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pubico e genitali; la posizione del corpo, la posa delle mani rispetto al corpo e il grado diapertura delle gambe.L’oggett...
ripresi in maniera topica ed esplicita. L’esplicitezza delle foto deriva dal grado diesplicitezza delle altre “parti eroti...
DiscussioneI nostri risultati non dimostrano cambiamenti significativi di alcuna variabile, tranne cheper l’oggettivazione...
FontiBibliografia primaria    •   A. F. Bogaert, D. A. Turkovich, C. L. Hafer, (1993). “A Content Analysis of        "Play...
Sitografia    •   Playboy Playmate 1990-1999        http://it.wikipedia.org/wiki/Playboy_Playmate_1990-1999        consult...
AppendiceTabelle esaustive dei criteri di valutazioneCRITERIO              Valore       Valore    Valore    ValoreColore d...
Tabelle percentualiEtnicità      Bianca   Nera      AsiaticaPercentuale   94,25%   5,31%      0,44%Capelli       Biondi   ...
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Un’Analisi di Contenuto dei Paginoni Centrali di Playboy dal 1990 al 2008: Cambiamenti nel Contenuto Sessuale Esplicito, Oggettivazione ed Età delle Modelle

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Questo studio riprende e continua il lavoro svolto da Bogaert, Turkovich e Hafer (1993) dove è stato terminato. Le 226 modelle riprese nei paginoni centrali di Playboy dal 1990 al 2008 sono state valutate per quanto riguarda l’esplicitezza sessuale, oggettivazione ed età. Non sono stati notati particolari cambiamenti nel periodo preso in esame, tranne che per l’oggettivazione, che migliora da una situazione comunque bassa. L’età media delle modelle è di 23,2 anni e non si rilevano andamenti. I risultati sono discussi in relazione a quelli della ricerca precedente.

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Un’Analisi di Contenuto dei Paginoni Centrali di Playboy dal 1990 al 2008: Cambiamenti nel Contenuto Sessuale Esplicito, Oggettivazione ed Età delle Modelle

  1. 1. Gregorio Marchi - #744780 - TTC Un’Analisi di Contenuto dei Paginoni Centrali di Playboy dal 1990 al 2008: Cambiamenti nel Contenuto Sessuale Esplicito, Oggettivazione ed Età delle ModelleAbstractQuesto studio riprende e continua il lavoro svolto da Bogaert, Turkovich e Hafer (1993) dove è statoterminato. Le 226 modelle riprese nei paginoni centrali di Playboy dal 1990 al 2008 sono state valutateper quanto riguarda l’esplicitezza sessuale, oggettivazione ed età. Non sono stati notati particolaricambiamenti nel periodo preso in esame, tranne che per l’oggettivazione, che migliora da una situazionecomunque bassa. L’età media delle modelle è di 23,2 anni e non si rilevano andamenti. I risultati sonodiscussi in relazione a quelli della ricerca precedente.IntroduzioneL’argomento principe del corso in Psicologia delle Influenze Sociali è stata larappresentazione del corpo femminile nei media e i suoi effetti. Sono intervenutinumerosi ospiti di ambo i sessi per presentare a noi studenti storie, dati e immagini sullaDonna. Ognuno di loro ci ha raccontato le vicende secondo punti di vista e tagli diversi.Ico Gasparri ci ha esposto come ha maturato il suo pensiero sulla malarappresentazionedella donna e le conseguenze sulla società raccontandoci di come ha girato per Milanonegli anni con una macchina fotografica al collo. Elena Tebano ci ha fatto conoscere imezzi con cui una storia diventa invisibile (al riguardo del lesbismo in Italia) e i mezzicon cui delle persone appassionate possono ritirarla a galla. Susanna Ripamonti ci haraccontato la difficile duplice condizione di essere donna e carcerata in Italia. DonatellaMartini ci ha mostrato una panoramica sulla situazione e le dinamiche dellarappresentanza femminile nella politica. Valeria Palumbo ci ha “recitato”un’appassionante carrellata sulla situazione nel Maghreb e nel “medio oriente” e lediverse opportunità e speranze del “femminismo velato”.Durante una lezione in cui si discuteva dell’incontro con Gasparri e degli argomenti lìemersi mi venne in mente un articolo scientifico che lessi tempo fa al riguardo. Dato
