Criticità degli usi didattici delle tecnologie

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Pubblico questa vecchia presentazione perchè rileggendola mi accorgo quanto sia ancora (e purtroppo) attuale

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Criticità degli usi didattici delle tecnologie

  1. 1. Le criticità nell’apprendimento con le tecnologie Sistema Copernicus Gruppo Pedagogico 28 aprile 2005 Contributo di G.Marconato
  2. 2. Due livelli di criticità <ul><li>Strategico </li></ul><ul><li>Pedagogico </li></ul>
  3. 3. Criticità di tipo strategico <ul><li>Approccio guidato dalla tecnologia </li></ul><ul><li>Apprendimento dimenticato o posto in secondo piano </li></ul>
  4. 4. … fatti… <ul><li>Si promuove la conoscenza delle tecnologie disgiunta dal suo senso didattico </li></ul><ul><li>Si da un senso didattico alle tecnologie come sostituti di strumenti analogici </li></ul><ul><li>Si parla prevalentemente di tecnologia </li></ul><ul><li>Si utilizzano concetti e lessico tecnologici </li></ul><ul><li>Si ha una forte presenza di competenze tecnologiche </li></ul><ul><li>Si realizzano azioni di sviluppo di tecnologia piuttosto che di uso di tecnologia </li></ul>
  5. 5. La conseguenza <ul><li>Le tecnologie sono presentate come la soluzione, come la risposta, ma … </li></ul><ul><li>Quale è il problema, quale è la domanda? </li></ul>
  6. 6. Il caso “e-learning” <ul><li>electronic-learning? </li></ul><ul><li>Esiste l’apprendimento elettronico? </li></ul><ul><li>oppure </li></ul><ul><li>esiste solo l’apprendimento </li></ul><ul><li>ed i metodi e gli strumenti che lo possono promuovere, sostenere, migliorare? </li></ul>
  7. 7. Il senso della tecnologia <ul><li>La tecnologia diventa </li></ul><ul><ul><li>Il fine </li></ul></ul><ul><ul><li>Non lo strumento </li></ul></ul>
  8. 8. Criticità di tipo pedagogico <ul><li>Utilizzo di un paradigma pedagogicamente debole che non massimizza le più aggiornate ricerche sull’apprendimento ed il contributo che possono dare le tecnologie </li></ul>
  9. 9. Uso delle tecnologie nell’e-learning <ul><li>Sviluppo di contenuti didattici a differente livello di sofisticazione digitale </li></ul><ul><li>Immagazinazione e distribuzione di files digitali </li></ul><ul><li>Comunicazione come accessorio del dispositivo didattico </li></ul><ul><li>Funzionalità organizzative e gestionali del processo didattico </li></ul>
  10. 10. Cosa è importante in un processo di apprendimento ? <ul><li>Chi apprende svolge un ruolo attivo </li></ul><ul><ul><li>Nella ricerca di informazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Nella loro valutazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Nel loro uso </li></ul></ul><ul><li>Si collabora </li></ul><ul><li>Si svolgono attività (reali) di apprendimento </li></ul><ul><ul><li>Mentali </li></ul></ul><ul><ul><li>Materiali </li></ul></ul>
  11. 11. Perchè usare le tecnologie? <ul><li>Collaborare </li></ul><ul><li>Ricercare informazioni </li></ul><ul><li>Analizzare, comparare, diagnosticare </li></ul><ul><li>Riflettere </li></ul><ul><li>Rappresentare conoscenza </li></ul><ul><li>Comunicare </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Risolvere problemi </li></ul><ul><li>Vivere una esperienza di apprendimento in una dimensione sociale, in una comunità </li></ul><ul><li>Costruire artefatti </li></ul><ul><li>Sviluppare competenze sociali e metacognitive </li></ul><ul><li>Costruire significati </li></ul>
  13. 13. Come? Prime idee per un paradigma <ul><li>Technology-enhanced Learning </li></ul>
