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Toluene radon arpa_gioia_del_colle

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i dati non sono rispondenti alla realtà

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Toluene radon arpa_gioia_del_colle

  1. 1. Rilevazioni di toluene e radon dell’ARPA a Gioia del Colle: facciamo un po’ di chiarezza! 1. Rapporto toluene/benzene In questi giorni è stato pubblicato il secondo rapporto di ARPA Puglia riguardante la qualità dell’aria a Gioia del Colle (BA) riferito al periodo 01/07/2019-31/10/2019 (https://www.arpa.puglia.it/c/document_library/get_file?uuid=fc27dc22-2d97-4c06-9d91- cbae1b54d355&groupId=13883). Nonostante le rassicuranti basse emissione di inquinanti da traffico veicolare (quali PM10, NO2, O3, etc.), quanto riportato nel rapporto in merito ai valori riscontrati per il rapporto toluene/benzene non appare del tutto corretto a questo Comitato. Al di là del fatto che, durante il secondo semestre di monitoraggio, la centralina ARPA sia stata posizionata in un sito (incastrata tra il Teatro “Rossini” e il Municipio) e in una modalità (al di sotto di muri di alcuni metri più alti del sensore, in un cono stradale con scarsa circolazione d’aria) evidentemente inidonei a rilevare alcunché se non fonti localizzate d’inquinamento da traffico urbano, i valori del rapporto toluene/benzene risultano comunque, – come nel caso del primo semestre di monitoraggio (https://www.arpa.puglia.it/c/document_library/get_file?uuid=ac5434f1-3502-4bfa-b2b8- e388ab07bcc9&groupId=13883) - nella maggior parte dei giorni, ben al di sopra della soglia di 4,5 ritenuta il limite superiore del traffico automobilistico. Addirittura, in alcuni giorni, il toluene nell’aria di Gioia è risultato dalle 20 alle 40 volte superiore ai livelli del benzene. Nonostante l’ARPA riporti nelle conclusioni di questo secondo rapporto che: “la sorgente principale di emissione di questi idrocarburi aromatici sia verosimilmente da identificare nel traffico veicolare”, va precisato che valori largamente in eccesso di toluene rispetto al benzene sono, secondo studi scientifici (Toluene−Benzene Concentration Ratio as a Tool for Characterizing the Distance from Vehicular Emission Sources. Gelencsér A., Siszler K., Hlavay J. Environmental Science & Technology 31: 2869–72, (1997)), indicatori, invece, proprio d’inquinamento da fonti diverse dal traffico stradale come quelle chimico/industriali. Questo sotto è il grafico del rapporto toluene/benzene della seconda campagna di monitoraggio. Come appare evidente, il rapporto è quasi sempre superiore a 4,5. In questo secondo rapporto, però, nel descrivere tale grafico, è stato omesso quanto riportato dall’ARPA nel primo rapporto (ovvero che "valori di T/B compresi tra 1.5 e 4.3 vengono considerati indicativi di emissioni da traffico veicolare, mentre valori superiori a 4.3 e inferiori a 1.5 possono indicare, rispettivamente, la presenza di sorgenti diverse di Toluene e di Benzene [ovvero chimico-industriali, come riportato negli studi citati nelle note solo del primo rapporto dalla stessa ARPA: as es., Multi-season, multi-year concentrations and correlations amongst the BTEX group of VOCs in an urbanized industrial city. Miller L., Xu X., Grgicak-Mannion A., Brook J., Wheeler A. Atmospheric Environment 61:305–315, (2012), ndr]. In maniera inspiegabilmente tranquillizzante, nel secondo rapporto (pur avendo rilevato valori di toluene similmente in eccesso, e a volte persino più alti, rispetto a quelli riscontrati durante il primo periodo di rilevazione) viene menzionato che: "Sebbene durante la campagna di monitoraggio tale rapporto abbia raggiunto valori anche [ma in realtà lo sono quasi sempre come evidente dal grafico sotto, ndr] maggiori di 4.5, va considerato che l’evoluzione della formulazione delle benzine e la variazione del parco circolante con uno spostamento verso i mezzi alimentati a gasolio ha condotto a una riduzione del contenuto