  2. 2. l’interesse personale per le tematiche emerse (oggettivazione, sguardo oggettivante,percezione modifica della percezione del sé) mi venne l’idea di portare avanti il lavoropratico interrotto dagli autori.Premesse teoriche e concetti di baseOggettivazione e oggettivazione sessualeLe definizioni per i concetti di oggettivazione e oggettivazione sessuale sono lineari. PerSandra Bartky (1990) una donna è oggettivata quando le sue parti/funzioni peculiari sonoseparate da essa, ovvero ella è ridotta ad un mero strumento. Scambiando le parti dellafrase si ottiene anche un’altra definizione: si ha oggettivazione sessuale quando la donna èrappresentata da una sua parte o funzione.Catharine MacKinnon (1989) dice “le donne vivono nell’oggettivazione come i pescinell’acqua”, intendendo che per la donna l’oggettivazione oramai è talmente radicata dasembrare ovvia, scontata, naturale. Riguardo alla pornografia, ella ne da una condannasenza mezzi termini, definendola insieme ad Andrea Dworkin come “la subordinazionevisuale sessualmente esplicita della donna attraverso parole e figure(…)”. Inoltre ilrapporto fra rappresentazione e condizione femminili subordinate per le due studiose èdi tipo letteralmente causale, affermando “la pornografia contribuisce causalmente agliatteggiamenti e comportamenti violenti e discriminatori che definiscono il trattamento elo status di metà della popolazione”.Nel 1999 la filosofa Martha Nussbaum, approfondendo gli argomenti di MacKinnon,enumera le sette dimensioni dell’oggettivazione: 1. Strumentalità. Si “serve”, non si “è”. 2. Negazione dell’autonomia e dell’autodeterminazione. Io decido ciò che tu puoi essere o non essere. 3. Inerzia. L’attivazione per l’azione deve essere eteroposta. 4. Fungibilità. L’essere interscambiabile con altri senza perdita di valore. 5. Violabilità. Dato il fatto che non ci sono confini per giudicare l’integrità della persona, la si può fare a pezzi senza troppe remore. 6. Proprietà da parte di terzi. Si può essere venduti/scambiati.
  3. 3. 7. Negazione della soggettività. Non ci si interessa all’esperienza e all’emotività singolare.Non serve la presenza contemporanea di tutti i criteri per aver luogo all’oggettivazione,ne bastano anche pochi.Sempre Nussbaum, in linea con MacKinnon ma in contrasto con alcune femministe,condanna la pornografia come strumento e motore di oggettivazione della donna.Percezione del sé rimodulata dall’introiezione di modelli alieni: l’auto-oggettivazione.L’auto-oggettivazione è il fenomeno che prende forma quando una persona vede, misurae tara le percezioni su se stessa con la prospettiva di un osservatore terzo. Questo stato dipersistente sorveglianza del proprio corpo è causa di stati emotivi negativi e deleteri, tra itanti poniamo ansia e vergogna.Architettando un semplice quanto elegante e geniale paradigma, Barbara Fredrickson haeseguito qualche esperimento per misurare le dinamiche e gli effetti di questo fenomeno:i soggetti, tutte ragazze divise in due campioni, devono svolgere un semplice compitosperimentale dopo essersi cambiati d’abito con degli indumenti forniti daglisperimentatori. Dopo l’intervista sarebbe stato loro servito del cibo. L’inserimentodell’auto-oggettivazione