto tra studenti e docenti in tema di dispersione. Consigliate per gli adulti: incontri per docenti, per rinnovare la motivazione; incontri per genitori, per promuovere la partecipazione attiva alla vita scolastica 95
  93. 93. IN PRATICA….SKILLS FOR LIFE Decision making Problem solving Creatività Senso critico Comunicazione efficace Autocoscienza
  94. 94. SKILLS 4 LIFE 97 I PROGRAMMI DI LIFE SKILLS A partire dagli anni ‘80 i primi progetti di life skills erano finalizzati alla prevenzione dei comportamenti cosiddetti a rischio, quali: gravidanze indesiderate, uso di sostanze stupefacenti, prevenzione dell’AIDS, lotta ai comportamenti violenti e maggiore stima di sé. I primi programmi di prevenzione fornivano informazioni e dati sui fenomeni giovanili rendendo i partecipanti ai progetti poco partecipi, rivelandosi dunque scarsamente efficaci. Successivamente le iniziative hanno avuto un taglio maggiormente esperienziale vedendo i ragazzi come protagonisti.
  95. 95. LOTTA ALLA DISPERSIONE : suggerimenti di laboratori e progetti didattici inclusivi per i vari ordini scolastici 98 98
  96. 96. Attività 99 in classe MINDFULNESS A SCUOLA: tutti gli ordini scolastici Mindfulness significa “consapevolezza di sé Il concetto di mindfulness deriva dagli insegnamenti del buddhismo, dello zen e ma solo alla fine del secolo scorso il biologo Jon Kabat-Zinn lo ha proposto una forma "laica" di meditazione, utilizzata da psicoterapeuti, facilitatori ed educatori. A scuola può aiutare lo studente in un percorso esperienziale che lo guidi a prestare attenzione alla realtà nel momento presente, in maniera oggettiva e distaccata e, soprattutto, non giudicante In un periodo medio l’apprendimento e la partecipazione, fattori sempre modulati dalle emozioni, risentono positivamente del nuovo «state of mind» OBIETTIVI: • Riduzione di stress e disagio emotivo. • Sviluppo di una maggiore consapevolezza e autoconsapevolezza del corpo e delle emozioni • Miglioramento delle relazioni all’interno della classe e aumento della cooperazione, del confronto e della condivisione • Aumento della concentrazione e delle funzioni esecutive
  97. 97. Attività 100 in classe PROGETTO LITIGHIAMO BENE! Il metodo proposto da Daniele Novara, presidente del Centro Psico-Pedagogico prevede un approccio maieutico non direttivo, che consente ai bambini e ai ragazzi di provare autonomamente a collocare l’oppositività e i contrasti reciproci, nell’ambito dei necessari processi di autoregolazione relazionale. Viene favorita l’opportunità di trasferire la contrarietà dal piano dell’agito a quello della comunicazione verbale. In cosa consiste il metodo "Litigare Bene"? In due passi indietro e due passi avanti: •il primo passo indietro è non cercare il colpevole perché non c’è; •il secondo passo indietro è non imporre la soluzione. Non esiste la risposta esatta, ma la capacità di gestire la situazione; •il primo passo avanti è farli parlare tra loro del litigio (comunicazione della versione reciproca); •il secondo passo avanti è favorire l’accordo.
  98. 98. Attività L’aspetto che rende l’utilizzo dell’albo illustrato uno strategico mezzo didattico è la sua capacità di arrivare a chi ascolta attraverso più canali: visivo, uditivo e cinestesico, che tornando agli studi sulla psicologia dell’apprendimento sappiamo ormai essere i tre canali connessi con i diversi stili di apprendimento degli alunni 101 Cit http://www.ilcircodellafarfalla.it/albi-illustrati-e- didattica-inclusiva-buone-pratiche-pedagogiche/ in classe GLI ALBI DIDATTICI
  99. 99. Gli albi illustrati: un progetto • Attività di laboratorio che, partendo dalla lettura di albi illustrati, ci aiutano a impostare un buon gruppo classe fin dall’inizio dell’anno • attivatori emotivi e cognitivi, • Il percorso che ho progettato si divide in tre incontri da circa 2 ore ciascuno. • – Il primo incontro si intitola “Chi sono io?” durante il quale, attraverso alcune attività, ogni ragazzo sarà invitato a riflettere su se stesso e a condividere le proprie riflessioni con agli altri. • – Nel secondo incontro, intitolato “Io e gli altri”, l’obiettivo è quello di riflettere sui tanti rapporti che si possono impostare in un gruppo classe e più in generale in un gruppo. • – Nel terzo incontro, intitolato “La Classe in gioco: regole e obiettivi condivisi per camminare insieme”, i ragazzi saranno invitati a scegliere quale tipo di classe vorrebbero avere e a darsi alcune regole per convivere bene. 102 Attività didattica proposta da Erica Angelini, blog occhiovolante.it
