Bs 2012 web

383 views

Published on

Bilancio Sociale 2012

Published in: Health & Medicine
0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
383
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
6
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Bs 2012 web

  1. 1. Bilancio sociale2012
  2. 2. In prima e quarta di copertina: istantanee scattate nei centri di Fondazione Renato Piatti onlus, protagoniste le persone di tutte le età di cui ci prendiamo curaFondazione Renato Piatti onlusBilancio sociale 2012
  3. 3. 3
  4. 4. 4INDICELETTERA DEL PRESIDENTE NOTA METODOLOGICA 1. IDENTITÀ1.1 Profilo generale1.2 Missione, valori e aspirazioni1.3 La strategia1.4 Gli stakeholder1.5 Il sistema di governo e controlloe l’articolazione organizzativa 1.5.1 Gli organi 1.5.2 L’articolazione organizzativa 1.5.3 Gli strumenti di programmazione, misurazione e controllo2. LE PERSONE CHE OPERANOPER LA FONDAZIONE2.1 Quadro generale2.2 Il personale dipendente 2.2.1 Consistenza e composizione 2.2.2 La formazione 2.2.3 Assenze 2.2.4 La soddisfazione del personale 2.2.5 Relazioni con le organizzazioni sindacali 2.2.6 Altro personale retribuito2.3 Il volontariato2.4 Sicurezza e salute negli ambienti di lavoro2.5 Contenzioso2.6 Outsourcing3. QUADRO DI INSIEME DELL’ATTIVITÀSVOLTA PER PERSEGUIRE LA MISSIONE3.1 Gli ospiti dei centri 3.1.1 La dinamica: accessi, dimissioni, valutazioni 3.1.2 Periodi di sollievo a favore delle famiglie 3.1.3 Le caratteristiche socio-demografiche degli ospiti3.2 Le modalità di risposta ai bisogni degli ospiti e delle loro famiglie 3.2.1 Quadro generale 3.2.2 L’analisi della capacità di risposta al benessere materiale3.3 L’opinione delle famiglie sulla qualitàdei servizi3.4 Il Servizio SAI?4. L’ATTIVITÀ DEI SINGOLI CENTRI4.1 I Centri Residenziali 4.1.1 Residenze Sanitario assistenziali per persone con Disabilità (RSD) 4.1.2 Comunità Socio Sanitarie per persone con disabilità (CSS) 4.1.3 La Comunità Alloggio di Bregazzana4.2 I Centri Diurni4.3 I Centri riabilitativi 4.3.1 Il Centro Riabilitativo Semiresidenziale per l’infanzia e l’adolescenza (CRS) di Besozzo 4.3.2 La Comunità Terapeutica per pre-adolescenti e adolescenti di Fogliaro5. ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONEE RACCOLTA FONDI5.1 La struttura5.2 L’attività di comunicazione verso tuttii pubblici5.3 Le iniziative verso i privati 5.3.1 Gli eventi di raccolta fondi 5.3.2 La campagna 5x10005.4 Le iniziative verso le imprese5.5 Le iniziative verso gli enti erogatori5.6 I risultati complessivi6. RISORSE ECONOMICHE6.1 Proventi ed oneri6.2 Indici 6.2.1 Indici relativi alla situazione finanziaria 6.2.2 Indici relativi alla solidità patrimoniale 6.2.3 Indici relativi all’impiego delle risorseGli allegati al Bilancio Sociale 2012sono scaricabili dal nostro sito:alla sezione “Chi siamo/Bilancio di eserci-zio e sociale”.5688101115161618192020212124262728282930313132323238394141414548505050546061676770727272737476777879808084848687www.fondazionepiatti.it
  5. 5. 5
  6. 6. 6Siamo giunti anche quest’anno al nostro appuntamento con il Bilancio Sociale di Fondazione Renato Piatti onlus.È la quarta edizione per il nostro documento di rendicontazione sociale (quinta, se si considera anche il bilancio di missione 2008), e losforzo per informare con trasparenza e accuratezza tutti i nostri stakeholder continua.La nostra missione, che consiste nel fare sì che le persone con patologie psichiche e intellettive e le loro famiglie possano vivere la mi-gliore condizione di benessere possibile nell’arco di tutta la loro esistenza, viene perseguita con il lavoro quotidiano di tutte le donne egli uomini che operano per la nostra Fondazione.Un’attività complessa, che spesso non è facile da raccontare e - a maggior ragione - da “misurare”. Tuttavia, siamo convinti che in questiultimi quattro anni l’impegno nella redazione del Bilancio Sociale ci abbia aiutati a descrivere sempre meglio il nostro lavoro, in termininon solo qualitativi ma anche e soprattutto quantitativi.La perfezione, come si suol dire, non è di questo mondo, quindi la strada da percorrere è ancora lunga. Ma la consapevolezza di averemargini di miglioramento tiene viva l’attenzione e la motivazione di tutti noi.L’idea della crescita nella continuità, che permea il Piano Strategico 2013-2015 che Fondazione Renato Piatti onlus ha deliberato inchiusura di 2012, contraddistingue quindi il nostro Bilancio Sociale.E il tratto della continuità, oltre che nei contenuti, è visibile anche nella forma: il nostro “sottile filo rosso”, che simboleggia il legamedi scambio e di condivisione che tiene saldamente uniti amministratori, operatori, ospiti e famiglie, ha marcato la scorsa edizione delBilancio Sociale e continua la sua “corsa” anche sulle pagine che, tra poco, vi troverete a leggere.Nella speranza che questo documento possa contribuire a tenervi vicini alla nostra realtà e, perché no, a volerla conoscere ancora di più.Cesarina Del VecchioPresidente Fondazione Renato Piatti onlusLETTERA DEL PRESIDENTE
  7. 7. 7Fondazione Renato Piatti onlus redige peril quinto anno consecutivo un documentovolto a rendicontare, insieme al bilancio diesercizio, l’attività svolta e i risultati otte-nuti rispetto al perseguimento della pro-pria missione e, più in generale, a rispon-dere alle esigenze informative dei propristakeholder.Il bilancio sociale è relativo all’anno 2012e si riferisce all’attività svolta dalla Fonda-zione Renato Piatti onlus; si precisa chel’organizzazione non ha legami rilevanticon altri soggetti tali da richiedere un piùampio perimetro di rendicontazione.Rispetto al 2011 non ci sono stati cambia-menti significativi nel perimetro o nei me-todi di misurazione.Così come nelle precedenti edizioni, lostandard di rendicontazione sociale pre-so a riferimento è costituito dalle “Lineeguida per la redazione del bilancio socia-le delle organizzazioni non profit” ela-borate dall’Agenzia per il Terzo Settore(2010). Come è possibile verificare nell’al-legato disponibile sul sito, nel bilanciosociale sono presenti l’86,2% comple-tamente e l’1,5% parzialmente dellecosiddette ‘informazioni essenziali’ (intotale 65) e il 43,1% completamente ed il3,4% parzialmente delle cosiddette ‘infor-mazioni volontarie’ (in totale 58) previstedal modello dell’Agenzia per il Terzo Set-tore. Va segnalato che le 8 informazioniessenziali non presenti sono tutte rela-tive agli aspetti di gestione dell’impattoambientale della Fondazione, aspetti chesi ritengono di rilevanza secondaria rispet-to alla missione e all’operatività della Fon-dazione. Fatta salva questa eccezione, siritiene di aver considerato nel documentotutte le attività svolte dall’organizzazionee tutte le questioni rilevanti ai fini dellarendicontazione.Il processo di rendicontazione sociale,condotto con il supporto di un consulen-te esterno della società di consulenzaSENECA srl, è stato gestito da un gruppodi lavoro costituito da diverse figure pro-fessionali (educatori, psicologo, assistentesociale, amministrazione, comunicazione,direzione sociale e direzione gestionale)atte a vedere sotto diversi aspetti l’operatodell’ente. Il gruppo è stato coordinato dalResponsabile dell’Area Comunicazione. Redazione, impaginazione e stampa deldocumento sono stati curati e coordinatidall’Area Comunicazione.Il bilancio sociale è stato approvato dalConsiglio di Amministrazione in data 22aprile 2013.NOTA METODOLOGICA
  8. 8. 8Anche in questa edizione sono stati effet-tuati diversi interventi di miglioramento,in particolare:• la data di conclusione della redazione, diapprovazione e di pubblicazione è stataanticipata di oltre un mese rispetto alleprecedenti edizioni, in modo da rende-re disponibile il documento nella primametà di giugno;• per migliorare la fruibilità del documen-to si è operato per ottenere una signifi-cativa diminuzione del numero di pagi-ne (40 in meno) sia attraverso azioni disintesi e di razionalizzazione sia median-te lo spostamento di elementi di appro-fondimento in allegati disponibili in ver-sione digitale sul sito della Fondazione;• è stata ulteriormente sviluppata l’analisigenerale sugli ospiti dei centri della Fon-dazione con un approfondimento sulle li-ste di attesa e sulle valutazioni effettuate.Per migliorare chiarezza e accessibilità deldocumento si è provveduto a:• intervenire sul testo per renderlo il più pos-sibile sinteticoefacilmente comprensibile;• ottimizzare l’impianto grafico del do-cumento, utilizzando un font ad altaleggibilità, individuando simboli graficispecifici per i rinvii nei capitoli e per idocumenti pubblicati esclusivamenteonline, nonché per identificare determi-nati servizi/attività;• somministrare un questionario via emailagli stakeholder per raccogliere le lorovalutazioni (vedere qui sotto).8Il documento viene stampato in circa 300 copie e viene reso disponibile sul sito della Fondazione, unitamente al bilancio di esercizio.Per chiedere informazioni o fornire osservazioni sul bilancio sociale:Franco Radaelli, tel 0332 326577 - e-mail: francoradaelli@fondazionepiatti.itGli interventi di miglioramento effettuati sonostati decisi anche in base ai risultati di un que-stionario di valutazione sul bilancio sociale2011, realizzato nel mese di marzo 2013 e ri-volto a circa 817 persone (famigliari di ospiti,dipendenti, collaboratori, volontari, fornitori,donatori, sostenitori, rappresentanti delle isti-tuzioni). I questionari compilati sono stati 30,di cui: il 34,5% da dipendenti o collaborato-ri; il 24,1% da famigliari di ospiti; il 20,7% davolontari; il 20,7% da donatori/sostenitori; il13,8% da soci Anffas; il 10,3% da altre tipolo-gie di stakeholder.È emerso in particolare che:• il 100% ritiene che tutti i temi ritenuti rile-vanti rispetto all’operato di Fondazione Piat-ti siano stati considerati nel bilancio sociale;• il 72,4% grazie al bilancio sociale ha appre-so qualcosa di nuovo sulla Fondazione Piatti;• il 100% si aspetta che la Fondazione Piatticontinui a redigere il bilancio sociale;• una serie di caratteristiche del documentosono state così valutate:RILEVAZIONE DEL GIUDIZIO SUL BILANCIO SOCIALE 2011724,1 %827,6 %1344,8 %1137,9 %1758,6 %1862,1 %1448,3 %1655,2 %Lunghezza del documentoOrganizzazione e sequenza dei contenutiChiarezza graficaLeggibilitàSufficienteBuonoOttimo Insufficiente Pessimo413,8 %310,3 %26,9 %26,9 %13,4 %00%00%00%00%00%00%00%
