Università degli Studi di Cagliari
        Facoltà di Scienze della Formazione

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Indice

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Storia dello Stemma
La vicenda dell'emblema con i quattro mori si sviluppa nel contesto delle
complesse relazioni mediterr...
La teoria autoctona, ripresa nell’Ottocento e
influenzata dal clima del romanticismo, fu
portata avanti da autori quali l’...
In Sardegna e su documenti sardi la prima sicura attestazione dello stemma è
sul frontespizio degli atti del braccio milit...
Varianti grafiche
La croce rossa in campo bianco con le quattro teste di moro è essenziale nello
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secondo alcune interpretazioni era il cerchio di bronzo che adornava la fronte
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Con deliberazione n. 13/17 del 24.3.2009 “Comunicazione istituzionale della
Regione Autonoma della Sardegna: direttive app...
Tav. 1 – Varianti ufficiali dello stemma




Stemma della Regione Sardegna come          Gonfalone della Regione Sardegna ...
Analisi comparativa dei due ultimi stemmi ufficiali della Regione Sardegna

Introduzione
Lo stemma di un ente pubblico e d...
Conformazione del profilo del moro

                  Il moro ha una conformazione allungata del cranio secondo le
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Posizione della benda e disposizione dei lacci
La posizione della benda è una delle caratteristiche che più hanno fatto
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Forma dello stemma

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Utilizzo dello stemma

Entrambe le versioni degli stemmi possono essere integrate con un logotipo,
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Lo stemma nella Comunicazione
Come si è visto sinora, lo stemma dei Quattro Mori identifica l’identità culturale
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Comunicazione Sociale




Manifesto a favore dell’insegnamento       Un gruppo sardo attivo nel mondo
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 Chinotto prodotto da una azienda isolana      Il più famoso utilizzo dello stemma come
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Espressione Artistica




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 sono 4 lavorato...
Poster realizzato per una manifestazione artistica di rivisitazione del simbolo
della Sardegna.




