Successfully reported this slideshow.
Your SlideShare is downloading. ×

!Home Article Oltre atomi e corpi una post-rifles.docx

Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
Ad
!
Home " Article " Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su
AE 2016 / Beyond atoms and bodies: a
post-reflection on AE...
Ars Electronica 2016.
Per una ricerca alchemica radicale del nostro tempo e la perdita
di equilibro.
Una post-riflessione ...
modo di comprensione. L’alchimia è pratica derivata dalla
mescolanza
“consapevole” tra arte e scienza. Pensiamo all’arte r...
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Check these out next

1 of 44 Ad

!Home Article Oltre atomi e corpi una post-rifles.docx

Download to read offline

!

Home " Article " Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 / Beyond atoms and bodies: a
post-reflection on AE 2016

# $ % & '

https://noemalab.eu/ideas/oltre-atomi-e-corpi-una-post-riflessione-su-ae-2016-beyond-atoms-and-bodies-a-post-reflection-on-ae-2016/#
https://noemalab.eu/
https://noemalab.eu/category/ideas/article/
https://twitter.com/noemalab
https://vimeo.com/noemalab
https://www.youtube.com/user/NoemaLab
https://www.facebook.com/NoemaLab/
https://noemalab.eu/feed/


Italiano [English below]

Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 /
Beyond atoms and bodies: a post-reflection on AE 2016
Giorgio Cipolletta

A R T I C L E I D E A S R E V I E W S

https://noemalab.eu/category/ideas/article/
https://noemalab.eu/category/ideas/
https://noemalab.eu/category/reviews/


Ars Electronica 2016.

Per una ricerca alchemica radicale del nostro tempo e la perdita di equilibro.

Una post-riflessione oltre gli atomi e i corpi

La rivoluzione digitale ha riconfigurato e decodificato il nostro mondo immerso

tra il bagnato del biologico e il materico dei bit, modificando in maniera radicale la

nostra percezione. Chi sono gli alchimisti del nostro tempo? Con Radical Atoms

and the alchemist of our time, anche questo anno il Festival Ars Electronica a Linz

(8-12 settembre 2016) ha provato a riflettere sul nostro tempo, la società

contemporanea e il rapporto sempre più imprescindibile tra le arti e le scienze.

Attraverso il processo alchemico che l’arte e le scienze crea, si edificano nuovi

territori fluttuanti e ubiqui e soggetti ibridi. L’alchimia non è altro che una sorta di

filosofia, – ci ricorda Marcel Duchamp, – un tipo di pensiero che porta ad un

modo di comprensione. L’alchimia è pratica derivata dalla mescolanza

“consapevole” tra arte e scienza. Pensiamo all’arte robotica, ai droni, alI’Internet

delle cose, ai wereable device, alla bioarte e alla telematica ecc. Dal calcolo

digitale al mondo quantico, dall’ingegneria genetica fino alla biologia sintetica, le

tecnologie aumentano la nostra abilità di manipolare le fondamentali leggi della

natura. Delusioni, desideri, sogni e le speranze dell’essere umano sono tutti

ingredienti necessari affinché nuovi immaginari possano permettere di

sperimentare nuove idee speculative creando dei momenti straordinari. Infinite

sono le domande che sorgono durante queste occasioni di confronto a Linz. Ogni

http://www.aec.at/radicalatoms/de/


anno l’Ars Electronica diviene una piattaforma di dibattitto sul concetto di vita

nell’era dell’ingegneria genetica, sull’intelligenza artificiale che aumenta il nostro

mondo fisico dove persino le informazioni biologiche alterano spesso le forme di

comunicazione e determinano un mondo immerso tra la rivoluzione digitale e

l’evoluzione culturale e sociale.

L’Ars Electronica si pone quindi nuove sfide per comprendere inedite frontiere e il

compito dell’artista è quello di amalgamare il mondo disincarnato dei dati digitali

co.

!

Home " Article " Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 / Beyond atoms and bodies: a
post-reflection on AE 2016

# $ % & '

https://noemalab.eu/ideas/oltre-atomi-e-corpi-una-post-riflessione-su-ae-2016-beyond-atoms-and-bodies-a-post-reflection-on-ae-2016/#
https://noemalab.eu/
https://noemalab.eu/category/ideas/article/
https://twitter.com/noemalab
https://vimeo.com/noemalab
https://www.youtube.com/user/NoemaLab
https://www.facebook.com/NoemaLab/
https://noemalab.eu/feed/


Italiano [English below]

Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 /
Beyond atoms and bodies: a post-reflection on AE 2016
Giorgio Cipolletta

A R T I C L E I D E A S R E V I E W S

https://noemalab.eu/category/ideas/article/
https://noemalab.eu/category/ideas/
https://noemalab.eu/category/reviews/


Ars Electronica 2016.

Per una ricerca alchemica radicale del nostro tempo e la perdita di equilibro.

Una post-riflessione oltre gli atomi e i corpi

La rivoluzione digitale ha riconfigurato e decodificato il nostro mondo immerso

tra il bagnato del biologico e il materico dei bit, modificando in maniera radicale la

nostra percezione. Chi sono gli alchimisti del nostro tempo? Con Radical Atoms

and the alchemist of our time, anche questo anno il Festival Ars Electronica a Linz

(8-12 settembre 2016) ha provato a riflettere sul nostro tempo, la società

contemporanea e il rapporto sempre più imprescindibile tra le arti e le scienze.

Attraverso il processo alchemico che l’arte e le scienze crea, si edificano nuovi

territori fluttuanti e ubiqui e soggetti ibridi. L’alchimia non è altro che una sorta di

filosofia, – ci ricorda Marcel Duchamp, – un tipo di pensiero che porta ad un

modo di comprensione. L’alchimia è pratica derivata dalla mescolanza

“consapevole” tra arte e scienza. Pensiamo all’arte robotica, ai droni, alI’Internet

delle cose, ai wereable device, alla bioarte e alla telematica ecc. Dal calcolo

digitale al mondo quantico, dall’ingegneria genetica fino alla biologia sintetica, le

tecnologie aumentano la nostra abilità di manipolare le fondamentali leggi della

natura. Delusioni, desideri, sogni e le speranze dell’essere umano sono tutti

ingredienti necessari affinché nuovi immaginari possano permettere di

sperimentare nuove idee speculative creando dei momenti straordinari. Infinite

sono le domande che sorgono durante queste occasioni di confronto a Linz. Ogni

http://www.aec.at/radicalatoms/de/


anno l’Ars Electronica diviene una piattaforma di dibattitto sul concetto di vita

nell’era dell’ingegneria genetica, sull’intelligenza artificiale che aumenta il nostro

mondo fisico dove persino le informazioni biologiche alterano spesso le forme di

comunicazione e determinano un mondo immerso tra la rivoluzione digitale e

l’evoluzione culturale e sociale.