  9. 9. 91. IDENTITÀFondazione Renato Piatti onlus è stata co-stituita nel 1999 a Varese per volontà dialcuni soci della locale Anffas (Associazio-ne Famiglie di persone con disabilità intel-lettiva e/o relazionale) allo scopo di pro-gettare, realizzare e gestire servizi a favoredelle persone con disabilità intellettiva erelazionale e delle loro famiglie.In particolare la Fondazione gestisce 13Centri nelle province di Varese e Milano1,tutti accreditati presso la Regione Lombardia.Grazie alle équipe multidisciplinari di cuiogni Centro si avvale, la Fondazione cercadi rispondere, professionalmente e uma-namente, ai bisogni individuali degli ospi-ti, sulla base di un approccio globale allapersona, che costituisce il cardine dellasua filosofia operativa.L’impegno degli operatori è orientato apromuovere un approccio inclusivo, chevuol dire “curare il territorio per curare lepersone”, andando oltre la pura erogazio-ne dei servizi.La Fondazione offre anche il servizio diinformazione e accoglienza SAI?, che for-nisce consulenza e accompagnamento perle famiglie dal punto di vista psicologico,amministrativo e legale, riguardo tutti gliaspetti legati alla presenza di un familiarecon disabilità intellettiva e relazionale.1.1 PROFILO GENERALE1 La sede principale, che è anche sede legale, della Fondazione è in via Cairoli, 13 a Varese.319OSPITIPRESENTI NEI CENTRI316DIPENDENTIE COLLABORATORI75VOLONTARI12.817.720 eTOTALE PROVENTISTORIA DELLA FONDAZIONEI NUMERI DI FONDAZIONE PIATTI NEL 2012www.fondazionepiatti.italla sezione “Chi siamo/Storia”
  10. 10. 1010FOCUS SU…EVENTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL 2012• Concluso il primo lotto di lavori di riqualifi-cazione e manutenzione straordinaria dellaRSD di San Fermo, che viene intitolata a PieroManfredini, ex amministratore della Fonda-zione.• Attivato un nuovo Sportello SAI? (ServizioAccoglienza Informazione) presso la sede delConsultorio Familiare La Casa di Varese, incollaborazione con l’Istituto La Casa di Varese.• Inaugurato all’Ospedale di Circolo di Varese ilProgetto “DAMA” (Disabled Advanced MedicalAssistance), per l’assistenza medica specificaalle persone con gravi disabilità intellettive,comunicative e neuromotorie.• Estesa alla Comunità Terapeutica di Fogliaro aVarese la certificazione ISO 9001:2008.• Emesso e collocato interamente il Social BondBanca Popolare di Bergamo – UBI Comunitàper Fondazione Renato Piatti onlus, con desti-nazione di fondi alla attività di Terapia Riabili-tativa in Acqua praticata al CRS di Besozzo.• Approvato il Piano Strategico 2013-2015 del-la Fondazione.• Approvato il Codice Etico e il Modello di orga-nizzazione, gestione e controllo ex D.lgs 231della Fondazione.Fondazione Piatti è ente a marchio Anffas (Associazionenazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/orelazionale) ed è prima di tutto espressione di un gruppo di socidell’Anffas Varese che hanno deciso nel 1999 di costituirla perdifferenziare l’attività gestionale da quella associativa.La Fondazione si riconosce nei valori culturali e sociali diAnffas e nella sua finalità statutaria di garantire alle personein situazione di disabilità intellettiva e/o relazionale e alle lorofamiglie il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata, il piùpossibile indipendente nel rispetto della propria dignità.
  11. 11. 11La missione di Fondazione Piatti si ispiraai contenuti della definizione di salute edisabilità (OMS 2001) e ai principi dellecarte internazionali sui diritti umani tra cuila Convenzione ONU sui diritti dell’infan-zia e la Convenzione ONU sui diritti dellepersone con disabilità.Alcune ‘parole chiave’ connesse con lamissione sono:• salute e disabilità: la disabilità non èuna condizione clinica, ma il risultatodel rapporto tra lo stato di salute dellapersona e le risposte dell’ambiente (fisi-co e sociale). Lo stato di salute è definitodal quadro clinico e dalla diagnosi chedefinisce la patologia. La persona per-tanto non è affetta da una disabilità, mada una patologia (es. sindrome di Down,autismo, ecc). La disabilità, secondo ladefinizione OMS (2001), è rappresentatadalla discrepanza tra il funzionamentodella persona e le richieste dell’ambien-te. Più l’ambiente diventa favorevole,minore diventa la possibilità che una pa-tologia (stato di salute) diventi disabilità;• inclusione sociale: rappresenta un at-teggiamento della società ad esseredisponibile a mettere in discussione leproprie regole per poter garantire l’acco-glienza e l’accessibilità ai servizi di tuttele forme di fragilità. È un concetto moltodifferente da quello di integrazione, incui la società chiede a tutte le persone, aprescindere da etnia, cultura, condizionesociale e di salute, di adattarsi alle rego-le pre-costituite;• visione olistica della persona: presup-posto culturale è che “il tutto è piùdell’insieme delle parti”, ovvero la per-sona intesa nella sua unità, totalità eunicità è molto di più che l’insieme del-le parti biologiche che la compongono.Fondazione Piatti pone al centro dellapropria missione la persona ancor primadella sua condizione sociale (disabile):“Prima la persona, poi il disabile”.A cosa aspiriamo...Fondazione Piatti vuole:• continuare a operare nel campo dei ser-vizi alla persona ed essere riconosciutaper le elevate competenze nell’ambitodella disabilità, per la professionalitàdei suoi operatori, la qualità delle pre-stazioni erogate e la capacità di garantir-ne la sostenibilità nel tempo anche consoluzioni innovative;• sviluppare l’offerta dei propri servizipuntando all’eccellenza regionale nelcampo della riabilitazione e cura a favo-re dell’infanzia e dell’adolescenza.1.2 MISSIONE, VALORI E ASPIRAZIONILa missione della Fondazione Piatti onlus è far sìche le persone con patologie psichiche e intel-lettive e le loro famiglie possano vivere la migliorcondizione di benessere possibile nell’arco di tuttala loro esistenza senza discriminazioni fondate sul-la disabilità, creando le condizioni per sviluppareo recuperare le loro capacità ed autonomie e perfavorirne l’inclusione sociale.A tal fine la Fondazione realizza e gestisce servizidi assistenza, riabilitazione e cura differenziati peresigenze ed età e svolge un’azione di sensibilizza-zione, formazione e consulenza sui diritti.L’approccio adottato si fonda sul prendersi curadella persona nella sua unicità e globalità, sulla ri-cerca della condivisione attiva delle famiglie e sulcoinvolgimento della comunità.La Fondazione riconosce l’importanza della valoriz-zazione della dimensione sia umana sia professio-nale di tutti i propri collaboratori, in una prospetti-va di reciproco beneficio; si impegna a favorire lacontinuità e la qualità della vita lavorativa e a pro-muovere senso di appartenenza, partecipazione eresponsabilità.La Fondazione promuove attivamente presso i pro-pri interlocutori (stakeholder) la condivisione deipropri valori e del senso del proprio operare e ri-cerca comportamenti ad essi sempre più coerenti.
  12. 12. 12QUALI OBIETTIVI PERSEGUIREDefinizione del PIANO (cosa, come, quando)Valutazione del posizionamento di FP a medio termineRisorse RitorniFinanziarioL’attività di pianificazione strategica ha as-sunto per la Fondazione Renato Piatti unasempre più grande importanza, sia per at-tuare una gestione partecipata e condivisaai diversi livelli dell’organizzazione sia peraffrontare i forti cambiamenti del sistemadi welfare determinati anche dalla grave si-tuazione di scarsità di risorse economiche.Il nuovo Consiglio di Amministrazionedella Fondazione, insediatosi alla finedel 2011, ha quindi deciso di costituireun gruppo di lavoro permanente, formatoda due Consiglieri di Amministrazione edal Direttore Generale, che nel corso del2012 ha elaborato un Piano strategicoper il triennio 2013-2015, approvato nelmese di ottobre e presentato al personalein un incontro specifico tenuto nel mesedi novembre.Lo schema generale di sviluppo del Pia-no strategico si articola in tre diverse fasi(analisi, sintesi e verifica) e in 10 tappe,che sono di seguito rappresentate.1.3 LA STRATEGIALO SCHEMA GENERALE DI SVILUPPO DEL PIANO STRATEGICOQUADRO DEI BISOGNIespressi / latenti / futuriAnalisi Forze, Debolezze, Minacce, opportunitàPrimo filtro: MISSIONE e Visione di FPQUADRO DI SISTEMAattuale / prospettivePossibilitàdi differenziazionerispettoall’offerta di serviziQUADRO CONCORRENZIALEattuale / futuroPeculiarità FP- Posti- Accreditamenti- Competenze16784 52 38aSociale9a 9bValutazione rispetto alla vision10Istituzionie opinione pubblica9c8b
  13. 13. 13Alla base del Piano vi è una analisi del quadro evolutivo del sistema socio-sanitario lombardo, del contesto concorrenziale e dei bisogni(espressi, latenti e futuri) delle persone e delle relative famiglie a cui si rivolge la missione della Fondazione (vedere schema sotto).Intervento ancor più specialistico richiestodalle famiglie e dalla complessità dei casi.Differenzizione interventi rispetto alle esi-genze delle famiglie agendo anche dugliorari canonici.Gestione di ospiti che perdono i riferimentifamiliari e non coperti da tutela giuridica.Passaggio da CSS a RSD per prevalenza pa-tologie da invecchiamento.Gestione delle acuzie (che non richiedonoricovero ospedaliero).BambiniAdolescentiCRSOspiti dei CDDOspiti delle RSDOspiti dei CSSOspiti delle CTPressioni di chi è in lista d’attesa CRS.Spazi differenziati per patologia e fasciad’età.Assistenza sempre più specialistica perquadri ad alta complessità clinica (neuro-motori/psichici).Specifici ambiti dedicati ai minori oggiinseriti in modo non appropriato.Bisogni di spazi/attività diversificati perl’utenza anziana.Convivenza tra casistica eterogenea (bassa ealta complessità).Assistenza sanitaria in aumento.Consolidamento dell’intervento/approccioclinico-terapeutico.Espressi Latenti FuturiCertezza continuità assistenza/cura dopo ilpercorso in CRS.Adeguamento degli spazi in particolare per icentri con alta concentrazione di casi neuro-motori.Maggiore flessibilità.Più assisteza Medico/infermieristica, per ilcomplicarsi dei quadri clinici.Adeguamento continuo di spazi e ausili.Con la saturazione impossibilità di far fronteai bisogni di sollievo.Prospettive di orientamento in alternativa alrientro in famiglia.QUADRO DINAMICO DEI BISOGNI DEGLI ASSISTITI (a)2
