Un viaggio lungo oltre 5 milioni di anni nella Vena del gesso romagnola ( Progetto pluriennale di studio e ricerca) A.S. 2...
Mappa <ul><li>Percorso geologico sulla Vena del gesso di Borgo Tossignano </li></ul>La flora I pratelli Il cappellaccio I ...
I calanchi <ul><li>Sono chiamate con questo termine le forme estremamente irregolari che le rocce argillose, prive di cope...
Il cappellaccio Il cappellaccio è la copertura della parte più alta del calanco: il suo suolo è sostanzialmente diverso da...
I pratelli <ul><li>Sui pratelli, come dice il nome, si formano dei tappeti erbosi la cui copertura esercita una notevole p...
La flora  <ul><li>Sul fondo dei canaloni e delle pareti calanchive, dove si possono formare avvallamenti e ristagni d’acqu...
Le coltivazioni <ul><li>L’azione modificatrice dell’uomo consiste nello spianamento del terreno cercando di diminuirne il ...
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I gessi di Tossignano <ul><li>Dal punto di vista storico si è rivelato molto importante lo scoglio gessoso di Tossignano, ...
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Presentazione sulla geologia di Borgo Tossignano

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Percorso Geologico

  1. 1. Un viaggio lungo oltre 5 milioni di anni nella Vena del gesso romagnola ( Progetto pluriennale di studio e ricerca) A.S. 2003/04 Percorso geologico sulla Vena del gesso di Borgo Tossignano Docente: Annarita Ruberto Classe 2° a tempo prolungato – S.M. Pascoli- Castel Bolognese
  2. 2. Mappa <ul><li>Percorso geologico sulla Vena del gesso di Borgo Tossignano </li></ul>La flora I pratelli Il cappellaccio I calanchi Il gesso Le coltivazioni I gessi di Tossignano
  3. 3. I calanchi <ul><li>Sono chiamate con questo termine le forme estremamente irregolari che le rocce argillose, prive di copertura vegetale, assumono per l’azione delle acque dilavanti e di ruscellamento. Si ipotizza anche un’origine secondaria delle forme calanchive dovuta agli estesi disboscamenti che i Romani effettuarono nel II sec. A.C., durante la colonizzazione del nostro territorio. Nella valle del Santerno si possono incontrare da Ponticelli a Borgo Tossignano dove affiorano le Argille Azzurre plio-pleistoceniche. </li></ul>
  4. 4. Il cappellaccio Il cappellaccio è la copertura della parte più alta del calanco: il suo suolo è sostanzialmente diverso da quello calanchivo, per la presenza di sabbie che rendono il terreno più propenso ad essere colonizzato da specie arboree ( rovi , rose canine, pruni, ginestre, ecc). Più giù dove l’argilla è schiettamente azzurra, le specie del cappellaccio tendono a scomparire o sono rare. Alcune specie possono eventualmente permanere su alcuni pratelli, se poco inclinati e non esposti a mezzogiorno. L’esposizione pare essere una discriminante fondamentale per la colonizzazione e la lavorazione dei calanchi; rari, infatti, sono i calanchi non lavorati esposti a nord, escludendo ovviamente quelli molto ripidi.
  5. 5. I pratelli <ul><li>Sui pratelli, come dice il nome, si formano dei tappeti erbosi la cui copertura esercita una notevole protezione sulla superficie del suolo, attenuando gli sbalzi termici, limitando il disseccamento, ostacolando l'asportazione delle particelle di terreno, producendo e trattenendo materiale organico. Se il pratello rimane stabile per vari anni, così che possano diminuire l’alcalinità e in pari tempo la compattezza dell’argilla, accumularsi gli scarsi residui organici e le sabbie del cappellaccio, si instaureranno le condizioni per cui le radici delle piante ospiti affondino maggiormente nel terreno. La vegetazione sarà formata pressoché dalle stesse specie, ma con esemplari un po’ meno patiti. </li></ul>
  6. 6. La flora <ul><li>Sul fondo dei canaloni e delle pareti calanchive, dove si possono formare avvallamenti e ristagni d’acqua, oltre alle piante del cappellaccio e dei pratelli, è presente una vegetazione un po’ più rigogliosa: le graminacee, la farfara (prima a fiorire ), qualche chenopodiacea, le cannucce, ecc. Non è inconsueto incontrare salici, pioppi, alberacci , anche se con dimensioni di arbusti o alberelli. La vita nell’anfiteatro calanchivo è rigogliosa durante il periodo primaverile. Il massimo vigore si ha nei mesi di aprile e maggio con le ginestre in fiore e tutte le altre piante erbacee (generalmente annuali) che fioriscono velocemente e producono semi per l’anno seguente. </li></ul>
  7. 7. Le coltivazioni <ul><li>L’azione modificatrice dell’uomo consiste nello spianamento del terreno cercando di diminuirne il più possibile l’inclinazione col fine ultimo di trasformarlo da incolto in terreno agricolo. La continuità del terreno spianato viene interrotta da dreni, che formino un angolo poco accentuato rispetto al piano orizzontale affinché l’acqua, nello scorrere, non acquisisca eccessiva velocità e non trascini con la sua corsa, terra e resti organici, evitando così pericolose frane. Le culture possibili sono quelle frutticole (a lbicocco, fragola ), foraggiere ( sulla ), cerealicole ( grano, orzo, avena ), leguminose ( fava, piselli, ceci...). </li></ul>
  8. 8. Il gesso <ul><li>Il gesso (solfato di calcio biidrato) ha formula chimica CaSO4 .2 H2O ed è un minerale. Occupa il secondo posto nella Scala di Mohs ( scala che misura la durezza dei minerali ). La Vena del Gesso è principalmente composta da gesso selenitico, o SELENITE ( dal greco selene: luna) ovvero da bei cristalli vitrei, tabulari, a volte geminati. </li></ul>
  9. 9. I gessi di Tossignano <ul><li>Dal punto di vista storico si è rivelato molto importante lo scoglio gessoso di Tossignano, che divide le contigue valli del Santerno e del Rio Sgarba. Già prima dell'anno 1000, vi fu costruito un fortilizio di notevole importanza strategica. I contrafforti gessosi, che dominano le nostre valli, sono spesso stati sede di Rocche che controllavano il passaggio nella strettoia gessosa. </li></ul>

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