Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

Allenare il mini rugby (estratto)

3,221 views

Published on

Allenare il Minirugby è un libro per tutte le persone che si impegnano per avvicinare i bambini e le bambine al gioco del rugby.
Allenare il Mini Rugby non propone delle ricette che gli educatori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma spera di fornire dei consigli utili e degli strumenti concreti e semplici che favoriscano un approccio educativo positivo per la crescita dei bambini, aiutandoli e stimolandoli a raggiungere il loro pieno potenziale.
L’augurio è che “Allenare il Mini Rugby” possa fornire un contributo positivo e motivi per ulteriori approfondimenti agli educatori impegnati nella ricerca di un personale cammino di crescita su come formare i bambini e le bambine che si approcciano al rugby.

ISBN 978-88-940701-4-9
Disponibile su ibs.it e amazon.it

Published in: Sports
  • Login to see the comments

  • Be the first to like this

Allenare il mini rugby (estratto)

  1. 1. Spunti per avvicinare i bambini al gioco del rugby, mostrar loro come essere un bravo sportivo, sviluppare le loro capacità, e incoraggiare la partecipazione nel rugby per tutta la vita. GASTONE TEMPESTA L I B R I
  2. 2. Gastone Tempesta allenare il MiniRugby L I B R I
  3. 3. A Raffaele “Lello” Dolfato, terza linea di livello internazionale e “Capitano coraggioso” con cui ho avuto il piacere di giocare assieme in età giovanile, Gianni Raccamari, consigliere del Rugby Treviso, per molti anni deus ex machina del Torneo di Rugby Educativo Città di Treviso, dirigente sportivo dotato di inusuale capacità nel “guardare avanti” e invidiabile abilità nel rendere semplici e realizzabili progetti altrimenti ritenuti non attuabili, Loris Casellato, piccolo-grande uomo con un cuore immenso e una smisurata passione per il rugby, infine, ultimo ma non ultimo, Franco Casellato, giocatore, allenatore e consigliere federale, il quale con certosina pazienza ha cercato di trasmettermi i rudimenti affinchè potessi iniziare quella favolosa esperienza di vita che è allenare i bambini e i giovani al gioco del Rugby. Gastone Tempesta
  4. 4. 6 allenare il MiniRugby C.B.
  5. 5. 7Gastone Tempesta Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. ”Cosa credi di fare!” Gli chiese il leone. ”Vado a spegnere l’incendio!” Rispose il piccolo volatile. ”Con una goccia d’acqua?” Disse il leone con un sogghigno di irrisione. Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte!” Favola Africana
  6. 6. 8 allenare il MiniRugby C.B.
  7. 7. 9Gastone Tempesta PREGHIERA DELL’ALLENATORE Signore, mentre mi impegno ad allenare la squadra, guidami nel formare la personalità di ciascun giocatore e far accrescere la loro autostima Che io abbia un comportamento equilibrato e ricordarmi che è solo un gioco. Fa’ che non abbia giocatori preferiti, e che li tratti tutti allo stesso modo. Concedimi di essere paziente così che possa elogiarli o correggerli, ricordando che devo impegnarmi per guadagnare il rispetto di ciascuno di loro. Signore, che si vinca o si perda possano tutti coloro che stanno guardando vedere ad ogni partita il tipo di allenatore tu vorresti che io sia. Amen
  8. 8. 10 allenare il MiniRugby C.B.
  9. 9. 11Gastone Tempesta CARTA DEI DIRITTI DEI RAGAZZI ALLO SPORT Diritto di praticare attività motoria. • Diritto di giocare e divertirsi. • Diritto di praticare sport in un ambiente sicuro e sano. • Diritto di essere allenato da personale adatto a quella fascia di età e qualificato. • Diritto di essere trattato con rispetto. • Diritto del giusto riposo. • Diritto del controllo della salute. • Diritto di competere con giovani di pari capacità. • Diritto di pari opportunità. • Diritto di non essere sempre un campione.
  10. 10. 12 allenare il MiniRugby La Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport pubblicata a Ginevra nel 1992 dalla Commissione Tempo Libero ONU auspica che ad ogni bambino e bambina siano assicurati: Diritto di praticare attività motoria. I genitori devono avviare il bambino all’attività motoria per i ben noti vantaggi psicofisici, che non sono più recuperabili se si inizia tardivamente; il bambino può scegliere, sperimentare, cambiare gli sport che desidera. L’U.N.E.S.C.O. raccomanda che almeno un sesto dell’orario scolastico settimanale sia dedicato all’attività motoria, cioè sei ore alla settimana. Diritto di giocare e divertirsi. L’allenatore deve proporre il divertimento, il miglioramento psicofisico e l’educazione come obiettivo finale e non la vittoria, che crea tensione. Diritto di praticare sport in un ambiente sicuro e sano. Cioè, igienicamente a norma, con assistenza vicina in caso di infortunio, con a disposizione un telefono in caso di urgenza, senza pressioni agonistiche esagerate o selettive, senza pressioni farmacologiche. Diritto di essere allenato da personale adatto a quella fascia di età e qualificato. Per evitare il rischio di esercizi sbagliati o che arrecano sovraccarico delle strutture in crescita o creano problemi psicologici. Diritto di essere trattato con rispetto. Non è raro sentire l’allenatore che urla o ordina degli esercizi pesanti per punizione od osservare un genitore che sgrida il bambino, invece di incoraggiare e fornire il suggerimento tecnico giusto per migliorare e sdrammatizzare l’eventuale errore con una carezza o altro.
  11. 11. 13Gastone Tempesta Diritto del giusto riposo. Lo studio, la malattia, la crescita richiedono dei carichi di attività motoria diversi a seconda dei periodi e le pause giuste, gli allenamenti troppo frequenti vanno ridotti e i riposi non devono essere ripresi come una colpa. Diritto del controllo della salute. La competizione va riservata ai bambini in perfette condizioni psicofisiche e che lo desiderino, senza pressioni esterne con il rispetto del trattamento adeguato e il tempo giusto di guarigione e riabilitazione dai traumi, della gradualità, della qualità e della quantità del carico di lavoro. Obbligatorio il certificato di stato di buona salute fisica per le attività non agonistiche che lo richiedano ed il certificato di idoneità agonistica per gli sport agonistici dietro indicazione delle rispettive Federazioni sportive per quanto riguarda l’età di inizio. Diritto di competere con giovani di pari capacità. Bisogna sforzarsi di praticare attività sportiva fra gruppi non solo omogenei per età cronologica ma anche per età ossea o maturità puberale, per avere le stesse probabilità di divertimento e di successo. Per gli sport di contatto l’attività deve essere anche in considerazione del peso. Diritto di pari opportunità. Tutti i bambini devono poter giocare, senza far panchina, senza tenere conto del risultato agonistico, che sarà ricercato più avanti nel tempo. Diritto di non essere sempre un campione. Non sempre il bambino può essere un campione o continuare ad esserlo; chi lo è, può esserlo anche solo per un periodo e deve sapere che pratica sport per i vantaggi che arreca e per divertirsi, perché solo uno su quarantamila sarà un campione anche nella vita futura come professionista.