  2. 2. relativo di benzene. Peraltro, valori superiori a questo valore sono comunemente riscontrati in aree urbane”. La contraddizione di quanto sopra risulterà palese anche ai non addetti ai lavori perché se il rapporto toluene/benzene viene misurato proprio per comprendere il tipo di fonte d'inquinamento dell’aria (se stradale o chimico-industriale), appare insensata la conclusione che sia se viene rilevato un alto rapporto sia se questo è nel range 1,5-4,5 la fonte di inquinamento è sempre il traffico veicolare e che la causa potrebbe essere "lo spostamento verso mezzi alimentati a gasolio". Seconda campagna
  3. 3. Infatti, il rapporto tra benzene e toluene si mantiene prevalentemente nel range 1,5-4,5 nei combustibili degli autoveicoli (i veicoli a benzina emettono circa 6,140 mg/l di benzene e 15,400 mg/l di toluene – ovvero in un rapporto T/B di 2,5 – mentre quelli diesel emettono circa 67 mg/l di benzene e 238 mg/l di toluene – ovvero in un rapporto T/B di 3,5; si veda https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4324831/table/T1/) ed appare, quindi, del tutto ingiustificata la conclusione che i valori eccessivi - anche tra le 5 e le 40 volte - di toluene rispetto al benzene possano essere dovuti all’evoluzione della formulazione delle benzine o all’incremento di mezzi alimentati a gasolio (ovvero a diesel). Al contrario, i valori in eccesso del rapporto toluene/benzene riscontrati in questa seconda campagna indicherebbero che, nonostante l'inadeguata localizzazione della centralina, l'intera città risulta coinvolta da inquinamento chimico-industriale. Infine, nel rapporto viene riportato che “valori superiori a questo valore [4,5, ndr] sono comunemente riscontrati in aree urbane”, ma di tale affermazione non risulta evidenza né dall’unico altro rapporto in cui viene indicato il rapporto toluene/benzene pubblicato da ARPA Puglia per uno studio del 2019 effettuato nel comune di Santeramo in Colle (in cui solo in rari casi il rapporto T/B è risultato superiore a 4,5 e solo in 2 giornate superiore a 10 ma sempre inferiore a 15), né da studi condotti in varie città del mondo (come Parigi, Città del Messico, Hong Kong, etc.) ben più trafficate di Gioia del Colle, come si evince da questa tabella: I valori riscontrati a Gioia del Colle risultano anomali sia nella seconda (si veda grafico sopra) sia nella prima (si veda grafico sotto) campagna di monitoraggio condotta da ARPA.
  4. 4. Prima campagna
  5. 5. Pertanto, appare davvero improbabile che quanto rilevato a Gioia del Colle possa essere causato dal maggior utilizzo di auto a diesel o del cambiamento della formulazione delle benzine (tra l’altro, non si comprende perché queste condizioni dovrebbero riguardare solo le vetture che circolano nell’area urbana gioiese e non in altre città). Oltre all’aver individuato nell’industria chimica (che include anche gli impianti per il trattamento tramite combustione/dissociazione dei rifiuti; https://www3.epa.gov/ttnchie1/le/toluene.pdf) sorgenti di emissioni di toluene, diverse fonti (e persino un grosso gruppo legale americano offre consulenza ai militari che soffrono di problemi di salute e disabilità per essere entrati in contatto con il toluene https://www.hillandponton.com/toluene-va-disability-claim/), invece, riportano che il toluene è un componente rilevante nei carburanti dei jet militari, poiché permette di aumentare il numero di ottano e, dunque, la potenza dei velivoli (“Toluene is one of a group of fuels that have included in jet fuel surrogate blends. Toluene is used as a jet fuel surrogate for its content of aromatic compounds” da https://www.sigmaaldrich.com/chemistry/solvents/toluene-center.html) e confermano il fatto che questo elemento, oltre alla sua tossicità, possa essere indicatore dell’emissione nell’aria e nell’acqua di altre sostanze potenzialmente cancerogene (https://www.atsdr.cdc.gov/ToxProfiles/tp76-c5.pdf). Per ultimo, appare significativo che durante tutte le campagne di monitoraggio dell’aria commissionate ad ARPA Puglia nel 2019 (tra cui quelle nei comuni di Santeramo, Cellamare e Barletta; https://www.arpa.puglia.it/web/guest/relazioni_aria) solo per il comune di Gioia del Colle non è stata effettuata la misurazione delle polveri sottili PM2.5 e ci si è limitati alla misurazione delle ben più grossolane polveri PM10, omettendo un’informazione importantissima per comprendere i reali livelli d’inquinamento chimico-industriali della città.