Infine una dimostrazio...
Riferimenti e Link


Emblemi della Regione autonoma della Sardegna


Stemma         http://www.regione.sardegna.it/documen...
Lo studente




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Bandiera dei 4 mori

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Bandiera dei 4 mori

  1. 1. Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Scienze della Comunicazione - Metodi e Tecniche della Rappresentazione Grafica - A.A. 2008/2009 - Elaborato Finale di Giovanni Toccu - Lo Stemma dei Quattro Mori origini, storia, evoluzione ed utilizzo Cagliari, 28 luglio 2009
  2. 2. Indice Indice ................................................................................................................................... 2 Storia dello Stemma ............................................................................................................ 3 Evoluzione storica ............................................................................................................ 3 Teorie alternative ............................................................................................................. 5 Varianti grafiche .................................................................................................................. 6 Normativa ............................................................................................................................ 7 Analisi comparativa dei due ultimi stemmi ufficiali della Regione Sardegna ..................... 10 Introduzione ................................................................................................................... 10 Conformazione del profilo del moro ............................................................................... 11 Direzione del volto ......................................................................................................... 11 Posizione della benda e disposizione dei lacci .............................................................. 12 Proporzioni della testa ................................................................................................... 12 Forma dello stemma ...................................................................................................... 13 Croce Rossa .................................................................................................................. 13 Utilizzo dello stemma ..................................................................................................... 14 Ulteriori Caratteristiche .................................................................................................. 14 Lo stemma nella Comunicazione ...................................................................................... 15 Comunicazione Politica.................................................................................................. 15 Comunicazione Sociale ................................................................................................. 16 Comunicazione Commerciale ........................................................................................ 17 Espressione Artistica ..................................................................................................... 18 Riferimenti e Link............................................................................................................... 20 Emblemi della Regione autonoma della Sardegna ........................................................ 20 Bibliografia ..................................................................................................................... 20 Fonti su WEB ................................................................................................................. 20 Lo studente........................................................................................................................ 21 Pag. 2/21
