Riflessi Di Progettazione

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Riflessi Di Progettazione

  1. 1. Riflessi di progettazione
  2. 2. Natoli (1993), <ul><li>“ Il nostro inveterato realismo ci spinge sempre ad adeguare quello che c’è. L’individuo è concreto, si dice, se adegua quello che c’è. Si dimentica così una cosa quanto mai importante dal punto di vista dell’intelligenza polimorfa: quello che c’è non è tutto ciò che c’è, ma è un caso di ciò che è possibile. In breve, non è la possibilità che appartiene alla realtà, ma è la realtà che appartiene alla possibilità. Non bisogna dunque ridurre il possibile al cosiddetto reale, ma bisogna guardare il reale in vista del possibile e in funzione della sua interna mobilità” </li></ul>
  3. 3. PROSPETTIVA ADHOCRATICA <ul><li>L’uso dell’espressione “adhocratico” ha semplicemente lo scopo di mettere a fuoco un aspetto fondamentale dell’azione e della metodologia progettuale: la dimensione di costrutto sociale ad hoc, situazionale e contingente. </li></ul><ul><li>In quest’ottica il termine “ad-hocratico”, riferito alla progettazione, connota e tematizza quest’ultima come un’attività pratica esplicitamente volta al cambiamento che si realizza in una situazione le cui caratteristiche di unicità non sono riducibili ad altre di cui si è già fatta esperienza. </li></ul>
  4. 5. LA PROGETTAZIONE <ul><li>La progettazione, in quanto attività sociale eminentemente pratica, ha come proprio oggetto specifico l’intervento finalizzato al cambiamento: ma poiché l’arte del cambiamento consiste nell’esecuzione, la sua realizzazione non può che dipendere dai vincoli sociali dell’azione stessa – dovuti essenzialmente all’interazione nello spazio progettuale dei suoi protagonisti – e dagli atouts degli attori/progettisti – cioè dalle loro competenze, dalle loro capacità relazionali, dalla loro specifica conoscenza della situazione in cui operano, ecc.). </li></ul>
  5. 6. continua LA PROGETTAZIONE <ul><li>Il processo di progettazione è di fatto un fenomeno di apprendimento collettivo che coinvolge tutti gli attori che vi partecipano, nel quale l’oggetto dell’apprendimento sono sia i giochi costituiti dall’azione in cui si è immersi e l’esperienza che di essa si fa, sia le regole del gioco costituite dai patti che scaturiscono dalle relazioni tra quanti sono implicati nel gioco. </li></ul>
  6. 7. continua LA PROGETTAZIONE <ul><li>L’esperienza di apprendimento che si realizza riguarda tanto il campo cognitivo, quanto quello comunicativo-relazionale. </li></ul>
  7. 8. continua LA PROGETTAZIONE <ul><li>Anche la creatività è una qualità necessaria nelle azioni progettuali. Ma la competenza creativa non si apprende nei manuali, né per trasmissione didattica; non è neppure una dote innata e tanto meno può essere ricondotta a doti d’improvvisazione: essa è, come sottolinea Simon (1987), applicazione costante e stratificazione di conoscenze, di abilità e di esperienze, oltre che capacità di saperne trarre vantaggio in condizioni problematiche per le quali sono richieste soluzioni innovative. La creatività, così come l’abilità relazionale/comunicativa, è una competenza che si apprende nell’esperienza applicata a campi specifici di azione. </li></ul>
  8. 9. continua LA PROGETTAZIONE <ul><li>Dimensione di globalità del processo progettuale: la scomposizione dell’azione progettuale in fasi, sottofasi, ecc. rende difficile la visione d’insieme del processo progettuale, il quale non sfugge alla logica della globalità sistemica. Ogni suo frazionamento in parti – possibile, legittimo ed entro certi limiti utile - ha unicamente valore analitico. </li></ul>
  9. 10. PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <ul><li>Tra progettazione e valutazione esiste un circuito ricorsivo in cui l’una rinvia costantemente all’altra ed entrambe – evidentemente insieme ai processi realizzativi – costituiscono gli elementi cruciali dell’azione progettuale. </li></ul>
