Guida alla 55a Biennale di Venezia 2013

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LA GUIDA ALLA 55a BIENNALE D'ARTE VISIVA DI VENEZIA 2013
IL PALAZZO ENCICLOPEDICO

407 pagine
358 immagini

INDICE ARGOMENTI

Il Palazzo Enciclopedico
Spazi espositivi
Backstage
Giardini - Padiglione Centrale
PADIGLIONI NAZIONALI
Padiglione Santa Sede
Padiglione Venezia
ARSENALE - corderie
Padiglione Italia
Leoni d’oro

FUORI BIENNALE

Ahmet Günestekin. Monumentum of Memory
Ai Weiwei – Disposition
Antoni Muntadas. Protocolli Veneziani I
Back to back to Biennale - Free expression
bestiario contemporaneo
Anthony Caro
CROSSOVER
Artisti internazionali + vetro = GLASSTRESS
Guggenehim - STEPHAN BALKENHOL
Guggenehim - Robert Motherwell - i primi collage
Jacob Hashimoto. Gas Giant
Judi Harvest - Denatured: Honeybees+ Murano
Marc Quinn
MATTA. Roberto Sebastian Matta, Gordon Matta,
Clark e Pablo Echaurren Matta
Maxim Kantor
Omar Galiani Il sogno della Principessa Lyu Ji
Rudolf Stingel
Prima Materia
Qiu Zhijie. L’Unicorno e il Dragone
Roy Lichtenstein Sculptor
Tàpies. Lo sguardo dell'artista
The immigrants. Experiment 2
Il Palazzo di Everything + The Salon of Everything
ARMIN LINKE E DONATO DOZZY /RABIH BEAINI
TIME LAPSE
VEDOVA PLURIMO
Vito Acconci Franco Vaccari
Acconci studio intersection
When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013
Where should Othello go?
Manet Ritorno a Venezia

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Guida alla 55a Biennale di Venezia 2013

  1. 1. INDICEIl Palazzo EnciclopedicoSpazi EspositiviBackstageGiardiniPadiglioni NazionaliPadiglione Santa SedePadiglione VeneziaArsenale ‐ CorderiePadiglione ItaliaLeoni d’oroFUORI BIENNALEAhmet Günestekin. Monumentum of MemoryAi Weiwei – DispositionAntoni Muntadas. Protocolli Veneziani IBack to back to Biennale ‐ Free expressionbestiario contemporaneoAnthony CaroCROSSOVERArtisti internazionali + vetro = GLASSTRESSGuggenehim ‐ STEPHAN BALKENHOLGuggenehim ‐ Robert Motherwell ‐ i primi collageJacob Hashimoto. Gas GiantJudi Harvest ‐ Denatured: Honeybees+ MuranoJudi Harvest ‐ Denatured: Honeybees+ MuranoMarc QuinnMATTA. Roberto Sebastian Matta, Gordon Matta,Clark e Pablo Echaurren MattaMaxim KantorOmar Galiani Il sogno della Principessa Lyu JiRudolf StingelPrima MateriaQiu Zhijie. L’Unicorno e il DragoneRoy Lichtenstein SculptorTàpies. Lo sguardo dellartistaThe immigrants. Experiment 2Il Palazzo di Everything + The Salon of EverythingARMIN LINKE E DONATO DOZZY /RABIH BEAINITIME LAPSEVEDOVA PLURIMOVito Acconci  Franco VaccariAcconci studio intersectionWhen Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013Where should Othello go?Manet Ritorno a Venezia
  2. 2. IlPalazzoEnciclopedico
  3. 3. Il Palazzo EnciclopedicoSarà aperta al pubblico da sabato 1° giugno adomenica 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenalela 55. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo IlPalazzo Enciclopedico, curata da Massimiliano Gioni eorganizzata dalla Biennale di Venezia presieduta daPaolo Baratta. La vernice ha luogo nei giorni 29, 30 e31 maggio 2013. La cerimonia di premiazione e diinaugurazione si svolgerà sabato 1° giugno.La Mostra è affiancata da 88 Partecipazioni nazionalinegli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nelcentro storico di Venezia. Sono 10 i Paesi presenti perla prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain,Repubblica della Costa d’Avorio, Repubblica delKosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay e Tuvalu.Novità assoluta è anche la partecipazione della SantaSede con una mostra allestita nelle Sale d’Armi. InPrincipio è il titolo scelto dal Card. Gianfranco Ravasi(Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura) per ilPadiglione curato da Antonio Paolucci (Direttore deiMusei Vaticani).Sia la Santa Sede che l’Argentina, il Sudafrica e gliEmirati Arabi saranno ospitati nei nuovi padiglionirestaurati dalla Biennale nelle Sale d’Armi all’Arsenale.Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dalMinistero per i Beni e le Attività Culturali con laPaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, lebelle arti, l’architettura e l’arte contemporanee - ècurato quest’anno da Bartolomeo Pietromarchi conuna mostra dal titolo “vice versa”.Paolo BarattaPresidente della Biennale di VeneziaPresident of la Biennale di Venezia© Photomovie / Antonello & Montesi
  4. 4. Sono 47 gli Eventi Collaterali ammessi dal curatore epromossi da enti e istituzioni nazionali e internazionalisenza fini di lucro, dislocati in numerose sedi della cittàdi Venezia.Grazie a un accordo tra la Biennale di Venezia e ilTeatro la Fenice è reso possibile il Progetto SpecialeMadama Butterfly. L’ideazione di scene e costumi sonoaffidati all’artista giapponese Mariko Mori, la regia allospagnolo Àlex Rigola che dal 2010 è direttore dellaBiennale Teatro (Teatro la Fenice 21 > 30 giugno e 12> 31 ottobre 2013).• La Mostra InternazionaleIl Palazzo Enciclopedico forma un unico percorsoespositivo che si articola dal Padiglione Centrale(Giardini) all’Arsenale, con opere che spazianodall’inizio del secolo scorso a oggi, e con molte nuoveproduzioni, includendo più di 150 artisti provenienti da38 nazioni.“Nel corso di questi anni – spiega il Presidente PaoloBaratta – nella rappresentazione del contemporaneo ècresciuto il desiderio dei nostri curatori di mettere gliartisti in prospettiva storica o di affinità reciproca,evidenziando legami e relazioni sia col passato, siacon altri artisti del presente. Nello stesso tempo,rispetto all’epoca delle avanguardie, è cresciutasempre più l’attenzione verso l’intensità della relazionetra l’opera e lo spettatore (viewer) il quale, ancorchéscosso da gesti e provocazioni, alla fine ricercanell’arte l’emozione del dialogo con l’opera, che deveprovocare quell’ansia ermeneutica, quel desiderio diandare oltre che ci si attende dall’arte.”“In questa direzione – prosegue Baratta – compie unpasso decisivo questa Biennale che dà vita a unagrande mostra-ricerca. Con Il Palazzo EnciclopedicoMassimiliano Gioni, assai più che portarci un elenco diartisti contemporanei, riflette sulle loro spinte creative esembra portare ancora più avanti il quesito: ma qual èil mondo degli artisti? L’interesse prospettico arriva alpunto da ricercare relazioni con mondi diversi, per cuisono rappresentate opere di artisti contemporanei, maanche opere del passato, riferimenti diversi, lavori chenon hanno la pretesa di opere d’arte, ma che fannoparte degli stimoli a immaginare e sognare oltre larealtà, un’altra realtà. Insomma, quelle visioni chehanno nel tempo classico sollecitato le ‘aspirazioni’degli artisti, nel tempo moderno le ‘ossessioni’ deglistessi, e a dar forma sensibile alle une e alle altre, finoal tempo presente, ove si verifica un vero e propriocapovolgimento. Oggi, ci sembra dire Gioni, è la realtàordinaria a offrire su una tavola imbandita una pletoradi immagini e visioni per l’uso quotidiano, e che tutte cicolpiscono senza possibilità di sfuggirle e che l’artistadovrebbe semmai attraversare restando indenne,come Mosè il Mar Rosso.”La Mostra è ispirata all’utopistica idea creativa diMarino Auriti che nel 1955 depositò all’ufficio brevettistatunitense il progetto di un Palazzo Enciclopedico, unmuseo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tuttoil sapere dell’umanità. Auriti progettò un edificio di 136piani che avrebbe dovuto raggiungere i 700 metri dialtezza e occupare più di 16 isolati della città diWashington.
  5. 5. “L’impresa rimase incompiuta – racconta MassimilianoGioni – ma il sogno di una conoscenza universale etotalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanitàe accomuna personaggi eccentrici come Auriti a moltiartisti, scrittori, scienziati e profeti che hanno cercato –spesso in vano – di costruire un’immagine del mondocapace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza.Oggi, alle prese con il diluvio dell’informazione, questitentativi di strutturare la conoscenza in sistemiomnicomprensivi ci appaiono ancora più necessari eancor più disperati.”“Sfumando le distinzioni tra artisti professionisti edilettanti, tra outsider e insider, l’esposizione adotta unapproccio antropologico allo studio delle immagini,concentrandosi in particolare sulle funzionidell’immaginazione e sul dominio dell’immaginario.Quale spazio è concesso all’immaginazione, al sogno,alle visioni e alle immagini interiori in un’epocaassediata dalle immagini esteriori? E che senso hacercare di costruire un’immagine del mondo quando ilmondo stesso si è fatto immagine?”Il Palazzo Enciclopedico indaga il desiderio di sapere evedere tutto: è una mostra sulle ossessioni e sul poteretrasformativo dell’immaginazione. La mostra si apre alPadiglione Centrale ai Giardini con una presentazionedel Libro Rosso di Carl Gustav Jung. “Nei vasti spazidell’Arsenale – ridisegnati per l’occasione incollaborazione con l’architetto Annabelle Selldorf -l’esposizione è organizzata secondo una progressionedalle forme naturali a quelle artificiali, seguendo loschema tipico delle wunderkammer cinquecentesche eseicentesche.” Dalle numerose opere ed espressionifigurative in mostra, che includono film, fotografie,video, bestiari, labirinti, tavole enciclopediche,performance e installazioni, “emerge una costruzionecomplessa ma fragile, un’architettura del pensierotanto fantastica quanto delirante.”“Il Palazzo Enciclopedico – conclude Gioni – è unamostra in cui si rende manifesta una condizione checondividiamo tutti, e cioè quella di essere noi stessimedia, di essere conduttori di immagini, di esserepersino posseduti dalle immagini.”• Biennale Sessions, il progetto per le UniversitàSi rinnova per il quarto anno consecutivo, e dopo lostraordinario successo degli anni precedenti, il progettoBiennale Sessions che la Biennale dedica alleistituzioni operanti nella ricerca e nella formazione nelcampo delle arti o nei campi affini, Università eAccademie di Belle Arti. Lobiettivo è quello di offrireuna facilitazione a visite di tre giorni da loroorganizzate per gruppi di almeno 50 tra studenti edocenti, con vitto a prezzo di favore, la possibilità diorganizzare seminari in luoghi di mostra offerti gratis,assistenza allorganizzazione del viaggio e soggiorno.Al progetto hanno finora aderito 18 Universitàinternazionali, di cui 5 italiane e 13 straniere, altre 12sono in via di formalizzazione.
