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L'invenzione linguistica come ponte interculturale

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Presentato alla Quarta Giornata Interculturale Bicocca, 26 Mag 2016.

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L'invenzione linguistica come ponte interculturale

  1. 1. Mobilità e Inclusione nell’Europa Multilin- gue L’invenzione linguistica come ponte interculturale Due laboratori in una scuola primaria Montessori F Gobbo & C Bonazzoli ⟨Amsterdam / Milano-Bicocca / Torino⟩ & ⟨Scuola Montessori Milano⟩ ⟨F.Gobbo@uva.nl⟩ & ⟨chiarabonazzolimilazzo@gmail.com⟩ 26 Mag 2016 Quarta Giornata Interculturale Bicocca Università di Milano-Bicocca 1 (cc) 2016 F Gobbo
  2. 2. Introduzione
  3. 3. Il quotidiano panorama multilingue in Europa Usare piú lingue quotidianamente è esperienza comune di molti cittadini dell’Unione Europea. Secondo una ricerca del parlamento europeo, almeno 55 milioni di cittadini, il 10% di tutti gli europei parla una Lingua Regionale e Minoritaria (LRM). Esempi di LRMe sono il frisone occidentale nel nord dei Paesi Bassi o il lombardo in Lombardia, Piemonte orientale e Canton Ticino. EU finanzia molti programmi per far viaggiare le persone nel continente e non solo: tra gli altri, il programma Erasmus muove migliaia di studenti universitari che vegnono in contatto con altre lingue e culture. I profughi portano nuove lingue in molti paesi della UE, non senza problemi. 3 (cc) 2016 F Gobbo
  4. 4. Nuove forme di mobilità temporanea in Europa Il trattato di Schengen, i voli low-ost e le tecnologie digitali facilitano nuove forme di mobilità all’interno della UE. Tra le altre diventa sempre piú frequente che famiglie vadano a vivere e lavorare in un altro Paese europeo per qualche anno, specialmente nelle metropoli europee – vale a dire con piú di un milione di abitanti. In tali famiglie vengono parlate una o piú lingue diverse dalla lingua nazionale della società ospite, che solitamente è la sola lingua di istruzione nelle scuole pubbliche. Purtroppo le scuole con piú di una lingua di istruzione, nonostante gli evidenti vantaggi, sono ancora l’eccezione, non la norma. 4 (cc) 2016 F Gobbo
  5. 5. I vantaggi del bilinguismo precoce Sono molti gli studi di settori che mostrano i vantaggi del bilinguismo precoce. Riassumendo, tali vantaggi sono: ■ sociali e culturali: avere due identità (o piú) porta a una percezione del mondo piú vasta; ■ economici: i bilingue trovano piú facilmente lavori ben pagati dei monolingue; ■ cognitivi: bilinguismo e multilinguismo sono lo stato naturale del cervello, mentre il monolinguismo è una mancanza; □ i bambini distinguono A e B presto (età: 8 mesi) anche se le lingue sono simili (per es. catalano e spagnolo), e le due lingue sono sempre attive contemporaneamente (A. Sorace); □ imparano piú facilmente qualsiasi altra lingua; □ hanno maggior consapevolezza metalinguistica (v. sotto); □ sono lettori precoci; □ fanno task-switching piú efficacemente, e mantengono l’attenzione su un task piú a lungo se necessario. 5 (cc) 2016 F Gobbo
  6. 6. I due laboratori linguistici Nella scuola Montessori di via Milazzo, Milano, una quota dei bambini proviene da famiglie internazionali in mobilità, con una o piú lingue di casa diverse dall’italiano, la lingua di istruzione della scuola. Il metodo Montessori favorisce l’attitudine alla collaborazione e abitua al lavoro di gruppo, favorendo l’autovalutazione del lavoro. In questo contesto, i due laboratori linguistici intendono valorizzare questa ricchezza di patrimonio multilingue per tutti i bambini, monolingui, billingui, inclusi quelli con difficoltà, quali dislessia e disgrafia. 6 (cc) 2016 F Gobbo
  7. 7. La composizione delle classi Anno: quarta elementare. anno maschi femmine dislessici lingue di casa 2012-13 12 12 1 4: francese, olandese serbo, spagnolo 2015-16 14 8 4 6: ebraico, fiammingo, francese, giapponese, napoletano, tedesco 7 (cc) 2016 F Gobbo
  8. 8. Scopi
  9. 9. Gli scopi in breve ■ Aumentare la consapevolezza metalinguistica ■ Apertura e interesse verso le lingue del mondo ■ Coinvolgimento alla pari di tutti i bambini ■ Favorire l’autostima dei bambini bilingui ■ Creatività linguistica, anche testuale ■ Coesione della classe 9 (cc) 2016 F Gobbo
  10. 10. Aumentare la consapevolezza metalinguistica Il laboratorio sulla lingua segreta smonta i meccanismi di funzionamento delle lingue e cosí aumentano la consapevolezza metalinguistica. Per ‘consapevolezza metalinguistica’ intendiamo la somma delle seguenti capacità: ■ essere consapevoli che le lingue non sono solo strumenti che “portano il significato”, ma che possono essere analizzate come sistemi simbolici con una loro struttura; ■ essere consapevoli del fatto che i concetti espressi dalle parole non sono lo stesso dei referenti (il significato è nella mente, non nella realtà); ■ essere consapevoli che la struttura della lingua non è fissata ma cambia a seconda di: situazione, luogo, strumento, tempo, ruolo sociale. Senza consapevolezza metalinguistica non capiremmo, tra le altre cose: l’ironia, le forme idiomatiche o le metafore.