  14. 14. Slogan….. <ul><li>Le tecnologie al servizio dell’apprendimento </li></ul><ul><li>Le tecnologie che migliorano l’apprendimento </li></ul><ul><li>Prima l’apprendimento e poi le tecnologie </li></ul><ul><li>Prima l’apprendimento e poi l’insegnamento </li></ul>
  15. 15. Technology-enhanced Learning <ul><li>Concetti guida </li></ul><ul><li>Strumenti </li></ul>
  16. 16. Concetti guida <ul><li>Apprendimento situato </li></ul><ul><li>Comunità di pratica </li></ul><ul><li>Conoscenza distribuita </li></ul>
  17. 17. Apprendimento situato <ul><li>la conoscenza esiste solo in relazione ad un contesto di utilizzo </li></ul><ul><li>“ situato” non significa che qualcosa è concreto e particolare o che non è generalizzabile ed immaginario. Implica che una determinata pratica sociale è interconnessa in molti modi con altri aspetti dei processi sociali in corso nei sistemi di attività a molti livelli e particolarità e generalità. J. Lave (1991) </li></ul>
  18. 18. Comunità di pratica <ul><li>l’apprendimento è visto come il processo di entrata in una comunità, un imparare ad usare gli strumenti come li usa l’esperto fino a condividerne le “pratiche” (gli strumenti, la cultura) di quella comunità. </li></ul><ul><li>l’apprendimento non è l’acquisizione di una struttura cognitiva ma l’accresciuta padronanza delle regole di partecipazione alla prestazione esperta (Lave e Wenger) </li></ul>
  19. 19. Conoscenza distribuita <ul><li>La conoscenza umana e la sua rappresentazione non è confinata (localizzata) nella mente di un individuo ma è presente (“distribuita”) nella mente di più persone, negli strumenti e negli artefatti presenti nell’ambiente (Salomon, 1993, Hutchins, 1995) </li></ul>
  20. 20. Lo scopo di un sistema educativo <ul><li>non è come favorire la memorizzazione o la “conoscenza” a livello individuale, ma </li></ul><ul><li>come accrescere l’abilità delle persone di agire in un “sistema cognitivo” ampio e di stabilire adeguate relazioni tra tutte le componenti dell’ambiente che sono portatrici della conoscenza utile per fronteggiare una situazione </li></ul>
  21. 21. Strumenti di un sistema TeL <ul><li>Ambiente di apprendimento </li></ul><ul><li>Strategie didattiche </li></ul><ul><li>Attività di apprendimento </li></ul><ul><li>Risorse per l’apprendimento </li></ul>
  22. 22. 1) Ambiente di apprendimento <ul><li>Progettare l’insegnamento significa creare le condizioni per poter fare esperienze di apprendimento. </li></ul><ul><li>non un “corso”, ma un insieme di risorse che supportano il compito di apprendimento, “ … un luogo dove le persone possono lavorare assieme e supportarsi l’un l’altro mentre usano una varietà di strumenti e di risorse informative nel loro compito di conseguire gli obiettivi di apprendimento e di risolvere problemi ” ( Wilson , 1996). </li></ul>
  23. 23. Un “ambiente di apprendimento” è un luogo dove <ul><li>viene data la possibilità agli allievi di </li></ul><ul><ul><li>determinare i propri obiettivi di apprendimento, </li></ul></ul><ul><ul><li>di scegliere le attività da svolgere, </li></ul></ul><ul><li>viene dato accesso a risorse informative ed a strumenti </li></ul><ul><li>è possibile lavorare con supporto e guida </li></ul>
  24. 24. <ul><li>Chi apprende in un “ambiente d’apprendimento” autentico, si impegna in una molteplicità di attività differenti nel perseguimento di altrettanto molteplici obiettivi di apprendimento, con il formatore a svolgere il ruolo di allenatore (coach) e di facilitatore (Perkins,1991). </li></ul>
  25. 25. <ul><li>In questo contesto, l’apprendimento è sostenuto, ma non controllato e diretto; un “ambiente d’apprendimento” è, così, un luogo dove l’apprendimento è stimolato e supportato (Wilson, 1996). </li></ul>
