Roma antica

5,043 views

Published on

Lavoro multimediale delle classi V A, B, C della scuola primaria Ada Negri.

Published in: Education
0 Comments
4 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
5,043
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
12
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
4
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Roma antica

  1. 1. Roma antica
  2. 2. La condizione degli schiavi Quest’ anno noi alunni di classe v abbiamo studiato la civiltà dei Romani. Un giorno le nostre insegnanti hanno letto in classe una epistola del filosofo e scrittore latino Seneca vissuto al tempo dell’ imperatore Nerone. Seneca scrive il seguente brano all’ amico Lucilio a proposito della condizione degli schiavi. “ Ho appreso con piacere che tu vivi in buona famigliarità con i tuoi schiavi: ciò fa onore alla tua saggezza e alla tua cultura. “ Sono schiavi” può dire qualcuno.No: sono uomini, compagni di vita. “ Sono schiavi,” no: umili amici, compagni di schiavitù, se pensi che la fortuna ha lo stesso potere su di loro e su di noi ”. I Romani raggiunsero il vertice dell’ organizzazione socio-economica attraverso lo sfruttamento della manodopera schiavizzata. Questa epistola ci ha dato la possibilità di riflettere sull’uguaglianza fra tutti gli uomini e la parità in questo caso fra schiavi e padrone. Certamente Seneca non ha proposto una riforma che cercasse di abolire la schiavitù né tanto meno che modificasse lo stato di cose preesistenti. Non mancano esempi di affettuosa convivenza tra padroni e schiavi, la grande intesa tra il dottissimo schiavo – segretario Tirone ed il suo padrone Cicerone. Alla morte del padrone Tirone si adopererà per la pubblicazione delle sue opere. Purtroppo l’ ideale dell’ uguaglianza tra gli uomini rimane solo un ideale e non un progetto di trasformazione sociale. Ancora, dunque, non ci sono le condizioni che possano portare ad un’abolizione della schiavitù. Il cammino è stato lento e c’è sempre un orizzonte da superare e nuovi traguardi da raggiungere.
  3. 3. Il Colosseo Il Colosseo o “ Anfiteatro Flavio” fu costruito per ordine dell’ imperatore Vespasiano in onore della grandiosità del suo impero. Per la sua costruzione lavorarono migliaia di schiavi. L’anfiteatro ha una forma ellittica; la facciata esterna alta ( 48,50 metri ) è in travertino. E’ suddiviso in quattro piani e in ogni piano sono presenti 80 archi. Un tempo era dotato di un sistema di copertura conosciuto con il nome di velarium. Nelle giornate più assolate o in quelle di pioggia, un congegno particolare permetteva la stesura di un telone fatto di lino, che veniva ancorato su alcune aste presenti su tutta la sua circonferenza. Anticamente il Colosseo veniva utilizzato per gli spettacoli di caccia di animali feroci oppure per il combattimento dei gladiatori che erano degli schiavi che venivano addestrati in apposite scuole. Oggi il Colosseo è un simbolo della città di Roma e rappresenta una delle sue maggiori attrazioni turistiche.
  4. 4. La domus I ricchi vivevano in dimore chiamate domus, con colonne in marmo, le pareti decorate con splendidi affreschi e i pavimenti con mosaici molto elaborati. Nella domus si entrava attraverso un corridoio chiamato vestibolo; da qui si passava all’ atrio che aveva un’apertura quadrata al centro, che serviva per far entrare aria e l’ acqua piovana in una vasca centrale. Intorno all’ atrio erano disposte le stanze da letto( cubicoli) e una grande stanza da soggiorno chiamata tablino. Da questo salone si usciva nel peristilio, un giardino pieno di statue, fontane, circondato da un porticato. Sul peristilio si affacciavano altre stanze: la cucina, i magazzini e la camera da pranzo( triclinio ).
  5. 5. L'insula I poveri vivevano in edifici chiamati insulae che potevano raggiungere l’ altezza di otto o dieci piani. Esse erano senza acqua corrente e servizi igienici. Il pianterreno delle insulae era generalmente occupato dalla bottega dove l’artigiano lavorava; all’interno c’ era un soppalco formato da una o due stanze, dove egli viveva con la sua famiglia.