in questo esperimento si ha nella differenza delle condizionisperimentali. Ad un gruppo viene consegnato un “casto” maglione, all’altro vieneconsegnato un bikini. L’autostima di questi ultimi si è rivelata ovviamente più bassa,hanno mangiato di meno, in linea con quanto “comandato” dai modelli imperanti, chevuole la donna magra e tonica.Un secondo esperimento, le cui condizioni sperimentali furono leggermente modificate,mise in luce un altro effetto importante dell’auto-oggettivazione. Questa volta i campionierano composti da soggetti di ambo i sessi, e il compito sperimentale consisteva nelrisolvere degli esercizi di matematica. Risultò che le persone in bikini davano unapeggiore performance. Gli studiosi spiegarono questo effetto come l’effetto distraentedell’auto-oggettivazione; in altre parole le risorse cognitive dei soggetti seminudi eranodistratte dai compiti matematici al pensare al proprio corpo. Questo effetto era maggioreper i soggetti femminili, con un’incidenza comunque significativa anche per lacontroparte maschile.Un’altra illuminante quanto desolante ricerca fu svolta da Anne Becker (2004). Lo studioriguardava gli effetti dei mass media sulla modifica della percezione del proprio corpo, inaltre parole l’introiezione di modelli alieni. L’autrice ha avuto modo di condurre il suo
  4. 4. studio in un contesto particolare: le isole Fiji. Le donne di queste isole ai nostri occhiappaiono robuste e dalle forme generose. Fino a qualche anno fa la frase “hai presopeso!” era un complimento sincero e positivo da rivolgere a una persona. Negli anni ’90però, gli abitanti dell’isola connobbero la televisione, in particolare la televisioneamericana. Becker, già dopo soli tre anni di esposizione ai modelli “rigurgitati” daitelevisori, rilevo un aumento quasi esponenziale della presenza di persone, in particolaredonne, che avevano sviluppato disturbi alimentari. Un altro effetto negativo che la tv haportato con sé, per l’autrice, è stato l’abituare gli abitanti dell’isola a determinatistereotipi, come diretta conseguenza al bombardamento massiccio di immaginioggettivanti.Inquadramento dell’articolo su cui la nostra ricerca si basa.Lo studio di Bogaert, Turkovich e Hafer si svolge agli inizi degli anni ’90, per venire poipubblicato nel 1993. Gli autori svolgono il loro lavoro con la motivazione di volercambiare i metri di giudizio sui media a contenuto sessuale. Molti studi precedenti siconcentrano sulla quantità e la qualità della violenza verso la donna presente in questotipo di materiale. Si sente quindi la necessità, per gli autori, di ampliare lo sguardo e diconcentrarsi sugli aspetti fondamentali di questi media. Il primo aspetto fondamentale,quello definitorio, riguarda la misurazione della dimensione dell’esplicitezza deicontenuti, riportando alcuni andamenti e spiegazioni riguardo questo fenomeno negliUSA dei decenni precedenti allo studio. Il secondo aspetto fondamentale riguardal’oggettivazione della donna, sia istanziata nelle immagini delle modelle, sianell’immaginario collettivo. Un terzo aspetto studiato riguarda l’età delle modelle, il suoandamento nel tempo e delle considerazioni riguardo la relazione con i cosiddetti canonidi bellezza.MetodoMaterialiLa rivista Playboy è stata scelta nello studio originale poiché è la rivista a contenutosessuale in circolazione da più tempo negli Stati Uniti (dal 1953) e il volume di vendita èstato, mediamente, superiore a quello di riviste simili. Gli autori originali fanno inoltrenotare che in un paio di occasioni la tiratura superò addirittura quella del Time. (ABCAudit Report, 1983; Editorial comes first, 1992).