  6. 6. Paolo Baratta - foto Francesco Galli
  7. 7. • Meetings on ArtLa Biennale organizza durante tutto il periodo di Mostrail programma di Meetings on Art, una serie diconferenze, spettacoli e dibattiti, arricchiti quest’annodal progetto di Marco Paolini. Artista invitato da Gionialla 55. Esposizione, Paolini racconterà storie epensieri presso lo spazio Álvaro Siza del Giardino delleVergini in Arsenale che ospiterà l’installazione FÉN, unmappamondo di utensili e fieno attorno al quale Paolinipresenterà le sue performance. In programma allaripresa autunnale quattro appuntamenti centrati sulmito dell’artista autodidatta, L’esistenza è altrove;sull’antropologia delle immagini e della storia dell’arte,Immagine-mondo; sulle Enciclopedie e altri viaggidell’immaginazione, Niente è più dolce che saperetutto. L’ultimo incontro, Let’s Talk About Us, è fissatoper il 24 novembre 2013, giorno di chiusura della 55.Esposizione.In merito a questi due progetti della Biennale, ilPresidente Baratta afferma: “Desideriamo che la visitafaccia parte dellattività curriculare degli studenti e chela Biennale rappresenti un luogo di ricerca dove siosserva, si sviluppano riflessioni, si elaborano deiprogetti.”Anche per il 2013 è prevista l’attività Educational che sirivolge a singoli e gruppi di studenti delle scuole di ogniordine e grado, delle università e delle accademiedarte, professionisti, aziende, esperti, appassionati efamiglie. Le iniziative, condotte da operatori selezionatie formati dalla Biennale di Venezia, mirano a uncoinvolgimento attivo dei partecipanti e si suddividonoin Percorsi Guidati e Attività di Laboratorio.La cerimonia di premiazione e inaugurazione della 55.Esposizione avrà luogo sabato 1° giugno ai Giardinialle ore 11, con la consegna dei Leoni d’oro allacarriera a Maria Lassnig e Marisa Merz, e dei premiufficiali assegnati dalla giuria internazionale compostada Jessica Morgan (Gran Bretagna) Presidente, SofíaHernández Chong Cuy (Messico), FrancescoManacorda (Italia), Bisi Silva (Nigeria), Ali Subotnick(Stati Uniti).• Il catalogo e la guidaIl catalogo della 55. Esposizione si compone di duevolumi (pp. 756): il primo, dedicato allEsposizioneInternazionale, contiene riproduzioni delle opere degliartisti in Mostra, testi monografici sugli artistipartecipanti e una sezione speciale di saggi, coordinatida Sina Najafi e Jeffrey Kastner della rivista Cabinet,nella quale storici dell’arte, filosofi, accademici escrittori affrontano, descrivono e discutono varie formedi ossessione, sistemi di conoscenza, avventure delsapere e altri viaggi dell’immaginazione. Il secondovolume è dedicato alle Partecipazioni Nazionali e agliEventi Collaterali. La guida completa e dettagliata allaMostra (pp. 304) è uno strumento indispensabile per lavisita: contiene scritti monografici su tutti gli artistiinvitati alla 55. Esposizione e include oltre 150 voci,testi e informazioni utili su tutti i Padiglioni Nazionali egli Eventi Collaterali. Entrambi i prodotti editoriali sonorealizzati da Marsilio Editori.
  8. 8. Le giornate di vernice e gli appuntamenti organizzatinel corso della 55. Esposizione saranno documentatiin un ampio palinsesto composto da reportage e video-interviste realizzato da Ultrafragola tv, visibile sulMediacenter del sito istituzionale www.labiennale.org.La 55. Esposizione Internazionale d’Arte è realizzataanche con il sostegno di Swatch, partner dellamanifestazione, e di Enel, Japan TobaccoInternational, Foscarini, Vela-Hello Venezia, illycaffè,Ferrovie dello Stato Italiane e Gi Group.Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & HamiltonLLP.Si ringrazia il Ministero per i Beni e le Attività Culturaliche in un momento non facile per la finanza pubblicamantiene il suo decisivo supporto, le Istituzioni delterritorio che in vario modo sostengono la Biennale, laCittà di Venezia, la Regione del Veneto. Si estende ilringraziamento alle Autorità a vario titolo coinvolte einteressate alle strutture nelle quali la Biennale operanelle sue manifestazioni, dalla Marina Militare alleSoprintendenze veneziane.Grazie al team di Massimiliano Gioni e alla strutturadella Biennale che si sono impegnati tutti nellarealizzazione della Mostra. Un ringraziamento va ainumerosi donors, particolarmente importanti nellarealizzazione della 55. Esposizione.
  9. 9. spazi espositivi
  10. 10. Biblioteca della Biennale ‐ ASACPadiglione Centrale ‐ Giardini, VeneziaPhoto: Giorgio Zucchiatti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia
  11. 11. Biblioteca della Biennale ‐ ASACPadiglione Centrale ‐ Giardini, VeneziaPhoto: Giorgio Zucchiatti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia
  12. 12. Biblioteca della Biennale ‐ ASACPadiglione Centrale ‐ Giardini, VeneziaPhoto: Giorgio Zucchiatti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia
  13. 13. Sala ChiniCiclo pittorico la Civiltà Nuova, 1909Padiglione Centrale, GiardiniCourtesy la Biennale di Venezia
  14. 14. Sala ChiniCiclo pittorico la Civiltà Nuova, 1909Padiglione Centrale, GiardiniCourtesy la Biennale di Venezia
  15. 15. Sala Chinifoto G. Zucchiatti
  16. 16. Padiglione CentraleGiardini della Biennale2010Photo: Giulio SquillacciottiCourtesy: la Biennale di Venezia
  17. 17. Padiglione CentraleGiardini della Biennale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia
  18. 18. CorderieArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  19. 19. CorderieArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  20. 20. CorderieArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  21. 21. ArtiglierieArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  22. 22. ArtiglierieArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  23. 23. GaggiandreArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  24. 24. GaggiandreArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  25. 25. GaggiandreArsenale2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia 
  26. 26. Padiglione ItaliaArsenale 2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia
  27. 27. Padiglione ItaliaArsenale 2010 ‐ Photo: Giulio Squillacciotti ‐ Courtesy: la Biennale di Venezia
  28. 28. backstage
  29. 29. Massimiliano GioniCurator of the 55th International Art Exhibition – la Biennale di VeneziaCuratore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di VeneziaInstallation view Il Palazzo EnciclopedicoPhoto by Francesco Galli ‐ Courtesy la Biennale di Venezia
  30. 30. Massimiliano GioniCurator of the 55th International Art Exhibition – la Biennale di VeneziaCuratore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di VeneziaInstallation view Il Palazzo EnciclopedicoPhoto by Francesco Galli ‐ Courtesy la Biennale di Venezia
  31. 31. Massimiliano GioniCurator of the 55th International Art Exhibition – la Biennale di VeneziaCuratore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di VeneziaInstallation view Il Palazzo EnciclopedicoPhoto by Francesco Galli ‐ Courtesy la Biennale di Venezia
  32. 32. Massimiliano GioniCurator of the 55th International Art Exhibition–la Biennale di VeneziaCuratore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte –la Biennale di VeneziaInstallation viewIl Palazzo EnciclopedicoPhoto by Francesco Galli ‐Courtesyla Biennale di Venezia
  33. 33. Massimiliano GioniCurator of the 55th International Art Exhibition–la Biennale di VeneziaCuratore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte –la Biennale di VeneziaInstallation viewIl Palazzo EnciclopedicoPhoto by Francesco Galli ‐Courtesyla Biennale di Venezia
  34. 34. Massimiliano GioniCurator of the 55th International Art Exhibition – la Biennale di VeneziaCuratore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di VeneziaInstallation view Il Palazzo EnciclopedicoPhoto by Francesco Galli ‐ Courtesy la Biennale di Venezia
  35. 35. giardiniJosé Antonio Suarez LondonoFranz Kafka, Diarios II 1914‐1923, 2000Particolare dell’installazione, Giardini (Padiglione centrale)Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  36. 36. Il Palazzo Enciclopedico di Massimiliano Gionicomincia nel Padiglione Centrale ai Giardini dellaBiennale.Fulcro della Mostra è Libro Rosso di Carl Gustav Jung,un testo calligrafico ed illustrato: un libro di sogni,visioni fantastiche e premonizioni a cui lo psichiatrasvizzero lavorò per più di 16 anni, secondo la praticadellimmaginazione attiva che lo stesso Jung teorizzòcome strumento di scoperta ed analisi dellinconscio.Lopera originale, del 1913, è per la prima volta inItalia.Il Padiglione Centrale propone opere che cercano didare visibilità allimmateriale e tradurre in immagini ildialogo col divino: come lartista svedese Hilma afKlimt che sosteneva di dipingere cartografiedelluniverso suggeritele in sogno da vocisoprannaturali o Augustine Lesage artista naïfinterpreta simbolicamente luniverso seguendo unasorta di scrittura automatica.Anche limmaginare, il predire il futuro sono temiricorrenti nellesposizione, di Alistar Crowley è presentecon una serie rarissima di schizzi per i tarocchi.La Mostra raccoglie cosmogonie private, come quelleapocalittiche di Fredrich Schröder-Sonnenstern, eimmagini religiose: fra le opere più preziose i GiftDrawings, disegni estatici che le comunità americaneShaker realizzano sotto linflusso di voci divine e leprime raffigurazione degli sciamani delle IsoleSalomone, popolate da demoni e divinità in lotta con lecreature marine, raccolte da un antropologo negli anni30.La rappresentazione dellinvisibile ritorna anche neipersonaggi-talismano che Guo Fengyi dipingeva percurarsi dal cancro o bloccare lepidemia di Sars (comenei fogli in esposizione) e in quelle di Emma Kunz,nelle icone religiose e nelle danze macabre di Jean-Frédéric Schnyder.Aristi riconosciuti e autodidatti lontani dai circuiti ufficialidellarte che si affiancano. Cè questa voglia nellaMostra di sottolineare che tutti sono-siamo outsider.Come nellopera video di Artur Żmijewski che invita deinon vedenti a dipingere una natura non vista mapercepita.Un simile senso di stupore cosmico pervade molte altreopere, dai film di Melvin Moti che studia le schegge diuranio, alle riflessioni sulla natura di Laurent Montaronintenta a ritrarre il mare del nord in tutte le condizionimeteorologiche, fino alle vedute di Thierry De Cordier.E Il Palazzo Enciclopedico confonde le così dette artialte con le arti basse, ecco dunque le sculture inceramica di Ron Nagle, le intricate geometrie floreali diAnna Zemánková, Geta Brătescu che tesse mappeimmaginarie e i palinsesti dipinti di Varda Caivano perdescrivere un mondo interiore in cui forme naturali epresenze immaginarie si sovrappongono. Il desiderio diconoscenza significa anche conoscere se stessi equindi lautoritratto diviene la cifra delluniverso nelleopere di Maria Lassnig e Marisa Merz, entrambevincitrici questanno del Leone d’Oro alla carriera, cheda molti anni indagano la profondità della loro psiche ele metamorfosi del loro corpo.