  6. 6. 2. Radon nelle scuole L’eccesso di gas radioattivo riscontrato dall’ARPA Puglia (http://www.webgis.arpa.puglia.it/lizmap/index.php/view/map/?repository=1&project=radon ) in tutte le aule della scuola presente nella base dell’aeronautica militare di Gioia del Colle (BA) oltre che preoccupante, potrebbe non essere semplice frutto del caso. La radioattività dovuta al radon, infatti, sembra essere un pericolo comune, per quanto poco noto all’opinione pubblica, in molte basi militari italiane e del mondo. La tabella sotto riporta i valori riscontrati in eccesso del Plesso Villaggio Azzurro, presso la base militare dell’aeronautica a Gioia del Colle, in cui si evidenzia come tutte le aule di questa scuola superino il valore limite di 300 Bq/m3 previsto dalla legge al contrario di tutte le altre scuole gioiesi monitorate (in cui solo alcune aule, solitamente biblioteche e depositi mostrano valori superiori alla norma) e un’aula registri, addirittura, una concentrazione media annua di 1293±94 Bq/m3. È possibile confrontare questi valori con quelli riportati nella tabella del Plesso Soria dove non risulta alcuno sforamento. Da quanto riportato nel sistema WebGIS di ARPA Puglia (si veda l’immagine sotto) di tutte le misurazioni effettuate nelle scuole della provincia di Bari e di Taranto, soltanto nella scuola del Villaggio Azzurro sono stati rilevati valori di radon in eccesso in tutto l’edificio. Di tutte le altre scuole monitorate negli altri comuni delle due provincie solo in un’aula di una scuola di Taranto si registrano valori vicini ai 1293 Bq/m3 riscontrati nella scuola dell’aeronautica a Gioia del Colle. Le caratteristiche geologiche del Salento, invece, spiegano i valori in eccesso rilevati in provincia di Lecce e di alcune suole nel brindisino. Appaiono, invece, del tutto anomali i valori riscontrati solo su Gioia del Colle e in nessun altro comune limitrofo.
  7. 7. È bene ricordare che il radon è un elemento naturale che deriva dal decadimento dell’uranio 238 contenuto nel suolo (che in Italia non supera i 120 Bq/m3 a livello regionale, come nel Lazio o in Lombardia): Ma il radon può essere prodotto anche dal decadimento di rifiuti nucleari e armi nucleari, che contengono uranio 235 e torio 232 (si veda immagine sotto), in radon gassoso e che, per quanto abbia una vita media di pochi secondi, può comunque rappresentare una fonte di contaminazione radioattiva se presente in eccesso e negli strati superficiali del suolo per i soggetti esposti molte ore durante l’anno:
  8. 8. La stessa ARPA Puglia riporta che: “Il principale danno per la salute (e l’unico per il quale si abbiano al momento evidenze epidemiologiche) legato all’esposizione al radon è un aumento statisticamente significativo del rischio di tumore polmonare. A livello mondiale, il radon è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi ed è stato valutato che il 50% circa dell’esposizione media delle persone a radiazioni ionizzanti è dovuto al radon. Infatti, dopo il fumo di sigaretta, che rimane di gran lunga la più importante causa di tumore al polmone, il radon è considerato la seconda causa di questa malattia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) ha inserito radon nell’elenco delle 75 sostanze ritenute cancerogene per l’uomo, assieme al benzene, amianto, fumo di tabacco, ecc.”. Non sembrano, quindi, mancare le coincidenze tra la scoperta nel 1988 riguardante la radioattività da radon nella base militare di Aviano e i livelli di radon riscontrati nella scuola dell'aeronautica militare a Gioia quest'anno (https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/07/17/aviano-radioattivita- volte-oltre-la-media.html).
