Imparare a gestire le risorse umane a scuola un caso studio cristina felice civitillo

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Formazione HR oriented a scuola: sviluppo emotivo e professionale, didattica social

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Imparare a gestire le risorse umane a scuola un caso studio cristina felice civitillo

  1. 1. Cristina FELICE CIVITILLO Imparare a gestire le risorse umane a scuola: un caso studio il laboratorio proposto dall’Università Suor Orsola Benincasa a docenti ed educatoriLa committenza della progettazione del laboratorio “Comunicazione integrata per i partnerdell’organizzazione” per gli studenti del Corso di Laurea Specialistica di Scienze Pedagogiche avvenuta daparte dell’area didattica dell’Università Suor Orsola Benincasa ha evidenziato una sensibilità verso iprocessi di innovazione e cambiamento che hanno pervaso la scuola e le organizzazioni che si occupano dieducazione incidendo inevitabilmente sui profili professionali che vi lavorano.Il laboratorio ha rappresentato un luogo di costruzione della professionalità, in cui i contenuti e lemetodologie proposte si sono integrati con le conoscenze curricolari e le competenze acquisite generandouna sensibilità culturale nuova per analizzare e decodificare i problemi dei contesti lavorativi in cui siandrà ad incidere; un sistema di valori che consenta di comprendere l’organizzazione vigente e saperlamodernizzare; una presa di coscienza del ruolo sociale e delle responsabilità connesse; una rivalutazionedelle competenze manageriali prima considerate solo latenti.I diciannove destinatari del laboratorio lavorano già come educatori o docenti di scuola primaria e miranoal conseguimento del titolo di studi specialistico per una progressione di carriera.PROGETTAZIONEAlla base della progettazione formativa c’è stata un’analisi delle competenze richieste alla famigliaprofessionale di appartenenza. Un docente o un dirigente scolastico hanno insito nel proprio ruolo lagestione e lo sviluppo delle risorse umane (studenti, colleghi, personale amministrativo ed ATA, consulentiesterni) con delle responsabilità a livello organizzativo e delle ricadute sulla comunità in cui operano. Leconoscenze tecniche sono a disposizione di tutti, più rara è la capacità di far emergere un atteggiamentoassertivo che si traduca in una migliore comunicazione con gli studenti e i colleghi e una migliore capacitàinnovativa e motivazionale. Coltivare i talenti e sviluppare il capitale umano sono due delle più importanticapacità che un educatore deve possedere, oltre che una leva per il successo formativo.Un’istituzione educativa possiede una mission e una vision come qualsiasi azienda, persegue obiettiviutilizzando le risorse a disposizione ed interagisce con l’ambiente esterno, per cui non è stata una forzaturafare un’analisi degli stakeholder e dell’interdipendenza tra le attività per focalizzarsi sulle aree dimiglioramento.
  2. 2. CONTENUTI DELLA FORMAZIONEPartendo dalla comunicazione interna sono stati dimostrati gli obiettivi strategici, gestionali ed operativi,focalizzando l’attenzione sulla valenza  della cultura organizzativa e dei valori come punto di riferimento dell’agire organizzativo ed individuale;  della mission e vision per rispondere alle sfide dell’autonomia delle istituzioni scolastiche;  del miglioramento continuo e della customer satisfaction nell’ottica del Sistema di Gestione Qualità ISO 9000: 2000;  della leadership condivisa e dell’empowerment;  dell’analisi di clima.Il focus sulle skills organizzative per lo sviluppo ha sottolineato quali siano le competenze trasversaliemergenti per far fronte alle sfide e mutamenti sociali (sensibilità culturale, sviluppo altri, collaborazioneproattiva, avvantaggiarsi della tecnologia, creare nuovo knowledge, abilità di comunicazione, accettazionedella diversità …) ed identificare le potenzialità e il loro rafforzamento in se stessi e negli altri mediante leesercitazioni sul bilancio di competenze e il piano di sviluppo personale.Il laboratorio ha rappresentato un alternativo modello di insegnamento/ apprendimento fondato