L’Ars Electronica si pone quindi nuove sfide per comprendere inedite frontiere e il

compito dell’artista è quello di amalgamare il mondo disincarnato dei dati digitali

co.

Advertisement
Advertisement

More Related Content

More from gertrudebellgrove (20)

Recently uploaded (20)

Advertisement

!Home Article Oltre atomi e corpi una post-rifles.docx

  1. 1. ! Home " Article " Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 / Beyond atoms and bodies: a post-reflection on AE 2016 # $ % & ' https://noemalab.eu/ideas/oltre-atomi-e-corpi-una-post- riflessione-su-ae-2016-beyond-atoms-and-bodies-a-post- reflection-on-ae-2016/# https://noemalab.eu/ https://noemalab.eu/category/ideas/article/ https://twitter.com/noemalab https://vimeo.com/noemalab https://www.youtube.com/user/NoemaLab https://www.facebook.com/NoemaLab/ https://noemalab.eu/feed/ Italiano [English below] Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 / Beyond atoms and bodies: a post-reflection on AE 2016 Giorgio Cipolletta A R T I C L E I D E A S R E V I E W S https://noemalab.eu/category/ideas/article/ https://noemalab.eu/category/ideas/ https://noemalab.eu/category/reviews/
  2. 2. Ars Electronica 2016. Per una ricerca alchemica radicale del nostro tempo e la perdita di equilibro. Una post-riflessione oltre gli atomi e i corpi La rivoluzione digitale ha riconfigurato e decodificato il nostro mondo immerso tra il bagnato del biologico e il materico dei bit, modificando in maniera radicale la nostra percezione. Chi sono gli alchimisti del nostro tempo? Con Radical Atoms and the alchemist of our time, anche questo anno il Festival Ars Electronica a Linz (8-12 settembre 2016) ha provato a riflettere sul nostro tempo, la società contemporanea e il rapporto sempre più imprescindibile tra le arti e le scienze. Attraverso il processo alchemico che l’arte e le scienze crea, si edificano nuovi territori fluttuanti e ubiqui e soggetti ibridi. L’alchimia non è altro che una sorta di filosofia, – ci ricorda Marcel Duchamp, – un tipo di pensiero che porta ad un
  3. 3. modo di comprensione. L’alchimia è pratica derivata dalla mescolanza “consapevole” tra arte e scienza. Pensiamo all’arte robotica, ai droni, alI’Internet delle cose, ai wereable device, alla bioarte e alla telematica ecc. Dal calcolo digitale al mondo quantico, dall’ingegneria genetica fino alla biologia sintetica, le tecnologie aumentano la nostra abilità di manipolare le fondamentali leggi della natura. Delusioni, desideri, sogni e le speranze dell’essere umano sono tutti ingredienti necessari affinché nuovi immaginari possano permettere di sperimentare nuove idee speculative creando dei momenti straordinari. Infinite sono le domande che sorgono durante queste occasioni di confronto a Linz. Ogni http://www.aec.at/radicalatoms/de/ anno l’Ars Electronica diviene una piattaforma di dibattitto sul concetto di vita nell’era dell’ingegneria genetica, sull’intelligenza artificiale che aumenta il nostro
  4. 4. mondo fisico dove persino le informazioni biologiche alterano spesso le forme di comunicazione e determinano un mondo immerso tra la rivoluzione digitale e l’evoluzione culturale e sociale. L’Ars Electronica si pone quindi nuove sfide per comprendere inedite frontiere e il compito dell’artista è quello di amalgamare il mondo disincarnato dei dati digitali con il mondo fisico dei nostri corpi. Artisti, designer, scienziati hanno imparato a collaborare insieme attraverso discipline variegate come le neuroscienze, le biotecnologie stimolando nuovi percorsi di interazione tra tecnologia e natura. I ricercatori e scienziati hanno sviluppato abilità e predisposizioni del tutto nuove, lavorando sul futuro. Le nuove soggettività che nascono da questa fusione sono il risultato di una vera e propria unione di linee di ricerca e mescolamento di stili e linguaggi plurali. Davide Quayola ad esempio con il suo Sculpture Factory ci consegna
  5. 5. un’architettura visuale tra la scultura rinascimentale dell’idea del “non finito michelangelesco” e le sequenze algoritmiche di un braccio robotico che riporta alla luce la tradizione artistica e l’evoluzione tecnologica. Il reale e l’artificiale si mescolano nel progetto Common Flowers /Flower Commons di Georg Tremmel e Shiho Fukuhara (BCL – Artist lab) dove i fiori recisi vengono clonati, utilizzando metodi di coltura di tessuti vegetali, mentre Joe Davis con Bombyx Chrysopoeia http://www.quayola.com/captives-series/ realizza una seta di falena geneticamente modificata, contenente silicateina, una proteina che si trova nella spugna marina Tethya aurantia. Alessio Chierico con Trāṭaka invece tramite le sofisticate interazioni basate sulle Brain Computer Interface sperimenta un diverso modo di “meditazione tecnologica”. In questa installazione interattiva si rileva l’attività cerebrale basata sull’attenzione
  6. 6. attraverso una tecnica di meditazione che mira a stimolare il chakra che è responsabile dell’attività del cervello stesso. Radical Atoms è stato il tema della trentasettesima edizione dell’Ars Electronica e nonostante tutto anche quest’anno (forse con scarso successo) si è tentato di consegnare nuove visioni, ma Linz sembra essersi trasformata più in una vetrina popolare di intrattenimento, dove si è sostituita quasi tutta la ricerca con il divertimento, perdendo quelle linea guida dell’innovazione e soprattutto della ricerca stessa. Non nego invece l’interessantissima location (PostCity) che ha ospitato la zona centrale dell’Ars Electronica, ossia l’ex struttura logista Postal Service austriaca che è divenuta cornice fluttuante, labirintica e profonda (a volte persino cupa,) e allo stesso tempo anche spazio di rinnovamento. In questo immenso luogo, situato accanto alla stazione ferroviaria centrale della
  7. 7. http://www.chierico.net/trataka/ città austriaca, l’Ars Electronica ha dedicato una particolare attenzione al design, all’abito che ha trasformato persino il senso dell’abitare attraverso nuove sensorialità aumentate. L’abito in questo contesto si è trasformato in un dispositivo multisensoriale e spaziale, mentre il corpo è diventato laboratorio di sperimentazioni, assumendo nuove metriche e configurazioni. Qui il digitale e il multimedia hanno trovato una sorta di dialogo “immateriale” dove il corpo e i sensi sono diventati i nuovi dispositivi. I materiali attuali ci hanno dato la possibilità di proiettare il nostro immaginario verso un futuro anteriore prossimo, connettendo l’essere umano, la tecnologia e l’ambiente. Ad esempio Maria Castellanos e Alberto Valverde con il progetto The Enviroment Dress 2.0 hanno creato un dispositivo indossabile capace di sintonizzare le variazioni della