  5. 5. Le foto visionate per il presente studio sono state recuperate in formato digitale tramite icircuiti P2P, mentre le date di nascita delle modelle sono state recuperate su Wikipedia.Una veloce verifica nei database ufficiali ha confermato la validità dei materiali ritrovati.ValutatoriLa valutazione è stata condotta dall’autore della presente tesina. Per la natura dellaconsegna, non è stato ritenuto necessario l’assunzione di altri valutatori pereventualmente mediare le valutazioni finali da più punti di vista.ProceduraL’analisi di contenuto si è limitata alle versioni digitali dei cosiddetti “paginoni centrali”.Essi consistono, nella quasi totalità dei casi, in una foto grande come tre pagine normaliraffiguranti la modella del mese, detta Playmate of the Month.Gli autori giustificano la scelta di analizzare solo questa porzione della rivista per iseguenti vantaggi: • Il formato del “paginone centrale” è sempre stato costante. Per ciò utilizzarlo per la ricerca ha ridotto i bias valutativi per un eventuale cambio di formato. • Solitamente il “paginone centrale” riporta delle informazioni base sulla modella. Nel nostro caso non è stato così, ma è bastata una veloce ricerca incrociata per ricavare i dati necessari per il calcolo dell’età delle modelle. • Il “paginone centrale” è sempre stato il punto di forza della rivista, spesso veniva staccato per essere usato come poster, da qui la sua potenzialità d’impatto su una massa importante di lettori.Schema di valutazioneL’età delle modelle è stata calcolata sottraendo al mese d’apparizione la data di nascita.Queste ultime sono state trovate in rete. Per questo si ha un errore di ±1 mese sugli annicosì calcolati, comunque trascurabile. Per esempio sul calcolo dell’età di una diciottennel’errore di un mese impatterebbe dello 0,46%. Per ovvi motivi di rapporto numerico taleerrore decresce con l’aumentare degli anni della modella.Seguendo le procedure originarie ho registrato anche l’etnia (Bianca, Nera e Asiatica) e ilcolore dei capelli (Biondo, Castano, Nero e Rosso).L’esplicitezza sessuale è stata valutata con sette scale a tre misure riguardanti la nudità dialcune parti o la posizione del corpo. Le scale sono: esplicitezza di seno, natiche, pelo
  6. 6. pubico e genitali; la posizione del corpo, la posa delle mani rispetto al corpo e il grado diapertura delle gambe.L’oggettivazione è stata valutata con tre scale a tre misure. Le scale sono: visibilità degliocchi, visibilità del viso e posa del corpo.Le tabelle con i gradi dei criteri di valutazione e le relative percentuali si trovano inappendice.RisultatiIn totale sono state valutate le modelle raffigurate su 226 foto. L’età media delle modelleè di 23,2 anni (st.dev.=2,85). Le modelle di etnicità non bianca sono 13 (di cui 12afroamericane e 1 asiatica). Il colore dei capelli più diffuso è il biondo (54, 87%), seguitodal castano (26,99%), dal nero (11,95%) e dal rosso (5,31%). Queste ultime caratteristichenon sono correlate a esplicitezza e oggettivazione, quindi non sono state oggetto diulteriori analisi.Tutte le foto ritraggono una modella presa da un’angolazione. Ci sono alcuni casi degnidi nota che riportiamo per completezza: in due casi appaiono delle modelle gemelle, inun caso le gemelle sono tre, in cinque casi le modelle appaiono con uno specchio, con lapotenzialità quindi di “raddoppiare” l’immagine della modella, aumentandoneinevitabilmente le valutazioni per quanto riguarda il grado di esplicitezza totaledell’immagine.Validità delle valutazioniIl valutatore delle immagini è stato lo stesso autore del presente scritto. In caso di dubbiprocedurali il sottoscritto si è rivolto alla docente, in caso di dubbi cromatici riguardanti ilcolore dei capelli invece, il sottoscritto si è rivolto al giudizio di altre persone.Esplicitezza e oggettivazione nel tempoSeguendo le procedure dell’analisi originale, le variabili con cui sono state misurateesplicitezza e oggettivazione sono state trasformate in punteggi z. I risultati standardizzatisono stati sommati in misure aggregate di esplicitezza e oggettivazione. Questi risultatisono stati poi sottoposti ad analisi di regressione per verificare eventuali andamenti.Per il periodo preso in analisi non sono stati rilevati cambiamenti importanti alle duemacro-variabili prese in studio. Analizzando i singoli criteri non sono stati rilevatiparticolari trend. Due aspetti sull’esplicitezza notati dagli autori dell’articolo originale sipossono ritrovare anche nei materiali del nostro studio. Primo: raramente i genitali sono
