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I VULCANI
DEFINIZIONE DI VULCANO
Un vulcano può essere definito come una frattura
nella crosta terrestre, in corrispondenza della qu...
La struttura visibile dall’esterno rappresenta
L'EDIFICIO VULCANICO
In base alla forma dell'edificio è possibile distingue...
• Struttura interna
di un vulcano centrale
• Struttura esterna
Vulcano lineare
Vulcano a scudo
VULCANI CENTRALI A SCUDO
Lave intermedie
VULCANO A STRATO
Vulcano di ceneri
ORIGINE DEI MAGMI
Quando un magma si viene a trovare in condizioni di minore
densità rispetto alle rocce circostanti, si v...
La composizione del magma Il magma è una massa
parzialmente o completamente fusa, costituita da una miscela di minerali e
...
L’ERUZIONE VULCANICA
ESPLOSIVA: avviene con violente esplosioni, quando il MAGMA
è poco fluido e molto ricco di gas.
EFFUS...
L'ATTIVITA' ERUTTIVA
Quando un magma si viene a trovare in condizioni tali da raggiungere
la superficie esterna del pianet...
I PRODOTTI DELL’ATTIVITA’ VULCANICA
•Prodotto solidi misurabili in base alle dimensioni espresse
in mm ;
- particelle < 1/...
La solidificazione delle lave basaltiche
Le lave basaltiche possono, solidificando, portare a molteplici strutture:
•lave ...
lave a cuscino (pillow-lavas), quando la lava fuoriesce a grandi
profondità, nel mare, raffredda in fretta ma i gas sgorga...
LAVE AA
Le colate di tipo aa sona caratterizzate da superfici
accidentati, irregolari, frammentate, scoriacee formate da
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ERUZIONI E PRODOTTI DELL’ATTIVITÀ VULCANICA
Una colata di fango (lahar).
Hanno base ampia e sono tra i
più alti del sistema solare
VULCANI CENTRALI A SCUDO
VULCANI A SCUDO
I vulcani a scudo sono costituiti essenzialmente
dall'accumulo di colate laviche a composizione basaltica,...
I vulcani a scudo di tipo hawaiiano sono generalmente di grandi
dimensioni (diametro di base fino a 250 km) e di forma ell...
I vulcani a scudo di tipo islandese sono generalmente di piccole
dimensioni, con un diametro di base che non supera i 15 k...
I vulcani a scudo tipo Galàpagos costituiscono un tipo intermedio fra
il tipo hawaiiano e quello islandese. Essi infatti s...
TIPI DI ERUZIONI ED EDIFICI VULCANICI
• Influenzano la morfologia e dipendono dalla viscosità a dalle
condizioni chimiche
 CONI VULCANICI
Gli edifici vulcanici di forma conica 
comprendono tre tipi principali:
•Coni di scorie (o pomici)
•Coni e...
Coni di scorie (o pomici)
I  coni  di  scorie  sono  piccoli  edifici  vulcanici, 
formati  nel  corso  di  eruzioni  suba...
STRATOVULCANI
Gli stratovulcani sono edifici vulcanici formati dall'accumulo di colate 
laviche intercalate da prodotti pi...
MAARS
Il termine maar è stato usato nella letteratura geologica per indicare 
genericamente  edifici  vulcanici  di  altez...
ERUZIONI TIPO PELEANO
Vulcano St. Helen 20 marzo 1980
La vita di questo enorme vulcano fu sconvolta nel 1980 da una 
gigantesca esplosione che ha determinato la sua quasi total...
Vulcano St. Helen 18 Maggio 1980
L’esplosione si scatenò con una violenza di un paio di centinaia di 
volte maggiore di quella della bomba atomica sganciat...
IL NUOVO EDIFICIO VULCANICO DI M. St. HELEN  
CALDERE E CAMPI VULCANICI INTRACALDERICI
Le caldere sono strutture da collasso vulcano-tettonico che si 
presentano come a...
Vulcanesimo secondario
Geyser
Solfatare
fumarole
Soffioni 
boraciferi
Sorgenti termali
Gli effetti disastrosi di un'eruzione sono
tanto maggiori quanto maggiore è
l'urbanizzazione dell'area circostante al
vulc...
