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Perlappunto numero 0

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Perlappunto numero 0

  1. 1.  PERLAPPUNTO n.1 VERSIONE 1.7 design Simone Cingano 112 pagine interne + 4 pagine copertinaPERLAPPUNTO 1
  2. 2. PERLAPPUNTO PERLAPPUNTOn.1 AUTUNNO2009 Hannocollaboratoaquestonumero l’Università degli Studi di Genova il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Genova l’associazione culturale Il Rasoio il sito internet www.benessere.com Hannoprestatoilloropreziososupporto Paola Pastorino Erika Musso Luca Policastro SviluppoGrafico Simone CinganoPERLAPPUNTO PERLAPPUNTO 2
  3. 3. INDICE 4 Editoriale di Maria Elena Buslacchi L’INTERVISTA 7 Robert Brandom: Towards an Analytic Pragmatism di Davide Costa MENTEECORPO 30 Il corpo e la mente. Corpo(ral)mente di Maria Elena Buslacchi 34 L’appunto del medico: che cos’è davvero la ghiandola pineale di Luca Bavassano 37 Rapporto mente-corpo e benessere psico-fisico di Eleonora Maino 45 Di che cosa parliamo quando parliamo di IA? di Matteo Casu 57 Idee affetti e neuroni: cosa ha da dire Spinoza sulle neuroscienze di Andrea Sangiacomo 67 Il divenire-animale e il post-umano di Paolo Vignola 81 Chi dice : “ho fame”? lo stomaco o il cervello? Aspetti fisiologici della digestione di Franca Granero Fabbri 87 Yoga: uno sguardo da Oriente di Alice Cervia 91 Consigli di lettura a cura di Linda Lovelli FILOSOFIANELMONDO 97 La comunità dei pensanti. Appunti sul Festival di Filosofia di Modena 2009 di Paolo Vignola RUBRICHE/SINESTESIE102 Alterità, incontro, Nausea di Francesco Ferrari RUBRICHE/ISOGNIDELL’OROLOGIAIO106 Come e perché comunicare l’Europa. Una porta aperta verso i nostri valori comuni di Giuseppe La Rocca RUBRICHE/SOSTENIAMO110 Il consumo critico e i Gruppi di Acquisto Solidale di Alice Cervia PERLAPPUNTO 3
  4. 4. EDITORIALE EDITORIALEFondare una rivista non è un passatempo, e nemmeno un divertimento. Se siamo quia scrivere queste parole è perché in molti ci siamo rosi il fegato per i ritardi, i pro-blemi, le difficoltà di organizzazione e di comunicazione degli intenti. Avevamo unobiettivo: scrivere di filosofia senza trattarla in modo autoreferenziale, rendendolaaccessibile - e interessante! - per un pubblico abbastanza ampio, ed evitando allostesso tempo di scadere nella banalità. Forse questo è l’unico proposito che abbiamorispettato. Spesso si parte con un’idea ben precisa di ciò che si vuole ottenere, senzarendersi conto che una creazione è un processo dinamico e in buona parte incon-trollabile, che prende vita tra le mani dei suoi autori e che spesso tenta di sfuggirne.E di questo ci siamo accorti in più di un anno di lavoro, che ha visto momenti di en-tusiasmo, di sconforto, di abbandono, di ripresa e di grande determinazione. Quasinessuno dei membri della redazione è riuscito a mantenere la costanza che si eraripromesso, ma quasi tutti hanno potuto comunque contribuire proficuamente allatravagliata nascita di Perlappunto. Per questo i ringraziamenti vanno in particolarea Paolo Vignola, che non si è mai stancato di seguire il progetto, anche quando le riu-nioni di redazione si tenevano in due o tre perso-ne al massimo sui gradini di Balbi 4, a SamueleDellepiane, a cui l’interesse per la rivista haimposto salti mortali tra la stesura della tesidi laurea e il lavoro, a Simone Cingano, nostrografico paziente e comprensivo, e a tutti i mem-bri dell’associazione culturale Il Rasoio.Perché quindi fondare una rivista? L’idea è natadalla consapevolezza che la filosofia per moltiè qualcosa di fumoso e complesso, spesso ri-condotto agli studi di storia della filosofia fattial liceo. La nostra convinzione è invece che lafilosofia sia innanzitutto un atteggiamento,un modo di pensare che mette in gioco le co- PERLAPPUNTO 4
  5. 5. EDITORIALEnoscenze pregresse, il senso critico, la curiosità per il nuovo ed una certa diffidenzanaturale. Per questo può essere applicata a qualunque tema, e non dev’essere con-finata al mondo di pochi esperti, ma aperta a tutti. Certo, la lettura delle pagine cheseguono non apparirà semplice e scontata ad ognuno di noi, ma la questione è so-spesa. Perlappunto è un dialogo. Perlappunto: si dice di non gettare le perle ai porci,ma chi sa chi sono i porci? E chi può vantare la fortuna di possedere queste perle disaggezza?Ad ogni articolo sarà associata, online (su www.perlappunto-lab.blogspot.com), unadiscussione, perché si possa riprendere il filo del discorso e trovare spunti di rifles-sione nel confronto, sia tra specialisti che con i non addetti ai lavori. Per questo in-terpelleremo su grandi temi - come quello del rapporto tra mente e corpo in questoprimo numero - importanti nomi della filosofia contemporanea e professionisti dialtre discipline, ricercatori e studenti, appassionati e cultori. Con il solo requisitodella serietà (ma non necessariamente della seriosità!).Perlappunto, in sostanza, è una proposta: un invito ad osservare e a pensare, a fer-marsi a riflettere sulle curiosità del mondo, del linguaggio, delle pratiche dell’uomo.Un appello alla messa in discussione e alla tematizzazione della realtà e dell’attua-lità, che non sia vano sproloquio ma analisi profonda, secondo diverse prospettive.Cerchiamo un’osservazione dall’interno e dall’esterno dei fatti, aspiriamo a renderesfaccettata la visione della realtà, troppo spesso appiattita su immagini semplicisti-che. Per farlo, abbiamo bisogno che le pagine di Perlappunto siano solo un punto dipartenza, e che l’impegno ce lo mettano i lettori. Non stiamo cercando di cambiare ilmondo, non abbiamo l’ambizione di migliorarlo con questi scritti, ma siamo convintidi poterlo rendere, almeno in piccola parte, più consapevole di se stesso.Perlappunto, passaparola. Maria Elena Buslacchi PERLAPPUNTO 5
  6. 6.  L’INTERVISTA PERLAPPUNTO 6
  7. 7. L’INTERVISTA Davide Costa Towards an Analytic Pragmatism: un’introduzione all’inferenzialismo semantico di R. BrandomL’università di Genova ha ospitato nelle idee principali che furono proposte a Pra-giornate dal 20 al 23 Aprile 2009 il conve- ga, ha proposto papers e relative discussio-gno dedicato alla figura di Robert Bran- ni nelle seguenti aree tematiche: Modality,dom: “Towards an analytic pragmatism, intentionality and discoursive practice; Lo-Workshop on Bob Brandom’s recent phi- gic, semantics and the theory of meaning;losophy of language”. Il convegno è nato Intentionality and the philosophy of mind;con l’intento da parte del comitato scien- Pragmatism and metaphysics.. Il comitatotifico di approfondire il tema dell’“Analitic scientifico, composto interamente da stu-pragmatism” nei suoi legami con l’infe- diosi italiani, si è preoccupato di allestirerenzialismo e con le altre discipline filoso- una giornata introduttiva al workshop infiche, per dare continuità alla discussione cui sono stata presentate alcune delle ideefilosofica sperimentatasi nel convegno di cardine della filosofia di Brandom. I relato-Praga (2007) “Between saying and doing: ri, tra cui lo stesso R. Brandom e DanielleTowards an analytic pragmatism”. Macbeth (Haverford College), provenivanoNel 2006, con le John Locke Lectures, R. per la maggior parte da università europeeBrandom ha gettato le fondamenta per (Germania, Olanda, Italia, Francia, Polonia,una visione del linguaggio il cui scopo è di Repubblica Ceca, Svezia, Inghilterra), oltreconciliare il pragmatismo classico con la che da Giappone e Sud Africa, il che con-tradizione semantica della filosofia analiti- ferma l’avvenuta diffusione delle idee delca. L’“Analityc Pragmatism” condivide con filosofo americano nei contesti filosoficil’inferenzialismo l’idea secondo la quale i europei e, in particolare, in quelli italianivocabolari logico, modale, normativo e in- – tendenza che solo una decina di anni fatenzionale esprimono un significato che è non si sarebbe certo potuta rilevare, comeimplicito nelle inferenze materiali piutto- mostra la ancora scarna e nascente lettera-sto che in quelle formali. Ma esso fornisce, tura in lingua italiana su Brandom e sulleinoltre, nuove possibilità per comprendere sue idee.l’empirismo, il naturalismo e il funziona-lismo in epistemologia ed il loro apparato Dalla parte dell’uditorio, il convegnoconcettuale. ha visto la partecipazione di docenti, stu-Il workshop genovese, che ha rappresenta- denti e dottorandi in discipline filosofiche,to l’occasione di discutere e sviluppare le ma non solo, appartenenti a università ita- PERLAPPUNTO 7
  8. 8. L’INTERVISTAliane e straniere, che hanno sviluppato e ma infatti il “metodo socratico” di Sellars,continuato la discussione anche al di fuori cioè quel metodo che “serve allo scopo didelle sedi ufficiali del workshop. Visto l’in- rendere esplicite le regole che abbiamoteresse che si è creato attorno al convegno, adottato per il pensiero e l’azione” . ForsePerlappunto ritiene opportuno introdurre è il caso di ricordare che Sellars è, tra tuttiin modo generale le idee di Brandom, in gli autori statunitensi, quello che più am-particolare l’inferenzialismo semantico, e piamente si rifà a Kant, anzi, quello il cuiproporre l’intervista al filosofo realizzata scopo esplicito era «spostare la filosofiadalla dott.ssa Silvia Panizza nelle date del analitica dalla fase humeana alla fase kan-convegno. tiana». Kant, Frege e Wittgenstein vengono così filtrati attraverso la lettura di Sellars; e in particolare i “giochi linguistici” di Wit- tgenstein vengono in parte abbandonati a favore della centralità del “gioco di chiede- re e dare ragioni”, che è il vero segno della Da Making it explicit a Between razionalità e del linguaggio” Saying and Doing: una panorami- (C. Penco, “Ragione e pratica sociale”, Rivi- ca sull’inferenzialismo semantico di sta di filosofia, 3, 1999: p. 467-489). R. Brondom. L’inferenzialismo si occupa dell’uso e del “Making it explicit” e “Articulating Reasons” contenuto dei concetti. La sua idea por- tante è che i significati delle espressioniInsieme a John McDowell, Robert Brandom linguistiche devono essere concepiti neiè uno dei filosofi emergenti della reazione termini dello specifico ruolo che svolgonoal naturalismo filosofico; seguace di Wilfrid nel ragionamento. La strategia brandomia-Sellars, è l’autore americano che più si av- na è pragmatista poiché assegna prioritàvicina al dialogo con la filosofia continen- alla pratica applicativa dei concetti, rico-tale e propone una rivalutazione di Kant e struendo a partire da questa il contenutoHegel nella filosofia analitica. Gli autori a e non viceversa. Questo tipo di pragma-cui Brandom fa riferimento sono Kant, Fre- tismo concettuale si propone di spiegarege e Wittgenstein, in prospettiva storica; la conoscenza che (la credenza che, l’af-Dummett, Rorty, Lewis e Chastain, per ciò fermazione che) le cose stanno in un cer-che riguarda il dibattito contemporaneo. to modo nei termini di saper come, di co- noscenza del modo in cui (di come essere “A partire da questi riferimenti storici, la in grado di) fare qualcosa. In questo sensoriflessione filosofica viene filtrata attra- dobbiamo confrontarci con il contenutoverso alcune intuizioni essenziali di Wil- di proposizioni concettualmente esplicite,frid Sellars, filosofo pragmatista e fonte di partendo da ciò che è implicito nelle prati-ispirazione principale del libro Making it che dell’usare espressioni, fare appello oexplicit, e dello stesso titolo. Il titolo richia- acquisire credenze. Potremmo riassumere PERLAPPUNTO 8
