Fine di un impero

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The causes and the events who made the end of Western Roman Empire in 476 A.C.

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Fine di un impero

  1. 1. La fine di un impero
  2. 2. La rivoluzione tardo - romana <ul><li>Durante i due secoli e mezzo precedenti la fine dell’Impero romano d’Occidente si verificò in questa zona imperiale una profonda trasformazione definita “rivoluzione tardo-romana”. </li></ul><ul><li>Tale cambiamento si verificò in quattro fasi </li></ul><ul><li>Fase 1 , prima metà del III secolo : epoca di pace e relativo splendore </li></ul><ul><li>Fase 2 , seconda metà del III secolo : cedimento delle strutture militari che proteggevano il limes, continue sconfitte romane contro i popoli stanziati ai confini settentrionali e orientali </li></ul><ul><li>Fase 3, IV secolo : trasformazioni dovute all’emergenza militare: cristianizzazione , popoli barbari si insediano entro i confini imperiali , divario ampio tra ricchi e poveri e tra Oriente e Occidente </li></ul><ul><li>Fase 4 , V secolo : nuovi movimenti di popoli , società postimperiale </li></ul>
  3. 3. I primi cambiamenti importanti: I secolo a.C. <ul><li>I primi cambiamenti importanti nella struttura economica e sociale di Roma avvennero alla fine del I secolo a. C , quando i senatori erano stati minacciati economicamente dagli equites , plebei arricchitisi con il commercio, la finanza e gli appalti pubblici. Gli equites erano la parte più dinamica della società romana , capace di esprimere grandi uomini come Caio Mario e Marco Tullio Cicerone dalle sue fila. </li></ul><ul><li>Dopo i conflitti civili del I secolo a.C ., che avevano ridotto la Res Publica a un campo di battaglia e stremato l’economia e la società, i primi imperatori, a partire da Augusto preferirono sostenere il loro potere sui senatori , di mentalità conservatrice , e politicamente affidabili in quanto vivevano sulla rendita delle proprie terre e non volevano modificare lo status quo, e emarginare i ceti più dinamici </li></ul>laticlavio
  4. 4. L’impero romano sotto Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) e alla fine del I secolo d.C. Impero romano sotto Augusto Impero romano alla fine del I sec. d.C. L’economia imperiale cominciò a ristagnare, nel momento in cui le conquiste erano in gran parte terminate e quindi i ricavi di esse vennero a mancare: territori, schiavi, ulteriori tasse.
  5. 5. Le spese per mantenere l’impero furono coperte soprattutto dalla tassazione delle province . I costi per proteggere e amministrare l’impero superarono le entrate fiscali già nel corso del II secolo d.C . L’impero romano d’Occidente “morì per suicidio” in quanto si creò una crisi sociale , demografica e economica strisciante e inesorabile . Lo scollamento tra honestiores (aristocratici proprietari terrieri) e humiliores (tutti i sudditi: schiavi, contadini) si allargò ampiamente : da una parte i grandi possidenti, dall’altra chi viveva e lavorava solo per pagare le tasse.
