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Romanico

  1. 1. IL ROMANICO. Introduzione storica. Dall'XI secolo alla prima metà del XII secolo l'Europa visse un periodo di modernizzazione: l'affinamento delle tecniche agricole (l'invenzione del giogo, dell'aratro con parti metalliche, chiamato "carruca", della rotazione triennale, l'uso dei mulini ad acqua ed a vento, ecc.) permise di aumentare la produzione di generi alimentari, sollevando la popolazione dall'endemica scarsità di cibo e permettendo un incremento demografico; ripresero i commerci e si svilupparono i villaggi e le città quali sedi di mercati; crebbero le zone urbane e gradualmente fu possibile l'affermazione di un nuovo ceto sociale, la borghesia, intermedio tra la massa dei contadini (laboratores) da cui si era sviluppato e del quale era considerato parte, la nobiltà (bellatores) e il clero (oratores). Si assistette anche ad una ripresa dell'attività edilizia, della domanda di cultura e di investimenti artistici, soprattutto in zone più avanzate quali la pianura Padana, il Regno di Sicilia, la Toscana e i Paesi Bassi. L'autorità imperiale, ormai viva solo in Germania, veniva eclissato gradualmente dal feudalesimo, soprattutto in Francia, e dallo sviluppo dei Comuni, soprattutto in Italia. In queste zone non è più l'Imperatore o il vescovo a commissionare nuove opere edilizie, ma i signori locali, tramite cospicue donazioni che avevano una funzione di prestigio ma anche "espiatoria" del senso di colpa per i peccati commessi che veniva riscattato tramite "omaggio" in denaro e/o in opere d'arte verso istituzioni religiose a testimonianza della propria devozione e pentimento religioso (compravendita delle indulgenze). Grande importanza rivestirono alcune abbazie come quella di Cluny, che fece da esempio anche per altre, quale baluardo della Santa Sede che non accettava nessuna ingerenza da parte dei feudatari locali. Dalla diatriba tra i poteri si arrivò infatti alla lotta per le investiture e al concordato di Worms (1122). Dopo la riforma e la liberazione dalle ingerenze locali i grandi monasteri trovarono una rinnovata spinta a manifestare il proprio prestigio tramite la glorificazione dell'Onnipotente in grandi edifici religiosi ed opere d'arte sacra. A Cluny per esempio nel giro di meno di un secolo si arrivò a costruire tre chiese abbaziali, una più magnifica dell'altra (la terza fu iniziata nel 1088 e consacrata nel 1130). Il romanico è quella fase dell'arte medievale europea sviluppatasi a partire dalla fine del X secolo all'affermazione dell'arte gotica, cioè fin verso la metà del XII secolo in Francia e nel primo decennio successivo negli altri paesi europei (Italia, Inghilterra, Germania, Spagna). Il termine art roman venne impiegato per la prima volta dall'archeologo francese Charles de Gerville in una missiva del 1818 al collega ed amico Arcisse de Caumont, con l'intento di contrapporre l'architettura romanza dei secoli X-XII a quella gotica, allora definita germanica. Con il termine si voleva evidenziare il contemporaneo sviluppo delle lingue romanze e richiamare un collegamento con la monumentalità dell'architettura romana antica.