  12. 12. 14 allenare il MiniRugby C.B.
  13. 13. 15Gastone Tempesta INDICE Prefazione di Ugo Pierato 16 Allenare il Mini Rugby 20 I Valori Fondamentali del Rugby 28 Etica nel Rugby 40 Le Basi del Gioco del Rugby 64 Il Ruolo dell’Allenatore 74 Aiutare i Giocatori a Ridefinire il Significato di “Vincitore” 102 Le emozioni sono una potente fonte di forza di volontà 128 Fate in modo che i genitori siano con voi e non contro di voi 144 Rugbista per Sempre Un Modello per lo Sviluppo a Lungo Termine 156 Le Cinque Componenti del Modello di Sviluppo del Giocatore 184 Pianificare una sessione di allenamento 210 I genitori possono promuovere un sano amore per lo sport 222
  14. 14. 16 allenare il MiniRugby PREFAZIONE L’Italia del Rugby, povera di letteratura rugbistica, perlomeno di quella tecnica-didattica, di confronti, di dibattiti, che sono basi importanti di miglioramento, ha visto fiorire negli ultimi tempi una letteratura ricca di ricordi, sentimenti, di vissuti apologetici, oppure sono apparsi eserciziari di geometrica bellezza. Poco o niente invece è stato scritto di pedagogia, di etica sportiva, di comportamenti significanti di coloro che in vario modo partecipano a questo mondo del rugby, dei valori che sono la sostanza della formazione dell’uomo, giocatore e cittadino. Mancava, nel nostro rugby, qualcuno che, libero da geometriche certezze, si rivolgesse alla riflessione su come ci si deve avvicinare al mondo dei più giovani, a quali obiettivi sportivi tendere in rapporto alla loro età, a quali obiettivi di valori aspirare. Gastone, che è stato mio collaboratore efficace, nei primi anni Ottanta, nel settore giovanile della Benetton Rugby di Treviso, è riuscito a produrre un’opera che definirei coraggiosa e unica, frutto anche della sua esperienza professionale in altri campi. E’ un’opera che parla di rugby senza usare grafici o schemi, ma illustra con dovizia strumenti e comportamenti etico pratici, i valori che non sono solo parole scritte o dette ma devono essere suffragati da comportamenti soprascritti. Bellissima la citazione di Sant’Agostino “Le parole insegnano, gli esempi trascinano. Solo i fatti danno credibilità alle parole”. Nella Francia che ho frequentato sin da ragazzino, ho sempre sentito parlare di Educatori molto meno di Allenatori (anche le parole hanno il loro significato). Gastone ha costruito un’opera che sarà sicuramente
  15. 15. 17Gastone Tempesta una pietra miliare della letteratura pedagogica sportiva italiana, un libro che si legge di getto, non con la sensazione della novità in sé (di valori si è sempre parlato ma poco praticato), ma con la certezza che attuando in pratica i comportamenti suggeriti, tenendo fede ai valori ai quali molti di noi Educatori si sono ispirati, spesso solo a parole, potremo finalmente contribuire a ridurre il gap che ci distanzia dal mondo sportivo anglosassone e francese. Questo gap che cerchiamo di scusare con tante motivazioni, quali il minor numero di tesserati, con una tradizione meno radicata, con strutture carenti, o con l’istituzione scolastica che fa poco o niente per educazione sportiva, è anche, e sottolineo anche, dovuto ad una formazione non adeguata, ad un approccio al mondo dei più giovani inadatto nella maggior parte dei casi a formare prima gli uomini e poi i giocatori. Grazie Gastone. Ugo Pierato Ugo Pierato, veneziano, classe 1938, tesserato FIR dal 1952, è stato prima giocatore e poi allenatore arrivando al 4° Livello. Ha guidato numerose squadre, dalla serie C alla serie A, portando nella massima serie formazioni come il San Donà e il Calvisano. È stato selezionatore dei Dogi e tecnico federale, avendo allenato le nazionali U21, U19 e U17. Ha guidato l’U19 azzurra in quattro tornei FIRA, vincendo quello del 1984 a Varsavia.Foto Daniele Resini
  16. 16. 18 allenare il MiniRugby C.B.
  17. 17. 19Gastone Tempesta C’è un circolo virtuoso nello sport: più ti diverti più ti alleni; più ti alleni più migliori; più migliori più ti diverti. Pancho Gonzales, tennista statunitense
  18. 18. 20 allenare il MiniRugby ALLENARE IL MINI RUGBY “Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco.” William ButlerYeats,Poeta,drammaturgo,scrittore e mistico irlandese C.B.
  19. 19. 21Gastone Tempesta Nel percorso educativo che i bambini affrontano durante il corso della vita, la pratica sportiva ricopre un ruolo fondamentale, non solo perché contribuisce a una sana crescita psico-fisica, ma anche perché lo sport è da intendersi come uno strumento assolutamente indispensabile per trasmettere valori fondamentali. Nella molteplicità dell’offerta sportiva il rugby, e più in particolare il mini rugby, risulta particolarmente indicato per la sua valenza formativa in quanto esso è un gioco di combattimento e situazione che può essere praticato da bambini e bambine con caratteristiche differenti e che include tra i propri valori fondamentali il piacere della pratica, lo spirito di squadra e il lavoro di gruppo, la disciplina comportamentale, il rispetto reciproco da parte di tutte le persone coinvolte, la lealtà sportiva e le amicizie indistruttibili che si formano tra le persone che condividono la passione per questo sport. Nel mini rugby si impara a correre, saltare, lanciare, afferrare, cadere, rotolarsi, coordinarsi con i compagni e confrontarsi con la propria e altrui aggressività in un contesto di gioco. Offrendo ai bambini la migliore esperienza sportiva possibile, in altre parole incoraggiandoli e sviluppando tutte le abilità del gioco del rugby attraverso attività che garantiscano il progressivo sviluppo di abilità per tutti i partecipanti, essi apprenderanno presto e bene le tecniche del rugby, si divertiranno praticandolo e, soprattutto, saranno la prossima generazione di giocatori, tifosi, dirigenti e volontari che manterranno vive le tradizioni del gioco del rugby. La possibilità o meno di ottenere questi benefici da parte dei bambini sta nella bravura degli allenatori, con la fattiva collaborazione dei genitori e degli altri adulti, che non devono solamente insegnare come si pratica il rugby ma, soprattutto, sostenerli e mostrare loro come essere un bravo sportivo. Allenare una squadra è, e sempre sarà, una sfida per qualsiasi allenatore, dal principiante all’esperto, e vale per qualunque tipo di squadra, da quelle formate da bambini sino agli adulti, dal rugby di base a quello internazionale.