  11. 11. Esempi di domande… © 2016 C Bonazzoli
  12. 12. …e risposte © 2016 C Bonazzoli
  13. 13. Apertura e interesse verso le lingue del mondo 1/2
  14. 14. Apertura e interesse verso le lingue del mondo 2/2
  15. 15. Favorire l’autostima nei bambini bilingui Lo status delle lingue di casa di famiglie in mobilità assomigliano a quelle delle LRMe: spesso la lingua di casa viene usata solamente nel cerchio familiare, mentre quella nazionale viene usata con i pari – amici e conoscenti. Apprendere a leggere e scrivere in una lingua altra rispetto a quella familiare può portare frustazione negli scolari, che possono sentire svalorizzata la propria lingua di casa perché percepiscono che “nessuno” la usa al di là della famiglia. A volte si sentono insicuri della loro competenza linguistica. Inoltre, spesso girano dicerie stupide secondo le quali il bilinguismo precoce “confonde la mente”, e non sempre sono preparati a rispondere. I laboratori linguistici sono anche una occasione per mostrare come il multilinguismo sia un fatto normale e positivo. 15 (cc) 2016 F Gobbo
  16. 16. Coinvolgimento alla pari di tutti i bambini I laboratori linguistici sono stati concepiti a partire dalla classe quarta perché bisogna avere un livello di lettura e di scrittura della lingua di istruzione (in questo caso l’italiano) adeguato per poter confrontare l’italiano con altre lingue. I casi diagnosticati di dislessia e disgrafia sono una realtà nelle scuole primarie di oggi. La costruzione della lingua segreta, semplice da scrivere e da pronunciare, e regolare nella grammatica, permette a tutti i bambini di partecipare alla pari. 16 (cc) 2016 F Gobbo
  17. 17. Come funziona la scrittura Gatlòik © 2016 F Gobbo
  18. 18. Creatività linguistica, anche testuale Scrivere un testo come originale bilingue mette in gioco riflessioni linguistiche e metalinguistiche a diversi livelli (“ma se la poesia fa rima in italiano, farà rima anche in Gatlòik?”). Il testo sarà piú meditato e mediamente piú corretto anche in italiano. Essendo una lingua segreta, il Gatlòik viene usato spontaneamente per scrivere e recitare brevi poesie (nonsense o sullo stile degli haiku giapponesi), filastrocche, indovinelli, formule magiche. 18 (cc) 2016 F Gobbo
  19. 19. Esempio di filastrocca in Gatlòik
  20. 20. Coesione della classe Tutte le lingue sono paradossalmente ponti e barriere insieme, perché permettono di comunicare tra genti diverse (ponti) e veicolano l’identità della comunità dei parlanti (“lo spirito di campanile”, Ferdinand de Saussure). Essendo la lingua segreta della quarta, tutti i componenti della classe devono condividerla tra loro ma non con gli altri bambini della scuola. Ogni classe quarta comunque ne può fare una nuova. La scelta del nome della lingua è molto importante. 20 (cc) 2016 F Gobbo
  21. 21. Struttura dei laboratori
  22. 22. Organizzazione dei laboratori Ogni laboratorio si divide in tre fasi: 1. il ricercatore in classe chiarisce le “regole del gioco” con l’aiuto dell’insegnante. Gli scolari iniziano a inventare la lingua segreta attraverso una grammatica normativa e il lessico, sotto la doppia supervisione del ricercatore e dell’insegnante; 2. il laboratorio prosegue costruendo il lessico mediante la scrittura di testi nei mesi seguenti con l’aiuto dell’insegnante, senza l’intervento diretto del ricercatore, con il quale l’insegnante rimane in contatto. Vengono spediti messaggi nella lingua segreta tra il ricercatore e i bambini; 3. il ricercatore torna in classe verso la fine dell’anno per valutare il lavoro di tutto l’anno con i bambini. In seguito, viene organizzato un incontro con i genitori interessati. 22 (cc) 2016 F Gobbo
  23. 23. Fase 1: pianificazione della lingua Si parte dalla struttura della lingua. Tutte le decisioni sono coordinate dal ricercatore ma approvate per votazione democratica, poiché la lingua dev’essere ben compresa da tutti i membri della classe. Per questo, dev’essere regolare nella struttura e misteriosa nel lessico. Le lingue segrete vanno usate specialmente per iscritto, anche con messaggi segreti tra i membri della classe da decodificare. Questo obiettivo verrà raggiunto nel corso della classe quinta. 23 (cc) 2016 F Gobbo
