Dossier votare informati

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Dossier votare informati

  1. 1. A cura di: Gianluca Daluiso 1
  2. 2. INDICEBerlusconi – PDL PaginaLeggi ad Personam 3Scandali Sessuali:Il caso Carfagna 9Il caso Noemi 10Il caso DAddario 10Il caso Ruby Rubacuori 10Il Bunga Bunga 11Pregiudicati e condannati 14Scandali regionali:Il caso Lombardia 20Consiglieri indagati per peculato 21Il caso Lazio 22Falsi luoghi comuni 24Citazioni 28Lega NordScandali Giudiziari:Razzismo e xenofobia 30Il processo Enimont 30Le guardie padane 31Le presunte tangenti al partito 31Belsito, soldi pubblici per interessi privati 31Scandalo soldi pubblici regione Lombardia 32Scandalo quote latte 33Scandalo tangenti Finmeccanica 33 2
  3. 3. Pregiudicati e condannanti 34I falsi luoghi comuni 35Citazioni 35Partito DemocraticoScandali giudiziari:Il caso Lusi 36Il caso tedesco, tangenti 37Il caso penati, tangenti 37Il caso Ponzato, tangenti 38Scandalo People Mover e le coop rosse 38Scandalo Tav 39Scandalo Monte dei Paschi di Siena 41Scandalo sperpero soldi pubblici Lombardia 43Pregiudicati e condannati 44Tutti i regali del PD a Berlusconi 45L’imbarazzante finanziamento di Riva (Ilva) a Bersani 49I falsi luoghi comuni 50Citazioni 50Lista Monti-UDC-FLIPregiudicati e condannati 51L’Udc e i rapporti con la mafia 52L’UDC e i problemi con la giustizia 54Gli impresentabili di Monti alle elezioni: ‘ndrangheta 55Bonferroni e le tangenti di Finmeccanica 55Costruttori – UDC: Un rapporto in nome di Caltagirone 56Citazioni 56Fonti 58 3
  4. 4. BERLUSCONI – PDLNegli ultimi 19 anni il debito pubblico è aumentato di oltre mille miliardi di euro. E’ raddoppiato. Berlusconiha governato 12 degli ultimi 19 anni. Con Berlusconi abbiamo toccato il livello più basso di dignità e decorodelle istituzioni. Ha portato addirittura il parlamento ad approvare la vergognosa mozione che dichiarava“Ruby(rubacuori) è nipote di Mubarak”, per cercare invano di salvare Berlusconi dall’accusa del reato diconcussione. Se non fosse tragicamente vero, ci sarebbe da ridere. Tralasciando il ridicolo, andiamo alresto. In 12 anni di governo ha approvato circa 35 leggi ad personam: 1. Decreto Biondi (1994). Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti. Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Pierr Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina). Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi. 2. Legge Tremonti (1994). Il decreto n.357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”.La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrario di ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelli immateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usati all’estero. 3. Legge Maccanico (1997). In base alla sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente alla Fininvest di possedere tre reti tv sull’analogico terrestre è incostituzionale:3., presumibilmente Rete4, dev’essere spenta ed eventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996. Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I, Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 in attesa della legge “di sistema”. A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri sei mesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo. Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”. Che significhi “congruo sviluppo” nessuno lo sa, così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta. 4
  5. 5. 4. D’Alema salva-Rete4 (1999). La neonata Agcom si mette all’opera solo nel 1998, presenta ilnuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisivenazionali. Rete4, essendo “eccedente” rispetto alla Maccanico, perde la concessione; al suo postola vince Europa7 di Francesco Di Stefano. Ma il governo D’Alema, nel 1999, concede a Rete4 una“abilitazione provvisoria” a seguitare a trasmettere senza concessione, così per dieci anni Europa7si vedrà negare le frequenze a cui ha diritto per legge.5. Gip-Gup (1999). Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (processiMondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir), vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossa-to, che hafirmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, ma ha puredisposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo). Ora spetta aRossato, in veste di Gup, condurre le udienze preliminari dei tre processi e decidere sulle richiestedi rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Milano. Udienze che iniziano nel 1999. Su propostadell’on. avv. Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rendeincompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminarinon potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega, che ovviamente nonconosce la carte e perderà un sacco di tempo. Così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziatedinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii agiudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altrogiudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorsodella Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiaratoprescritto grazie alle attenuanti generiche).6. Rogatorie (2001). Nel 2001 Berlusconi torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una leggeche cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamentequelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C. Da mesi i legali suoi edi Previti chiedono al tribunale di Milano di cestinare quei bonifici bancari svizzeri perché mancanoi numeri di pagina, o perché si tratta di fotocopie senza timbro di conformità,o perchè sono statiinoltrati direttamente dai giudici elvetici a quelli italiani senza passare per il ministero dellaGiustizia. Il Tribunale ha sempre respinto quelle istanze. Che ora diventano legge dello Stato. Con lascusa di ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria(dimenticata dal centrosinistra per tre anni), il 3 ottobre 2001 la Cdl vara la legge 367 che stabiliscel’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o“autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia ocon qualche vizio di forma. Anche se l’imputato non ha mai eccepito sulla loro autenticità, vannocestinati. Poi, per fortuna, i tribunali scoprono che la legge contraddice tutte le convenzioniinternazionali ratificate dall’Italia e tutte le prassi seguite da decenni in tutta Europa. E, siccomequelle prevalgono sulle leggi nazionali, disapplicano la legge sulle rogatorie, che resterà letteramorta.7. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo 5
  6. 6. di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che: abbassano lepene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione piùbreve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodiacautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela delsocio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilanciopresentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso inbilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% dellevalutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati: o perché mancala querela dell’azionista (B. non ha denunciato B.), o perché i falsi non superano le soglie (“il fattonon è più previsto dalla legge come reato), o perché il reato è ormai estinto grazie alla nuovaprescrizione-lampo.8. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governoBerlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reatifinanziari e contro la Pubblica amministrazione . Secondo “Newsweek”, Berlusconi “teme di esserearrestato dai giudici spagnoli” per l’inchiesta su Telecinco. L’Italia otterrà di poter recepire la normacomunitaria soltanto dal 2004.9. Il governo sposta il giudice (2001). Il 31 dicembre, mentre gli italiani festeggiano ilCapodanno, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, su richiesta dei difensori di Previti, negacontro ogni prassi la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla, membro del collegio checonduce il processo Sme-Ariosto, e dispone la sua “immediata presa di possesso” presso ilTribunale di sorveglianza dov’è stato trasferito da qualche mese, senza poter completare idibattimenti già avviati. Così il processo Sme dovrebbe ripartire da zero dinanzi a un nuovo collegio.Ma poi interviene il presidente della Corte d’appello con una nuova “applicazione” di Brambilla inTribunale fino a fine anno.10. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loroprocessi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribileprevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, reintroducono il vecchio concetto di“legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico , vigente un tempo, quando i processi scomoditraslocavano nei “porti delle nebbie” per riposarvi in pace. E’ la legge Ci-rami n. 248, approvatadefinitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.11. Lodo Maccanico-Schifani (2003). Le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano. Su propostadel senatore della Margherita Antonio Maccanico, il 18 giugno 2003 la Cdl approva la legge 140,primo firmatario Renato Schifani, che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica,della Camera, del senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi sibloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunaledi Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.12. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suostesso proponente), che riduce la prescrizione per gli in-censurati e trasforma in arresti domiciliarila detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per 6