  14. 14. 14Continuità delle Unità OperativeesistentiEspansione delle stesse tipolo-gie di servizio secondo i bisognidel territorioEspansione servizipubblico/privatoInfanzia e adolescenzaÈ stata quindi effettuata un’analisi che haindividuato i punti di forza e di debolezzadella Fondazione facendoli interagire congli elementi di opportunità e minaccia deri-vanti dal’evoluzione dell’ambiente esterno.Ciò ha consentito di definire una serie diopzioni strategiche che sono state ‘filtrate’alla luce della missione e della visione del-la Fondazione.Bisogni di sostegno economico.Fenomeno povertà in crescita.Aiuto per situazioni esplosive in ambito fa-miliare per complessità caso e dinamichefamiliari.Insoddisfazione per chiusura estiva CDD.Possibile rinuncia alla fruizione totale o par-ziale dei servizi più marcata nei diurni.Avere assicurazioni sul futuro ma senzaprendere decisioni quando si hanno ancorale capacità e opportunità.AccoglienzaOrientamentoAssistenzaStruttureProblemieconomiciDopo di noiCrescita di informazione, accoglienza eaccompagnamento che trovano sempre dimeno nel servizio pubblico.Pressioni lista d’attesa CRS.Aiuti per cure specialistiche extra servizi.Sollievi per casi complessi.Flessibilità.Crescente fenomeno di conflittualità coni Comuni per partecipazione al costo deiservizi.Moltefamigliesonosullasogliadelproblemapur non manifestandolo apertamente edevitando/rinviando le decisioni.Espressi Latenti FuturiAumento del flusso e della eterogeneitàdella domanda.Attivazione di forme di pronto intervento.Aiuti per far fronte ai costi dei servizi e allamediazione con i Comuni.Convinzione prevalente di potercela fare dasoli o che qualcuno ci penserà.QUADRO DINAMICO DEI BISOGNI DELLE FAMIGLIE (b)2Sostenibilitàeconomico/finanziariadelle iniziative con equilibrioin tempi predefinitiMarketing e raccolta fondiSviluppo quali-quantitativodelle risorse umaneArea di Varese e ProvinciaAree dove la Fondazioneè presenteNuovi territori,se opportunamente supportatiPARAGRAFO 1.2Servizi Territori RisorseSono state quindi selezionate le seguenti priorità:
  15. 15. 15Sulla base di tali priorità sono state individuate le seguenti direttrici per lo sviluppo dell’attività:Continuitàcon l’irrobustimento di patrimonioe struttura organizzativaCrescitatraducibile in nuovi progetti e iniziativeCapacitàtraducibile principalmente in interventidi irrobustimento della struttura,meglio allineandola con l’assetto dellaGovernance, e in una strategiadi Marketing e Raccolta Fondi• Gestire al meglio le gestioni in scadenza.• Irrobustire il patrimonio della Fondazione.• Predisporre le condizioni operative e organizzative, necessarie col nuovo sistema di welfare re-gionale (dall’offerta alla domanda).• Incrementare la capacità di gestione preventiva dei rischi (rischio clinico, infortuni sul lavoro,rischio gestionale e finanziario, rischi legali, ecc.).• Espansione, cogliendo o creando opportunità di nuove gestioni.• Rafforzare l’unicità della Fondazione nella cura dei minori e nell’accoglienza delle famiglie.• Ricercare nuove fonti di finanziamento pubblico/privato per garantire la continuità dei servizi.• Ricercare forme di partenariato, per rafforzare la sostenibilità.• Innovazione tramite ricerca di una identità e un posizionamento valido nel nuovo modello diwelfare regionale.• Prendere la crisi attuale come occasione di cambiamento, con il preciso intento di rientrare tra legrandi realtà del settore in Lombardia.• Irrobustire qualitativamente la struttura e l’organizzazione (governance – management – delegheruoli intermedi – marketing/comunicazione).• Dare posizionamento e concretezza all’attività di Marketing all’interno e all’esterno dell’organiz-zazione.• Intensificare e migliorare la quantità e la qualità delle interazioni con istituzioni locali e regionalie con Enti facenti parte del sistema.
  16. 16. 161.4 GLI STAKEHOLDERPersonale dipendente e collaboratori esterniContinuità e qualità della vita lavorativa,senso di appartenenza, partecipazione, responsabilità.VolontariCoinvolgimento, informazione, gratificazione.Organizzazioni sindacali. Informazione,adempimenti normativi, tutela del lavoratore.Regione LombardiaAdempimenti normativi, trasparenza,efficacia e sostenibilità gestionale.ASLAdempimenti normativi, trasparenza,efficacia e sostenibilità gestionale.Ambiti territorialiAdempimenti normativi, trasparenza,efficacia e sostenibilità gestionale,rendicontazione delle prestazioni erogate.ASL, Comuni, UONPIA, famiglie, ecc.Adempimenti normativi,condivisione di competenze ed esperienze.(Giornali, Radio, televisioni, …)Trasparenza, correttezza, informazioneComunità localeCollaborazione e condivisionedi competenze,inclusione socialeANFFAS VareseContinuità della missione,trasparenza, efficaciae sostenibilità gestionaleFamiglie delle persone con disabilitàEsigenze informative,di orientamento,di accompagnamento, di sollievoPersone con disabilitàPromozione e tutela dei diritti,risposte ai molteplici bisogninell’arco di tutta la loro vitaEnti non profit quali Anffas Melegnano, AnffasLyon Mario Ravera, Fondazione Gaetano e MafaldaLuce, Università Campus Biomedico di RomaCollaborazione, condivisione di competenze edesperienzeCONFAPI di VareseCondivisione di conoscenze e risorse diverse percreare valore aggiunto in termini di responsabilitàsociale d’impresa.Aziende fornitrici di beni e serviziCorrettezza, informazione, coinvolgimentoSTAKEHOLDER DI MISSIONE(coloro nell’interesse dei quali le attività istituzionalidell’organizzazione sono poste in essere)MASS MEDIAFORNITORI PRIMARICOLLABORATORIPARTNER E RETI TERRITORIALIDONATORI ED EROGATORIDI CONTRIBUTIPrivati, imprese ed enti erogatoriTrasparenza, informazione,rendicontazione sui progettiENTI EROGATORI, DI GOVERNOE DI CONTROLLO DEL SISTEMA DEI SERVIZISOGGETTI INVIANTI
  17. 17. 17Il grafico di pagina 15 rappresenta i principalistakeholder della Fondazione e i relativi bi-sogni percepiti a cui la Fondazione intendedare soddisfazione. Gli stakeholder sono sta-ti suddivisi in macrocategorie sulla base del-la relazione che intercorre con la Fondazione.Riguardo alla categoria “enti erogatori,di governo e di controllo del sistema deiservizi” si precisa che Regione Lombardiarappresenta l’organo politico che discipli-na il governo della rete dei servizi sanitarie socio-sanitari nel territorio di riferimentodell’attività della Fondazione, l’ASL rappre-senta l’organo operativo sul territorio cheha funzioni di programmazione, acquisto econtrollo dei servizio sanitari e socio sani-tari, gli Ambiti Territoriali rappresentano gliorganismi di programmazione della rete deiservizio sociali sul territorio di competenza.Comunicazione e coinvolgimentodegli stakeholderFondazione Piatti mantiene uno stretto esistematico rapporto con i propri stakehol-der2attraverso diversi strumenti di comu-nicazione e iniziative di coinvolgimentomirato.Tra gli strumenti di comunicazione utilizzati:il sito web, la newsletter che viene inviataperiodicamente a tutto il pubblico di rife-rimento, le comunicazioni ad hoc rivoltealle famiglie e al personale che vengonospedite e affisse nelle bacheche dei Centri,le rendicontazioni periodiche sulle presta-zioni erogate che vengono inviate agli entierogatori, di governo e di controllo, gli ag-giornamenti sui progetti e gli inviti a specia-li iniziative inviati ai donatori e ai volontari,i comunicati stampa.Le famiglie delle persone con disabilitàvengono coinvolte con iniziative mirate: laloro presenza nel Consiglio di Amministra-zione, l’indagine di customer satisfaction acui fa seguito una restituzione dei risultatiin un incontro per ogni Centro, un eventoannuale di condivisione.I dipendenti della Fondazione sono coinvol-ti con incontri periodici e con l’indagine dijob satisfaction a cui segue un incontro direstituzione.Nel 2012 sono stati realizzati due significa-tivi eventi di comunicazione interna: un in-contro tra i membri del Consiglio di Ammini-strazione di Fondazione Piatti e il personaledella struttura operativa e la presentazionedel Piano Strategico 2013-2015.PARAGRAFO 2.2.41.5.1 Gli organiLa Fondazione Renato Piatti onlus ha unsistema di governo e controllo fondato suiseguenti organi statutari:- Consiglio di Amministrazione;- Presidente;- Collegio dei Revisori dei Conti.Il Consiglio di Amministrazione della Fon-dazione Renato Piatti onlus è composto,compreso il Presidente, da 7 membri, di cui:- il Presidente dell’Anffas onlus di Varese;- due membri nominati dal Consiglio Di-rettivo dell’Anffas onlus di Varese tra isoci della stessa associazione;- due membri nominati dall’Assemblea dei soci dell’Anffas onlus di Varese tra isoci della stessa associazione;- due membri nominati dai cinque consi-glieri di cui ai punti precedenti.Si ha quindi che 5 componenti su 7 sonosoci Anffas.1.5 IL SISTEMA DI GOVERNO E CONTROLLO E L’ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA2Con il termine stakeholder si intendono tutti i soggetti, individuali o collettivi (e quindi singoli cittadini, gruppi informali e organizzazioni) che siano influenzati in modosignificativo dalle attività dell’organizzazione o che possano influenzare la capacità dell’organizzazione di mettere in atto le sue strategie e conseguire i suoi obiettivi.