  9. 9. L’INTERVISTAquesto approccio con lo slogan di Wilfrid stiche né discorsive. Brandom tenta di di-Sellars “ Afferrare un concetto è afferrare scostarsi da Wittgenstein affermando chel’uso di una parola”. il linguaggio non è un aggregato eteroge- neo, ma ha un centro: le pratiche inferen-Ciò che distingue le pratiche specifica- ziali di produrre e consumare ragioni sonomente discorsive è, per Brandom, la loro il centro urbano della regione delle prati-articolazione inferenziale. I concetti, che che linguistiche.vanno valutati per il loro ruolo nel ragio- I contenuti proposizionali diventano cosìnamento, ricevono contenuto, in partico- alla portata di coloro che partecipano allelare, dalle pratiche di dare e richiedere ra- pratiche linguistiche. Ad esempio, la sem-gioni. Rendere esplicito qualcosa significa plice capacità di discriminare le cose ros-presentarlo in una forma in cui contem- se da quelle che non lo sono non significaporaneamente serve da ragione e richie- ancora essere consapevoli di esse in quan-de ragioni: una forma in cui possa servire to rosse. “La discriminazione mediantesia da premessa che da conclusione di una la produzione di risposte ripetibili (chepremessa. Un enunciato potrebbe essere operatarisulta così essere il punto “Afferrare un anche da una macchina concetto èmedio tra le sue condizio- o da un piccione) ha unni e le sue conseguenze di effetto di cernita sugli sti-applicazione. Un parlantecompetente deve sentirsi afferrare l’uso moli che la producono, e in questo senso li classifi-responsabile di ciò che logiustifica a fare una de- di una parola” ca, ma non si tratta anco- ra di una classificazioneterminata asserzione e di Wilfrid Sellars concettuale”(Brandomquel che ne consegue. Dire 2002, pag 26). Potremmoche le cose stanno in un certo modo signifi- anche immaginare una pratica normativaca assumere un particolare tipo di impegno secondo la quale la risposta appropriatainferenzialmente articolato, proponendo alle cose rosse sia emettere un certo suono.ciò che si dice o si pensa come premessa Ma non ci troveremmo ancora nell’ambitoconfacente per ulteriori inferenze, vale a del concettuale. “L’aquaintance intenzio-dire autorizzando a usarlo come premessa, nale, potremmo dire parafrasando Rus-e assumendosi la responsabilità di dimo- sell, a differenza di quella estensionale èstrare il proprio titolo a tale impegno, di una prerogativa delle creature provvistegiustificare la propria autorità nelle circo- di linguaggio. Esse sono le uniche in gra-stanze opportune, di solito presentando la do di dare espressione a un contenuto colpropria affermazione come conclusione di trattarlo in modo inferenzialmente signifi-un’inferenza da altri impegni di tale tipo ai cativo. (Picardi Eva, in R. Calcaterra, a curaquali si ha titolo. di, Pragmatismo e filosofia analitica, Mace-Le pratiche che non comprendono l’esame rata, Quodlibet, pag. 155). Un pappagallodelle ragioni non sono pratiche né lingui- addestrato a dire “è rosso” di fronte a cose PERLAPPUNTO 9
  10. 10. L’INTERVISTArosse non comprende le proprie risposte, logica delle ragioni alle inferenze formal-sebbene esse possano significare qualcosa mente valide. Il pregiudizio fondamentaleper noi. In questo caso, per produrre un alla base di questo tipo d’approccio è ciòresoconto occorre avere il concetto di “co- che Sellars ha battezzato come “il dogmalore”. Il pappagallo non può considerare “è ricevuto”, ovvero l’idea per cui l’inferenzarosso” come incompatibile con “è blu”, né che trova espressione in “Piove dunque lesa che segue da “è scarlatto” e implica “è strade saranno bagnate” è un entimema.colorato”. Data questa delimitazione infe- L’approccio formalista vede nell’adesione arenziale del concettuale, dovrebbe apparir- questo tipo di inferenze la credenza in unci chiaro che per padroneggiare un concet- condizionale. Così, l’inferenza dell’esempioto dobbiamo padroneggiarne molti, perché precedente viene intesa come se compren-afferrare un concetto significa afferrare desse implicitamente il condizionale “Sealmeno una parte delle sue relazioni infe- piove le strade saranno bagnate”. Aggiuntarenziali con altri concetti. questa premessa, l’inferenza diventa unoIl tipo di inferenze che Brandom ha in schema formalmente valido di eliminazio-mente e che costituisco la materia pri- ne del condizionale. Il “dogma” esprimema dell’inferenzialismo semantico sono l’adesione ad un ordine di spiegazione chele inferenze materiali. Brandom presenta considera tutte le inferenza buone o cat-l’inferenza materiale come quel “tipo di tive solo in virtù della loro forma logica,inferenza la cui correttezza determina il mentre il contenuto delle asserzioni che necontenuto concettuale delle sue premes- fanno parte sarebbe rilevante solo per lase e delle sue conclusioni”(Brandom 2002, verità delle premesse (implicite).pag. 60). Consideriamo, ad esempio, l’ infe- L’approccio inferenzialista rifiuta il “dog-renza da “Princeton è a est di Pittsburgh” ma” privilegiando l’idea che si debba attri-a “Pittsburgh è a ovest di Princeton”. È il buire una comprensione della logica di tipocontenuto dei concetti ovest e est che ne fa implicito che si manifesta nella capacità diuna buona inferenza. L’adesione a questo saper riconoscere buone o cattive inferen-tipo di inferenze costituisce, a parere di ze materiali. Seguendo Sellars, BrandomBrandom, parte della comprensione e della sostiene che le regole materiali sono es-padronanza di quei concetti, in modo del senziali per il significato quanto le regoletutto indipendente da qualunque compe- formali, perché contribuiscono a precisaretenza logica specifica. dettagliatamente “la struttura architetto-Spesso, dice Brandom, l’articolazione in- nica all’interno degli archi portanti dellaferenziale viene identificata con quella forma logica”. Secondo Sellars, un’espres-logica e le inferenze materiali vengono sione possiede un contenuto concettualedunque considerate una categoria deriva- che le deriva dall’essere inserita in inferen-ta, ma questo non è altro che un equivoco ze materiali. In termini tradizionali, tantoderivante dall’uso del concetto di logicità in il contenuto dei concetti quanto la loronessi di circostanze e conseguenze di appli- forma logica sono determinati dalle regolecazione che restringono la nozione di forza della comprensione. PERLAPPUNTO 10
  11. 11. L’INTERVISTAA conferma della priorità delle inferenze nel pensiero e nell’azione, ed io interpre-materialmente corrette su quelle formal- terò il nostro giudizio che A determina ca-mente valide si aggiunge il fatto che, se- sualmente B come l’espressione di una re-condo Brandom, le seconde sono derivabili gola che governa i nostri usi di A e di B”(W.dalle prime, ma non viceversa. Sellars, “Languages, rules and behavior”, in Pure pragmatism and posible words, pag 136).“Dato un sottoinsieme di vocabolario che “ Sellars intende queste asserzioni modalisia privilegiato, o in qualche modo distin- come licenze di inferenza, che esprimonoto, un’inferenza può essere considerata come contenuto di un’asserzione l’appro-buona in virtù della sua forma, rispetto a priatezza dei passaggi inferenziali. Inoltre,tale vocabolario, esattamente nel caso in ritiene che la funzione di tali asserzioni siacui è un’inferenza materialmente buona, di rendere espliciti, nella forma di regolee non può essere convertita in un’infe- asseribili, gli impegni fino a questo puntorenza materialmente cattiva sostituendo rimasti impliciti nelle pratiche inferenzia-nelle sue premesse e conclusioni espres- li. Il metodo socratico serve a porre sot-sioni non appartenenti al sottoinsieme to controllo razionale le nostre praticheprivilegiato con altre espressioni non […]”(Brandom 2002, pag. 63).privilegiate”(Brandom 2002, pag. 62). Brandom afferma quindi che sia l’inferen-Data questa nozione sostituzionale di infe- za “piove, aprirò l’ombrello” sia “piove, lerenza formalmente buona, se ciò che cer- strade saranno bagnate” non sono enti-chiamo è la forma logica, dobbiamo poter memi. Qualcuno sosterebbe ad esempiodistinguere, in via preliminare, una parte che la prima inferenza sarebbe incompletadel vocabolario come peculiarmente logico se non ci fosse il mio desiderio di restareper poi giungere, scovando le caratteristi- asciutto. Ma il fatto che l’aggiunta di unache inferenziali invarianti sotto sostituzio- premessa incompatibile con il mio deside-ne, all’idea di inferenza logicamente valida. rio di restare asciutto infirmerebbe l’infe-Mi sembra opportuno menzionare che alle renza non mostra, secondo Brandom, chetesi correlate per cui i contenuti concettuali questo desiderio svolgesse già il ruolo disono ruoli inferenziali e la nozione genera- premessa implicita.le di inferenza rilevante per tali contenuti L’inferenza materiale non è monotona. Nondeve includere le inferenze materialmente lo è nel ragionamento ordinario, e quasicorrette, si deve aggiungere una terza idea, mai nelle scienze particolari. Il nostro ra-sempre di paternità di Sellars, che conferi- gionamento effettivo permette sempre lasce, secondo Brandom, una direzione inte- costruzione di gerarchie inferenziali conressante a questa linea di pensiero. Sellars, un’oscillazione come questa:in uno dei suoi primi articoli, la espone nel • Se sfrego questo fiammifero asciutto emodo seguente: integro, allora si accenderà. ( p → q )“il metodo socratico ha lo scopo di rende- • Se p e il fiammifero si trova in un cam-re esplicite le regole che abbiamo adottato po elettromagnetico molto forte, allo- PERLAPPUNTO 11