  2. 2. Arte, pellegrinaggi e crociate. A partire dall'XI secolo la pratica dei pellegrinaggi riprese con vasta portata e su un ampio spettro di strati sociali, dai più umili ai più potenti. Tra i fattori che permisero i pellegrinaggi di massa vi furono la maggiore sicurezza delle strade e lo sviluppo dei centri urbani. Le mete principali di questi viaggi di purificazione, di rigenerazione e di esperienza mistico-religiosa, erano tre: la Terra Santa, Roma e Santiago de Compostela, in Galizia. Sulle vie principali di questi pellegrinaggi sorgevano una serie di santuari intermedi, di chiese, di monasteri e di altri centri di richiamo religioso, attraverso i quali si canonizzarono le tappe di vari tragitti principali, che poi confluivano verso la destinazione finale. 1. In Terrasanta si trovava il sepolcro di Cristo e i luoghi descritti dai Vangeli, dove proprio in quegli anni era stata effettuata una riconquista tramite la Prima Crociata (1096 — 1099). Uno dei modi principali per raggiungere la Palestina era via mare, imbarcandosi a Genova, Venezia o nei porti della Puglia, tra i quali emerse soprattutto Bari. 2. A Roma si visitavano le tombe degli apostoli Pietro e Paolo e la sede del papato. Per raggiungerla esisteva la via Romea (o Francesca o, solo più tardi, Francigena), che passava da valichi alpini ed appenninici costellati da piccoli centri che videro una notevole fioritura artistica proprio in quegli anni. 3. A Santiago di Compostela, forse la meta più visitata, si raggiungeva la tomba dell'apostolo Giacomo tramite il Cammino di Santiago, che convogliava tramite quattro tragitti principali, confluenti a Puente la Reina in Spagna, pellegrini dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalle Fiandre, dalla Germania e dall'Italia. Grande fioritura economica e artistica ebbero i centri toccati dall'affluenza dei pellegrini, tanto che si verificarono casi di "concorrenza" tra vie alternative; fu anche il periodo del commercio delle reliquie, sia come oggetti devozionali, che come richiamo per i pellegrini. In campo artistico i pellegrinaggi favorirono i contatti e gli scambi tra centri anche distanti, spiegando in un certo senso la diffusione "a macchia" delle novità stilistiche e tecnologiche. Inoltre si resero necessari alcuni adattamenti alle chiese visitate da grandi masse di persone, imponendo particolari accorgimenti in pianta, come la maggiore ampiezza, l'allargamento dei deambulatori, dove si vennero ad aprire cappelle radiali contenenti reliquie e altari secondari per il culto, l'ampliamento del transetto e delle tribune sulle navate laterali, la creazione di portali di accesso laterali e nel transetto, per il deflusso delle folle. Una prima applicazione di tale impianto viene fatta probabilmente a Sainte Foy di Conques (a sei campate nella navata), ripresa e ingrandita a Saint-Sernin, a Tolosa e a Compostela (a undici campate), poi a Saint-Martin di Tours (distrutta durante la Rivoluzione francese) ed a Saint-Martial di Limoges (andata anch'essa distrutta).
  3. 3. Arte e pellegrinaggi.
  4. 4. Arte e pellegrinaggi. Il Cammino di Santiago.
  5. 5. La Prima Crociata (1096 — 1099).
  6. 6. IL ROMANICO. Definizione del termine. Caratteristiche, origini e sviluppo dello stile. Il Romanico è quella fase dell'arte medievale europea sviluppatasi a partire dalla fine del X secolo all'affermazione dell'arte gotica, cioè fin verso la metà del XII secolo in Francia e nel primo decennio del XIII secolo nel resto d'Europa (Italia, Inghilterra, Germania, Spagna). Il termine art roman venne impiegato per la prima volta dall'archeologo francese Charles de Gerville in una lettera del 1818 al collega ed amico Arcisse de Caumont, con l'intento di contrapporre l'architettura romanza dei secoli X-XII a quella gotica, allora definita germanica. Con il termine si voleva evidenziare il contemporaneo sviluppo delle lingue romanze e richiamare un collegamento con la monumentalità dell'architettura romana antica. Il romanico rinnovò principalmente l'architettura e la scultura monumentale, quest'ultima applicata all'architettura stessa (come decorazione di portali, capitelli, lunette, chiostri...). Il nuovo stile sorse contemporaneamente in quasi tutta l' Europa, con caratteristiche comuni, che fanno dire che si tratta della medesima arte, pur con alcune differenze specifiche per ogni regione/nazione. In particolare, secondo lo studioso francese Henri Focillon, si tratta di uno sviluppo dell'arte bizantina ravennate, come dimostrerebbero le più antiche pievi della campagna fra Ravenna e Forlì, nelle quali già si ritrovano, in pieno Alto Medioevo, tutti gli elementi che saranno tipici del Romanico posteriore. Le differenze regionali sono una conseguenza della necessità di adattamento locale, mentre le linee di fondo possono essere ricondotte all'omogeneità culturale dell'Europa, alla veloce diffusione delle idee tramite la maggiore mobilità di merci e persone, siano esse mercanti, eserciti in marcia o