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VOCAZIONE DI SANVOCAZIONE DI SAN
MATTEOMATTEO
1599-1600
ROMA, Chiesa di San Luigi dei Francesi
Cappella Contarelli
olio su...
“Gesù se ne andò dalla città e vide un
esattore delle imposte nel suo ufficio:
il suo nome era Matteo.
Gli disse: “Seguimi...
La scena si svolge in un ambiente spoglio e
male illuminato in cui l’unico mobilio è
costituito da un tavolo e da alcune s...
Su una
parete si apre
un’alta
finestra i cui
vetri sono
oscurati da
una carta
giallognola.
a cura del prof. Giuseppe Torch...
Attorno al
tavolo sono
seduti cinque
uomini: Matteo
(al centro) e gli
altri gabellieri.
a cura del prof. Giuseppe Torchia
Nella stanza sono
appena entrati due
estranei, fermi in
piedi davanti ai
cinque esattori. Uno
dei due è Cristo che
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L’uomo indicato è
l’esattore delle imposte
Levi (Matteo) . Questi,
forse abbagliato dalla
luce che irrompe
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Gli altri personaggi
seduti manifestano
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diversi. I due
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volgono lo sguardo
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sinistra sono
raffigurati nell’atto
di contare i soldi. Il
vecchio con bavero
di pelliccia ...
La composizione
Il dipinto si può dividere in due parti
contrapposte: sulla sinistra, il gruppo dei cinque
uomini seduti i...
Anche i costumi accentuano la contrapposizione
dei due gruppi. Da una parte, Matteo e i gabellieri
abbigliati elegantement...
Dall’altra, scalzi e avvolti
in abiti antichi, Cristo e
san Pietro.
L’ assenza di
calzature
simboleggia
l’ideale di
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I due blocchi sono separati da uno
spazio vuoto al centro della
raffigurazione, colmato soltanto
dalla mano destra di Cris...
Il realismo caravaggesco
Nel dipinto di Caravaggio per la prima
volta un episodio sacro viene
raffigurato in modo realisti...
La luce
Il fascio di luce intensa che proviene dalle spalle
di Gesù non è prodotta dall’apertura della porta da
cui sono e...
Appunti sparsi
La tela è collocata in una
chiesa francese. All’epoca
della sua realizzazione il re di
Francia, Enrico IV,
...
Fonte:
Federico Zeri, Vocazione di San Matteo,
1998, RCS Libri, Milano
Caravaggio, Vocazione di San Matteo
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Caravaggio, Vocazione di San Matteo

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  • @Pietro Cicconi Conosco le obiezioni fatte all'identificazione di Matteo con l'uomo barbuto. Tuttavia ho trovato più convincenti le ragioni addotte a sostegno di questa tesi sostenuta da più di quattro secoli. Tali ragioni sono state recentemente ben espresse dal prof. Roberto Filippetti, docente di “Iconologia e iconografia cristiana” presso l’Università Europea di Roma. Egli scrive: " Nell'epoca di Caravaggio il contenuto di un quadro commissionato per una chiesa è un valore non disponibile all'interpretazione del critico. In quanto “Bibbia dei poveri” il messaggio artistico deve essere chiaro per tutti. La barba è uno dei connotati iconologici di Matteo. Così nella Maestà di Duccio, così in Giotto. Dal Trecento gotico al Seicento post-tridentino il pittore deve rendere immediatamente riconoscibile il personaggio principale e Caravaggio rappresenta Matteo sempre barbuto nelle tre tele della cappella Contarelli che raccontano la sua vita dalla Vocazione alla scena di san Matteo con l’Angelo e a quella del Martirio dell’evangelista. Risulta estremamente realistico inoltre riscontrare come, in sequenza, con il passare degli anni in Matteo progredisca la calvizie. Se l’indice del barbuto sembra rimandare al ragazzo imberbe è perché (...) Caravaggio ha immaginato un pellegrino che osservi ponendosi al di qua della balaustra, dunque diagonalmente rispetto alla tela. E da questa postazione è evidente che il barbuto punta l’indice su di sé. D’altra parte, è mai possibile che il “chiamato” Matteo continui a farsi i fatti propri contando i soldi e non si giri di schianto verso Colui che irrompe? Come si fa a dire che questo sarebbe più caravaggesco e più aderente al Vangelo? Infine un elemento schiacciante di conferma: il barbuto Matteo è il sosia di Enrico IV, il re di Francia anche lui barbuto che, pochi anni prima che Caravaggio dipingesse questo quadro, era tornato alla fede cattolica, abbandonando l’eresia ugonotta. "
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  • sono sempre dell'idea che Levi non ancora Matteo sia il personaggio chino
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Caravaggio, Vocazione di San Matteo