  12. 12. L’INTERVISTA ra no si accenderà. ( p ˄ r → ¬ q ) tosto che nei termini di rappresentazione.• Se p e r e il fiammifero è in una gabbia La capacità di condurre tale ragionamento di Faraday, allora si accenderà. non deve essere identificata in modo esclu- (p˄r˄s→ q) sivo con la padronanza di un calcolo logico.• Se p e r e s e nel locale non c’è ossigeno, Oltre al ragionamento teoretico e pratico allora non si accenderà. che ricorre a contenuti costituiti dal loro ( p ˄ r ˄ s ˄ t → ¬ q) ruolo nelle inferenze materiali, c’è un ge- nere di razionalità espressiva che consisteIn questi contesti non è possibile, per Bran- nel rendere espliciti, nella forma di conte-dom, salvare la monotonicità avvalendo- nuti asseribili, gli impegni inferenziali im-si di clausole ceteris paribus. Tali clausole pliciti che conferiscono un contenuto.sono problematiche in quanto non sonoeliminabili: non possono essere espresse Questi tre temi, presenti in Frege e in Sel-esplicitamente sotto forma di una serie di lars, forniscono gli elementi a partire daipremesse addizionali perché, oltre alla ne- quali si sviluppa l’inferenzialismo contem-cessità di una lista potenzialmente infinita poraneo, ma è nel lavoro di Dummett chedelle condizioni che vorremmo escludere, rintracciamo la possibilità di ridefinirlil’appartenenza a questa lista sarebbe inde- perspicuamente all’interno di un modellofinita. Non possiamo specificare in antici- generale dei contenuti concettuali. Secon-po cosa vi comparirà. Affermare “ceteris pa- do tale modello l’uso di una qualunqueribus, q segue da p” significa che “q segue da espressione linguistica, o concetto, ha duep a meno che non vi sia qualche condizione aspetti:infirmante o interferente”. Ma ciò equivale 1. le circostanze in cui l’uso, il proferimen-a dire che q segue da p tranne nei casi in to o l’applicazione di tale concettocui, per qualche ragione, q non segue da p. sono corretti.L’inferenza materiale 1 va bene così com’è. 2. le conseguenze appropriate della suaMa se vogliamo riconoscere il fatto che essa applicazione.possa costituire la base di una gerarchiaoscillante di inferenze, è possibile farlo ri- “Benché Dummett non compia tale passo,formulandola così come segue: 1° Se sfrego questo modello può essere messo in rela-questo fiammifero asciutto e integro, allo- zione con l’inferenzialismo mediante ilra, ceteris paribus, si accenderà. principio che il contenuto cui si è vincolati dall’uso del concetto o dell’espressione può Abbiamo, così, delineato le tre tesi essere rappresentato dall’inferenza cui im-che, in modo generale, permettono di de- plicitamente si aderisce mediante talefinire l’aspetto centrale dell’inferenziuali- uso, ciò l’inferenza dalle circostanze ap-smo à la Brandom: propriate di applicazione alle conseguenze appropriate di tale applicazione”(BrandomIl contenuto concettuale può essere inteso 2002, pag. 68-69).in termini di ruolo di ragionamento piut- PERLAPPUNTO 12
  13. 13. L’INTERVISTAIl modello bidimensionale di Dummett è tività linguistiche in cui il parlante è impe-una generalizzazione del modo standard di gnato socialmente, questo comporta a suaspecificare i ruoli inferenziali dei connet- volta una visione olistica del linguaggio. Lotivi logici introdotto da Gerard Gentzen. stesso Brandom afferma che:L’applicazione al contenuto proposizionaleespresso da un enunciato è immediata. Ciò “la semantica inferenzialista ha schietto carat-che corrisponde ad una regola di introdu- tere olista: secondo la spiegazione inferenziali-zione per un contenuto proposizionale è un sta del contenuto concettuale, non è possibileinsieme di condizioni sufficienti per asserirlo, avere alcun concetto a meno di averne molti,ciò che corrisponde ad una regola di elimi- perché l’articolazione del contenuto di ciascunnazione è l’insieme di conseguenze necessarie concetto dipende dalle sue relazioni inferen-della sua asserzione, ciò che segue dal farlo. ziali con altri concetti. […] L’olismo concettualePer Brandom, queste sono due caratteristi- non è una scelta a cui ci si possa sentire spintiche fondamentali dell’uso delle espressio- indipendentemente dalle considerazioni cheni linguistiche, ma il legame tra rilevanza conducono ad una concezione inferenziale delpragmatica e contenuto inferenziale de- concettuale; piuttosto, è una conseguenza di-riva dal fatto che asserire un enunciato retta di tale approccio”(Brandom 2002, pag. 25).equivale ad assumere implicitamente unimpegno verso la correttezza dell’inferen- Io credo che uno dei principali motivi delza materiale dalle sue circostanze alle sue rifiuto brandomiano dell’impostazioneconseguenze di applicazione. Possiamo so- molecolare à la Dummett sia rintracciabilestenere con [Penco 2004 e 2009] che Bran- in una delle principali difficoltà con cui ildom ha sicuramente contratto un debito molecolarista ha a che fare: “il paradossocon Dummett, ma ne ha anche superato, dell’inferenza”:non sappiamo se correttamente, un tabù.Dummett ha definito il significato come “Se in un’inferenza la conclusione non è con-giustificazione anche perché riteneva che tenuta nelle premesse, essa non può esserele conseguenze di un enunciato siano un valida; e se la conclusione non è diversa dalleinsieme aperto e troppo vasto per poter premesse essa è inutile; ma a conclusione nonservire da criterio definitorio del signifi- può essere contenuta nelle premesse ed esserecato. La semantica inferenziale, analoga- anche nuova; quindi le inferenze non possonomente alla teoria giustificazionista di Dum- essere insieme valide e utili”(Cohen, Nagel,mett, si propone come un’alternativa alla 1934, pag. 173).semantica modellistica. Comprendere il si-gnificato è impegnarsi in una rete di diritti Credo che Brandom ritenga il paradossoe impegni: il significato di un enunciato de- dell’inferenza un limite che una teoria delriva dall’intreccio delle diverse prospettive significato non dovrebbe presentare. Uncon cui i parlanti si impegnano sulla rete di limite che, come la sua soluzione, è legatoinferenze a esse connesse. Questo compor- ad un determinato modo di intendere ilta che il significato dipende da tutte le at- linguaggio. Credo che sia su queste basi che PERLAPPUNTO 13
  14. 14. L’INTERVISTABrandom critichi il sistema di Dummett di- to sulla nostra attività di “tenere i punti”cendo che delle azioni altrui, come si tengono i punti delle azioni altrui nel baseball. Siamo fon- “è un ideale del tutto particolare quello che damentalmente degli scorekeepers, perso-sarebbe realizzato da un sistema di contenu- ne che si segnano i punti per ogni azioneti concettuali tale che le inferenze materiali che fanno gli altri partecipanti al gioco”implicite in ogni sottoinsieme di concetti rap- (Penco, 1999,in Rivista di Filosofia, 3, Dic.,presentassero un’estensione conservativa dei pp.467-486). Ad esempio, se qualcuno as-concetti restanti nel senso che non sarebbe serisce “questa stoffa è rossa” dovrebbeautorizzata alcuna inferenza, in cui interve- aggiungere al proprio punteggio “questanissero solo i concetti restanti, che non fosse stoffa è colorata”. Questo è un esempio ingià autorizzata dai soli contenuti associati a cui compiere una mossa obbliga un gioca-quest’ultimi. Un sistema del genere è un’idea- tore ad essere disposto a compierne anchelizzazione perché i contenuti di tutti i suoi con- un’altra. Per questa ragione, possiamo con-cetti sarebbero già palesi. Nessuno rimarrebbe cepire l’esecuzione di un’asserzione comecelato, in modo da poter essere rivelato […] tra- “l’assunzione di un genere particolare diendo conclusioni cui non si era in precedenza atteggiamento normativo nei confronti diconsapevoli di essere autorizzati o impegnati un contenuto inferenzialmente articola-da qualche insieme di premesse. […] Questa ti”. Assumere un impegno significa esseretrasparenza completa degli impegni e dei titoli disposti ad accettare le conseguenze infe-è in un certo senso una proiezione ideale della renziali di un’asserzione. Avere titolo perpratica socratica che trova i contenuti e gli im- un’asserzione significa avere delle ragionipegni usuali bisognosi di essere confrontati tra da offrire per essa, antecedenti inferenzia-loro, mettendo in evidenza caratteristiche infe- li, relazioni a contenuti che possono servi-renziali da essi possedute di cui non eravamo re come premesse da cui derivare il titolo alconsapevoli”(Brandom 2002, pag.78-79). contenuto originario. Questi due aspetti della dimensione L’idea di Brandom è stata di scindere normativa sono interconnessi. I titolo diin due parti la nozione di asseribilità. Più cui si parla, sono titoli per assunzione diprecisamente, dove i teorici dell’asseribiltà impegni. Possiamo dire che due contenutiricorrono ad un solo tipo di status norma- asseribili sono incompatibili quando l’im-tivo (giustificazioni o ragioni sufficienti pegno nei confronti di no preclude il titoloper asserirlo) Brandom prende in consi- all’altro. “Questa stoffa è rossa” sottrae ilderazione due generi di status normativo: titolo all’impegno che si assumerebbe conl’impegno e il titolo. Secondo Brandom, l’enunciato “questa stoffa è verde”.nessun insieme di pratiche può essere Brandom, infine, crede che le dif-considerato un gioco di dare e richiedere ficoltà legate ad un’impostazione olisticaragioni a meno che non includa il ricono- possano essere superate studiando le di-scimento dei suddetti status normativi. Il namiche sociali dello scambio di opinio-gioco di dare e richiedere ragioni “è basa- ni come convergenza verso i significati. PERLAPPUNTO 14