pellegrini, coadiuvato dall'elemento unificatore della religione cristiana. In base agli studi di Focillon, il romanico precedette ed influenzò la nascita dell'arte ottoniana in Germania, che già possedeva, soprattutto in architettura, alcuni elementi comuni, come la spessa muratura, il trattamento delle pareti come materia plastica sulle quali creare particolari effetti, la schematizzazione in campate tramite l'alternanza tra colonne e pilastri. In ogni caso, lo stile romanico successivo al Mille risentì, a sua volta, dell'arte ottoniana stessa. Questi elementi stilitico-costruttivi raggiunsero la Francia (soprattutto Borgogna e Normandia) e l'Italia settentrionale, centrale e meridionale. L'epoca romanica viene suddivisa convenzionalmente in tre periodi: un Romanico primitivo o Protoromanico (fine X sec. – seconda metà dell’XI sec.); un Romanico maturo (seconda metà XI sec. – metà XII sec.) che vede perfettamente sviluppato il repertorio formale dello stile; infine un Romanico tardo (metà XII sec. - metà XIII sec.), limitata all'ambito germanico e parallela al neonato Gotico francese. Ci fu uno studio e una riscoperta delle tecniche costruttive su scala monumentale dell'architettura romana (un altro collegamento evocato dal nome "romanico"), che permise un recupero sostanziale di modelli antichi, a differenza dei precedenti recuperi "aulici" (renovatio, renovatiiones) delle scuole di corte fiorite nelle epoche precedenti (Renovatio lituprandea, Renovatio carolingia, ecc.). In architettura furono ripresi dall'arte antica il senso della monumentalità e della spazialità, ed usati estensivamente alcuni elementi particolari come l'arco a tutto sesto, il pilastro, la colonna e la volta.
  7. 7. Architettura romanica. I principali edifici pervenutici dell'epoca romanica sono sicuramente chiese ed altri edifici religiosi, essendo quasi del tutto perduti o profondamente stravolti in epoche successive gli esempi di edilizia civile monumentale, quali rocche e castelli. Se da un lato edifici chiave dell'architettura romanica quali il Duomo di Modena o San Miniato al Monte di Firenze o la chiesa Abbaziale di Saint-Etienne a Caen furono inizialmente coperti con capriate, solo in seguito sostitute da volte, dall'altro lato l'uso delle volte a crociera, sebbene su zone più piccole, era già presente fin dall'inizio dell'XI secolo in area germanica e lombarda, come nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Lomello. Anche la caratteristica dell'uso di arcate cieche sulle pareti esterne è un motivo tipico sì del romanico, ma in uso senza soluzione di continuità in certe zone europee sin dall'epoca paleocristiana. L'impianto planimetrico più frequente delle chiese era la croce latina; la navata veniva scandita in campate ritmiche: alla campata quadrata della navata centrale in genere corrispondevano nelle navate laterali due campate quadrate di lato dimezzato. La cripta originariamente era limitata alla zona sottostante il coro, poi venne estesa come cripta a sala, quasi a creare una seconda chiesa inferiore. Nelle coperture delle cripte si trovano i primi tentativi di volte a crociera, che intorno all'XI secolo vennero impiegati anche nelle navate laterali. A partire dal 1080 fanno la loro comparsa la volta a botte in Spagna e in Francia, spesso a sesto acuto (Borgogna, Poitou); cupole (Aquitania), volta costolonata in Lombardia e a Durham; volta reticolare in Germania. Le murature sono spesse e robuste, internamente ed esternamente la superficie parietale è trattata in maniera plastica attraverso elementi sporgenti e rientranti che, oltre a contrastare le spinte delle arcate, creano giochi di chiaroscuro. Vengono utilizzate colonne come nelle chiese paleocristiane, ma anche pilastri e, con l'introduzione delle arcate trasversali e delle volte a crociera, pilastri compositi con semicolonne addossate. Le colonne, tranne casi di spoglio, presentano capitelli scolpiti con simboliche forme vegetali, fantastiche e geometrizzanti.. La parete della navata è generalmente articolata con elementi plastici ed aperture sopra le arcate ed è spesso organizzata su livelli (matroneo, triforio, cleristorio), l'evoluzione dei quali sarà uno degli elementi di sviluppo verso il Gotico. Per quanto riguarda le aperture e la luce, in un primo momento le chiese erano più buie di quelle paleocristiane, per la minore presenza di finestre e la loro dimensione più piccola, retaggio dell'architettura alto medievale, che non era in grado di costruire vetrate di grandi dimensioni. A volte le pareti esterne erano scandite da arcate cieche; mentre come entrata si utilizzavano portali a strombo, arricchiti con figurazioni scultoree a basso e alto rilievo ricavate nello strombo stesso. Il materiale utilizzato per le murature è in genere (soprattutto per gli edifici prestigiosi) pietra da taglio, ridotta in conci regolari, lasciati a vista. Non mancano comunque edifici in mattoni in aree mancanti di materiali lapidei (Pianura Padana).