  18. 18. 18I consiglieri durano in carica quattro anni epossono essere riconfermati.La composizione del Consiglio di Ammi-nistrazione per il periodo 2011-2014 è laseguente:Cesarina Del Vecchio (Presidente),Maria Caccia Dominioni (VicePresidente),Anna Castiglioni (Consigliere),Paolo Tognella (Consigliere Delegato),Riccardo Polinelli (Consigliere),Emilio Rota (Consigliere),Renzo Vanetti (Consigliere)Nell’attuale Consiglio di Amministrazionevi sono:• 2 Amministratori i cui familiari usufrui-scono dei servizi diurni della Fondazione;• 5 Amministratori che non usufruiscononé direttamente, né indirettamente deiservizi della Fondazione.Il Consiglio di Amministrazione ha il po-tere dell’ordinaria e straordinaria ammini-strazione della Fondazione. Al Consiglio diAmministrazione spetta in particolare:• nominare il Presidente, il Vice Presiden-te ed il Direttore Generale;• approvare il bilancio preventivo e con-suntivo;• approvare il programma delle attività;• deliberare su eventuali modifiche statuta-rie e sullo scioglimento della Fondazione.Il Consiglio di Amministrazione si è riunito10 volte nel corso del 2012.Il Presidente della Fondazione RenatoPiatti Onlus viene nominato dal Consigliodi Amministrazione tra i suoi componentie dura in carica 4 anni. Il Presidente ha lalegale rappresentanza dell’ente, firma tuttigli atti necessari all’attuazione di quantodeliberato dal Consiglio di Amministrazio-ne, sorveglia il buon andamento ammini-strativo della Fondazione, cura l’osservan-za dello Statuto e ne promuove la riformaqualora si renda necessaria. Al Presidentespettano, nei casi di urgenza, tutti i poteridel Consiglio di Amministrazione; le deci-sioni assunte dallo stesso nei predetti casidevono essere comunque ratificate dalConsiglio di Amministrazione.Tutti gli amministratori, compreso il Pre-sidente, non percepiscono alcun com-penso per la carica ricoperta. Oltre a quanto previsto dallo statuto, èattivo un gruppo di lavoro, formato dallamaggioranza dei Consiglieri di Ammini-strazione e dal Direttore Generale, che siriunisce tendenzialmente una volta allasettimana. Durante questi incontri il Di-rettore Generale aggiorna i Consiglieri suitemi rilevanti della gestione, vengono ap-profonditi temi, situazioni, progetti che poivengono affrontati in seno al Consiglio diAmministrazione.Il Collegio dei Revisori dei Conti è com-posto da 3 membri effettivi e 2 supplenti.Il Collegio è nominato dal Consiglio Diret-tivo dell’Associazione Anffas Varese On-lus. Almeno uno dei membri effettivi delCollegio dei Revisori deve essere iscrittonel Registro dei Revisori.I Revisori durano in carica quattro anni esono rieleggibili.Nel corso del 2011 il Collegio è stato nomi-nato per il triennio 2011-2014, senza mo-difichenellasuaprecedentecomposizione.Per assumere la qualifica di socio Anffas occorre essere parenti entro il quartogrado, affini entro il secondo grado, tutori, curatori, amministratori di sostegno dipersone con disabilità intellettiva e/o relazionale.Possono anche essere nominati soci (con la qualifica specifica di socio amico) co-loro che prendono parte e collaborano alla vita dell’associazione Anffas Vareseonlus da almeno un anno.
  19. 19. 19La composizione del Collegio dei Revisoriper il periodo 2011-2014 è la seguente:Emilio Franzi (Presidente),Salvatore Musella, Salvatore Giallo.Compete al Collegio ogni potere di con-trollo amministrativo e contabile sull’atti-vità della Fondazione.Il Collegio dei Revisori si è riunito 5 voltenel corso del 2012.Tutti i membri del Collegio dei Revisoridei Conti hanno rinunciato al loro com-penso e svolgono il loro lavoro gratuita-mente.1.5.2 L’articolazione organizzativaIl modello organizzativo prevede tre areedi operatività:• l’area gestionale, che svolge un ruolo disupporto amministrativo/gestionale atutta l’attività operativa dell’ente;• l’area dei servizi, a cui compete la ge-stione delle strutture operative residen-ziali e diurne, sanitarie e sociosanitarie;• l’area sociale, che sovraintende a tutti gliaspetti di contatto e gestione dell’uten-za e agli aspetti sanitari.L’organigramma funzionale di FondazionePiatti è riportato di seguito.COMPOSIZIONE DETTAGLIATA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (2011-2014)COMPOSIZIONE DETTAGLIATA DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI (2011-2014)www.fondazionepiatti.itwww.fondazionepiatti.itCOLLEGIO DEI REVISORIE. Franzi (Presidente)S. Musella, S. GialloCONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONEC. Del Vecchio (Presidente), M. Caccia Dominioni, A. Castiglioni,P. Tognella, E. Rota, R. Polinelli, R. VanettiProjectLeader(s)ComunicazioneMaurizio FerrariDirettore Area GestionaleRappresentante della Direzione SGOFranco RadaelliDirettore dei ServiziMassimiliano ArosioDirettore Area SocialeLuisella CarchenDirettore GeneraleMichele ImperialiRSPPG. CostantiniCRS Besozzo Mannoni-FarioliC.T. Fogliaro Mannoni-FarioliRSDSanFermo Crespi-BassaniRSD Sesto C. Ratti-BassaniCSS 1-2 Busto A. MarantelliCDD-CSS Bobbiate RusiniCDD-CAT Bregazzana RusiniCDD-CSS Melegnano BerroneCDD Besozzo TestaRaccolta FondiMaurizio FerrariAmministrazioneGiordano BossiRisorse UmaneGianluca CostantiniDirezione SanitariaAnnalisa FarioliSimona BassaniSAI?Nicoletta CuccirelliFlusso utentiSilvia ChiaravalleSistema Qualità,processi aziendalie sistemi informativiLorenzo Colomboalla sezione “Chi siamo/Organi direttivi”alla sezione “Chi siamo/Organi direttivi”
  20. 20. 201.5.3 Gli strumenti di programmazione, misurazione e controlloÈ attivo in Fondazione il Sistema di Ge-stione Qualità, certificato conforme allanorma ISO 9001:2008 relativamente allasede amministrativa, alle due ResidenzeSanitarie Assistenziali (RSD) e al Centro Ri-abilitativo Semiresidenziale (CRS).Nel 2012 tale sistema è stato esteso an-che alla Comunità Terapeutica di Fogliaro.Per quanto riguarda la gestione dei ser-vizi, è ormai consolidato il sistema diprogrammazione e controllo a cura del-la Direzione Generale e dei responsabili/coordinatori dei singoli servizi.Per il personale vengono realizzate rile-vazioni annuali del grado di soddisfazio-ne attraverso la job satisfaction.Viene inoltre eseguito il monitoraggio co-stante delle malattie e degli infortuni inuna logica di comprensione degli eventi edelle loro cause, per pianificare azioni cheriducano le condizioni che possano in qual-che misura favorire questi accadimenti.Per quanto riguarda gli ospiti della Fon-dazione è da tempo stata introdotta larilevazione annuale del grado di soddi-sfazione delle famiglie attraverso la cu-stomer satisfaction al fine di raccogliere ilpunto di vista di chi rappresenta il fruitoredel servizio ed apportare i miglioramentinecessari per soddisfare al meglio i biso-gni degli ospiti.È proseguito nel 2012 il processo di realiz-zazione di un Modello di organizzazione,gestione e controllo ai sensi del DecretoLegislativo 231/2001 al fine di prevenireeventuali reati, con una mappatura dei set-tori a rischio e la definizione delle oppor-tune contromisure. In particolare nel corsodell’anno è stata portata a compimento lafase di analisi del modello organizzativoe gestionale ed è stato prodotto il CodiceEtico di Fondazione Piatti.L’attività più intensa sul versante dei con-trolli esterni è svolta dalle Aziende Sani-tarie Locali, che operano controlli miratial rispetto delle disposizioni normative diaccreditamento e all’appropriatezza degliinterventi a favore degli ospiti.Durante l’anno 2012 sono state effettua-te 17 vigilanze durante le quali sono statefatte 12 prescrizioni tutte chiuse nei tem-pi richiesti con esito positivo.PARAGRAFO 2.2.4PARAGRAFO 2.4PARAGRAFO 3.3
  21. 21. 213 Attività in outsourcing ad incidenza diretta sul servizio: Infermieri Professionali.Fondazione Renato Piatti onlus svolge lasua attività avvalendosi di personale qua-lificato, che nei servizi alla persona rappre-senta la variabile essenziale per conferirequalità al “fare”. Un personale compostosia di operatori dipendenti sia di figurein rapporto libero-professionale (medicie terapisti). È inoltre attiva da molti anni,nelle strutture che le richiedono, una col-laborazione in outsourcing per le presta-zioni specialistiche-infermieristiche. Fa poi parte del prezioso capitale umanoanche un gruppo di volontari che, in variomodo, sostengono le attività delle realtàoperative.2.1 QUADRO GENERALEComplessivamente le persone che operanoper la Fondazione sono 391Personalecon contrattodi lavoro dipendente(operatori)Personaleprofessionistaa contratto(medici e terapisti)Personaleconvenzionato3Personalevolontario282 24 10 752. LE PERSONE CHE OPERANO PER LA FONDAZIONEPERSONE CHE OPERANO PER LA FONDAZIONE (AL 31/12/2012)
  22. 22. 222.2.1 Consistenza e composizioneAL 31 dicembre 2012 erano 282 le per-sone legate a Fondazione Piatti da un rap-porto di lavoro subordinato, con una leg-gera riduzione (5 unità) rispetto al 2011,dopo tre anni di costante crescita. La dimi-nuzione deriva, da un lato, dalla decisio-ne di esternalizzare il servizio di pulizia elavanderia nei contesti residenziali, che hacomportato l’assunzione da parte dell’im-presa esterna di 12 addette ai servizi finoad allora dipendenti di Fondazione Piatti;dall’altro lato, dall’assenza nel 2012 distart up operativi di nuove unità d’offerta.2.2 IL PERSONALE DIPENDENTECOMPOSIZIONE PER TIPOLOGIA CONTRATTUALE DEL PERSONALE DIPENDENTE (AL 31/12/2012)TOTALE: 282TOTALE: 287TEMPO DETERMINATO: 46di cui part time: 2 (0,7%)TEMPO DETERMINATO: 51di cui part time: 6 (2,1%)TEMPO INDETERMINATO: 236di cui part time: 35 (12,4%)TEMPO INDETERMINATO: 236di cui part time: 36 (12,5%)201182,2%201283,7%16,3%17,8%282 operatori nel 20122000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012102 104 116 141161187203245239251278 287 282PROGRESSIONE PERSONALE ANNI 2000-2012
  23. 23. 23Il 64,5% degli operatori ha meno di 40 anniTOTALE: 282FINO A 30 ANNI: 65DA 31 A 40 ANNI: 117DA 41 A 50 ANNI: 67OLTRE 50 ANNI: 3323%41,5%23,8%11,7%20,2%13,8%14,6%12,7%38,7%TOTALE: 282DA 0 A 1 ANNO: 36DA 2 A 3 ANNI: 57DA 4 A 5 ANNI: 39DA 6 A 7 ANNI: 41OLTRE 7 ANNI: 109ENTRATE5ENTRATE76- 3 dimissioni volontarie- 1 decesso- 10 trasferimenti per outsourcing- 3 mancati superamenti periodo di prova- 8 dimissioni volontarie- 2 trasferimenti per outsourcing- 52 conclusioni periodo contrattualePer sostituzioni periodo estivoo legate a progetti individualispecificiTEMPOINDERMINATOTEMPODETERMINATOUSCITE14USCITE62DISTRIBUZIONE DEL PERSONALE PER ETÀ E PER ANZIANITÀ AZIENDALE (AL 31/12/2012)DINAMICA PERSONALE DIPENDENTE NEL CORSO DEL 2012UOMINI60(57 NEL 2011)DONNE222(230 NEL 2011)Anche nel 2012 resta molto alta la quotadi operatori “anziani” di servizio (quel-li con oltre 7 anni di presenza), che sono109 su 282. Il dato del 2012 risente, comedetto, del mancato avvio operativo distrutture nuove, come era accaduto invecenel recente passato.