  20. 20. 22 allenare il MiniRugby Avvicinare i bambini al rugby e sviluppare le loro capacità risulterà un’esperienza molto gratificante per ogni allenatore che si impegnerà per: • Sviluppare l’amore dei bambini per il rugby e, più in generale, per una sana pratica sportiva. • Suscitare entusiasmo nei bambini in modo che essi vogliano tornare alla successiva sessione di allenamento. • Costruire competenze aiutando e stimolando i bambini a raggiungere il loro pieno potenziale. Con qualche semplice accorgimento le vostre vere capacità di allenatore avranno modo di esprimersi. “Allenare il Mini Rugby” non propone delle ricette che gli allenatori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma spera di fornire dei consigli utili, degli strumenti concreti e semplici che favoriscano un approccio educativo positivo per la crescita dei bambini, aiutandoli e stimolandoli a raggiungere il loro pieno potenziale. “Allenare il Mini Rugby” segue un ideale percorso, partendo dai “principi” di base quali i valori fondamentali, l’etica e le basi del gioco, per arrivare a fornire suggerimenti su temi più “operativi” come, per esempio, la pianificazione delle sessioni di allenamento. Ogni argomento è stato sviluppato il più possibile all’interno del capitolo di riferimento, evitando rimandi ad altre parti del libro, anche se questo comporta che alcuni temi siano presenti in più parti, pur se visti da angolazioni diverse. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
  21. 21. 23Gastone Tempesta I VALORI FONDAMENTALI DEL RUGBY I valori fondamentali sono gli elementi costitutivi, le “fondamenta”, sulle quali si basa il gioco del rugby. La conoscenza e l’insegnamento di questi valori garantiscono che il rugby conservi le sue caratteristiche uniche dentro e fuori del campo di gioco. ETICA NEL RUGBY Se i valori fondamentali sono gli elementi costitutivi sulle quali si basa il gioco del rugby, l’insegnamento di questi valori, anche e soprattutto attraverso i propri comportamenti, garantisce che il rugby conservi le sue caratteristiche uniche dentro e fuori dal campo di gioco. Gli allenatori del mini rugby devono essere consapevoli del loro essere prima di tutto modelli ed educatori e devono pertanto saper trasmettere ai propri giocatori i valori fondamentali del rugby, che sono valori di vita che trovano nella pratica del rugby un modo esemplare per essere spiegati, assimilati e fatti propri dai bambini e dai giovani. LE BASI DEL GIOCO DEL RUGBY Il rugby è un gioco di squadra, di situazione e di combattimento, regolato da norme ben precise, ed è classificato tra i giochi di “invasione”. I principi del gioco sono generalizzazioni che coprono la maggior parte delle situazioni sulle quali si basa il rugby e si applicano all’attacco e alla difesa e a tutte le versioni del gioco, dal touch/tag rugby a quello di contatto, da quello a 7 a quello a 15 giocatori, dai bambini agli adulti e dal rugby locale a quello internazionale. Tali principi forniscono semplici linee guida sulle quali una squadra dovrebbe basare il proprio gioco e una lista di controllo per gli allenatori con cui analizzare la prestazione della loro squadra.
  22. 22. 24 allenare il MiniRugby IL RUOLO DELL’ALLENATORE Mentre ogni allenatore ha le sue personali motivazioni per allenare, lo scopo di tutti gli allenatori è abbastanza semplice: aiutare i giocatori ad imparare cosa è meglio per loro. Allenare significa formare un giocatore, dargli l’opportunità di crescere e svilupparsi come persona. Come allenatore, abbiamo il dovere di aiutare i nostri giocatori a raggiungere il loro pieno potenziale. Ciò significa che dovremmo preparare i nostri giocatori a gareggiare e, soprattutto, a raggiungere i loro obiettivi. AIUTARE I GIOCATORI A RIDEFINIRE IL SIGNIFICATO DI “VINCITORE” Un allenatore positivo aiuta i giocatori a ridefinire il significato di “vincitore” dando più importanza alla competenza, piuttosto che all’orientamento che, per comodità, chiameremo “tabellone segnapunti”. Egli vede la vittoria come la conseguenza della ricerca dell’eccellenza; si concentra sull’impegno piuttosto che sul risultato e sull’apprendimento piuttosto che sul paragone con gli altri. Accetta gli errori e li considera una parte importante e inevitabile del processo di apprendimento e incoraggia un ambiente in cui i giocatori non abbiano paura di sbagliare. Insegna ai giocatori che un vincitore è qualcuno che si impegna al massimo, continua ad apprendere e a migliorare, e non permette agli errori (o alla paura di commetterli) di fermarlo. LE EMOZIONI SONO UNA POTENTE FONTE DI FORZA DI VOLONTÀ L’allenatore positivo è una persona in grado di motivare senza ricorrere alla paura, all’intimidazione o alla vergogna e sa che i complimenti, gli elogi e gli apprezzamenti riempiono il serbatoio emotivo dei propri giocatori, capisce l’importanza di dare un riscontro veritiero e specifico e non cede alla tentazione di elogiare anche nei casi in cui non
  23. 23. 25Gastone Tempesta dovrebbe. Quando si trova a dover correggere i giocatori, trasmette la sua critica con mezzi che non mineranno la loro autostima, sforzandosi di raggiungere un giusto rapporto tra commenti positivi e negativi. FATE IN MODO CHE I GENITORI SIANO CON VOI E NON CONTRO DI VOI Per chi allena nelle categorie del mini rugby è fondamentale comunicare edinteragireconigenitoricostruendounabuonarelazionetraallenatore e genitore e mantenendo una comunicazione attiva e positiva tra le parti nell’interesse dei figli. Anche se il ruolo dell’allenatore di rugby non implica dover educare anche i genitori, è comunque importante saperli coinvolgere perchè il più delle volte sono loro che aiutano i propri figli con parole di sostegno e incoraggiamento e gli accompagnano agli allenamenti e alle partite. I genitori sono importanti e devono essere trattati come tali. RUGBISTA PER SEMPRE UN MODELLO PER LO SVILUPPO A LUNGO TERMINE Un programma per lo sviluppo a lungo termine garantirà ai giocatori le conoscenze e le abilità necessarie per massimizzare il potenziale nelle giuste fasi del loro sviluppo, attraverso programmi adeguatamente strutturati. Ambienti di sviluppo strutturati permettono una transizione continua, dal primo contatto con una palla da rugby alle partite di alto livello, e garantiscono una partecipazione di lunga durata nel rugby. Inoltre un approccio di sviluppo incentrato sul giocatore, che metta le sue necessità al primo posto, piuttosto che quelle di allenatori, genitori o tifosi, permetterà di mantenere i giocatori impegnati nel rugby nel corso della loro carriera sportiva.