  100. 100. Attività 103 in classe LA GIORNATA DEI CALZINI SPAIATI Dal sito della scuola «Thouar» Novara
  101. 101. 5 febbraio: “Giornata dei calzini spaiati” nelle classi 104
  102. 102. Attività 105 in classe Destinatari Studenti di tutti gli ordini di scuola. Presentazione Il progetto mira a rafforzare l’ inclusione attraverso la valorizzazione del rapporto scuola-famiglia, in modo da creare alleanze educative e potenziare la differenza tra stili di vita e background culturali diversi. L’obiettivo è congiungere diverse generazioni in nome dei valori comuni, condividendo esperienze, storie personali e disponibilità al dialogo e al cambiamento
  103. 103. Attività in classe Destinatari Studenti di tutti gli ordini di scuola. Presentazione Ogni classe ha “due cervelli“: il cervello razionale su cui molto si investe; il cervello affettivo troppo spesso trascurato. Questi due cervelli danzano insieme e se trascuriamo il cervello affettivo avremo maggiori problemi emotivi, relazionali e comportamentali che appesantiranno l’apprendimento. Attivando l’empatia in classe, i conflitti e i pregiudizi si attenuano fino a risolversi Il libro propone 50 format cooperativi dal forte taglio operativo per aiutare i docenti di ogni ordine e grado a portare in classe un’etica dell’empatia in cui la cooperazione non sia un semplice “stare insieme” ma un più profondo “prendersi cura degli altri
  104. 104. Attività in classe Destinatari Insegnanti di tutti gli ordini di scuola. Presentazione Attraverso lo spunto offerto dalla lettura laboratoriale del libro della filosofa Nussbaum, il progetto esalta l'attualità degli antichi: dell'idea aristotelica di "cittadinanza", ma soprattutto della "critica" socratica e dell'ideale stoico del "cosmopolitismo". Tale, dunque, l'educazione liberale a cui si pensa: un'educazione che è volta a liberare la mente e lo sguardo da ogni pregiudizio che impedisca di "coltivare l'umanità" in tutte le sue forme. Il progetto mira a dimostrare come questi ideali possano oggi vivere nella cura per la storia delle minoranze, nell'interesse per le culture non occidentali, negli studi sulla sessualità e le differenze di genere Stay human: coltivare l’umanità. Dai classici uno spunto per affrontare le asimmetrie culturali e di genere della società attuale
  105. 105. Attività in classe Destinatari Insegnanti di tutti gli ordini di scuola. Presentazione Interventi per il successo scolastico degli studenti a rischio di fallimento scolastico Obiettivo: creare spirito di appartenenza alla scuola – combattere i drop out e il senso di scoraggiamento dovuto all’insuccesso scolastico Corsi di canto corale, di musica strumentale, di teatro e di musica d’insieme Creazione di una band d’Istituto Creazione di un gruppo teatrale, ecc. ecc…. Marlena, torna a scuola! Attività per sconfiggere l’abbandono
  106. 106. Attività in classe Destinatari Insegnanti di tutti gli ordini di scuola. Presentazione Il progetto mira a far sviluppare le capacità relazionali e l’autostima degli studenti attraverso la collaborazione peer to peer Obiettivi: • Migliorare le competenze di base matematiche attraverso micro obiettivi volti ad aumentare la curiosità per le attività proposte ed il coinvolgimento degli alunni col fine prioritario di: • Migliorare la conoscenza del pensiero matematico e computazionale • Sviluppare la capacità logica attraverso la programmazione e la realizzazione di elaborati • Maturazione del pensiero IC E. Patti - CT
  107. 107. Attività in classe Destinatari Insegnanti di tutti gli ordini di scuola. Presentazione Incentivare l’autostima degli studenti attraverso le arti figurative e la libera creatività attraverso il disegno, i murales e gli scarabocchi Obiettivi: incentivare la motivazione intrinseca di ogni studente, riconoscere le diverse intelligenze secondo l’approccio di Gardner ITCG Fermi Tivoli, murales e mostra «Scrizioni ir-ritate»
