CAPITALE IN RETE

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CAPITALE IN RETE

  1. 1. Cap. 2 - Le reti: un paradigma sociale e tecnologico 2^ Parte § 2.6. Produzione di capitale in rete Mariella BERRA, Sociologia delle reti telematiche , 2007
  2. 2. 2.6.1. Capitale finanziario, fisico, umano e sociale <ul><li>La rete, facilita la costruzione di un capitale potenzialmente produttivo di risorse. </li></ul><ul><li>Il capitale può essere finanziario , fisico , umano e sociale : </li></ul><ul><ul><ul><li>Il capitale finanziario concerne l’insieme delle risorse per la produzione di beni e servizi per il mercato; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il capitale fisico riguarda la creazione dei prodotti e dei processi; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il capitale sociale si riferisce alla rete di relazioni che offre l’accesso a risorse di cui un individuo o un’organizzazione sociale ha bisogno. Definisce un tessuto di relazioni in cui gli attori s’impegnano reciprocamente e attivano risorse seguendo strategie e logiche di azione individuali e collettive ( Bianco, Eve 1999 ) </li></ul></ul></ul>
  3. 3. 2.6.1. Capitale finanziario, fisico, umano e sociale <ul><li>Secondo il sociologo James Coleman, che si rifà al modello dell’attore razionale , fattori sociali quali l’autorità, la fiducia, e le norme contribuiscono a creare capitale sociale , cioè una struttura sociale appropriabile ( Coleman, 1998 e 1990 ). </li></ul><ul><li>“ Dai diversi tipi di scambio e di trasferimento unilaterale di controllo, cui gli attori danno vita per ottenere ciò per cui sono interessati, deriva la formazione di relazioni sociali che hanno una certa persistenza nel tempo .[…] Non è detto, però, che queste relazioni sociali derivanti dall’ottimizzazione delle risorse possedute, debbano essere considerate solo come componenti di strutture sociali: le si può vedere anche come risorse per gli individui”. </li></ul><ul><li>Fonte: J. Coleman, Fondamenti di teoria sociale , il Mulino, Bologna 2005 </li></ul>
  4. 4. 2.6.1. Capitale finanziario, fisico, umano e sociale <ul><li>“ Loury [1977;1987] ha introdotto il termine “ capitale sociale ” per descrivere queste risorse. Nel senso con il quale viene indicato da Loury, il capitale sociale è l’insieme delle risorse contenute nelle relazioni familiari e nell’organizzazione sociale della comunità che risultano utili per lo sviluppo cognitivo o sociale di un bambino o di un ragazzo” (1). </li></ul><ul><li>1) Hanno usato il termine in modo simile anche Bourdieu [1980] e Flap e De Graaf [1986] </li></ul><ul><li>Fonte: J. Coleman, Fondamenti di teoria sociale , il Mulino, Bologna 2005 </li></ul>
  5. 5. 2.6.1. Capitale finanziario, fisico, umano e sociale <ul><li>Il capitale sociale appropriabile: </li></ul><ul><ul><ul><li>si manifesta in diverse forme, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>è soggetto a trasformazioni e, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>costituisce una risorsa individuale e collettiva. </li></ul></ul></ul><ul><li>Può favorire un singolo attore, un gruppo o una collettività. </li></ul><ul><li>Spesso i livelli micro e macro si integrano: il capitale sociale collettivo si rafforza attraverso pratiche condotte a livello individuale. </li></ul><ul><li>Viceversa, un tessuto sociale ricco di capitale sociale collettivo accresce quel complesso di risorse che sono disponibili a un attore data la sua collocazione in un particolare sistema di relazioni sociali ( Coleman 1990; Bagnasco 1999 ). </li></ul>
  6. 6. 2.6.1. Capitale finanziario, fisico, umano e sociale <ul><li>Robert Putnam (2) ha messo in evidenza un particolare aspetto del capitale sociale. La virtù civica , ovvero il senso socialmente diffuso di bene collettivo e pubblico, è più accentuata se è radicata in una rete sociale di relazioni di reciprocità ( Putnam 1993 e 2000 ). </li></ul><ul><li>Fiducia, reciprocità, informazione comunicazione e cooperazione possono creare un beneficio per le persone coinvolte nella rete di relazioni, ma anche per le persone esterne a questa rete. </li></ul><ul><li>2) R. Putnam, La tradizione civica nelle regioni italiane, A.Mondadori, Milano 1993; R.Putnam, Capitale sociale e individualismo , il Mulino, Bologna 2004. </li></ul>