  24. 24. 26 allenare il MiniRugby LE CINQUE COMPONENTI DEL MODELLO DI SVILUPPO DEL GIOCATORE Un modello per lo sviluppo a lungo termine del giocatore si articola su una serie di fasi. Ciascuna di queste fasi comprende cinque componenti (tecnica e tattica, fisica, motoria, psicologica e “stile di vita”) che attraverso input diversi stimolano lo sviluppo del giocatore. Capendo e riconoscendo i diversi stadi di crescita e sviluppo dei giocatori, l’allenatore può adattare le attività in base alle loro esigenze e capacità. PIANIFICARE UNA SESSIONE DI ALLENAMENTO Il processo di pianificazione di una sessione di allenamento richiede sempreungrandeimpegnoperchéconquestoprocessosiprogrammano le attività da mettere in atto per trasformare un concetto astratto, la nostra filosofia di gioco, in azioni concrete al fine di conseguire i nostri obiettivi. Appare quindi evidente che l’elemento di base per una efficace pianificazione è la definizione degli obiettivi. Senza una chiara definizione degli obiettivi, qualunque tipo di attività si andrà a realizzare risulterà slegata dal contesto e, quasi sicuramente, non produrrà i benefici desiderati. La pianificazione di una sessione di allenamento dovrà sempre essere realizzata con cura, flessibilità e creatività affinchè risulti essere sempre attiva, significativa, divertente e sicura, per quanto essa possa essere impegnativa per i giocatori dal punto di vista psico-fisico.
  25. 25. 27Gastone Tempesta I GENITORI POSSONO PROMUOVERE UN SANO AMORE PER LO SPORT I genitori hanno il compito di avvicinare i propri figli allo sport promuovendo un’esperienza sportiva che sappia valorizzare le loro potenzialità, sia rispettosa delle loro esigenze e dei loro particolari bisogni e sia adeguata ai naturali processi di crescita, evitando ogni forma di pressione, anche di tipo psicologico. Essi inoltre devono saper dare alla pratica sportiva dei figli la giusta collocazione all’interno di un percorso di maturazione personale mettendo in evidenza i valori della partecipazione, dell’impegno e della solidarietà ed insegnando ai propri figli che sia le vittorie che le sconfitte permettono di crescere, imparando a riconoscere i propri limiti. L’augurio è che “Allenare il Mini Rugby” possa fornire un contributo positivo e motivi per ulteriori approfondimenti agli allenatori impegnati nella ricerca di un personale cammino di crescita su come formare i bambini che si approcciano al rugby. Buona lettura e, soprattutto, buon rugby! Gastone Tempesta
  26. 26. 28 allenare il MiniRugby I VALORI FONDAMENTALI DEL RUGBY “Mantieni i tuoi pensieri positivi,perché i tuoi pensieri diventano parole. Mantieni le tue parole positive, perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti. Mantieni i tuoi comportamenti positivi, perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini. Mantieni le tue abitudini positive, perché le tue abitudini diventano i tuoi valori. Mantieni i tuoi valori positivi, perché i tuoi valori diventano il tuo destino.” Mahatma Gandhi, Politico e filosofo indiano. C.B.
  27. 27. 29Gastone Tempesta I Valori rappresentano una delle basi interiori della nostra vita. I nostri comportamenti, le nostre azioni, le relazioni che abbiamo con le persone a noi care e con gli altri dipendono anche e soprattutto dai nostri valori. Essi rappresentano ciò che è bene per noi, ciò che è giusto, ciò che è meglio fare, dire, pensare per noi e per gli altri. Ogni nostra azione, quindi, come ogni nostro comportamento, parole, pensieri o meglio le nostre scelte riguardo a ciò che vogliamo fare, dire, o comportarci dipende soprattutto dai valori che per noi sono importanti nella nostra vita. In un’epoca nella quale un gran numero di virtù sportive tradizionali stanno per perdersi o sono minacciate, il rugby può essere fiero della sua capacità di conservare i propri valori fondamentali. Gran parte del comportamento e degli atteggiamenti che hanno definito il rugby godono di una alta considerazione, sia all’interno che al di fuori del mondo del rugby. Il “Playing Charter” della World Rugby, la federazione internazionale del rugby, include le seguenti dichiarazioni: “È grazie ad un senso della disciplina, dell’autocontrollo e del rispetto reciproco che lo spirito del rugby è fiorente. Sono queste qualità, nel contesto di uno sport così fisico come il rugby, che forgiamo lo spirito di cameratismo ed il senso di fair play che determinano il grande successo attuale e la sopravvivenza del nostro sport.” “I principi del rugby sono i fondamentali sui quali si basa questo sport. Questi permettono ai partecipanti di identificare le caratteristiche di questo gioco, che ne hanno fatto uno sport unico.”
  28. 28. 30 allenare il MiniRugby INTEGRITÀ. L’integrità è centrale nella tessitura del gioco ed è generata tramite onestà e lealtà. PASSIONE. Il popolo del rugby ha un appassionato entusiasmo per il gioco. Il rugby genera eccitazione, attaccamento emotivo e un senso di appartenenza alla famiglia globale del rugby. SOLIDARIETÀ. Il rugby genera uno spirito che unifica, che fa si che nascano amicizie di lunga durata, cameratismo, lavoro di gruppo e lealtà che trascendono le differenze culturali, geografiche, politiche e religiose. DISCIPLINA. La disciplina è una parte integrante del gioco, sia dentro che fuori al campo e si esprime attraverso l’aderenza alle regole, le regolamentazioni ed i valori centrali del rugby. RISPETTO. Il rispetto per i compagni di squadra, gli avversari, gli ufficiali di gara e tutti coloro che sono coinvolti nel gioco è sommo. “Queste sono forse delle tradizioni e delle virtù antiquate, ma esse hanno resistito al passare del tempo e sono rimaste, a tutti i livelli di pratica del gioco, così importanti per il futuro del rugby nel corso della sua lunga e rimarcabile storia.” Spetta alle donne e agli uomini del mondo del rugby dare vita e passione ai valori del rispetto di sé e degli altri, della lealtà, dell’accettazione della sconfitta, della sana competitività, della fiducia reciproca, che contraddistinguono l’essenza più intima della vita sportiva. Dei valori fondamentali del rugby oggigiorno se ne parla molto, anche in aree non direttamente correlate con l’attività sportiva, e noi stessi ci siamo sicuramente trovati a parlarne ma, una cosa è parlarne e un’altra cosa è metterli in pratica.