Il Rischio è definito (Unesco, 1972, Fournier
d'Albe, 1979) come il prodotto:
Rischio = (Danno) x (Pericolosità)
Danni che...
In tale contesto, per la densità degli
insediamenti urbani che lo circondano, un
vulcano a rischio altissimo è il Vesuvio,...
Un’altra area a rischio vulcanico altissimo è
quella dei Campi Flegrei, i cui lenti
movimenti verso l’alto o verso il bass...
IL RISCHIO VULCANICO:
Nel caso del Vesuvio e dei Campi Flegrei, la cui
attività è stata quasi sempre esplosiva,l’unica
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IL RISCHIO VULCANICO:
Se l’attività vulcanica è prevalentemente
effusiva:
si può tentare di attuare una difesa attiva
L’Et...
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEI VULCANI SULLA
TERRA
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I vulcani

  1. 1. I VULCANI
  2. 2. DEFINIZIONE DI VULCANO Un vulcano può essere definito come una frattura nella crosta terrestre, in corrispondenza della quale il magma viene in superficie nel corso di un’eruzione. Comunemente i materiali eruttati tendono ad accumularsi attorno al centro di emissione, costruendo edifici vulcanici di forma e dimensioni variabili a seconda della composizione chimica del magma, della dinamica eruttiva, del tipo e quantità di materiali emessi, e della durata dell’attività vulcanica. Gli edifici possono essere lineari o centrali
  3. 3. La struttura visibile dall’esterno rappresenta L'EDIFICIO VULCANICO In base alla forma dell'edificio è possibile distinguerli in: Vulcani lineari vulcani a scudo vulcani a cono Strato vulcano. Esistono inoltre vulcani policentrici, cioè costituiti da più bocche eruttive attive contemporaneamente in genere lungo fratture, che determinano la formazione di grandi espandimenti di lave basaltiche, ad esempio nelle zone di rift continentale.
  4. 4. • Struttura interna di un vulcano centrale • Struttura esterna
  5. 5. Vulcano lineare
  6. 6. Vulcano a scudo VULCANI CENTRALI A SCUDO
  7. 7. Lave intermedie VULCANO A STRATO
  8. 8. Vulcano di ceneri
  9. 9. ORIGINE DEI MAGMI Quando un magma si viene a trovare in condizioni di minore densità rispetto alle rocce circostanti, si verifica un trasferimento di energia e di materia dal basso verso l'alto. Il magma risale e durante la risalita costituisce grandi corpi a forma di roccia, chiamati diapiri magmatici. Essi continuano a spingere verso l'alto e così deformano e fratturano le rocce sovrastanti. Giunti in prossimità della superficie, i diapiri magmatici tendono a fermarsi per un periodo di tempo più o meno lungo. Lo spazio da loro occupato costituisce il cosiddetto bacino o serbatoio magmatico. Nella camera magmatica ci sono condizioni di equilibrio. Quando si determina una variazione dell'equilibrio si ha l'eruzione vulcanica
  10. 10. La composizione del magma Il magma è una massa parzialmente o completamente fusa, costituita da una miscela di minerali e di gas. Il suo componente principale è rappresentato dalla silice (SiO2), la stessa sostanza di cui è fatto il quarzo, che si riscontra in percentuali variabili dal 45 al 70%. Il secondo componente in ordine di abbondanza è l'allumina (AlO3),presente fra il 10 e il 20%. Poi, in quantità inferiori al 10%, seguono diversi ossidi di ferro,manganese, magnesio, sodio, potassio, titanio, e altri. Rilevante in questa specie di zuppa di minerali è la presenza di gas e vapori, sotto forma di acqua (H2O), anidride carbonica (CO2), anidride solforosa (SO2), idrogeno (H2), ossido di carbonio (CO), e acidi solfidrico (H2S), cloridrico (HCl) e fluoridrico (HF). Tutti i prodotti gassosi insieme possono raggiungere fino al 5% dell'intera massa fusa. Quando la pressione litostatica esercitata sul magma diminuisce, diminuisce anche la solubilità dei gas che sfuggono dal magma e si accumulano nella parte superiore della camera magmatica esercitando una forte spinta nei confronti delle rocce sovrastanti.E’ proprio questa enorme spinta che determina la frantumazione della roccia e i tremori del suolo, quindi la creazione di un varco, il camino vulcanico per la fuoriuscita del magma che traboccando all’esterno diventa lava privata della
  11. 11. L’ERUZIONE VULCANICA ESPLOSIVA: avviene con violente esplosioni, quando il MAGMA è poco fluido e molto ricco di gas. EFFUSIVA: avviene quando il MAGMA è molto fluido, ed esce dal cratere scorrendo come un fiume.