  7. 7. compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazionedel processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (lacorruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).13. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene ilcondono tombale. Berlusconi giura che non ne faranno uso né lui né le sue aziende. InveceMediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenziadelle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.14. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta“interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso acommettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governoBerlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutatoa evadere con fatture false o gonfiate.15. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuantigeneriche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così ilsuo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvarenel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm controassoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancoraappellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allungadi un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nelgennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quantoincostituzionale.16. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chipossiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è inconflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare lapresidenza del Milan17.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparrisulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se nonha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolatosulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le suetre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, cheinclude un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola cheMediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispediscela legge al mittente: è incostituzionale.18. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Allavigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesimaproroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri. 7
  8. 8. 19. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciatadal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degliitaliani capteranno il segnale del digitale terrestre, che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poiperò si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poil’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnaledigitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva,Europa 7 è ancora senza frequenze.20. Decoder di Stato (2004).Per gonfiare l’area del digitale, la finnaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede uncontributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuovatecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello diSilvio,titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad).21. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset, che vi trasmettepartite di calcio a pagamento, ma teme il mercato nero delle tassere taroccate: prontamente, il 15gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milionidi multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.22. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governoBerlusconi consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, diammortizzare sui bilanci2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milanrisparmia 242 milioni di euro.23. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra edi sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio in senso “collettivo” per nonpenalizzare le società minori privilegiando le maggiori. Il sistema resta dunque “soggettivo” , a tuttovantaggio dei maggiori club: Juventus, Inter e naturalmente Milan.24. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa disuccessione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stataabrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi dilire.25. Autoriduzione fiscale (2004). Nel 2003, secondo “Forbes”, Berlusconi è il 45° uomo più riccodel mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari. Nel 2005 balza al 25° posto con 12miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei piùabbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.26. Plusvalenze esentasse (2003). Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa leplusvalenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340milioni di tasse.27. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli 8
  9. 9. abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo stabilisce l’approvazionedel piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa LaCertosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa dimassima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione digoverno». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse perl’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 ilministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata intutta fretta dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone pro-tette:come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenzeprivate del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto perla modica cifra di 300mila euro. Nel 2008 il Tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimentoper gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietariodella villa.28. Ad Mediolanum (2005).Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie dinorme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa ecomplementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni,alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche diMediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è unadelle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hannoconcesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.29. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula unaccordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»: consegna e ordinazione – per telefono e online – dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria. Le case editrici nonconsegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrustesamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non puòcensurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.30. Ad Mondadori-2 (2005). L’8 febbraio 2005 scatta l’operazione “E-book”, per il cui avvio ilgoverno stanzia 3 milioni. E a chi affidano la sperimentazione i ministri Moratti (Istruzione) e Stanca(Innovazione)? A Monda-dori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto comevicepresidente Stanca fino al 2001.31. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella(contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sulsovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria,altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala ancheal Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva.32. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il 9
  10. 10. Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale. 33. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%. 34. Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot. 35. Più azioni proprie (2009). La maggioranza aumento dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset. 36. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa. 37. Illegittimo impedimento (2010). Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo. Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 40: “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.SCANDALI PRESUNTI ILLECITI DI NATURA SESSUALEIl caso CarfagnaNel quarto governo Berlusconi, lonorevole Mara Carfagna, ex showgirl, è stata scelta per ricoprire il ruolodi ministro delle Pari Opportunità.Secondo numerose indiscrezioni, alcune intercettazioni telefoniche effettuate nellambito di uninchiestaper corruzione a carico di Berlusconi avrebbero prodotto materiale non penalmente rilevante riguardantepresunti favori sessuali ottenuti dal Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi in cambio dellincaricoda ministro.Oltre alla stampa estera, dellesistenza delle intercettazioni parlò Sabina Guzzanti durante unamanifestazione politica. 10
  11. 11. Il caso NoemiIl 28 aprile 2009, la moglie di Berlusconi, Veronica Lario, in une-mail allANSA espresse il suo sdegnoriguardo alla possibile scelta del marito di candidare giovani ragazze di bella presenza, alcune delle qualisenza esperienza politica, per le vicine elezioni europee.Il 2 maggio seguente, dopo aver saputo che Berlusconi si era recato alla festa del diciottesimo compleannodi Noemi Letizia (una ragazza di Portici), ha poi affidato ad un avvocato lincarico di presentare richiesta diseparazione dal marito. La Lario, a questo punto, ha fatto menzione di una supposta abitudine del marito difrequentare minorenni: «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni», «...figure di verginiche si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica», «Ho cercato diaiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con unapersona che non sta bene. È stato tutto inutile».Il 14 maggio il quotidiano La Repubblica pubblica un articolo in cui mostra le molte contraddizioni ediscordanze della versione di Berlusconi concernente le sue frequentazioni con Noemi Letizia con ledichiarazioni degli altri protagonisti della vicenda.Il 28 maggio Berlusconi giura sulla testa dei suoi figli di non aver mai avuto relazioni "piccanti" conminorenni, e che se stesse mentendo si dimetterebbe immediatamente. La questione è stata ampiamentetrattata dalla stampa estera (per esempio dai quotidiani britannici The Times, Financial Times e dalla BBC).Il caso DAddarioNel luglio 2009 il giornale LEspresso pubblica sul suo sito le registrazioni audio degli incontri tra SilvioBerlusconi e la escort Patrizia DAddario (da lei stessa effettuate).[240] Tali registrazioni risalgono allottobre2008 e sono state depositate dalla stessa DAddario presso la Procura di Bari, che le ha ascoltate epubblicate in quanto rilevanti - insieme ad altre intercettazioni - per far luce sulla natura dei rapporti traBerlusconi e limprenditore barese Gianpaolo Tarantini indagato per corruzione e associazione a delinquerenellambito di uninchiesta su tangenti e affari a danno della sanità pugliese.