  3. 3. Storia dello Stemma La vicenda dell'emblema con i quattro mori si sviluppa nel contesto delle complesse relazioni mediterranee nelle quali l'insularità della Sardegna ha un importante ruolo di integrazione. Evoluzione storica Lo stemma dei quattro mori compare per la prima volta nei sigilli in piombo della Cancelleria reale aragonese e stava a rappresentare la riconquista spagnola contro i Mori che occupavano buona parte della penisola Iberica. E’ infatti composta dalla croce di San Giorgio, simbolo pure dei crociati che combattevano gli stessi Mori in Terra Santa, e le quattro teste mozzate rappresentavano quattro importanti vittorie conseguite dai catalano-aragonesi in Spagna, rispettivamente la riconquista di Saragozza, Valencia, Murcia e le Baleari. La riproduzione più antica risale al 1281, sotto il regno di Pietro il Grande. Dopo che la Sardegna entra a far parte della Corona d'Aragona tali sigilli vi giungono a chiusura dei documenti dei re Giacomo II (1326), Alfonso il Benigno (1327-1336) e Pietro IV (1336- 1387); alcuni esemplari sono conservati nell'Archivio storico comunale di Cagliari. (nell’immagine sigillo in piombo del 1281, di Pietro d'Aragona) Sin dal XIII secolo esiste una variante autoctona sulla genesi dello stemma. Gli autori che la proposero, in genere ecclesiastici, sostennero, con poche varianti di argomentazioni, che risalirebbe all’epoca delle invasioni arabe quando i Sardi lottarono duramente per la difesa dell’Isola. In particolare sarebbe da ricondurre al periodo delle fortunate imprese contro il re arabo Museto (1014- 1016). In quella circostanza il papa Benedetto VIII avrebbe consegnato ai Pisani, che insieme ai Genovesi contribuirono a scacciare gli invasori dalla Sardegna, uno stendardo con una croce rossa in campo argento o bianco (croce di S.Giorgio, patrono della cavalleria cristiana) perché fosse utilizzato nel campo di battaglia; la guerra contro gli Arabi avrebbe assunto, dunque, nell’Isola il significato di vera crociata. Successivamente, a motivo delle vittorie riportate sui nemici, i Sardi avrebbero accantonato le teste dei mori vinti nei quattro angoli della croce. Secondo alcuni il numero di quattro avrebbe rappresentato altrettanti re mori uccisi durante la lotta e ritrovati nel campo di battaglia adorni di preziosi turbanti; secondo altri avrebbe fatto riferimento alle quattro vittorie riportate su Museto. Pag. 3/21
  4. 4. La teoria autoctona, ripresa nell’Ottocento e influenzata dal clima del romanticismo, fu portata avanti da autori quali l’Angius e il Meloni-Satta i quali, non rinunciando a Satta conferirle una dignità ancora più esaltante, identificarono nei mori i quattro Giudicati sardi vittoriosi sugli Arabi. Presentata in questa forma, di certo la teoria era molto appagante, in quanto riconosceva nello stemma un Una visione simbolica di Efisio simbolo vittorioso, tutto sardo, nato nel Garau rappresenta la nascita della periodo giudicale. bandiera Sarda. Risale al Trecento anche lo “Stemmario di Gelre”, un manoscritto compilativo conservato a Bruxelles, che riproduce gli stemmi di tutta Europa e riporta per la Sardegna la bandiera con i quattro mori. E' però possibile che lo stemma sardo sia stato aggiunto qualche decennio dopo perchè all'epoca della stesura (1370 (1370-1386) esisteva il “Regno di Sardegna e di Corsica” comprendente entrambe le isole. dente La più antica riproduzione a stampa dei 4 mori è “La magnifique et somptueuse pompe funebre faite aus obseques et funerailles du tres grande et tres victorieus empereur Charles cinquieme, celebrees en la ville de Bruxelles le 29e jour du mois de Dicembre 1558 par Philippes roy catholique d’Espaigne son fils”, pubblicato ad Anversa dal famoso tipografo Plantin nel 1559. I quattro mori sono presenti sulla bandiera e sulla gualdrappa di un cavallo condotto a mano da nobili cavalieri. Nel Quattrocento si consolida la leggenda che spiega i quattro mori sullo stemma con l'intervento di san Giorgio nella battaglia di Alcoraz nel Nord della Spagna, vinta nel 1096 dagli Aragonesi contro i mori invasori che lasciarono sul campo di battaglia anche le teste coronate di quattro loro sovrani. Alla fine nche del secolo, quando la Corona d'Aragona e il regno di Castiglia si uniscono nel Regno di Spagna, fra gli stati della Corona, la Sardegna continua nell'uso dello stemma con i quattro mori mentre l'Ara l'Aragona-Catalogna privilegia i pali Catalogna catalani. Pag. 4/21
  5. 5. In Sardegna e su documenti sardi la prima sicura attestazione dello stemma è sul frontespizio degli atti del braccio militare del parlamento sardo, i “Capitols de Cort del Stament militar de Serdenya” stampato a Cagliari nel 1591. Il frontespizio degli “Annales de la Corona de Aragòn”, pubblicato nel 1610 da Jeronimo Zurita affianca i tre stemmi della Corona: la croce d'Aragona, i pali di Catalogna ed i quattro mori, ormai peculiari della Sardegna. Lo stemma da allora fu riprodotto sui più diversi supporti: pubblicazioni a stampa, tesi universitarie, carte geografiche, edifici e monete di età spagnola (cagliarese di Carlo II, 1665-1700) e sabauda (mezzo scudo di Carlo Emanuele III, 1768, cagliarese di Vittorio Emanuele I, 1813) fino al 1842 (centesimi di Carlo Alberto). (Nell’immagine