  8. 8. Architettura romanica.
  9. 9. Architettura romanica. La volta a botte, elemento simbolo Tipi di pilastro: a) quadrato, b) cruciforme, c) cruciforme, d) composito, e) a fascio. dell'architettura romanica: (1) chiave di volta; (2) cuneo; (3) estradosso; (4) piedritto; (5) intradosso; (6) freccia; (7) corda; (8) rinfianco.
  10. 10. Elementi esterni. • Scansione e trattamento plastica delle murature con arcate cieche e lesene: questo elemento fortemente caratterizzante ebbe una lunga elaborazione in diverse regioni europee, dalla Mosa alla Borgogna e dalla Lombardia alla Catalogna. • Facciata articolata con un nartece, un portico, un protiro, o comunque un portale plasticamente definito; talvolta vi è anche un rosone. • Presenza di una torre all'incrocio del transetto con la navata (soprattutto in Francia); • Integrazione con elementi scultorei di vario tipo presenti sotto forma di bassorilievi, portali, elementi stilofori, lunette, metope, ecc; • Presenza di due torri affiancate alla facciata (non sempre simmetriche) derivata dalla Westwerk (in aree di influenza germanica, in Normandia e di conseguenza nell'Italia meridionale); • Presenza di un campanile isolato (in Italia) o annesso alle absidi (in Spagna). • Fasce bicrome nel romanico pisano e sue derivazioni; • Presenza di tarsie marmoree nel romanico toscano a Firenze. •L‘estrema duttilità con cui i costruttori romanici interpretavano liberamente i modelli degli edifici principali permise anche l'innesto di motivi più disparati, compresi elementi bizantini ed islamici (es: architettura siciliana o veneziana).
  11. 11. Elementi esterni.
  12. 12. Il Romanico in Europa. Germania. Nei territori germanici e nelle Fiandre il Romanico appare come un’evoluzione dell’arte imperiale, merovingia, carolingia e ottoniana (VIII-X sec.). Le chiese hanno aspetto massiccio e imponente, ottenuto mediante: •volumi netti e geometrici; •decorazione sobria; •torri poste ai lati dell’abside e sulla crociera; •struttura a due absidi contrapposte, delle quali quella orientale sormontata da una torre ottagonale e due quadrate e quella occidentale, preceduta da un atrio d’ingresso, è sovrastato da un Westwerk rettangolare fiancheggiato da torri cilindriche. L'abbazia di St-Riquier a Centula (nei pressi dell'odierna Abbeville, nela Francia sttentrionale) fu fondata intorno al 625 e la sua chiesa abbaziale tra il 790 ed il 799 dall'abate Agilberto, membro della corte di Carlo Magno. L'edificio carolingio, oggi perduto e sostituitio da una chiesa tardogotica, era costituito da un corpo basilicale a tre navate con un presbiterio quadrato delimitato da un'abside. Lungo la navata, in prossimità dell'ingresso e del presbiterio, si inserivano due transetti, entrambi affiancati da torri circolari chiusi da una copertura conica e da una lanterna. Un Westwerk affiancava il primo transetto. L'edificio divenne il modello di numerose architetture tedesche di epoca ottoniana e romanica.