  37. 37. Altri temi centrali della Mostra sono la scrittura e ildisegno del fantastico e molti sono gli artisti invitati alavorare sui libri: Christiana Soulou ha illustrato glianimali fantastici catalogati da Jorge Luis Borges,mentre José Antonio Suárez Londoño traduce inimmagini i diari di Franz Kafka. Di Roger Caillois,scrittore surrealista, è presente la collezione completadelle sue pietre “frammenti delluniverso in cui simescolano geologia e misticismo”.Parte importante del percorso del Padiglione Centraleè la raccolta di circa 40 disegni di Rudolf Steiner,filosofo pedagogo di inizio 900, che tenne più di 5000conferenza per ciascuna delle quali creava disegni sulavagne che ci rivelano un desiderio ossessivo di volerdescrivere e comprendere il mondo intero attraversodelle equazioni.Una mostra di ossessioni, di artisti che creano mondiprivati e assai diversi, come Morton Bartlett che hapassato la vita a fotografare e a giocare con 16bambole-manichino dallaspetto inquietante costruiteda lui stesso, James Castle, Peter Fritz impiegatoaustriaco, che ha creato 387 modellini di caseinesistenti e tutte differenti con materiali di recupero eAchilles Rizzoli che ha rappresentato architetturefantastiche ma che descrive come ritratti di persone.Ma anche una riflessione sul collezionare e suldesiderio di accumulare come per i 68 libri di ShinroOhtake, che ogni anno compone un libro di immaginitrovate e lautobiografia visiva i Carl Andre, una sorta diantologia di immagini che hanno contraddistinto la suavita e formazione artistica.Verso la fine del Padiglione Centrale, la Mostra siconcentra sul rapporto fra interno ed esterno,inclusione ed esclusione. Una serie di opere indaganoil ruolo dell’immaginazione nelle carceri, RossellaBiscotti, e negli ospedali psichiatrici, Eva Kotaktova.Unaltra forma di reclusione è quella con cui siconclude il percorso ai Giardini: i disegni di WalterPichler (primo artista invitato da Gioni a parteciparealla Biennale, ma tristemente scomparso lo scorsoanno) a cui lartista ha dedicato lintera sua vita:progetti di abitazioni concepiti per le sue sculture, quasifossero creature viventi provenienti da un altro pianeta.Il Padiglione Centrale ai Giardini questanno apre lesue porte inaugurando la volta del vestibolo il cuirecente restauro ha finalmente riportato alla luce il ciclopittorico La Civiltà nuova di Galileo Chini (1873-1956)
  38. 38. Diego PerroneVittoria (Adolfo Wildt), 2013Particolare dell’installazione ‐ Photo by Francesco Galli ‐ Courtesy by la Biennale di Venezia
  39. 39. Diego PerroneVittoria (Adolfo Wildt), 2013Particolare dell’installazione ‐ Photo by Francesco Galli ‐ Courtesy by la Biennale di Venezia
  40. 40. Evgenij Kozlov (E‐E)The Leningrad Album, 1967–73Particolare dell’installazione, Giardini (Padiglione centrale)Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  41. 41. Collezione Hugo A. Bernatzik 1932‐1937Opere grafiche del sudest asiatico e dalla Melanesia, GiardiniParticolari dell’installazionePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  42. 42. Imran QureshiModerate EnlightenmentParticolari dell’installazione, GiardiniPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  43. 43. Jean‐Frédéric SchnyderApocalypso, 1976–78Particolare dell’installazione Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  44. 44. Levi Fisher Amesparticolare dellInstallazione, Giardini (Padiglione Centrale)Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  45. 45. Marisa MerzTesta, 1984‐95Senza titolo, 2004Senza titolo, 1981–82Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  46. 46. Morton BartlettUntitled (doll)particolare dellInstallazione, Giardini (Padiglione centrale) ‐ Photo by Francesco Galli ‐ Courtesy by la Biennale di Venezia
  47. 47. Oliver Croyand Oliver ElserThe 387 Houses of Peter Fritz (1916–1992), InsuranceClerkfrom Vienna, 1993–2008Photo By Francesco Galli ‐Courtesyla Biennale di Venezia
  48. 48. Peter Fischli and David WeissPlötzlich diese Übersicht[Suddenly This Overview], 1981‐ Argilla cruda, circa 180 sculture ‐ Photo By Francesco Galli ‐ Courtesy la Biennale di Venezia
  49. 49. René IchéMask of Breton, ca. 1950Particolare dell’installazione, Giardini (Padiglione centrale) ‐ Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  50. 50. Richard SerraPasolini, 1985Particolare dell’installazione, Giardini (Padiglione centrale)Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  51. 51. Collezione di pietre di Roger Caillois158 pietreStone Collection of Roger Caillois158 stonesPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  52. 52. Rudolf SteinerVarious blackboard drawings, 1923Gesso su carta near ‐ Chalk on black paperPhoto By Francesco Galli ‐ Courtesy la Biennale di Venezia
  53. 53. Sarah LucasDacre, 2013 ‐Hoolian, 2013 ‐Nahuiolin, 2013 ‐Nduda, 2013 ‐Patrick More, 2013 ‐Realidad, 2013Tutte le opere fusion di bronzo ‐Photo by Francesco GalliCourtesyby la Biennale di Venezia
  54. 54. Shinro OhtakeScrapbooks #1‐66, 1977–2012Libri d’artista in materiali vari ‐ Mixed media artist booksPhoto by Francesco Galli ‐ Courtesy by la Biennale di Venezia
  55. 55. PADIGLIONI NAZIONALI
  56. 56. ARGENTINAPadiglione ArgentinaEva – Argentina. Una metafora contemporaneaNicola CostantinoParticolari della performancePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  57. 57. AUSTRALIAPadiglione AustraliaHere art grows on treesSimryn GillPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  58. 58. AUSTRIAPadiglione AustriaMathias Poledna‐ Imitation of LifeMathias PolednaParticolari del padiglionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  59. 59. BAHAMAS Tavares Strachan
  60. 60. BELGIOPadiglione BelgioKreupelhout‐CripplewoodBerlinde De BruyckerePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  61. 61. BRASILEPadiglione BrasileInside/OutsideHélio FervenzaOdires MlàszhoBruno MunariMax BillLygia ClarkParticolari del PadiglionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  62. 62. CANADAPadiglione CanadaShary Boyle: Music for SilenceShary BoylePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  63. 63. CILEPadiglione del CileVenezia, VeneziaAlfredo Jaar, Particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  64. 64. COSTA D’AVORIO Padiglione Costa d’AvorioTraces and signsFrédréric Bruly BouabréTamair DiaJems Robert Koko BiFranck FannyParticolari della performancePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  65. 65. DANIMARCAPadiglione  DanimarcaIntercoursesJusper JustPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  66. 66. EGITTOPadiglione EgittoTreasuries of KnowledgeKhaled ZakiMohamed BanawyParticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  67. 67. EMIRATI ARABIPadiglione Emirati Arabi UnitiWalking on waterMohammed KazemParticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  68. 68. FINLANDIAPadiglione Alvar Aalto FinlandiaFalling TreesAnnti LaitinenVedute esterne del Padiglione e dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  69. 69. FRANCIA Padiglione FranciaRavel Ravel UnravelAnri SalaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  70. 70. GEORGIAPadiglione GeorgiaKamikaze LoggiaGio SumbadzeKamikaze LoggiaParticolare dell’Installazione architettonicaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  71. 71. GERMANIAPadiglione GermaniaAi WeiweiParticolare installazione Photo by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  72. 72. GIAPPONE Padiglione GiapponeAbstract speaking – sharing uncertainty and collectice actsKoki TanakaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  73. 73. GRAN BRETAGNAPadiglione Gran BretagnaEnglish MagicJeremy DellerPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  74. 74. GRECIAPadiglione  GreciaHistory ZeroStefanos TsivopoulosPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  75. 75. Padiglione IILAEl Atlas del ImperioSonia FalconeCampo de Color, 2012Particolare dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di VeneziaIILA
  76. 76. INDONESIARepubblica d’IndonesiaSaktiEntang WiharsoThe Indonesian: No Time To Hide, 2012‐ 2013‐05‐30Particolare dell’installazioneSri AstariDancing the Wild Seas, 2012‐2013Eko NugrohoPenghaust Badai‐Badai, 2012Particolare dell’installazione Photo by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  77. 77. ISRAELEPadiglione IsraeleThe WorkshopGilad RatmanPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  78. 78. KENIAPadiglione KenyaReflective Nature# a new primari enchanting sensitivityKivuthi MbunoArmando TanziniChrispus Wangombe WachiraFan BoLuo Ling & Li ukeLi WeiHe WenlingChen WenlingFeng ZengjieCésar MeneghettiPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  79. 79. LETTONIAPadiglione LettoniaNorth by NortheastKaspar PodnieksRommel’s diary, 2013Particolare dell’esposizionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  80. 80. LIBANOPadiglione LibanoLetter to a Refusing PilotAkram ZaatariParticolare dell’esposizionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  81. 81. MALDIVEPadiglione MaldivePortable NationDisappareance as Work in progress – Approaches to Ecological RomanticismPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  82. 82. NUOVA ZELANDAPadiglione Nuova ZelandaFront Door Out BackBill CulbertPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  83. 83. PAESI NORDICIPadiglione Paesi Nordici(Finlandia)Falling TreesTerike HaapojaParticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  84. 84. POLONIAPadiglione PoloniaEverything Was Forever, Until It Was No MoreKonrad SmolenskiVedute del Padiglione e particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  85. 85. Padiglione PortogalloTrafaria PraiaJoana VasconcelosPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di VeneziaPORTOGALLO
  86. 86. REGNO DEL BAHREINPadiglione Regno del BahrainIn a world of tour ownMariam HajiThe Victory, 2013Particolari dell’installazioneWaheeda MalullahParticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  87. 87. REPUBBLICA CECA E SLOVACCAPadiglione Repubblica Ceca e SlovaccaPetra FeriancovaAn Order of Things II, 2013Photo by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  88. 88. REPUBBLICA DI COREAPadiglione Repubblica di CoreaTo breathe: BottariKismoojaTo Breathe: Zouz, 2010Photo by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  89. 89. REPUBBLICA POPOLARE CINESE
  90. 90. ROMANIAPadiglione RomaniaAn Immaterial Retrospective of The Venice BiennaleAlexandra PiriciManuel PelmusParticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  91. 91. RUSSIAPadiglione RussiaVanima Zakharov: DanaeVanima ZakharovPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  92. 92. SPAGNAPadiglione SpagnaLara AlmarceguiLara AlmarceguiParticolare dell’InstallazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  93. 93. STATI UNITIPadiglione Stati UnitiSarah SzeSarah SzePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  94. 94. SUDAFRICAPadiglione SudafricaImaginary Fact: Contemporary South African Art and the ArchiveJoanne BlochWim BothaDavid KoloaneDonna KukamaSam NhlengethwaGerhard Marx, Maja Marx e Philip MillerZanele MuholiJohannes PhokelaCameron PlatterAndrew PutterAthi‐Patra RugaPenny SiopisKemang wa LehulereJames WebbSue WilliamsonNelisiwe Xabaparticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  95. 95. SVIZZERAPadiglione SvizzeraValentin CarronPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  96. 96. TURCHIAPadiglione TurchiaResistanceAli Kazmaparticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  97. 97. URUGUAYPadiglione UruguayWilfredo Dìaz Valdéz: Time (Time) TimeWilfredo Dìaz ValdézParticolare dell’ installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  98. 98. VENEZUELAPadiglione VenezuelaEl arte urbano. Una estética de la subversionPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  99. 99. ZIMBABWEPadiglione dello ZimbaweDudziroRashid JogeePortia ZvavaheraVirginia ChihotaVoti ThebeMichele MathisonPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  100. 100. Padiglione Santa Sede
  101. 101. Padiglione Santa SeteIn PrincipioJosef Koudelkaparticolare dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di VeneziaÈ la prima volta per la Santa Sede nella Biennaled’Arte contemporanea di Venezia, ed è un veroexploit inatteso e coraggioso. Se non fosse che ilcuratore, il direttore dei Musei Vaticani AntonioPaolucci, ha voluto strafare, portando moltomateriale disomogeneo, e se avesse invecedeciso di concentrarsi su un’opera sola, labellissima installazione del gruppo milaneseStudio Azzurro, sarebbe stato forse uno dei trepadiglioni meglio riusciti di questa 55maBiennale di Venezia.In apertura, ad accogliere il visitatore, ci sonotre opere di Tano Festa, tre dipinti ispirati allaCappella Sistina di Michelangelo. Segue, Inprincipio (e poi), quattro schermi, uno a terra etre su tre pareti in cui defilano immagini inmovimento di carcerati della prigione di Milano‐Bollate. Non appena vengono toccati con lemani, si arrestano e si avvicinano allospettatore, raccontando una loro storia. Che sianella babele delle lingue globali, con sussurri ocon il linguaggio dei gesti.