  15. 15. L’INTERVISTASecondo Brandom, possiamo assumere Between saying and doing:due tipi di attitudine nei confronti delleasserzioni di ciò che le altre persone di- In La filosofia e lo specchio della natura, R.cono. Possiamo attribuire una credenza o Rorty ci ha consegnato l’immagine di unasottoscriverla. Un resoconto de re di una cre- tradizione filosofica dominante, di cui ladenza esprime il fatto che chi riporta una filosofia analitica ha o avrebbe rappresen-credenza altrui non la sottoscrive, mentre tato l’ultima istanza, eretta sull’idea chevale il contrario con la credenza de dicto. l’essenza del linguaggio fosse la rappresen-La distinzione in questione arricchisce tazione del mondo. Secondo la suddetta tra-l’idea dell’attività sociale del dare e richie- dizione, le parole e le asserzioni si riferisco-dere ragioni, in quanto introduce l’invito no rispettivamente ad aspetti del mondo ea riflettere su ruolo che possono avere i a fatti. Rorty ci ha mostrato che una siffatta“diversi punti di vista” nell’ambito dei di- concezione del linguaggio viene contra-ritti e degli impegni ad asserire qualcosa, stata dalla visione pragmatista, secondonell’ambito dello scorekeeping. “This should la quale le nozioni rappresentazionali delbe enough1 to face the above mentione riferimento e della verità sono fondate suproblem of defining communication in a la nozione primaria di uso del linguaggio,holistic vision: communication does not come affermare ed inferire.require the previous sharing of common Between sayin and doing (BSD) sviluppa incontents, but it is a process in which spea- una prospettiva storica la contrapposizio-kaers converge towards the same concepts ne tra il pragmatismo e la filosofia anali-in the activity of attributing and underta- tica. Il progetto in BSD è motivato da unaking commitments to certain inferences particolare concezione della storia dellaand substitutions”(Penco, Assertion and filosofia analitica. Secondo Brandom, lainference, in Proceedings of the Workshop on tradizione semantica in filosofia analiticaBob Brandom’s Recent Philosophy of Language: si è concentrata sulla possibilità di ridurretowards an analytic pragmatism (TAP-2009) o ricostruire i vocabolari a partire da unoGenoa, Italy, April 19-23, 2009). base. Questa tendenza è alla base di dueAsserire e inferire sono pratiche intima- espressioni fondamentali in filosofia qua-mente correlate. L’asserzione è la pietra li l’empirismo e il naturalismo. Entrambiangolare nella semantica e nella pragma- hanno tentato di mostrare come i problemitica inferenzialista. Nella nuova terminolo- legati ad un vocabolario potessero esseregia di Between saying and doing l’asserzione ricostruiti con l’appello ai significati di undiventa “the minimal kind of doing which vocabolario filosoficamente privilegiato,conuts as saying”(BSD 42). Parlando in ter- in cui la logica compare come un aiuto in-mini semantici, possiamo dire che solo ciò dispensabile e come una fonte di legittima-che può stare in relazioni inferenziali può zione. Tali programmi si differenziano percontare come il contenuto di un’asserzio- il tipo di vocabolario che ritengono esserene. il privilegiato. L’ empirismo si appella al vocabolario osservativo, mentre il natura- PERLAPPUNTO 15
  16. 16. L’INTERVISTAlismo fa riferimento al vocabolario della ve ad ottenere il chiarimento in questione,fisica o delle scienze naturali. Essi conver- dobbiamo, però, poi spiegare il ruolo infe-gono maggiormente nell’individuare quali renziale di queste espressioni. Ma il ruoloforme di discorso siano da ritenersi proble- inferenziale di un’espressione non puòmatiche. Entrambi considerano gli aspetti essere spiegato sena fare riferimento allenormativi, modali, semantici e intenzionali informazioni collaterali. Quindi, postularecome oggetti di ricostruzione. il significato non è sufficiente per rendereBrandom presenta un nuovo apparto te- conto dell’uso. 3. La critica di Wittgensteinoretico detto “meaning-use analysis”, all’idea di postulare il significato per spie-che egli considera come una possibilità gare l’uso. Ciò presupporrebbe che tutti glidi estendere, o di correggere, il progetto usi del linguaggio siano modi di esplicita-classico in filosofia analitica. Tale apparato re un’unica pratica.: rappresentare stati diè sorto dal ripensamento delle idee, degli cose. Brandom vede in Wittgenstein coluiesempi e delle argomentazioni proposte in che ha posto fine alla speranza di poterMaking it explicit (MIE). Possiamo, quindi, costruire una teoria sistematica del signi-leggere BSD sia come un nuovo progetto ficato, consegnando gli studi filosofici sulin grado di svilupparsi autonomamente sia linguaggio ad una prospettiva storica, an-come una nuova chiave di accesso alle idee tropologica, pratico sociale, in cui demisti-esposte precedentemente in MIE. ficare le ambizioni dei filosofi.Brandom, d’accordo con Rorty, conside- L’dea che anima l’argomentazione di Bran-ra l’errore della filosofia analitica un ber- dom è di evitare il contrasto tra la seman-saglio che il pragmatismo ha il potere di tica formale e l’accento posto da Wittgen-abbattere o modificare. L’apporto della stein sull’uso di un’espressione in quantotradizione pragmatista deve essere quello chiave per comprenderne il significato. Ladi riuscire a fare spostare l’attenzione dal relazione tra vocabolari a cui pensa Bran-significato all’uso, di sostituire la preoc- dom non è né di traducibilità né di riduci-cupazione per i problemi semantici con bilità o sopravvenienza. Egli è alla ricercaquella per la pragmatica. Brandom indi- di una relazione in cui un vocabolario pos-vidua tre linee argomentative a favore di sa permettere a qualcuno di dire cosa biso-questo spostamento: 1. La critica di Sellars gna fare per essere considerati come unaall’empirismo: il vocabolario fenomenico persona che padroneggia quel vocabolario.in quanto vocabolario base non è autono- Prediamo, ad esempio, le abilità pratichemo. 2. L’adozione del punto di vista della coinvolte nella percezione: ciò che faccia-critica di Quine all’empirismo, che si basa mo quando riconosciamo qualcosa comesu ciò che Bradnom chiama “metodologi- rosso è sufficiente per affermare che quelcal pragmatism”, il punto di vista per cui il qualcosa è rosso. Queste abilità sono indi-compito primario di una teoria del signifi- spensabili a quella ulteriore di riconoscerecato è di spiegare, codificare o illuminare che qualcosa sembra rosso. Infatti, senzal’uso delle espressioni linguistiche. Quine l’abilità di riconoscere qualcosa come ros-sostiene che se il postulare i significati ser- so è impossibile disporre dell’abilita che ci PERLAPPUNTO 16
  17. 17. L’INTERVISTApermette di affermare che qualcosa sem- P1. In secondo luogo, egli sostiene che perbra rosso. Ciò mostra che il vocabolario l’esercizio dell’abilità P1 in modo appro-osservativo o fenomenico non è un voca- priato e nelle giuste circostanze, si puòbolario indipendente, ma è fondato su un esercitare un altro insieme di abilità, P2. P2vocabolario in cui riportiamo le percezioni. si ottiene con un’elaborazione algoritmicaLa risposta brandomiana alla sfida di Wit- a partire da P1. in fine, Brandom argomen-tgenstein è l’”analitic pragmatism”. Come ta che le abilità elaborate P2 risultano suffi-ho detto, Brandom incorpora le intuizioni cienti per l’uso del vocabolario base.delle critiche pragmatiste del tipo: l’unica Brandom comincia con un’alasi relativa-spiegazione ci potrebbe essere per come mente semplice del vocabolario logico deiun dato significato viene associato un vo- condizionali. La visione Brandomiana deicabolario si trova nell’utilizzo di questo vo- condizionali, esposta già in MIE, si con-cabolario. Egli non accetta di dover sceglie- centra sul fatto che le locuzioni logichere tra un’impostazione semantica stretta- permettano di esprimere le pratiche ma-mente formale e una terapia pragmatista teriali senza essere necessarie per potervidestinata ad operare caso per caso. Il cuo- prender parte. Brandom assume che l’as-re dell’ “Analitic Pragmatism” consiste serzione sia una componente essenzialenell’idea per cui la relazione tra significato per qualsiasi pratica linguistica e che essae uso debba essere spiegata nei termini di e l’inferenza si presuppongano a vicenda.due componenti pragmatiche: (i) quali tipi Nessuno può affermare di padroneggiaredi abilità e pratiche debbano essere posse- una pratica senza padroneggiare anchedute da un soggetto affinché esso appaia l’altra. Il concetto fondamentale di infe-come qualcuno in grado di dire cose dotate renza è quello di inferenza materiale, indi significato. (ii) ciò che si deve dire per cui il vocabolario logico non si verifica (inpoter specificare in modo appropriato tali sostanza). Partecipare ad una pratica infe-pratiche e abilità. renziale richiede la capacità di “approvare”Le soluzioni Brandomiane ai problemi o “accetta” inferenze materiali. Brandomrelativi ai vocabolari hanno il sapore di caratterizza talvolta la suddetta capacitàargomenti trascendentali, perché mostra- come una risposta differenziale a inferen-no come i suddetti vocabolari sono, in un ze materiali, come la capacità di trattarle ocerto senso, già implicitamente presenti in considerarle buone inferenza. Ci si potreb-ogni pratica linguistica autonoma di sorta. be aspettare che la risposta differenzialeIl duro lavoro di tali analisi è ovviamente conti come avallo solo se siamo nell’ambitoquello di precisare il senso di “già implici- delle pratiche sociali, ma tale qualifica nontamente presente. La forma generale delle è esplicitamente fatta qui. Il punto crucialespiegazioni di Brandom contiene tre passi. è che il vocabolario logico non è richiestoIn primo luogo, egli sostiene che non si può in atti di avallare le inferenze materiali. Lespiegare un qualsiasi vocabolario auto- capacità reciprocamente necessarie pernomo, senza impegnarsi in una pratica o fare affermazioni e ad approvare inferenzeesercitando delle capacità, che chiamiamo possono essere algoritmicamente elabora- PERLAPPUNTO 17