  6. 6. Schiavi e coloni <ul><li>Nel II secolo d. C. la popolazione imperiale era di circa 50 milioni di abitanti </li></ul><ul><li>Il governo era nelle mani di una aristocrazia ristretta e culturalmente molto omogenea : urbana, ricca di grandi patrimoni fondiari, leggeva e scriveva in greco e latino. </li></ul><ul><li>Da un secolo essa combatteva guerre difensive e non era più un’aristocrazia militare </li></ul><ul><li>Le campagne erano lavorate e abitate da schiavi e coloni : la differenza tra loro era giuridica . </li></ul><ul><li>Gli schiavi non avevano personalità giuridica , e erano proprietà del loro padrone , ma potevano sperare di essere liberati. </li></ul><ul><li>I coloni erano liberi giuridicamente , ma erano vincolati alla terra che lavoravano , in quanto il sistema fiscale calcolava le tasse sull’estensione dei campi che dovevano rendere al massimo. </li></ul><ul><li>La crisi fu aggravata anche dalla percezione che questi avevano di sé come persone che non potevano cambiare la propria vita </li></ul>Vendita di uno schiavo Un colono al lavoro nei campi
  7. 7. Il pericolo “barbaro” Il limes reno-danubiano
  8. 8. Romani e barbari: il II secolo d. C. <ul><li>Lungo il confine dell’impero romano, il limes, vi fu una situazione di conflittualità permanente tra le popolazioni locali, le guarnigioni locali e le genti stanziate al di là del limes, i “Barbari” , gruppi eterogenei che molto lentamente formarono dei “popoli”. </li></ul><ul><li>I rapporti tra romani e barbari furono molto intensi sopratttutto dal II secolo d.C . </li></ul><ul><li>Dal III secolo molti guerrieri barbari furono assoldati nell’esercito romano , raggiungendo cariche militari anche elevate. </li></ul><ul><li>Il rapporto si squilibrò a favore dei barbari a partire dal IV secolo. </li></ul>
  9. 9. Movimenti di popoli non romani nel III secolo
  10. 10. I problemi del III secolo,1/: l’esercito e le spese statali <ul><li>La nuova organizzazione dell’esercito , formato da seicentomila soldati, fece raddoppiare le spese . </li></ul><ul><li>Furono aumentate le tasse e ampliata la burocrazia , per gestire le necessità legate alla raccolta fiscale. </li></ul><ul><li>Per rispondere alle spese gli imperatori cercarono di bloccare i prezzi e redistribuire le ricchezze , senza nessuna capacità di analisi economica della situazione reale </li></ul><ul><li>Ne nacque una macchina statale molto imponente , un’organizzazione politica accentrata, burocratica e pesante. </li></ul><ul><li>Le necessità della guerra spinsero gli imperatori a escludere i senatori e l’aristocrazia dai comandi militari , mentre vennero promossi ai gradi più alti militari di carriera provenienti dai ceti meno importanti e periferici </li></ul><ul><li>Si verificò quindi un forte ricambio sociale ai vertici dell’impero romano : Diocleziano era figlio di un liberto, il padre di Galerio era un pastore. </li></ul><ul><li>Le tasse erano sempre più pesanti e gravavano sui meno abbienti : nel 350 1/3 del reddito di in contadino se ne andava per pagare l’imposta fondiaria. </li></ul>
  11. 11. I problemi del III secolo, 2/ Bassa produttività e spopolamento. Un’aristocrazia di latifondisti <ul><li>L’impero fu colpito da un notevole spopolamento a causa delle pestilenze scoppiate tra la fine del II e l’inizio del III secolo </li></ul><ul><li>I bottini di guerra erano sempre più poveri, e il numero di schiavi per coltivare la terra diminuiva . </li></ul><ul><li>Queste due cause, bassa produttività e spopolamento , determinarono una crisi economica irrisolta . I beni diminuivano, i loro prezzi aumentavano. </li></ul><ul><li>L’aristocrazia dei grandi proprietari di terra non era disposta a investire e rischiare il proprio patrimonio per migliorare la produttività . I proprietari terrieri erano latifondisti, un ceto parassitario che viveva di rendita. </li></ul>Un proprietario terriero romano nella sua villa , mosaico del IV sec.d.C.
  12. 12. La crisi delle città e la polarizzazione della ricchezza <ul><li>Le grandi distanze tra ricchi e poveri determinò la crisi di molte città medio-piccole, che si reggevano sul commercio . </li></ul><ul><li>Le aristocrazie costruirono una sorta di dominio locale forte . </li></ul><ul><li>Questo accadde perché Costantino separò in modo deciso ufficiali civili (proconsoli, legati) e militari . Anche i barbari entrarono decisamente tra gli ufficiali militari di grado più elevato. </li></ul><ul><li>Al vertice del mondo romano si elevarono anche i vescovi , che, con il favore di Costantino, assunsero un ruolo politico sempre più importante. </li></ul><ul><li>Le tasse contribuirono a un ulteriore polarizzazione tra pochi ricchi e molti poveri. </li></ul><ul><li>La conseguenza fu che nei centri locali vescovi e aristocratici diventarono i “patroni”, cioè uomini di riferimento e protezione per i più deboli. </li></ul>
  13. 13. Le differenze tra Oriente e Occidente <ul><li>In Oriente il commercio e la produzione manifatturiera erano più fiorenti che in Occidente. </li></ul><ul><li>Le ricchezze si spostarono verso Oriente, dove non era tanto forte la differenza tra città maggiori e minori, e tra ricchi e poveri. </li></ul><ul><li>In Oriente i contadini riuscivano a vendere i loro prodotti con un profitto che permetteva loro di pagare le tasse e vivere dignitosamente. </li></ul><ul><li>In Occidente i cittadini per evitare le tasse fuggivano in campagna dove i grandi proprietari li costringevano a lavorare. Non esisteva crescita economica e questo rendeva le tensioni sociali esplosive </li></ul>
  14. 14. I barbari entrano nell’impero romano Migrazioni dei Goti, III-IV secolo d.C. Invasioni dell’Impero Romano, IV-Vsec. D.C.