  102. 102. Era molto tempo che il gruppo Studio Azzurro nonfaceva parlare di sé, dopo che la retrospettiva a loroconsacrata dal Palazzo delle Esposizioni nel 1999aveva marcato un punto importante perl’affermazione di un lavoro decennale, nella critica.Ora tornano, e con la solita, notevole efficacia, nelcontesto imprevedibile del padiglione vaticano,mostrando quanto spiritualità e artecontemporanea non siano realtà distanti e nonparlino linguaggi affatto contraddittori.Ottima, quindi, la scelta di Paolucci. Meno buona,forse, quella di proseguire con l’estetizzante JosefKoudelka, con enormi foto in cinemascope, cheritraggono la desolante azione violenta dell’uomosugli elementi, sulla natura. E sempre poco buona,poi, quella di aggiungere al tutto i lavori diLawrence Carroll, assolutamente dignitosi maassociati a un insieme che suona, purtroppo,cacofonico. Un piccolo “caos” forse ispirato a quellodella Genesi, che è il tema complessivo delpadiglione, ma che nella qualità delle scelte lasciasperare in grandi cose per la prossima edizione.Padiglione Santa SeteIn PrincipioJosef Koudelkaparticolare dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  103. 103. Padiglione Santa SeteIn PrincipioJosef Koudelkaparticolare dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesyby la Biennale di Venezia
  104. 104. Padiglione Santa SeteIn PrincipioJosef Koudelkaparticolare dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesyby la Biennale di Venezia
  105. 105. Padiglione Santa SeteIn PrincipioJosef Koudelkaparticolare dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  106. 106. Padiglione Santa SeteIn PrincipioLawrence CarrollUntitled, 201particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  107. 107. Padiglione Santa SeteIn PrincipioLawrence CarrollUntitled, 201particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  108. 108. Padiglione Santa SeteIn PrincipioLawrence CarrollUntitled, 201particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  109. 109. Padiglione Santa SeteIn PrincipioLawrence CarrollUntitled, 201particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  110. 110. Padiglione Santa SeteIn PrincipioStudio AzzurroIn principio (e poi), 2013particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  111. 111. Padiglione Santa SeteIn PrincipioStudio AzzurroIn principio (e poi), 2013particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  112. 112. Padiglione Santa SeteIn PrincipioStudio AzzurroIn principio (e poi), 2013particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  113. 113. Padiglione Santa SeteIn PrincipioStudio AzzurroIn principio (e poi), 2013particolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  114. 114. Padiglione Santa SeteIn PrincipioTano Festaparticolari dell’installazionePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  115. 115. Padiglione Santa SeteIn PrincipioTano FestaIngressoFoto Francesca Boschetti© Collezione Jacorossi, Roma
  116. 116. Padiglione Santa SeteIn PrincipioTano FestaIngressoFoto Francesca Boschetti© Collezione Jacorossi, Roma
  117. 117. Padiglione Santa SeteIn PrincipioTano FestaIngressoFoto Francesca Boschetti© Collezione Jacorossi, Roma
  118. 118. padiglione veneziaIl Padiglione Venezia, nel presentare la mostra diquest’anno, riprende con forza l’originaria vocazionedella struttura nata per ospitare le eccellenze nelle artidecorative, e rende omaggio attraverso cinque artistiattivi tra l’Italia e l’Oriente all’“arte soffice”: latessitura.Attraverso le “vie della seta” terrestri principalmente,ma anche marittime, che fin dall’antichità univanoOriente e Occidente, si trasportavano i prodottiricercati dalle élites europee, ma anche fedi, culture,tecnologie.Venezia fu punto di arrivo di questi traffici, sia nelle suebasi commerciali, da Bisanzio alla Persia, al MedioOriente, sia nella stessa Dominante. E, già a partire dalXII secolo, divenne anche centro produttivo di tessutipreziosi, realizzando ben presto manufatti di talequalità e invenzione che, invertendo il flusso, venivanoesportati per la piazza di Costantinopoli.I partner Bevilacqua, Fortuny e Rubelli, eccellenze diVenezia e prosecutori del successo di quegli artigianiper l’alta professionalità, ancora oggi, nonostante itempi difficili, operano, producono, creano nel solco diuna grande eredità.Padiglione VeneziaSilk mapAES + FMarya KazounMimmo RoselliMarialuisa TadeiYiquing YinVedute esterne e particolari dell’installazioneRitratti di Mimmo RoselliPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  119. 119. Gli artisti selezionati, di diversissime provenienze, daoriente a occidente, sono stati invitati a rapportarsi conle loro moderne produzioni che portano con sé e in séun passato di scambi, di innovazioni tecniche, di motividecorativi antichissimi, ma anche una grande capacitàdi rinnovarsi e di sperimentare nuove strade diispirazione.AES+F, Anahita Razmi, Marya Kazoun, Mimmo Roselli,Marialuisa Tadei, Yiqing Yin, coordinati dal DirettoreArtistico Ewald Stastny si cimentano con questatradizione e con questo viaggio di saperi lungo le vied’Oriente, reinventando materiali tradizionali e/oimmaginando invenzioni libere, andando così a crearesei opere esclusive per il Padiglione e la città.Padiglione VeneziaSilk mapAES + FMarya KazounMimmo RoselliMarialuisa TadeiYiquing YinVedute esterne e particolari dell’installazioneRitratti di Mimmo RoselliPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  120. 120. Padiglione VeneziaSilk mapAES + FMarya KazounMimmo RoselliMarialuisa TadeiYiquing YinVedute esterne e particolari dell’installazioneRitratti di Mimmo RoselliPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  121. 121. Padiglione VeneziaSilk mapAES + FMarya KazounMimmo RoselliMarialuisa TadeiYiquing YinVedute esterne e particolari dell’installazioneRitratti di Mimmo RoselliPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  122. 122. Padiglione VeneziaSilk mapAES + FMarya KazounMimmo RoselliMarialuisa TadeiYiquing YinVedute esterne e particolari dell’installazioneRitratti di Mimmo RoselliPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  123. 123. ARSENALE ‐ corderie
  124. 124. Albert OehlenSenza titolo, 2009particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  125. 125. Albert OehlenSenza titolo, 2009particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  126. 126. Albert OehlenSenza titolo, 2009particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  127. 127. Alice ChannerReptiles, 2012particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  128. 128. Archivio Foto Cindy ChermanAlbum fotograficiPhotographic AlbumsPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  129. 129. Arthur Bispo do RosárioTutte le opere senza dataAll works undatedPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  130. 130. Carol RamaPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  131. 131. Archivio Foto Cindy ChermanAlbum fotograficiPhotographic AlbumsPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  132. 132. Christopher WilliamsAngola to Vietnam*, 198928 stampe alla gelatina d’argento28 gelatin silver printsRingier Collection, SwitzerlandPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  133. 133. Channa HorowitzSolo Szenen (Aaaoli), 1997‐1998particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  134. 134. Charles RayFall ’91, 1992 particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  135. 135. Duane HansonBus Stop Lady, 1983Polivinile reso policromo nell’olio, materiali varicon accessoryPolyvinyl polychromed in oil, mixed media withaccessoriesPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  136. 136. Drossos P. SkyllasThree Sisters, ca. 1950–53Olio su telaOil on canvasCollection Robert M. Greenberg and Corvova LeePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  137. 137. Danh VoPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  138. 138. Daniel HesidenceUntitled (Maritime Spring), 2012Untitled (Maritime Spring), 2012Untitled (Maritime Spring), 2012Tutte le opere olio su telaAll works oil on canvasPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  139. 139. Dieter RothSolo Szenen (Aaaoli), 1997‐1998particolare dellInstallazione, ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  140. 140. Erik van LieshoutHealing (2013)video,ArsenalePhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  141. 141. Eduard SpelteriniTutte le opere stampe a getto d’inchiostro a pigmentiAll works pigment inkjet printPhoto by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  142. 142. Enrico BajDama, 1961Courtesy Archivio BajFemme habille・ 1961Courtesy Archivio BajMa petite, 1961Courtesy Fondazione Marconi, MilanoPussy‐cat, 1965Courtesy Fondazione Marconi, MilanoDiane de Poitiers, 1966Photo by Francesco GalliCourtesy by la Biennale di Venezia
  143. 143. Paweł AlthamerVenetians, 201390 sculture, costruite in plastica su anima di metallo90 sculptures, plastic on metal constructionPhoto By Francesco GalliCourtesy la Biennale di Venezia
  144. 144. Roberto CuoghiBelinda, 2013Photo by Francesco GalliCourtesy la Biennale di Venezia
  145. 145. Rossella BiscottiI dreamt that you changed into a cat… gatto… ha ha ha, 2013particolare dellInstallazione in compost, Arsenale
  146. 146. padiglione italia
  147. 147. Il Padiglione Italia alla 55. Esposizione Internazionaled’Arte della Biennale di Venezia presenta vice versa,un viaggio ideale nell’arte italiana di oggi, un itinerarioper raccontare identità, storie e paesaggi – reali eimmaginari – esplorando la complessità e lestratificazioni che caratterizzano la vicenda artistica eculturale del Paese.Il Padiglione Italia, realizzato dalla Direzione Generaleper il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’artecontemporanee del Ministero per i Beni e le AttivitàCulturali, attraverso il Servizio architettura e artecontemporanee, è a cura di Bartolomeo Pietromarchiche così descrive la mostra: “Un ritratto dell’arterecente letta come un atlante di temi e di attitudini indialogo con l’eredità storica e l’attualità, con ladimensione locale e quella internazionale. Un dialogoincrociato di corrispondenze, derivazioni e differenzetra figure di maestri riconosciuti e artisti dellegenerazioni successive. Una topografia inedita, checonsente di rileggere alcune traiettorie fondamentalidell’arte italiana recente, di rintracciare percorsidimenticati, di sanare amnesie culturali e dare nuovavisibilità ad autori solitari”.“Il movente ideativo e la determinazione concettualeche sostengono l’intervento del Ministero per i Beni e leAttività Culturali all’interno della Biennale di Veneziacon la promozione del Padiglione Italia – afferma ilcommissario Maddalena Ragni –contribuiscono acostruire una piattaforma di confronto non più solo suitemi dellaconservazione, della valorizzazione e dellapromozione, a cui tradizionalmente il Ministeroè tenutoa rispondere, ma anche sulla nuova e determinantequestione della fruizione. Sioffrono, così, occasioni diriflessione che alimentano il dibattito sull’artecontemporanea esostengono posizioni e letture criticheattuali, in continuità con le premessedell’EsposizioneInternazionale d’Arte nella suacomplessità”.La mostra si articola in sette ambienti (sei stanze e ungiardino): ciascuno ospita illavoro di dueartisti,associati in base all’affinità delle rispettivepoetiche e dal comuneinteresse per temi, idee,pratiche.Seguendo un concetto teorizzato da Giorgio Agambennel volume Categorie italiane. Studidi Poetica (1996),in cui il filosofo sostiene che per interpretare la culturaitaliana sia necessario individuare una “serie di concettipolarmente coniugati” capaci di descrivernelecaratteristiche di fondo, il curatore ha individuato settebinomiintorno ai quali sistruttura il progetto:corpo/storia, veduta/luogo, suono/silenzio,prospettiva/superficie,familiare/estraneo,sistema/frammento e tragedia/commedia.Il ritorno alla centralità del tema della storia, vissuta erestituita attraverso il filtro delproprio corpo e dellapropria biografia personale, emerge in FrancescoArena e FabioMauri; l’importanza della relazione cheintercorre tra sguardo e percezione delpaesaggio,come luogo della memoria e spaziocollettivo, caratterizza il lavoro di Luigi Ghirri e LucaVitone; il rapporto fra suono e silenzio, che esploral’ambito dell’eccedenza sensibile, contraddistingue lericerche di Massimo Bartolini e Francesca Grilli;mentre la connessione tra prospettiva e superficie,illusione e artificio, dove l’opera resta in bilicosulla soglia tra spazio reale e spazio rappresentato, siritrova nei lavori di Giulio Paolini e Marco Tirelli.
