Assetti neuronali e psiche

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Assetti neuronali e psiche

  1. 1. ASSETTI NEURONALI E PSICHEDati i 100 miliardi di neuroni che possediamo alla nascita, e data la loro successivaconnessione sinaptica dovuta agli stimoli sensoriali provenienti dallesperienzaesistenziale, ne risulta la formazione di percorsi neuronali che via via, in risposta alleesigenze di sopravvivenza fisica e psichica dellindividuo, finiscono per formaremolteplici "Assetti Neuronali" locali che tentano di rispondere ad ognuna di esse.Queste esigenze, pur essendo di varia natura, sono riconducibili a due solecategorie: esigenze contingenti, che emergono in risposta allambiente, e esigenzeconsolidate, che rispondono alle necessità individuali.Poiché, in vista del raggiungimento dellequilibrio psico-fisico individuale, lasoluzione dei problemi posti da questo dualismo può avvenire nellunica sede delnostro cervello, ci troviamo di fronte alla necessità di utilizzare sia i suoi assettineuronali già esistenti (la mente si adegua alla topologia neuronale), e sia di crearnedi nuovi (la topologia neuronale si adegua alla mente).Da tutto questo ne deriva la necessità dellattività incessante che accompagna tuttala nostra esistenza e che, in vista della definizione unitaria della nostra individualità,comporta la continua ricerca di una sintesi nelloscillazione tra stati che percepiamocome di soddisfazione e di insoddisfazione, ma che sono dovuti al maggiore ominore dispendio energetico necessario al continuo mantenimento dellequilibriobiochimico cerebrale.In questo quadro, è chiaro che per le proposizioni "soddisfacenti" la tendenzaprevalente del sistema sia quella di resistere alla modifica degli assetti neuronaliconsolidati esistenti, poiché crearne di nuovi implica la distruzione o il ri-orientamento dei collegamenti sinaptici che le rappresentano. Cosa che, a causa deldispendio energetico necessario, viviamo come insoddisfazione.Ma, come si sa, noi siamo un sistema aperto in continuo rapporto psico-fisico conlambiente naturale e sociale, e questo comporta la continua acquisizione di datiprovenienti dai sistemi che ci circondano. Accade così che alcune proposizioniacquisite, via via si rivelino insoddisfacenti rispetto a nuove situazioni, e che quindi,da un punto di vista biochimico, sia meno dispendioso modificare i percorsi neuronaliin cui vengono rappresentate, piuttosto che alimentare la difesa della loro topologia.Ecco così spiegate sia le nostre resistenze che la nostre disponibilità a cambiareopinioni e comportamenti. Prova ne siano le diatribe culturali e scientifiche, chelasciano intatti negli interlocutori quegli assetti che, se modificati sostanzialmente,rimetterebbero in discussione il loro equilibrio generale consolidato nel tempo, fattasalva pero, la disponibilità ad accettare quelle proposizioni dellaltro, che sonoportatrici di risposte potenzialmente valide a domande che nei rispettivi assettineuronali consolidati sono rimaste inevase lasciando situazioni di squilibrioenergetico a livello biochimico.Per chiudere, è bene precisare che quanto anzidetto non inficia la validità delleintuizioni dei grandi pensatori del passato sui comportamenti umani e lefficacia delleanalisi psicologiche. Il fatto che la meditazione e labituazione a comportamenti"salutari" ci portino a vivere di fatto in modo più"salutare", non è in discussione. Laricerca scientifica ci sta solo svelando il loro processi attuativi.Francesco Pelillo

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