a lato è rappresentato lo Stemma del Regno di Sardegna riprodotto in un libro del giurista Antonio Canales de Vega - anno 1631) Dal Settecento ai quattro mori fu sovrapposto lo stemma sabaudo con aquila recante sul petto lo scudo rosso con croce bianca. La riscoperta delle identità nazionali, molto sentita nell'Ottocento, portò a percepire lo stemma dei quattro mori come simbolo identitario ed a riportarne l'origine al periodo giudicale. Teorie alternative Teorie non supportate dagli ambienti accademici propongono suggestive alternative. Una delle più diffuse sostiene (supportata dalle pubblicazioni dello scrittore Leonardo Melis) che il simbolo dei quattro mori avrebbe avuto un passato templare, poichè è lo stemma del primo Gran Maestro dell' Ordine Hugo de Payns, che aveva tre mori bendati nel suo simbolo araldico già prima della formazione dell'ordine. Pag. 5/21
  6. 6. Varianti grafiche La croce rossa in campo bianco con le quattro teste di moro è essenziale nello stemma, ma presenta notevoli variazioni nel tempo. La fisionomia dei mori raffigurati sullo stemma negli esemplari trecenteschi è accentuatamente negroide, con naso camuso e labbra prominenti; la capigliatura e la barba sono ricciute. Poi i tratti diventano occidentali e manca la barba. I mori sono generalmente tutti uguali; nel frontespizio degli “Annales de la Corona de Aragòn” (1610), invece due mori appaiono più giovani, sbarbati e con corona principesca, gli altri due anziani, barbuti e con corona reale. Non viene a mancare, dove la tecnica rende possibile rappresentarlo, il colorito bruno della pelle. L'orientamento varia, ma il viso è prevalentemente rivolto a sinistra. Si conoscono esempi con mori affrontati al centro, (frontespizio del volume “Alabanças de los santos de Sardeña” di Francesco Carmona del 1631) o rivolti a destra (“Capitols de Cort del Stament militar de Serdenya”, 1591); quest'ultimo esempio è rappresentato da una cinquecentina, un'opera a stampa di un'arte tipografica non ancora matura. La benda non è costantemente raffigurata. I sigilli dei reali aragonesi e lo stemmario di Gelre mostrano i mori con il capo scoperto; la benda sulla fronte si trova a partire dal Quattrocento e compare contemporaneamente alla leggenda della battaglia di Alcoraz. La benda è inoltre alternativa alla corona metallica, raffigurata anche con dettaglio (sigillo di Ferdinando II, “Annales de la Corona de Aragòn”). La benda sugli occhi è una variante del Settecento, forse dovuta a inesatta comprensione del disegno. La forma del supporto è variabile. Nei sigilli aragonesi lo scudo di forma semitonda si inserisce all'interno di una legenda circolare. Nello stemmario di Gelre i quattro mori sono raffigurati su una bandiera rettangolare. Lo scudo risente della moda barocca, assumendo una forma ovale e acquisendo nella cornice elaborate decorazioni. Dai tipi settecenteschi, attraverso successive rielaborazioni che si consolidano ai primi del Novecento, si arriva alla forma adottata ufficialmente. Esistono rappresentazioni anche con cinque mori come quella sulla sommità di una porta nel quartiere di Castello a Cagliari, visibile entrando dalla via Manno, sotto il secondo portico dopo quello della Porta dei Leoni. Anche questi mori avevano la benda era sulla fronte e non calata sugli occhi. Una benda che Pag. 6/21
  7. 7. secondo alcune interpretazioni era il cerchio di bronzo che adornava la fronte dei Celti o la benda che portava lo Judex Ampsicora; la testa di moro rappresenterebbe quindi un simbolo di conoscenza. Normativa L'adozione dello stemma con i quattro mori si inquadra nel contesto del riconoscimento dell'autonomia regionale e della ridefinizione degli emblemi nazionali e locali determinati dalla nascita della Repubblica italiana. La Repubblica italiana all'atto della sua istituzione definisce la propria bandiera nazionale, il tricolore, ed è di poco successiva l'adozione dell'emblema dello Stato, in base al D. Lgs. 5 maggio 1948, n. 535 “Foggia ed uso dell'emblema dello Stato”, mentre lo Statuto della Regione autonoma della Sardegna approvato con Legge costituzionale n. 3 del 26 febbraio 1948, non prevede uno stemma. La scelta di adottare propri emblemi e affermare la riconosciuta identità regionale scaturisce dalla seduta del Consiglio regionale del 19 giugno 1950, con l'approvazione dello stemma dei quattro mori e della L.R. 24 luglio 1950, n. 37: “Celebrazione dell'anniversario della Regione”, che fissava all'ultima domenica di gennaio la ricorrenza della proclamazione dell'autonomia regionale. La concessione