  8. 8. temperatura, dell’inquinamento, e della pressione atmosferica. La raccolta di questi dati costruiscono una geografia emozionale della città, mentre l’abito segnala attraverso variazioni luminose lo stato di “disturbo ambientale”. Questo progetto ha conquistato la nomination Start Priz’16 al Festival di Ars Electronica. L’abito si configura quindi come una sorta di seconda pelle persino attraverso la costruzione di materiali biologici modellati sul corpo nel progetto Myco TEX di Aniela Hoitink. L’artista olandese crea abiti, cambiando il modo di usare i tessuti. Il tessuto infatti è costituito da forme discoidali del corpo vegetativo del fungo chiamato micelio che diviene materiale biodegradabile per la realizzazione di prodotti e tessuti. http://mariacastellanos.net/?/=/seccion/projects/entrada/environ ment_dress_eng http://neffa.nl/portfolio/mycotex/ Altri interessanti progetti di design sono stati quelli di Karina Wirth e Natalie
  9. 9. Peter con il progetto Trans.Fur dove si sono sviluppati dei “tessuti intelligenti” capaci di alterare la permeabilità dell’umidità regolando le loro strutture superficiali. Questo tessuto intelligente che emula la pelle umana cambia la sua struttura adattandosi alle condizioni dell’ambiente, ad esempio quando il materiale viene bagnato, esso si restringe. Un altro progetto interessante e stimolante proposto sempre dall’Artist Lab Artificial Skins and Bones, che raccoglie un gruppo di giovani designer con base a Berlino, è stato Visible Strenght. L’ispirazione di questo progetto prende le radici dalla struttura del polipo creando tessuti che modificano il colore della superficie attraverso l’attività muscolare. I creatori Jhu-Ting Yang e Lisa Stohn plasmano così una sorta di seconda pelle con possibilità interattive e visuali. C’è addirittura chi ricorre ai campi magnetici per foggiare scarpe e gioielli come
  10. 10. Magnetic Motion di Iris Van Herpen. L’artista olandese crea sculture “viventi” reattive, combinano computazione avanzata, biologia sintetica e ingegneria meccatronica. Attraverso tecniche come lo stampaggio a iniezione e il taglio laser su strutture architettoniche labirintiche e intricate, Van Herpen crea abiti, giacche, pantaloni, gonne e camicette dalle forme dinamiche e superfici che ricordano il movimento del corpo. https://vimeo.com/155512545 https://skinsandbones.de/ https://vimeo.com/155498175 http://www.irisvanherpen.com/womenswear#magnetic-motion http://www.irisvanherpen.com/ La natura tridimensionale e la stratificazione dei capi danno loro volume. La struttura controllata dei vestiti è compensata da quella caotica degli accessori, scarpe, cinture, collane e pochette sagomate utilizzando i campi magnetici, in modo da creare una collezione in cui nessun pezzo è uguale all’altro. La
  11. 11. caratteristica del lavoro della Van Harpen è quello di giocare tra natura e tecnologia. Sempre l’Artist Lab Artificial Skins and Bones con il progetto The Aesthetics Of The Uncanny di Carmina Blank e Sandra Stark riflette su come le protesi possono avere effetti indesiderati (perturbanti) estetici, quasi inspiegabili. Ispirati dal fenomeno dell’Uncanny Valley di Masahiro Mori del 1960, The Aesthetics of the Uncanny esplora il delicato confine tra il design protesico e le perturbazioni che esse provocano. Lo studio si basa proprio sulla concezione di un materiale che possa aiutare e comprendere questo fenomeno perturbante. Proprio dal punto di vista estetico modificando colori e aspetto dei materiali si cerca di intervenire in modo da diminuire la soglia di incertezza e perturbamento. Da menzionare è lo stimolante lavoro di Robertina Sebjanic con Aurelia +1 Hz attraverso una performance sono-visiva di straordinaria pregnanza concettuale.
  12. 12. L’artista slovena presenta una costante ricerca scientifica, analizzando il mondo delle meduse. L’Aurelia non è altro che una specie planctonica che si trova nell’Adriatico. Le meduse, nell’era della sesta estinzione, dopo essere vissute nei mari e negli oceani del mondo per oltre 500 milioni di anni, senza mai subire dei danni appaiono oggi l’archivio perfetto dell’evoluzione, fornendoci delle https://starts-prize.aec.at/en/artifical-skins-and-bones/ https://it.wikipedia.org/wiki/Uncanny_valley https://it.wikipedia.org/wiki/Masahiro_Mori http://robertina.net/aurelia-1hz/ https://vimeo.com/126742083 indicazioni potenziali che il futuro, con il progresso biotecnologico e medico- molecolare, può far proprio. Infatti alcune specie di meduse hanno questa particolare caratteristica dell’eterna giovinezza e dell’immortalità. Le migliori condizioni di vita in un mondo tecnologicamente avanzato ci permettono di orientarci verso una vita significativamente più lunga di quella
  13. 13. del passato. Sicuramente questa ambizione di lunga vita è amplificata dall’uso ossessivo dei farmaci ridefinendo persino la critica dei valori sociali. Robertina Sebjanic concepisce e realizza una performance sonora dove i suoni sono generati e trasmessi dalla medusa Aurelia Aurita, mescolati assieme a quelli registrati tramite un archivio di reminiscenze temporali, raccolti durante il tempo degli esperimenti di sonorizzazione. Sia i suoni registrati che i suoni live costituiscono un nuovo paesaggio sonoro e insieme ci conducono ad un’esperienza immersiva sono-visiva. Anche Lucy Mc-Rae, l’architetto del corpo offre la sua visione sul futuro dell’essere umano con tre documentari. The Institute of Isolation, Make your Maker e Future Day Spa, riflettono tutti sulle possibilità del corpo, da un lato si evidenzia la condizione di isolamento e la capacità di aumentare gli aspetti
  14. 14. fondamentali di umana resilienza, dall’altro Lucy Mc-Rae mette in scena immagini macabre tra corpo e cibo (inseparabili) attraverso la manipolazione genetica e la clonazione umana. Infine in The Future Day Spa, Mc-Rae ricrea un centro benessere progettato per preparare le menti e i corpi dei partecipanti per i http://www.lucymcrae.net/ http://www.wired.co.uk/article/lucy-mcrae-art-science-fiction- future http://www.lucymcrae.net/make-your-maker/ http://thecreatorsproject.vice.com/en_uk/blog/lucy-mcrae- explores-space-prep-through-art https://vimeo.com/154066437 viaggi spaziali. Attraverso una camera a vuoto che conduce al rilascio dell’ossitocina nel cervello, l’artista australiana studia il cambiamento delle emozioni umane. La tecnologia riproduttiva e l’ingegneria genetica trattano la vita come un codice computazionale, ossia è possibile fare il sequenziamento del DNA e rimuovere o