  18. 18. L’INTERVISTAte nel modo seguente. Armati delle capa- nali siano elaborabili a partire dalle infe-cità in questione e del vocabolario supple- renze materiali essendo allo stesso tempomentare della logica di condizionali ( ‘se... esplicativi di tali inferenze. Questo tipo diallora’), si può quindi affermare condizio- relazione prende il nome di “LX” relationnali della forma ‘se p allora q’ quando si ( L sta per “elaboration” mentre X sta perapprova un’inferenza materiale da p a q, e “explication”). La struttura della relazio-rispondere ad una tale affermazione aval- ne LX tra la pratica e il vocabolario vienelando l’inferenza da p a q. La capacità così generalizzata ai vocabolari modale, nor-elaborata è sufficiente per l’utilizzo logico mativo e intenzionale. Possiamo prenderedei condizionali. In questo senso, il vocabo- come esempio l’autonomia del vocabolariolario logico è implicito in tutte le pratiche modale. In accordo con la “modal Kant-linguistiche e, per questo motivo, il privi- Sellars thesis”, i resoconti non inferenzialilegio riconosciuto al vocabolario logico non possono costituire una pratica discor-nella analisi classica è giustificato. Inoltre, siva autonoma. L’abilità di usare un voca-l’uso del vocabolario logico permette di bolario empirico – descrittivo presupponedire esplicitamente che si appoggia un’in- la comprensione di proprietà rese espliciteferenza affermando il condizionale corri- dal vocabolario modale (come le inferenzespondente, mentre senza di essa non si può controfattuali).che compiere atti di avallare o respingereinferenze. Chiaramente il quadro di fondo “One of the core aspects of Brandom’sè che, nonostante l’approvazione compor- analysis is that the semantic relationsti le parole (quelle nelle premesse e nella between empirical/descriptive, modal,conclusione della deduzione in questione) and normative vocabularies are comple-è, in un certo senso, muta, una semplice af- mentary but not symmetrical: empiricalfermazione. Il vocabolario supplementare vocabulary in fact is expressively weakerdei condizionali è necessario per dare voce than modal and normative vocabularies,a queste azioni, che in precedenza si pote- and by itself, it is unable to count as anva solo eseguire. autonomous discursive practice. Put inBrandom sostiene che, dal momento che la other words, empirical vocabulary is notvalidità delle inferenze materiale è sensibi- self-sufficient to express the relations ofle alle attività inferenziali e linguistiche ad incompatibility and the inferential com-esse connesse, la capacità fondamentale di mitments that are implicit in the practiceaccettare o rifiutare le inferenze materiali of using it. Empirical vocabulary is indeedrichiede abilità di distinguere, nel senso di unintelligible without presupposing a di-rispondere in modo differenziato a circo- scursive practice in which also modal andstanze controfattuali che influenzano l’ap- normative constraints are at work. Hereprovazione di una inferenza materiale da the test-bed for analytic pragmatism is toquelli che non lo fanno. Il ruolo espressivo defend the intelligibility of modal conceptsdella logica viene discusso in un dettagliato against the reductivist arguments of empi-esempio teso a mostrare come i condizio- ricism”. (Daniele Santoro, The Modal Bond PERLAPPUNTO 18
  19. 19. L’INTERVISTAof Analytic Pragmatism, in Etica & Politica / dipendenza contestuale.Ethics & Politics, XI, 2009, 1, pp. 385-411). Brandom difende l’idea della “meaning- use analysis” come estensione pragmatistaL’uso di termini modali permette di affer- del paradigma classico in filosofia analiticamare o respingere condizionali contro- contro coloro che avversano i programmifattuali e, quindi, di dire esplicitamente filosofici basati, come è la filosofia anali-quello che si sta facendo nel distinguere le tica, su perniciosi dogmi metafisici. La di-circostanze controfattuali che infermano fesa di Brandom si basa sull’analisi di ciòun’inferenza materiale da quelle che non che rende la metafisica perniciosa. Ciò chelo fanno. contraddistingue la metafisica è il fatto diBrandom sostiene che l’abilità di a trattare privilegiare un vocabolario come “univer-qualcuno come commesso o diritto all’as- sal base languages from which every voca-serzione, può anche essere elaborata nella bulary that is legitimate . . . can be elabo-capacità di usare un vocabolario semanti- rated as a target vocabulary”(223). Abban-co. La base del discorso semantico è la pos- donando questa attitudine, otteniamo unasibilità di trattare due asserzioni come ma- forma difendibile di metafisica, di cui laterialmente incompatibili. Due asserzioni meaning-use analysis dovrebbe essere unp e q si dicono incompatibili se prendere esempio. L’ “analytic pragmatist metaphy-un impegno verso p preclude la possibilità sics” mira a costruire dei vocabolari tecnicidi avere un titolo per q. Il concetto di in- o artificiali, che possano prendere il ruolocompatibilità è anche la chiave per connet- delle lingue base universali, per tentare diter il vocabolario modale a quello normati- esprimere tutti gli altri vocabolari nei lorovo: un soggetto non dovrebbe essersi preso termini. Lo scopo della “analytic pragma-impegni incompatibili. L’incompatibilità tist metaphysics” non è di eleggere alcunilogica e semantica riguarda il processo di vocabolari come i rivelatori della realtà,acquisizione delle credenze. Il tentativo di classificando i rimanenti come legittimi sesviluppare una nuova logica implica la de- sono esprimibili nei termini di quello base.finizione di una logica per lo sviluppo con- Ciò che dobbiamo comprendere è il poterecettuale: rilevare degli impegni incompati- espressivo dei molti vocabolari esistenti.bili ci obbliga a cambiare qualcosa, abbia- Dobbiamo, quindi, sperimentare la possi-mo bisogno di una logica che ci permetta di bilità di individuare più di un vocabolariospiegare questo tipo di processo. come essente in grado di giocare il ruolo diLa nuova terminologia esposta in Between “metaphysical base vocabulary”.Saying and doing non sembra dissipare i Da questa prospettiva, il punto di MIE, nondubbi che erano sorti già ai tempi di Making è quello di dimostrare che il significato è init explicit. Il sistema brandomiano appare realtà metafisicamente determinato dall’più simile alla costruzione di un sistema uso, ma di capire quanto il significato dellemetafisico generale piuttosto che ad un nostre parole possa essere espresso in ter-tentativo di discutere con attenzione le mini di uso. Infatti, le metariflessioni filo-problematiche contemporanee legate alla sofiche in MIE suggeriscono che lo scopo PERLAPPUNTO 19
  20. 20. L’INTERVISTAdi Brandom è la costruzione di un model- Brandom, esplicitiamo un’ inferenza con-lo teorico di certe pratiche, per mostrare vertendola da un’inferenza materialmentecome esse possano essere comprese in un corretta ad un’inferenza formalmente cor-certo modo, piuttosto che fornire l’ultima retta. Questo sembra controverso perchèparola sulla natura della rappresentazione se afferrare il ruolo espressivo della logica,o intenzionalità. Quindi, forse, BSD ha sem- ed avere una chiara idea di che cosa signifi-plicemente reso più esplicito (e in minor chi rendere esplicita un’inferenza, implicanumero di pagine) l’intuizione di Brandom afferrare le caratteristiche distintive del-in MIE. la logica, compreso il concetto di validitàAbbiamo appena visto che il punto formale, allora dovremmo rinunciare alladella”meaning-use analysis” non è in pri- priorità del “materiale” sul “formale” permo luogo di difendere la verità di una par- come è proposta da Brandom.ticolare visione filosofica, ma di realizzare Se la logica deve poter esercitare il suo ruo-una sorta di intuizione filosofica. Brandom lo espressivo all’interno della pratica rifles-suggerisce uno slogan per la metafisica siva, abbiamo bisogno di poter individuareanalitica pragmatista: “discriminazioni il contenuto dei nostri concetti malgradometafisiche senza denigrazione” (BSD 229). le differenze di ruolo inferenziale. Ciò sa-Questa stessa visione del linguaggio tra- rebbe necessario perché, come lo stessospare in Articolare le ragioni e, in particolare, Brandom afferma, l’introduzione di nuoviBrandom se ne serve per alleviare le proble- concetti non logici può causare una ristrut-matiche intorno al concetto di armonia. Da turazione dei ruoli inferenziali in modoun lato Brandom afferma che deve esserci non conservativo. La tensione che abbiamo“conservatività” nella pratiche inferenziali rilevato è una tensione tra la richiesta chesia per evitare orribili conseguenze sia per- la logica sia conservativa nell’adempiere alché il vocabolario logico non potrebbe al- suo ruolo espressivo e l’idea, appena men-trimenti svolgere la sua funzione espressi- zionata, della non conservatività legata allava (pag. 75), dall’altro, poco dopo, afferma pratica materiale. Il fine espressivo dellache la conservatività non è un vincolo per logica, esplicitare le inferenze materiali, èl’introduzione o l’evoluzione di un termine nel in contrasto con i suoi stessi vincoli espres-linguaggio. Essa mostrerebbe soltanto che sivi, la conservatività. Ma senza tali vincoli,ci sono concetti che hanno un contenuto l’espressivismo sembra una posizione cheautonomo corrispondente ad un’inferenza include sia la logica sia molto altro.materiale implicita che non è già implicita Credo che le suddetta tensione possa es-in altri concetti in uso, e che è suscettibile di sere, quanto meno, intuitivamente dis-essere sottoposta a “critica socratica”(pag. solta tracciando quello che, a mio parere,77). La nozione di rendere espliciti i nostri dovrebbe essere il compito del filosofoimpegni materiali impliciti diventa, alla Brandomiano. Il filosofo Brandomiano as-luce di ciò, oscura e sembra essere legata somiglia a quello Wittgensteiniano almenopiù di quanto lo stesso Brandom vorreb- in due sensi: (i) Nel rifiutare il tentativo dibe alla nozione di “validità formale”. Per edificare una teoria sistematica del signifi- PERLAPPUNTO 20
