Il crocifisso a scuola

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  • Devo dedurre che questi spunti riflessivi li leggono solo l'autore ed io.
    La cosa mi fa piacere, visti i contenuti.
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  • Al di là dell'opinabilità di quanto espresso, mi sembra giusto segnalare, nell'esposizione di Paola Barigelli-Calcari, la dimenticanza di un passo sostanziale della sentenza di Strasburgo e cioè: 'La Corte sottolinea altresì che un crocifisso apposto su un muro è un simbolo essenzialmente passivo...'
    Simbolo passivo, cioè superfluo, cioè inutile.
    E perciò a quale scopo esporlo?
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Il crocifisso a scuola

  1. 1. IL CROCIFISSO A SCUOLA Spunti riflessivi a cura di Paola Barigelli-Calcari
  2. 2. Il Governo si impegnaa promuovere, nel rispetto del principio costituzionale dellautonomiascolastica, iniziative idonee a fare della scuola, luogo per eccellenza deiprocessi formativi, uno strumento teso al dialogo tra le esperienze culturali ereligiose che faccia crescere il rispetto reciproco, la tolleranza, ilriconoscimento dei comuni valori di base;
  3. 3. Il Governo si impegnaa mettere in atto unopera di sensibilizzazione utile a far comprendere a tuttiper quali motivi il crocifisso rappresenta un simbolo di valori che stanno allabase della nostra identità nazionale, europea e occidentale e, lontanodalloffendere il pluralismo culturale e religioso è ed è stato, al contrario, ilpiù antico e forte simbolo di amore e di difesa della libertà di tutti;
  4. 4. Il Governo si impegnaad operare perché la libertà religiosa e il pluralismo culturale sianoeffettivamente garantiti anche laddove, nei Paesi con tradizioni diverse dallenostre, essi fossero conculcati. (8-00061)
  5. 5. Problema:Come comporre in Italia il principio supremo di laicità dello Stato con l’esposizione del crocifisso a scuola? Metodo: Usare argomentazioni usate in sentenze italiane ed europee Risoluzione:Rispetto delle norme approvate dal Parlamento italiano ed europeo
  6. 6. Pregiudizi?Precomprensioni?Paure?
  7. 7. LAICITÁ• un atteggiamento di favore nei confronti del fenomeno religioso e delleconfessioni che lo propugnano, (art. 7, 2° c., e art. 8, 3° c.)• distinzione fra la dimensione temporale e la dimensione spirituale e fragli ordini e le società cui tali dimensioni sono proprie• è relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato, equindi essenzialmente storica, legata com’è al divenire di questaorganizzazione
  8. 8. È evidente che il crocifisso è esso stesso un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi; innanzitutto per il luogo ove è posto. In un luogo di culto il crocifisso è propriamente ed esclusivamente un “simbolo religioso”, in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana.
  9. 9. Il crocifissoè in grado di rappresentare e dirichiamare in forma sinteticaimmediatamente percepibile e intuibile(al pari di ogni simbolo) valoricivilmente rilevanti?Rappresenta ancora quei valori chesoggiacciono e ispirano il nostro ordinecostituzionale, fondamento del nostroconvivere civile?può svolgere, anche in un orizzonte“laico”, diverso da quello religioso chegli è proprio, una funzione simbolicaaltamente educativa, a prescinderedalla religione professata dagli alunni?
  10. 10. Il crocifisso è atto a esprimere,appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’originereligiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, divalorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana.
  11. 11. Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere,cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle normefondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i“Principî fondamentali” e la Parte I della stessa, e, specificamente,da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicitàpropria dello Stato italiano.
  12. 12. Il richiamo, attraverso il crocifisso,dell’origine religiosa di tali valori edella loro piena e radicale consonanzacon gli insegnamenti cristiani, servedunque a porre in evidenza la lorotrascendente fondazione, senzamettere in discussione, anziribadendo, l’autonomia (non lacontrapposizione, sottesa a unainterpretazione ideologica della laicitàche non trova riscontro alcuno nellanostra Carta fondamentale)dell’ordine temporale rispettoall’ordine spirituale, e senza sminuirela loro specifica “laicità”, confacente alcontesto culturale fatto proprio emanifestato dall’ordinamentofondamentale dello Stato italiano.
  13. 13. Non si può però pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come auna suppellettile, oggetto di arredo, e neppure come a un oggetto di culto;si deve pensare piuttosto come a un simbolo idoneo a esprimere l’elevatofondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori chedelineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato.
  14. 14. La decisione delle autorità scolastiche, in esecuzione di norme regolamentari,di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche, non appare pertanto censurabilecon riferimento al principio di laicità proprio dello Stato italiano.
  15. 15. Può lo Stato astenersi nel presentare e nel propugnare in un luogo educativo i valoricertamente laici, quantunque di origine religiosa, di cui è pervasa la società italiana e che connotano la sua Carta fondamentale?