  15. 15. creare tratti desiderabili e progettare la specie umana. Michael Burton e Michiko Nitta con Instruments of the Afterlife, presentano una riflessione sulle future generazioni attraverso nuovi strumenti basati sulla biologia sintetica e la nanotecnologia per delineare un futuro post-spreco. Nell’installazione teatrale Human Study#1, 3RNP di Patrick Tresset viene delineato invece un soggetto umano da parte di un gruppo di robots che fungono e sostituiscono gli artisti. Uno studio di ricerca di design nomade Unknown Fields Division diretto da Liam Young e Kate Davies con la loro opera Rare Earthenware riflettono invece sulla catena di rifornimento globale delle tecnologie moderne. Il progetto segue le radici delle componenti elettroniche di lusso fino ai siti minerari dove elementi terrestri rari vengono rubati dal pianeta. Non mancano nemmeno i droni con la performance del sound artist Sam Auinger, Drone 100 – Spaxels over Linz.
  16. 16. http://www.burtonnitta.co.uk/InstrumentsOfTheAfterlife.html https://vimeo.com/122947097 http://patricktresset.com/of-installations/ http://prix2016.aec.at/prixwinner/21751/ http://www.soundstudieslab.org/author/sam-auinger/ http://www.aec.at/radicalatoms/de/drone100/ http://www.aec.at/press/files/2016/08/DRONE-100_Spaxels- over-Linz_fin_TM_en.pdf Coinvolgente invece la perfomance di Louis-Philippe Demers e Bill Vorn con il lavoro Inferno proponendo un’interessante interazione tra esoscheletri e partecipanti. Inferno è un progetto di performance robotica partecipato dove il pubblico è invitato a indossare degli esoscheletri, i quali ordineranno agli spettatori/attori movimenti fisici del corpo. Una sorta di “punizione” a cui il corpo è sottoposto, non violenta, ma determinata da forze esterne provenienti da un intelligenza artificiale. Questo lavoro offre una riflessione sull’impatto della tecnologia su nostri corpi e sulla società, focalizzando l’attenzione sul rapporto umano-macchina e la relazione distruttiva tra la natura e
  17. 17. l’automazione in una scenografia di rumori, suoni tecno e movimenti robotici. Non convince a mio parere l’attribuzione del Golden Nica all’opera Can you hear me? di Christoph Wachter e Mathias Jud per una riflessione superficiale e mal funzionante sulla sorveglianza e lo spionaggio, né tanto meno le menzionate Open Surgery di Frank Kolkman e Parasitic/Symbiotic di Ann Kathrin Krenz, sistemi robotici diversi per fini, ma uniti nella mancanza critica dei lavori, da un lato la chirurgia low-cost open source e dall’altro un sistema di interazione tra algoritmi e natura. Il Prix Forum quest’anno è stato dedicato a Jasia Reichardt, nella categoria Visionary Pionieri Media Art Nobel. Si ricorda l’autorevole critica d’arte e curatore per l’importante mostra pioneristica nel 1968 presso l’Institute of Contemporary Arts di Londra, dal titolo Serendipity cibernetic, dove gli artisti si sono mescolati
  18. 18. nella relazione profonda tra il computer, le macchine, algoritmi e la mente umana. http://www.fondation- langlois.org/html/e/page.php?NumPage=261 https://vimeo.com/130670526 https://www.dezeen.com/2015/08/10/movie-frank-kolkman- hacks-3d-printer-diy-surgical-robot-open-surgery/ http://www.creativeapplications.net/arduino-2/parasitic- symbiotic-nature-and-technology/ https://en.wikipedia.org/wiki/Jasia_Reichardt http://cyberneticserendipity.net/ Radical Atoms è un’edizione che raccoglie probabilmente progetti innovativi, ma da un lato si soffre dell’incapacità logistica di legare tutti gli eventi che il festival offre e soprattutto è mancata una teoria critica e stimolante come lo era molti anni fa. Sicuramente è stimolante lo studio di Hiroshi Ishii e del suo team Tangible Media Group che consegna l’etichetta a questa edizione di Ars Electronica di Radical Atoms. Gli esseri umani si sono evoluti nel percepire e manipolare il mondo fisico attraverso il digitale. Proprio Hiroshi Ishii presenta un’interfaccia utente tangibile
  19. 19. (TUI) che si basa sulla nostra destrezza incarnando informazioni digitali nello spazio fisico. Radical Atoms ci offre una visione tra le interazioni umane e materiali fisici che sono computazionalmente trasformabili e riconfigurabili. In altre parole l’informazione digitale avrà una manifestazione fisica, tale da permetterci di interagire direttamente. Il professore del MIT ci consegna una prospettiva dell’interazione tra uomo e macchina in cui tutta l’informazione digitale ha una manifestazione fisica, così da poterci interagire direttamente. L’incorporazione fisica di funzioni digitali avvicina di molto la computazione alle nostre vite di ogni giorno. Linz ogni anno offre senz’altro una panoramica interessante, ma a volte si fa fatica a seguire un percorso processuale di ricerca e si sente sempre meno la dimensione teorica, derivante molto probabilmente da una mancanza di fondi, in
  20. 20. questo periodo di acuta crisi economica. http://tangible.media.mit.edu/person/hiroshi-ishii/ http://tangible.media.mit.edu/ Atomi, molecole, elettroni, bit spaziano liberi, vaganti nei dintorni di Linz. Nelle ultime edizioni si è creato anche un senso di disagio e disorganizzazione logistica degli spazi dislocati forse in maniera caotica rispetto alle edizioni precedenti. La ricerca dovrebbe in maniera radicale come gli atomi, dettare nuove idee originali, affinché esse possano persino traumatizzare, provocare uno shock, uno scontro- incontro. Forse è proprio questa condizione “perturbante” che manca oggi, per poter poi tornare al dibattito (quasi nullo in questa edizione 2016). Il mito dell’alchimia si riflette nella misteriosa rappresentazione dell’opus dell’artista. L’alchimista crea e trasforma la rozza materia celando il risultato dell’opera alla trasformazione conoscitiva. L’artista, come l’alchimista, è dunque colui che
  21. 21. sublima la realtà per trovare la verità che essa cela in un’azione di di-svelamento continuo: l’utopia di un riscatto operato dalla fantasia sulla opacità della realtà. Forse l’alchimia tanto conclamata ha fallito il processo di trasformazione, più che il tentativo di trasformare i metalli in oro, l’idea ha lasciato spazio ad una esposizione fragile e spesso superficiale. Forse abbiamo smarrito la facoltà della serendipità tanto festeggiata e ricercata, è stata perduta, così come la pietra filosofale. Senza dubbio viviamo in uno straordinario luogo e in uno straordinario tempo, ma ciò che manca è la straordinarietà degli eventi micro e macroscopici fino ad averne le vertigini. Proprio, il poeta francese decadente Rimbaud in relazione al processo dell’alchimia (in questo caso del verbo) scriveva:
  22. 22. Una vertigine sicuramente evocata, ma purtroppo neanche gli atomi con la loro A me. La storia di una delle mie follie. / Da molto tempo mi vantavo di possedere tutti i paesaggi possibili e trovavo irrisorie le celebrità della pittura e della poesia moderna. / Mi piacevano i dipinti idioti, sovrapporte, scenari, tele di saltimbanchi, insegne, miniature popolari, la letteratura fuori moda, il latino di chiesa, i libri erotici senza ortografia, i romanzi dei nostri nonni, i racconti di fate, i libretti per bambini, le vecchie opere, i ritornelli semplici, i ritmi ingenui. / Sognavo crociate, spedizioni di cui non si hanno documenti, repubbliche senza storia, guerre di religione soffocate, rivoluzioni di costumi, spostamenti di razze e di continenti: credevo a tutti gli incantesimi. / Inventai i colori delle vocali! A nera, E bianca, I rossa, O blu, U verde. – Regolai la forma e il movimento di ogni consonante, e, con ritmi istintivi, mi illusi d’inventare un