  9. 9. La notizia viene a galla anche pescando nell’archivio storico dell’Unità (19/07/1988): In questi articoli si menzionano rifiuti e munizioni radioattive conservate nei bunker sotterranei delle basi militari e il Comitato si chiede se possa essere questo il motivo per cui anche a Gioia, solo nella scuola dell'aeronautica, tutte le aule superano il valore di radioattività limite di legge. Della presenza di radon in eccesso nelle basi militari italiane sembrano vengano messi a conoscenza i militari USA in missione nel nostro paese, da quanto emerge dalla brochure informativa (del 2016) fornita dal Department of the Air Force a chi vive nella base militare di Aviano (https://www.housing.af.mil/Portals/79/documents/Community%20Housing%20Brochure.p df?ver=2017-02-13-110524-180). Del caso radioattività nelle basi militari italiane si era occupata anche la Gazzetta del Mezzogiorno nel 2013 (https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/475193/il- mistero-gas-radon-a-s-vito-dura-da-25-anni.amp). E anche in altre basi militari italiane è emerso il pericolo radioattivo, come nel caso dei 119 militari morti e 48 malati nella base di Monte Venda dopo la permanenza nel bunker costruito nel ventre della montagna in provincia di Padova dalla Nato per tenere sotto controllo le rotte aeree civili e militari tra il 1955 e il 1998, per il quale è stato chiesto un risarcimento di 2,5 milioni di euro allo Stato italiano e il tribunale di Padova ha condannato per la prima volta i vertici della Difesa (https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/03/monte-venda-storia-della- base-per-spiare-i-sovietici-ma-il-pericolo-non-veniva-da-est-119-militari-morti-per-il-gas- radon/3954509/ e https://www.militariassodipro.org/processo-radon-monte-venda-119- militari-morti-e-48-malati-il-pm-francesco-tonon-chiede-2-anni-per-due-generali- dellaeronautica-la-parte-civile-avv-patrizia-sadocco-chiede-25-milioni-di/).
  10. 10. Identica situazione sembra esserci anche negli edifici di altre basi militari all'estero (https://www.stripes.com/news/pacific/families-struggle-with-radon-in-military-housing- 1.335616 e https://radonresources.com/blog/invisible-gas-radon-found-problem-yokosuka- naval-base/). Persino in alcuni documenti recuperati da Wikileaks emergono elementi riguardanti la presenza di “radon nella Guarnigione dell'esercito americano a Schweinfurt in Germania che mostra un'ampia contaminazione da radon, superando il limite EPA in alcuni casi di quasi 10 volte” (https://wikileaks.org/wiki/US_Schweinfurt_military_base_radon_contamination_report_(20 08)). Nonostante tutte queste preoccupanti coincidenze, la scuola del Villaggio Azzurro a Gioia è stata riaperta (con una discutibile perizia tecnica firmata da un geologo privato che sembra sia stata commissionata dell'aeronautica stessa e che ha previsto un secondo monitoraggio di pochi giorni con finestre aperte, in cui non è riportata alcuna metodologia e alcun dettaglio riguardanti la strumentazione utilizzata, ma si legge che i valori sono "tornati" nella norma rispetto ai 6 mesi di misurazioni continue effettuate dall’ARPA). Così bambini e personale hanno avuto il via libera e le “rassicurazioni” per continuare a frequentare la scuola per molte ore al giorno e anche molte famiglie residenti nelle abitazioni della zona potrebbero essere altrettanto a rischio radioattività. Pertanto, considerate le preoccupazioni emerse da recenti indagini epidemiologiche sulla mortalità per tumori tra i gioiesi e da questi monitoraggi della qualità dell’aria a Gioia, che mostrano l’elevata concentrazione di fonti inquinanti chimico-industriali differenti dal traffico stradale e la presenza di gas radioattivo all’interno della scuola della base militare, questo costituendo Comitato chiedono la massima attenzione da parte delle autorità competenti e ritiene necessario avviare, col supporto dei cittadini, una serie di rilievi e monitoraggi indipendenti della qualità di acqua, suolo e aria al fine di tutelare l’ambiente e la salute dei gioiesi che appaiono notevolmente compromessi. Gioia del Colle, 02/01/2020 Comitato Ambiente e Salute Gioia del Colle comitatosaluteambientegioia@gmail.com

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