sulleinterazioni tra gli attori del processo didattico in cui si è generata nuova consapevolezza e conoscenza,come teorizzato da Nonaka (1995), specialmente in merito all’utilità delle comunità di pratica,all’introduzione del concetto di intelligenza emotiva in ambito scolastico (RULER Approach, Università diYale), al riconoscimento e valorizzazione del talento e all’orientamento professionale.I discenti hanno appreso che anche nei contesti in cui lavorano per valorizzare le risorse umane èindispensabile una strategia di marketing interno fondata su comunicazione, formazione, motivazione,engagement per rendere anche la scuola un “Great place to work”.Spazio è stato dato anche alla comunicazione esterna per coinvolgere la comunità e al diversitymanagement per sottolineare che sempre più la scuola dovrà educare a comprendere la complessità, aconfrontarsi e vivere serenamente il cambiamento.METODOLOGIAÈ stata applicata una metodologia didattica di- carattere cognitivo: la lezione frontale è stata utilizzata per il trasferimento di concetti, metodologie,strumenti di analisi, ed il ricorso ad esempi e casi di attualità, oltre che suggestioni offerti dalla narrativa edalla cinematografia internazionale;
  3. 3. - carattere attivo-emotivo: discussioni, confronti in plenaria, esercitazioni pratiche, role-playing,simulazioni, studio di Case-History, team work, testimonianze di professionisti appartenenti a realtàpubbliche/private/no profit locali (tematiche di progettazione formativa, comunicazione interna, selfmarketing, metodologie di organizzazione del lavoro, comunicazione esterna).Alla fine del corso i partecipanti sono stati invitati a presentare un Project work, che si rifà ad un modellodi tipo “learning by doing”. Trattandosi di un laboratorio di comunicazione si è scelto una presentazioneElevator Pitch, attualmente molto adoperata nei colloqui di selezione e di presentazione di progetti, qualesintesi delle competenze acquisite durante il laboratorio per migliorare il proprio profilo professionale.L’elaborato è stato presentato in plenaria quale momento integrante della valutazione del percorsoformativo e degli obiettivi raggiunti, che ha previsto la rivisitazione delle aspettative e motivazioni presentinel contratto psicologico stipulato al primo incontro.Tre studenti hanno inoltre deciso di integrare le attività proposte partecipando al Concorso Nazionale AIDPGiovani 2012 PENSANDO AL FUTURO, in quanto in linea con molte tematiche affrontate in aula.VALUTAZIONEGli studenti superata la fase di “spiazzamento cognitivo”, si sono posti in maniera dialettica rispetto allaproposta formativa, aprendosi alla scoperta di saperi disciplinari e metodologie organizzative sconosciute.Hanno assunto la prospettiva di un professionista che proverà a rendere motivanti le esperienze e i daticulturali, cercherà di lavorare in team per massimizzare i risultati, proverà a ri-progettare e re-inventarela didattica e i suoi strumenti, mettendosi in discussione a favore dell’apprendimento degli studenti, saràleader democratico in grado di coinvolgere anche i colleghi nella rivoluzione culturale di una learningschool.Questa attività laboratoriale ha rappresentato un valore aggiunto nel percorso di crescita personale eprofessionale per ravvivare la motivazione, riconsiderare l’acquisizione di nuove competenze comeresponsabilità individuale, migliorare la qualità della comunicazione per incidere sul coinvolgimento delpersonale con ricadute future sull’innalzamento della performance dell’organizzazione – scuola.La formazione HR oriented si è rivelata una strategia competitiva finalizzata al coinvolgimento emotivo diogni attore del sistema scuola, che da un lato permette al professionista di utilizzare al meglio la suacreatività, le conoscenze, le competenze; dall’altro di stimolare lo sviluppo di abilità sociali e soft skills chelo facciano sentire realmente protagonista dei continui e costanti cambiamenti che vive nella suaorganizzazionei.i IRASE, “Protagonisti di una Scuola che cambia. Testimonianze dell’innovazione”, Rogiosi Editore, 2011.

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