[241]Poco dopo il Premier dichiarò: "Non sono un santo, spero lo capiscano anche quelli di Repubblica". [242]Al di là dellinteresse di natura scandalistica, le vicende riguardanti i presunti rapporti extraconiugali diBerlusconi con escort e giovani ragazze dello spettacolo hanno attirato lattenzione dellopinione pubblica edi parte del mondo politico, in quanto paiono essere in più punti intrecciate con la promessa di candidaturepolitiche nelle liste del Pdl e affiliate (La Puglia prima di tutto) in occasione delle elezioni europee edelle amministrative del giugno 2009.Il caso RubyA novembre 2010 scoppia il cosiddetto "caso Ruby". La vicenda ruota attorno allallora minorennemarocchina Karima El Mahroug detta Ruby Rubacuori, fermata per furto nel maggio 2010 a Milano.Accertata la minore età della ragazza, il magistrato dispose laffidamento secondo le normali procedure.Tuttavia, dopo che Berlusconi ebbe telefonato in questura sostenendo che la giovane fosse la nipotedellallora presidente egiziano Hosni Mubarak (fatto poi dimostratosi falso), la ragazza venne affidata alconsigliere regionale PDL Nicole Minetti. Ruby dichiarò di essere stata più volte ospite di Berlusconi pressola sua residenza di Arcore ricevendo in tali occasioni denaro. Ritenendo che quel denaro sarebbe stato ilcompenso per prestazioni sessuali, a gennaio 2011 la procura della Repubblica di Milano ha contestato aBerlusconi i reati di concussione e prostituzione minorile.Il 15 febbraio 2011 Silvio Berlusconi viene rinviato a giudizio con rito immediato, per entrambe le accuse diconcussione aggravata e di favoreggiamento della prostituzione minorile, passando così da indagatoa imputato. 11
  12. 12. Scandalo del Bunga BungaCene, feste e orge. Con ragazze di ogni tipo: italiane, cubane, venezuelane, domenicane. Belle, bellissime.Disposte a tutto. A travestirsi da infermiere sexy. Insomma “qualcosa di mai visto”. Di “indecente”. Tantoche per partecipare a quegli incontri bisogna “essere pronti a tutto”. C’è questo e altro nelle 389 paginedell’inchiesta su Ruby Rubacuori da questa mattina sul tavolo della Giunta per le autorizzazioni a procederedella Camera. C’è tutto Berlusconi. C’è soprattutto la sua televisione “sporcacciona” di Drive in. E quella diNon è la Rai. Anche lì ragazze minorenni in bella mostra.Le serate hard di Arcore prendono vita nei racconti delle ragazze e nelle intercettazioni telefoniche.Racconta una di loro: “Berlusconi ha insistito, ma io non volevo, ho cercato di respingerlo. Gli ho detto dino, ma non ce l’ho fatta e sono stata costretta a subire qualcosa che non avrei voluto”. Che succede a villaSan Martino durante quelle sere che quasi sempre diventano notte e si trasformano in albe stanche. loracconto l’ex prefetto Carlo Ferrigno: “Una sera – racconta al telefono il 29 settembre 2010 l’ex prefetto diNapoli e commissario antiracket dal 2003 al 2006 Carlo Ferrigno – c’era una mezza araba e le avevanofatto fare la danza del ventre, gli altri tutti intorno a guardarla”. Poi precisa e non va per il sottile: “C’eranole orge lì dentro, non con droga non mi risulta”. Quindi: “Bevevano tutte mezze discinte”. E Berlusconi? “Siè messo a cantare barzellette, erano loro tre: Berlusconi, Mora, Fede, e ventotto ragazze, tutte alla fineerano senza reggipetto, solo le mutandine quelle strette”. E a fine serata il Cavaliere “gli ha regalato anelli ebracciali”Le ospiti dunque attovagliate a quelle cene non sono proprio signore della buona borghesia milanese. Machi sono. Per capirlo basta rileggere le intercettazioni di Nicole Minetti. Lei, igienista dentale e consiglieredel Pdl in Lombardia, parla con un’amica, ex compagna di liceo. La invita ad Arcore. E spiega: “Ci sono varietipologie di persone. C’è la zoccola, la sudamericana che non parla italiano e viene dalle favelas. C’è quellaun po’ più seria, c’è la via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio, capito?”.Quindi il consiglio: “fregatene, sbattitene il cazzo e via andare”.Ad Arcore ci arriva con la Minetti che per la strada raccoglie altre tre ragazze. Si entra. Si cena. E poi inizia lafesta. Il cavaliere si presenta: “buonasera lei è la signorina due lauree”. Quindi tutto inizia. Tra le ragazze“si notava un atteggiamento di confidenza tra le ragazze e il presidente”. Lo stesso vale per Emilio Fede eCarlo Rossella. La giovane amica della Minetti prosegue: “I canti furono accompagnati da un trenino. E dopola cena sentii alcune ragazze dire: scendiamo al bunga bunga”.Questo è il tempio in cui il drago accoglie le sue “vergini”. E’ una sala-discoteca. Di nuovo la parola passaalla “signorina due lauree”: “Vi sono divanetti, un palo di lapdance, una sorta di banco ba, i bagni”. Qui leragazze si cambiano. Il passaggio è importante. Ricordate Drive in? Ecco di nuovo il racconto: “Le ragazzeindossarono vestiti succinti, alcune modificarono l’acconciatura, il trucco e assunsero atteggiamenti conconnotazioni equivoche”E poi ci sono le intercettazioni che rafforzano il quadro, lo rifiniscono e lo puntellano. ”E’ allucinante. Nonsai. Lo chiamano tutte amore, tesorino. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì… Nei giornalidicono molto meno della verità anche quando lo massacrano”. Sui festini di Arcore le soubrette sonochiarissime: “O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai”. Per arrivarci, a villa San Martino, invece 12
  13. 13. non c’è problema. ”Siamo entrate senza alcun tipo di controllo”, dice una ragazza. Quindi prosegue: “E’molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri”. Un’altra ragazza, sempre descrivendo i festini nellacasa del Cavaliere, parla di “desolazione”. E va avanti: “Sì, sì l’ho proprio conosciuto per bene. Mi hapresentato a tutti e mi ha dedicato anche una canzone”.Silvio è generoso, si sa. Le sue feste sono sfarzose come anche le sue ricompense. Ne parlano legemelline De Vivo note per la loro partecipazione all’Isola dei famosi. “L’ho visto un po’ out – dice Imma DeVivo -, ingrassato, imbruttito, l’anno scorso stava più in forma, adesso sta più di là che di qua, è diventatopure brutto, deve solo sganciare, speriamo che sia più generoso, io non gli regalo un cazzo”. Tra le ospiti divilla San Martino c’è anche Barbara Faggioli. Il 25 settembre la giovane starlette parla al telefono con Fede.E’ offesa. Dice: “Non mi ha invitato, ormai preferisce invitare le cubane e le venezuelane”. Ma anche ledomenicane come Maria Ester Garcia Polanco. Di lei parla l’igienista dentale del premier Nicole Minetti.“L’ha dovuta allontanare, lavorava con uomini che vomitavano in macchina, l’hanno trovata con droga e uncoltello”. E Fede replica: “A una di quelle che c’era ieri sera ho dato di tasca mia 10mila euro. Perché avevafoto scattate con telefonino, aveva bisogno di soldi”. Secondo alcune ragazze, a quanto rivela l’Espresso,anche la Minetti “faceva spogliarelli e, a volte, si travestiva da uomo”. Altri dettagli riguardano “alcuneragazze mezze nude” che ballavano “vicine vicine”, in atteggiamenti “lesbici”.La cosa, poi, è nota a molti. Insomma il bunga bunga non è affatto un segreto. Anzi: un’abitudine risaputadel Cavaliere. E così nella richiesta di autorizzazione alla perquisizione degli uffici del contabile diBerlusconi, Giuseppe Spinelli, c’è l’intercettazione di una telefonata tra la parlamentare del Pdl MariaRosaria Rossi con Emilio Fede nella quale si parla anche della pratica del bunga bunga. “Ma tu stai venendoqui?”, chiede Maria Rosaria Rossi a Emilio Fede. Il direttore del Tg4 risponde che sarà nel luogodell’appuntamento non prima delle 21-21.15. Poi aggiunge: “Ho anche due amiche mie…”. La Rossirisponde: “Che palle che sei, quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto…”.Dai racconti dei deputati che hanno visto le carte del caso Ruby emerge un “quadro postribolare”.Con Emilio Fede che farebbe da cerimoniere consigliando alle ragazze addirittura l’abbigliamento. Lo stessoFede avrebbe suggerito a Roberta Bonasia, ritenuta una favorita dal premier, di essere amorevole e diessere aperta. Chi ha letto la documentazione della procura di Milano conferma che Nicole Minetti avrebbepreso parte ai sexy show. In una telefonata intercettata, Ruby a un amico racconta: “Mi offrono qualunquecifra per farmi stare zitta, come quelle che mi offrivano per fottere”.Decisive anche le dichiarazioni di Floriano Carrozzo che sentito a verbale come semplice testimone lasciaimportanti dichiarazioni. Racconta: “Ruby mi fece vedere il numero di Berlusconi, dove lei lo potevacontattare, mi aveva detto che era andata due volte alla presidenza del Consiglio”. Dopodiché la prova dellaconsapevolezza da parte del premier della minore età della ragazza: “Mi confidò che il presidente delConsiglio aveva saputo da lei che era minorenne”. E sono sempre le confessioni di Ruby Rubacuori ainfiocchettare il quadro con particolari non proprio edificanti. “Letizia? – dice Ruby a un amico – no lei è lapupilla, io sono invece il culo”Cosa ne pensa la stampa estera? Alcuni articoli sfogliabili online:Germania: 28 ottobre BildUna diciassettenne dichiara: Berlusconi ha voluto il “Bunga Bunga“! 13
  14. 14. Gran Bretagna: 28 ottobreTelegraphUn amico di Berlusconi coinvolto in un’inchiesta di prostituzioneStati Uniti: 28 ottobre The Huffington post“Berlusconi coinvolto in uno scandalo di prostituzione”Francia: 28 ottobre Le PointI giochi erotici di Silvio Berlusconi scandalizzano l’ItaliaFrancia: 28 ottobreLibérationIl cavaliere chiamato in causa da un nuovo scandalo di sesso: una marocchina trascina Berlusconiin tribunaleGran Bretagna: 29 ottobre GuardianL’ufficio di Silvio Berlusconi è intervenuto a favore di un’adolescente sospettata di furtoStati Uniti: 2 novembre The New York TimesLo scandalo Berlusconi potrebbe minacciare il Governo 14