  16. 16. Perciò è necessarioindagare come ilcristianesimo siponga rispetto adalcuni valorigiuridicamentesanciti dallacostituzionerepubblicana, pervalutare lacompatibilità dellacollocazione di unsimbolo cristiano inuna scuola pubblica.
  17. 17. Non si può fare a menodi rilevare come ilcristianesimo e anche ilsuo fratello maggiore,l’ebraismo - almeno daMosé in poi esicuramentenell’interpretazionetalmudica - abbianoposto la tolleranzadell’altro e la difesa delladignità dell’uomo, alcentro della loro fede.
  18. 18. In particolare poi il cristianesimo – anche per il riferimento al noto espesso incompreso "Date a Cesare quello che è di Cesare, e a…" - conla sua forte accentuazione del precetto dell’amore per il prossimo eancor più con l’esplicita prevalenza data alla carità sulla stessa fede,contiene in nuce quelle idee di tolleranza, eguaglianza e libertà chesono alla base dello Stato laico moderno e di quello italiano inparticolare.
  19. 19. nel nucleo centrale ecostante della fedecristiana,nonostantel’inquisizione,l’antisemitismo e lecrociate, si puòagevolmenteindividuare ilprincipio di dignitàdell’uomo, ditolleranza, di libertàanche religiosa equindi in ultimaanalisi ilfondamento dellastessa laicità delloStato.
  20. 20. A saper mirare la storia, ponendosi cioè su di un poggio enon rimanendo confinati a fondovalle, si individua unapercepibile affinità (non identità) tra il "nocciolo duro" delcristianesimo, che, privilegiando la carità su ogni altroaspetto, fede inclusa, pone l’accento sull’accettazione deldiverso, e il "nocciolo duro" della Costituzione repubblicana,che consiste nella valorizzazione solidale della libertà diciascuno e quindi nella garanzia giuridica del rispettodell’altro.
  21. 21. Si può quindi sostenere che, nell’attuale realtà sociale, il crocifisso debbaessere considerato non solo come simbolo di un’evoluzione storica eculturale, e quindi dell’identità del nostro popolo, ma quale simboloaltresì di un sistema di valori di libertà, eguaglianza, dignità umana etolleranza religiosa e quindi anche della laicità dello Stato, principi questiche innervano la nostra Carta costituzionale.
  22. 22. Il simbolo del cristianesimo - la croce - non può quindi escludere nessuno senza negare sé stessa; anzi, essacostituisce, in un certo senso, il segno universaledell’accettazione e del rispetto per ogni essere umano in quanto tale, indipendentemente da ogni sua credenza, religiosa o meno.
  23. 23. Per azzardare unparagone, nessunopotrebbe contestare ilsenso simbolico,inclusivo e assertivo –mutatis mutandis – deiversetti del Coranoinneggianti allamisericordia divinaesposti in bella evidenzanella sede dell’universitàstatale di Tunisi –frequentata anche dacristiani, ebrei,indifferenti e atei -ovvero della mezzalunache spicca nella bandieradella pur laica Turchia.
  24. 24. il crocifisso non è unicamente il simbolo della religione fondamentale del nostro Paese e della tradizione del nostro popolo, ma è ancheespressione profonda di cultura, di umanità e segno di duemila anni di storia, di civiltà e di cultura, della quale si trova testimonianza intutti i comuni dItalia
  25. 25. Dopo l’entrata in vigore il 1 dicembre del 2009 del Trattato di Lisbona,l’articolo 17 del trattato sul funzionamento dell’ unione europea riconosceesplicitamente l’identità e il contributo specifico delle Chiese come quellodelle organizzazioni filosofiche e non confessionali (n.9)
  26. 26. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è stata istituita a Strasburgo nel 1959dagli Stati membri del Consiglio d’Europa per esprimersi sulle presunteviolazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo del 1950.
  27. 27. La Corte constata che nel rendere obbligatoria la presenza del crocifisso nelleaule delle scuole pubbliche, la normativa italiana attribuisce alla religionemaggioritaria del Paese una visibilità preponderante nell’ambiente scolastico.La Corte ritiene tuttavia che ciò non basta a integrare un’operad’indottrinamento da parte dello Stato convenuto e a dimostrare una violazionedegli obblighi previsti dall’articolo 2 del Protocollo n. 18 (Sentenza n. 234 del 18marzo 2011)
  28. 28. La Corte ritiene inoltre che gli effetti della grande visibilità che la presenzadel crocifisso attribuisce al cristianesimo nell’ambiente scolastico debbonoessere ridimensionati alla luce di quanto segue:• tale presenza non è associata a un insegnamento obbligatorio del cristianesimo;
  29. 29. • secondo il Governo lo spazio scolastico è aperto ad altre religioni (il fatto di portare simboli e di indossare tenute a connotazione religiosa non è proibito agli alunni, le pratiche relative alle religioni non maggioritarie sono prese in considerazione, e possibile organizzare l’ insegnamento religioso facoltativo per tutte le religioni riconosciute, la fine del Ramadan è spesso festeggiata nelle scuole...);
  30. 30. • non sussistono elementi tali da indicare che le autorità siano intolleranti rispetto ad alunni appartenenti ad altre religioni, non credenti o detentori di convinzioni filosofiche che non si riferiscano a una religione.

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