  23. 23. linguaggio poetico accessibile, un giorno o l’altro, a tutti i sensi. Tenevo in serbo la traduzione. / Fu dapprima uno studio. Scrivevo dei silenzi, delle notti, annotavo l’inesprimibile. Fissavo vertigini. ( ( radicalità ci hanno potuto salvare in questa fase, dove persino la creazione manca della sua azione e del suo nucleo vitale e perturbante. Ma continuiamo con coraggio a navigare nell’oceano delle domande e delle contaminazioni in un futuro così lontano, così vicino. Perfino Hitchcock si stupisce in questa spirale infinita e delicata perdita di equilibrio. Come funamboli gli artisti cercano attraverso la lente d’ingrandimento uno spiraglio e la scienza le sue traiettorie. English Ars Electronica 2016.
  24. 24. For a radical alchemical research of our time and loss of balance. A post-reflection beyond the atoms and the bodies The digital revolution has reconfigured and decoded our world, it is absorbed between the wet and the organic material of the bits, changing our perception in a radical way. Who are the alchemists of our time? This year, Ars Electronica Festival in Linz (8- 12 September 2016), entitled Radical Atoms and the alchemist of our time, reflected on our time, on contemporary society and the increasingly inescapable http://www.aec.at/radicalatoms/de/ relationship between the arts and sciences. Art and science create this alchemical process and they build new floating and ubiquitous territories, as well as hybrid subjects. Alchemy is a kind of philosophy, as Marcel Duchamp recall us; it is a kind of thought that leads to a way of
  25. 25. understanding. Alchemy is a practice comes from the “conscious” mixture between art and science. Let’s think about robotics art, drones, Internet-of-Things, wearable devices, bioart and telematics etc. From digital computing to quantum world, from genetic engineering to synthetic biology, technologies increase our ability to manipulate the fundamental laws of nature. Disappointments, desires, dreams and hopes of the human being are all essential ingredients for a new imaginary that can afford to experiment with new speculative ideas creating extraordinary moments. Many questions arise during such occasions in Linz. Every year, Ars Electronica becomes a platform of debate on the concept of life in the era of genetic engineering and artificial intelligence that increases our physical world where even biological information often modify the forms of
  26. 26. communication, setting a world absorbed between the digital revolution and the cultural and social evolution. Ars Electronica offers new challenges for understanding such original boundary, where the artist blends the disembodied world of digital data with the physical world of our bodies. Artists, designers, scientists learn to work together across a variety of disciplines such as neuroscience and biotechnology, stimulating new ways of interaction between technology and nature. Researchers and scientists have developed entirely new skills and predispositions, working on the future. The new subjectivity that arises from this fusion is the result of a true ensemble among lines of research and mixing of styles and plural languages. For example, Sculpture Factory made by David Quayola, gives us a visual
  27. 27. architecture of the Renaissance and the idea of “The Unfinished Works of Michelangelo” and algorithmic sequences of a robotic arm, bringing to light artistic tradition and technological evolution. The real and the artificial blend into the project Common Flowers / Flower Commons by Georg Tremmel and Shiho Fukuhara (BCL – Artist lab), where they cut flowers and clone them, using plant tissue culture methods. Joe Davis’ project Bombyx Chrysopoeia creates instead a genetically modified silk moth, containing silicatein, a protein found in the marine sponge Tethya aurantia. Alessio Chierico presents Trataka, creating a sophisticated interactions and “technological meditation” based on a Brain Computer Interface experience. In this interactive installation, brain activity is stimulated on the basis of attention, leading to a meditation technique that aims to stimulate the chakra that is responsible for the brain itself. http://www.quayola.com/captives-series/ http://www.chierico.net/trataka/
  28. 28. Radical Atoms was the topic of the thirty-seventh edition of the Ars Electronica and this year (perhaps unsuccessfully) it attempted to deliver new visions, but Linz looks a popular entertainment showcase and a loss of the research and guideline of innovation. I do not deny however the interesting location (PostCity) which hosted the central area of the Ars Electronica, the former place of the Austrian Postal Service logistics, which has become the floating frame, labyrinthine and profound (sometimes even dark), but at the same time also a renovation space. In this vast area, located next to the Linz’s Main Station, Ars Electronica has devoted special attention to the design, the dress that turned even the sense of living through new sensory increased. The dress in this context has become a multi-sensory and spatial device and the body has become a lab for experiment,
  29. 29. taking on new metrics and configurations. Here the digital and multimedia have found a kind of “immaterial” dialog where the body and the senses have become the new devices. The new material gave us the opportunity to project our imagination towards the Near Future connecting the human being, the technology and the environment. For example, Maria Valverde and Alberto Castellanos with The Enviroment Dress 2.0 project have created a wearable device that can tune variations in temperature, pollution, and atmospheric pressure. The collection of this data should be http://mariacastellanos.net/?/=/seccion/projects/entrada/environ ment_dress_eng building a emotional geography of the city, while the dress signals through light changes the status of “environmental noise”. This project has won the nomination Start Priz’16 to the Ars Electronica Festival. In the Myco TEX project by Aniela Hoitink, the dress forms a
  30. 30. sort of second skin even through construction of biological materials that shaped the body. The Dutch artist creates clothes, changing the way for use the textiles. In fact, the textile is constituted by combining mycelia with textiles, in order to create flexible composit products. http://neffa.nl/portfolio/mycotex/ Exciting was the design project Trans.Fur by Karina and Natalie Peter Wirth, they have developed the “smart textiles” capable of altering moisture permeability by adjusting their surface structures. This intelligent textiles which emulates the human skin change its structure by adapting to the conditions of the environment, for example, when the material is wet, it shrinks. Another interesting and challenging project was proposed by Artist Lab Artificial Skins and Bones, which includes a group of young designers based in Berlin, with
