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Focus Group Open Source 14.3.2012 Gianni Dominici

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Focus Group Open Source 14.3.2012 Gianni Dominici

  1. 1. Il Cittadino 2.0 Opportunità e sfideGianni Dominici, Direttore generale FORUM PA
  2. 2. Le città sono semprepiù nodi attivi diinformazione ecomunicazione Have–havenot Information rich– information poor
  3. 3. Photo by Limbic used under Creative Commons
  4. 4. La città delle reti o net city Le città sono centri flessibili in grado di relaziona- rsi sia alla propriapopolazione sia aifl ussi internazionali legati ai settori del la finanza, delleconomia e della cult ura con l’ambizione di fungere da collega- mento tra globale e localeRischi: digital divide territorialeAzioni: closing the digital divide: infrastrutture, alfabetizzazioneEsempi: Il piano Calabria per azzerare il digital divide nelle aree rurali (28 mlndi euro, di cui 23 a carico dei Fondi Comunitari Regionali), Banda larga e sviluppodigitale in Campania, Monza a banda ultra larga, Regione Lazio: banda larga intutte le zone rurali entro il 2015, Modello Free Italia wi–fi, "Led your city"
  5. 5. La città aperta (open city) È la città che dà priorità alla trasparenza del suo operato. E con ladozione del modello degli open data che questo approccio ha trovato la massima espressione. le esperienze di U Udine, Torino, Firenze.Rischi: Digital Cultural Divide, Digitalskills divideAzioni: informazioni nelle scuole sul territorio, Citizen Journalism, la città comepiattaforma,Esempi: il contest APPS4Italy, la formazione ai giornalisti di Agorà Digitale
  6. 6. La città intelligente o smartcities Finalizzata prioritariamente a migliorare lefficienza operativa e la sostenibilità dello sviluppo la Smart City crea le condizioni infrastrutturali per produrre e gestire le informazioni sul suo funzionamento negli ambiti prioritari delle sue funzione come la mobilità, le risorse energetiche, la qualità dellambienteRischi: Digital Cultural Divide, Digitalskills divide, PrivacyAzioni: informazioni, coinvolgimento direttoEsempi: Copenaghen whells, SmarterTown Parma-IBM
  7. 7. La città partecipata o wiki città La comunicazione è orientata a favorire il coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica. Dai primi esperimenti di e-democracy alle recenti esperienze di contest pubblici e di wiki-government i cittadini sono chiamati a diventare parte attiva nelle decisioni che riguardano la città. Rischi: Digital Cultural Divide, Digitalskills divide Azioni:Citizen Journalism, la città come piattaforma, creazione di fiducia fra i cittadini Esempi: Nuovo sito del Consiglio regionale del Piemonte, Ideario per Cagliari
  8. 8. La città resiliente Una città che aiuta i cittadini a meglio comprendere i rischi del proprio territorio soprattutto legati ai cambiamenti climatici , tramite la formazione e la sensibilizzazione, e a condividere le informazioni in caso di eventi minacciosi.Rischi: Digital Cultural Divide, Digitalskills divideAzioni: informazioni sul territorio nelle scuole, infrastrutture informative,sensibilizzazione di cittadiniEsempi: Crisis Camp Italy/Europe di Bologna, Centro Intercomunale CollineMarittime e Bassa Val di Cecina: Sala Operativa 2.0
  9. 9. La città 2.0. Una città 2.0 è un’amministrazione che si mette dalla parte dei cittadini e che, con gli stessi, stabilisce una relazione bidirezionale perché è consapevole che nessuno meglio di loro può valutare servizi e progetti, segnalare eventuali criticità, manifestare esigenze e bisogni e fare proposte per soddisfarli.Rischi: Digital Cultural Divide, Digitalskills divideAzioni: insegnare il civichacking nelle scuole, corsi di alfabetizzazioneEsempi: Nonni SUD Internet , La Regione Emilia-Romagna apre la secondaedizione di Pane e Internet, il progetto europeo I2Web Project per siti accessibiliai disabili e alle persone anziane
  10. 10. Regola dell’1%90% lurker9% contributori1% creatori
  11. 11. La necessitàPassare da un approccio puntuale ad unosistematico che adotti la filosofia dell’e-inclusioneuropeaNuovi modelli operativi: il governo della reteNuove priorità: l’innovazione sociale
  12. 12. Verso un PA in reteLa Pubblica Amministrazione deve far riferimento aun modello organizzativo che abbandoni la logicaverticale a favore di una orizzontale, in grado dicoinvolgere i diversi attori pubblici, privati e del non profit, nella progettazione e gestione dei servizi. Taleobiettivopuòessereperseguitoattraversoilriconoscim entoe lapromozionedelleretiedelleconnessionisocialieilgovernodiprocessidecisionaliinclusiviediprogettazione partecipata
  13. 13. Graziedell’attenzione g.dominici@forumpa.it

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