  24. 24. 24Nel dettaglio, ecco la distribuzione numerica dei collaboratori sulle specializzazioni professionali che entrano in gioco nella conduzionedei servizi alla persona.1DIRETTORE GENERALE31 2DIRETTORI DI AREA2RESPONSABILI DI AREA1PSICOLOGO117 4COORDINATORI14IMPIEGATE94 5EDUCATORI10289 13EDUCATORI PROFESSIONALI4330 13ASA8569 16O.S.S.64 2TERAPISTI2ASSISTENTI SOCIALI1PORTIERE282222 60TOTALE2INFERMIEREDISTRIBUZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE PER CATEGORIA CONTRATTUALE E GENERE
  25. 25. 252.2.2 La formazione La formazione recita un ruolo di assolutapriorità nella dinamica di gestione del ri-sorse umane ed è strutturata sulla base diun piano, normalmente biennale, che toc-ca i tre settori di interesse in cui operanogli addetti di Fondazione Piatti:1) sicurezza e formazione cogente (for-mazione 16 ore – rischio elevato aineoassunti ex Accordo Stato – Regionidicembre 2011; antincendio; gestioneemergenze; movimentazione carichi;codice privacy; igiene alimentare; ecc.);2) formazione tecnico-scientifica (stru-menti teorici e culturali nella program-mazione dei sostegni a favore dellepersone con disabilità intellettiva; dina-miche relazionali di comunità tra opera-tori e utenti adolescenti; aggiornamentisu specifiche tecniche riabilitative, ecc.);3) formazione manageriale o tecnico am-ministrativa (SIDI web, aspetti normati-vi e contabili delle ONLUS, avanzato cor-si avanzati di information technology).Nel corso del 2012 sono state realizzate76 iniziative formative (65 nel 2011) chehanno coinvolto 247 persone (251 nel2011) per un totale di 800 partecipazioni(628 nel 2011) e di 4.394,5 ore di forma-zione4(3.251 nel 2011).Le risorse economiche impiegate sonostate pari a 98.956 euro, di cui 26.447 dispese “vive” e 72.509 considerando leore lavorative impiegate.Numero ore complessiveNumero operatori coinvolti% operatori coinvolti sul totaleNumero partecipazioniNumero partecipazioni/totale operatori coinvoltiCosti totali- di cui spese vive (quote iscrizione,rimborsi trasferte, docenze)- di cui per ore lavorative impiegate(costo orario medio di 16,50 e)4.394,524787,5%8003,2e 98.956e 26.447e 72.50920123.25125186%6282,5e 66.266e 20.231e 46.03520114.394,5 ore di formazione247 operatori coinvoltiDATI GENERALI ATTIVITÀ DI FORMAZIONE REALIZZATA4Corrispondenti a 15,6 ore per ogni dipendente della Fondazione.
  26. 26. 2622291776404623.230,51447388ManagerialeTecnico-amministrativa768004.394,5TOTALEINIZIATIVE FORMATIVEPARTECIPAZIONIORE FORMAZIONESUDDIVISIONE ATTIVITÀ FORMATIVA PER AREA TEMATICATecnico-scientificaSicurezzae formazione cogenteFOCUS SU…ALCUNE IMPORTANTI INIZIATIVE DI FORMAZIONETra le 76 iniziative di formazione svolte nel2012 ne ricordiamo alcune che hanno fattospicco, sia per i temi affrontati sia per il li-vello della docenza. Nel campo pedagogico-educativo è stato realizzato il ciclo di incontrisui sostegni alla progettazione nell’ambitodella disabilità intellettiva, affidato al profes-sor Luigi Croce dell’Università Cattolica diBrescia, con il coinvolgimento di 35 opera-tori in tre giornate di lavori, dedicate allenote metodologiche, all’approccio clinico ealla progettazione educativa propriamentedetta. È stata poi promossa la giornata semi-nariale (con lectio magistralis al mattino, esupervisione sistemica al pomeriggio con lasola equipe della CT Fogliaro) in tema di di-namiche di comunità con il professor Gusta-vo Pietropolli Charmet (Università Statale diMilano), cui sono stati presenti 60 operatori,provenienti da tutte le nostre unità di offerta.Ancora, è stato riproposto, e affinato, il cor-so orientato alle conoscenza delle attivitàdi stimolazione basale (professoressa Tere-sa Wjisocka), per un totale di 66 operatori.Su un versante più orientato agli elementimotivazionali, è stata organizzata una gior-nata di incontro/testimonianza con il notoconsulente americano John Foppe, Il limite èsolo un ostacolo da superare, con la presenzadi circa 150 operatori.In ambito più tecnico, sono stati formati 18nuovi addetti alle emergenze ed è stata rea-lizzata la formazione permanente in tema disicurezza.
  27. 27. 272.2.3 Assenze Le rilevazioni statistiche di assenteismo(inteso come rapporto fra le ore di assenzaper malattia, infortunio e permessi previstidalla L. 1045registrate nel periodo di rife-rimento e le ore lavorabili, considerandotutti gli operatori in organico) sono rac-colte mensilmente, analizzate in chiave diazioni preventive/migliorative o conteniti-ve con i coordinatori e proposte agli staffmeeting con cadenza mensile.I dati degli ultimi tre anni evidenzianouna progressiva riduzione del fenomenocome si può notare dal grafico in basso.Più in particolare, all’interno del dato as-senteistico globale, si registra un trenddiscendente sul fronte malattia e unasostanziale stabilità su quello infortunio.Tenuto conto del valore target che l’or-ganizzazione si è data (e che rispecchial’andamento medio dei servizi Anffas),pari al 6% annuo di assenteismo globa-le, nel 2012 Fondazione Piatti ha centratol’obiettivo fissato, migliorando il risultatodel 2011. Questo esito è frutto di azioniconcertate ed implementate con i coor-dinatori e responsabili di struttura in unaserie di direzioni: dalla valutazione dellepiante organiche e dell’equilibrio dellestesse, alla stretta sinergia con il medicocompetente, agli incontri di sensibilizza-zione organizzati con il personale (anchein occasione delle restituzioni di job sati-sfaction) fino agli incontri sindacali.Pur non avendo a che fare con il temadell’assenteismo, è comunque opportunoricordare che, a partire dall’autunno 2011,è in atto uno sforzo significativo nelle pro-grammazioni di struttura con l’obiettivo didistribuire la fruizione delle ferie contrat-tuali sull’intero periodo dell’anno solareentrante. I risultati di questa operazionesono stati più che apprezzabili: nel 2012sono state effettivamente fruite circa 47mila ore di ferie sulle 50 mila programma-te, consentendo di abbassare di due terzi,a consuntivo, l’onere differito residuo (anniprecedenti) presente a inizio esercizio.5 Si tratta di permessi riconosciuti ai familiari che assistono persone con disabilità così come agli stessi lavoratori con disabilità.1%(567 giorni persi)3,9%(2.946 giorni persi)4,6%1%5,2%6,2%0,9%4,3%5,1%DATI ASSENTEISMO FONDAZIONE PIATTI ANNI 2010-2012MalattiaASSENTEISMOInfortunio2010 20122011
  28. 28. 28FOCUS SU…ACCORCIAMO LE DISTANZEPer la prima volta nel mese di marzo 2012 è stato rea-lizzato un evento di incontro e confronto, titolato “Ac-corciamo le distanze”, tra il Consiglio di Amministra-zione di Fondazione Piatti e il personale della strutturaoperativa. Presenti i sette consiglieri della Fondazio-ne e oltre 70 persone della struttura operativa traoperatori, educatori, medici, coordinatori, responsabilie personale amministrativo. In sala anche alcuni geni-tori soci di Anffas Varese. Hanno preso la parola, oltreai consiglieri, alcuni rappresentanti del personale, chehanno portato la propria testimonianza, soffermandosiin particolare sul rapporto tra ideali, valori e aspira-zioni della Fondazione e il vissuto quotidiano. Un po-meriggio denso di emozioni, di spunti di riflessione, distimoli per il futuro che si è concluso con un “giro dimicrofono” che ha dato luogo a un interessan-te scambio di opinioni tra i presenti.Altro importante momento di condivisione trail personale e i vertici della Fondazione è statol’incontro per la presentazione del Piano Stra-tegico 2013-2015, realizzato il 23 novembre2012, cui ha partecipato una folta rappresen-tanza di dipendenti e collaboratori di Fonda-zione Piatti.2.2.4 La soddisfazione del personaleCosì come avvenuto negli anni preceden-ti, anche nel 2012 è stata effettuata l’in-dagine conoscitiva sulla soddisfazionedel personale (job satisfaction) in tutte lestrutture operative. La scala di valutazioneutilizzata (che rappresenta il grado di ade-sione all’affermazione espressa nell’item)varia in un range da 1 (totalmente in di-saccordo) a 5 (completamente in accordo).Il valore medio che Fondazione Piatti si èposta come obiettivo da raggiungere è 4.Dalla elaborazione dei dati risulta che:• si è avuto un progressivo aumento del-le percentuali di risposta ai questionarisomministrati (46% nel 2009, 52% nel2010, 58% nel 2011, 61% nel 2012);• il valore medio delle valutazioni per il2012 è pari a 3,66, ancora inferiore alvalore target di 4. Il dato è leggermen-te inferiore a quello del 2011 (3,77) edi poco superiore al 3,62 ottenuto nel2009 e al 3,58 del 2010.Tre servizi presentano un risultato supe-riore al valore target: il CDD/CSE Mele-gnano (4,14), la CSS Bobbiate (4,03), ilgruppo responsabili-coordinatori di unitàd’offerta (4,04). Sono prossimi all’obiet-tivo il CDD Bobbiate (3,93), il CRS Besoz-zo (3,92), la Sede e Direzione (3,98).Per la restituzione dei risultati dell’inda-gine di job satisfaction in ogni strutturaè stato organizzato un apposito incontrocon la Direzione Generale, allo scopo diapprofondire le tematiche emerse e di for-nire (ove possibile) risposte non mediate.Nel corso del 2013 verrà fatto lo sforzo didefinire con sempre maggior chiarezza leazioni di miglioramento sulle varie proble-matiche.Il resoconto completo dell’indagine sullasoddisfazione del personale è disponibilesul nostro sito:alla sezione “Chi siamo/Bilancio di eserci-zio e sociale”.www.fondazionepiatti.it