  15. 15. LISTE “PULITE”Arriviamo alla questione legalità nel PDL, e lo facciamo con una premessa. Il PDL è nato dalla fusione di piùpartiti. Sicuramente il più importante era Forza Italia. L’ideologo di questo partito, insieme a Berlusconi, fuMarcello Dell’Utri: una condanna patteggiata per frode fiscale, una condanna in appello per concorsoesterno in associazione mafiosa(la Cassazione ha annullato con rinvio della sentenza in appello), e vari capidi imputazioni approfondibili qui (http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_DellUtri#Procedimenti_giudiziari )Pregiudicati XVI Legislatura ParlamentareGli indagati e condannati nelle file del PDL nella scorsa legislatura parlamentare, erano all’incirca 65:pregiudicati per vari reati fra i quali corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Reati gravissimi.E pensate che le nostre tasse servivano per pagare migliaia e migliaia di euro di stipendio a questi signori.Ecco la lista:(I processi in corso sono tanti, quindi ci potrebbero essere dei margini di errori, non volontari.) 1. ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare. 2. ANGELUCCI Antonio (PDL) - Indagato per associazione a delinquere, truffa e falso. 3. ARACU Sabatino (PDL) - Rinviato a giudizio nella sanitopoli abruzzese. 4. BARANI Lucio (PDL) - Richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’uffici. 5. BARBARESCHI Luca (Gruppo Misto) - Indagato per abusivismo. 6. BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 2 processi in corso (intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills). Il 26 ottobre 2012 è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo Mediaset (prescritto per il reato del 2001, ma non per gli esercizi 2002-2003). Tre dei 4 anni sono stati condonati per indulto. E stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per tre anni e dovrà pagare un risarcimento di 10 milioni di euro allAgenzia delle Entrate. 7. BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato in appello a 2 anni e 10 mesi nellinchiesta per i fondi neri Fininvest. 8. BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione. Condannato in appello a due anni per appropriazione indebita e ricettazione. 9. BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso dufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto. 10. CALIENDO Giacomo (PDL)- Indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2). 11. CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito. 12. CARLUCCI Gabriella (Udc, eletta nel Pdl): condannata a risarcire una sua collaboratrice. 13. CATONE Giampiero (PDL) - condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata. 14. CESARO Luigi (PDL) - Indagato per associazione camorristica. 15
  16. 16. 15. CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni diINPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso inbilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato perfinanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e inseguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannatoper truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato pertruffa ai danni di palazzo Chigi.16. CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2:fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scopertadegli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammessodi aver sottoscritto la domanda di adesione.17. COSENTINO Nicola (PDL): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negatola richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.18. CURSI Cesare (PDL) - Indagato per corruzione.19. D’ALI Antonio (PDL): rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.20. DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva.21. DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa etruffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.22. DELLUTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato inappello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione perconcorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.23. DEL PENNINO Antonio (PDL) - ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processoper le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorniper tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.24. DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.25. DI STEFANO Fabrizio (PDL): rinviato a giudizio per corruzione.26. FARINA Renato (PDL) - condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in attopubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.27. FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato.28. FAZZONE Claudio (PDL): rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.29. FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato perconcorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).30. FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamentoillecito.31. FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di ForzaItalia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio deipermessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condannedefinitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illecitie ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza difrequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione.32. GALIOTO Vincenzo (PDL) - Condannato in primo grado per falso in bilancio.33. GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto.34. GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa.35. IAPPICA Maurizio (Gr.Misto, eletto nel PDL): rinviato a giudizio per false fatture, falso inbilancio e abuso d’ufficio, prescritto.36. LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalatdi Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”. 16
  17. 17. 37. LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di avercommesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre".38. LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione.39. LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma chene aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni nonproprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura diMilano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella qualel’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Ungiornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamentein edicola”.40. LUNARDI Pietro (PDL) - Indagato per corruzione.41. MALGIERI Gennaro (PDL) - Condannato dalla Corte dei Conti per la nomina di AlfredoMeocci a dg della Rai.42. MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dallaCamera.43. MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.44. MILANESE Marco (PDL) - Indagato per corruzione, rivelazione segreta eassociazione a delinquere (P4).45. NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primogrado per abusi edilizi e prescritto.46. NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione.47. NESPOLI Vincenzo: (PDL): indagato per concorso in scambio elettorale, concorso inbancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato.48. PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto.49. PAPA Alfonso (PDL) - accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segretodufficio nellambito dellinchiesta sulla Loggia P4. Lo scorso luglio 2011 è arrivata dalla giunta per leautorizzazioni della Camera lok allarresto per la stessa inchiesta P4. Finito per mesi in carcere è statopoi scarcerato.50. PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.51. PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggioe “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collegaavvocato.52. RIZZOLI De Nichilo Melania (PDL) - Indagata per concorso in falso.53. ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienzapreliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome èanche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi diGianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro comerisarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.54. ROSSO Roberto (ex Fli, ora al Pdl sottosegretario all’Agricoltura del governoBerlusconi): indagato per associazione a delinquere dalla Procura di Vercelli.55. RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale.56. SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato poiprosciolto. E indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.57. SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso dufficio e violazionedella legge elettorale, indagato per abuso dufficio aggravato.58. SCELLI Maurizio (PDL) - E stato condannato a pagare 900 mila euro per irregolaritànellacquisizione di servizi informatici. 17