  7. 7. 2.6.1. Capitale finanziario, fisico, umano e sociale <ul><li>Putnam sottolinea con particolare attenzione gli aspetti culturali e politici dei contesti quali fattori in grado di stimolare principi di reciprocità, fiducia, affidabilità e tolleranza. </li></ul><ul><li>Le reti telematiche, […] sono uno strumento che, promuovendo forme di interrelazione sociale fra individui, attori sociali e istituzioni, può favorire la crescita del capitale sociale. </li></ul><ul><li>--------- </li></ul><ul><li>N.B.: Per un approfondimento sul tema, si veda, tra gli altri: S. Zamagni e P.L. Sacco (a cura di), Complessità sociale e comportamento razionale , il Mulino, Bologna 2002, pgg.337-394, con ampie citazioni di Coleman et al. </li></ul>
  8. 8. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>La creazione di un capitale sociale reticolare si struttura in modo diverso nei vari contesti e ha implicazioni differenti sul piano sociale, economico e politico. </li></ul><ul><li>Le diverse caratteristiche delle reti, delle funzioni, le norme, i riferimenti istituzionali e valoriali connessi al loro funzionamento, i livelli di accessibilità, i gradi di inclusività ed esclusività, le risorse derivabili, i risultati, le caratteristiche degli attori e delle organizzazioni consentono di individuare sia il capitale sociale che si crea e chi se ne avvantaggia. </li></ul><ul><li>L’intreccio tra reti sociali e reti tecnologiche può incidere sulla qualità del capitale sociale e sul ruolo degli attori ( Wellman et al. 2001 ) </li></ul>
  9. 9. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>Le reti sono meccanismi che permettono di raggiungere meglio obiettivi comuni oppure possono facilitare atteggiamenti e comportamenti cooperativi. </li></ul><ul><li>Delle reti vanno considerate tanto la struttura quanto le funzioni ; In alcuni casi prevalgono motivi strumentali, in altri istanze di fiducia, come nelle comunità in rete. </li></ul><ul><li>È utile adottare un approccio di analisi multidimensionale : molto dipende dall’uso che viene fatto delle reti telematiche e della loro connessione con le reti sociali . </li></ul>
  10. 10. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>Una rete è tanto più efficace quanto più è in grado di valorizzare le risorse e le relazioni dei membri meglio di quanto essi farebbero da soli, o ancora, se favorisce una redistribuzione di risorse. </li></ul><ul><li>Esempio: L ’ utilizzo della Pen ( peninsula electronic network ) di Santa Monica (California) da parte dei senza tetto ( homeless ). Un homeless, inserendosi nel dibattito sulla rete civica cittadina, senza essere costretto a rivelare la propria identità, ha sollevato il problema delle condizioni di disagio dei senzatetto ed è riuscito ad interessare i partecipanti alla rete e la città di santa Monica. Non solo si è risolto il problema dei senzatetto, ma questa iniziativa ha migliorato anche i rapporti fra la ricca comunità dei residenti, le istituzioni municipali e i senza tetto. </li></ul>
  11. 11. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>Il capitale sociale reticolare ha, infatti, carattere di bene pubblico (3) in quanto non è alienabile, divisibile, appropriabile in modo esclusivo. </li></ul><ul><li>Per J. Coleman, tra i fattori che incidono sulla crescita o sulla diminuzione del capitale sociale vanno considerati, oltre alla convenienza al suo mantenimento: </li></ul><ul><ul><li>La densità delle relazioni del network; </li></ul></ul><ul><ul><li>La stabilità delle relazioni nel tempo </li></ul></ul><ul><ul><li>L’orientamento ideologico. </li></ul></ul><ul><li>3) Per un approfondimento sul tema del rapporto tra bene pubblico, tecnologia e democrazia , si veda L. Gallino, Tecnologia e democrazia , Einaudi, Torino 2007. </li></ul>
  12. 12. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>È evidente, quindi, che il capitale sociale reticolare sia maggiore quanto più è elevata la dipendenza reciproca degli attori. </li></ul><ul><li>A livello di territorio e di sfera pubblica il capitale sociale aumenta il proprio valore se le diverse reti orientano il loro modo di agire in modo reciproco. </li></ul><ul><li>I capitali che si produco attraverso le reti telematiche contribuiscono alla creazione di diversi tipi di beni: </li></ul><ul><ul><li>Beni pubblici , come il capitale sociale ; </li></ul></ul><ul><ul><li>Risorse comuni; </li></ul></ul><ul><ul><li>Beni privati </li></ul></ul><ul><ul><li>Beni di club </li></ul></ul><ul><ul><li>(vedi tab. seguente) </li></ul></ul>
  13. 13. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare
  14. 14. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>La fornitura di servizi Adsl da parte di una società di TLC a clienti che pagano un prezzo per il servizio , oppure la fornitura di altri servizi da parte di una società radiotelevisiva su frequenze acquistate su concessione o licenza, riguarda beni privati . </li></ul><ul><li>Le risorse comuni rappresentano un bene da cui non si possono escludere gli utenti, e il cui uso va limitato ( valutazione di deperibilità di un bene ). </li></ul><ul><li>La produzione di conoscenza è una risorsa comune o un bene pubblico , non esclusivo e non rivale nell’uso? </li></ul><ul><li>Il software che si produce in rete può essere considerato un bene pubblico o una risorsa privata ? </li></ul>
  15. 15. 2.6.2 Il capitale sociale reticolare <ul><li>È una distinzione molto importante, che riguarda la costituzione di meccanismi istituzionali di regolazione nell’uso o distribuzione della proprietà. </li></ul><ul><li>La potenziale fruibilità di un bene, accompagnata dall’accesso limitato ad alcuni, caratterizza i beni di club . Gli aderenti alla rete di club godono di alcuni privilegi rispetto a quanti ne sono esclusi. </li></ul><ul><li>Un esempio: le reti fra città , intese come nodi complementari della rete indipendentemente dalla loro collocazione geografica, che svolgono attività affini e complementari nell’esercizio di attività economiche. </li></ul>
  16. 16. 2.7 capitale positivo o capitale negativo: quali condizioni? <ul><li>Si è in precedenza fornito la definizione di rete e menzionate le proprietà, le funzionalità, la struttura, la morfologia e il valore. </li></ul><ul><li>Vi sono reti sociali che utilizzano con diversi orientamenti lo spazio reale e quello virtuale. </li></ul><ul><li>Ovvero possono esserci, per utilizzare una esemplificazione non scientifica, “ reti buone ” e “ reti cattive ” . </li></ul><ul><li>La dicotomia buono/cattivo non è direttamente misurabile, ma attiene piuttosto ad un concetto filosofico e morale riferito a valori socialmente condivisi. </li></ul>
  17. 17. 2.7 capitale positivo o capitale negativo: quali condizioni? <ul><li>Un esempio di rete che produce capitale sociale positivo, è quello della Ietf (Internet engineering task force): Nel periodo 1982-1996 migliaia di ricercatori e programmatori di tutto il mondo hanno messo in comune un enorme patrimonio di intelligenze, conoscenze e risorse per sviluppare la grande maggioranza delle tecnologie di Internet. </li></ul><ul><li>Lo Ieft , che è un’associazione libera di migliaia di studiosi, ha coordinato tutte le attività di ricerca. </li></ul><ul><li>Va ricordato che i processi produttivi e decisionali, la documentazione scientifica, il codice scritto, gli standard sono open source , onde poter conseguire miglioramenti e progressi. </li></ul>
  18. 18. 2.7 capitale positivo o capitale negativo: quali condizioni? <ul><li>Un esempio di rete che produce capitale negativo possiamo pensare alla camorra o ad una organizzazione terroristica che sfruttano l’ambiente circostante per un proprio beneficio personale ed esclusivo. </li></ul><ul><li>Nelle reti “buone” l’oggetto è lecito, le regole di partecipazione sono chiare e trasparenti, la struttura è orizzontale, con possibilità di comunicazione verticale, orizzontale e trasversale. </li></ul><ul><li>Viene posto l’accento sull’importanza di garantire il ritorno dell’informazione dal basso e di superare le divisioni esistenti fra sede centrale e sedi periferiche. </li></ul><ul><li>L’inclusione basata sulla trasparenza costituisce per questa rete un alto valore aggiunto. </li></ul>
  19. 19. 2.7 capitale positivo o capitale negativo: quali condizioni? <ul><li>Nella rete che produce capitale sociale negativo : </li></ul><ul><ul><li>l’informazione è asimmetrica, </li></ul></ul><ul><ul><li>la forma di relazione è autoritaria e </li></ul></ul><ul><ul><li>il flusso procede dall’alto verso il basso senza possibilità di replica. </li></ul></ul><ul><li>La linea organizzativa consiste esclusivamente nel comando ed esclude ogni contrattazione. </li></ul><ul><li>Le sottoreti non sono integrate, ma separate in modo più o meno rigido; sono molto fitte al loro interno e con legami molto laschi o inesistenti fra loro. </li></ul><ul><li>Le reti “cattive” entrano in conflitto con l’ambiente e con le altre reti. </li></ul>
  20. 20. Produzione di capitale sociale positivo e negativo. Condizioni e variabili
  21. 21. APPENDICE Altri contributi tematici: reti, capitale sociale, P.A.