  29. 29. 29Le persone iscritte ad organizzazioni sin-dacali al 31/12/2012 risultano essere 29,pari al 10,2% della forza lavoro.Oltre ai routinari incontri (verbalizzati) diinterlocuzione fra Coordinatori di strutturae RSU aziendale (da cui è scaturito pressoRSD San Fermo il tavolo tecnico operatoriper una proposta di rivisitazione delle ar-chitetture di turnistica), si sono registrati4 incontri sindacali (RSU e delegazioniterritoriali di comparto) con la DirezioneAziendale.Come gli anni precedenti, Fondazione Piatti ha tenuto attive le convenzioni con gli enti delterritorio (CFP, Scuole secondarie di 2° grado pubbliche e enti di formazione privati) e conl’Università dell’Insubria, per la collaborazione, nel segno dell’alternanza scuola-tirocinio,con gli studenti dei corsi ASA e OSS e i frequentanti la facoltà di Medicina e Chirurgia, corsodi laurea in Educazione Professionale. In particolare, nel 2012 hanno frequentato i servizidi Fondazione Piatti 41 ASA/OSS, 21 Educatori/Riabilitatori, 7 liceali, ciascuno secondo ilproprio progetto di tirocinio.Le persone iscrittead organizzazioni sindacali sono 292.2.6 Altro personale retribuitoOltre al lavoro subordinato, FondazionePiatti ha in essere contratti di natura libe-ro professionale con figure che entrano apieno titolo, come tecnici, nella filiera dierogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari. In particolare, sono legati in que-sto modo all’organizzazione 9 medici (frainternisti e neuropsichiatri) e 15 tecnicidella riabilitazione (fisioterapisti, logope-disti, musicoterapisti), per un totale di 24professionisti.2.2.5 Relazioni con le organizzazioni sindacali
  30. 30. 3035FOCUS SU…UN CORSO SPECIFICO PER I VOLONTARI,RISORSA STRATEGICAInvestire nel volontariato e valorizzarlo al massimodelle sue potenzialità è un tema strategico che acco-muna Fondazione Renato Piatti Onlus e FondazioneSacra Famiglia Onlus. Per questo motivo le due fon-dazioni, che da sempre si occupano della gestione diservizi diurni e residenziali a favore di persone condisabilità intellettiva/relazionale e delle loro famiglie,hanno avviato nel 2012 un percorso di collaborazionecon l’obiettivo di mettere a fattore comune le rispetti-ve competenze ed esperienze, in una virtuosa logicadi rete sul territorio. Prima tappa di questo percorsoè stata l’organizzazione di un corso di formazione daltitolo: “Il volontario accanto alla persona disabile.Gratuità e valore di un impegno”, che ha avuto luo-go nel primo quadrimestre del 2013 presso la sede diCocquio Trevisago della Fondazione Sacra Famiglia. Unpercorso formativo sviluppato in 8 lezioni tenute dadiverse figure professionali esperte del settore (educa-tori, medici, assistenti sociali) con l’obiettivo di offrirestrumenti operativi e capacità relazionali ai volontaridi oggi e di domani.I volontari vengono coordinati, nelle real-tà ove operano, da un referente di Centro,che ne segue la progettualità e ne indirizzala presenza. Per tutte le persone che pre-stano opera in FRP è attivato un contrattoassicurativo su eventuali eventi infortuni-stici, ed una estensione al conducente sul-la Responsabilità Civile degli automezzi.Ai volontari vengono riconosciuti rimbor-si spese in relazione all’utilizzo del mezzoproprio al di fuori del Comune di residen-za. Il rimborso viene effettuato sulla basedella percorrenza effettuata e dell’impor-to chilometrico deliberato dal Consigliodi Amministrazione. Nell’anno 2012 sonostati erogati 9 rimborsi spese a un solo vo-lontario per un totale di € 1.162,50.A fine 2012 è stata avviata per la primavolta una collaborazione con la Fondazio-ne Sacra Famiglia che ha portato all’or-ganizzazione di un corso specifico per ivolontari (vedere focus a lato).2.3 IL VOLONTARIATOpersone si sono occupate in via esclusivadella conduzione degli automezzinell’autoservizio organizzato nei Centrida e per i domicili privati degli utentipersone hanno svolto la loro operanell’ambito delle attività educativo-riabilitativefrontali, con compiti ausiliari e di sostegnoall’intervento del personale professionale.Le persone coinvolte nel corso del 2012nelle attività istituzionalidi Fondazione Piatti a titolo totalmentevolontario sono state 75 (72 nel 2011)40
  31. 31. 31In tema di sicurezza ed igiene nei luoghi dilavoro, si conferma che tutto il personale diFRP è sottoposto a Vigilanza Sanitaria ex d.lgs. 81/08. Nel 2012 sono state effettuatedal Medico Competente 192 visite. Relati-vamente gli infortuni sul lavoro, la com-parazione del 2012 con l’anno precedenteconsente di verificare una identica nume-rosità degli eventi (29 eventi nel 2011, 29nel 2012), ma con una riduzione del datoprognostico complessivo (779 giorni persinel 2011 contro i 567 nel 2012, il 27,2%in meno): stesso numero di eventi lesivi in-somma, ma con una riduzione della gravitàdegli stessi.È proseguita una forte azione di sensibi-lizzazione e di formazione/informazionesull’approccio ad una utenza che, negli ulti-mi anni, è andata caratterizzandosi semprepiù sul versante del disturbo relazionale edel comportamento prevalente. A parità diinfortuni, si è però ridotta la quota legataalla gestione dell’ospite con disturbo dicondotta prevalente: sui 29 infortuni del2011, 17 ebbero questa causa (58%); nel2012 (sempre su 29 eventi) la stessa si èriscontrata su 13 eventi (48%). La priori-tà rimane comunque orientata nel dotarel’operatore (per quanto possibile) di una“strumentazione” educativa in grado dimeglio orientarlo in chiave predittiva sul-le reazioni della persona disturbata e sullemodalità con le quali orientarne/contener-ne gli eccessi. Anche alcune modifiche or-ganizzative interne ai Centri (ad es. rivisita-zione della composizione dei nuclei pressoRSD San Fermo), hanno senz’altro contribu-ito agli esiti descritti. Obiettivo per il 2013è di confermarsi su questi standard attra-verso l’impiego della metodologia invalsa,ovvero l’approccio per processi all’analisidelle situazioni di rischio, che consenta distendere valutazioni e procedure di pre-venzione che, a parità di condizioni, sianoriproducibili anche con altri attori ed in altricontesti spazio-temporali.Nel 2012 non si sono avuti sanzioni e con-tenziosi in materia di salute e sicurezza.2.4 SICUREZZA E SALUTE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO29 infortuni nel 2012(come nel 2011),567 giorni/lavoropersi (779 nel 2011,- 27,2%)
  32. 32. 322.5 CONTENZIOSONell’arco del 2012 si sono create le condi-zioni per 3 contenziosi (stragiudiziali) configure di ex dipendenti, allo stato in via diistruttoria.Accanto ai servizi ormai tradizionalmen-te esternalizzati (servizio infermieristiconelle RSD/CRS/CT e il servizio ristorazio-ne con/senza punti cottura), nel corso del2012 è stato attivato anche un contrattodi outsourcing nel campo delle pulizie ge-nerali e del servizio lavanderia interna,fino ad ora gestito internamente.Questa soluzione, attivata a partire dal 1febbraio 2012 ed adottata sulla base diconsiderazioni tecniche, studi di fattibili-tà e simulazioni, è orientata al persegui-mento di migliori standard di qualità delservizio e di snellezza nella conduzionedelle attività del settore. È stato previstoun puntuale cronoprogramma per gestirele valutazioni in itinere sull’andamentodell’esternalizzazione e sugli eventualicorrettivi contrattualmente definiti.È proseguita con buon riscontro qualitati-vo la collaborazione con lo Studio Associa-to per le prestazioni di tipo infermieristico(cui presiedono i nostri due CoordinatoriInfermieristici, risorse interne a Fondazio-ne Piatti) e con la Multiservice cui è asse-gnato il servizio preparazione e sommini-strazione pasti.Nel 2012 non c’è stato alcun contenzio-so con i soggetti titolari di servizi resi inoutsourcing.2.6 OUTSOURCINGIl costo complessivodi questi serviziè stato pari ae 1.843.816,cioè al 15,2%dei costi totalidella Fondazione3 contenziosiin via di istruttoria
  33. 33. 33Nel corso dell’anno 2012 le persone chehanno usufruito dei servizi di Fondazio-ne Piatti sono state complessivamente3526(-35 rispetto al 2011), mentre gliospiti presenti nelle strutture alla datadel 31.12.2012 sono risultati 319 (-1 ri-spetto al 2011).I centri residenziali sono quelli che han-no registrato un maggior numero di ac-coglienze nel corso dell’anno, in consi-derazione anche delle opportunità diinserimenti temporanei di cui disponiamo;i centri diurni sono stati caratterizzati dauna maggiore stabilità.Le richieste di inserimento nei servizi so-cio sanitari di Fondazione Piatti (Residen-ze Sanitarie, Centri Diurni, Comunità SocioSanitarie, Comunità Alloggio) sono formu-late solitamente in modo congiunto dallafamiglia o dal legale rappresentante dellapersona con disabilità e dal servizio socia-le comunale.Spesso le domande pervengono, oltre chedai Comuni, anche da servizi territorialispecifici che hanno in carico la personafragile, come i Servizi Fragilità dell’ASL e iCPS (Centri Psico Sociali).Talvolta, soprattutto in merito alle richie-ste di inserimento finalizzate a ricoveritemporanei, le richieste di inserimentopervengono anche dalla sola famiglia/le-gale rappresentante.Fondazione Piatti, da parte sua, invitasempre famiglia e servizio sociale comu-nale a condividere la formalizzazione del-la domanda di inserimento. Questo sia perorientare i soggetti coinvolti a una pienacondivisione del progetto, sia per permet-tere all’amministrazione comunale inte-ressata di valutare con cognizione di causala compartecipazione al costo, così comeprevisto dalla legge in materia, a favoredelle persone con disabilità che accedonoai servizi.Per quanto riguarda i servizi sanitari diFondazione Piatti (Centro RiabilitativoSemiresidenziale di Besozzo e Comuni-tà Terapeutica di Fogliaro), le richieste diinserimento provengono esclusivamentedalle Unità Operative di NeuropsichiatriaInfantile e Adolescenziale (U.O.N.P.I.A.) delterritorio.6 Si precisa che nel conteggio sono calcolati una sola volta tutti gli ospiti accolti durante l’anno, anche gliinserimenti temporanei nelle strutture residenziali (sollievi); 25 persone hanno fruito di più servizi erogati daFondazione Piatti. L’andamento specifico in merito ai sollievi è dettagliato in un’apposita tabella.3.1 GLI OSPITI DEI CENTRI3. QUADRO DI INSIEME DELL’ATTIVITÀ SVOLTA PER PERSEGUIRE LA MISSIONE3.1.1 La dinamica: accessi, dimissioni, valutazioni
