Calcio vs ricerca: una metafora che funziona?

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Intervento di Giuseppe De Nicolao (qui il video: http://www.youtube.com/watch?v=rtwmomBXLOM&list=PLl3Y8o3oEv4LQY4HJ6sx61lYa9qZoirtA&index=7) presentato nel corso dell'incontro "I Totti della ricerca", Università la Sapieinza, Roma, 27 maggio 2013 (qui tutti i video dell'evento: http://www.youtube.com/playlist?list=PLl3Y8o3oEv4LQY4HJ6sx61lYa9qZoirtA).
Francesco Totti è considerato uno dei migliori calciatori italiani in attività. La sua carriera si è svolta interamente presso l’AS Roma ed è culminata con la conquista della coppa del mondo nel 2006. Francesco Totti sicuramente dà lustro all’Italia. L’emergere di un Totti non è stata casuale, ma il frutto di un vivaio ben coltivato e favorito costruendogli attorno sia una squadra vincente che strutture di supporto adeguate (massaggiatori, tecnici, etc.). Nello stesso modo per far emergere le eccellenze nella ricerca italiana è necessario creare un tessuto di supporto, una squadra vincente che permetta di essere competitivi nelle sfide della scienza. Il 27 maggio 2013, Marco Bella (video) e Rosario Coco hanno coordinato un incontro con tre scienziati italiani con lo scopo di raccontare le loro storie, di chi gioca all’estero e di chi ancora tra molte difficoltà gioca in Italia e, sopratutto, di come hanno superato gli ostacoli per finanziare le proprie ricerche. I tre scienziati erano Paolo Melchiorre dal 2009 presso ICIQ, Tarragona e titolare di un grant ERC da 1,5 ML di Euro, Giorgio Parisi (Università Sapienza), vincitore nel 2010 della medaglia Plank e che, per fortuna, “gioca” ancora in Italia come pure gioca in Italia Irene Bozzoni (Università Sapienza, cui si deve una scoperta fondamentale verso una possibile cura della distrofia di Durchenne, il cui brevetto è stato acquisito da una compagnia olandese. In rappresentanza di ROARS, ha partecipato all’incontro anche Giuseppe De Nicolao che nel suo intervento si è interrogato sulla validità della metafora della competizione sportiva come possibile chiave interpretativa delle dinamiche della ricerca scientifica e dei suoi protagonisti.

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Calcio vs ricerca: una metafora che funziona?

  1. 1. Calcio vs ricerca Una metafora che funziona? Giuseppe De Nicolao Università di Pavia I Totti della Ricerca Dipartimento di Chimica, Sapienza Università di Roma, Lunedì 27 Maggio 2013 Ore 15:00
  2. 2. Calcio vs ricerca Una metafora che funziona?
  3. 3. • Scopo: vincere scudetto/coppa campioni/coppa del Mondo/Pallone d'Oro, entrare in serie A oppure nella fase finale della Champions • Ingaggiare i fuoriclasse. • The winner takes all: Inutile disperdere risorse. • Siamo tutti CT della nazionale perché abbiamo tutti dato calci ad un pallone. • Totti è un fuoriclasse: nominiamolo CT della nazionale • Scopo: vincere il Nobel, entrare nelle prime 100 università della classifica di Shanghai, entrare nei Top Italian Scientists (h-index > 30) • Finanziare solo i progetti dei fuoriclasse • Concentrare le risorse in pochi atenei • Sappiamo come si dovrebbe fare perché siamo tutti ricercatori. • Bibliometria fai-da-te inventata da ricercatori eccellenti nel loro campo, ma inesperti di valutazione.
  4. 4. Calcio vs ricerca Una metafora che non funziona?
  5. 5. La magia dei rankings • Meritocrazia: il potere ai migliori ci salverà (in rosso le parole magiche) • Una superstizione: credere che l'essere "migliore" sia un attributo della persona/istituzione. Sceglierei il CT della nazionale in base alle classifiche marcatori? • Facile ordinare dei punti su una retta, ma per descrivere la realtà non basta una retta. • Gli stessi elementi (ricercatori, dipartimenti, atenei) possono/devono essere classificati in modo diverso a seconda degli scopi. Dove stanno le università italiane nella classifica mondiale dell'efficienza? (articoli per unità di finanziamento, per esempio) • Juventus è meglio di Chievo? La mistica della vittoria ad ogni costo nasconde il rapporto costi/benefici
  6. 6. Un’altra magia: lo sgocciolamento (trickle-down)
  7. 7. Governments and universities must stop obsessing about global rankings and the top 1% of the world's 15,000 institutions. Instead of simply rewarding the achievements of elites and flagship institutions, policy needs to focus on the quality of the system-as-a-whole. There is little evidence that trickle-down works. * Professor Ellen Hazelkorn is Vice President of research and enterprise, dean of the Graduate Research School and head of the Higher Education Policy Research Unit (HEPRU) at the Dublin Institute of Technology in Ireland. Her book Rankings and the Reshaping of Higher Education. The Battle for World-Class Excellence, is published by Palgrave MacMillan, 2011.
  8. 8. La sindrome della zattera: mangiare i più deboli per sopravvivere
  9. 9. Calcio vs sanità • Concentrare le risorse in pochi ospedali per farli primeggiare nelle classifiche mondiali? • Non si tratta di vincere una gara ma di garantire il diritto alla salute di tutti. • Perché dovrei finanziare con le mie tasse un ospedale "eccellente" che curerà pochi pazienti?
  10. 10. • La ricerca serve per vincere una gara oppure serve alla crescita culturale e economica di tutta la società? • Quale strategia: innaffiare abbondantemente pochi ricercatori/centri e lasciar deperire gli altri? • Se ho poche risorse, quali sono le classifiche giuste? Quelle che guardano ai soli risultati senza tener conto dei costi?
  11. 11. Metafora finale La ricerca scientifica è un tessuto dagli intrecci complessi e delicati, cresciuti nel corso di secoli. Più adatto al bisturi di un esperto chirurgo conscio dei limiti della scienza medica che ad apprendisti stregoni che promettono miracoli brandendo un coltellaccio da cucina mentre recitano parole magiche dai presunti effetti taumaturgici.

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