  13. 13. Il Romanico in Europa. Germania. Con la ricostruzione della Cattedrale di Spira (Spira II), riedificata nel 1080, appena venti anni dopo la conclusione della prima cattedrale (Spira I, 1030 - 1061) fu ripresa la grandiosa pianta della chiesa precedente, con una navata altrettanto ampia ed alta, ma questa volta coperta da volte a crociera in luogo di una copertura piana. Inoltre fu ripreso nella navata il motivo decorativo delle semicolonne altissime addossate prima ai pilastri e poi proseguenti sulla parete fino quasi al soffitto. In Spira II questo effetto plastico venne potenziato, arrivando a creare tre livelli sovrapposti di pilastri e semicolonne, sopra a ciascuno dei quali corrispondeva lo sviluppo di un elemento portato: le volte, gli archi di accesso alle navate laterali, gli archetti ciechi attorno alle finestre. All'esterno venne realizzata una galleria che gira attorno alla cattedrale ad altezza dei matronei, caratterizzata da arcatelle su colonnine: servì per fondere alcune delle parti più antiche dell'edificio e venne ripresa in molte costruzioni della regione, più per l‘effetto chiaroscurale che per utilità pratica. I re e gli imperatori i cui resti si trovano nella cripta della Cattedrale di Spira sono: * Corrado II il Salico del Sacro Romano Impero († 1039) e la moglie Gisella di Svevia († 1043) * Enrico III del Sacro Romano Impero († 1056) * Enrico IV del Sacro Romano Impero († 1106) e la moglie Berta da Torino († 1087) * Enrico V del Sacro Romano Impero († 1125) * Beatrice di Borgogna († 1184), seconda moglie di Federico Barbarossa, e la loro figlia Agnese di Hohenstaufen * Filippo di Svevia († 1208) e la moglie Irene Angelo * Rodolfo I del Sacro Romano Impero († 1291) * Adolfo I del Sacro Romano Impero († 1298) * Alberto I del Sacro Romano Impero († 1308)
  14. 14. Il Romanico in Europa. Francia. Nella Francia centrale e settentrionale il Romanico risente di elementi tedeschi. Chiesa abbaziale di Sainte-Foy a Conques, 1041 - XII secolo Basilica di San Saturnino (SaintSernin), Tolosa,1070 -1096 Pianta e ricostruzione della chiesa abbaziale di Cluny III, 1088-1150
  15. 15. Il Romanico in Europa. Francia. Chiesa di Saint-Etienne a Vignory, 1032 - 57 Fondata da Carlo Magno nell’IX sec. e riedificata tra il 1032 e il 1057, la Chiesa, a pianta longitudinale con tre navate coperte da capriate, presenta uno dei più antichi esempi di deambulatorio con cappelle radiali. Il campanile è del XII sec., mentre le cinque cappelle gotiche sul lato sud sono state aggiunte tra la fine del XIV sec. e il XVI sec.
  16. 16. Il Romanico in Europa. Francia. Normandia. Abbazia di NotreDame, Jumièges, 1037 -1050 All’interno: nella parte inferiore lo spazio è ritmato da colonne alternate a pilastri a fascio con semicolonne addossate che salgono fino al tetto; al di sopra trova posto il matroneo segnato da trifore aperte sulla navata e sormontate dalle finestre corrispondenti del cleristorio. La costruzione, lunga 88m ed alta 25m, di cui restano solo dei ruderi, fu alterata in età gotica con la costruzione di un coro deambulato. All’esterno l’edificio rivela l’influenza della cultura germanica e dell‘arte ottoniana: la copertura a tetto dai ripidi spioventi; la presenza di un massiccio occidentale con una facciata a due torri (facciata armonica normanna o westwerk) e una grande loggia rivolta verso l'interno con torrelanterna. La chiesa di Jumièges servì come modello per realizzazione dell‘abbaziale di Mont Saint-Michel.
  17. 17. Il Romanico in Europa. Il culto di S. Michele Arcangelo.
  18. 18. Il Romanico in Europa. Normandia. Il culto di S. Michele Arcangelo Mont-Saint-Michel , Abbazia, 966 -1523 Facciata della chiesa abbaziale, 2a ½ XI sec. Coro dell’abbaziale, 14461450 e 1499-1523 navata romanica della chiesa, 2a ½ XI sec. Cripta del coro o “Cripta dei grandi pilastri”, 2a ½ XI sec.