  18. 18. 59. SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione alla Guardia di finanza. 60. SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione. 61. SERAFINI Giancarlo (PDL) - Ha patteggiato una condanna per corruzione. 62. SPECIALE Roberto (PDL) - condannato in appello a 18 mesi per peculato: è accusato di essersi fatto arrivare un carico di spigole nel paesino trentino in cui era in vacanza. 63. TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso. 64. TORTOLI Roberto (PDL) - condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione. 65. VALENTINO Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalità organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani. E stata chiesta larchiviazione per entrambi i procedimenti. 66. VERDINI Denis (PDL): indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio. 67. VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli . 68. VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont.Liste Politiche 2013Per quanto riguarda i nuovi candidati in lista alle elezioni politiche 2013, non è cambiato quasi nulla.Nonostante la mancata candidatura di Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino, la fila di impresentabili èancora lunga. Risultano candidati degli indagati o condannati per reati gravissimi fra i quali spiccano semprela corruzione e il concorso esterno in associazione mafiosa.Ecco la lista: 1. Denis Verdini - coordinatore nazionale del PDL, plurindagato e candidato al Senato in Toscana. A suo carico si stanno svolgeno indagini per bancarotta fraudolenta, e associazione per delinquere, concorso in corruzione, truffa allo Stato. 2. Rienzo Azzi - piazzato in posizione favorevole in lista Lombardia 2 per la Camera, che con Verdini è indagato per truffa per una plusvalenza di 18 milioni nella compravendita di un’immobile. 3. Riccardo Conti - corre per un seggio al Senato in Lombardia 1. Oggi componente della commissione Finanze, è al centro dell’affaire dell’Enpam, ovvero la compravendita di un immobile che gli avrebbe garantito, secondo la procura di Roma, nel giro di poche ore una plusvalenza di 18 milioni di euro. 4. Massimo Parisi - indagato con Denis Verdini per truffa aggravata allo Stato. L’inchiesta che lo coinvolge tocca i fondi dell’editoria al Giornale di Toscana. Secondo l’accusa, il coordinatore del Pdl in Toscana, avrebbe fatto un bonifico da 595 mila euro all’amico e a sua moglie Maria Simonetta Fossombroni con causale “restituzione anticipazioni”. Dietro a questa somma si ricostruisce, secondo la procura, una 18
  19. 19. complessa operazione di cessione di un contratto preliminare di vendita, sottoscritto l’8 settembre 2004.5. Santo Catalano - candidato al Senato Sicilia. Rischiava, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano “Alle ultime elezioni, che a causa di un patteggiamento a un anno e undici mesi per abuso edilizio aveva rischiato di decadere da deputato già nel giugno del 2011. Dichiarato ineleggibile dal tribunale civile era stato salvato dal voto segreto dei colleghi onorevoli, che a pericolo scampato lo avevano anche festeggiato rumorosamente tra gli scranni di palazzo d’Orleans”.6. Giovanni Di Mauro - candidato al Senato in Sicilia. I suoi guai giudiziari sono relativi ad una omissione di atti d’ufficio, nell’ambito di un’inchiesta sull’inquinamento acustico.7. Filippo Drago - che corre al Senato, candidato del PdS-Mpa. Ex Udc, è stato condannato in primo grado a 2 anni e 3 mesi per il falso in bilancio nel comune di Catania.8. Rossana Interlandi - candidata al Senato Sicilia, è sotto PdS-Mpa. Rischia con Lombardo ed altri assessori il rinvio a giudizio. Non avrebbero adottato secondo i pm, misure per limitare lo smog a Palermo, nonostante fossero a conoscenza di dati allarmanti.9. Raffaele Lombardo - candidato al Senato in Sicilia. Capolista del Pds-Mpa, si è dimesso da governatore della Sicilia nel luglio del 2012 perché imputato di concorso esterno in mafia.10. Rudy Maira – candidata al Sentato in Sicilia. Ex sindaco di Caltanissetta, è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici.11. Gerardo Soglia - Candidato al Senato in Campania, sotto Grande Sud. Condannato dal tribunale di Milano a 3 anni e 3 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta in relazione al crac della società “Buon Viaggio”, fallita a marzo 2010.12. Luigi Cesaro - isulta indagato per associazione camorristica.13. Antonio D’Alì - attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, è coordinatore provinciale del PdL.14. Giulio Camber, numero tre al Senato Friuli Venezia Giulia. Il 4 novembre 2008 è stato condannato in via definitiva per millantato credito.15. Antonio Angelucci - l’editore di Libero, deputato uscente ricandidato per il Pdl alla Camera nella circoscrizione Lombardia 2, è invece imputato, per associazione a delinquere, truffa e falso.16. Raffaele Fitto - in corsa per Montecitorio, è finito a processo per corruzione, peculato, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio, per un finanziamento di 500mila euro ricevuto dalla società Tosinvest di Angelucci alla lista elettorale creata dallo stesso governatore in occasione delle Regionali 2005.17. Roberto Formigoni - presidente lombardo uscente, è finito invece nel mirino dei pm per presunta corruzione e finanziamento illecito. Il governatore è stato indagato per aver ricevuto, tramite il faccendiere Pierangelo Daccò, un illecito finanziamento di oltre mezzo milione di euro da un’azienda sanitaria privata alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali 2010.18. Augusto Minzolini - ex direttore del Tg1, diventato l’emblema dell’informazione televisiva piegata agli interessi del governo e della politica in piena era berlusconiana, candidato Pdl al Senato al secondo posto del listino in Liguria, è imputato per peculato per aver abusato della carta di credito fornitagli dalla Rai.19. Renato Farina - candidato alla Camera nella circoscrizione Lombardia 2, autore dell’articolo che ha fatto condannare per diffamazione il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, ha invece patteggiato una pena a 6 mesi di carcere (commutata poi in una multa da 6.800 euro) per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro dell’imam Abu Omar.20. Paolo Romani - ex ministro dello Sviluppo Economico al quale il Cavaliere ha offerto un seggio di senatore sicuro in Lombardia, deve rispondere invece delle accuse di peculato e istigazione alla corruzione. 19
  20. 20. 21. Daniela Santanché - (cinque anni fa candidata premier per La Destra in opposizione al centrodestra di Berlusconi, oggi destinataria di un seggio sicuro alla Camera in Lombardia 3) è indagata invece per un reato meno grave, turbamento e interruzione di funzione religiosa. 22. Renato Schifani - già indagato per concorso esterno alla mafia. In questo caso la Procura ha chiesto l’archiviazione. 23. Salvatore Sciascia - condanna definitiva per corruzione. Il fatto che abbia commesso il reato veste di manager della Fininvest di Silvio Berlusconi dovrebbe essere politicamente un’aggravante, ma forse in casa Pdl ha funzionato, al contrario. 24. Demetrio Arena - il sindaco che si è visto sciogliere per infiltrazioni mafiose il Comune di Reggio Calabria. 25. Silvestro Ladu – candidato in Sardegna. Senatore uscente imputato per peculato.Oltre ai pregiudicati, ci sono anche altri candidati sul quale porre l’attenzione. Per esempio Franco Carraro,chiamato il “poltronissimo” è il nuovo volto dell’Emilia Romagna targata Pdl. Mai stato a Palazzo Madama eaffini è craxiano d’origine. Da socialista è presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio dal ’76 all’87 ediventa ministro del turismo e dello spettacolo dall’87 al ’92 sotto ben tre governi. Ovvero sotto quelli dellaguida di Goria, De Mita e Andreotti. Irriducibile, è stato sindaco di Roma dal 1989 al 1993. Al Nord ci sonoinvece gli affetti più cari a Silvio. In Piemonte c’è, ad esempio, Bruno Archi, che ha conquistato un seggiosicuro da deputato nella circoscrizione Piemonte 2. Si tratta di ex consigliere del Cavaliere a Palazzo Chigi,testimone della difesa nel processo Ruby. C’è Simonetta Losi, anche lei testimone al medesimo processo,nonché moglie di Danilo Mariani, il pianista di Arcore. Nelle liste Pdl compare invece Mariella Bocciardo,piazzata alla Camera in Lombardia 1, chiamata “la dama bianca”, in realtà ex moglie del fratello PaoloBerlusconi, una poltica molto attiva, soprattutto nel campo delle sale di gioco d’azzardo. Altre quotefemminili sono Manuela Repetti, candidata al Senato in Piemonte), fidanzata di Sandro Bondi, e MariaRizzotti, presente nella stessa lista, chirurgo plastico del Cavaliere.Come in ogni partito che si rispetti dietro una grande coalizione c’è anche uno dell’Italia dei Valori. E’ il casodi Antonio Razzi, candidato al Senato in Abruzzo. Lui ha seguito l’intuito scilipotiano, passando dall’Italia deivalori ai Responsabili, per salvare Silvio nel dicembre 2010. Domenico Scilipoti, il “Re dei Peones”,segretario e co-fondatore del Movimento di Responsabilità Nazionale. Era un ex Idv per dieci lunghi anni:dal 2000 al 2010. Poi ci sono gli ex An. Come Alberto Giorgetti, numero due in Camera Veneto 1. Ocome CatiaPolidori, nota per essere una fedelissima di Gianfranco Fini, nell’agosto del 2010 abbandona ilgruppo parlamentare del PdL per aderire a quello di Futuro e Libertà per l’Italia. Il 14 dicembre 2010,tuttavia, vota contro la sfiducia al Governo Berlusconi IV, andando contro il suo gruppo parlamentare econtro quanto dichiarato da lei stessa il 10 novembre e il 2 dicembre. Decide così di lasciare il gruppo diFuturo e Libertà per aderire al Gruppo Misto. Poi torna al Pdl, ora in lista, posizione quinta alla CameraVeneto 1. Manlio Contento, invece, candidato al Senato in Friuli, nel 1996 è stato eletto alla Camera deideputati per Alleanza Nazionale. Nelle liste del Pdl cattolico conservatore spunta pure il laicista DanieleCapezzone, radicale fino al 2008, quando entra da protavoce nel partito di Berlusconi. Di lui si ricordanoanni passati a promuovere la legalizzazione delle droghe leggere e le invettive anticlericali. Ha ottenuto unposto sicuro nella circoscrizione Piemonte 1. Sarà sicuramente eletta anche Dorina Bianchi, alla Camera, inCalabria. Nel 2008 entrò a Montecitorio grazie al Pd di Veltroni, di cui è stata componente delle direzionenazionale. In precedenza, nel 2001, era già stata eletta nelle liste del Pdl, salvo poi cambiare partito epassare, a legislatura in corso, prima nell’Udc di Casini e poi nella Margherita di Rutelli. 20