  15. 15. I barbari si muovono per stanziarsi nell’impero <ul><li>Dalla metà del IV secolo alcune popolazioni barbariche, soprattutto i Goti, varcarono il limes per stanziarsi entro i territori imperiali. </li></ul><ul><li>Le cause furono diverse </li></ul><ul><li>Erano consapevoli della debolezza militare dell’impero </li></ul><ul><li>Erano spinti alle spalle da altri popoli che si muovevano a loro volta verso Occidente per opera degli Unni , un vasto gruppo di guerrieri nomadi provenienti dall’Asia Centrale </li></ul><ul><li>I Goti erano stanziati in diversi territori tra Danubio e Mar Nero e avevano formato due grandi raggruppamenti, i Tervingi, poi chiamati West-Goten, -> Visigoti , Goti dell’Ovest , e i Greutungi, poi detti Ost-Goten -> Ostrogoti , Goti dell’Est </li></ul>
  16. 16. Il disastro di Adrianopoli. Hospitalitas e foederatio <ul><li>I Visigoti ottennero dall’imperatore Valente il permesso di varcare il limes e superare il Danubio , ma poi devastarono i territori dei Balcani meridionali appena raggiunti. </li></ul><ul><li>L’imperatore fu costretto a affrontarli in battaglia campale a Adrianopoli , il 9 agosto 378, ma l’esercito romano venne sconfitto in Occidente per la prima volta da molti secoli, e lo stesso Valente perse la vita. </li></ul><ul><li>Teodosio , successore sul trono occidentale di Valente, fu consapevole della difficoltà dei romani nell’affrontare i nemici e preferì controllarli con i sistemi della </li></ul><ul><li>hospitalitas : concessione di un terzo delle terre in una regione alle popolazioni barbariche che dichiaravano fedeltà all’impero e fornivano appoggio militare mantendosi indipendenti </li></ul><ul><li>e </li></ul><ul><li>foederatio : alleanza vera e propria dietro compenso. </li></ul><ul><li>Ma alla lunga anche queste tattiche furono fallimentari. </li></ul>Adrianopoli, 9 agosto 378
  17. 17. La fine dell’impero d’Occidente <ul><li>La fase che andò dal 407 al 430 vide l’instaurazione definitiva dei barbari in Occidente . </li></ul><ul><li>Nel 410 i Visigoti saccheggiarono Roma , un evento che agli occhi dei contemporanei apparve quasi come l’avvicinarsi della fine del mondo. </li></ul><ul><li>Le classi dirigenti occidentale e orientale si divisero sul da farsi: in Oriente i barbari vennero progressivamente allontanati dagli eserciti . </li></ul><ul><li>In Occidente gli alti ufficiali e una parte consistente dell’esercito erano barbari, mentre le aristocrazie tradizionali si chiusero in un rigido patriottismo, divise anche religiosamente tra pagani e cristiani . </li></ul><ul><li>In questo modo le elites militari e quelle sociali rimasero estranee e ostili , e le popolazioni barbariche ebbero maggiore facilità a stanziarsi in Occidente </li></ul><ul><li>La deposizione di Romolo “Augustolo” da parte dello Sciro Odoacre pose fine formalmente all’impero d’Occidente: 476 d.C . Odoacre non assunse il ruolo e il titolo di imperatore, pur avendo il potere nelle proprie mani. Questo gesto ha un significato duplice: </li></ul><ul><li>1. i barbari avevano ormai il dominio dell’ex Impero d’Occidente. </li></ul><ul><li>2. Essi non avevano alcuna volontà di assimilarsi ai romani. </li></ul>