  21. 21. L’INTERVISTAcato per cui Brandom, criticando la teoria as possible. Having done that, one should laydi Dummett, afferma che “Seguendo l’in- down another, perhaps quite different set ofsegnamento generale di Wittgenstein, non premises, and extract consequences from themdovremmo assumere che il nostro schema as rigorously as possible. The point was not insia simile a questo o dipenda da un insie- the first instance to endorse the conclusions ofme soggiacente di contenuti come questo any of these chains of reasoning, but to learnesolo perché siamo obbligati a rimuovere our way about in the inferential field they alltutti i casi particolari in cui lo scopriamo defined, by tracin many overlapping, intersec-venire meno a siffatto ideale”(Brandom ting, and diverging paths through the terrain.2002, pag. 79). (ii) Nell’intendere il linguag- That is how we would learn what differnce itgio come una serie potenzialmente infinita would make, in various contexts, if we were todi giochi linguistici. Il lavoro del filosofo, endorse some claim that figures as a premise income nel caso di quello wittgensteiniano, many of the infernces, and what might entit-non giunge e non può giungere mai ad le us to a claim that shows up as a consequnceun termine. Quest’ultimo è alle prese con in many of the inferences. Actuallt plumpingun linguaggio multiforme governato da for and defending any of these theses is thenpratiche materiali in grado di ricostruire, a subsequewnt, parasitic, and substantially lessmodificare o ristrutturare continuamente inmportant stage of the process. The principall’attività inferenziale ad esso connessa. Ciò aim is not belief, but understanding”(Brandom,fa sì che ci sia continuamente bisogno, di Metaphilosophical reflections on the idea ofvolta in volta, della pratica socratica ai fini metaphysics, in Proceedings of the workshop ondi esplicitare inferenze e di armonizzare gli Bob Brandom’s recent philosophy of language: To-impegni e i titoli ad esse connessi. “Curare wards an analytic pragmatism. Genoa, Italy, Aprili nostri concetti e i nostri impegni inferen- 19-23, 2009, pag 183).ziali materiali alla luce dei nostri impegniasserzionali […] è un lavoro gravoso, che va Questo è lo spirito con cui dovremmo av-affrontato caso per caso”(Brandom 2002, viare le nostre riflessioni sulle relazionipag. 81). semantiche fra differenti vocabolari. InIl linguaggio, per Brandom, non è un fat- questo senso, il compito del filosofo con-to eterogeneo tanto che, in accordo con siste nel vedere come e perché le nostrel’olismo, è disposto a parlare di linguaggi pratiche di “esplicitazione” possano es-piuttosto che di un linguaggio. Nuovi vo- sere elaborate a partire da differenti vo-cabolari, inoltre, possono nascere in ogni cabolari, comprendendo nel concetto dimomento. Dato questo contesto, Brandom vocabolario le pratiche e le abilità che losposa l’impostazione di David Lewis: contraddistinguono. Questa pratica ha lo scopo di fare chiarezza sul rapporto che “He thought what philosophers should do is intratteniamo con i diversi vocabolari, sul-lay down a set of premises concerning some le pratiche discorsive ad essi connesse etopic of interest as clearly as possibile, and ex- sul modo in cui ci rapportiamo ad essi. Latract consequences from them as rigorously possibilità di comprendere non si dà ridu- PERLAPPUNTO 21
  22. 22. L’INTERVISTAcendo il linguaggio ad un unico fenomeno, possano essere oggetto di una teoria (senzama sapendo attraversare i confini delle di- ovviamente negare che le espressioni sianoverse pratiche linguistiche. Comprendere dotate di significato)” (Brandom 2002, pag.il linguaggio significa, quindi, arrivare ad 73-74). La logica è forse, per Brandom unouna consapevolezza dell’uso materiale dei strumento utile nello svolgere il compitoconcetti all’interno delle singole pratiche del filosofo per come lo abbiamo descrit-discorsive e a conoscere le loro relazioni. to. È uno strumento con cui sondare, di volta in volta, le nostre pratiche materiali“The distintive kind of semantic understanding che, però, si sottraggono costantemente alI am suggesting […] can be well served by ac- poter essere ingabbiate in un edificio pret-cumulating, particular, local connetions that tamente logico. Un mezzo con cui, in unsupport no antecedent global program and dato momento della nostra pratica, datoperhaps could be predicted by none. Nor must un certo tipo di vocabolario, possiamo in-the search for such semantic relations among terrogarci su quali concetti dovremmo uti-vocabularies and the discursive practices-or- lizzare.abilities they specify or that deply them be L’impresa di Brandom si fonda sulla suamotivated by some deep-seated philosophical concezione fondamentale della pratica lin-anxiety or puzzlement, the proper deflating guistica. Ma, per quanto io possa dire, indiagnosis of which then exhibits or renders the BSD Brandom non offre alcun argomentotask of exploring those relations otiose. Simple a sostegno di tale concezione. Si può legit-curiosity, the desire to deepen our understen- timamente sospettare che Brandom nonding can suffice, for this sort of philosophical abbia saputo dare una risposta alla sfidatheorizing”(Brandom, Metaphilosophical re-flections on the idea of metaphysics, in Pro-ceedings of the workshop on Bob Brandom’srecent philosophy of language: Towards ananalytic pragmatism. Genoa, Italy, April 19-23,2009, pag 184).Il compito del filosofo è, dunque, quellodi accrescere la nostra consapevolezzanell’uso dei nostri concetti, delle nostrepratiche inferenziali, ai fini di perfezionar-le, o “armonizzarle”, nell’ambito, governa-to dalle inferenze materiali, del dare e ri-chiedere ragioni. Brandom rifiuta, dunque,esplicitamente la possibilità di una teoriasistematica del significato: “Chi assumel’eterogeneità del linguaggio in questosenso negherà l’esistenza di significati che PERLAPPUNTO 22
  23. 23. L’INTERVISTAdi WIttgenstein. Tuttavia, sembra che egli nian physics. Pragmatism shared with theconsideri la sua risposta a questa sfida original Enlightenment a view about thecome il risultato offerto dalla realizzazione centrality of reason in human life but in andel suo progetto. In questo senso, dobbia- attempt to understand that in the intellec-mo rivolgerci alle sue analisi, attendendo tual context provided by the deliverancesun maggiore affinamento del progetto of the latest and most sophisticated sci-Bramndominao in filosfia. ences, but the sciences in the nineteenth century they were responding to were very different from mathematized newtonian L’intervista physics, Darwin of course was huge but so were the statistical and social sciencesRobert B. Brandom, membro del “Center which arose at that time.for the Philosophy of Science” e di “Ame- Something like a master idea of classicalrican Academy of Arts and Sciences”, è American pragmatism was that the sameDistinguished Service Professor of Philo- processes that produced order out of dis-sophy presso l’università di Pittsburgh. Ha order in evolution were also in play in ordi-inoltre insegnato a Princeton, Berkeley e nary learning processes in individuals, thatpresso University of Mcihigan. Le sue nu- the selection of stable forms and habits bymerose pubblicazioni vertono principal- the extent to which they provided a solu-mente su la filosofia del linguaggio, la filo- tion to real world problems was commonsfia della mente e la filosofia della logica. to both and one of the master ideas was toA partire dagli anni novanta Brandom si è try and understand all sorts of intelligenceimposto all’attenzione della comunità filo- from the animal to the most sophisticatedsofica internazionale con il suo monumen- scientific on that model.tale “Making it explicit”. It has always seemed to me that the ad- vances in thinking about language andQ: Still on the topic of analytic pragmatism, about projects that were characteristic ofwhat do you think is most important in a analytic philosophy provided special re-pragmatist project? And so what has prag- sources for the pursuit of that pragmatistmatism to gain from the connection with project but that for largely contingent,analytic philosophy? axiological reasons, the people who cared about the one project were not the peopleA: Pragmatism always was a view about who were masters of the other tools. In aus as knowing creatures, as understand- contemporary context I think the mosting creatures, it was always a naturalistic important pragmatist idea is to under-view, I think of it as part of as a second En- stand what we mean or the contents oflightenment, the first Enlightenment had our thoughts in terms of what we do. Thebeen naturalist and empiricist in a way classical pragmatists read that in an instru-that was much informed by the scientific mentalist way, I think they squeezed whatachievements of its days, the early Newto- juice there was out of that idea and it’s not PERLAPPUNTO 23
  24. 24. L’INTERVISTAthe most promising way to understand the in independence of one another but clearlykind of normativity, the practical norma- had things to say to one another. The greattivity that articulates our intentionality weakness it seems to me of the anthropo-and discursiveness, there are better ways logical tradition is that it makes nothingof thinking about that now. of the mathematical grip that we’d finallyAnd in the more particular context of phi- gotten on meanings though the modallosophy of language, there’s a kind of se- theoretic logistical tradition and the greatmantic pragmatism that says: let’s look at failing it seems to me of that logistical tra-the social practices that are discursive and ditions is that it has very little to say, andlinguistic practices or the particular abili- what it has to say is not philosophically so-ties that individuals exercise and try and phisticated or promising, about what it issee in a broadly functionalist spirit how in virtue of which we associate the seman-those can confer propositional content, tic interpretants with the primitives, theconceptual content on the doings that play things that we include into that process ofa suitable role in them. recursive generation.And the hope is in that way to be able to So clearly the time has come to bring thesesynthesize the two fundamental traditions traditions into dialogue with one anotherin thought about language that were char- and analytic pragmatism as I’m pursuing itacteristic of the whole twentieth century, is