  12. 12. L'ATTIVITA' ERUTTIVA Quando un magma si viene a trovare in condizioni tali da raggiungere la superficie esterna del pianeta, si ha una eruzione vulcanica. Questa può verificarsi tramite l'espulsione di un magma come un continuo liquido a viscosità variabile che fluisce lungo la superficie, eventualmente frammentandosi durante il flusso, oppure tramite la violenta espulsione di miscele di gas e materiale solido o parzialmente fuso, frammentato a causa della espansione esplosiva dei volatili contenuti nel magma o a causa dell'istantanea vaporizzazione di acqua esterna al sistema, che può venire a contatto con il corpo magmatico. Nel primo caso l'eruzione viene detta effusiva, e il suo prodotto è una colata lavica; nel secondo caso l'eruzione viene detta esplosiva e determinerà la messa in posto di una vasta gamma di prodotti piroclastici. Il verificarsi di una eruzione vulcanica effusiva o esplosiva dipende in buona sostanza dalle proprietà fisiche del magma che la alimenta.
  13. 13. I PRODOTTI DELL’ATTIVITA’ VULCANICA •Prodotto solidi misurabili in base alle dimensioni espresse in mm ; - particelle < 1/16 di mm ceneri vulcaniche - « ÷ 1/16 e 2 mm sabbie vulcaniche - « ÷ 2 e 64 mm lapilli - « ÷ 64 e 10 cm brandelli di lava - « > 10 cm bombe vulcaniche •Prodotti gassosi vapore acqueo CO2 ; SO3 nubi ardenti •Prodotti liquidi lave basiche – acide – colate di fango
  14. 14. La solidificazione delle lave basaltiche Le lave basaltiche possono, solidificando, portare a molteplici strutture: •lave a corda o pahoehoe .Si tratta di lave molto basaltiche che scorrono a fiumi, uno strato sopra l'altro. Il più superficiale solidifica, mentre i sottostanti, scorrendo, lo incurvano. Solidificando, sono responsabili della forma dei cosiddetti vulcani a scudo •blocchi coriacei. Si tratta di lave basiche, ma meno rispetto a quelle a corda con una % di SiO4 > del 52%. Lo strato che raffreddando solidifica è più spesso e quelli sottostanti invece di incurvarlo lo spezzano.
  15. 15. lave a cuscino (pillow-lavas), quando la lava fuoriesce a grandi profondità, nel mare, raffredda in fretta ma i gas sgorgano liberandosi molto lentamente
  16. 16. LAVE AA Le colate di tipo aa sona caratterizzate da superfici accidentati, irregolari, frammentate, scoriacee formate da fessurazione colonnare e dalla presenza di vescicole di forma bollose. La forma scoriacea di queste lave è dovuta all’improvisa perdida dei gas dalle vescicole che esplodendo fanno assumere la tipica struttura scoriacea
  17. 17. ERUZIONI E PRODOTTI DELL’ATTIVITÀ VULCANICA Una colata di fango (lahar).