di emblemi per gli Enti territoriali si avvale del Regio decreto 7 giugno 1943, n. 652 “Regolamento per la consulta araldica del regno”, tuttora in vigore per le parti applicabili dopo l'abolizione del riconoscimento dei titoli nobiliari. Tale concessione è stata rilasciata alla Regione Sardegna per decreto dal Presidente della Repubblica che, sulla base delle istanze dell'Assemblea regionale, emana il D.P.R. 5 luglio 1952: “Concessione alla Regione Autonoma della Sardegna di uno stemma e un gonfalone”, con bozzetto allegato. L'adozione di una propria bandiera è invece possibile con legge regionale e la Regione Sardegna approva la L.R. 15 aprile 1999 n. 10 “Bandiera della Regione”, che conferma la bandiera tradizionale “campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all'inferitura”, inusuale nelle raffigurazioni storiche. Con delibera del 25 gennaio 2005, il governo regionale, su proposta del Presidente Renato Soru, approva la legge regionale 10/1999 “Stemma, Gonfalone e Sigillo della Regione Autonoma della Sardegna” per l’adozione del simbolo della bandiera della Regione Autonoma della Sardegna, anche quale Stemma e Sigillo della Regione medesima. Pag. 7/21
  8. 8. Con deliberazione n. 13/17 del 24.3.2009 “Comunicazione istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna: direttive applicative sull’utilizzo dello stemma della Regione” il suo successore Ugo Cappellacci ripristina lo stemma precedente con la disposizione che: “lo stemma sia utilizzato anche nel portale istituzionale dell’Amministrazione, nei siti tematici e negli speciali in esso ricompresi ed in tutte le produzioni grafiche che contraddistinguono le attività di comunicazione istituzionale dell’Ente ivi compresi gli usi applicativi connessi alla partecipazione della Regione Sardegna a fiere, rassegne, convegni, mostre a livello nazionale ed internazionale” Pag. 8/21
  9. 9. Tav. 1 – Varianti ufficiali dello stemma Stemma della Regione Sardegna come Gonfalone della Regione Sardegna come da da D.P.R. 5 luglio 1952 (concesso dal D.P.R. 5 luglio 1952 (concesso dal Presidente della Repubblica Einaudi) Presidente della Repubblica Einaudi) Attuale Stemma della Regione Sardegna Bandiera della Regione Sardegna definita ripristinato con delibera 13/17 del nella Legge Regionale n. 10 del 15 aprile 24 marzo 2009 1999 (Stemma dal 2005 al 2009) Pag. 9/21
  10. 10. Analisi comparativa dei due ultimi stemmi ufficiali della Regione Sardegna Introduzione Lo stemma di un ente pubblico e di una Regione Autonoma in particolare, è sempre più un elemento di comunicazione politica. Non a caso, appena insediato il Presidente Renato Soru volle dare un segnale di cambiamento adottando come stemma ufficiale la bandiera della regione e all’opposto, pochi giorni dopo il suo insediamento, uno dei primi atti del Presidente Ugo Cappellacci fu il ripristino del vecchio stemma. 1952-2004 2009-giorni nostri 2005-2009 Ugo Cappellacci: Il Presidente evidenzia la Renato Soru: Le diversità grafiche sono […]. La valenza storica e identitaria dello stemma della valenza di tale diversità, non meramente Regione Autonoma della Sardegna, concesso grafica, ma fortemente intrisa di significati con D.P.R. del 5 luglio del 1952, e assunto, da profondi nella rappresentazione del simbolo quella data, quale segno grafico identificativo della Regione, comporta la necessità che tutte dell’Amministrazione regionale. […] le altre raffigurazioni formali dell’identità della Il Presidente, ritenendo il predetto stemma Regione siano conformate al simbolo della patrimonio identitario, che per portata storica e Regione stessa adottato dal Consiglio valenza simbolica contribuisce a preservare la Regionale per la Bandiera. memoria e dà continuità al patrimonio Il Presidente, pertanto, propone archivistico degli atti dell’Amministrazione l’approvazione dell’allegato disegno di legge regionale, propone di ripristinarne l’utilizzo in […] fermo restando il valore storico del tutti gli atti interni ed esterni della Regione Gonfalone concesso alla Regione con il decreto Autonoma della Sardegna. del Presidente della Repubblica 5 luglio 1952. Pag. 10/21