one way of doing that.one that I might identify with Frege, withRussell, with Carnap and Tarski, and with Q: Today in your speech you have beenQuine and David Lewis, that is looking at speaking about how philosophers could orlanguages from a formal-mathematical actually should contribute to cognitive sci-point of view and looking at artificial lan- ence. The other way around, do you thinkguages thinking about how if one associ- philosophy as such has something to gainates semantic interpretants with simple from the connection and collaborationbits of free language one can then generate with cognitive science?a systematic way of associating semanticinterpretants with a whole a range of com- A: I certainly do and there are numerousplex expressions. philosophers who are showing what canAnd on the other hand the other tradition be gained from that. The way I pursuethat is a more anthropological tradition philosophy is not however I think amonglooks at language and discursive practices them. And this is a regard in which I’m outas features of an episode in natural history of step both with a significant traditionand a certain kind of organism, us, that’s in analytic philosophy which has alwaysmuch more the way that classical pragma- cared about the science of its time and, astists thought about it, but Wittgenstein is I indicated earlier, with the pragmatist tra-another avatar of that. dition which followed the EnlightenmentAnd those two ways of thinking about lan- in caring a great deal about the science ofguage were developed and pursued largely the time. PERLAPPUNTO 24
  25. 25. L’INTERVISTAThe sense in which I do care about the sci- have to do such that doing that counts asences is that it is the most sophisticated saying, thinking or meaning something”,form of understanding that we have and then we can begin to see the continuityit’s our job as philosophers to understand with the pragmatist tradition.that. Science is also the most spectacular Q: Now, speaking specifically of philosophyand successful social institution of the last of language, do you think that philosophythree hundred years and I think we need of language still has a future and is opento understand that, and how it is connect- to developments in the future or will ited to its cognitive achievements, that is lose ground to cognitive science? In otherachievements in understanding. words, will the development of cognitiveThat’s taking science as a target for under- science render philosophy of language ob-standing, it’s a very different thing to try solete?and incorporate results in primatology, indevelopmental psychology and in psychol- A: I don’t think so, because language loomsogy more generally, in physiology and so so large in cognitive function at any higheron as inputs into philosophical thinking. level so at any levels that are most signifi-I’m inclined to make a relatively sharp dis- cant for thinking about us. Intellectuallytinction between the philosophical ques- the twentieth century was the century oftion of what counts as talking or thinking language, not just in analytic philosophyor meaning meaning that things are thus but absolutely equally in continental phi-and so and empirical research into how losophy.creatures that are evolved, wired up, em- No one’s a more serious philosopher ofbodied and trained as we are managed to language than Heidegger for instance, it’sdo something about that. That last seems a serious topic for him, the emphasis onto me a question of considerable intellec- genealogy and ideology in continental phi-tual import but not to be a core philosophi- losophy is a focus on the way in which forcal question. instance power relations can come to beI’m distinguishing here between saying embodied and encoded in systematicallywhat the trick consists in, the trick of think- discursive structures of communication.ing something, a philosophical question, The entire prior culture in its thinkingand saying how the trick is done, which I about us has come to see the significancethink is an empirical question that phi- of language in transforming us from mere-losophers as intellectuals can be interested ly sentient into genuinely sapient crea-in but as philosophers have no particular tures, so there is no question but languageexpertise in addressing. And this is a ques- is going to continue to be a central focus intion of what do you have to do such as that cognitive science.counts as thinking or saying or meaning And I believe that philosophers of lan-that things are thus and so, that’s the ques- guage bring particular conceptual resourc-tions I’m principally interested in and you es to bear on thinking about language andcould put that in the form: “what do you one of the reasons we do is because our PERLAPPUNTO 25
  26. 26. L’INTERVISTAtradition more or less begins with the logi- modal logical vocabulary but the mostcal revolution, the revolution ultimately philosophically important feature of thein semantics that Frege initiated, which modal revolutiongave us our first algebraic grip on notions was the second way when people likeof meaning, and I think we’re in a position David Lewis, Stalnaker, Kaplan, Mon-there like the position that physicists were tague showed in the apparatus of pos-in as Galileo and then Descartes began to sible worlds, the kind of modal theoryassemble the conceptual tools that would that Kripke had come up with, an es-place a mathematical grip on the motion of sentially Tarskian modal theory to theobjects in space. modal logical case Kripke deployed, to provide an intentional semantics forQ: My last question is with a look to non-logical expressions, but generallythe future, because during the present the third phase of the modal revolutionworkshop your theories have been com- was Kripke’s discussion of metaphysicalmented upon, expanded upon but also modalities and separation of necessitysomewhat challenged. So the question from a priority and so on. In Naming andis what are according to you the main Necessity I actually think that the philo-problems or challenges that your phi- sophical action was in the second way.losophy may have to face? It’s a challenge for us to extend that progress to a fuller and more flexibleA: At the center of my views is an ap- way of mathematically representingproach to semantics from the side of the meanings of both ordinary non logi-inference by contrast to the traditional cal expressions and eventually that sortapproach on the side of representation. of philosophically important conceptsIt takes as one of its fundamental cate- such as personal identity, justice and sogories the notion of expression but read on that philosophers have properly con-in a conceptual way about it, a way that cerned themselves with.is related to emotions gestures and so And since these are the very early dayson just as the expressivist tradition typi- on doing that on the semantic inferen-cally had had. tialist line the contents of non logicalThat sort of rationalist, inferentialist ex- concepts as well as logical concepts arepressivism I think was initiated by Hegel, articulated by the role they play in mas-that’s one of the reasons that I’m inter- sively multi-premiss non monotonicested in him, but it’s absolutely critical material inferential relations. We don’tthat we be able to get that sort of alge- now have a good mathematical repre-braic control over conceptual roles that sentation of such relations and the rolewe have seen tantalizing progress in the such expressions play in them.second way of the modal revolution and So I think the immediate challenge for athe first way of the modal revolution semantic inferentialist is to see how wewas Kripke’s provision of semantics for can do that. PERLAPPUNTO 26
  27. 27. L’INTERVISTABibliografiaR.B. Brandom, Making It Explicit: Reasoning, Repre- Penco, Assertion and inference, in Proceedings ofsenting, and Discursive Commitment, Harvard Uni- the Workshop on Bob Brandom’s Recent Philosophyversity Press (Cambridge) 1994 of Language: towards an analytic pragmatism (TAP- 2009) Genoa, Italy, April 19-23, 2009).R.B. Brandom, Between Saying and Doing, Towardsan Analytic Pragmatism, Oxford University Press R. Giovagnoli, Razionalità espressiva. Scorekeeping:2008. inferenzialismo, pratiche sociali e autonomia, Mime- sis, Milano, 2004.R.B. Brandom, Articolare Ragioni, Introduzioneall’inferenzialismo, Il Saggiatore, Milano 2002. R. Giovagnoli, “Osservazioni sul concetto di ‘pratica discorsiva autonoma’ in R.Brandom”, in Etica epo-Brandom, Metaphilosophical reflections on the idea litica, X, 2008(223-235).of metaphysics, in Proceedings of the workshop onBob Brandom’s recent philosophy of language: To- Daniele Santoro, The Modal Bond of Analytic Prag-wards an analytic pragmatism. Genoa, Italy, April matism, in Etica & Politica / Ethics & Politics, XI,19-23, 2009, pag 183) 2009, 1, pp. 385-411R.B. Brandom, Asserzione e Verità, in A.Bottani, C. AAVV, Proceedings of the workshop on Bob Bran-Penco, Significato e teorie del linguaggio, FrancoAn- dom’s recent philosophy of language: Towards angeli,1991 analytic pragmatism. Genoa, Italy, April 19-23, 2009, edit by C. Penco, C. Amoretti, F. Pitto. ReperibiliAAVV, Discussione su Making it Explicit, in Iride 1999. all’indirizzo: http://sunsite.informatik.rwth-aachen.P.Leonardi, recensione di Making It Explicit, Lingua e de/Publications/CEUR-WS/Vol-444/Stile, 1997 32:539-55. Le informazioni relative al workshop, alcuni linksC.Penco,”Ragioneepraticasociale”,Rivista di filosofia, relativi alla filosofia di Brandom e i video delle letture3, 1999: 467-489. magistrali di R. Brandom sono reperibili all’indirizzo: http://www.dif.unige.it/epi/con/tap/indextap09. html PERLAPPUNTO 27
  28. 28.  PERLAPPUNTO 28
  29. 29. MENTEECORPO Storia di uno strano rapporto PERLAPPUNTO 29