  6. 6. Per diventare un vero Romano bisogna per prima cosa avere un “nome romano”. Abbiamo scelto tra questi: Gaius,Titus, Lucius, Marcus, Manlius, Tiberius, Lucius, Cornelius, Gnaeus. Lucilla, Domitilla, Pauline, Aurelia, Livia, Licinia, Metella, Faustina. Io... Romano
  7. 7. La giornata di un romano <ul><li>COLAZIONE ( CON UN BICCHIERE D’ ACQUA ). </li></ul><ul><li>MATTINATA: AL LAVORO CON INTERVALLO PER PICCOLO SPUNTINO ( PANE, FOCACCIA CON OLIVE). </li></ul><ul><li>PRANZO: VERSO LE 14.00 ( FORMAGGIO E MINESTRA FREDDA ). </li></ul><ul><li>SVEGLIA ALL’ ALBA , VESTITI CON UNA TUNICA GIA’ UTILIZZATA IL GIORNO PRIMA E DURANTE LA NOTTE. </li></ul><ul><li>POMERIGGIO: UN’ ALTRA ORA DI LAVORO E DOPO ALLE TERME PER PULIZIA PERSONALE ( CON TUNICA DI RICAMBIO ). </li></ul><ul><li>TRAMONTO: SI RITORNA A CASA ( CENA ABBONDANTE ). </li></ul>
  8. 8. <ul><li>SI POTEVA SCEGLIERE TRA : </li></ul><ul><li>CARNE DI MAIALE - DI BUE - CAPRA - UCCELLAGIONE </li></ul><ul><li>ORTAGGI: RAPE – BARBABIETOLE – CAROTE – RAVANELLI – CIPOLLE – AGLIO – PORRI – ASPARAGI – CAVOLI – CICORIA – CARCIOFI – CETRIOLI – FAVE – LENTICCHIE – PISELLI </li></ul><ul><li>FORMAGGIO DI CAPRA E DI MUCCA, FRESCO O STAGIONATO, YOUGURT (LATTE, ACETO E CIPOLLA) </li></ul><ul><li>FRUTTA: NOCCIOLE, PRUGNE, CILIEGIE, MORE, FRAGOLE, MIRTILLI, PINOLI, CASTAGNE, MELE, UVA, FICHI, OLIVE, PESCHE, ALBICOCCHE, DATTERI, MELONI, ANGURIE, MANDORLE E NOCI. </li></ul><ul><li>BEVANDE: LATTE, ACQUA, VINO CON ACQUA CALDA O MIELE </li></ul><ul><li>PANE: ALIMENTO FONDAMENTALE. I PRIMI PANI ERANO FATTI CON ILFARRO; DIVENTAVA SUBITO DURO, SECCO PERCIO’ VENIVA INTINTO NEL LATTE, NEL VINO, NELL’OLIO, NELLE MINESTRE E NELL’ACQUA. </li></ul><ul><li>ALCUNE VARIETA’ DI PANE SOSTITUISCONO IL DOLCE: PANE CON IL MIELE, CON IL LATTE, CON L’ OLIO, CON FRUTTA CANDITA. </li></ul>Menù della cena
  9. 9. La scuola Nei tempi più antichi i figli maschi venivano educati dal padre e imparavano a leggere attraverso il suo insegnamento mentre le femmine venivano curate dalla madre dalla quale imparavano ad occuparsi della casa. Quando furono aperte le prime scuole pubbliche solo le famiglie agiate poterono mandare i propri figli. Dopo i dodici anni i ragazzi che proseguivano gli studi apprendevano la poesia greca, latina e l’ aritmetica inoltre chi voleva intraprendere la carriera politica doveva imparare la retorica cioè l’ arte di parlare bene in pubblico. Le ragazze ricche potevano studiare come i maschi però dopo l’ adolescenza si dovevano dedicare allo studio della danza e del canto.
  10. 10. Curiosità Per scrivere i bambini usavano una tavoletta di legno spalmata di uno strato di cera e incidevano le lettere con lo stilo. Per fare i conti avevano un sacchetto con i sassolini oppure utilizzavano l’ abaco.
  11. 11. L' abbigliamento maschile Gli abiti dei Romani erano confezionati prevalentemente con tessuti di lana e lino. Gli uomini indossavano una tunica cioè una corta veste senza maniche tenuta stretta da una cintura all’ altezza dei fianchi. Quando uscivano, gli uomini liberi indossavano sopra la tunica la toga, un ampio mantello di lana bianca che veniva avvolto attorno al corpo con complicati drappeggi. La toga dei senatori e dei bambini aveva una striscia color porpora ed era detta toga pretesta. Gli antichi romani erano soliti indossare degli anelli; certi tipi stravaganti arrivano al punto di indossarne uno ad ogni dito e addirittura diversi sullo stesso dito. Ai piedi si indossavano dei sandali legati con cinghie e legacci o degli stivaletti che arrivavano fino al polpaccio.
  12. 12. Le donne indossavano la stola, una lunga tunica. Per uscire, indossavano sopra la tunica un mantello di colore vivace chiamato palla; esso era costituito da un lembo che serviva per coprire i capelli. Le donne delle famiglie agiate indossavano molti gioielli: anelli, bracciali, cavigliere, orecchini d’oro e pietre preziose. L' abbigliamento femminile

×