  31. 31. their Visible Strength. The inspiration for this project comes from the roots of the polyp structure by creating fabrics that change the color of the surface through muscle activity. The creators JHU-Ting Yang and Lisa Stohn produce a sort of second skin with interactive and visual possibilities. https://vimeo.com/155512545 https://skinsandbones.de/ https://vimeo.com/155498175 Furthermore, there are artists who use even magnetic fields to create shoes and jewellery, like Magnetic Motion by Iris Van Herpen. The Dutch artist creates “living” reactive sculptures combining advanced computation, synthetic biology and mechatronics engineering. Through techniques such as injection molding and laser cutting of labyrinthine and intricate architectural structures, Van Herpen creates dresses, jackets, pants, skirts and blouses … Notopia
  32. 32. Beneath the glossy surface of offi cial design lurks a dark and strangeworld driven byreal human needs. Aplace where electronic objects co-star in a noir thriller, working with like-minded individuals to escape normalisationand ensure that eve n a totally manufactured environment has room fordanger, adventure and transgression. We don't think that design can ever fully anticipate the richness ofthis unofficial worldand neither should it. But it can draw inspiration from it and developnew design approaches and roles so that as our newenvironment evolves, there is still scope for rich and complex human pleasure. Corporate futurologists fo rce-fee d us a 'happy-ever-after' portrayal of life where technologyis the solution to everyproblem. There is no roomfor doubt or complexity in their techno-utopian visions. Everyone is a stereotype, and social and cultural roles remain unchanged. Despite the fact that technologyis evolving, the imagined productsthat feature in their fantasies reassure us that nothing essential will change, everything will stay the same. These future forecasters have a conservative role, predictingpatterns of behaviourin relation to technological developments. Theydraw fromwhat we already know about people, and weave new ideas into existing realities. The resulting scenarios extend pre-existent reality into the future and so reinforce the status quo rather than challenging it. Their slick surface distracts us from the dystopian vision of life theywish for. By designingthe props for the videos produced to show us what the future could be like, design works to keep officia l values in place.
  33. 33. An occasional glance through almost any newspaper reveals a very different viewofeveryday life, where complexemotions, desires and needs are played out through the misuse and abuse ofelectronic products and systems. Amother shoots her son after an argument over which television channel to watch; a parent is outraged bya speaking doll made in China whichsounds like it swears; the police set a trap for scanner snoopers- people who listen in to emergency radio frequencies illegally- by broadcasting a message that a UFO has landed in a local forest, within minutes several cars arriveand their scanners are confiscated. Many ofthesestories illustrate the narrative space entered byusing and misusing a simple electronic product, howinteraction with everyday electronic technologies can generate rich narratives that challenge the conformity ofeveryday life by short-circuiting our emotions and states of mind. Thesestories blend the physical reality of place with electronically mediated experience and mental affect. They form part ofa pathology of material culture that includes aberrations, transgressions and obsessio ns, the consequences ofand motivations for the misuse of objects, and object malfunctions. Theyprovide glimpses of another more complex reality hidden beneath the slick surface of electronic consumerism. Amateur subversio ns and beta-testers When an object's use is subverted, it is as though the protagonist is cheating the sys tem and derivin g more pleasure than is his or her due. Thesubve rsion offunction relates to a breakdown of order; something else becomes visible, unnameable, unable to fi nd a correspondence in the material world.
  34. 34. This subversio n of function is related to not being able to find the right word, leading to the coining of neologis ms that bend language to accommodate something new. Des ire leads to a subversion of the 6 environment creatingan opportunity to reconfigure it to suit our 'illegitimate' needs, establishing new andunofficial narratives. Some people already exploit the potentially subversive possibilities ofthis parallel world ofiIlicit pleasures stolenfrom commodified experience. They seekout (ab)user-friendly products that lend themselves to imaginative possibilities forshort-circuiting the combinatorial limits suggested by electronic products. This ranges from terrorists fashioning bombs andweapons out ofmundane everyday objects, many ofwhich are listed in the Anarchist Cookbook, to Otaku magazines showing Japanese gadget geeks how to modify standard electronic products to squeeze extrafunctionality out of them. There are no futurologists at work here. The main players in thisworld are beta-testers, tweaking andadjusting reality on a day-to-day basis. They are dissatisfied withthe version ofreality on offer, but ratherthan escaping or dropping out, theyadjustit to suit themselves. Concerned withsoftware not hardware, they invent new uses for existing technologies and promote interaction with'designed' objects that subverttheir anticipated uses. In doing so, theychallenge the mechanisms that legitimise the conceptual models embodied in the design ofthe product or