  148. 148. Gianbartolomeo PietromarchiPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  149. 149. Il rapporto tra immaginario collettivo, cultura popolare ebiografia personale – riassunto nel binomiofamiliare/estraneo – è affrontato da Flavio Favelli eMarcello Maloberti; la relazione tra sistema eframmento, che introduce alla riflessionesull’archivio e sull’ossessione per la classificazione,l’elenco e la raccolta, sta alla base delle opere diGianfranco Baruchello e Elisabetta Benassi; infinel’attualità della classica distinzione tragedia/commediacalata nella realtà contemporanea accomuna la ricercadi Piero Golia e Sislej Xhafa.In un dialogo tra artista e artista e tra stanza e stanza,la mostra, che presenta opere per lo più prodotteappositamente per l’occasione – dodici su quattordici –, si propone come una piattaforma di riflessione intornoai caratteri e alle contraddizioni della cultura italiana,restituendo alla nostra arte recente quella complessitàvitale, fatta di intuizioni e contraddizioni, che nel giocodel vice versa trova uno dei suoi elementi fondanti,affermando il proprio statuto di originalità e il rilievointernazionale che le compete.Il catalogo che accompagna la mostra, edito in doppialingua (italiano e inglese), contiene una riflessione sullastruttura del percorso espositivo a firma del curatore,Bartolomeo Pietromarchi, e sezioni dedicate ai singoliartisti, complete di schede tecniche e informazioni sullaloro ricerca.La pubblicazione è arricchita da sette saggi – dedicatiai sette temi intorno ai quali si struttura il progetto –, afirma di Marco Belpoliti, Stefano Catucci, StefanoChiodi, Andrea Cortellessa, Gabriele Guercio, RiccardoVenturi e Elena Volpato.Artisti:Francesco Arena, Massimo Bartolini,Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi,Flavio Favelli, Luigi Ghirri, Piero Golia,Francesca Grilli, Marcello Maloberti, FabioMauri, Giulio Paolini, Marco Tirelli, Luca Vitone,Sislej Xhafa.
  150. 150. Bartolomeo Pietromarchi e Massimo Brayfoto G. ZucchiattiCourtesy by la Biennale di Venezia
  151. 151. Elisabetta Benassifoto G. ZucchiattiCourtesy by la Biennale di Venezia
  152. 152. Elisabetta Benassifoto G. ZucchiattiCourtesy by la Biennale di Venezia
  153. 153. Fabio MauriPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  154. 154. Fabio MauriPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  155. 155. Fabio MauriPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  156. 156. Fabio MauriPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  157. 157. Giulio PaoliniPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  158. 158. Marcello MalobertiPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  159. 159. Marcello MalobertiPhoto by G. ZucchiattiCourtesy by la Biennale di Venezia
  160. 160. Massimo BartoliniPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  161. 161. Sislej XhafaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  162. 162. Leoni d’oro della 55. Esposizione Internazionale d’Arte
  163. 163. Venezia, 1 giugno 2013 - La Giuria della 55.Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale diVenezia presieduta da Jessica Morgan (GranBretagna) e composta da Sofía Hernández Chong Cuy(Messico), Francesco Manacorda (Italia), Bisi Silva(Nigeria) e Ali Subotnick (Stati Uniti), ha deciso diattribuire nel modo seguente i premi ufficiali:Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionaleall’AngolaLuanda, Encyclopedic CityEdson ChagasCommissario: Ministero della Cultura. Curatori: BeyondEntropy (Paula Nascimento, Stefano Rabolli Pansera),Jorge Gumbe. Sede: Palazzo Cini, Dorsoduro 864Leone d’oro per il miglior artista della mostra Il PalazzoEnciclopedico a Tino Sehgal(Gran Bretagna, 1976; Padiglione Centrale, Giardini)Leone d’argento per un promettente giovane artistadella mostra Il Palazzo Enciclopedico a Camille Henrot(Francia, 1978; Corderie, Arsenale)La Giuria ha inoltre deciso di assegnare quattromenzioni speciali.Menzioni speciali per gli artisti della mostra Il PalazzoEnciclopedico:Sharon Hayes(USA, 1970; Corderie, Arsenale)Roberto Cuoghi(Italia, 1973; Corderie, Arsenale)Menzioni speciali per le Partecipazioni nazionali:CiproLia Haraki, Maria Hassabi, Phanos Kyriacou,Constantinos Taliotis, Natalie Yiaxi, MortenNorbye Halvorsen, Jason Dodge, Gabriel Lester,Dexter SinisterCommissario: Louli Michaelidou. Commissari Aggiunti:Angela Skordi, Marika Ioannou. Curatore:Raimundas MalašauskasLituaniaGintaras Didžiapetris, Elena Narbutaitė, LiudvikasBuklys, Kazys Varnelis, Vytautė Žilinskaitė,Morten Norbye Halvorsen, Jason Dodge, GabrielLester, Dexter SinisterCommissari: Jonas Žokaitis, Aurimė Aleksandravičiūtė.Curatore: Raimundas Malašauskas.Sede: Palasport Arsenale, CastelloGiapponeabstract speaking - sharing uncertainty and collectiveacts Koki TanakaCommissario: The Japan Foundation. Curatore: MikaKuraya. Sede: Padiglione ai Giardini
  164. 164. La cerimonia di premiazione della 55. Esposizione si èetnuta il 1 giugno 2013 ai Giardini alle ore 11.00.Sono inoltre consegnati i Leoni d’oro alla carrieraattribuiti dal Cda della Biennale di Venezia presiedutoda Paolo Baratta, su proposta del Curatore della 55.Esposizione Massimiliano Gioni a:Maria Lassnig (nata nel 1919 a Kappel am Krappfeld,Austria) e Marisa Merz (nata nel 1926 a Torino, Italia).I premi della Giuria internazionale sono assegnati conle seguenti motivazioni: Leone d’oro per il migliorartista della mostra Il Palazzo Enciclopedico a TinoSehgal per l’eccellenza e la portata innovativa del suolavoro che apre i confini delle discipline artistiche.Leone d’argento per un promettente giovane artistadella mostra Il Palazzo Enciclopedico a Camille Henrotper aver contribuito con un nuovo lavoro capace dicatturare in maniera dinamica e affascinante il nostrotempo.Una menzione speciale è attribuita a Sharon Hayes perla spinta a ripensare l’importanza dell’alterità e lacomplessità delle negoziazioni tra la sfera personale equella pubblica.Un’altra menzione speciale è per Roberto Cuoghi perl’importante e convincente contributo alla MostraInternazionale.La Giuria ha prestato particolare attenzione ai Paesiche sono riusciti a proporre uno sguardo originale sullapratica artistica allargata della loro regione. La naturacollaborativa dei tre padiglioni selezionati è stata per lagiuria un’esperienza toccante.Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionaleall’Angola per la capacità dei curatori e dell’artista cheinsieme riflettono sull’inconciliabilità e complessità dellanozione di sito.Una menzione speciale è attribuita ai Padiglionicongiunti di Lituania e Cipro per l’originalità del formatocuratoriale che vede insieme due paesi in una singolaesperienza.Un’altra menzione speciale è per il Padiglione delGiappone per l’acuta riflessione sui temi dellacollaborazione e del fallimento.
  165. 165. Camille HenrotPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  166. 166. Gioni ‐ Marisa Merz ‐ BarattaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  167. 167. Gioni ‐ Sharon Hayes – BarattaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  168. 168. Marcucci ‐ Camille Henrot ‐ Gioni – BarattaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  169. 169. Marisa MerzPhoto by Giorgio ZucchiattiCourtesy by la Biennale di Venezia
  170. 170. Orsoni ‐ Gioni ‐ Tino Sehgal ‐ BarattaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  171. 171. Padiglione AngolaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  172. 172. Padiglione AngolaPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  173. 173. Padiglione GiapponePhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  174. 174. Tino SehgalPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  175. 175. Tino SehgalPhoto by Italo RondinellaCourtesy by la Biennale di Venezia
  176. 176. fuoribiennale
  177. 177. Ahmet Günestekin. Monumentum of Memory
  178. 178. Ahmet Günestekin. Monumentum of MemoryLuogo: Arsenale DocksCittà: VeneziaProvincia: VeneziaData inizio: 28 Maggio 2013Data fine: 25 Agosto 2013Telefono per informazioni: +39 339 3449512/ 3240930787In concomitanza con la Biennale d’artecontemporanea, si tiene a Venezia, nei suggestivispazi dell’Arsenale Docks nell’Isola di San Pietro diCastello, la prima personale italiana dell’artista turcoAhmet Günestekin, classe 1966, che vive e lavora aIstanbul. Presenta il progetto “Monumentum ofMemory”. Tre video ed una grande installazioneimmergono in un percorso di attenzione e memoriasulle crudeltà inflitte al popolo curdo da sempreperseguitato. Ma Günestekin non cavalca la retoricadell’orrore, anzi ci presenta sempre con impeccabilelinguaggio artistico episodi degni di memoria, affrontatianche nel loro paradosso estetico. Una proiezione apavimento scandisce le date dell’epopea curda e deidiritti umani calpestati dal 1909 ai giorni nostri. Unadoppia proiezione segnala il sottile lavoro di sottrazionedella lingua curda dal vocabolario turco mentre un altrovideo ci presenta torvi personaggi che multanopassanti rei di aver usato il loro idioma. Antiche sbarredi un carcere anatolico imprigionano letteredell’alfabeto curdo nella scultura “Regm” (lapidazione).La grande installazione a parete che chiude il percorsoè un grande specchio/scultura che a prima vistaappare come una forma astratta, ma nella visioneravvicinata ci porta definitivamente in un concentrato diimmagini e simboli legati alla grande strage di curdioperata da Saddam Hussein nel 1988 a Halepce. Iltitolo è “Yüzlesme” che vuol dire conforto. Unmonumento alla memoria curda, attraverso gli occhi diun artista contemporaneo. Visioni e prospettive carichedi senso contemporaneo che confermano la presenzadi un genius loci, in questo caso tutto rivolto alrecupero di una cultura antichissima radicata fraMesopotamia e Anatolia.