  18. 18. Invasione della penisola iberica e del Nord Africa <ul><li>Già nell’inverno tra 406 e 407 , il limes renano era stato oltrepassato da diverse popolazioni: Vandali , Alani , Svevi e Burgundi . Cercarono di frenarne lo slancio Franchi e Alamanni, popoli federati dei romani. </li></ul><ul><li>I Franchi spinsero Vandali, Alani e Svevi verso la penisola iberica , dove si trovavano però anche i Visigoti. </li></ul><ul><li>I Visigoti riuscirono a controllare gran parte del territorio della penisola iberica , e spinsero gli Svevi a ritirarsi nel nord ( Galizia ), mentre gli Alani andarono nell’odierno Portogallo . I Vandali , infine, invasero il Nord Africa , dove conquistarono i territori presso Cartagine. </li></ul>
  19. 19. Juti, Angli e Sassoni in Britannia. <ul><li>La Britannia fu abbandonata dalle guarnigioni militari romane. </li></ul><ul><li>Cominciarono a compiere scorrerie i Pitti , popolazioni celtiche dell’odierna Scozia. </li></ul><ul><li>I Britanni, per contrastare queste incursioni violente, chiesero aiuto a popolazioni germaniche con le quali avevano già dei contatti precedenti. </li></ul><ul><li>Juti , Angli e Sassoni giunsero così in Britannia, ma anziché farsi controllare in sistema di foederatio (come volevano i Britanni), essi si insediarono stabilmente nell’isola . </li></ul>
  20. 20. Attila in Italia . <ul><li>In Italia la situazione geopolitica era caratterizzata da una grande precarietà, che fu ulteriormente aumentata dall’arrivo degli Unni . </li></ul><ul><li>Questa popolazione, in continua e violenta migrazione dalle steppe asiatiche da circa un secolo, sotto la guida del khan Attila giunse nel 450 alle porte di Roma. </li></ul><ul><li>Qui inaspettatamente gli Unni si ritirarono , secondo una storia poco credibile in seguito a un incontro con il papa Leone I detto “Magno ”, che avrebbe convinto con la forza della fede il capo unno a andarsene. </li></ul><ul><li>Probabilmente, invece, Attila venne convinto ad andarsene dalla concessione di grandi quantità di beni raccolti faticosamente tra la popolazione italica. </li></ul>Leone Magno ferma Attila
  21. 21. Deposizione di Romolo “Augustolo” e arrivo degli Ostrogoti in Italia <ul><li>Il 476 è l’anno in cui fu deposto Romolo detto “Augustolo” (cioè “Piccolo Augusto”) ultimo imperatore, un adolescente figlio del prefetto del pretorio. </li></ul><ul><li>Odoacre , il comandante militare sciro che lo depose, volle che il suo popolo gli desse il titolo di rex , e il trono imperiale rimase vacante. </li></ul><ul><li>Gli imperatori d’Oriente non volevano perdere l’Italia, e con il consueto sistema della foederatio , l’imperatore Zenone spinse gli Ostrogoti presenti nella zona di Costantinopoli a invadere la penisola . </li></ul>Odoacre depone Romolo “Augustolo”
  22. 22. Europa, anno 476 d. C.