  26. 26. 2) Strategie didattiche <ul><li>La strategia didattica è un insieme di attività finalizzata a facilitare il compito di apprendimento in un contesto di &quot;costruzione guidata&quot; di conoscenza (Goodyear, 2001) </li></ul><ul><ul><li>chi apprende svolge un ruolo attivo reale nel proprio apprendimento </li></ul></ul><ul><ul><li>importanza di un ruolo esterno di orientamento e sostegno al lavoro di chi apprende </li></ul></ul>
  27. 27. Esempi di strategie didattiche <ul><li>ambienti di apprendimento generativo </li></ul><ul><li>flessibilità cognitiva </li></ul><ul><li>istruzione ancorata </li></ul><ul><li>apprendimento per progetti e problemi </li></ul><ul><li>apprendimento riflessivo </li></ul><ul><li>mappe concettuali </li></ul><ul><li>apprendimento attraverso scoperta ed interrogazione </li></ul>
  28. 28. Strategie costruttivistiche <ul><li>realizzano i principi che l’apprendimento: </li></ul><ul><ul><li>è collegato all’esecuzione di attività e non è possibile con atteggiamenti passivi </li></ul></ul><ul><ul><li>è una attività non individuale ma collettiva </li></ul></ul><ul><ul><li>si sviluppa attraverso “attività” reali che sono mediate dalla comunicazione, dal dialogo, dalla negoziazione di significati, dalla riflessione </li></ul></ul><ul><ul><li>non è una semplice memorizzazione e ripetizione di contenuti </li></ul></ul>
  29. 29. 3) Attività di apprendimento <ul><li>Il principio cognitivo su cui si fondano è che non si impara leggendo o ascoltando, ma pensando e facendo: l’apprendimento cosciente e l’attività sono interattive ed interdipendenti (non si può agire senza pensare o pensare senza agire) (Leontiev) </li></ul><ul><li>L’attività ed il pensiero cosciente sono i meccanismi centrali dell’apprendimento </li></ul>
  30. 30. Attività di apprendimento <ul><li>Le attività di apprendimento devono essere autentiche : </li></ul><ul><ul><li>presentare molte delle richieste cognitive che la situazione reale richiede </li></ul></ul><ul><ul><li>lavorare su problemi da risolvere </li></ul></ul><ul><ul><li>utilizzare il pensiero critico </li></ul></ul><ul><ul><li>svolgere attività ancorate in usi reali </li></ul></ul>
  31. 31. 4) Risorse per l’apprendimento <ul><li>Attività </li></ul><ul><li>Contenuti </li></ul><ul><li>Tools tecnologici </li></ul><ul><li>Faciliatori </li></ul><ul><li>“ Pari” </li></ul>
  32. 32. Contenuti <ul><li>In un “ambiente d’apprendimento” non sono completamente definiti: chi apprende è la persona migliore a decidere cosa è significativo per lui stesso </li></ul><ul><li>sono “aperti” </li></ul><ul><ul><li>Non pre-strutturati o “impacchettati”, ma </li></ul></ul><ul><ul><li>Aperti, da aggregare da parte dell’utilizzatore </li></ul></ul>
  33. 33. Contenuti – knowledge base <ul><li>raccolta di documenti di diverso formato digitale </li></ul><ul><li>rappresentano articolati e differenziati punti di vista sui temi rilevanti all’interno del dominio di conoscenza delle aree disciplinari coinvolte nel processo </li></ul><ul><li>documentazione di base o di riferimento che va utilizzata per svolgere le “attività” o per risolvere i “problemi” che strutturano il percorso formativo </li></ul>
  34. 34. Contenuti <ul><li>Apprendere con il supporto di una “knowledge base”, consente approcci personali ai compiti d’apprendimento e stimola a costruire rappresentazioni della conoscenza altrettanto personali e, per questo, meglio integrata nella struttura cognitiva della persona </li></ul>