  179. 179. Ai Weiwei – Disposition
  180. 180. Ai Weiwei – DispositionSarà l’attesa mostra Ai Weiwei. Disposition (1 giugno –15 settembre 2013) evento collaterale della 55esimaBiennale Internazionale d’Arte, a segnare, per Veneziae il contesto artistico e culturale internazionale in cui lacittà da sempre si pone, un altro momento di incontro econoscenza con Zuecca Project Space.In un luogo storico di grande fascino – vicino alconvento delle Zitelle nell’isola della Giudecca - questaistituzione senza scopo di lucro, attiva dal 2011 sotto ladirezione di Alessandro Possati, si pone come unulteriore, importante punto di riferimento a Venezianella ricerca sull’arte contemporanea e nellaproduzione e promozione di eventi artistici di grandelivello.L’obiettivo è proporsi come una realtà che, purradicandosi nellidentità storica della città, sia in gradodi riflettere i continui cambiamenti che vedono Veneziaprotagonista del dibattito artistico, grazie all’intensorapporto con il mondo esterno e la comunitàinternazionale: un luogo di confronto, occasione perscambiarsi esperienze e costruire un dialogo di civiltà,aperto sul mondo contemporaneo.Venezia è vocata alla cultura e all’arte da secoli;produrre arte contemporanea sarà sempre più la suamissione perché larte oggi trasmette un messaggiopositivo, d’incontro tra comunità diverse nellera dellaglobalizzazione, veicolo di democrazia e civiltà.La mostra di Ai Weiwei, oggi forse il più interessanteartista asiatico e una delle figure maggiormentericonosciute a livello mondiale per la sua libertà diespressione e la promozione dei diritti umani – mostrarealizzata in collaborazione con la storica LissonGallery che lo rappresenta - ne è un esempio concreto.I progetti che lo Zuecca Project Space intendepromuovere saranno dunque il risultato dicollaborazioni fra vari attori e istituzioni artistiche ditutto il mondo - curatori, artisti, fondazioni, musei,gallerie, istituzioni e privati – con un occhio particolareverso l’Oriente con cui da sempre Venezia, ha unrapporto privilegiato.ZUECCA PROJECT SPACE - BAUER PALLADIOHOTEL & SPAvai alla scheda di questa sedeExibart.alert - tieni docchio questa sedeFondamenta De Le Zitelle (30133)+39 041-2406908info@zueccagallery.comwww.zueccagallery.com
  181. 181. Antoni Muntadas. Protocolli Veneziani I
  182. 182. Antoni Muntadas. Protocolli Veneziani ILuogo: Galleria Michela Rizzo - Palazzo PalumboFossatiCittà: VeneziaProvincia: VeneziaData inizio: 29 Maggio 2013Data fine: 31 Agosto 2013Costo del biglietto: ingresso gratuitoTelefono per informazioni: +39 041 2413006/ 3356857707Il 29 maggio 2013 la Galleria Michela Rizzo di Veneziainaugura nella sua sede di Palazzo Palumbo Fossati ilprimo appuntamento del suo programma espositivo inconcomitanza con la 55° Biennale di Venezia con lamostra di Antoni Muntadas Protocolli Veneziani I.Antoni Muntadas dedica il suo lavoro a progetti cheprevedono lutilizzo dei media in funzione sociale epolitica. La sua opera si sviluppa su due livelli: lapercezione e linformazione, dove la prima agisce alivello emotivo e la seconda stimola un ragionamento.In questa mostra Muntadas, osservando Venezia,evidenzia quelle forme che egli identifica come“protocolli” a Venezia, intesi come, citando AngelaVettese, “modi di fare pratici, sistemi per riparare,combinazioni tecniche ritualizzate e consuetudini che siconcretano in una serie di superfetazioni dellabitato.”Lautore opera da un punto di vista che si fa personale,mettendo in luce le dinamiche legate allabitare oggi laLaguna: protocolli che diventano essenziali,reinventandosi e adattandosi al procedere del tempo.Protocolli Veneziani I, prima fase di un progetto suVenezia, è costituito da un insieme dimmaginiattraverso le quali lartista racconta le norme cheregolano la vita della città creando un tessuto in cui gliabitanti sviluppano le proprie esistenze. Muntadasconsidera queste regole come ombre e riflessiindispensabili della storia di Venezia che siconcretizzano in orme, tracce, segni, estetiche diunarchitettura particolare.Lambizione sottesa a tale progetto è quella dimostrare il lato quotidiano della città nascosto agliocchi del turista, decostruendo e smontando la realtà,restituendoci solo frammenti o indizi. Emergelimmagine di una città che vive il paradosso di unacultura locale oggetto di un processo diinternazionalizzazione che porta inevitabilmente adunulteriore evoluzione dei suoi protocolli.In occasione di Protocolli Veneziani I è stato realizzatoun catalogo con testi di Muntadas e Angela Vettese,edito da Silvana Editoriale.Antoni Muntadas ha partecipato a diverse esposizioniinternazionali tra le quali Documenta VI e X a Kassel,le Biennali di Venezia 72, 76 e 2005, San Paolo eLione, oltre ad aver esposto in numerosi museiinternazionali e ad aver diretto seminari in istituzioniaccademiche Europee e Statunitensi. Il suo lavoro gli èvalso numerosi premi, tra cui nel 2009 il premioVelazquez de Artes Plasticas.
  183. 183. Back to back to Biennale ‐Free expression
  184. 184. Back to back to Biennale - Free expressionArtisti di Writing/Street ArtLuogo: Campo Sant’Agnese/ Ca BonviciniCuratori: Francesco Elisei, Fabio AnselmiCittà: VeneziaProvincia: VeneziaData inizio: 01 Giugno 2013Data fine: 24 Novembre 2013Telefono per informazioni: +39 041 5218 –849/846/716L’arte contemporanea, dal dopoguerra a oggi, hateorizzato e spiegato che ci sono diversi e tanti modi diesprimersi. IWriters rappresentano un movimentoartistico fenomenale che parte dalla società fortementeurbanizzata, dove le periferie sono considerate deighetti e dove lurbanesimo viene visto come unagrande tavolozza su cui esprimere la propriainterpretazione della realtà. Il progetto Back to Back toBiennale è un evento per certi aspetti collettivo egenerazionale, ed è caratterizzato dalle performanceche gli artisti eseguiranno, non c’è nessun filtrocuratoriale o tematico, l’espressione è libera, cosìcome recita il sottotitolo.Il Collateral “Back to Back to Biennale – FreeExpression” porterà ufficialmente e per la prima voltaalla Biennale di Venezia un contest meritocratico erappresentativo del mondo del Writing di tutta Europa.In centro a Venezia, nel campo di Sant’Agnese, gliartisti interverranno su di un pannello lungo 10 mt ealto 2 mt per un tempo massimo di 48 ore, da sabatomattina fino a domenica sera. Durante tutta la duratadell’esecuzione, gli artisti saranno ripresi da una web-cam per creare la diretta streaming via web dellaperfomance. Oltre alla diretta, Marco Agostinelli gireràun secondo video che, assieme alle fotografie diSvetlana Ostapovici, comporrà un’opera che si situa ametà tra la video-arte e il documentario, volta adindagare lo stato di evoluzione di questa particolareespressione artistica.Agli eventi in campo si aggiunge a Ca’ Bonvicini unaraccolta di opere su cavalletto di più di 100 artisti, perdare ancora più visibilità alle creazioni degli artisti diWriting e Street-art così ancora poco diffuse.
  185. 185. bestiario contemporaneo
  186. 186. Bestiario contemporaneo.Fra arte e scienze,artisti italiani dalla collezione ACACIAVenezia, Museo di Storia Naturale31 maggio – 24 ottobre 2013Il rapporto arte-scienza e arte-natura è tra i più antichie indissolubili.Il mondo animale e vegetale, i segreti della vitamicroscopica così come le forme macroscopiche, gliaspetti dell’animato e dell’inanimato, del finito edell’infinito sono da sempre palcoscenico, oggetto dirappresentazione, motivo di ispirazione o riflessionedell’espressione artistica; nutrimento primo dell’artevisiva dagli albori fino alla modernità , al di là dellasemplice imitazione del “vero”.Neppure l’arte contemporanea si sottrae a questatradizione di scambi e rapporti, sia pure distinguendosiper il grado di autocoscienza che gli è proprio, enell’ambito dell’intenso programma “Muvecontemporaneo” - messo a punto dalla FondazioneMusei Civici di Venezia in occasione della BiennaleInternazionale d’Arte 2013 - viene chiamata a unintenso confronto/incontro con la collezionepermanente del Museo di Storia Naturale di Venezia.Dall’1 giugno al 24 ottobre, organizzata incollaborazione con Associazione ACACIA-Amici ArteContemporanea Italiana, apre nelle bellissime sale delmuseo veneziano la mostra “Bestiario Contemporaneo.Fra arte e scienze, artisti italiani della collezioneACACIA”, , , , curata da Gemma De Angelis TestaPresidente di ACACIA e Giorgio Verzotti, con ladirezione scientifica di Gabriella Belli Direttore dellaFondazione Musei Civici di Venezia. L’eventoespositivo nasce dalla sinergia tra Istituzioni pubblichee collezionismo privato, che l’Associazione ACACIA sipropone di incrementare sin dalla sua nascita, nel2003. ACACIA è un’associazione privata attenta aiproblemi culturali del nostro Paese. La promozione edil sostegno dell’arte e del lavoro di giovani artisti italianiè tra gli scopi principali dell’associazione che, inquest’ottica, sta lavorando alla creazione di unacollezione d’opere d’arte contemporanea italiane. Oggil’impegno pubblico di ACACIA si sposa con le propostedella Fondazione dei Musei Civici di Venezia unsoggetto particolarmente attento alla collaborazione trapubblico e privato, capace di alorizzare al meglio lereciproche eccellenze e peculiarità. Dopo il grandesuccesso della mostra milanese, ACACIA proporrà aVenezia una scelta di circa 30 opere d’arte, cheverranno ad instaurare un dialogo ironico esorprendente con le raccolte naturalistiche del museoveneziano di Storia Naturale.FondazioneMusei Civici di Venezia Musei Civici di VeneziaPiazza San Marco 5230124 VeneziaT +39 041 2405211F +39 041 5200935www.visitmuve.it www.visitmuve.it
  187. 187. Anthony Caro
  188. 188. Anthony Caro al Museo CorrerLuogo: Museo CorrerCuratori: Daniela FerrettiEnti promotori:British CouncilCittà: VeneziaProvincia: VeneziaData inizio: 31 Maggio 2013Data fine: 27 Ottobre 2013Telefono per informazioni: +390412405211Saranno le splendide sale del Museo Correr a ospitarela prima grande retrospettiva italiana dedicata a unodei massimi scultori viventi: Sir Anthony Caro (NewMalden, Surrey, 1924).Il versatile artista britannico rivoluziona in modoradicale a partire dagli anni Sessanta la sua arte. Dopoun esordio prettamente figurativo, sotto l’influenza delsuo maestro Henry Moore, si allontana infatti dallatradizione scultorea per creare assemblaggirivoluzionari, saldati e imbullonati, dipinti a colori vivacie collocati sul pavimento, nello spazio dello spettatore.Sono opere astratte, ma ricche di contenuto ideale. Unnuovo e affascinante linguaggio plastico che consacraCaro come figura cardine nello sviluppo della sculturadel XX secolo accanto a David Smith, Mark Di Suvero,Richard Serra.Il suo materiale prediletto è l’acciaio, ma l’artista nonrinuncia a sperimentare con i più svariati elementicome il bronzo, il legno, la carta e il piombo. Gliassemblaggi d’elementi metallici bidimensionalidiventano l’emblema della nuova sculturainglese.Simbolo del nuovo e della modernità inscultura, Anthony Caro è presente in tutte le piùimportanti manifestazioni internazionali: ricordiamo laprima personale a New York da André Emmerich nel1964, la partecipazione come unico scultore alpadiglione inglese della Biennale di Venezia nel 1966,la retrospettiva al MoMa di New York nel ‘75, la mostradell’84 alla Serpentine Gallery di Londra e, ancora, lacollaborazione con l’architetto Norman Foster per il“Millennium Bridge” di Londra. La Tate Modern Art diLondra nel 2004 ha festeggiato i suoi ottant’anni; orasarà Venezia a celebrare la personalità carismatica diAnthony Caro.