  21. 21. PREGIUDICATI ELETTI IN ITALIA NEL PDLVolevo trattare anche i vari condannati e indagati del PDL nelle varie amministrazioni comunali, provincialie regionali, ma sono veramente tanti e impossibile da riportare tutti. Logicamente fra i reati ci sono semprecorruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Riporterò solo uno dei casi più eclatanti: ArmandoChiaro, coordinatore cittadino del PDL a Quarto(NA), che nonostante fosse in carcere da due settimane perconcorso esterno in associazione camorristica, viene eletto consigliere comunale.SCANDALI REGIONALIIl caso LombardiaIl 16 aprile 2012 il Corriere della Sera lancia la notizia secondo cui uno dei fiduciari svizzeri di PierangeloDaccò, amico di Formigoni e uomo vicino a Comunione e Liberazione, arrestato per aver creato milioni difondi neri nello scandalo dellOspedale San Raffaele e aver distratto, dal patrimonio della FondazioneMaugeri, circa 70 milioni di euro sotto forma di consulenze e appalti fittizi, avrebbe pagato viaggi aereicompiuti dallo stesso Governatore, da un suo collaboratore, a dal fratello di Formigoni e sua moglie. Traquesti benefici, un viaggio Milano-Parigi da ottomila euro, compiuto il 27 dicembre 2008, pagato da Daccò aFormigoni. Il Governatore, però, ha smentito categoricamente i fatti, affermando di non aver ricevuto maialcun beneficio. Pierangelo Daccò è finito in galera per 10 anni, era imputato di associazione perdelinquere, bancarotta e altri reati nellinchiesta sul dissesto dellospedale San Raffaele. Inoltre ilfaccendiere Daccò, nellinchiesta sulla fondazione Maugeri è indagato per corruzione in concorso conRoberto Formigoni.Il 23 giugno 2012, il Corriere della Sera riporta in prima pagina la notizia secondo cui Formigoni risulterebbeindagato dalla Procura di Milano per corruzione e finanziamento illecito ai partiti nellambito dellinchiestasulla sanità privata in Lombardia in cui risulta implicato il faccendiere Daccò, amico di Formigoni. Le accusedella Procura riguarderebbero un illecito finanziamento elettorale di oltre mezzo milione di euro ricevutoda unazienda sanitaria privata in vista della campagna di Formigoni per le elezioni regionali italiane del2010 in cui è stato rieletto per un quarto mandato consecutivo alla guida della regione; le accuseipotizzano, inoltre, il reato di corruzione per la somma dei molteplici benefit di ingente valore patrimoniale(vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting per lamicizia fra ipopoli di Rimini, condizioni favorevoli nella vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoninella comunità laicale dei Memores Domini) messi a disposizione del governatore lombardo dal mediatoreDaccò. Secondo laccusa, Daccò, sfruttando lintima amicizia con Formigoni, basata su benefit di varianatura, riusciva ad ottenere delibere e fondi da parte della regione Lombardia in favore di strutturesanitarie private, tra cui la fondazione Maugeri di cui Daccò era consulente ricevendo da questa più di 70milioni di euro.Il 25 luglio 2012 arriva, dalla procura di Milano, la conferma sullo status di indagato di Formigoni. Il reatoche gli viene ascritto è quello dicorruzione, in concorso con Daccò, Antonio Simone, Umberto Maugeri eCostantino Passerino. Il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha affermato che ilgovernatore lombardo è iscritto nel registro degli indagati dal 14 giugno 2012. 21
  22. 22. Consiglieri Regionali indagati per Peculato40 consiglieri al Pirellone nel mirino della Procura con l’accusa di peculato per avere pagato dalle munizionialle cene di lusso coi soldi pubblici, tutti giustificati come “impegno istituzionale”. Importo stimato: 2milioni di euro dal 2008 al 2012. Non solo. Oltre ai capigruppo Paolo Valentini del Pdl (“Spese nel pienorispetto delle normative e dei budget regionali”) e Stefano Galli della Lega Nord, spunta tra gli indagatianche Nicole Minetti, già imputata nel processo sul caso Ruby con scontrini ‘sospetti’ per 27mila euro. Frale altre cose, l’ex igienista dentale chiede (e ottiene) il rimborso di ’Mignottocrazia‘, il libro del collega dipartito Paolo Guzzanti che include un capitolo dedicato a lei. Ma c’è dell’altro. Nella lista compare ancheun iPad. Forse lo usava in Consiglio regionale? Niente affatto, perché il Pirellone aveva già regalato aciascun consigliere il tablet da centinaia di euro. Poi ci sono ristoranti alla moda, 400 euro per una cena alristorante da Giannino e consumazioni per 832 euro al Principe di Savoia, di cui la Minetti dovrà risponderedavanti ai pm il 19 dicembre. E tra gli indagati finisce anche Renzo Bossi, il figlio del Senatur che avrebbecomprato videogiochi, sigarette e Red Bull. Secondo il legale del Trota Alessandro Diddi: ” Tutte le spese diRenzo Bossi sono documentalmente riferibili all’attività politica e non ve ne è alcuna che possa esserericondotta ad esigenze personali”.Agli acquisti della Minetti si aggiungono un iPhone 5 da 899 euro, oltre a una crema per il viso. Numerosiscontrini per cene in ristoranti giapponesi, 27 euro per acquistare “barattoli di sabbia in vetro giallo”.Complessivamente, le spese della consigliera ammontano a oltre 6 mila euro per il 2010, 15 mila euro per il2011 e oltre 6 mila euro per il 2012. Quindi, oltre 27 mila euro in tre anni. Poi c’è il leghista Cesare Bossetti,che avrebbe speso nel 2011 quasi 15mila euro per comprare dolci in pasticceria oltre che per fare colazionicon brioche e caffè. Ad Angelo Giammario (Pdl), già indagato per corruzione, viene contestato invece diaver usato per fini personali oltre 27mila euro, anche per noleggi auto e taxi.Sono undici consiglieri del Pdl e altrettanti della Lega quelli che hanno già ricevuto un avviso di garanzia.Questi gli indagati nelle file del Pdl: Giovanni Bordoni, Giulio Boscagli, Alessandro Colucci, GiuseppeGianmario, Antonella Maiolo, Marcello Raimondi, Nicole Minetti, Gianluca Rinaldin, Carlo Saffiotti, PaoloValentini e Sante Zuffada.Tutti rimborsi al di fuori dell’attività politica nel corso di due legislature effettuati coi soldi pubblici. Dopo lespese contestate della Regione Piemonte, che includevano night club e drink alle Canarie, finiscono sottoinchiesta i consiglieri che sostenevano Formigoni. L’ordine è stato presentato anche nell’ufficio dellapresidenza del Consiglio. E’ un lungo elenco di spese quotidiane e c’è chi rientra tra gli ‘over 100 mila euro’,e chi invece ha chiesto di inserire, tra i rimborsi del proprio gruppo politico, spese personali di pochecentinaia di euro.L’inchiesta sulle spese dei consiglieri è iniziata con le verifiche al leghista ed ex presidente del Consiglioregionale Davide Boni, accusato di corruzione, e all’ex assessore del Pdl Franco Nicoli Cristiani. Dalleintercettazioni ambientali sono state riscontrate spese e fatture giustificate come impegni ‘istituzionali’ chedi istituzionale, però, avevano ben poco. E il cui totale, secondo gli inquirenti, in Lombardia ogni anno valemilioni di euro. A seguito delle intercettazioni, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, su ordine delprocuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e di pmPaolo Filippini e Antonio D’Alessio, lo scorso 10ottobre erano andati in Regione con un decreto di esibizione di documenti e avevano acquisito i rendicontidei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2010. Sul decreto in quella occasione 22
  23. 23. erano indicati i nomi di tre indagati per peculato e truffa aggravata: Boni, Nicoli Cristiani e l’ex assessoreregionale Massimo Buscemi del Pdl. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono finitesoprattutto le spese di comunicazione e di rappresentanza, ritenute sospette, dei gruppi consiliari delcentrodestra e in particolare i finanzieri avrebbero accertato spese, per cene e viaggi, illecite.Tra scontrini e autocertificazioni la Finanza, ricorda Repubblica, hanno trovato irregolarità che in molti casisarebbero “lampanti, smaccate”. Il controllo da parte della Corte dei Conti attraverso il quale dovrebberopassare è soltanto una “operazione trasparenza di facciata”, visto che “alla giustizia contabile non èconsentito il controllo delle spese, ma solo il saldo finale”. E così dopo gli scandali in Lazio, col capogruppoPdl Fiorito che usava i soldi pubblici per auto e vacanze, i 17 consiglieri in Sardegna indagati per peculato, ei processi in avvio in Campania e Basilicata, viene travolta la Regione Lombardia.I pm di Milano contestano agli indagati nell’inchiesta sui rimborsi elettorali regionali la violazionedella legge 27 ottobre 1972 numero 34, poi successivamente integrata e modificata. Stando a questanorma, i contributi erogati “sono impiegati dai gruppi consiliari per le spese di funzionamento,aggiornamento, studio e documentazione, nonché per diffondere la conoscenza della loro attivitàattraverso azioni di informazione e comunicazione”.Il caso LazioIl 18 luglio 2012 il Capogruppo Fiorito manda una missiva allufficio della governatrice della regioneLazio Renata Polverini, facendola poi girare tra i rappresentanti del suo partito, in cui denuncia delleanomalie nei "documenti giustificativi delle spese effettuate" di vari consiglieri regionali, che avevano datoloro la possibilità di accedere a rimborsi spese, elargiti tramite denaro pubblico. Parla dei fondi che laRegione Lazio elargiva ai consiglieri (oltre ai 13 mila netti di stipendio mensile).Agli inizi di settembre viene fuori che Fiorito avrebbe dirottato ingenti quantità di denaro destinato al suopartito e alla Regione sui suoi conti bancari italiani ed esteri. Emerge inoltre una sorta di "sistema" persfruttare i fondi pubblici, destinati per legge ai vari gruppi consiliari, per fini personali da parte dei singoliconsiglieri laziali.Il 12 settembre Fiorito viene dichiarato indagato per peculato]. Nomina quale suo difensore il celebreavvocato Carlo Taormina.Il 14 settembre, dopo lacquisizione da parte degli uomini della Guardia di Finanza di vari documenti pressoil palazzo della Regione Lazio, Fiorito si auto-sospende dal Pdl per avere fatto in due anni, 109 bonifici, dalconto del Pdl al proprio conto corrente, di importi compresi tra 4mila e 8mila euro, per un totale di 753milaeuro, riportanti la causale: "Articolo 8 della legge regionale 14/98", cioè quella del "rimborso delle spesesostenute per mantenere il rapporto eletto/elettore[12], configurandosi il reato dellincaricato di pubblicoservizio che sottrae soldi.Il 18 settembre 2012, la Corte dei Conti quantifica in 21 milioni di euro la torta che si sono suddivisi dodicipartiti laziali che hanno partecipato alla competizione per le regionali del 28 e del 29 marzo 2010. Ilmassimo dei rimborsi è andato alla lista "Renata Polverini presidente" con 2,3 milioni.Il 24 settembre 2012, a seguito del clamore mediatico e dellindignazione popolare dovuti alloscandalo, Renata Polverini è costretta alle dimissioni. Nello stesso giorno intanto, Fiorito viene nuovamenteinterrogato come testimone nel Palazzo di Giustizia di Viterbo dai procuratori romani Alberto Caperna edAlberto Pioletti titolari dellinchiesta, per dare spiegazioni in merito alla falsificazione di alcune fatturesospette e gonfiate, denunciate da due società, rimborsate al nemico ed ultimo in ordinecronologico capogruppo Pdl, Francesco Battistoni il quale presenteràun esposto di denuncia in Procura per diffamazione. Inoltre nel medesimo giorno, vengono forniti nuoviparticolari sui soldi utilizzati dalla lista "Renata Polverini presidente": oltre 886.000 euro utilizzati per 23