  29. 29. 31Gastone Tempesta Per stigmatizzare e combattere il diffondersi di comportamenti scorretti o sleali non è sufficiente appellarsi ai principi, ma essi devono essere vissuti, praticati, spiegati, condivisi, trasmessi e sostenuti. Per capire se essi sono una vera priorità, dovremmo porci delle domande del tipo: • Sono disposto a combattere per essi? • Sono disposto a sacrificarmi per essi? • Sono disposto a dedicare del tempo su di essi? • Li vivo effettivamente tutti i giorni? In particolar modo, gli allenatori del mini rugby devono essere consapevoli del loro essere prima di tutto modelli ed educatori: devono pertanto saper trasmettere ai bambini, anche e soprattutto attraverso i propri comportamenti, i valori fondamentali del rugby, che sono valori di vita che trovano nella pratica del rugby un modo esemplare per essere spiegati, assimilati e fatti propri dai giovani. Le persone che ci circondano, siano esse giocatori, genitori, spettatori, arbitri o dirigenti sportivi, dovrebbero essere in grado di vedere chiaramente che ogni nostra decisione riflette chiaramente i valori fondamentali che liberamente abbiamo deciso di fare nostri. Avvicinare i bambini ai valori del rugby che verranno gradualmente interiorizzati fornirà loro una mentalità che si estenderà oltre la partecipazione a questo sport e di cui essi potranno beneficiare per tutta la vita.
  30. 30. 32 allenare il MiniRugby
  31. 31. 33Gastone Tempesta Il Progetto “Valori Fondamentali” della Federazione Inglese (RFU) Nel 2007, dopo quasi duecento anni di storia e cultura ovale, la federazione Inglese (RFU - Rugby Football Union) commissionò ad un team di esperti denominato “Core Values Task Group” il compito di condurre un’analisi consultiva per valutare ciò che il gioco del Rugby rappresentava e ciò che avrebbe dovuto rappresentare in futuro. Quella fu anche la prima volta che uno sport si proponeva di definire il proprio sistema di valori in termini formali. Il gruppo fu istituito come risposta alla percezione che gli standard di comportamento stavano cambiando, come conseguenza che sempre più persone erano coinvolte nel rugby. In particolare, alcuni genitori a bordo campo che usavano un linguaggio irriverente ed avevano comportamenti aggressivi verso gli arbitri e le squadre avversarie, il comportamento ostile di alcuni spettatori verso le squadre avversarie alle partite d’élite e giocatori che adottavano un atteggiamento poco rispettoso nei confronti degli ufficiali di gara. Il consiglio della RFU affidò al gruppo di lavoro il seguente mandato: • Determinare i comportamenti e definire i valori fondamentali che caratterizzano l’etica e la cultura del gioco del rugby; • Determinare i fattori e i comportamenti che minano i valori fondamentali; • Determinare le strategie per promuovere e vigilare i valori fondamentali definiti e gli standard del gioco, plasmare la cultura e l’ethos del gioco, e come presentarli; • Rivedere i codici di condotta esistenti per tutti i partecipanti (compresi i genitori e gli spettatori) e vedere come potrebbero essere estesi a tutto il movimento del rugby.
  32. 32. 34 allenare il MiniRugby Il gruppo di lavoro intraprese un’ampia consultazione esaminando documenti e ricerche esistenti, considerando articoli di stampa e contributi individuali. Una vasta gamma di persone che includeva tra gli altri giocatori d’elite e giovani giocatori, allenatori, dirigenti, spettatori, media e supporters fu coinvolta in 13 focus group e 2.722 persone parteciparono ad un sondaggio online. Il gruppo di lavoro produsse il primo codice del rugby e individuò i seguenti valori come base del Rugby in Inghilterra: Spirito di squadra, Rispetto, Piacere, Disciplina e Spirito sportivo. SPIRITO DI SQUADRA: lo spirito di squadra è essenziale per il rugby. • Noi accogliamo tutti i nuovi membri facendo in modo che essi si integrino al meglio, perché il lavoro di squadra arricchisce le nostre vite; • Giochiamo con generosità: lavorando per la squadra e non solo per noi stessi, dentro e fuori dal campo; • Siamo orgogliosi della nostra squadra, facciamo affidamento gli uni sugli altri e comprendiamo che ciascun giocatore ha un proprio ruolo; • Ci opponiamo vigorosamente se la nostra squadra o il nostro sport sono minacciati con parole o atti inappropriati. RISPETTO: il rispetto reciproco costituisce le fondamenta del rugby. • Teniamo in gran conto il nostro sport, i suoi valori e le sue tradizioni e ci guadagniamo il rispetto altrui con i nostri comportamenti; • Rispettiamo i giudici di campo e accettiamo le loro decisioni. • Rispettiamo gli avversari e i loro tifosi; • Apprezziamo gli allenatori e tutti i dirigenti dei club e abbiamo cura e rispetto delle club house.
  33. 33. 35Gastone Tempesta PIACERE: giochiamo e tifiamo nella Rugby Union soprattutto perchè ci divertiamo. • Incoraggiamo i giocatori a divertirsi sia in partita che in allenamento; • Il nostro sport è uno stimolo ad adottare uno stile di vita salutare e ad apprendere competenze ed abilità utili per la vita; • Tuteliamo i nostri giovani giocatori e contribuiamo al loro divertimento; • Siamo felici di far parte di una squadra e della grande famiglia del rugby perché aumenta fiducia e autostima. DISCIPLINA: è un forte senso della disciplina che tiene insieme il rugby. • Ci assicuriamo che il nostro sport si basi sul controllo della forza fisica e su comportamenti onesti e corretti; • Rispettiamo le regole del gioco che assicurano un gioco coinvolgente e divertente per tutti i giocatori; • Sosteniamo il sistema disciplinare, che tutela il nostro sport e i suoi valori; • Osserviamo scrupolosamente le norme e i regolamenti e segnaliamo le violazioni di rilievo. SPIRITO SPORTIVO: la “Rugby Union” si fonda sullo spirito sportivo. • Sosteniamo la tradizione di leale cameratismo del rugby sia con i compagni di squadra, sia con gli avversari; • Manteniamo comportamenti improntati alla correttezza sia in campo, sia fuori dal campo, e ci comportiamo da generosi quando vinciamo e con dignità quando perdiamo; • Giochiamo per vincere, ma non ad ogni costo e riconosciamo sia il risultato, che l’impegno; • Ci assicuriamo che il benessere e la crescita di ogni giocatore siano il fulcro di tutta l’attività rugbistica.