  189. 189. CROSSOVER
  190. 190. CROSSOVER / A dialog between the Chinese Schoolof Hubei and the New Italian Art SceneFu Zhongwang, Guo Zhengshan, Guo Zi, He Diqiu,Lang Xuebo, Li Bangyao, Liu Bo & Li Yu, Ma Lin, WangJing, Wei Guangqing, Xiao Feng, Yuan Xiaofang, YangGuoxin, Zhan Rui, Zhang Zhan, Matteo Basilé, SimoneBergantini, Aron Demetz, Desiderio, Fulvio Di Piazza,Teresa Emanuele, Enrico LombardiLuogo: Arsenale NordCuratori: Ji Shaofeng, Alessandro RivaCittà: VeneziaProvincia: VeneziaData inizio: 01 Giugno 2013Data fine: 24 Novembre 2013Telefono per informazioni: +39 329 9388286/ 3477971873Venezia, porta d’Oriente, guarda con estremaattenzione ai paesi che stanno rinnovando il lorolinguaggio artistico come la Cina. La mostra“CROSSOVER / A dialog between the Chinese Schoolof Hubei and the New Italian Art Scene”, curata da JiShaofeng e Alessandro Riva, mette in luce il lavoro e leesperienze di un gruppo coerente e articolato di artisticinesi -- la cosiddetta “Scuola di Hubei” -- ponendoli aconfronto con analoghe esperienze provenientidall’arte italiana contemporanea. Se gli artisti cinesiraccontano la realtà della nuova arte del loro paese,sospesa tra avanguardia e tradizione, tra recuperodelle tecniche tradizionali e accenti fortementecontemporanei, analogamente anche gli artisti italianidi queste ultime generazioni hanno compiuto unpercorso di recupero di tecniche tipiche della tradizioneitaliana (pittura e scultura, in primis, ma anchefotografia e video, trattati con un’impostazionefortemente classica e raffinata dal punto di vistaesecutivo e formale), pur con accenti e modalitàcontemporanee, mescolandole con influenzenovecentesche, con uno sguardo alle tematiche socialie con un continuo rimescolamento delle forme e deirichiami estetici tipico della surmodernità. Parallela alla55a edizione della Biennale dArte di Venezia 2013, dal1° giugno al 24 novembre alla Tesa 113, ArsenaleNord, CROSSOVER non vuole essere dunque unsemplice confronto a distanza, ma il primo tentativo dimettere insieme due esperienze lontanegeograficamente, mescolandole e cercando di lasciareche gli artisti stessi si contaminino, si guardino einfluenzino vicendevolmente.
  191. 191. Artisti internazionali + vetro = GLASSTRESS
  192. 192. Artisti internazionali + vetro = GLASSTRESSEsplode GLASSTRESS, il più grande evento collateraledella 55. Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennaledi Venezia, che alla sua terza edizione, continua acoinvolgere artisti provenienti da tutto il mondo e adaffascinare il pubblico con straordinarie opere in vetro.Glasstress. White Light / White Heat, a cura di AdrianoBerengo e James Putnam, apre al pubblico dal 1 giugnoal 24 novembre 2013 in tre prestigiose sedi e vede gliartisti confrontarsi con luce e calore, aspetti intrinseci delvetro e della sua lavorazione.La grande passione per l’arte contemporanea e per ilvetro hanno portato Berengo a creare Glasstress, unevento di successo che ha riunito nella propria fornace alavorare con entusiasmo e con spirito di gruppo artisti dispicco di fama internazionale. Molti di loro si sonoconfrontati per la prima volta con questo materiale duttilee luminoso e ne sono nate opere di alto valore artistico ecomunicativo.Il successo di Glasstress iniziato con la Biennale diVenezia del 2009 ha riunito oltre 200 artisti e, a seguitodelle esposizioni di rilievo in Europa, ha ricevutoimportanti proposte da istituzioni museali in altricontinenti quali America e Asia.Il vetro nasce dalla forza distruttrice e creativa del fuoco,che trasforma gli elementi chimici di base in un fluidomodellabile, ne deriva una materia solida dotata distruttura molecolare caotica, che offre alla luce unavarietà illimitata di superfici, colori, trasparenze e riflessi,che hanno appassionato gli artisti e sensibilmentecontribuito alla realizzazione di opere uniche.66 gli artisti:AES+F, Alice Anderson, Polly Apfelbaum, Ron Arad,Ayman Baalbaki, Miroslaw Balka, Rina Banerjee, FionaBanner, Pieke Bergmans, Boudicca, Pedro Cabrita Reis,Loris Cecchini, Hussein Chalayan, Mat Chivers, OliverClegg, Mat Collishaw, Tracey Emin, Jan Fabre, PaulFryer, Francesco Gennari, Recycle Group, Cai Guo-Qiang, Dmitri Gutov, Mona Hatoum, Stuart Haygarth,Charlotte Hodes, Shirazeh Houshiary, Shih ChiehHuang, John Isaacs, Michael Joo, Ilya&Emilia Kabakov,Kiki&Joost, Marta Klonowska, Joseph Kosuth, TomasLibertiny, Hew Locke, Delphine Lucielle, Alastair Mackie,Jason Martin, Kris Martin, Oksana Mas, WhitneyMcVeigh, AldoMondino, Lucy Orta, Tony Oursler, Zak Ové, MimmoPaladino, Cornelia Parker, Javier Pérez, Jaume Plensa,Karim Rashid, Ursula von Rydingsvard, ThomasSchutte, Joyce Scott, Conrad Shawcross, SudarshanShetty, Meekyoung Shin, Helen Storey, Tim Noble &SueWebster, Zak Timan, Gavin Turk, Koen Vanmechelen,Anneliese Varaldiev, Joana Vasconcelos, Zhan Wang.Ron Arad ha creato appositamente per Glasstress ilprogetto speciale Last Train.L’esposizione è ambientata in tre sedi: oltre a quelleormai consuete del Palazzo Cavalli – Franchetti / IstitutoVeneto di Scienze Lettere ed Arti (Campo S. Stefano) edel Berengo Centre for Contemporary Art and Glass(Murano), quest’anno si affianca la Scuola GrandeConfraternita di San Teodoro (San Marco).Accompagna la mostra un importante volume in inglesecon testi di Adriano Berengo, James Putnam, FrancesCorner.
  193. 193. Glasstress 2013 è promossa da LCF-London College ofFashion con il supporto di Venice Projects, BerengoStudio 1989, Wallace Collection, Steinmetz Diamonds,Valmont.Nelle due precedenti edizioni dell’EsposizioneInternazionale d’Arte - la Biennale di Venezia Glasstressha coinvolto più di 150 artisti, quali:Josef Albers, Arman, Jean Arp, Barbara Bloom, MonicaBonvicini, Louise Bourgeois, Daniel Buren, LawrenceCarroll, Cèsar, Tony Cragg, Jan Fabre, Lucio Fontana,Kendell Geers, Dan Graham, Zaha Hadid, RichardHamilton, Zhang Huan, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis,Oleg Kulik, Vik Muniz, Orlan, Jean Michel Othoniel, LucaPancrazzi, Giuseppe Penone, Anton Pevsner, RobertRauschenberg, Man Ray, Kiki Smith, Patricia Urquiola,Fred Wilson, Erwin Wurm, Chen Zhen.Berengo StudioBerengo Studio, rappresenta una delle esperienze piùinnovative di utilizzo del vetro per esprimere le istanzeartistiche della contemporaneità. Fondato nel 1989 daAdriano Berengo, ha l’obiettivo di avvicinare al mondo delvetro artisti contemporanei internazionali affinché, nellapropria fornace in collaborazione con maestri vetrai,possano tradurre la loro ricerca artistica nel linguaggiotridimensionale della pasta vitrea.Da Berengo Studio si incontrano giovani artisti agli esordi,e prevalentemente artisti affermati e emergenti, le cuiopere sono in gran parte esposte in importanti musei ecollezioni private. Gli artisti che collaborano con BerengoStudio normalmente utilizzano materiali espressividifferenti dal vetro e per tale ragione nell’approccio con ilnuovo medium portano sempre una originale e più liberainterpretazione delle possibilità di questo straordinariomateriale.Titolo GLASSTRESS. WHITE LIGHT / WHITE HEATA cura di Adriano Berengo e James PutnamTre sedi- Palazzo Cavalli–Franchetti / Istituto Veneto di Scienze,Lettere ed Arti Campo S. Stefano, 2847, VE- Berengo Centre for Contemporary Art and GlassCampiello della Pescheria Murano, VE- Scuola Grande Confraternita di San Teodoro San Marco,4810, VEDate 1 giugno - 24 novembre 2013Opening su invito venerdì 31 maggio, ore 18.30 PalazzoCavalli – Franchetti, Venezia ore 21 Berengo Centre,MuranoCatalogo con testi di Adriano Berengo, James Putnam,Frances CornerIngresso unico per le tre sedi: intero euro 10 – ridotto euro8 per gruppi, over 65 e bambiniInfo tel. +39 041739453 francesca@veniceprojects.com -luca@veniceprojects.comwww.glasstress.org - facebook.com/Glasstress -@GlasstressUfficio stampa Irma Bianchi Comunicazionetel. +39 02 8940 4694 r.a. fax +39 02 8356467 -info@irmabianchi.ittesti e immagini scaricabili www.irmabianchi.it
  194. 194. guggenehim
  195. 195. STEPHAN BALKENHOLGrande colonna con testa30 aprile - 16 settembre 2013Daccordo con la galleria Art of The Next Century diSandro Rumney e la Galerie Löhrl, la CollezionePeggy Guggenheim espone sulla terrazza MarinoMarini l’opera dell’artista tedesco Stephan Balkenhol(Fritzlar, Germany, 1957) Grande colonna con testa(2013). Le figure in legno intagliato di Balkenholcompaiono per la prima volta nel 1983 in reazione alformalismo astratto e all’arte concettuale e conl’intenzione di rintrodurre l’idea di corpo umanonell’arte contemporanea. Balkenhol vive e lavora traKarlsruhe, in Germania, e Meisenthal, in Francia. Haesposto sia in Europa che negli Stati Uniti, in museicome l’Hirshhorn Museum e Sculpture Garden,Smithsonian Institution, Washington D.C. (1995),Montreal Museum of Fine Arts, la Saatchi Collection aLondra (1996), e l’ Arts Club di Chicago (1998), e moltialtri musei e gallerie..
  196. 196. Robert Motherwell - i primi collageA cura di Susan Davidson26 maggio – 8 settembre 2013Si tratta di una mostra interamente dedicata aipapiers collés e ai lavori su carta a questicorrelati che Robert Motherwell (Aberdeen,Washington 1915 - Cape Cod, Massachusetts1991), tra i massimi esponentidellEspressionismo astratto americano, realizzanel primo decennio della sua carriera artistica, trail 1941 e il 1951. A Motherwell sono statededicate già in passato numerose e importantiantologiche, in cui è stato riconosciuto il ruolocruciale del collage nella sua opera, ma nessunaè mai stata dedicata esclusivamente al lavoropionieristico dellartista con questa tecnica.Robert Motherwell: i primi collage è infatti laprima esposizione a prendere in esame e aregistrare in maniera cronologica gli esordiartistici di Motherwell a partire dallincontroproficuo avuto con questo metodo di lavoro, cheegli stesso descrive nel 1944 come “la nostramaggiore scoperta” nel campo dellarte.
