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Global Service inchiesta senza prove

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Interessante articolo sull'assoluzione definitiva di tutti gli imputati dell'inchiesta Global Service. La sentenza dimostra una volta di più quanti errori ha comesso de Magistris sin da quando era Pm.

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Global Service inchiesta senza prove

  1. 1. RASSEGNA WEB CORRIEREDELMEZZOGIORNO.CORRIERE.IT Data pubblicazione: 04/10/2014 CORRIERE DELLA SERA.IT HiQPdf Evaluation 10/04/2014 NAPOLI CASERTA SALERNO BARI FOGGIA LECCE PALERMO CATANIA Cronaca Politica Economia Salute Sport Cultura Spettacoli Movida A Tavola Sociale Scuola Agenda La mia Squadra Corriere Del Mezzogiorno > Napoli > Cronaca > Global Service, Uninchiesta Senza Prove LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA Global Service, un’inchiesta senza prove La Cassazione: «Vuoto probatorio, ma il Comune violò i doveri di imparzialità della pubblica amministrazione» NAPOLI - Quella raccontata dalla Cassazione è la storia di un’inchiesta sbagliata, di un «vuoto probatorio», di «deduzioni generiche perché enunciate ma non dimostrate», di errori tecnici nella conduzione dell’indagine, di «azioni penali mai esercitate», di un’impresa Il palazzo della Cassazione che chiede informazioni sull’appalto «perché l’attività economica si svolge cercando di acquisire vantaggi sulla concorrenza» e di pubblici amministratori che quelle informazioni le forniscono, «violando il dovere di imparzialità» ma non rivelando alcun segreto. È la storia del caso Global Service, l’inchiesta che travolse il Comune di Napoli, spinse al suicidio l’ex assessore Giorgio Nugnes, portò agli arresti di altri quattro ex assessori della giunta all’epoca guidata da Rosa Russo Iervolino (Giuseppe Gambale, Enrico Cardillo, Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio) e mandò in carcere anche l’imprenditore Alfredo Romeo e l’ex Provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone. La Cassazione li ha assolti tutti in via definitiva perché «il fatto non sussiste». E le motivazioni di quella sentenza — depositate in cancelleria il 29 settembre scorso — raccontano la storia del terremoto giudiziario che cambiò la storia politica di Napoli. INDAGINE DELL’ANTIMAFIA - L’avvio dell’inchiesta, innanzitutto. L’allora procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, ha sempre sostenuto che assegnarla al pool antimafia era stata una «necessità», dal momento che l’indagine nasceva da un’intercettazione nell’ambito di un altro processo. E, per amor di verità, dopo le sentenze ha anche sostenuto che con il senno di poi l’avrebbe affidata al pool antitangenti. A leggere le 43 pagine di motivazioni dei giudici sella sesta sezione penale della Cassazione — presidente Nicola Milo, consigliere estensore Anna Petruzzellis — si scopre però che lasciare quel fascicolo a pm abituati a indagare (bene) sulla camorra non era un atto così dovuto: «La sentenza di primo grado, dando conto che lo spunto investigativo riguardava diverso reato e diversa persona, assume che sia possibile ipotizzare un collegamento tra il procedimento avente ad oggetto il supposto (sebbene poi non dimostrato) coinvolgimento di Alfredo Romeo nella vendita di aree agricole a Cirino Pomicino e quello relativo alla perpetrazione di illeciti contro la pubblica amministrazione». Una ricostruzione che «in realtà non risulta ancorata a specifici elementi di fatto», perché è vero che «un’intercettazione per fatto diverso può consentire l’acquisizione di una notizia di reato», ma è vero anche che nel caso in esame c’è stata una «evidente dilatazione dei poteri di controllo intercettativo». Insomma, «non appare determinante che dinanzi all’autorità di Santa Maria Capua Vetere si procedesse nei confronti di Romeo per il reato di turbativa d’asta per realizzare la connessione con l’analogo reato per cui successivamente si è proceduto a Napoli». IL VUOTO PROBATORIO - Non ci fu, a Napoli, COME TI FA SENTIRE QUESTA NOTIZIA 0 0 Ascolta Stampa Email NOTIZIE CORRELATE Global Service, l'ex capo dei pm Lepore: «Non ridarei l'inchiesta a quel pool» (11/07/2014) «Finalmente ho avuto giustizia, ma il mio pensiero va a Nugnes» (10/07/2014) Global Service, assolto Romeo Annullata la sentenza di appello (09/07/2014) La vedova dell'ex assessore Nugnes: «Abbiamo sofferto tanto e per nulla» (15/04/2013) Lepore torna sul Global Service: «Mi dispiace per quegli assessori» (15/04/2013) PIÙletti del Mezzogiorno oggi | settimana | mese 1 «Bombe d’acqua» nel Catanese Immagini choc dai paesi più colpiti 2 Giovane e ubriaco, si schianta contro tir In coma uno dei due compagni di viaggio 3 Sospensione de Magistris, De Luca: «Questo è un Paese di farabutti politici» 4 «Non vado via dal mio partito» Fitto: più coinvolgimento dal basso 5 Notte di sparatorie e aggressioni: cinque feriti, due con mazze da baseball Cerca IL MIO COMUNE EVENTI E CONCERTI RISTORANTI CINEMA TEATRI LOCALI SPORT E BENESSERE Tutte > COSA FARE A NAPOLI Pubblicità SERVIZI A NAPOLI TROVO A NAPOLI Cerca negozi e servizi nella tua città Corriere del Mezzogiorno MMii ppiiaaccee NAPOLI Corriere del Mezzogiorno piace a 57.160 persone. 