  1. 1. VOCAZIONE DI SANVOCAZIONE DI SAN MATTEOMATTEO 1599-1600 ROMA, Chiesa di San Luigi dei Francesi Cappella Contarelli olio su tela cm. 322 x cm.340 a cura del prof. Giuseppe Torchia
  2. 2. “Gesù se ne andò dalla città e vide un esattore delle imposte nel suo ufficio: il suo nome era Matteo. Gli disse: “Seguimi’”, ed egli si alzò e lo seguì. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  3. 3. La scena si svolge in un ambiente spoglio e male illuminato in cui l’unico mobilio è costituito da un tavolo e da alcune sedie: è l’ufficio dove si riscuotono le gabelle. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  4. 4. Su una parete si apre un’alta finestra i cui vetri sono oscurati da una carta giallognola. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  5. 5. Attorno al tavolo sono seduti cinque uomini: Matteo (al centro) e gli altri gabellieri. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  6. 6. Nella stanza sono appena entrati due estranei, fermi in piedi davanti ai cinque esattori. Uno dei due è Cristo che con il braccio proteso indica il personaggio seduto al centro del tavolo. L’altro è san Pietro che con un gesto meno evidente ribadisce il gesto del compagno. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  7. 7. L’uomo indicato è l’esattore delle imposte Levi (Matteo) . Questi, forse abbagliato dalla luce che irrompe improvvisamente nella stanza, sembra arretrare con un leggero moto di stupore e indicando se stesso con la mano sinistra sembra rispondere: “Chi io? ”.* * Questa è l'interpretazione più accreditata del gesto di Matteo ma osservando la direzione segnata dall'indice della mano sembra che il personaggio stia chiedendo a Cristo se si sta rivolgendo a lui o a chi sta alla sua destra. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  8. 8. Gli altri personaggi seduti manifestano comportamenti diversi. I due giovani con la berretta piumata volgono lo sguardo verso gli estranei. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  9. 9. Gli altri due personaggi sulla sinistra sono raffigurati nell’atto di contare i soldi. Il vecchio con bavero di pelliccia scruta il conteggio del giovane chino sul tavolo. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  10. 10. La composizione Il dipinto si può dividere in due parti contrapposte: sulla sinistra, il gruppo dei cinque uomini seduti intorno al tavolo forma un blocco orizzontale; sulla destra, le figure di Cristo e san Pietro seguono un andamento verticale.
  11. 11. Anche i costumi accentuano la contrapposizione dei due gruppi. Da una parte, Matteo e i gabellieri abbigliati elegantemente nello stile dell’epoca di Caravaggio. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  12. 12. Dall’altra, scalzi e avvolti in abiti antichi, Cristo e san Pietro. L’ assenza di calzature simboleggia l’ideale di povertà a cui devono ispirarsi coloro che si convertono al cattolicesimo.
  13. 13. I due blocchi sono separati da uno spazio vuoto al centro della raffigurazione, colmato soltanto dalla mano destra di Cristo * che crea fra di essi un collegamento. * Si noti nell'immagine sotto come la mano di Cristo riproduce quella di Adamo dipinta nella volta della Sistina da Michelangelo.
  14. 14. Il realismo caravaggesco Nel dipinto di Caravaggio per la prima volta un episodio sacro viene raffigurato in modo realistico e trasposto nel presente. I personaggi attorno al tavolo vestono abiti contemporanei e si trovano in uno spazio che gli osservatori dell’epoca potevano riconoscere come uno dei tanti luoghi di ritrovo, una taverna romana del 1600. L’artista in questo modo intendeva esprimere una religiosità alla portata degli strati popolari, umili, poveri e peccatori compresi. La “vocazione di san Matteo” veniva così a rappresentare un evento che poteva compiersi per qualsiasi uomo del suo tempo, in qualsiasi momento.
  15. 15. La luce Il fascio di luce intensa che proviene dalle spalle di Gesù non è prodotta dall’apertura della porta da cui sono entrati Cristo e San Pietro. E’ una luce simbolica non fisica. Rappresenta la Grazia cioè l’offerta di salvezza dell’anima. Salvezza che è accolta da coloro che volgono lo sguardo verso di essa mentre i due gabellieri che restano chini a contare avidamente il denaro sono destinati a perdersi.
  16. 16. Appunti sparsi La tela è collocata in una chiesa francese. All’epoca della sua realizzazione il re di Francia, Enrico IV, protestante, si era da poco convertito al cattolicesimo. Egli era, per la Chiesa, un peccatore illuminato dalla grazia divina. Radiografie effettuate nel 1951 hanno rivelato che la figura di Pietro è stata aggiunta successivamente alla prima stesura. Il suo inserimento richiama il ruolo vicario della Chiesa cioè di rappresentante di Cristo sulla terra a cui spetta il compito d’interpretare le Sacre Scritture. La presenza degli occhiali sono una dimostrazione della cura scrupolosa che Caravaggio dedica ad ogni dettaglio del dipinto. Già in uso da un paio di secoli, gli occhiali cominciano ad apparire nella ritrattistica fiamminga. Simbolicamente essi potrebbero rappresentare la “miopia” che deriva dall’essere accecati dal denaro. Caravaggio dipingeva senza disegno preparatorio. Tracciava soltanto le linee essenziali delle figure o degli oggetti. Per far questo utilizzava una punta dura con la quale praticava alcune incisioni sulla preparazione ancora fresca. a cura del prof. Giuseppe Torchia
  17. 17. Fonte: Federico Zeri, Vocazione di San Matteo, 1998, RCS Libri, Milano

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