  22. 22. Il capitale sociale: contributi 1 <ul><li>Pierre BOURDIEU (1930-2002) distingue 4 tipi di capitale: </li></ul><ul><li>Le capital économique; </li></ul><ul><li>Le capital culturel; </li></ul><ul><li>Le capital symbolique; </li></ul><ul><li>“ Le capital social se définit essentielment comme l’ensemble des relations sociales dont dispose un individu ou groupe; la détention de ce capital implique un travail d’instauration et d’entretien des relations, c’est-a-dire un travail de sociabilité;: invitations réciproques, loisirs en commune, etc .”; </li></ul><ul><li>Fonte: P. Bonnewitz, La sociologie de P. Bourdieu , PUF, Paris 1998-2005 </li></ul>
  23. 23. Il capitale sociale: altri contributi 2 <ul><li>Antony GIDDENS (1938) così tratta il tema del capitale sociale: </li></ul><ul><li>La coltivazione di capitale sociale è parte integrante dell’economia della conoscenza. Il “nuovo individualismo” che si accompagna alla globalizzazione non è refrattario alla cooperazione e alla collaborazione: esso stimola attivamente la cooperazione piuttosto che la gerarchia. </li></ul><ul><li>Il capitale sociale si riferisce a reti fiduciarie alle quali gli individui possono attingere per un sostegno sociale, proprio come si può attingere al capitale finanziario per usarlo per investimenti. </li></ul><ul><li>Fonte: A. Giddens, Cogliere l’occasione ,Carocci, Roma 2000 </li></ul>
  24. 24. Il capitale sociale: altri contributi 3 <ul><li>Antony GIDDENS : </li></ul><ul><li>Il capitale sociale è d’importanza fondamentale nella società civile: rende possibile la civiltà quotidiana che è cruciale per una vita pubblica efficace. </li></ul><ul><li>Nel contesto della new economy esso acquista un significato più particolare: è il fondamento delle reti che svolgono anu funzione fondamentale nell’innovazione. </li></ul><ul><li>Nella vecchia economia spesso l’innovazione era il risultato di processi separati di ricerca, sviluppo e produzione. </li></ul><ul><li>Fonte: A. Giddens, Cogliere l’occasione ,Carocci, Roma 2000 </li></ul>
  25. 25. Il capitale sociale: altri contributi 4 <ul><li>Antony GIDDENS : </li></ul><ul><li>Un esempio interessante è quello della Danimarca. L’economia danese è dominata da piccole e medie imprese: ciò unisce il lato duro della competitività alle reti di interdipendenza. </li></ul><ul><li>Nel 1989 è stata introdotta una serie di inziative come il “programma di rete”. Lo scopo era di incoraggiare una collaborazione vincolante di almeno tra reti di almeno tre imprese, con mediatori di rete il cui compito era quello di identificare e sostenere le ventures cooperative. </li></ul><ul><li>Il programma ha avuto successo sia sotto l’aspetto economico che per la densità delle collaborazioni attivate. </li></ul><ul><li>Fonte: A. Giddens, Cogliere l’occasione ,Carocci, Roma 2000 </li></ul>
  26. 26. Il capitale sociale: una classificazione Istituzioni Regole Norme Reti sociali Associazioni Relazioni individuali Fiducia Reputazione Partecipazione Convenzioni Codici di comportamento Valori Rappresentazioni Azione collettiva Informazione Cooperazione Transazioni Fonte : Roberto CAMAGNI - Politecnico di Milano
  27. 27. Una tassonomia del capitale sociale Fonte : Roberto CAMAGNI - Politecnico di Milano
  28. 28. Lo stato e le reti Fonte : Paolo PERULLI, La città delle reti , Bollati Boringhieri, Torino 2000
  29. 29. Modello (storico) relazioni di livello territoriale Fonte : Paolo PERULLI, La città delle reti , Bollati Boringhieri, Torino 2000 Postfordismo (reti aperte ) Stato mercantilista (mercato autoregolato) Fordismo (gerarchie, assetti neocorporativi) Città preindustriale (sistemi territoriali chiusi)
  30. 30. Quadro di confronto Fonte : Paolo PERULLI, La città delle reti , Bollati Boringhieri, Torino 2000

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