  18. 18. Hanno base ampia e sono tra i più alti del sistema solare VULCANI CENTRALI A SCUDO
  19. 19. VULCANI A SCUDO I vulcani a scudo sono costituiti essenzialmente dall'accumulo di colate laviche a composizione basaltica, con intercalati subordinati depositi piroclastici originati da esplosioni stromboliane (depositi di scorie da caduta) e/o freatomagmatiche (depositi di ceneri e lapilli da caduta, da flusso e da surge). L'edificio che ne deriva ha una forma convessa verso l'alto ed ha base circolare o ellittica in pianta e sono i più alti tra i pianeti terrestri del nostro sistema solare. I vulcani a scudo possono essere distinti in tre tipi fondamentali: •Vulcani a scudo di tipo hawaiiano •Vulcani a scudo di tipo islandese •Vulcani a scudo tipo Galàpagos
  20. 20. I vulcani a scudo di tipo hawaiiano sono generalmente di grandi dimensioni (diametro di base fino a 250 km) e di forma ellittica – altezza altre 9000 metri parteti poco ripidi o dolci.
  21. 21. I vulcani a scudo di tipo islandese sono generalmente di piccole dimensioni, con un diametro di base che non supera i 15 km.
  22. 22. I vulcani a scudo tipo Galàpagos costituiscono un tipo intermedio fra il tipo hawaiiano e quello islandese. Essi infatti sono poligenici, hanno un diametro di base al livello del mare di 45-80 km, e sono caratterizzati dalla presenza di caldere sommitali di diametro compreso tra 3 e 9 km.
  23. 23. TIPI DI ERUZIONI ED EDIFICI VULCANICI • Influenzano la morfologia e dipendono dalla viscosità a dalle condizioni chimiche
  24. 24.  CONI VULCANICI Gli edifici vulcanici di forma conica  comprendono tre tipi principali: •Coni di scorie (o pomici) •Coni ed anelli di tufo •Stratovulcani o vulcani compositi
  25. 25. Coni di scorie (o pomici) I  coni  di  scorie  sono  piccoli  edifici  vulcanici,  formati  nel  corso  di  eruzioni  subaeree  di  tipo  stromboliano,  della  durata  di  pochi  giorni  o  pochi  anni.  Essi  sono  formati  dall’accumulo  di  frammenti  messi  in  posto  secondo  traiettorie  balistiche  nelle  immediate  vicinanze  del  centro  di  emissione.  La  forma  di  questi  edifici,  in  pianta, è approssimativamente circolare o, talora,  allungata  se  l’attività  che  ne  determina  la  formazione si protrae nel tempo, con il centro di  emissione che migra lungo una frattura. 
  26. 26. STRATOVULCANI Gli stratovulcani sono edifici vulcanici formati dall'accumulo di colate  laviche intercalate da prodotti piroclastici , emessi nel corso di ripetute  eruzioni  che  si  verificano  in  corrispondenza  del  medesimo  centro  eruttivo. Gli stratovulcani sono pertanto vulcani centrali, anche se sono  comunemente presenti diversi centri eruttivi lungo i fianchi dell'edificio,  spesso allineati lungo zone di frattura.  Spaccato di uno stratovulcano
  27. 27. MAARS Il termine maar è stato usato nella letteratura geologica per indicare  genericamente  edifici  vulcanici  di  altezza  modesta  rispetto  al  diametro di base, comprendendo in questa definizione anche i coni  e  gli  anelli  di  tufo.  Il  termine  maar  dovrebbe  essere  usato  esclusivamente  per  crateri  originati  nel  corso  di  eruzioni  freatomagmatiche, caratterizzati da:  •versanti interni molto acclivi o subverticali  •fondo posto a quota inferiore rispetto al piano campagna  •depositi  originati  nel  corso  dell'eruzione  immergenti  verso  l'esterno 
  28. 28. ERUZIONI TIPO PELEANO Vulcano St. Helen 20 marzo 1980
  29. 29. La vita di questo enorme vulcano fu sconvolta nel 1980 da una  gigantesca esplosione che ha determinato la sua quasi totale  distruzione.  Inizio attività: 20 Marzo 1980: piccoli terremoti localizzati 27 Marzo: prima emissione di ceneri e vapori, rigonfiamento sul       fianco settentrionale del vulcano metà Aprile: diminuzione attività sismica! 18 Maggio: ore 8.00 scossa sismica di 5.1 Richter le cui vibrazioni        fecero franare il pendio settentrionale del cono vulcanico,         eliminando così il sovraccarico che tratteneva il                sottostante magma 18 Maggio ore 8.32 eruzione del monte St.Helen  