  35. 35. Tools tecnologici per <ul><li>il trattamento di informazioni ( processing tools) </li></ul><ul><li>la ricerca di informazioni (seeking tools) </li></ul><ul><li>la raccolta di informazioni (collection tools) </li></ul><ul><li>la rappresentazione di relazioni tra concetti, fatti… (organisation tools) </li></ul><ul><li>collegare vecchie e nuove conoscenze, per costruire nuova conoscenza (integration tools) </li></ul><ul><li>creare (generation tools) </li></ul><ul><li>comunicare (communication tools) </li></ul>
  36. 36. Faciliatori dell’apprendimento <ul><li>L’insegnante </li></ul><ul><ul><li>da “esperto della disciplina” </li></ul></ul><ul><ul><li>a “esperto dell’apprendimento” </li></ul></ul><ul><li>da </li></ul><ul><ul><li>organizzatore e trasmettitore di informazioni a </li></ul></ul><ul><ul><li>facilitatore dell’apprendimento. </li></ul></ul>
  37. 37. Faciliatori dell’apprendimento: competenze <ul><li>guida delle persone che apprendono all’approccio alla conoscenza rilevante, orienta e sostiene l’esplorazione personale (è, quindi, un “esperto” della materia che non seleziona i segmenti rilevanti che gli allievi devono studiare ma che traccia possibili strade per esplorare i diversi domini di conoscenza); </li></ul><ul><li>sostegno negli approcci individuali all’appropriazione e costruzione della conoscenza ed allo studio indipendente (è, quindi, un esperto della dimensione individuale in cui avviene il processo d’apprendimento); </li></ul>
  38. 38. <ul><li>gestione della dimensione sociale e collaborativa in cui il significato viene costruito (è, anche, un esperto dei processi sociali attraverso i quali si ha la costruzione di significato) </li></ul><ul><li>selezione ed utilizzo dei supporti tecnologici che rendono possibile il perseguimento delle finalità sopra indicate (conosce la tecnologia per utilizzarla didatticamente). </li></ul>
  39. 39. “ Pari”: partner per <ul><li>Collaborare </li></ul><ul><li>Comunicare </li></ul><ul><li>Costruire </li></ul><ul><li>Riflettete </li></ul><ul><li>Mettere in comune esperienza </li></ul><ul><li>…………… . </li></ul>
  40. 40. I tre pilastri del TeL <ul><li>Le tecnologie come strumenti cognitivi </li></ul><ul><li>Engaged Learner </li></ul><ul><li>Activity-based Learning </li></ul>
  41. 41. A) Tecnologie come nastri trasportatori <ul><li>Le tecnologie sono state usate come “trasportatori” di conoscenza/informazioni </li></ul><ul><li>un “esperto” della materia progetta e sviluppa le sequenze d’istruzione e riversa il tutto su supporto digitale </li></ul><ul><li>chi insegnava all’allievo non è più l’insegnante biologico ma l’insegnante digitale: chi insegna è la tecnologia </li></ul><ul><li>si apprende dalla tecnologia </li></ul>
  42. 42. “ No-significative Difference” <ul><li>La stragrande maggioranza delle ricerche non pubblicate e la maggioranza di quelle pubblicate nel campo dell’utilizzo delle tecnologie come “nastri trasportatori” di conoscenza dimostrano (Russel, 1999) che il loro utilizzo non ha prodotto alcuna differenza significativa in termini di apprendimento </li></ul>
  43. 43. Perchè? <ul><li>non è possibile prevedere con accuratezza il comportamento di un organismo complesso come è la mente di una persona </li></ul><ul><li>e’ necessario ripensare l’utilizzazione delle tecnologie come mediatrici dell’apprendimento </li></ul>
  44. 44. Le tecnologie come strumenti cognitivi <ul><li>attrezzi cognitivi, strumenti che aiutano le persone a trascendere i limiti della propria mente </li></ul><ul><ul><li>come la memoria, </li></ul></ul><ul><ul><li>il pensiero, </li></ul></ul><ul><ul><li>la capacità di risolvere problemi, </li></ul></ul><ul><ul><li>ad organizzare ed a rappresentare ciò che sanno </li></ul></ul><ul><li>e ad amplificare il modo di pensare </li></ul>