  11. 11. Conformazione del profilo del moro Il moro ha una conformazione allungata del cranio secondo le caratteristiche antropomorfe africane. Le labbra di forma negroide sono pronunciate e sporgenti, il naso allungato e basso suggerisce una forma frontale schiacciata. E’ evidente un prognatismo tipico degli stereotipi sulle popolazioni di pelle scura. La forma della testa è schiacciata e rispetta le proporzioni tipiche delle popolazioni europee. Il naso è leggermente aquilino, le labbra appena accennate, gli occhi sono visibili ed aperti, le orecchie ed il mento visibili ma non tipizzati. Direzione del volto Secondo le più diffuse raffigurazioni ottocentesche la testa del moro è rivolta a sinistra e tutte quattro le teste sono volte nella stessa direzione. Lo sguardo è rivolto verso destra. La scelta di adottare tale orientamento (concorde con la bandiera impennata a sinistra) è stata giustificata politicamente per simboleggiare un cambiamento di direzione nelle scelte dell’amministrazione in carica. Nota: La scelta di ruotare lo sguardo del simbolo non è una prerogativa delle ultime amministrazioni regionali. A tale riguardo si ricorda la scelta dell’Unione Sovietica che, appena assorbita la Polonia nella propria sfera di influenza, ruotò la testa dell’aquila sulla bandiera polacca da Ovest a Est. Specularmente appena l’influenza sovietica cadde, uno dei primi atti del neonato governo polacco fu il ripristino della posizione della testa verso Ovest. Pag. 11/21
  12. 12. Posizione della benda e disposizione dei lacci La posizione della benda è una delle caratteristiche che più hanno fatto discutere nella definizione del simbolo dell’isola. Al momento della definizione dello stemma nel 1952 si adottò il simbolo realizzato durante il periodo sabaudo con la benda sugli occhi. Pare ormai accertato che tale convenzione fu frutto di un errore tipografico da parte del regio ufficio e non venne mai corretto. I lacci della benda sono piccoli, statici ed è visibile il nodo. Pare quasi che la benda, iniziale simbolo regale, sia un elemento di costrizione. Al pari della direzione della testa, lo spostamento della benda dagli occhi alla fronte è stato caricato di significati politici legati al risveglio delle coscienze isolane e al diritto all’autodeterminazione. Risale inoltre a quel periodo il motto: “Sardegna Svegliati” che caratterizzerà le speranze e le illusioni legate all’avvento di un uomo nuovo alla guida del Governo Regionale. I lacci della benda, ampi, dettagliati e ricurvi sembrano mossi dal vento e suggeriscono un’idea di dinamismo e novità. Proporzioni della testa All’interno del quarto definito dalla croce rossa, la testa del moro appare di dimensioni ridotte soprattutto a causa della cornice e delle sue cesellature. La posizione dei mori non è identica in tutti i quarti, avendo le teste superiori uno spazio più ampio in alto e quelle inferiori maggiore spazio nella parte bassa. I quarti sono identici tra di loro e le dimensioni della testa risaltano rispetto alle dimensioni complessive del simbolo a causa della mancanza dell’ingombro dello scudo e delle decorazioni. Il carattere del moro e la sua valenza simbolica risulta così accentuato. Pag. 12/21
  13. 13. Forma dello stemma Lo stemma ha una disposizione verticale ed rappresentato come Scudo ovale ornato da una cornice cesellata. Sono presenti diversi elementi tipici degli stemmi araldici, fregi, e decorazioni. Visto nel suo insieme rivela gli anni che lo separano dalla prima rappresentazione dando comunque un’idea di nobiltà e valore storico. Lo stemma nelle sue forme semplici ed essenziali tradisce il suo essere nato come bandiera. La forma regolare, lo sviluppo in orizzontale, l’assenza di “spazi vuoti” all’interno, la realizzazione con linee dritte, parallele ed angoli retti, ne fanno un oggetto grafico ideale per una comunicazione moderna e tecnologica. Croce Rossa La croce ha uno sviluppo verticale ed è parzialmente nascosta dagli ornamenti dello scudo. E’ presente un’ombreggiatura per accentuare il senso di tridimensionalità dell’ovale. Le braccia sono spesse rispetto alla loro lunghezza secondo la formula: La croce ha uno sviluppo orizzontale le braccia verticali notevolmente più corte rispetto a quelle orizzontali. Lo spessore delle braccia è ridotto rispetto alla lunghezza secondo la formula: Pag. 13/21
  14. 14. Utilizzo dello stemma Entrambe le versioni degli stemmi possono essere integrate con un logotipo, impaginate secondo spazi di rispetto, associate ad altri loghi istituzionali e privati, utilizzati in inversione, su sfondi colorati, in monocromatico ed applicati su ogni tipo di supporto (sigillo, gonfalone, modulistica, cartellonistica ecc). Da un’analisi comparativa dei manuali d’uso non si evincono particolari differenze tra le due versioni se non per l’occupazione degli spazi in abbinamento al logotipo nella sua posizione classica (in casi particolari è consentito l’uso in posizione laterale); in questo caso lo stemma attuale ha un ingombro superiore in altezza. Ulteriori Caratteristiche Le linee guida per la definizione del logotipo sono invariate tra le due rappresentazioni: “È costituito dalla dicitura REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA, in Futura Std Bold, nero, crenatura regolare, tutto maiuscolo”. Anche i colori sono gli stessi: Bianco, Nero e Rosso piatto (PANTONE 485 – Quadricromia 0% ciano - 100% magenta - 100% giallo - 10% nero) Pag. 14/21