  23. 23. I regni romano - barbarici
  24. 24. I regni “romano – barbarici”, definizione <ul><li>Gli storici definiscono i regni formatisi nell’ex impero occidentale </li></ul><ul><li>Romano – barbarici </li></ul><ul><li>perché in essi si fondevano </li></ul><ul><li>la tradizione politico – istituzionale romana </li></ul><ul><li> e </li></ul><ul><li>l’organizzazione dei popoli barbarici </li></ul><ul><li>In tutti i territori i barbari erano numericamente inferiori rispetto alla popolazione residente. </li></ul><ul><li>La convivenza pacifica delle popolazioni si realizzò attraverso un doppio sistema giuridico amministrativo : le popolazioni indigene mantenevano le proprie leggi e la propria amministrazione, e a loro volta i nuovi arrivati tenevano la propria tradizione sociale, giuridica, politica e religiosa. </li></ul><ul><li>In alcuni dei nuovi regni i barbari, pur sulla base di idee dello stato e della regalità diverse, decisero di creare nuove leggi fissate per iscritto . </li></ul><ul><li>È significativo che popolazioni spesso ignoranti di leggi scritte decidessero di adottarle e di usare il latino come lingua ufficiale per redigerle e emanarle </li></ul>
  25. 25. La nuova società barbarizzata <ul><li>In quasi tutti i regni vi fu una sostanziale divisione delle responsabilità di governo: </li></ul><ul><li>la popolazione latina manteneva il controllo dell’amministrazione </li></ul><ul><li>i barbari controllavano l’esercito e la difesa militare. </li></ul><ul><li>Tutti, autoctoni e barbari, dovevano riconoscere il potere del re . </li></ul><ul><li>Il sovrano aveva il potere assoluto di costringere, giudicare e punire: ban . </li></ul><ul><li>Il re era soprattutto un capo militare e aveva al suo servizio un gruppo di fedeli armati . </li></ul><ul><li>La nuova società “barbarizzata” vedeva in posizione di eccellenza i gruppi che erano basati sulla lealtà personale al re e sul monopolio dell’uso delle armi . </li></ul>
  26. 26. Teoderico re barbaro e patrizio romano <ul><li>Gli Ostrogoti in Italia governarono in una situazione di grande ambiguità. </li></ul><ul><li>Teoderico era re del suo popolo e governava militarmente sull’Italia grazie alla vittoria su Odoacre . Regnò dal 493 fino alla morte nel 526. </li></ul><ul><li>Egli era però al potere anche per il ruolo di patricius et magister conferitogli dall’imperatore d’Oriente, a cui doveva fedeltà. </li></ul><ul><li>Toederico continuò a mantenere la capitale a Ravenna , che abbellì con edifici di carattere bizantino: il suo palazzo, la chiesa di S.Apollinare Nuovo, il suo mausoleo </li></ul><ul><li>Per favorire la collaborazione tra il suo popolo e i romani, emanò un complesso di leggi con il quale cercò di gestire i rapporti tra le due etnie su un piano di parità. </li></ul><ul><li>Scelse i collaboratori principali tra gli aristocratici romani: Boezio, Simmaco, Cassiodoro </li></ul>Teoderico, ritratto nel XII secolo in una miniatura Il presunto palazzo di Teoderico, a Ravenna
  27. 27. I Franchi riuniti da Clodoveo <ul><li>I Franchi, nel V secolo, erano stanziati in territori che si estendevano lungo le sponde dei fiumi Reno e Meno: si distinguevano Franchi Salii e Franchi Ripuarii. </li></ul><ul><li>Fino al V secolo furono un insieme di tribù sparse, e il loro nome latino significava “uomini coraggiosi”. Erano foederati dei romani fin dal 430. </li></ul><ul><li>Le diverse tribù furono riunite per merito del capotribù salico Clodoveo. </li></ul><ul><li>Egli riuscì a vincere la concorrenza politica degli altri capitribù franchi e conquistò il “regno di Siagrio”, un’area di resistenza antibarbara abitata da gallo-romani. </li></ul><ul><li>Clodoveo estese i territori del suo regno a Ovest, territorio chiamato Neustria (nuova terra dell’ovest), per distinguerlo da quello orginario, l’Austrasia ( terre dell’Est) </li></ul>Luoghi di primo insediamento Il regno di Siagrio Costruzioni politiche e territoriali di Clodoveo