  10. 11. continua PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <ul><li>Il modello che contraddistingue le rappresentazioni più diffusamente condivise del processo progettuale è caratterizzato da uno schema procedurale in cui all’inizio c’è sempre l’analisi dei bisogni, che costituisce il retroterra conoscitivo a partire dal quale si svolge un’articolazione di operazioni sintetizzate dal trinomio: </li></ul>
  11. 12. continua PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE
  12. 13. continua PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <ul><li>Questa prospettiva nega ogni possibilità di cogliere il valore generativo dato dalla dinamica globale del processo. E qui è d’obbligo il riferimento al paradigma olistico in base al quale il “tutto” è maggiore della somma delle sue parti. </li></ul><ul><li>Vi sono quindi “effetti-risultato” ed “effetti-sistemici”, quelli cioè che consentono un apprezzamento molto più ampio e compiuto degli esiti conseguiti. </li></ul>
  13. 14. continua PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <ul><li>Negli approcci più avveduti l’azione progettuale supera la logica sequenziale (stemperandone i suoi caratteri originari di orientamento unilineare) introducendo alcune fratture della linearità ipotizzata, attraverso l’inserimento, nello schema processuale, di significativi passaggi di retroazione: </li></ul>
  14. 15. continua PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <ul><li>Retroazione della valutazione sul progetto/progettato </li></ul><ul><li>Retroazione dell’azione in corso di svolgimento sugli elementi del progetto/progettato </li></ul><ul><li>Retroazione della valutazione su azioni già conchiuse oppure in fase di svolgimento </li></ul>
  15. 16. continua PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE <ul><li>Tali casi di retroazione sono rappresentabili dai seguenti circoli ricorsivi: </li></ul>
  16. 17. PIANO DI PROGETTO Tecniche e sistemi di supporto
  17. 18. Ciclo di progetto – approccio PCM, project cycle management
  18. 19. Ciclo di progetto – approccio PCM, project cycle management
  19. 20. Ciclo di progetto – approccio PCM, project cycle management
  20. 21. Ciclo di progetto – approccio PCM, project cycle management
  21. 22. Ciclo di progetto – approccio PCM, project cycle management
  22. 23. Mainstreaming <ul><li>Il termine mainstreaming significa letteralmente &quot;scorrere nella corrente principale&quot;. Applicato al contesto delle politiche comunitarie, il concetto di mainstreaming fa riferimento al processo attraverso il quale le innovazioni sperimentate in un ambito circoscritto (sociale, economico e istituzionale) vengono trasposte a livello di sistema. </li></ul>
  23. 24. continua Mainstreaming <ul><li>Si tratta di un percorso di acquisizione, da parte delle politiche e delle normative locali, nazionali e comunitarie, delle buone prassi sperimentate a livello di singolo progetto pilota, ovvero delle innovazioni che hanno dimostrato una particolare efficacia. </li></ul>
  24. 25. continua Mainstreaming <ul><li>La realizzazione del mainstreaming è quindi un processo per tappe che parte dal livello progettuale e attraversa sostanzialmente due momenti: </li></ul><ul><li>l'individuazione dell'innovazione e la generalizzazione dei risultati progettuali; </li></ul><ul><li>il trasferimento e l'adozione della metodologia e/o del modello sperimentato, a livello di sistema. </li></ul>
  25. 26. continua Mainstreaming <ul><li>Il termine viene inoltre utilizzato anche in riferimento alle pari opportunità, dove per mainstreaming di genere (o semplicemente mainstreaming) si intende l'integrazione sistematica delle priorità e delle esigenze delle donne in tutte le politiche di intervento, con particolare riferimento a quelle del lavoro, al fine di promuovere la parità tra i due sessi. </li></ul><ul><li>In questo senso, agire in una prospettiva di genere significa definire una strategia politica e di intervento che tenga in considerazione le differenze di tipo socio-culturale tra i due sessi e quindi impegnarsi alla rimozione delle condizioni che possono effettivamente ostacolare la realizzazione di una piena parità. </li></ul>

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