  30. 30. Vulcano St. Helen 18 Maggio 1980
  31. 31. L’esplosione si scatenò con una violenza di un paio di centinaia di  volte maggiore di quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima  durante la seconda Guerra Mondiale. L'esplosione ha disintegrato  tutto il fianco settentrionale del vulcano, quello che una volta era un  vulcano alto più di 2900 m, collassò e si abbassò di circa 450 m •Produzioni di nubi ardenti, con temperature di circa 300°C in quota  e circa 800°C al suolo viaggiando alla velocità di 400 Km/ora,  distrussero tutto in un'area di 400 km2. •Abbattimento di alberi nel raggio di 25 km •3 a 4 km3  di ceneri e frammenti di roccia proiettati nell’atmosfera •La colonna eruttiva arrivò a 18.000 m di quota (stratosfera).  sensibili spessori di ceneri si depositarono anche a più di 2500 Km di  distanza dal vulcano •60 le persone che persero la vita
  32. 32. IL NUOVO EDIFICIO VULCANICO DI M. St. HELEN  
  33. 33. CALDERE E CAMPI VULCANICI INTRACALDERICI Le caldere sono strutture da collasso vulcano-tettonico che si  presentano come ampie depressioni a contorno frequentemente  subcircolare o ellittico (sono tuttavia note anche caldere di forma  irregolare), di diametro superiore ad un chilometro, caratterizzate da  pareti interne subverticali. Esse risultano dallo sprofondamento di una  parte più o meno cospicua del tetto di una camera magmatica  superficiale, svuotatasi a seguito di una grossa eruzione esplosiva.
  34. 34. Vulcanesimo secondario Geyser Solfatare fumarole Soffioni  boraciferi Sorgenti termali
  35. 35. Gli effetti disastrosi di un'eruzione sono tanto maggiori quanto maggiore è l'urbanizzazione dell'area circostante al vulcano e quanto maggiore è la probabilità di avere fenomeni di tipo esplosivo. IL RISCHIO VULCANICO:
  36. 36. Il Rischio è definito (Unesco, 1972, Fournier d'Albe, 1979) come il prodotto: Rischio = (Danno) x (Pericolosità) Danni che il vulcano potrebbe provocare nel contesto in cui è inserito (tipologia costruzioni, densità abitativa, etc.) Pericolosità è la probabilità che una data area sia soggetta ad un determinato evento vulcanico distruttivo .
  37. 37. In tale contesto, per la densità degli insediamenti urbani che lo circondano, un vulcano a rischio altissimo è il Vesuvio, a riposo dal 1944. IL RISCHIO VULCANICO IN ITALIA:
  38. 38. Un’altra area a rischio vulcanico altissimo è quella dei Campi Flegrei, i cui lenti movimenti verso l’alto o verso il basso (bradisismi), che saltuariamente si manifestano,sarebbero causati da movimenti, in una massa di magma posta a qualche km di profondità.I campi Flegrei, sono un complesso vulcanico con una lunga evoluzione - iniziata 50.000 anni fa - che comprende circa 20 crateri disseminati su un’area di 65 km2 . IL RISCHIO VULCANICO
  39. 39. IL RISCHIO VULCANICO: Nel caso del Vesuvio e dei Campi Flegrei, la cui attività è stata quasi sempre esplosiva,l’unica possibilità di difesa è: riconoscere l’avvicinarsi di un’eruzione attraverso lo studio dei prodotti e delle caratteristiche delle eruzioni precedenti e la rilevazione continua di certi parametri fisici e chimici Per potere evacuare tempestivamente l’area.
  40. 40. IL RISCHIO VULCANICO: Se l’attività vulcanica è prevalentemente effusiva: si può tentare di attuare una difesa attiva L’Etna, laboratorio naturale per la Vulcanologia, in relazione agli insediamenti urbani e agricoli in espansione sui suoi versanti, è una sorvegliato speciale.
  41. 41. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEI VULCANI SULLA TERRA

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