  197. 197. Jacob Hashimoto. Gas Giant
  198. 198. Jacob Hashimoto. Gas GiantLuogo: Fondazione Querini StampaliaEnti promotori:Studio la CittàCittà: VeneziaProvincia: VeneziaData inizio: 29 Maggio 2013Data fine: 01 Settembre 2013Telefono per informazioni: +390412711411Il 29 maggio 2013 apre al pubblico la mostra JacobHashimoto: GAS GIANT organizzata da Studio la Città- Verona. Allestita al quarto piano della FondazioneQuerini Stampalia a Venezia, nello spaziorecentemente ristrutturato da Mario Botta, la mostrarimarrà aperta al pubblico fino al 1 settembre 2013.GAS GIANT è una grande installazione site-specificche l’artista ha pensato per interagire con gli spazidella Fondazione Querini Stampalia a Venezia conl’obiettivo di costruire un rapporto diretto con lospettatore.L’opera di Jacob Hashimoto (1973, Greeley, Colorado,USA) si caratterizza per l’utilizzo di alcuni elementistilistici presi in prestito dalla cultura giapponese, comel’aquilone in carta e bambù, che Jacob assembla ericostruisce per creare grandi installazioni e formescultoree interattive che invadono letteralmente lospazio espositivo. La complessità visiva del suo lavoro,unita alla leggerezza dei materiali, accompagna lospettatore lungo un percorso sensoriale in cui siconfondono le coordinate spaziali e temporali e dove ilvisitatore viene accolto da un sentimento di stupore emeraviglia.Le installazioni di Hashimoto si pongono al contempocome un’esplorazione tangibile delle affascinanti epossibili intersezioni tra pittura e scultura, trafigurazione e astrazione, tra natura e artificio. “C’èanche una componente giocosa nel mio lavoro”afferma l’artista. “Gli elementi stilistici che utilizzohanno a che fare con un generale sentimento dinostalgia più che con una diretta relazione con le mieorigini. L’aquilone parla del sentimento dell’infanzia edel rapporto con la natura, più che della singolatradizione giapponese”.Dopo una lunga serie di interventi per musei e spaziespositivi internazionali (tra questi l’operaSuperabundant Atmosphere allestita a Palazzo Fortunya Venezia in occasione della mostra In-finitum, 2009),Jacob Hashimoto in concomitanza con la 55. MostraInternazionale d’Arte de La Biennale di Veneziariempie l’architettura veneziana di Fondazione QueriniStampalia con una nuova installazione. GAS GIANT sicompone di 10.000 aquiloni in carta e bambù realizzatia mano dall’artista che attraversano gli spazi dellastorica e prestigiosa fondazione venezianaaccompagnando lo spettatore lungo gli ambientiespositivi fino alla sala centrale all’ultimo piano delpalazzo. Qui l’opera si condensa e trasforma in unafitta nube che invade e satura lo spazio.Come preannuncia il titolo stesso dell’opera, ilgigantismo dell’intervento, tipico della ricerca artisticadi Hashimoto, dialoga con la straordinaria leggerezza edelicatezza dei materiali utilizzati, innescando unrapporto di partecipazione diretta con il visitatoreimmerso nella quiete ma anche nella meraviglia di unambiente che simula un mondo incontaminato chetuttavia ancora non esiste.
  199. 199. Il bianco, colore predominante dei 10.000 aquiloni checompongono GAS GIANT, è interrotto da pattern colorati emotivi geometrici e fitomorfi che conferisconoall’installazione un ritmo e un’andatura temporale.Hashimoto, infatti, procede nel suo lavoro all’elaborazione diuna sempre nuova definizione dello spazio e del tempo, eall’esplorazione della dimensione onirica della natura checambia prospettiva e significato in relazione al punto diosservazione, inducendo istintivamente lo spettatore aun’esperienza meditativa dell’opera. La tensione, ma anchel’esuberanza, visiva del lavoro di Jacob Hashimoto, e la suaricerca di una precisa dimensione luminosa – sia in sensoletterale che metaforico –, conferisce all’opera un aspettopoetico, che spesso sfugge una precisa definizione ecollocazione stilistica del lavoro dell’artista. Le opere diHashimoto, infatti, sono al contempo architetture, vista laloro precisa struttura tridimensionale, sculture, vista la lorocaratteristica autonomia formale, e pitture, visti i lororicercati effetti cromatici tradotti sulla superficie della carta.La mostra Jacob Hashimoto: GAS GIANT saràaccompagnata dal primo catalogo monografico sull’opera diHashimoto, edito da Marsilio Editori e curato da LucaMassimo Barbero.In concomitanza con la mostra Jacob Hashimoto: GASGIANT presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia,Jacob Hashimoto sarà presente con mostre personali allagalleria Studio la Città, Verona (Foundational Work,25.05.2013 – 31.08.2013), alla galleria Forsblom, Finlandia(17.05.2013 – 9.06.2013) al Bildmuseet, Umeå, Svezia(Superabundant Atmosphere, 2.06.2013 – 13.10.2013), epresso lo Schauwerk Sindelfingen, Germania (Sky Columns15.06.2013 – primavera 2014).
  200. 200. Judi Harvest ‐ Denatured: Honeybees+ Murano
  201. 201. Judi Harvest - Denatured: Honeybees+ MuranoIn occasione della 55. Biennale dArte Contemporaneadi Venezia, Judi Harvest presenta la suaquattordicesima mostra personale a Venezia.La mostra, curata dalla storica dellArte Marcia E.Vetrocq, e realizzata in associazione conlorganizzazione no-profit Bees Without Borders,dedicata alla promozione dellApicultura con ilproposito di combattere la fame nel mondo.Denatured: Honeybees+ Murano denuncia il degradoambientale che mette le Api a rischio di estinzione e lasituazione economica e politica locale che costringealla chiusura di molte vetrerie a Murano.Durante il mese di marzo 2013 Judi Harvest hapiantato in un campo da tempo incolto, nel terreno diproprietà della fabbrica di vetro Linea Arianna aMurano 30 alberi da frutta, collocato 500 generi di fioriprofumati ed installato 4 arnie completamentefunzionanti in questo terreno di 250 metri quadri, colproposito di creare un ambiente adatto alle api. Il primomiele di Murano sarà raccolto durante lestate. Ilgiardino e le Arnie rimarranno sul posto e sarannocurate da giardinieri ed apicoltori locali cheraccoglieranno il miele regolarmente.L’interno della Scuola dei Tiraoro e Battioro ,ospiteràun’installazione montata sul muro e lunga sei metriche comprende 90 sculture ispirate al miele e alle arniedisegnati da Harvest e realizzati insieme con maestrisoffiatori di vetro di Linea Arianna, oltre ad un gruppo didipinti e sculture di vetro di Murano, ispirati allastruttura dellalveare.L’esposizione verrà accompagnata dalla proiezione delvideo: "Breakfast With the Bees" (2013) oltre ad ungruppo di dipinti e sculture di vetro di Murano, ispiratialla struttura dellalveare.La mostra e corredata di un catalogo con scritti diMarcia E. Vetrocq ed Enzo Di MartinoJudi Harvest e un artista che vive a New York e che halavorato ed esposto a Venezia fino dal 1987.Ha studiato pittura alla New York Studio School e hacominciato a lavorare col maestro vetraio GiorgioGiuman e la sua squadra nel 1988 nella fabbrica divetro Linea Arianna a Murano.Oltre alle mostre di dipinti e sculture in vetro a Venezia,sono da menzionare tre pubbliche installazioni :Fragmented peace, Buddha ( 2003, installata allafermata del vaporetto di Vallaresso). Luna Piena / FullMoon ( 2005 ancora esposta alla fermata diVallaresso) e Venetian Satellite ( 2006, originariamenteesposta al Caffè Florian in Piazza San Marco eattualmente in visione a New York nellingresso delWest Chelsea Arts Building).Così la sua arte, in occasione di una precedenteesposizione a Venezia, venne illustrata da EmanueleHorodniceanu: “I lavori di Judi sono caratterizzati dallafantasia ed energia per affrontare la realtà che lacirconda, guardando al cielo e alla terra, alla vita e allamorte. Sculture, installazioni, video, dipinti ed oggetti,per comunicare bellezza, seduzione, speranza, luce ecolore, per rendere omaggio allarte del passato, perosservare ciò che la circonda”. In occasione dellaBiennale di Venezia, Judi Harvest presenta la suaquattordicesima mostra personale a Venezia,confermando ancora una volta il suo vitale rapporto diamore e di collaborazione con la città lagunare;
  202. 202. curata dalla storica dell’arte Marcia E. Vectroc, l’eventoè realizzato in associazione con l’organizzazione no-profit Bees Without Borders, dedicata alla promozionedell’apicultura con il proposito di combattere la famenel mondo: “Denatured: Honeybees+ Murano”denuncia il degrado ambientale che mette le laborioseapi a rischio di estinzione e la situazione economica epolitica locale che costringe alla chiusura di moltevetrerie a Murano. Durante il mese di marzo l’artistaamericana ha piantato in un campo da tempo incolto,nel terreno di proprietà della fabbrica di vetro LineaArianna trenta alberi da frutta, collocato cinquecentogeneri di fiori profumati ed installato quattro arniecompletamente funzionanti in questo terreno diduecentocinquanta metri quadri, col proposito di creareun ambiente adatto alle api; mentre il primo miele diMurano sarà raccolto durante l’estate, il giardino e learnie rimarranno sul posto e saranno curate dagiardinieri ed apicoltori locali che raccoglieranno ilmiele regolarmente.L’interno della settecentesca Scuola dei Tiraoro eBattioro , che, nei pressi di Rialto, si affaccia sul CanalGrande a fianco di Ca’ Pesaro, ospitacontemporaneamente un’installazione montata sulmuro e lunga sei metri che comprende novantasculture ispirate al miele e alle arnie disegnate dallaHarvest e realizzate insieme con maestri soffiatori divetro, oltre ad un gruppo di dipinti e sculture di vetro diMurano, ispirati alla struttura dell’alveare. L’esposizioneè accompagnata dalla proiezione del video: “BreakfastWith the Bees” e corredata di un catalogo con scrittidella Vetrocq e di Enzo Di Martino. Judi Harvest è nataa Miami in Florida e vive e lavora a New York. La suaformazione artistica si è svolta tra Roma, New York eUrbino; nel 1987 è approdata a Venezia, città dove havissuto per cinque anni, dipingendo e realizzandoalcune mostre. In occasione della Biennale 2011 haesposto una grande luna di vetro azzurro posta difronte alla basilica della Salute, sullo sbocco di CalleVallaresso, punto eccezionale di transito turistico traCa’ Giustinian, sede storica della Biennale, e il miticoHarry’s Bar; l’anno scorso, invece, al Bistrot de Venicepresentò la mostra “Men are from Mars, women arefrom Venice”, una serie di “collage” che riproducevanol’antica arte veneziana in chiave contemporanea;“questi lavori – ci diceva l’artista nell’occasione - sonouna evoluzione dei temi principali della mia ricercaartistica: la fragilità della vita e la ricerca della bellezza;essi continuano ad esaminare come siamo arrivati qui,dove stiamo andando, e perché siamo qui. Questaserie di collages, come le altre mie opere che l’hannopreceduta, Fragmented Peace, Luna Piena/ Full Moonand Venetian Satellite, è un connubio felice tra antichearti Veneziane e forme e materiali contemporanei”.Quello dunque di una sempre nuova e stimolantecontaminazione tra il glorioso passato artistico eartigianale della storia della creatività veneziana, cheaffonda le sue radici in secoli lontani, e un continuosforzo di reinvenzione, riuscendo sempre asorprendere per le sue originali e colte” visioni, in cui siconcentrano echi della storia dell’arte e proprio“vissuto”; già nel 1988, in una sua mostra (“Omaggio aMatisse”)

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