  7. 7. ripresi in maniera topica ed esplicita. L’esplicitezza delle foto deriva dal grado diesplicitezza delle altre “parti erotiche” prese in esame. Secondo: anche nel materiale quianalizzato si nota una “strategia d’equilibrio” ovvero se una parte diventa troppo esplicitasi mette di meno in mostra il resto, per esempio con capi di vestiario, ombre, pose“coprenti” et cetera. Si giustifica il fatto con il fine di mantenere il valore medio diesplicitezza non troppo elevato per mantenere lo stile softcore e della rivista.I gradi di esplicitezza e oggettivazione non sono risultati correlati.L’età media delle modelle è più alta (M = 23,2 st.dev.=2,85) di quella del periodoanalizzato nel lavoro precedente (M = 21,3). Non possiamo dire se in manierasignificativa data la mancanza di dati precisi nell’articolo originale, ma il nostro risultato èin linea con l’andamento del decennio precedente, dove gli autori notano unassestamento all’età rilevata dal nostro studio.Abbiamo testato inoltre le relazioni fra età ed esplicitezza e fra età e oggettivazioneutilizzando correlazioni parziali, controllando la dimensione temporale. Nessuna delledue relazioni è risultata significativa.Un cambiamento lo possiamo notare per quanto riguarda l’oggettivazione, che migliorada una situazione comunque positiva. Le modelle, nella loro interezza, erano già le“regine” del paginone, non i loro singoli pezzi. Gli occhi sono quasi sempreperfettamente visibili (si passa da un 82% dello studio precedente a un 98%), i visi pure(da 90% a 96%). Le pose cambiano leggermente: si hanno meno pose frontali (da 71% a65%), più laterali (da 19% a 27%) e meno posteriori (da 10% a 7,5%).Si è notato, a partire dal 2001, l’apparizione di modelle totalmente depilate. L’andamentorilevato tramite regressione lineare trova un coefficiente lineare r=0,714 (R2=0,51sig=0,47). frequenza modelle depilate per anno 10 8 6 ƒ 4 2 0 90 92 94 96 98 00 02 04 06 08 anno presenza depilazione intima completa
  8. 8. DiscussioneI nostri risultati non dimostrano cambiamenti significativi di alcuna variabile, tranne cheper l’oggettivazione.Per quanto riguarda l’esplicitezza si può spiegare con un effetto soffitto, citato dagli altriautori, sia per quanto riguarda la nudità sia per quanto riguarda i canoni softcore dellarivista.Il livello di oggettivazione, in linea con lo studio precedente, risulta basso. Si fa notareche nella misura di oggettivazione si contano solo quelle caratteristiche di forte de-personalizzazione, ovvero la mancanza di viso. Altre caratteristiche come atteggiamentiseduttivi o “maliziosi”, manipolazione di particolari oggetti (anche a chiara simbologiafallica come mazze, sigari et cetera), l’utilizzo di particolari scenografie, situazioni o capi divestiario non sono stati misurati.Le modelle sono tutte giovani, la distribuzione dell’età è asimmetrica verso sinistra (vedigrafico successivo), con pochi outlier verso l’alto: solo tre modelle sono ultra-trentenni.L’età minima è di 18 anni per ovvi motivi legali.Questi fatti ci fanno sostenere la spesso citata, anche dagli autori del paper originale,relazione fra giovinezza e attrattività fisica, specialmente nelle donne (vedi Buss(1989) eCunningham (1986)). Mazur (1986) suggerisce che le donne spesso sentano unapressione da parte dei media di adattare il proprio fisico a quello correntemente di moda.Data questa considerazione, i nostri risultati e quelli degli autori del precedente lavoro,non è sorprendente il fatto che molte donne sentano anche una pressione a sembrare ead agire in maniera “giovanile”.