  24. 24. la comunicazione, 110.000 euro per convegni mai organizzati e per i suoi collaboratori, la cifra di 378.000euro.Il 28 settembre 2012 indagati anche gli amici e parenti di Fiorito[16], per assegni con addebiti inspiegabili, siconfigura il reato di associazione per delinquere[17], mentre lo scandalo sui fondi rubati dai ConsigliRegionali del PDL si allarga ad altre regioni, Piemonte, Emilia Romagna.Nella mattinata del 1 ottobre 2012 viene nuovamente interrogato dai magistrati della Procura di Viterbo ediscritto nel registro degli indagati anche per i reati di calunnia e falso aggravando così ulteriormente la suaposizione, avendo contraffatto secondo laccusa diverse fatture che il capogruppo Pdl Battistoni, avevapresentato per ottenere rimborsi. Sarebbero anche indagati i coordinatori regionali dello stesso partito, fracui figurerebbe il vicesegretario ed europarlamentare Alfredo Pallone. Il 2 ottobre 2012 viene arrestato perordine della procura di Roma, è stato accusato di peculato per aver utilizzato i fondi del partito per usopersonale; avrebbe tentato, secondo le motivazioni del GIP che ha firmato lordinanza di custodia cautelare,il pericolo di fuga, linquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Il 4ottobre 2012 il GIP di Roma Stefano Aprile titolare delle indagini, dispone tramite decreto il sequestropreventivo degli interi beni posseduti del valore di un milione e 380 mila euro, riconducibili allillecitaattività di sottrazione dei fondi del gruppo Pdl alla Regione Lazio compiuta dallo stesso Fiorito. Tra i benisottratti ritenute dal GIP come prove molto concrete figurano la villa al Circeo, una BMW comprata per oltre88.000 euro e pagata in leasing, la Smart ed una jeep della Land Rover, comprata nel febbraio 2012 per farfronte allemergenza neve che sconvolse la capitale in quel periodo. Inoltre vengono sequestrati sette conticorrenti italiani e 4 posseduti allestero e viene anche scoperto un vasto patrimonio immobiliare fatto di 14abitazioni e ville, sparse tra Roma (di cui una lasciata inabitata e da ristrutturare nella famosa ViaMargutta), Anagni, Costa Azzurra e Tenerife, alcune di queste lasciate in eredità dopo la morte del padre diFiorito. Il 5 ottobre per tutelare la sua salute al meglio, i medici del carcere di Regina Coeli dove si trova incella disolamento e sotto stretta sorveglianza, gli hanno sconsigliato e proibito il consumo di merendinee bevande dolci durante il periodo di detenzione, perché potrebbero nuocere gravemente alla suaincolumità fisica.L8 ottobre viene respinta dal GIP Stefano Aprile, listanza di scarcerazione presentata dal suo legaledifensore Carlo Taormina, nonostante lex capogruppo Pdl continui a proclamarsi innocente ed estraneo adogni fatto contestato a suo carico, proclamando che quel denaro era suo, destinato a sole finalità politiche eche sarebbe stato rendicontato. Le motivazioni emesse dal giudice con cui ha negato la revoca nelprovvedimento sono chiare: il Fiorito si è appropriato di ingenti somme di denaro in un "assordante silenziodei soggetti deputati a vigilare sulluso di risorse pubbliche"; inoltre, "è in grado di esercitare la giàsperimentata influenza illecita su persone e strutture, con cui potrebbe fuggire allestero dove ha proprietà econoscenze". Tuttavia nellordinanza viene specificato che Fiorito "ha commesso i fatti in modo preordinato,scientifico e reiterato, circondandosi di correi e persone compiacenti in grado di fungere da bracci operatividelle azioni illecite disposte ed architettate da lui stesso, nonché da schermo delle medesime e,alloccorrenza, in grado di sottrarre e custodire la documentazione da cui emergono le responsabilitàdellindagato".Per il 9 ottobre il Tribunale del riesame si riserva sulla decisione definitiva da prendere su questa vicenda;nello stesso giorno, la Procura della Repubblica della capitale e nuove perquisizioni attuate dalla GdF,scovano e spulciano nuovi particolari che vengono segnalati sui fondi pubblici utilizzati ad uso personale, incui vengono contestate ulteriori appropriazioni di denaro per lacquisto di alcuni lampadari del valore di400 euro ciascuno, destinati alla sua abitazione nel quartiere Parioli e di viaggi, rientranti nella causalecome "istituzionali" ma che invece non avevano nulla a che fare con ciò, compiuti a Londra, Parigi e in CostaAzzurra, oltre a soggiorni da sogno pagati 1.000 euro e fatti assieme alla sua ex fidanzata Samantha Realipresso Positano, soggiornando spesso in alberghi di lusso e tra i più rinomati della zona. Il 10 ottobre, lostesso tribunale respinge ufficialmente listanza presentata dai suoi difensori, confermando così il carcere 24
  25. 25. per Fiorito e dunque, la decisione presa pochi giorni prima dal GIP Stefano Aprile. Dopo nemmeno duesettimane il 22 ottobre, il Tribunale del riesame respinge nuovamente listanza di scarcerazione presentatapochi giorni prima dai legali difensori per la seconda volta, ribadendo così le medesime motivazioni stabilitenellordinanza fatta dal GIP, lo scorso 8 ottobre.Il 3 dicembre gli avvocati ricorrono addirittura alla Corte di Cassazione, massimo organo istituzionale pereccellenza ma, anche in questo caso, il Pg Alfredo Viola, respinge il ricorso confermando lordinanza dicustodia cautelare ed il sequestro preventivo della villa al Circeo, di tre automobili e di alcuni conticorrenti. Il 27 dicembre, dopo vari ricorsi rigettati nelle precedenti udienze, vengono concessidal GIP Stefano Aprile gli arresti domiciliari per Fiorito, accogliendo così favorevolmente listanza presentatadalla difesa e, viene inoltre fissato il processo (con rito abbreviato) che lo vedrà imputato al 19 marzo 2013,a cui sono soggetti a comparire anche i due ex collaboratori della segreteria del suo ufficio. Dopo quasi 3mesi di detenzione, Fiorito lascia così il carcere di Regina Coeli.I FALSI LUOGHI COMUNIIl governo Berlusconi è quello che più di ogni altro ha combattuto la mafia..Abbastanza grande come falsità. Spesso i politicanti di centro-destra dichiarano questo a seguito degliarresti dei super latitanti. Premettiamo che gli arresti di mafiosi e latitanti, i sequestri e le confische nonsono mai meriti di nessun governo, né di centro-destra e né di centro-sinistra, ma solo di magistrati,carabinieri e forze dell’ordine. Al contrario l’ultimo governo Berlusconi forse è quello che ha avvantaggiatodi più la criminalità, tagliando risorse alle forze dell’ordine, alla magistratura. E’ il governo della leggebavaglio, del legittimo impedimento, il processo breve, lo scudo fiscale(che ha permesso il riciclaggio anchedi capitali illeciti e mafiosi), la legge sui collaboratori di giustizia, mancata protezione a Spatuzza, i PM sottoall’esecutivo, ecc.. Senza dimenticarci tutti i candidati ed eletti, inquisiti o condannati per mafia nelle file delPDL.Il governo Berlusconi ha abbassato le tasse e mantenuto le promesse…Contratto con gli italiani: ecco come era andata l’8 maggio 2001 quando Silvio Berlusconi aveva presentatoil suo primo contratto con gli italiani nel corso della trasmissione Porta a Porta.Il contraffatto con gli italianiSe tutti i nostri grandi progetti per il Paese non verranno realizzati, me ne tornerò a casa mia, dove stotanto bene (Corriere della Sera, 27 aprile 2001).Le promesse fatte si mantengono. Le persone serie mantengono le promesse, altrimenti se ne vanno acasa. Io quando prometto una cosa la mantengo (27 ottobre 2004).Il governo ha fatto miracoli attuando tutti e cinque i punti del «Contratto con gli italiani» e sta facendotante altre cose. Ho passato in rassegna tutti gli atti del governo, non ne ho visto uno che si possaconsiderare un errore, non c’è una cosa che non rifarei (2 settembre 2005).Proporrò un nuovo Contratto con gli italiani, ma più ampio dei 5 punti contenuti nel precedente (28novembre 2005). 25