  35. 35. system and demonstrate behaviours towards technology that invite othersto follow. Beta-testers have learnt how to derive enjoyment from electronic materiality, from rejecting the material realities on offer andconstructing their own. They display a level ofpleasure in customisation currently limited to homeDIY andcustom car hobbyists. Many specialist magazines andbooks are already available that show readers how to modify or tweak everyday electronic products. Most ofthem area littletechnical, but only because knowledge ofelectronics isstillnot as common asother forms of practical know-how. After all, an ever-growing numberofhome improvement magazines and TV programmes thriveon the pleasure people get from modifying their environments themselves - of customising reality. Maybe in the future we wiII seepopular electronics magazines that show us how to turn our mobile phones into eavesdropping devices in three easy steps? Consumers as anti-heroes: some cautionary tales The almost unbelievable stories reported in newspapers testify to the unpredictable potential ofhuman beings to establish new situations despite the constraints on everyday life imposed throughelectronic objects. We are interested in people who have assimilated electronic technologies so fully intotheir lives that they feel comfortable doing thingsotherswould think ofas almost toosacred or highly charged for technology. These individuals can bethoughtofas sad, based on the view that playing out deeply human narratives through technological objects isdegrading and inferior to moretraditional media. Or they
  36. 36. canbeseenas early adopters, able to find meaning and recognise the potential ofnew technologies for supporting complex humanemotions anddesires. Teenagers are now usingtheir mobile phones to intimidate eachother. Anew form ofbullying has emerged since Christmas 1999, when a huge numberofteenagers in Britain received pre-paid mobile phones as gifts. Earlier in the year, a 15-year-old was driven to suicide afterreceiving upto 20silentcalls in halfan hour. Theteenager left a suicide text message on her mobile phone the nightbefore she died. The fact that her suicide note was in the form ofa textmessage ratherthan handwritten will seem even more tragic to some, but to this girltextmessages played a morevital role in her life than letters. 7 As a society weare strugglingto define and communicate the safe useof new media to teenagers. Just as wehave developed models ofsafe behaviour for the street and for dealing with strangers in cars,wewill have to do so for phonesand computers. It is not that these technologies are in themselves harmful, it is their use and misuse that we needto understand. Another distressing example is that ofthe 16-year-old schoolgirl raped bya man she chatted up with phonetext messages. She swapped messages forweeks before agreeing to meet the stranger in a car park. For many teenagers, the mobile phoneis a gateway to romance, and newhybrid services are fusing the lonely hearts columnwith text messaging. It is onlya matter of time before purely text-based romancingmatures as a
  37. 37. genre ofits own. Amore humorous example is the man in Australia who married his TV. Duringthe ceremony, he placed a goldwedding ring on top ofthe TV set and one on his finger. Heeven promised to 'love, honourand obey' the product. One day it just occurred to him that his TV was the best companion he hadever had- he watched up to ten hours a day. It is easy to criticise people whowatchso much TV, but in many ways this formof happiness shows what might be in store for the rest of us as society becomes even more electronically mediated. Thoughit is not necessarily a good thing, somepeople clearly find the company ofelectronic productsmore satisfying than that of people. These individuals are not rejecting other people because oftechnology; they have found happiness with technolgy instead. Before the advent oftelevision and the web, they might have beenlonely. Maybe these obsessive behaviours provide glimpses ofa futurewhereelectronic products have been fully assimilated into everyday culture and our psyche. They are cautionary tales; they push our relationship with the mediumofelectronic technology to the limit.Thisis despite the design ofthe products: in fact there is a contrast between the banaldesign of many electronic products and the extreme misuses they are subjected to. Products couldoffer more complex and demanding aesthetic experiences if designers referred to this bizarreworld ofthe 'infra-ordinary', where storiesshow that truth is indeed stranger than fiction, and prove that our experience ofeveryday day life lived through conventional electronic productsis aesthetically impoverished.
  38. 38. Electronicproduct as neglected medium The unique narrative potential ofconsumer electronic products has received surprisingly little attention from artists and designers. Even though industrial designplays a part in the design ofextreme pain (e.g.weapons) and pleasure (e.g. sexaids), the range ofemotions offered through most electronic products is pathetically narrow. Whenthe SonyWalkman was introduced in the early 1980s, it offered people a newkind of relationship to urban space. It allowed the wearer to create their ownportable micro-environment, and it provided a soundtrack for travel through the city, encouragingdifferent readings offamiliar settings. It functioned as an urban interface. Nearly twentyyears on, there are hundreds ofvariations on the original Walkman, but the relationship it created to the cityremains the same. This scenarioreflectshowproductdesigners have responded to the aesthetic challenge ofelectronic technology. Theyhave accepted a role as a semiotician, a companionofpackaging designers and marketeers, creatingsemioticskins for incomprehensible technologies. Theelectronic product accordingly occupies a strange place in the worldof material culture, closer to washing powder and cough mixture than furniture and architecture. Form and texture are manipulated to evoke a worldoffantasy and fiction , blurring distinctions between everyday life and the hyper-realityofadvertising and branding. Product genres
  39. 39. This isjust one approach to product design, one genre ifyou like, which offers a very limited experience. Like a Hollywood movi e, the emphasis is on easy pleasure and conformist values. This genre reinforces the status quo rather than challenging it. We are surrounded byproductsthat give us an illusion of choiceand encourage passivity. But industrial design's positionat the heart of consumer culture (it is fuelled by the capitalist system, after all) could be subverted for more socially beneficial ends by providing a unique aesthetic mediumthat engages the user's imaginationin waysa film might, without being utopian or prescribing how things ought to be. Electronic products and servicescould enrich and expand our experience ofeveryday life rather than closing it down; they could become a medium for experiencing complex aesthetic situations. To achieve this, designers would have to think about products and services very differently. There could be so many other genres of product beyond the bland Hollywood mainstream: arthouse, porn, romance, horror - noir, even - that exploit the unique and exciting functional and aesthetic potential of electronic technology. Although many products already fall into genres - Alessi products attempt design as comedy, designs forweapons and medical equipment can shock and horrify, sex-aids are obviouslya form of design porn and white goods expressa wholesome and romantic idea of sett led domesticity - they do not aesthetically challenge or disturb. 45