  19. 19. Il Romanico in Europa. Irlanda. Il culto di S. Michele Arcangelo Skelling Michael , Abbazia, 588 -XIII sec., Kerry, Irlanda
  20. 20. Il Romanico in Europa. Regno Unito. Il culto di S. Michele Arcangelo. St Michael's Mount, Cornovaglia, Chiesa abbaziale e foresteria 495-1070/ 10701144.
  21. 21. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Il culto di S. Michele Arcangelo. Sacra di San Michele in Val di Susa, Piemonte, 983-1131 . Santuario di San Michele Arcangelo, 490-XVI se., Monte Sant'Angelo, Foggia.
  22. 22. Il Romanico in Europa. Gran Bretagna. Cattedrale di Cristo, della Beata Vergine Maria e di San Cutberto di Durham, 1093-1133. Il R. in Inghilterra è importato dai Normanni, che la conquistarono in seguito alla battaglia di Hastings (1066), in cui Guglielmo il Conquistatore sconfisse il re anglosassone Aroldo. Il rigore del Romanico della Francia centrale e settentrionale (in parte affine a quello germanico) e l’eclettismo culturale proprio dei Normanni, sempre pronti a far tesoro di tutti gli apporti culturali presenti in quel momento in Europa, tra cui l’arte e l’architettura arabe, in Inghilterra si sviluppò in uno stile originale, in cui si esalta lo slancio verticale delle strutture architettoniche mediante archi ogivali, torri e nervature percorrenti gli edifici anche all’esterno. La decorazione scultorea è ridotta a un essenziale disegno lineare (es., pilastri a lisca di pesce nella Cattedrale di Durham).
  23. 23. Il Romanico in Europa. Spagna. Cattedrale di Santiago di Compostela, 1075-1750. Maestro Matteo, Gloria, 1168-1188. Portale della
  24. 24. Il Romanico in Europa. Scultura. Cattedrale di Santiago di Compostela, 1075-1750.
  25. 25. Il Romanico in Europa. Scultura. Cattedrale di Santiago di Compostela, 1075-1750.
  26. 26. Il Romanico in Europa. Scultura. Cattedrale di Santiago di Compostela, 1075-1750.
  27. 27. Il Romanico in Europa. Scultura. Cattedrale di Santiago di Compostela, 1075-1750.
  28. 28. Il Romanico in Europa. Scultura. Cattedrale di Santiago di Compostela, 1075-1750.
  29. 29. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico padano. Le Pievi dell’area lombarda. Basilica di S. Vincenzo e Battistero a Galliano, Como,1007. Basilica di Santa Maria Maggiore, Lomello, Pavia, 1025 - 1040.
  30. 30. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico padano. Influssi germanici nei cantieri lombardi. I magistri comacini Basilica di S. Abbondio, Como,1010-95.
  31. 31. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico padano. Influssi germanici nei cantieri lombardi. I magistri comacini Sorge su una basilica fatta erigere (379-86) da S. Ambrogio Facciata a capanna con due loggiati e quadriportico Materiale costruttivo: laterizio con inserti in pietra Modulo costruttivo quadrato Polifunzionalità Luminosità attenuata Basilica di S. Ambrogio, Milano, 1080 – XII sec.
  32. 32. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico padano. Influssi germanici nei cantieri lombardi. I magistri comacini Sorge sulla Cappella palatina del Palazzo regio longobardo Facciata a capanna con loggetta a spioventi Materiale costruttivo: pietra locale Modulo costruttivo quadrato Luminosità attenuata Basilica di S. Michele, Pavia, fine XI sec. (cripta, coro, transetti) - 1155 .