  24. 24. I passi nella pianificazione della lingua 1. si parte decidendo i suoni della lingua (livelli fonetico e fonologico) – attraverso l’analisi dell’italiano, la lingua di istruzione – e la scrittura, che può essere un alfabeto completamente inventato; i bambini scrivono il proprio nome nella lingua; 2. in seguito si decidono le parole funzione della lingua, come per esempio i pronomi, le preposizioni, i numerali – e in contemporanea i tratti generali, come l’ordine di base o i generi grammaticali; 3. in un terzo momento, vengono decisi i mattoni per formare il lessico (livello morfologico). Come la maggior parte delle lingue pianificate, le lingue segrete sono regolari e agglutinanti (i morfemi sono invariabili) – a differenza dell’italiano. 4. infine, vengono tradotte nella lingua segreta le prime parole che possono provenire dall’italiano o dalle lingue di casa. 24 (cc) 2016 F Gobbo
  25. 25. esempio di regola semplice: via le doppie! © 2015 F Gobbo
  26. 26. Questione di semplicità Il ricercatore e l’insegnante hanno deciso che la strategia “classica” dell’inversione (leggere da destra a sinistra, trasformare i prefissi in suffissi, mettere gli articoli a destra) poteva essere troppo difficile. La strategia seguita è stata quella di togliere nessi consonantici difficili da pronunciare e ridurre le vocali da cinque a tre, seguendo l’esempio delle lingue semitiche. Questo rende la lingua segreta rapidamente e con una serie di regole di trasformazione di immediata comprensione: per es. e → a. 26 (cc) 2016 F Gobbo
  27. 27. Fase 2: il lessico ■ 1. prendere una parola dell’italiano o di altra lingua a piacere; ■ 2. scriverla nel nuovo alfabeto, adattandone i suoni; ■ 3. analizzare i mattoncini (morfemi, generi, tempo, ecc.) ■ 4. se il risultato è nuovo, vai a 5a; altrimenti, vai a 5b. ■ 5a. aggiungere la parola nuova nel lessico, con alfabeto proprio, trascrizione in alfabeto latino e traduzione in italiano; ■ 5b. ritrovare la parola nel lessico; ■ 6. ‘ricalcolare’ le parole derivate morfologicamente; ■ 7. scrivere il paradigma della parola nuova. 27 (cc) 2016 F Gobbo
  28. 28. Esempi di analisi dei mattoncini delle parole (1/2) © 2015 C Bonazzoli
  29. 29. Esempi di analisi dei mattoncini delle parole (2/2) © 2015 C Bonazzoli
  30. 30. Paradigma di ‘drago’ e ‘gatto’ © 2015 C Bonazzoli
  31. 31. Esempio di lessico Gatlòik © 2016 C Bonazzoli
  32. 32. Il messaggio di Natale del ricercatore… © 2015 C Bonazzoli
  33. 33. …e la risposta dei bambini! © 2015 F Gobbo
  34. 34. Esempio di messaggio di Natale © 2015 F Gobbo
  35. 35. Esempio di filastrocca di Natale bilingue © 2015 C Bonazzoli
  36. 36. La fase 3 di valutazione: la stella marina Nell’ambito delle metodologie agili per la programmazione del software una grande importanza viene data alle restrospettive, un momento in cui i membri del gruppo rivedono insieme cosa è andato bene e cosa no. La tecnica della stella marina permette a tutti di esprimersi e di vedere quali sono le esigenze che emergono dal gruppo. È facile e divertente, e può essere usata tranquillamente in una classe quarta. 36 (cc) 2016 F Gobbo
  37. 37. Esempio di retrospettiva aziendale © Linkedin Kristian Sørensen
  38. 38. La stella marina in divenendo… © 2016 C Bonazzoli
  39. 39. …e la stella marina completa! © 2016 C Bonazzoli
  40. 40. Trasporto della stella marina © 2016 C Bonazzoli
  41. 41. Contare i post-it per valutare insieme © 2016 C Bonazzoli
  42. 42. Le indicazioni piú importanti ■ vogliamo parlare in Gatlòik; ■ piú poesie, meno filastrocche; ■ no al genere marcato in tutti i nomi (introdurre il neutro); ■ indovinelli da scrivere in piccoli gruppi a coppie; ■ fare esclamazioni e interiezioni. 42 (cc) 2016 F Gobbo
  43. 43. Quante parole in Gatlòik a Maggio 2016? © 2016 C Bonazzoli
  44. 44. Grazie per l’attenzione! Domande? Commenti?  ⟨F.Gobbo@uva.nl⟩  @goberiko  federico.gobbo  +FedericoGobbo  http:/federicogobbo.name/pub/ 44 (cc) 2016 F Gobbo

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