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  2. 2. RASSEGNA WEB CORRIEREDELMEZZOGIORNO.CORRIERE.IT Data pubblicazione: 04/10/2014 un’associazione a delinquere composta da Alfredo Romeo, Paola Grittani (sua dipendente) e Guido Russo (docente universitario e consulente). La Cassazione, su questo punto, conferma le sentenze già emesse in primo e secondo grado. E spiega: «Nulla viene individuato, si fa riferimento alle singole attività illecite contestate ma non si definisce lo specifico ruolo attribuito a Grittani e Russo nella realizzazione dell’azione». Era necessaria «la ricerca di collegamenti con i pubblici ufficiali che in maniera diretta o indiretta avrebbero dovuto favorirne l’azione», e «solo la dimostrazione di una programmatica azione di approccio e acquisizione del consenso dei componenti di tale categoria avrebbe reso possibile configurare il reato». Al contrario, «la ricostruzione sul punto è relegata a mera manifestazione di intenti». È, riassunto in due parole, un «vuoto probatorio». L’errore — prima dei pm e poi della Procura generale — sarebbe stato in particolare quello di «ignorare che qualsiasi attività economica, anche ove non connotata da finalità illecita, necessariamente si svolge cercando di acquisire vantaggi sulla concorrenza». Insomma, quel «sistema Romeo» ipotizzato dai pm, quell’associazione a delinquere che avrebbe condizionato le decisioni della giunta comunale di Napoli, semplicemente non esisteva. IL RUOLO DEGLI ASSESSORI - Se l’impresa ha fatto l’impresa, il Comune come ha agito? Ha davvero avvantaggiato Alfredo Romeo fornendogli notizie sulla procedura coperte da segreto? «No», stando ai giudici della Cassazione. Che, in questo caso, non risparmiano però critiche al Comune. «È una condotta sicuramente non corretta sul piano istituzionale, ma è impropria l’equiparazione tra violazione dell’obbligo di imparzialità e condotta criminosa contestata». Il primo riferimento è al caso di Nugnes (l’assessore che si tolse la vita), ma i giudici della Suprema Corte citano anche «le altre conversazioni che vedono quali interlocutori Laudadio, Di Mezza, Russo e Grittani, nelle quali a Romeo a ai suoi collaboratori vengono offerti, passo per passo, gli sviluppi della decisione amministrativa che interessavano l’imprenditore in vista dei suoi affari futuri». Un’azione «sicuramente compiuta violando il dovere di imparzialità della pubblica amministrazione», ma che «non trasmoda nella violazione del segreto». Tutt’al più — chiosano i giudici — «avrebbe potuto integrare il reato di abuso d’ufficio, ove vi fosse la prova dell’ingiusto vantaggio patrimoniale procurato». E discorso analogo «si può fare per l’ipotesi di rivelazione di segreto contestata a Romeo e Gambale». La Cassazione poi, in riferimento ai diversi capi d’imputazione, contesta anche «genericità dell’accusa» e «mancata individuazione di specifici atti». L’ACCUSA SBAGLIATA - I giudici criticano la Procura di Napoli anche in relazione all’accusa di corruzione contestata a Mautone (e poi annullata dalla Cassazione). L’episodio fa riferimento a un parere su un prezzario espresso dall’ex Provveditore alle opere pubbliche che provocò «il disappunto di Romeo» e che fu modificato «con un prezzario opposto» e più favorevole. «La strumentalità del provvedimento è conclamata (...) e dagli atti emerge la correlazione diretta Romeo-Mautone. La corruzione però è reato che deve essere consumato, quale concorrente necessario, dal titolare del potere ad emettere l’atto», potere «che nel caso di specie non aveva Mautone, perché a quell’epoca svolgeva attività diversa. Se dunque l’atto era stato materialmente redatto da Mautone e reso giuridicamente rilevante con la firma apposta dalla longa manus Russo (...) l’affermazione di responsabilità avrebbe potuto giustificarsi solo nell’ipotesi di contestazione del reato nei confronti, oltre che di Mautone, degli autori materiali dell’atto, in particolare di Russo». E invece, chiosa la Cassazione, «l’azione penale non è mai stata esercitata» . 04 ottobre 2014 © RIPRODUZIONE RISERVATA Gianluca Abate 6 Il presidente del Parlamento Ue Schulz duramente contestato a Lampedusa 7 Quei Regi Lagni che aironi e falchi pescatori trasformano in oasi 8 Torna Noemi alla corte di Silvio 9 Le azzurre del volley: «Siamo concentrate e contiamo sul sostegno del pubblico» 10 De Magistris, debutto da sindaco sospeso Caldoro propone un patto per Napoli a Sodano 1 L’addio de Magistris: «Io onesto nel midollo, è regime. 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BORISOV 5,25 3,85 1,55 HB TORSHAVN - PARTIZAN 6,50 4,50 1,40 ZALGIRIS - DIN ZAGABR. 5,50 4,00 1,50 DEBRECENI - CLIFTONVIL. 1,23 5,50 10,00 CELTIC - KR REYKJAV 1,05 10,00 22,00 AKTOBE - DIN TBILISI 2,00 3,25 3,50 HJK HELSINK - RABOTNICKI 1,35 4,50 7,50 VENTSPILS - MALMO FF 6,50 3,85 1,47 STEAUA BUC. - 1,55 3,60 5,75 STROMSGODS. MARIBOR - ZRINJSKI 1,40 4,25 7,00 ST PATRICKS - LEG VARSAV. 5,50 3,75 1,55 HiQPdf Evaluation 10/04/2014 WEB 2

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