  28. 28. Il battesimo di Clodoveo <ul><li>Clodoveo si fece battezzare nel 496 a Reims dal vescovo Remigio, capendo l’importanza di mantenere rapporti stretti con la Chiesa di Roma e l’episcopato gallo-romano. </li></ul><ul><li>Con questo battesimo presentava se stesso come re legittimo di fronte alla popolazione gallo-romana (cattolica) e presentava il suo popolo come popolo di Dio, difensore della Chiesa . </li></ul><ul><li>I Franchi scelsero come patrono S.Martino , un martire gallo-romano. Di esso Clodoveo promosse il culto </li></ul><ul><li>Inoltre egli fece redigere la lex Salica , che dava forma scritta al diritto consuetudinario dei Franchi (510) </li></ul>Il battesimo di Clodoveo I Clodoveo come re cristiano
  29. 29. L’impero di Giustiniano e la guerra greco - gotica
  30. 30. <ul><li>Le vicende dell’impero romano d’Oriente furono diverse dalla zona occidentale fin dalla divisione voluta da Teodosio nel 395 tra i figli Arcadio e Onorio. </li></ul><ul><li>Alla morte di Arcadio, gli successe il figlio Teodosio II, che governò per circa quaranta anni (408 – 450). </li></ul><ul><li>Anche l’impero orientale dovette fronteggiare i barbari, soprattutto gli Unni, senza grosse perdite territoriali e mantenendo la sua compattezza interna. </li></ul><ul><li>Negli anni successivi,imperatori Marciano, Leone, Zenone e Anastasio e Giustino, i problemi furono provocati da controversie teologiche. </li></ul><ul><li>Nel 527 salì al trono la figura centrale del secolo, Giustiniano </li></ul>L’Impero d’Oriente al- l’inizio del VI secolo
  31. 31. Giustiniano parla di sé a Dante, Paradiso , canto VI <ul><li>Cesare fui e son Iustinïano, che, per voler del primo amor ch'i' sento, d'entro le leggi trassi il troppo e 'l vano. 12 E prima ch’io a l’ovra fossi attento, una natura in Cristo esser, non piùe, credea, e di tal fede era contento; 15 ma ’l benedetto Agapito, che fue sommo pastore, a la fede sincera mi dirizzò con le parole sue. 18 Io li credetti; e ciò che ’n sua fede era, vegg’ io or chiaro sì, come tu vedi ogni contradizione e falsa e vera. 21 Tosto che con la Chiesa mossi i piedi, a Dio per grazia piacque di spirarmi l’alto lavoro, e tutto ’n lui mi diedi; 24 e al mio Belisar commendai l’armi, cui la destra del ciel fu sì congiunta, che segno fu ch’i’ dovessi posarmi. 27 </li></ul>
  32. 32. La riforma giuridica di Giustiniano <ul><li>Giustiniano regnò per circa quaranta anni, dal 527 al 565, e sposò Teodora, un’ex ballerina. </li></ul><ul><li>Nel 528 il nuovo imperatore costituì una commissione presieduta dal giurista Triboniano, che dovette predisporre una raccolta di costituzioni imperiali: nel 528 apparve il Codex Iustinianus . </li></ul><ul><li>Nel 533 l’imperatore fece pubblicare il Digesto o Pandette , raccolta degli scritti dei giureconsulti (esperti di diritto) più illustri. </li></ul><ul><li>Nello stesso anno apparvero anche le Institutiones , che contenevano i fondamentali princìpi giuridici ad uso degli studenti. </li></ul><ul><li>Nell’insieme queste opere rappresentano il Corpus Iuris Civilis , che è il tramite fondamentale attraverso cui il diritto romano è giunto fino alla nostra epoca . </li></ul>Giustiniano e Teodora
  33. 33. Il governo di Giustiniano <ul><li>Giustiniano fece costruire edifici important i, come la basilica di S.Sofia a Costantinopoli (ora moschea) e S.Vitale a Ravenna . </li></ul><ul><li>Diede grande sviluppo al commercio e alla manifattura della seta , in quanto durante la sua epoca l’impero orientale si impadronì dei primi bachi da seta, fino a quell’epoca monopolio delle nazioni dell’Estremo Oriente. </li></ul><ul><li>Cercò di reprimere gli abusi nella tassazione , che erano uno dei più grandi problemi della convivenza civile. </li></ul><ul><li>Nel 551 presiedette il Concilio di Calcedonia, convocato per porre fine all’eresia monofisita , che affermava la natura solo divina di Cristo. A Calcedonia, il concilio ribadì che in Cristo le due nature, umana e divina coesistevano. Anche dopo un altro concilio, svoltosi nel 553, la questione rimase aperta </li></ul>S.Sofia a Istanbul S.Vitale a Ravenna