  40. 40. Des ign No ir Ifthe current situation in productdesign is analogous to the Hollywood blockbuster, then an interesting placeto explore in more detail might be its opposite: Design Noir.As a genre, it would focus on how the psycho logical dimensions ofexperiences offered through electronic products can be expanded. By referring to the world of product misuse and abuse,where desire overflows its material limits and subvertsthe function ofeveryday objects , this product genre wouldaddress the darker, concept ual models of need that are usually limited to cinemaand literature. . ..v: .. No ir products would be conceptual products, a medium that fusescomplexnarratives with everyday life. This is verydifferent from conceptual design, which uses design proposals as a medium for exploring what these products might be like. Conceptual design can exist comfortably in book or video form, it is about life whereas conceptual productsare part oflife. Wi th this form ofdesign, the 'product' would be a fusion of psychological and external 'realities', the user would becomea protagonist and co- producer of narrative experience rather than a passive consumer of a product's meaning. The mental interfacebetween the individual and the product is where the 'experience' lies. Electronic technology makes this meeting more fluid , more complexand more interesting. Like in Film Noir, the emphasis wou ld be on existentialism. Imagine objects that generate 'existential moments' - a dilemma, for instance- whichtheywould stage or dramatise. These objects would not
  41. 41. help people to adapt to existing social, cultural and political values. Instead, the product would fo rce a decision onto the user, revealing how limited choices are usually hard-wired into products for us. On another level, we could simply enjoythe wickedness ofthe values embedded in these products and services. Their veryexistence is enough to create pleasure. Many interesting examplesof noir products already exist, but they are not created by designers. Thebest examplesofhow design responds to the psychological and behavioural dimensionsofelectronics can be found at the edges ofanonymous design. These products and services work on a radically differentaesthetic principal from traditional products: it is what they do that creates pleasure, not how they look and fee l. It is the thrillof transgression that counts here. Even ifwe do not use them, just imagining these objects in use creates a strong and perversely enjoyable experience. They showhow design productsand services can function as a mediumfor producing complex psychological experiences. The Truth Phone, a real product producedbythe Counter Spy shop, is one example of howa No ir product might work. It combines a voice stress analyser with a telephone, and shows howelectronic products have the potential to generate a chain of events which together forma story. If you consider products in th is way, the focus ofthe design shiftsfrom concerns of physical interaction (passive button pushing) to the potential psychological experiences inherent in the product. Imagine speaki ng to your mother or a lover while the Truth Phone suggeststheyare lying. The user becomes a protagonist and the designerbecomes a co-author ofthe experience, the product
  42. 42. creates dilemmas rather than resolving them. By using the phone, the ownerexploresboundaries between himselfand the paranoid user suggested bythe product, entering into a psychological adventure. 46 The Truth Phone and similar electronicobjects generatea conceptual space where interactivity can challenge and enlarge the schemethrough which we interpret our experiences ofusing everyday electronic objects and the social experiences they mediate. The effect is not onlylimited to products: as its name suggests, Ace-Alibi.corn is a service for creating falsealibis.When you subscribe, you might choose an option that involves being sent a letter inviting you to a conference.The letter will be postmarked with the correct area code, and you can alsoarrange to leave a contact number whichwill be answered in the correct regional accent. Franchises ofthis service are available, although the people behind the scheme are nervous about offering the service in the Un ited States, in case theyare sued for their part in helping employees bunk off work. We findthis service interesting because it meets a real need not fulfilledanywhere else. You maynot agreewith it or choose to use it, but manypeop le use this service. The pleasureprovided bythe existence ofa service like this lies is in resolving the dilemmait presents. It is as though the internet reflects human nature in all its imperfections while the material world of consumer products only reflects idealised notions of correct behaviour.
  43. 43. Alongsimilar linesto Ace-Alibi.corn is the Alibi CD produced in Germanyby Silenzio. It contains recordings ofstreet sounds, airport announcements fromdifferent countries, train stations, bars and beaches. Designed for those 'little white lies in between', the CD is intendedto be played in the background while youare making a telephone call from a place you should not be. This soundtrack CD allows you to cut and paste reality. Its veryexistence triggers a chain ofthoughts and narratives in the imagination. TERMS , CONDI TIONS & DI SCLAIMER Doc umenta t i o n is issue d by Fa st Tra ck Se rvice s to t he c l i e n t fo r the purposes of s u b s t a n t i a t i n g an alibi to he l p ensure t hat a re lat i ons hi p r emai n s stab le and i s n o t to be u s e d i n co nj u nct io n with Ta x Re turns, Vat Pu r poses or f or a n y ot he r fi n a nc ia l ga i n . Al l docume n tat i o n is fictit ious in nat ur e, a n d as such , ca nno t be u s ed i n c onjunction with any c r i mi n a l act wh a t s o e v e r. Fast Tra c k Se r v ic e s wi ll not be hel d respon s ible for the br eak d own o f any re l a ti on s hip or a ny court a c t i o n or l i ti ga t ion wha t s o e ver . Fa s t Tr a ck Serv ices o f f e r a s ervice t o help p ro t ec t t he fa mi ly un it o r re latio n s hi p fro m di stress ca u s e d by e mot i o n a l or a ny o t he r turmoi l which may o c c u r due t o the dis cl osure o f a n y actions taking p lace ou t s i d e
  44. 44. o f the n o r ma l relat i onship . Fa s t Tr a ck Servi ces d o n o t c ondone o r disag r ee wi th sa id actio ns. Al t ho u g h al l p os sib le saf eguards a n d me a sur e s a r e t a ken , no gu a r a n te e is given t o a n y member t o e nsure that their par t ne r will n o t b ec ome a ware o f " o t h e r" r el a ti on s hips. No Re f u nds whats o e ver a re g i ven u n de r an y circumstanc es. 47 1744_0011744_0031744_005

×