  108. 108. CONCLUSIONI Ogni persona ha il diritto intrinseco di essere trattata allo stesso modo, e quindi di essere inclusa e rappresentata, indipendentemente dal suo sesso, dall’origine razziale o etnica, dalla religione o dalle convinzioni, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale La scuola, agenzia educativa e specchio della società, riproduce a volte rappresentazioni inadeguate e limitanti contribuendo, quindi, al loro radicamento nella società stessa. È quindi necessario curare nei percorsi didattici e educativi, attenzione per valorizzare il ruolo attivo, propositivo, partecipativo che la cosiddetta «diversità» porta nel vissuto scolastico e sociale DARIO IANES 111
  109. 109. ATTIVITA’ PROPOSTA 112 Prendendo spunto dalle slides, dalla vostra esperienza e creatività, ed eventualmente dalla bibliografia, organizzate un progetto inclusivo in chiave interculturale e/o volto a combattere la dispersione scolastica, adatto al vostro ordine di scuola Inviate a rosadeluca0106@gmail.com: ne parleremo nel prossimo incontro di monitoraggio
  110. 110. prof. Rosa De Luca – febbraio 2022 Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale ed è reperibile presso Slideshare e Academia.edu Per contatti: rosadeluca0106@gmail.com Grazie dell’attenzione 113 113
  111. 111. 114 Bibliografia essenziale P. Roveda, La pace cambia, La Scuola, Brescia, 1990, p. 30 M. ScIavi, Arte di Ascoltare e Mondi Possibili, Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Mondadori, 2000 L. Passuello, Educazione interculturale nella scuola. Implicazioni metodologico/didattiche, in A.Agosti (a cura di), Intercultura e insegnamento, SEI, Torino, 1996, p. 97. G. Biancardi, P. Galeotti, G. Pasquini (a cura di), Materiali didattici sull'immigrazione, Cestim-Mlal, Verona, 1994, p. 33. L. Monte, Gli stranieri in Italia: note di una recente indagine, in "Studi emigrazione", 1988, n. 87, p. 12. Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale, , 2016 http://www.novecento.org/dossier/italia-didattica/1991-lo-sbarco-della-vlora-litalia- diventa-lapprodo-dei-nuovi-migranti/ Rosa De Luca, DIASPORA DANCE: EMIGRAZIONE A RITMO DI REGGAE, su Rivista della Didattica Maggioli 20 http://www.rivistadidattica.com/varia/varia50.htm Rosa De Luca, TARANTELLA DANCE: quando eravamo fellas e macarunì, su Rivista della Didattica Maggioli http://www.rivistadidattica.com/varia/varia51.htm Rosa De Luca, https://it.paperblog.com/quando-eravamo-ritals-e-macaruni- esperienze-migratorie-rimosse-o-dimenticate-3173243/
  112. 112. 115 Bibliografia essenziale http://www.ilcircodellafarfalla.it/albi-illustrati-e-didattica-inclusiva- buone-pratiche-pedagogiche/ Antonella Capetti, "A scuola con gli albi” , ed. Topipittori J.RIFKIN, Il Sogno Europeo, A.Mondadori Ed. , Milano 2004 DOSSIER CARITAS 2019, 2020, 2021 Educare.it - Anno V, Numero 9, Agosto 2005 Susi Francesco, Come si è stretto il mondo. L'educazione interculturale in Italia e in Europa. Teorie, esperienze e strumenti - Armando Editore – 1999 J.Rifkin - Il sogno europeo Galloni, F., Ricucci, R., Crescere in Italia : dall'intercultura all'inclusione sociale : esperienze di educazione dentro e fuori la scuola, Milano, Unicopli, 2010 http://www.osservatoreromano.va/it/news/nel-mondo-272-milioni-di- migranti http://www.cestim.it/sezioni/materiali_didattici/2011-reg-toscana- Uguaglianza-diversita-comunita-percorsi.pdf http://www.sensibiliallefoglie.it/scarabocchi.htm mostra Scrizioni Ir.ritate presso Fermi Tivoli
  113. 113.  https://rm.coe.int/guida-per-lo-sviluppo-e-l-attuazione-di-curricoli- per-una-educazione-p/16805a028d  https://www.diversity4kids.eu/it/  https://www.giuntiscuola.it/sesamo/cultura-e-societa/punti-di- vista/2020-02-02-buone-pratiche-dalle-scuole-multiculturali/  https://iccapriolo.edu.it/wp- content/uploads/sites/362/PROGETTO-ACCOGLIENZA.pdf  https://www.robertosconocchini.it/l-2/4361-materiali-didattici-per- italiano-l2-dalla-scuola-primaria-alla-secondaria-di-ii-grado-.html  https://img.ibs.it/pdf/9788859006114.pdf MIE PUBBLICAZIONI ONLINE SU TEMATICHE INTERCULTURALI http://www.rivistadidattica.com/varia/varia51.htm http://www.rivistadidattica.com/varia/varia50.htm https://it.paperblog.com/quando-eravamo-ritals-e-macaruni-esperienze- migratorie-rimosse-o-dimenticate-3173243/ Link a materiali utili 116 116

×