  34. 34. <ul><li>Giustiniano intendeva riprendere il controllo delle zone che da molti decenni si erano rese autonome dal controllo imperiale: </li></ul><ul><li>L’Africa nord – occidentale (1), in mano ai Vandali </li></ul><ul><li>la penisola italiana e la zona adriatica orientale (2), </li></ul><ul><li>controllate dagli Ostrogoti </li></ul>1 2
  35. 35. Le imprese di Belisario: Africa, Sardegna, Corsica <ul><li>Giustiniano stipulò con il regno Sasanide una pace molto costosa, per evitare che l’impero orientale fosse attaccato alla spalle mentre impegnava le sue truppe nella riconquista dei territori occidentali. </li></ul><ul><li>La guida delle operazioni militari fu affidata dall’imperatore al patrizio Belisario, il migliore generale imperiale. </li></ul><ul><li>Questi sbarcò nell’ Africa nord – occidentale nel 532 con truppe ingenti e riuscì in alcuni mesi a conquistare la regione, togliendola ai Vandali, nel 533. </li></ul><ul><li>Africa nord occidentale, Sardegna e Corsica passarono sotto il dominio di Costantinopoli. </li></ul>Ritratto di Belisario
  36. 36. Guerra greco – gotica, fase I, 535-540 <ul><li>Amalasunta , figlia di Teoderico e regina dei Goti, chiese l’aiuto di Giustiniano contro le minacce del marito Teodato . Questi la fece assassinare, 535 , provocando l’intervento dell’ esercito di Belisario contro l’”usurpatore” Teodato. </li></ul><ul><li>Ebbe così inizio la Guerra greco – gotica, durata diciotto anni, dal 535 al 553 . </li></ul><ul><li>Vitige, generale di Teodato, uccise quest’ultimo e si proclamò re. In un primo tempo Goti e aristocrazia romana erano alleati. </li></ul><ul><li>Già nel 540, Belisario riuscì a conquistare Roma e Ravenna . </li></ul><ul><li>Dopo questa conquista, l’aristocrazia romana preferì non resistere più agli eserciti di Giustiniano, che garantiva a essa il mantenimento del potere economico e politico. </li></ul><ul><li>Vitige fu imprigionato e portato a Costantinopoli. </li></ul><ul><li>Gli Ostrogoti però, anche se rimasti privi del sostegno italico, rilanciarono la propria azione bellica guidati da Totila (cioè “l’immortale”) che comandò il suo popolo dal 540 al 552.. </li></ul>Amalasunta Teodato Totila
  37. 37. Totila libera i coloni dipendenti <ul><li>Totila ordinò che i coloni dipendenti dai padroni fossero liberati e che versassero i propri canoni e tributi al re . </li></ul><ul><li>In cambio della libertà, essi avrebbero combattuto per il re dei Goti . </li></ul><ul><li>Tale decisione doveva togliere uomini e sostegno all’aristocrazia italica, ma i coloni che obbedirono furono pochi e molti di essi combatterono invece con i loro padroni contro i Goti. </li></ul><ul><li>Totila riuscì comunque a riconquistare buona parte della penisola verso la fine degli anni ‘40, anche se per un breve periodo. </li></ul>
  38. 38. La vittoria dell’impero di Costantinopoli <ul><li>Dopo l’allontanamento di Belisario dal comando del conflitto, a causa di contrasti con Giustiniano, la guida della guerra toccò al suo luogotenente Narsete. </li></ul><ul><li>Narsete prevalse sui Goti nella battaglia di Gualdo Tadino, dove Totila morì, sembra per una freccia di Narsete stesso, nel 552. </li></ul><ul><li>Nel 553 Narsete portò a termine la sua campagna d’Italia sconfiggendo anche quel che rimaneva dell’esercito goto guidato da Teia. </li></ul><ul><li>L’impero di Costantinopoli aveva così ripreso il controllo della penisola, che conservò solo fino al 568. </li></ul>