  45. 45. Le tecnologie come strumenti cognitivi <ul><li>Quando si utilizzano le tecnologie come partner ( apprendere con le tecnologie ), si scaricano sul computer alcuni carichi cognitivi improduttivi correlati a compiti di memorizzazione, lasciando libera la persona che apprende di pensare in modo maggiormente produttivo </li></ul>
  46. 46. Le tecnologie come strumenti cognitivi <ul><li>Cognitve tools sono: </li></ul><ul><ul><li>i database </li></ul></ul><ul><ul><li>i fogli di calcolo </li></ul></ul><ul><ul><li>i network semantici </li></ul></ul><ul><ul><li>i sistemi esperti </li></ul></ul><ul><ul><li>gli strumenti per lo sviluppo di applicazioni multimediali </li></ul></ul><ul><ul><li>i micromondi </li></ul></ul><ul><ul><li>gli strumenti di visualizzazione </li></ul></ul><ul><ul><li>i sistemi di comunicazione </li></ul></ul><ul><ul><li>………………………… .. </li></ul></ul>
  47. 47. Le tecnologie come strumenti cognitivi <ul><li>L’esecuzione di attività, o “compiti d’apprendimento” porta lo studente a sviluppare una comprensione profonda dell’oggetto dello studio e, nel contempo, favoriscono lo sviluppo di abilità di pensiero </li></ul><ul><li>Chi utilizza questi strumenti, pensa in modo più profondo ai contenuti che sta apprendendo e sviluppa una maggior comprensione, un apprendimento più stabile ed una maggior facilitazione del transfer in situazioni d’uso reale, (Jonassen 1998) </li></ul>
  48. 48. Le tecnologie come strumenti cognitivi <ul><li>Gli “strumenti cognitivi” </li></ul><ul><ul><li>non hanno lo scopo di rendere più facile il compito di apprendimento , ma richiedono a chi apprende di pensare in modo più “duro” ai contenuti oggetto dello studio </li></ul></ul><ul><ul><li>sono strumenti di riflessione ed amplificazione cognitiva che aiutano lo studente a costruire la sua propria realtà </li></ul></ul>
  49. 49. B) Engaged Learner <ul><li>La persona che apprende </li></ul><ul><li>Svolge un ruolo di “governo” del proprio apprendimento </li></ul><ul><li>E’ impegnata mentalmente e fisicamente </li></ul><ul><li>Svolge continue “attività di apprendimento” </li></ul><ul><li>Si impegna in attività individuali e (soprattutto) collaborative </li></ul><ul><li>Agisce in un ambiente (di apprendimento) ricco di risorse </li></ul>
  50. 50. C) Activity-based Learning <ul><li>Il paradigma proposto è basato su “attività di apprendimento e tutto ruota attorno </li></ul><ul><ul><li>Contenuti </li></ul></ul><ul><ul><li>Strumenti </li></ul></ul><ul><ul><li>Comportamento degli “allievi” </li></ul></ul><ul><ul><li>Comportamento dei “docenti” </li></ul></ul>
  51. 51. Per concludere
  52. 52. Le tecnologie……. <ul><li>Non vanno considerate come strumenti per il trasferimento di informazioni ma come strumenti cognitivi </li></ul><ul><li>Non vanno usate solo per accedere informazioni ma per supportare e facilitare collaborazione e socializzazione </li></ul><ul><li>Devono impegnare la persona che apprende in attività cognitive e pratiche </li></ul>
  53. 53. Le tecnologie ……. <ul><li>Non devono guidare e dirigere chi apprende ma sono strumenti con cui chi apprende può interagire e che gli richiedono partecipazione attiva </li></ul><ul><li>Non hanno valore solo perchè semplificano e rendono più efficienti le attività professionali , ma anche perchè sono strumenti che migliorano l’esperienza di apprendimento </li></ul>

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