  34. 34. 36 allenare il MiniRugby I principi sopra riportati sono stati accorpati nel “Codice del Rugby” che recita: Gioca per vincere, ma non ad ogni costo • Vinci con dignità, perdi con grazia • Osserva le leggi e le regole del gioco • Rispetta avversari, arbitri e tutti i partecipanti • Rifiuta imbroglio, razzismo, violenza, droga • Apprezza volontari e dirigenti allo stesso modo • Goditi la gara Nella formulazione della relazione preliminare il gruppo di lavoro osservava che: “Il Rugby ha, attraverso i suoi valori, una forza che unisce. Esso aiuta a rafforzare il carattere. Gli aspetti sociali del Rugby non devono essere sottovalutati e questi hanno grandi benefici per le comunità locali e la società in generale. Il rugby è uno stile di vita.” E concludeva: “Non c’è dubbio che il rispetto e la promozione dei valori fondamentali aumenteranno l’attrattiva del Rugby verso nuovi partecipanti. Strategie efficaci dovranno essere sviluppate per promuovere questi straordinari valori.” Bob Rogers, presidente del gruppo di lavoro ed ex presidente della RFU, dichiarò: “Abbiamo uno sport sano, piacevole e inclusivo e vogliamo ricordarlo a tutti i partecipanti. E’ una buona notizia. La stragrande maggioranza delle persone con cui abbiamo parlato
  35. 35. 37Gastone Tempesta sostiene senza riserve quei valori ed è molto soddisfatta del fatto che essi siano stati definiti. “Era importante che realizzassimo una formulazione positiva dei nostri valori fondamentali. Siamo convinti di averlo fatto e sono sicuro che le persone vorranno vivere praticandoli.” Per promuovere e tutelare i valori fondamentali del Rugby, la RFU lanciò una iniziativa denominata “This is Rugby” (Questo è Rugby). Materiale promozionale e di supporto all’iniziativa fu inviato ai club di tutto il paese per aiutarli a educare giocatori, allenatori, amministratori, volontari e sostenitori circa i valori fondamentali che hanno fatto del Rugby un gioco di successo e che hanno bisogno di essere mantenuti attivamente. Attraverso questa iniziativa la RFU vide inoltre l’opportunità di promuovere un ambiente favorevole al reclutamento di nuovi giocatori, allenatori, arbitri e volontari. La campagna per la promozione dei valori fondamentali prevedeva: • Il lancio di una campagna di stampa e la successiva ampia copertura mediatica; • DVD, opuscoli, depliant e pieghevoli per tutti i club; • Materiale didattico; • Seminari presso i Club della Premiership; • Presentazione dei valori fondamentali ai giocatori delle squadre nazionali; • Inclusione dei valori fondamentali nei codici di condotta; • Magliette per giocatori e arbitri; • Eventi promozionali. John Owen, presidente della federazione Inglese commentò: “Il Rugby può essere fiero del suo spirito unico, ma è importante fare in modo che esso sia protetto per il futuro. Il nostro prossimo compito è quello di condividere e promuovere questo spirito con l’intero movimento.”
  36. 36. 220 allenare il MiniRugby • Mettete in dubbio, fate ragionare i bambini per incoraggiare l’apprendimento; piuttosto che dire ai bambini quello che devono fare (allenamento incentrato sulla figura dell’allenatore) ponete delle questioni, fateli ragionare (stile di allenamento che si focalizza sul giocatore); • Premiate l’impegno, non solo i risultati, riconoscendo premi simbolici ai giocatori che hanno dato il meglio di sé. In questo modo incoraggerete anche gli altri bambini ad impegnarsi di più nella prossima sessione.
  37. 37. 221Gastone Tempesta Con il processo di pianificazione di una sessione di allenamento si programmano le attività da mettere in atto per trasformare un concetto astratto, la nostra filosofia di gioco, in azioni concrete al fine di conseguire i nostri obiettivi. Il processo di pianificazione dovrà sempre essere realizzato con cura, flessibilità e creatività affinchè la sessione di allenamento sia sempre attiva, significativa, divertente e sicura. L’elemento di base per una efficace pianificazione è la definizione degli obiettivi. Tre passi per pianificare una sessione di allenamento: 1. Stabilire i criteri in base ai quali operare; 2. Decidere gli obiettivi e il contenuto della seduta; 3. In seguito effettuare una valutazione. Gli ingredienti basilari di una seduta di allenamento sono lo sviluppo delle abilità motorie e delle capacità tecniche, la consapevolezza tattica, la preparazione fisica e quella mentale. Impegnarsi per ottenere il meglio da TUTTI i giocatori e aiutare TUTTI i giocatori a migliorare costantemente. 1 2 3 4 PUNTICHIAVE 5 6
  38. 38. 222 allenare il MiniRugby I GENITORI POSSONO PROMUOVERE UN SANO AMORE PER LO SPORT “I bambini sono predisposti per dimenticare in fretta sofferenze e dolori, ma sono molto portati a ricordare le dure parole di genitori critici o di allenatori troppo esigenti.” Fred Allen, giocatore e allenatore All Blacks C.B.
  39. 39. 223Gastone Tempesta I capitoli precedenti sono stati dedicati alle allenatrici e agli allenatori che si stanno impegnando, o che intendono farlo in futuro, all’attività di avvicinare i bambini al gioco del rugby. Molti di loro già sono, o presto lo saranno, dei genitori, i loro bambini si avvicineranno ad una qualche disciplina sportiva, non necessariamente il rugby, e quindi può essere utile qualche consiglio anche sotto l’aspetto genitoriale. L’ambiente in cui cresce un bambino ha un’influenza decisiva su ciò che diventerà da grande. I genitori hanno un ruolo chiave in questo per cui è molto importante nel gioco del rugby dar loro la giusta considerazione visto il loro ruolo così delicato e incisivo per la crescita armoniosa del bambino e del giocatore. Non è difficile capire che, trattandosi dei loro bambini, i genitori, “presi dal momento” durante le partite, vengano spesso mossi dall’istinto di intervenire con opinioni/giudizi su cosa stia facendo l’allenatore o i giocatori ma è importante far loro capire che tutte le decisioni del coach sono prese in base a dei criteri precisi e spesso questo non è così ovvio a tutti. Di seguito sono indicati una serie di suggerimenti che i genitori possono seguire e farne tesoro per aiutare gli allenatori a ottenere il meglio dai bambini non solo nel rugby ma anche nella vita di tutti i giorni.