  33. 33. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico piemontese. Influssi lombardi e transalpini. Chiesa abbaziale di S. Maria, Vezzolano (Asti), 773-1095
  34. 34. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Lanfranco e Wiligelmo. Lanfranco, Duomo di S. Geminiano, Modena, 1099-1184
  35. 35. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Lanfranco e Wiligelmo. Murata all'esterno dell'abside maggiore, la lapide riporta la data di fondazione della nuova cattedrale modenese (23 maggio 1099) e indica il nome dell'architetto, Lanfranco, maestro “ingenio clarus [...] doctus et aptus [...] operis princeps huius rectorque magister” ("famoso per ingegno, sapiente e esperto, direttore e maestro di questa costruzione"). Secondo la Relatio de innovatione ecclesie Sancti Geminiani (del canonico Aimone di Modena, conservato nell'Archivio Capitolare, 1106 ), che nomina e ritrae Lanfranco quale architetto, il duomo fu voluto dalla popolazione (quindi non solo dagli ecclesiastici) al posto della precedente chiesa, terminata trent'anni prima e situata in posizione sfasata, con le absidi dove oggi si trovano la facciata e la prima parte della navata. Si riporta anche come diede l'assenso all'opera e il proprio appoggio anche la contessa Matilde di Canossa. A Lanfranco fu affiancò lo scultore Wiligelmo, ricordato da un'analoga lapide sul lato opposto della chiesa, il quale lavorò assieme ai suoi allievi e seguaci alla decorazione scultorea della chiesa e probabilmente si occupò anche dell'architettura, iniziando i lavori dalla facciata, mentre Lanfranco partì dalle absidi. La doppia partenza in senso inverso dei lavori è avallata anche da un'irregolarità, probabilmente dovuta a errori di calcolo, in quello che dovette essere il punto d'incontro: sul fianco meridionale verso la Piazza Grande la serie di loggette s'interrompe e si interpone una bifora, sormontata da un arco cieco più basso e stretto. La corda di questo arco misura 2,67 m, mentre tutte gli altri hanno una lunghezza di 3,74 m. Altrettanto si verifica sul fianco nord, dove però l'irregolarità è meno evidente perché mascherata da un successivo rimaneggiamento. Lanfranco venne a Modena accompagnato da un gruppo di valenti muratori e lapicidi, i Magistri cumacini (da cum machinis o cum macinis con riferimento alle impalcature ed argani Lapide di Lanfranco, 1099, abside che questi costruttori utilizzavano maggiore, esterno, Duomo di S. nell’edificazione delle loro opere). Geminiano, Modena. Lapide di Wiligelmo, 1099, facciata, esterno, Duomo di S. Geminiano, Modena.
  36. 36. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Lanfranco e Wiligelmo. Fra i più noti rilievi di Wiligelmo vi sono quelli di Storie della Genesi, oggi inseriti nella facciata del Duomo di Modena. Anticamente, è probabile che abbiano fatto parte del prospetto del pontile della chiesa, ovverosia il parapetto del presbiterio. Essi mostrano le qualità dell'autore: aderenza al tema trattato, espressività, sintetizzazione, essenzialità. Gli ambienti non vengono descritti, i soggetti vengono piuttosto colti in azione. Il tutto costituisce una narrazione rapida e fluida, il cui ritmo è scandito dalle arcatelle cieche che, assieme alle posizioni e ai radi elementi paesaggistici, dividono e a stento rinquadrano alternativamente i personaggi in gruppi di tre e di due. Attento agli effetti chiaroscurali e agli effetti materici, ottenuti con l’utilizzo del trapano, Wiligelmo realizza personaggi solidi ed espresivi, secondo proporzioni che, seppur di gusto popolare nell’enfatizzare le teste gli arti, ricordano la statuaria classica (es.: i panneggi hanno spessore e si adeguano ai corpi, gli artidi Adamo dormiente presentano una disposizione chiastica). Le storie della Genesi simboleggiano il progressivo decadimento dell’uomo dallo stato di beatitudine a quello mortale per mano dei suoi stessi errori e la possibilità di redenzione offertagli nel seguire la Parola del Creatore (prefigurazione di Gesù nelle fattezze e nelle parole scolpite sotto di lui, le stesse dei Vangeli).
  37. 37. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Lanfranco e Wiligelmo. Maestro di Re Artù, Porta della pescheria, 1110-1120, lato sttentrionale, Duomo di Modena.