  26. 26. 1.Meno tasse per tutti«Abbattimento della pressione fiscale– con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui [11.362 euro, nda];– con la riduzione al 23% dell’aliquota per i redditi fino a 200 milioni [103.291 euro, nda];– con la riduzione al 33% dall’aliquota per i redditi sopra i 200 milioni;– con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.»È l’8 maggio del 2001, mancano cinque giorni alle elezioni, quando Silvio Berlusconi, sulla scrivania diciliegio offerta da Bruno Vespa a «Porta a Porta», mette la riduzione delle imposte al primo posto del suo«Contratto con gli italiani».Cinque anni dopo, la promessa non è stata mantenuta. Le due aliquote non sono entrate in vigore. Lapressione fiscale complessiva è rimasta sostanzialmente immutata. Secondo il documento diprogrammazione economico e finanziaria del governo Berlusconi per il 2006-2009, era pari al 42,2% delprodotto interno lordo nel 2001; ed è scesa ad appena il 41,7% nel 2004. Secondo altre stime piùattendibili, è anzi complessivamente aumentata con le tasse degli enti locali e le ondate di rincari delletariffe.L’unico obiettivo centrato è l’abolizione della tassa di successione e di quella sulle donazioni. Nel primoConsiglio dei ministri del Berlusconi-2, è stata approvata la riforma dell’imposta di successione. Una leggeper super-ricchi. L’Ulivo aveva già abbattuto la tassa fino ai 350 milioni di lire per ogni erede conun’aliquota del 4%. Il 90% dei cittadini italiani era al di sotto della franchigia. A Berlusconi, però, nonbastava. Mentre Bill Gates si batteva per mantenere la tassa in America, il nostro premier l’aboliva.Permettendo così ai suoi eredi di risparmiare in futuro, secondo una stima dello stesso Berlusconi, almeno58 miliardi di lire.2. Città più sicure«Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altrol’introduzione dell’istituto del “poliziotto, carabiniere o vigile di quartiere” nelle città con il risultato di unaforte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.»Nel 2001, quando Berlusconi mette nero su bianco la sua seconda promessa, i reati commessi ogni anno inItalia non sono 3 milioni, ma 2.163.826, contro i 2.205.782 del 2000 (fonte Istat). Negli anni seguenti nonsolo non diminuiscono, ma aumentano. Dal rapporto Censis, reso pubblico il 3 dicembre 2004, si evince chenei primi 24 mesi di governo Berlusconi la criminalità ha ripreso a correre: tra il 2001 e il 2003 si verifica unincremento del 6,7% e il numero dei reati toccherà quota 2.456.826. All’inaugurazione dell’anno giudiziario2005 il procuratore generale Francesco Favara segnala un’ulteriore crescita: tra il luglio 2003 e l’agosto2004, i reati denunciati per i quali è stata iniziata l’azione penale sono il 3,7% in più dello stesso periodo del2002-2003.Dunque i reati sono aumentati nonostante l’introduzione del poliziotto di quartiere. Secondo il premier (a«Porta a Porta», 19 dicembre 2005), gli agenti e i militari impiegati in questo specifico servizio sarebbero3701. A metà agosto del 2004, secondo il ministero dell’Interno, erano 1900 e operavano in 433 quartieri ozone da circa 10 mila abitanti. A ferragosto dell’anno successivo il Viminale assicurava che il loro numeroera salito a 2200. In ogni caso, per garantire un poliziotto di quartiere ogni 10 mila abitanti in tutto il Paeseservirebbero almeno 5900 uomini, che diventerebbero più di 16 mila volendo alternarli in turni di otto ore.Lo stesso Berlusconi sembra rendersene conto. Infatti, in caso di rielezione, ha promesso di aumentarli finoa 10 mila. Nell’attesa, ha mancato anche il secondo obiettivo del Contratto. 26
  27. 27. 3. Pensioni più dignitose«Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.»Il terzo punto del «Contratto con gli italiani» non ammette repliche. Già nella finanziaria 2001 il governostanzia 2 miliardi e 169 milioni di euro per cercare di mantenere l’obiettivo. I soldi però non bastano. È lostesso governo, in una relazione tecnica, a stimare che quel denaro è sufficiente a «coprire» solo 2 milioni e200 mila pensionati. Alla fine però solo un milione e 800 mila incasseranno effettivamente l’aumento. Magli aventi diritto, stando alla lettera della promessa, sono appunto il quadruplo. La Uil infatti calcola che glianziani che nel 2001 ricevono ogni mese meno di 516 euro (pari a un milione di lire) sono 5.901.244.Secondo l’economista Tito Boeri, alla fine del 2002 sono addirittura saliti a 8 milioni. Insomma, per il 75%dei pensionati con meno di un milione di lire al mese l’impegno di Berlusconi non vale. Il perché è prestodetto. Per mantenere la parola servirebbero ogni anno dagli 11,5 ai 17 miliardi di euro. Fino a un punto emezzo del Pil. Una soluzione possibile sarebbe quella di aumentare le pensioni minime a tutti coloro chehanno compiuto 65 anni. Ma anche in questo caso il piatto piange: servirebbero 8,67 miliardi euro. Perquesto si decide di aumentare solo la pensione minima a chi ha più di 70 anni, sempreché non cumuli unreddito di coppia superiore ai 6800 euro annui. In barba al Contratto con gli italiani, che non faceva alcunadistinzione. «Fatto l’annuncio, gabbato l’anziano», commenterà nel gennaio 2004 Dario Di Vico sul Corrieredella Sera.Il risultato è particolarmente odioso. Nei primi mesi del nuovo governo, centinaia di pensionati telefonanoall’Inps reclamando inutilmente l’aumento. E alla fine qualcuno decide di passare alle vie legali. Nel 2006Berlusconi viene citato in giudizio da una pensionata, Ida Severini, che gli contesta l’inottemperanza delContratto. Il presidente del Consiglio dovrà presentarsi, accompagnato dai testimoni Bruno Vespa eRoberto Maroni (ministro del Welfare), il 28 febbraio davanti al giudice di pace di Roma. La Severini, 78anni, nata a Recanati e residente a San Cesareo (Roma), lamenta la mancanza di 138 euro sulla suapensione e rivela di aver votato Berlusconi alle Politiche del 2001: «Ho deciso di votarlo – spiega – propriodopo averlo sentito annunciare il terzo punto del Contratto: l’innalzamento delle pensioni minime adalmeno 1 milione di lire al mese». Ha atteso quasi cinque anni invano. Poi ha deciso, appoggiata dall’Italiadei Valori e dalla Lista Consumatori, di trascinare il premier in tribunale per il mancato adempimento di una«promessa al pubblico», secondo quanto previsto dal Codice civile. Cause simili vengono intentate ancheda pensionati di Udine e Bolzano.4. Più lavoro per tutti«Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuoviposti di lavoro».Nei cinque anni di governo Berlusconi, i disoccupati sono diminuiti, ma di poco. Non certo dimezzati.Secondo Eurostat, nel gennaio 2001 il tasso dei senza lavoro era pari al 9,9%. Cinque anni dopo è sceso al7,1%. Per dimezzarlo bisognerebbe toccare quota 4,95, obiettivo ormai irraggiungibile. Anche guardando idati numerici, il milione e mezzo di nuovi posti è ben lontano dall’essere realizzato. Secondo i dati del Sole-24 Ore dell’8 gennaio 2006, l’incremento totale degli occupati tra il 2001 e il 2005 è stato in tutto di 1milione e 74 mila unità. A questa cifra, già lontana dalla promessa iniziale, vanno oltretutto detratti gliimmigrati clandestini che un lavoro l’avevano già prima del 2001 e che Berlusconi infila tra i «nuovioccupati» solo perché hanno regolarizzato la loro posizione uscendo dal sommerso: 343 mila persone sulleoltre 650 mila ammesse alla sanatoria. I nuovi posti scendono così a 731 mila: meno della metà di quellipromessi. 27
  28. 28. Comunque la si guardi, insomma, la clausola del contratto non è stata rispettata, anche se il ministro delWelfare Maroni assicura che sono stati creati «circa 2 milioni di posti di lavoro», senza peraltro specificareche nello stesso periodo ne sono andati perduti centinaia di migliaia. Ma non è tutto. Anche l’apparentecrollo della percentuale dei disoccupati ha una spiegazione tutt’altro che incoraggiante: visto che il lavoronon si trova, molti iscritti alle liste di collocamento smettono di cercare un impiego e si cancellano daglielenchi. Lo dice a chiare lettere proprio l’Istat nella sua relazione sulla disoccupazione: «Il motivo principaledel calo è lo scoraggiamento dal cercare lavoro».5. Più cantieri per tutti«Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le GrandiOpere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche eopere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.»Secondo Il Sole-24 Ore del 6 gennaio 2006, nemmeno questo obiettivo – peraltro generico (aprire i cantierinon è la stessa cosa che costruire le opere) – è stato raggiunto. Alla luce dei dati disponibili forniti dalministero delle Infrastrutture, si è raggiunto appena il 21,4% degli investimenti previsti dalla legge.Infattisono stati appaltati cantieri per 51,2 miliardi su un totale di 173. E se anche nel giugno 2006 ci si arriverà,come garantito dal ministro Pietro Lunardi nel suo «bilancio sulla legge obiettivo a quattro anni dalla suaapprovazione», si toccherebbe al massimo quota 25,4%. Ben lontana dal traguardo del 40%.Il ministero però sostiene che a giugno l’obiettivo sarà raggiunto e superato, arrivando al 45% delle opere«affidate e/o cantierate». Ma l’affidamento di un’opera, pur rappresentando per molti versi un punto dinon ritorno, è qualcosa di molto diverso dall’apertura di un cantiere. Esempio: l’appalto per la costruzionedel ponte sullo Stretto di Messina. Il 24 novembre 2005 la realizzazione dell’opera è stata assegnata aImpregilo, ma prima che le ruspe si mettano al lavoro passerà molto tempo: si arriverà a fine 2006, secondole stime della stessa impresa appaltatrice, o forse molto più tardi se ci saranno intoppi nella progettazionedefinitiva e/o esecutiva, nella verifica di impatto ambientale, nella successiva approvazione del Cipe, previoconsulto con le regioni. In ogni caso, anche se il governo Berlusconi ha fatto qualcosina in più degli esecutiviprecedenti, non si può certo sostenere che abbia mantenuto la quinta promessa.6. Se non mantengo vado a casa«Nel caso in cui al termine dei 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero statiraggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura allesuccessive elezioni politiche.»Pur avendo mancato tutti e cinque i traguardi, Silvio Berlusconi si ricandida. Così non mantiene nemmeno ilsesto e ultimo impegno.Però il governo Berlusconi ha tolto l’ici..Si è vero, ha tolto l’ICI. Poi, però, ha istituito lIMU con decorrenza dal 2014 che Monti ha anticipato al 2013grazie al buco creato dalla soppressione dellICI. 28

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