  39. 39. <ul><li>L’Italia diventò alla fine della guerra greco-gotica una prefettura dell’Impero d’oriente . </li></ul><ul><li>Giustiniano emanò nel 554 la Prammatica sanzione , un documento nel quale stabiliva le modalità con le quali si sarebbe dovuta governare la vita economica e politica della penisola italiana dopo gli sfaceli provocati dal conflitto. </li></ul><ul><li>In questo modo il diritto giustinianeo veniva esteso anche all’occidente. </li></ul>
  40. 40. Conseguenze della guerra greco - gotica per l’Italia <ul><li>La composizione etnica dell’Italia subì importanti mutamenti: i possessori latini si ridussero di più della metà, i goti rimasero una percentuale molto modesta, mentre i possidenti orientali triplicarono . </li></ul><ul><li>Le città in cui gli ostrogoti concentrarono la loro difesa subirono gravi distruzioni . </li></ul><ul><li>La devastazione di buona parte delle terre coltivate determinò una carestia pesante , che a sua volta causò una fame pesante, che provocò un forte calo demografico . </li></ul><ul><li>Il calo demografico fu reso ancora più pesante dalla diffusione della peste , che iniziata in Oriente (542-543), via mare giunse fino all’Italia </li></ul>
  41. 41. I limiti della “Pragmatica Sanctio” <ul><li>La Pragmatica Sanctio stabiliva la suddisivisione del territorio italiano in prefetture del pretorio, guidate da duchi ; all’interno di esse si trovavano diocesi , con funzioni fiscali; le diocesi erano divise in provinciae . </li></ul><ul><li>La struttura amministrativa non corrispondeva alla nuova situazione sociale nella quale si trovava la penisola . </li></ul><ul><li>La distinzione tra amministrazione civile e amministrazione militare non aveva senso , in quanto l’Italia era in uno stato ancora militarmente precario e il potere militare,esercitato dai duchi, era più importante di quello civile. </li></ul><ul><li>Anche la distinzione tra latini e Goti non aveva significato . Giustiniano voleva restituire ai patrizi romani i loro territori, ma gran parte di essi erano scomparsi, mentre diversi Goti si erano integrati nella società italica. </li></ul><ul><li>I vescovi nelle città avevano spesso un’autorità superiore rispetto ai funzionari bizantini. </li></ul><ul><li>Le scuole gestite dai vescovi e i monasteri avevano ormai il controllo dell’ educazione dei giovani. </li></ul><ul><li>Nelle città i vescovi spesso avevano anche il compito di risolvere le controversie , senza che i convenuti si rivolgessero al tribunale. </li></ul>
  42. 42. Impero romano d’Oriente, anno 565 d.C.
  43. 43. Il frazionamento del dominio orientale (secc. VI – VIII) <ul><li>I Longobardi giunsero in Italia nel 568 , e da quel momento l’impero orientale perse una parte consistente della penisola : gli rimasero Istria e laguna veneta, la Romagna, le Marche settentrionali, parte di Umbria e Lazio, Napoli e il suo entroterra, Salento, Calabria e Sicilia. </li></ul><ul><li>Alla fine del VI secolo questi territori (tranne la Sicilia) furono dati dall’imperatore a un esarca , funzionario che aveva poteri insieme civili e militari, e risiedeva a Ravenna . Egli controllava i duchi , che a loro volta avevano poteri sia civili, che militari di difesa territoriale. </li></ul><ul><li>I territori rimasero in realtà piuttosto autonomi reciprocamente e l’esarca controllava solo la Romagna (Esarcato) e le Marche settentrionali (Pentapoli) </li></ul>In arancione i domini di Costantinopoli in Italia tra VII e VIII secolo
  44. 44. Bibliografia <ul><li>A.Geraci – A. Marcone, “Storia romana”, Firenze, Le Monnier, 2003 </li></ul><ul><li>Massimo Montanari, “Storia medievale”, Roma - Bari, Laterza, 2002 </li></ul><ul><li>Aldo Schiavone, “Il mondo tardoantico”, in Aa.Vv., “Storia medievale”, Roma, Donzelli,1998. </li></ul>

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