  40. 40. 224 allenare il MiniRugby Bambini e Bambine di tutte le età e livelli • Parlate con i vostri bambini e cercate di capire i loro interessi. Scoprite quale sport vorrebbero provare a fare. • Cercate di comprendere e rispettare le loro scelte sportive. Potrebbero voler competere per una medaglia o un titolo oppure semplicemente per socializzare e divertirsi. • Siate sempre positivi nel sostenere vostro figlio indipendentemente dai risultati. (E’ stato dimostrato che molti bambini abbandonano lo sport quando sentono che i genitori si aspettano troppo da loro). • Sostenete le attività del vostro bambino da genitore e non da allenatore 24 ore su 24! Il vostro compito è quello di accompagnare il bambino agli allenamenti e alle partite, fornirgli un’adeguata alimentazione, controllare che riposi a sufficienza e che il suo stile di vita sia equilibrato. • Sostenete gli allenatori e istruttori di vostro figlio. Se avete delle domande o preoccupazioni almeno che esse non riguardino la sua incolumità fisica, avvicinatevi all’allenatore solo alla fine dell’allenamento o della partita, non durante. • Il vostro bambino svilupperà degli altri interessi oltre allo sport e all’attività fisica. Aiutatelo a trovare un equilibrio nella gestione del tempo e degli impegni rispettando le sue scelte e evitando così situazioni troppo stressanti. • Imparate l’abc di una buona nutrizione e di un buon stile di vita. E’ fondamentale per il vostro bambino ma anche un’occasione per voi. Consultate siti che trattano di sport e salute, libri, riviste e video e chiedete aiuto all’allenatore. Bambine 6-8 anni, Bambini 6-9 anni • Se il vostro bambino nutre una preferenza per uno sport incoraggiatelo a svolgere tale attività una o due volte la settimana.
  41. 41. 225Gastone Tempesta • Spronatelo a prender parte a più attività fisiche contemporaneamente 3 o 4 volte la settimana; in tal modo svilupperà più capacità e avrà maggiore possibilità di scelta. • Incoraggiate il bambino a partecipare ai campi estivi ed a quelli invernali dove si praticano molte attività diverse divertendosi. • Controllate che tutte queste attività rispettino i principi dello sviluppo atletico: agilità, equilibrio, coordinamento e velocità. Bambine 8-11 anni, Bambini 9-12 anni • Cercate di capire quali sono le attività fisiche e gli sport che piacciono di più al vostro bambino e durante l’anno concentratevi su due di queste. • Esortate il bambino a concentrarsi sul divertimento e sull’apprendimento delle tecniche. In questa fase vincere è secondario. • Sappiate riconoscere i miglioramenti del bambino e premiatene gli sforzi. • Aiutate il bambino a capire quanto è importante essere e fare squadra e insegnategli a gioire dei passi avanti e dei successi della squadra. • Insegnategli l’importanza delle regole e del rispetto. Prima dell’allenamento o della partita • Aiutate il vostro bambino/a a preparare le sue cose (la borsa); è una sua responsabilità ma ha bisogno di imparare a organizzarsi. • Imparate a premiare gli sforzi e rafforzare il concetto di impegno; un bambino che sceglie di fare una cosa perchè gli piace, se si sente elogiato la farà meglio impegnandosi di più e così continuerà a piacergli. Questa è la base per sviluppare il concetto di impegno nei giovani atleti.
  42. 42. 226 allenare il MiniRugby • Aiutate il vostro bambino/a ad alimentarsi bene; una dieta bilanciata è di vitale importanza per la sua salute e per poter affrontare bene gli allenamenti. • Chiedete al vostro bambino/a se ha preso la bottiglietta d’acqua; il modo migliore per ottenere che i giocatori bevano a sufficienza è far sì che siano sempre provvisti di qualcosa da bere! Insegnate al vostro bambino quanto questo sia importante e di non dimenticarsene mai. • Assicuratevi che il vostro bambino riposi a sufficienza. • Assicuratevi che vada a giocare con la mente serena e insegnategli a pulire le scarpe da gioco e i paradenti alla fine di ogni allenamento e partita. Durante l’allenamento o la partita • Imparate assieme all’allenatore a gratificare gli sforzi; questo incoraggerà il bambino a dare il meglio di sè nella pratica dal punto di vista della tecnica, della disciplina e della passione per il gioco e porterà a formare atleti sempre pronti a provare cose nuove mettendosi in discussione e prendendosi le proprie responsabilità; dei veri vincitori, insomma! • Ricordatevi che il gioco conta più del risultato; fa parte del processo di apprendimento e permette ai bambini di divertirsi. • L’allenatore è responsabile dello sviluppo della squadra e dei giocatori stessi. Prenderà delle decisioni inerenti al suo programma per cui è importante dargli/le il vostro sostegno anche se non sempre le avrete capite. • Assicuratevi che il vostro linguaggio non verbale (quello del corpo) sia positivo. • Fate in modo che il vostro bambino si senta orgoglioso di voi e viceversa e rispettate le decisioni dell’allenatore. • Il vostro bambino vi ringrazierà per il sostegno datogli e per non aver criticato i suoi errori; i bambini devono poter provare cose nuove senza aver timore di sbagliare.
  43. 43. 227Gastone Tempesta • Non urlate mai a un giocatore in possesso di palla; in quel momento è impegnato! • Assicuratevi che il vostro bambino sia orgoglioso del vostro comportamento così come voi lo siete del suo gioco. Al termine dell’allenamento o della partita. • Complimentatevi con il vostro bambino per il suo impegno. Lo incoraggerete così a lavorare di più e a mantenere il suo interesse costante nel tempo. • Incoraggiatelo e dategli sostegno incondizionato. • Aiutatelo a riconoscere quello che c’è da imparare da un allenamento o una partita e come farne tesoro per migliorarsi. • Confrontatevi con l’allenatore per capire se ci sono delle cose che potete spronare il vostro bambino a fare anche al di fuori del campo di rugby per aiutarlo nella pratica. • Come genitore non siete solamente coloro che accompagnano il bambino agli allenamenti o alle partite ma siete parte integrante della comunità del rugby e vostro compito è anche quello di sviluppare le relazioni sociali all’interno del club. Anche se non vi siete offerti come volontari per aiutare l’allenatore siete sempre i benvenuti. Mescolatevi con gli altri genitori specialmente dopo le partite. Sostenete lo spirito del rugby e aiutateci a divulgarlo e promuoverlo dando così l’opportunità a tante persone di giocare, divertirsi e crescere grazie a questo meraviglioso sport che è il rugby!