  38. 38. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. I magistri antelamici. Duomo di S. Maria Assunta (1090-1130) e Battistero (1196-1270), Parma,
  39. 39. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Benedetto Antelami. Benedetto Antelami, Deposizione dalla croce, 1178, Duomo di Parma, transetto destro.
  40. 40. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Benedetto Antelami. Benedetto Antelami, Deposizione dalla croce, 1178, Duomo di Parma, transetto destro.
  41. 41. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Benedetto Antelami. Benedetto Antelami, Deposizione dalla croce, 1178, Duomo di Parma, transetto destro.
  42. 42. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico emiliano. Benedetto Antelami. Battistero di parma, Prt.le Nord o della Madonna, con Adorazione dei Magi e Sogno di Giuseppe, 1196- 1200 ca. Battistero di parma, Ciclo dei Mesi, Settembre, Bilancia, 11961200 ca. Battistero di parma, Portale Ovest o del Giudizio universale, 1196-1200 ca. Battistero di parma, Portale Sud o della Leggenda di Barlaam, 1196-1200 ca.
  43. 43. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico veneto. Influssi padani sulla terraferma e bizantini in laguna. Chiesa di S. Zeno Maggiore, Verona, 1120-38 Chiesa di S. Fosca, is. di Torcello (Venezia), 1100 ca.
  44. 44. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Romanico veneto. Influssi padani sulla terraferma e bizantini in laguna. Basilica di S. Marco, Venezia, XI-XIII sec.
  45. 45. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Il classicismo del Romanico toscano. Battistero di S. Giovanni, Firenze, XI-XIII sec. Basilica di S. Miniato al Monte, Firenze, 1018-62
  46. 46. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Il classicismo del Romanico toscano. Campo dei Miracoli, Pisa, Duomo (1064-XIV sec.), Battistero (1153XIV sec.), Camposanto (dal 1278). Bonanno Pisano, P.ta S. Ranieri, già nel transetto destro, fine XII sec., Mus. del Duomo.
  47. 47. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Il classicismo del Romanico toscano. Campo dei Miracoli, Pisa, Duomo (1064-XIV sec.), Battistero (1153-XIV sec.), Camposanto (dal 1278).
  48. 48. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Il classicismo del Romanico toscano. Chiesa di S. Michele, Lucca, XII-XIII sec. Chiesa della Trinità, Saccarigia (Sassari), in. XII sec. Cattedrale di San Martino, Lucca, 1060-XII sec. Iscrizione: “HIC QUEM / CRETICUS / EDIT DEDA - / LUS EST / LABERINT / HUS DEQ(U)- / O NULLU - / S VADER - / E QUIVIT / QUI FUIT / INTUS / NI THESE - / US GRAT - / IS ADRIAN - / E STAMI/ NE IUTUS”. Traduzione:“Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese dal quale nessuno che vi entrò poté uscire eccetto Teseo aiutato dal filo d’Arianna”.
  49. 49. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Roma e la lezione dell’antico. Basilica di S. Clemente, Roma, fine XIin. XII sec. Basilica di S. Maria in Trastevere, Roma,1140 ca.
  50. 50. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Puglia: tra Oriente e Occidente. Cattedrale della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo, Troia (Foggia), 10931125. Basilica di San Nicola, Bari, 10871197 sec.
  51. 51. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Puglia: tra Oriente e Occidente. Oderisio da Benevento, Porta maggiore Prosperità, Cattedrale, Troia (Foggia), 1119. o della Cattedrale della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo, Troia (Foggia), 1093-1125.
  52. 52. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Cappella palatina, Palermo, 1087-1197 sec.
  53. 53. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Cappella palatina, Palermo, 1087-1197 sec.
  54. 54. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Cappella palatina, Palermo, 1087-1197 sec.
  55. 55. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Duomo di Santa Maria Nuova, Monreale, 1147-1267 sec.
  56. 56. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Duomo di Santa Maria Nuova, Monreale, 1147-1267 sec.
  57. 57. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Duomo di Santa Maria Nuova, Monreale, 1147-1267 sec.
  58. 58. Il Romanico in Europa. Penisola italica. Sicilia: influssi arabi, bizantini e normanni. Duomo del Santissimo Salvatore, Cefalù, 1131-1170 sec.

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