  34. 34. 34347 Si specifica che 2 posti sono stati accreditati con Deliberazione Regionale del 9.11.2011. Restano 30 i posti a contratto con l’ASL.8 Sono stati conteggiati anche gli ospiti accolti per inserimenti temporanei.9 Sono stati conteggiati anche gli ospiti accolti per inserimenti temporanei.10 La Comunità Alloggio di Bregazzana è l’unico servizio di Fondazione Piatti che non è aperto tutto l’anno, ma offre la possibilità di inserimenti temporanei di sollievo indeterminati periodi dell’anno.OSPITI SUDDIVISI PER STRUTTUREOspitipresenti al31/12/2012603099111001296032710101010013200022061010603810208219106165PostiaccreditatiPostiautorizzatiRSD San FermoRSD Sesto CalendeCSS BobbiateCSS A Busto ArsizioCSS B Busto ArsizioCSS MelegnanoCA BregazzanaTOTALEOspitinel corsodel 2012CentriresidenzialiSegue a pag. 34
  35. 35. 3511 Si precisa che i posti a contratto con l’ASL sono 10.Comunità Terapeutica di FogliaroCRS BesozzoTOTALETOTALE COMPLESSIVOOspitipresenti al31/12/2012312024173959869531930202617598141132462763221271751021496110377PostiaccreditatiCDD BobbiateCDD BregazzanaCDD BesozzoCDD MelegnanoCSE MelegnanoTOTALEOspitinel corsodel 2012CentridiurniCentririabilitativi
  36. 36. 3612 Per approfondimenti si rinvia al successivo paragrafo 3.1.2.Nel corso del 2012 sono state complessi-vamente accolte 128 richieste di inseri-mente, di cui 95 a tempo determinato.Nel corso del 2012 sono state valutatecomplessivamente 140 richieste di ac-cesso ai nostri servizi.Le richieste pervenute per l’accesso aiservizi socio-sanitari di Fondazione Piattinel 2012 sono state complessivamente 85(erano state 105 nel 2011).RICHIESTE DI INSERIMENTO ACCOLTE NEL CORSO DEL 2012 PER STRUTTURAA tempoindeterminatoA tempodeterminato (sollievi)31213595 sollievi(relativi a 32 persone)12CENTRI DIURNI (CDD e CSE)CENTRI RESIDENZIALI(RSD, CSS e Comunità Alloggio Bregazzana)CRS BESOZZOCOMUNITÀ TERAPEUTICA FOGLIAROTOTALESERVIZI SOCIO-SANITARI: RICHIESTE DI ACCESSO PERVENUTE NEL 201214148204786485Casi valutati idonei e inseriti a tempo indeterminato RSD-CSS-CDDCasi valutati idonei e inseriti in lista d’attesa RSD-CSS-CDDCasi valutati non idoneiCasi valutati idonei per ricoveri temporanei di sollievoCasi valutati idonei e inseriti in lista d’attesa per ricoveri temporaneiCasi con valutazione in corso alla data del 31.12.2012Casi ancora da valutare alla data del 31.12.2012Casi in sospeso per richiesta dei famigliari/ServiziCasi non valutati con ritiro domanda da parte dei ServiziTOTALE128
  37. 37. 37Le 20 richieste di valutazione in menorispetto al 2011 sono probabilmente daattribuire alla riduzione delle risorse a di-sposizione delle politiche sociali.Abbiamo riscontrato in particolare che:• le richieste di sollievi si sono ridotte,concentrandosi nei periodi di chiusuradei centri diurni, momenti in cui le fami-glie sono in maggior difficoltà;• le richieste di inserimento hanno riguar-dato prevalentemente le strutture di tiporesidenziale, in particolare per personecon quadri di elevata complessità socia-le, sanitaria, assistenziale e relazionale;• le domande di inserimento nei centridiurni sono risultate poco numerose,solo 6 casi sono stati inseriti in lista diattesa per i nostri CDD e di questi solo2 sono nuovi nominativi provenienti dalterritorio provinciale, mentre gli altri 4nominativi sono ospiti già accolti in altrinostri centri.Le richieste pervenute per l’accesso aiservizi sanitari della Fondazione nel 2012sono state complessivamente 55 (eranostate 41 nel 2011, di cui 31 per la CT diFogliaro e 10 per il CRS di Besozzo).Per quanto riguarda il CRS di Besozzo,gli inserimenti avvengono su invio delleU.O.N.P.I.A. territoriali di provenienza diciascun bambino, che propongono un pia-no trattamentale a mediolungo termine,rivalutato con cadenza annuale.In caso di saturazione dei posti disponibili,la proposta trattamentale pervenuta vieneinserita in lista di attesa. Attualmente la li-sta di attesa si attesta a circa 18 mesi.Nel corso del 2012 abbiamo ricevuto dalleU.O.N.P.I.A. territoriali 10 nuove propostetrattamentali, che sono andate automati-camente nella lista di attesa che al 1 gen-naio 2012 era costituita da 17 minori.Durante l’anno è stato tuttavia possibileinserire 13 minori già presenti in lista diattesa, a seguito di 10 dimissioni.Il numero di minori inseriti è maggiore delnumero di quelli dimessi, in quanto le pre-stazioni al CRS vengono erogate sulla basedi progetti individualizzati, che si differen-ziano per numero di giorni settimanalifrequentati e per tempo di permanenzain struttura. Le 10 dimissioni avvenute nel2012 hanno quindi reso disponibili un nu-mero di prestazioni a beneficio di 13 nuo-vi bambini inseriti.SERVIZI SANITARI: RICHIESTE DI ACCESSO PERVENUTE NEL 2012556291055Casi valutati idonei e inseriti CT FogliaroCasi in sospeso CT Fogliaro (su richiesta dei servizi invianti)Casi ritirati da servizi invianti CT FogliaroCasi valutati non idonei CT FogliaroProposte trattamentali CRS BesozzoTOTALE
  38. 38. 38di cui 14 del CRS e 1 CT94al 31/122012di cui 16 del CRS e 2 CT82al 31/122011142011Le persone in lista di attesa alla data del31.12.2012 sono 73. Di queste, 21 sonoin lista di attesa su più strutture dellaFondazione Piatti. Pertanto, alla data inesame risultano 94 nominativi in lista diattesa (a fine 2011 erano 82).La maggior parte delle persone risultanoinserite nelle liste di attesa delle struttureresidenziali; in particolare 34 nominativicorrispondono alle lista di attesa per leRSD e 17 per le CSS, mentre attualmenterisulta minore la lista di attesa sui centridiurni (8 nominativi).Alla data in esame sono 14 i bambini in li-sta di attesa per il CRS di Besozzo (a frontedei 17 di fine 2011), mentre era presenteun minore in lista di attesa per la CT.Questo dato evidenzia come il maggiornumero di richieste pervenute riguardinosituazioni complesse, difficilmente gesti-bili presso il domicilio, per le quali vienerichiesto un inserimento residenziale.Le dimissioni definitive dai servizi dellaFondazione avvenute nell’anno 2012,inerenti ospiti inseriti a tempo indeter-minato, sono state complessivamente 28(14 nel 2011).2820125 per decesso3 per inserimento presso altra struttura residenziale3 per inserimento presso struttura residenziale di FP1 per trasferimento della Famiglia1 per inserimento presso CDD della FP10 per raggiungimento obiettivi riabilitativi (CRS)5 conclusione del percorso riabilitativo (CT)N. RICHIESTE IN LISTA D’ATTESAMOTIVI DIMISSIONI NEL CORSO DELL’ANNO 2012Lista d’attesa a fine2012: 94 nominativi(73 persone,con 21 presentisu più strutture)
  39. 39. 393.1.2 Periodi di sollievo a favore delle famiglieFondazione Piatti ha riconfermato anchenel 2012 l’opportunità per le famiglie diusufruire di periodi di inserimento tempo-raneo, denominati “sollievi”, per rispon-dere a diverse esigenze (momenti di gra-ve complessità della gestione a domiciliodella persona con disabilità, esigenze ebisogni particolari delle famiglie, urgenzefamigliari, specifici progetti di avvicina-mento alla residenzialità…).Nel 2012 sono state 32 (42 nel 2011) lepersone che hanno usufruito di periodi disollievo, 15 delle quali sono ospiti dellestrutture diurne della Fondazione mentre17 sono persone esterne provenienti daldomicilio e/o da altre strutture diurne.Il numero complessivo dei periodidi sollievo è stato pari a 95 per un totaledi 919 giornate di assistenzaRSD San FermoRSD Sesto CalendeCSS BobbiateCSS A Busto ArsizioCSS B Busto ArsizioCSS MelegnanoCA BregazzanaTOTALEPERIODI DI SOLLIEVO PER STRUTTURA623623606181422011(182 gg erogati)(426 gg erogati)(19 gg erogati)(179 gg erogati)(221 gg erogati)(19 gg erogati)(93 gg erogati)(per un numero complessivopari a 1139 gg. di intervento)2012(31 gg erogati)(363 gg erogati)(183 gg erogati)(252 gg erogati)(21 gg erogati)(69 gg erogati)(per un numero complessivopari a 919 gg. di intervento)19-36358695
  40. 40. 40Come si nota dalla tabella, si è avuta unasignificativa diminuzione rispetto al 2011,motivata sia dal complesso scenario ester-no sia dalle dinamiche interne a Fondazio-ne Piatti:• lo scenario economico dei Comuni edelle famiglie ha di fatto obbligato a ri-vedere delle priorità di intervento e diurgenze cui rispondere; i fondi della leg-ge 162/98, storicamente utilizzati perfinanziare progetti di inserimento tem-poraneo, si sono notevolmente ridotti;• la RSD Sesto Calende ha accolto nel2012 due progetti di sollievo molto lun-ghi e complessi, poi tramutati in inseri-menti a tempo indeterminato, pertantoè stato possibile dare risposte ad un mi-nor numero di persone;• la RSD di San Fermo è stata costante-mente a capienza e pertanto non è statopossibile accogliere persone a tempodeterminato presso questa realtà, a dif-ferenza del 2011;• i sollievi svolti presso la CSS A di BustoArsizio sono stati in linea con il risulta-to dello scorso anno, mentre la CSS B hacontato sollievi più lunghi, garantendomaggior numero di giornate di assistenzaa fronte di un numero minore di persone;• tre ospiti che abitualmente usufruivanodi inserimenti temporanei sono stati sta-bilmente accolti a tempo indeterminatopresso le CSS di Busto Arsizio.Relativamente all’età degli ospiti, dai datia fine 2012 si nota una certa omogeneitàper quanto concerne le fasce di età 0-18anni, 19-40 anni e 41-64 anni. È da spe-cificare che la fascia d’età 0-18 è caratte-rizzata in gran parte dagli ospiti presentinelle nostre strutture diurne e residenzialiper minori: dei 105 ospiti nella fascia dietà in esame, 86 sono infatti inseriti pres-so il CRS di Besozzo, 9 presso la CT di Fo-gliaro, mentre i restanti 10 sono ospiti in-seriti nelle strutture socio sanitarie diurnee residenziali (CDD, RSD-CSS).Gli ospiti di età pari o superiore ai 65 annidi età sono il 3,4% del totale e risultanoinseriti prevalentemente nelle RSD ed inun solo caso presso una delle nostre CSS.3.1.3 Le caratteristiche socio-demografiche degli ospitiOSPITI SUDDIVISI PER FASCIA DI ETÀ (TOTALE 319)33%105DA 0 A 18 ANNI30,4%97DA 19 A 40 ANNI33,2%106DA 41 A 64 ANNI3,4%11DAI 65 ANNI IN SURelativamente alla composizione per ge-nere, si riconferma la netta prevalenza dipopolazione maschile, pari al 70,2%, ri-spetto a quella femminile che corrispondeal 29,8% delle persone inserite alla datain esame.OSPITI SUDDIVISI PER GENEREUOMINI70,2%DONNE29,8%