  30. 30. MENTEECORPO Maria Elena Buslacchi Il corpo e la mente Corpo(ral)menteSe il cogito è la base praticamente as- programmato può divenire una mente?sodata del pensiero occidentale, la sua O la mente, per essere tale, necessita diimplicazione primaria, ovvero che bi- quelle componenti strettamente biolo-sogna esistere per poter pensare, non è giche ed organiche che sono il cervello,altrettanto stabile e definita. il sistema nervoso, e addirittura tut-Si può esistere, infatti, in molti modi, o ti gli altri apparati del corpo umano?meglio: non si può che esistere sotto la Prendendo a prestito l’immagine dallaforma di una qualche figura, e questa fantascienza, in un mondo in cui gli an-figura è per l’appunto, per ciò che noi droidi si fossero mescolati agli uominiesseri umani possiamo comunemente e ne fossero divenuti indistinguibili, sa-constatare, il corpo. Cominciamo ad remmo disposti a sostenere che un cer-esistere, infatti, sotto forma di mate- vello meccanico non pensi? La distin-ria organica, e siamo ad essa vincolati zione tra umano e androide andrebbeper il resto della nostra vita. Il pensare fatta a priori o a posteriori? Per la ma-necessariamente implica l’esistere, ma teria di cui si è composti, o per il modonon una forma qualsiasi dell’esistere, in cui si agisce?bensì una forma che sia capace di pen- Per Cartesio il corpo umano non è chesare. E quali sono le forme dell’esistere una macchina di terra. Ma la res cogitansche permettono anche di pensare? vi è comunque legata attraverso ghian- dola pineale. Un aspetto organico èConsideriamo un robot che si com- sempre presente nelle visioni dualisti-porti, esteriormente, proprio come che del corpo: le cellule grigie pensanoun essere umano. Saremmo disposti a per noi, il cuore è sede dei sentimenti,dire che esso pensa? Già ci turba il fatto il fegato si rode dalla rabbia, lo stomacodi associare, linguisticamente, il verbo si stringe per il dolore o la paura. Anche“pensare” ad un soggetto tradizional- un’interpretazione che veda il corpomente destinato, nella lingua italiana, sottomesso ad un’anima, non prescin-ad oggetti inanimati: esso. John Searle de dall’importanza dello stesso, tant’ènel 1980 lanciò proprio questa provoca- vero che in tutte le religioni che riten-zione: un computer opportunamente gono lo spirito la vera essenza dell’uo- PERLAPPUNTO 30
  31. 31. MENTEECORPOmo è presente un aspetto di mortifica- gli altri senza doversi necessariamen-zione del corpo, sotto forma di digiuno, te portare appresso il corpo: la virtua-privazione, addirittura umiliazione, ne- lizzazione del reale rende l’organismocessario al raggiungimento della fase di sempre più superfluo. Abbiamo un ava-beatitudine suprema, estasi o nirvana tar, una descrizione magnificata di ciòche sia. che siamo, o vorremmo essere, ed un computer connesso ad internet. TantoPer quanto si possa tentare di con- ci basta, spesso, per conoscere nuovefinarlo a fardello di carne, o carcere persone, o meglio, immagini delle stes-dell’anima, il corpo resta l’unico modo se. Eppure con ciò non ci siamo liberatiche abbiamo di stare al mondo, e, del corpo, che continua ad es-in definitiva, di esistere. Il corpo serci necessario per digi-non è, con una sineddoche assai tare i tasti sulla nostradiffusa nelle lingue europee, il qwerty, per osservare lobraccio esecutore della men- schermo, perte, ma è qualcosa che stimola il ascoltare musi-pensiero attraver- ca, o la voce diso i suoi impulsi chi sta al di là. Inervosi, ciò che nostri polpastrel-vede, sente, in li riconoscono aluna parola per- tatto i pulsanti, il no-cepisce, senza che stro corpo si muove conciò gli sia stato prece- grande agio tra i mecca-dentemente ordinato. È nismi di cui ci serviamo,anche il nostro modo di inte- memorizzando senza cheragire con gli altri, di instaurare noi ce ne rendiamo troppo con-legami e relazioni. L’unico modo? to la posizione dei tasti, l’intensità diQuantomeno, l’unico mezzo. Se forza necessaria per premerli... Il corponon avessimo questa consapevolezza, è molto più presente di quanto non sia-non ci daremmo pena di tagliarci i ca- mo comunemente abituati a credere. Epelli, vestirci alla moda (o scegliere di il corpo virtuale che contribuisce a cre-non farlo), modificare più radicalmente are ne è niente meno che una filiazioneil nostro corpo con tatuaggi e piercing. diretta, seppure virtuale. Il desiderioSentiamo di dover esprimere qualcosa stesso di crearsi un corpo virtuale, undi noi attraverso la nostra componente corpo-cartoon, non può che nascerefisica. È interessante osservare come si dall’insoddisfazione per il corpo che sicerchi oggi di entrare in contatto con ha in realtà. Per il corpo che ci ritrovia- PERLAPPUNTO 31
  32. 32. MENTEECORPOmo ad avere, che possediamo. mente il proprio pensare. Il corpo èUn corpo si ha? Si possiede? merce di scambio, organismo di sedu-Questa presunzione di possesso del zione: dall’infanzia alla terza (e quarta,corpo da parte della mente insita nel e quinta) età viene sottoposto a conti-linguaggio comune stabilisce già una nui trattamenti di manutenzione chesoggezione culturale dell’uno all’altra. ne esaltano e conservano il potenzialeVale la pena chiedersi se la stessa cosa attrattivo. Le rughe non disegnano piùavvenga in tutte le tradizioni, e quan- la storia delle battaglie della vita: sonoto questo incida sulla discrasia che può imperfezioni da spianare, per avvici-crearsi tra ciò che ci si sente (mental- narsi ad un modello di bellezza sempremente) e ciò che si è (fisicamente). In più irraggiungibile. Le silfidi che sfilanomodo quasi paradossale, è il corpo che sulle passerelle di Milano hanno pocodecide linguisticamente che cosa sia- della carnalità della bellezza italiana; lemo, sebbene sia la mente a prevalere dive alla Pamela Anderson somiglianoculturalmente su di esso e ad indicare più ad imitazioni plastificate dell’esse-come ci sentiamo. D’altronde, il corpo re umano che ad essere viventi in carneindica che cosa siamo per la società, ed ossa. L’invecchiamento e la malattiaper il mondo – dal momento che per sono condanne meritate – e in questogli altri non possiamo esistere se non fa scuola l’etica americana, che col-attraverso il nostro corpo – mentre la pevolizza il soggetto come principalemente rappresenta nell’idea comune responsabile del suo indebolimento fi-il nostro essere intimo e personale. La sico.questione interessa ognuno di noi, in Quando i segni del decadimento si fan-misura più o meno forte e lacerante. no evidenti dal punto di vista esteticoGli adolescenti sono più portati a inter- e funzionale, immediatamente scattarogarsi in materia rispetto agli adulti, l’esorcismo, secondo un ovvio mecca-ma il problema non si esaurisce con gli nismo di negazione. Ma perché negareanni. E il conflitto si fa più evidente nel il processo di maturazione del corpo?caso, ad esempio, dell’omosessualità: il Perché considerarlo un allontana-corpo che si possiede può in certi casi mento dall’ideale predefinito? Propriorisultare allora “sbagliato”, non corri- perché del corpo si ha un’idea – unspondente a ciò che la mente ritiene di concetto prodotto dalla mente – allaessere. È questo un conflitto compro- quale si considera naturale adeguarsi.vante la distinzione netta tra mente e L’operazione è chiaramente innatura-corpo? La questione merita di non es- le, ma viene accettata come normalesere liquidata così semplicisticamente. dalla società, forse in una reminiscenzaC’è anche chi del corpo fa la sua carta del καλὸς κἀγαθός dell’antichità. Allavincente, e vi sottomette volontaria- bellezza estetica viene associata la mo- PERLAPPUNTO 32
  33. 33. MENTEECORPOralità, o meglio: all’immagine esteriore bo, per i sorprendenti casi in cui un in-viene associata un’approvazione auto- dividuo in coma si risveglia ascoltandomatica dell’interiorità, che passa però, le note di una canzone amata, o la vocedi fatto, in secondo piano. Sappiamo di una persona cara. Viene spontaneobene che l’abito non fa il monaco, ma quindi chiedersi se l’annullamentosiamo indotti a dimenticarcene dal- del corpo coincida o meno con l’an-la società stessa, da certe aberrazioni nullamento della mente, e come i duedella politica, dai meccanismi della aspetti si possano connettere. La que-televisione, della pubblicità. Si giunge stione introduce agli irrisolvibili dibat-persino a ribaltare il concetto di salu- titi sull’eutanasia, sul suicidio assistito,te: circolano sul web blog e siti che in- sull’accanimento terapeutico, sulla di-neggiano alla magrezza assoluta come gnità della persona umana, e richiamaideale di bellezza, di successo e quindi alla mente l’imbarazzo che caratterizzadi filosofia di vita. Consigli per vomi- le discussioni sull’aborto, pragmati-tare con semplicità, regole per impa- camente liquidate alla fine con un ar-rare a digiunare, tutto questo si legge bitrario compromesso. Dove e quandonella cosiddetta letteratura “pro-ana” comincia l’uomo ad essere uomo? Neie “pro-mia”. Comunità reali e virtuali geni? Nell’anima? Nel cervello? Dopoesaltano le dee Ana (dell’anoressia) e uno, tre, sette mesi dal concepimento?Mia (della bulimia) e invitano a prati- Le concezioni che si possono avere alcare la religione del non mangiare, con riguardo portano agli esiti più diver-tanto di comandamenti da seguire rigo- si, e giustificano potenzialmente ognirosamente. In Italia sono due milioni i posizione, da quelle più moderate finomalati di anoressia, un decimo dei quali all’eugenetica.maschio, con un aumento dell’inciden-za dei disturbi del comportamento ali- Il corpo è insomma mezzo e monetamentare nella fascia femminile tra i 12 di scambio, strumento conoscitivo ede i 25 anni. Tutto questo può far parlare espressione di noi stessi, è il cervello e ladi una vera e propria epidemia socia- pelle, l’occhio che mette a fuoco, il neu-le. Nessuno di noi sarebbe disposto a rone che viaggia e il sangue che scorre.sostenere che si tratti di un problema Il corpo è fatto di atomi, di molecole,soltanto fisico. La patologia del corpo di chimica organica ma pur sempre dinon va scissa dalla patologia mentale, chimica, così come di chimica sono fattitanto che non di rado si può parlare i robot. Il corpo percepisce e la mentedi psicosomatosi: non solo per quanto riordina? L’intelletto comprende? Cheriguarda, ad esempio, le degenerazio- senso hanno queste distinzioni, a di-ni del sistema nervoso, ma anche per i stanza di secoli dalle prime diatribe alcomprovati successi dell’effetto place- riguardo? PERLAPPUNTO 33

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