  9. 9. FontiBibliografia primaria • A. F. Bogaert, D. A. Turkovich, C. L. Hafer, (1993). “A Content Analysis of "Playboy" Centrefolds from 1953 through 1990: Changes in Explicitness, Objectification, and Models Age.”, The Journal of Sex Research Vol. 30, No. 2, pp. 135-139.Bibliografia secondaria Pubblicazioni monografiche • ABC audit report: Magazines. (1983). Schaumburg, IL, USA: Audit Bureau of Circulations. • S. Bartky, (1990). “Femininity and Domination: Studies in the Phenomenology of Oppression”. New York, USA: Routledge. • C. MacKinnon, (1989). “Toward A Feminist Theory of The State”. Cambridge, Massachusetts, USA: Harvard. • M. Nussbaum, (1999) “Sex and Social Justice”. Oxford, UK: Oxford University Press. Pubblicazioni scientifiche • A. E. Becker, (2004). “Television, disordered eating, and young women in Fiji: Negotiating body image and identity during rapid social change.”, Culture, Medicine and Psychiatry, Vol. 28, n. 4, pp. 533-559. • B. L. Fredrickson, (1998). “That swimsuit becomes you: Sex differences in self- objectification, restrained eating, and math performance.”, Journal of Personality and Social Psychology, Vol. 75, n. 1, pp.269-284. • D. Buss, (1989). “Sex differences in human mate preferences: Evolutionary hypotheses tested in 37 countries.”, Behavioral and Brain Sciences, Vol. 12, pp. 1-49. • M. R. Cunningham, (1986). “Measuring the physical in physical attractiveness: Quasi-experiments on the sociobiology of female facial beauty.”, Journal of Personality and Social Psychology, Vol. 50, pp. 925-935. • A. Mazur, (1986). “U.S. trends in feminine beauty and overadaptation.” The Journal of Sex Research, Vol. 22, pp. 281-303. Pubblicazioni non specializzate • Editorial comes first. (1992, January 6). Advertising Age, 63, da copertina frontale.
  10. 10. Sitografia • Playboy Playmate 1990-1999 http://it.wikipedia.org/wiki/Playboy_Playmate_1990-1999 consultato il 10/05/2012 • Playboy Playmate 2000-2009 http://it.wikipedia.org/wiki/Playboy_Playmate_2000-2009 consultato il 10/05/2012 • Directory ufficiale Playmates http://www.playboy.com/girls/playmates/directory/ consultato il 10/05/2012
  11. 11. AppendiceTabelle esaustive dei criteri di valutazioneCRITERIO Valore Valore Valore ValoreColore dei capelli Biondo Rosso Castano NeroCRITERIO Valore Valore ValoreEtnicità Bianca Asiatica NeraGrado Esplicitezza 1 2 3Seno Coperto Parzialmente coperto ScopertoNatiche Coperte Parzialmente coperte ScopertePelo pubico Coperto Parzialmente coperto ScopertoGenitali Coperti Parzialmente coperti ScopertiPosizione del corpo In piedi Piegato SdraiatoPosa della mano Libera Tocco sul corpo Tocco in punto erogenoApertura delle gambe Chiuse Parzialmente aperte Molto aperteGrado Oggettivazione 1 2 3Visibilità degli occhi Visibili Parzialmente visibili Non visibiliVisibilità del viso Visibile Parzialmente visibile Non visibilePosa del corpo Frontale Laterale Posteriore
  12. 12. Tabelle percentualiEtnicità Bianca Nera AsiaticaPercentuale 94,25% 5,31% 0,44%Capelli Biondi Castani Neri RossiPercentuale 54,87% 26,99% 11,95% 5,31%Grado Esplicitezza Non esplicita Parzialmente esplicita EsplicitaSeno 0,00% 11,50% 88,50%Natiche 57,52% 29,65% 12,83%Pelo pubico 14,16% 25,22% 60,62%Genitali 76,11% 23,45% 0,44%Posizione del corpo 64,60% 22,12% 13,27%Posa delle mani 50,88% 44,25% 4,87%Apertura delle gambe 67,26% 23,01% 9,73% Parzialmente visibileGrado Oggettivazione Visibile / posa frontale Non visibile /posa posteriore / posa lateraleChiarezza occhi 96,46% 3,54% 0,00%Chiarezza viso 98,67% 1,33% 0,00%Posa del corpo 65,04% 27,43% 7,52%

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