  44. 44. Support positively and applaud good play. Respect officials and opposition players. Remember that children are playing to have fun. Behave as good role models on the touchline. Congratulate the opposition and make their supporters welcome. As members of the rugby family WE ALWAYS: 228 allenare il MiniRugby
  45. 45. 229Gastone Tempesta I genitori hanno il compito di avvicinare i propri figli allo sport, promuovendo un’esperienza sportiva che sappia valorizzare le loro potenzialità, sia rispettosa delle loro esigenze e dei loro particolari bisogni e sia adeguata ai naturali processi di crescita, evitando ogni forma di pressione, anche di tipo psicologico. I genitori devono saper dare alla pratica sportiva dei loro figli la giusta collocazione all’interno di un percorso di maturazione personale, mettendo in evidenza i valori della partecipazione, dell’impegno e della solidarietà ed insegnando ai propri figli che sia le vittorie che le sconfitte permettono di crescere, imparando a riconoscere i propri limiti. I genitori devono essere attenti a non proiettare sui figli le proprie aspettative di successo: lo sport non è da considerarsi un palcoscenico, ma un modo per socializzare ed imparare a stare con gli altri. I genitori non devono sovraccaricare i figli della responsabilità di vincere: “per un genitore, un figlio vince comunque”. Durante lo svolgimento delle competizioni, il genitore deve assumere atteggiamenti e comportamenti coerenti con i principi del codice di etica sportiva, ricordando che le figure adulte di riferimento rappresentano un fondamentale modello di comportamento. I genitori hanno il diritto- dovere di essere costantemente informati in modo chiaro e trasparente sia in merito ai comportamenti dei figli durante l’attività sportiva, sia in merito alle decisioni tecniche e mediche che riguardano la pratica sportiva. 1 2 3 PUNTICHIAVE 4 5
  46. 46. 230 allenare il MiniRugby C.B.
  47. 47. 231Gastone Tempesta “Ilgiocodelrugbyèsemplice.Ilruolodell’allenatore è di mantenerlo semplice per i giocatori. Sul campo essi devono prendere decisioni in breve tempo, una frazione di secondo e, se hanno troppe cose in testa, ciò rende loro le cose più difficili. Quindi penso che il lavoro dell’allenatore sia di mantenere il gioco semplice. Graham Henry, allenatore di rugby neozelandese, capo allenatore degli All Blacks vincitori della Coppa del Mondo di rugby 2011
  48. 48. 232 allenare il MiniRugby RINGRAZIAMENTI Nel rispetto dei tradizionali rituali del rugby, come al termine di una partita, desidero prima di tutto stringere la mano a ciascuno di Voi, cari Lettori, ringraziandovi per il tempo che avete dedicato alla lettura di questo libro. Mi auguro che essa sia stata scorrevole e piacevole e, che, soprattutto, abbia soddisfatto le vostre aspettative. C’è voluto il concorso di tante persone che con immensa passione hanno messo a disposizione il loro tempo, le loro competenze e la loro esperienza per fare di questo libro una realtà. Un grazie di cuore va ad Andrea Babato che ne ha curato gli aspetti grafici, e a Cristiana Barbisan per gli splendidi disegni che lo hanno impreziosito. Un ringraziamento particolare va a Ugo Pierato, per aver scritto la prefazione. Non potrò mai ringraziare abbastanza Lorena Armellin, Lara Campolin e Giorgia Mazzoli che mi hanno fornito un aiuto particolare lavorando sul manoscritto. Voglio inoltre ringraziare Valter Durigon, Ennio Grosso, Carlo Marchese e Paolo Rossi che hanno avuto la gentilezza di rileggere e correggere le bozze, e di suggerirmi preziosi consigli e migliorie. Sinceri ringraziamenti vanno anche ad Alessio Pivato e Rita Grosso per le foto della squadra di “Allenare il Mini Rugby”, Daniele Resini per la foto di Ugo Pierato, e alla Benetton Rugby per aver messo a disposizione la struttura de “La Ghirada”. Per quanto mi sforzi, non trovo un aggettivo sufficientemente adeguato da associare al grazie indirizzato a CanterburyItalia, distributore
  49. 49. 233Gastone Tempesta esclusivo per l’Italia dei prodotti Canterbury of New Zealand, per aver fornito le maglie orgogliosamente indossate dai componenti della squadra di “Allenare il Mini Rugby”. Da ultimo, ma non ultimo, un grazie grande, grande, grande a tutti i giocatori, agli allenatori, agli accompagnatori, ai fisioterapisti, ai medici, ai dirigenti e ai genitori, nessuno escluso, che mi hanno accompagnato, supportato e “sopportato” nel più che ventennale percorso di allenatore e con cui ho condiviso il sole e la pioggia, il caldo e il freddo, il fango e il sudore, tempo, impegno e passione, tante discussioni, qualche delusione, ma soprattutto moltissime soddisfazioni, il più delle volte per il solo semplice fatto di condividere l’esperienza del Rugby assieme a Voi. Senza i vostri insegnamenti questo libro non sarebbe potuto essere stato scritto. Grazie a tutti. In alto i calici! Che il terzo tempo abbia inizio. Gastone Tempesta
  50. 50. C.B.
  51. 51. Art direction Andrea Babato www.caratterinobili.com Disegni Cristiana Barbisan Foto Rita Grosso Alessio Pivato Daniele Resini Fotomarca L’autore e l’editore sono a disposizione degli aventi diritto per quanto riguarda le fonti iconografiche non individuate. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro, senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore. ISBN 978-88-940701-4-9 © 2015 L’autore per i testi © 2015 EDIMEDIA, Treviso Tutti i diritti riservati
  52. 52. Finito di stampare nel mese di febbraio 2015 a cura di EDIMEDIA Snc. Printed in Italy www.edimedia.it L I B R I
  53. 53. CanterburyItalia c/o La Fra.Ma Via Dettoni 6, Asti Tel. 0141.294454 | Fax 0141.294454 info@canterburyitalia.com canterburyitalia.com CanterburyItalia distributore esclusivo Italia Canterbury of New Zealand
  54. 54. “Il mini rugby, nella molteplicità dell’offerta sportiva, risulta particolarmente indicato per la sua valenza formativa. Esso è un gioco che può essere praticato da bambini e bambine con caratteristiche differenti, e che include tra i propri valori fondamentali il piacere della pratica, lo spirito di squadra e il lavoro di gruppo, la disciplina comportamentale, il rispetto reciproco da parte di tutte le persone coinvolte, la lealtà sportiva e le amicizie indistruttibili che si formano tra le persone che condividono la passione per questo sport.” “Allenare il Mini Rugby non propone delle ricette che gli allenatori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma spera di fornire dei consigli utili e degli strumenti concreti e semplici che favoriscano un approccio educativo positivo per la crescita dei bambini, aiutandoli e stimolandoli a raggiungere il loro pieno potenziale.” GASTONE TEMPESTA

×