  15. 15. Lo stemma nella Comunicazione Come si è visto sinora, lo stemma dei Quattro Mori identifica l’identità culturale dei sardi e li rappresenta come popolo. Non c’è da stupirsi quindi che tale simbolo venga declinato in molteplici aspetti con varianti strutturali, cromatiche, espressive e di supporto. Segue una breve galleria ragionata, largamente incompleta ma rappresentativa del fenomeno. Comunicazione Politica Oltre alle considerazioni riportate nel capitolo precedente, il simbolo dei quattro mori è stato utilizzato storicamente dal Partito Sardo d’Azione e da numerose liste locali autonomiste. Viene spesso utilizzato nella satira politica come rappresentazione del popolo sardo ed in chiave “anticontinentale”. Immagine contro le quattro centrali Vignetta satirica contro alcune nucleari previste in Sardegna da affermazioni del Presidente del alcune indiscrezioni giornalistiche Consiglio sui lavori che i sardi possono fare senza emigrare dall’isola Silvio Berlusconi dopo l’incontro in Immagine realizzata per protestare bandana bianca con Tony Blair in contro lo strapotere culturale delle Costa Smeralda televisioni private di origine “continentale” Pag. 15/21
  16. 16. Comunicazione Sociale Manifesto a favore dell’insegnamento Un gruppo sardo attivo nel mondo della Teoria Evolutiva virtuale “Second Life” Le Quattro More Sardinia Linux User Group Logo per l’Associazione Figli Contesi Campagna a favore del consumo di Logo per una ONLUS regionale Alimenti Sardi Pag. 16/21
  17. 17. Comunicazione Commerciale Chinotto prodotto da una azienda isolana Il più famoso utilizzo dello stemma come marchio pubblicitario: Birra Ichnusa Il comico Benito Urgu publicizza un Logo di una attività di gestione giochi noto mobilificio cagliaritano laser Logo realizzato per una struttura Logo di una pista di Go Kart in ricettiva locale Sardegna Pag. 17/21
  18. 18. Espressione Artistica Mario Delitala - al posto dei mori ci Costantino Nivola – non vedo, non sono 4 lavoratori: un pastore un parlo, non sento, non ci sono contadino un pescatore un minatore Incisione in rame acquerellato del Disegnatore Cagliaritano - Autoritratto 1640 Autore sconosciuto Rivisitazioni dello stemma da parte di Artisti di Strada Pag. 18/21
  19. 19. Poster realizzato per una manifestazione artistica di rivisitazione del simbolo della Sardegna. Infine una dimostrazione di come, quando un simbolo è radicato nella propria cultura, bastano gli elementi base della comunicazione visiva per identificarlo … … Punti, linee e superficie Pag. 19/21
  20. 20. Riferimenti e Link Emblemi della Regione autonoma della Sardegna Stemma http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_145_20090423135050.pdf Gonfalone http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_145_20090423135116.pdf Bandiera http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_145_20090415133510.pdf Sigillo http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_145_20090415133639.pdf Linee guida per l’utilizzo degli elementi di identità visiva istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_46_20090616095617.pdf Bibliografia La vera storia della bandiera dei sardi Sedda Francesco 2007 - Condaghes (collana Pósidos) La storia della Bandiera della Sardegna Edito dal Circolo culturale “Sardegna” Monza Fonti su WEB Regione Autonoma della Sardegna http://www.regione.sardegna.it Wikipedia – L’enciclopedia Libera http://it.wikipedia.org/ Google Immagini http://images.google.it Flickr – Foto repository http://flickr.com Sardegna Digital Library - Galleria http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl= di Mappe con il simbolo dei 4 mori 602&s=17&v=9&c=4461&c1=stemma+dei+quattro +mori Pag. 20/21
  21. 21. Lo studente GIOVANNI TOCCU - Matricola §§§§§ Via §§§§§§§§§§§§§§§§§§ - 09100 Cagliari - ITALY Giovanni.toccu@§§§§§§§§§§§§§ mobile: (+39)§§§.§§§§§§§ skype: §§§§§§§§ fax: (+39)§§§.§§§§§§§§§ msn: §§§§§§§§§§§§§ phone: (+39)§§§.§§§§§§§ gtalk:§§§§§§§§§§§§§§§§§§ Borders? I have never seen one. But I have heard they exist in the minds of some people. (Heyerdahl) Pag. 21/21

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