  41. 41. 41Per quanto riguarda la provenienza ter-ritoriale, i nostri ospiti provengono prin-cipalmente dalla Provincia di Varese (nel76,8% dei casi), ma si notano, soprattuttoin merito agli inserimenti di tipo residen-ziale, anche provenienze dalla Provinciadi Milano (17,5%) ed in misura minore daComo, Monza Brianza, Lodi e Lecco.Inoltre si contano 10 ospiti provenienti dadifferenti Regioni ed accolti prevalente-mente in RSD.13 I dati si riferiscono a tutta l’utenza che usufruisce dei servizi della Fondazione. Naturalmente i dati delle singole strutture possono discostarsi tra loro anche in modorilevante.Di seguito viene presentata una fotogra-fia degli ospiti presenti al 31/12/2012 inbase alla tipologia di fragilità13:Circa il 70% delle persone che frequen-tano i nostri centri presenta una disabilitàmultipla.I dati sono in linea con quelli rilevati nel2011. Risulta quindi confermata la com-plessità dei quadri di fragilità delle perso-ne con disabilità intellettiva di cui ci pren-diamo cura.245Varese1Lecco56Milano4Como1Lodi2Monza Brianza9237839561366828,8%11,6%2,5%12,2%17,6%4,1%20,7%2,5%INTELLETTIVAINTELLETTIVA E MOTORIAINTELLETTIVA E SENSORIALEINTELLETTIVA, MOTORIA E SENSORIALEINTELLETTIVA E PATOLOGIA PSICHIATRICAINTELLETTIVA, SENSORIALE, MOTORIA E PATOLOGIA PSICHIATRICAINTELLETTIVA E DISTURBO PERVASIVO DELLO SVILUPPODISTURBI MISTI DELLA CONDOTTA E DELLA SFERA EMOZIONALEOSPITI SUDDIVISI PER TIPOLOGIA DI FRAGILITÀ (TOTALE 319)10Fuori regioneOSPITI SUDDIVISI PER PROVENIENZA TERRITORIALE
  42. 42. 4214 Vedere “Manuale di qualità della vita. Modelli e pratiche di intervento, Robert L. Schalock, Miguel A. Verdugo Alonso, 2006”.Nell’edizione 2011 del bilancio socialesi erano riportati i risultati di un’indaginesulla capacità di risposta dei servizi dellaFondazione rispetto ad una specifica di-mensione della qualità della vita: il benes-sere materiale. L’indagine era stata effet-tuata attraverso:- una scheda di autovalutazione compilatada responsabili e coordinatori delle varieunità di offerta, che prevedeva l’indicazio-ne di eventuali punti di forza o di criticitàper aree di intervento (ambiente genera-le, spazi riservati alla persona, ausili, ma-teriali/strumenti, eventualmente altro);- 16 interviste/questionari a diverse ca-tegorie di stakeholder (operatori, edu-catori, familiari, volontari, fornitori) concinque domande a risposta aperta.Questo lavoro di approfondimento ha por-tato ad una prima “istantanea” di caratterequalitativo, dalla quale sono emersi al-cuni punti di forza ed alcuni elementi dicriticità.In questa edizione del bilancio sociale siè deciso di dare conto delle azioni intra-prese e/o programmate per affrontare lecriticità.A tal fine le risultanze positive e negati-ve emerse dall’indagine per ogni centrosono state sintetizzate e sistematizzatein una scheda. Gli elementi della schedasono stati analizzati e commentati a marzo2013 dai referenti di struttura ogni centro,con il contributo, ove richiesto, della Dire-zione dei Servizi.3.2.2 L’analisi della capacità di risposta al benessere materiale3.2.1 Quadro generaleIl riferimento scientifico che guida l’opera-re quotidiano di Fondazione Piatti è l’ap-proccio biopsicosociale, che propone unavisione sistemica e globale della salutedella persona.Sulla scorta di questo approccio, dal 2011la Fondazione utilizza come ancoraggioculturale della progettazione individuale ilmodello della Qualità della Vita14. Tale mo-dello definisce il benessere delle personeattraverso le seguenti dimensioni: benes-sere fisico, emotivo, materiale, sviluppopersonale, relazioni interpersonali, autode-terminazione, integrazione sociale e diritti.Questi domini permettono di definire areedi intervento e di attività all’interno delprogetto globale individuale (educativo,riabilitativo, sanitario, assistenziale) chemira al soddisfacimento dei bisogni dellapersona. Per bisogni della persona si intendono sia quelli espressi direttamentedalla persona con disabilità sia quelli chela famiglia e i professionisti che operanosul suo progetto di vita individuano comerilevanti.L’approccio contempla necessariamenteun intenso lavoro interdisciplinare tra iprofessionisti all’interno dei nostri centried un raccordo con i servizi sociali e sani-tari del territorio.3.2 LE MODALITÀ DI RISPOSTA AI BISOGNI DEGLI OSPITI E DELLE LORO FAMIGLIE
  43. 43. 43Le singole schede commentate sono di-sponibili sul nostro sitoalla sezione “Chi siamo/Bilancio di eserci-zio e sociale”.A livello complessivo, le criticità emersenel 2011 sono state 13; per queste sonostate intraprese 9 azioni e sono allo stu-dio o in programmazione 4 interventi mi-gliorativi.Di seguito presentiamo un riepilogo deiprincipali risultati emersi, catalogato perciascuna area di intervento del benesseremateriale (ambiente generale, spazi per-sona, ausili, materiali e strumenti) e detta-gliati per ciascuna struttura.Presso la RSD di Sesto Calende, la RSD di San Fermoe la CSS Busto è stato svolto un importante lavoroper rendere le strutture più simili a un ambiente do-mestico, attraverso la tinteggiatura e la personalizza-zione delle pareti e/o l’acquisto di mobili di arredodomestico.Al Polo di Melegnano è stata pianificata l’installazio-ne di nuovi condizionatori modello split e sono statiacquistati dei nuovi tendaggi per far fronte alla ca-lura estiva.CDD Besozzo: sono stati acquistati strumenti perriorganizzare gli spazi e sfruttare anche lo spazioesterno.CRS Besozzo: è allo studio un impegnativo progettodi differenziazione del servizio e quindi di riorga-nizzazione degli spazi in base alle fasce d’età degliutenti.CT Fogliaro: è stato svolto un importante lavoro edu-cativo sulle regole di fruizione degli spazi comuni.CDD Bobbiate: sono stati acquistati degli strumentiper migliorare l’agibilità degli spazi anche per utentineuromotoriRSD San FermoRSD Sesto CalendeCSS BustoPolo MelegnanoCDD BesozzoCRS BesozzoCT FogliaroCDD BobbiateStrutture Criticità InterventiAmbientegeneraleSpazipersonaAusiliMaterialie strumentiDifficoltà a riprodurreun ambiente quanto piùpossibile “domestico”.Eccessiva calura nelperiodo estivo.Scarsità di spazi per leattività.Sicurezza e agibilità deglispazi.www.fondazionepiatti.itBENESSEREMATERIALE
  44. 44. 44RSD San Fermo: si è cercato, per quanto consentitoa livello normativo, di personalizzazione le cameredegli ospiti.CSS Busto: le camere continuano ad essere persona-lizzate dagli stessi utenti che così le sentono più loro.RSD San Fermo: sono stati acquistati strumenti e au-sili per il bagno (valvole per i rubinetti, sollevatore asoffitto).CSS di Bobbiate: si è dato risposta attraverso unanuova gestione interna del servizio lavanderia.CSS Busto: il servizio lavanderia è stato seguito da unreferente che ha fatto chiarezza su più punti critici. Iragazzi interessati sono anche coinvolti nel riordinodei loro capi personali negli armadi.Polo Melegnano: si è fatto uno studio su quali altrispazi potrebbero essere sfruttati ed è stato indivi-duato uno spazio sino ad oggi inutilizzato.CDD Besozzo: si è provveduto a una riorganizzazionedegli spazi.CDD Bobbiate: è in programma una ridefinizione piùottimale degli spazi.CSS di Bobbiate: l’apporto di una figura infermieristi-ca per la gestone dei farmaci.CDD Bregazzana: la somministrazione dei farmici èstata omologata in un’unica procedura comune a tuttii centri e sono state individuate migliori modalità diconservazione e gestione.In tutte le strutture indicate sono state diverse leazioni intraprese per migliorare il servizio mensa: siè reso puntuale il monitoraggio dei pasti, si è cercatodi differenziare il menu, si è rafforzato lo strumentodi valutazione della qualità.Non è possibile attuare interventi strutturali finaliz-zati a risolvere questa criticità.RSD San FermoCSS BustoRSD San FermoCSS BobbiateCSS BustoPolo MelegnanoCDD BesozzoCDD BobbiateCRS BesozzoCSS BobbiateCDD BregazzanaCDD BobbiateCDD BregazzanaCRS BesozzoCT FogliaroScarsa personalizzazionedelle camere degli ospiti.Bagni non del tuttoadeguati alle esigenzeassistenziali di alcuni ospiti.Gestione nonsoddisfacente del serviziolavanderia.Spazi ridotti per lenecessità degli ospiti.Cura non del tuttoadeguata nellasomministrazione deifarmaci.Scarsa adeguatezza delservizio mensa.Manca una vasca da bagnoalmeno in ogni nucleo.Strutture Criticità InterventiAmbientegeneraleSpazipersonaAusiliMaterialie strumentiBENESSEREMATERIALE
  45. 45. 45RSD San Fermo: sono stati fatti reclami formali aglioperatori e, nel caso del CDD di Besozzo, individua-zione di un addetto alla manutenzione.RSD San Fermo: acquisto di sistemi di sollevamentoa soffitto con binario, che funge da supporto durantel’igiene e la cura degli ospiti.RSD Sesto Calende: aggiunta di sollevatori elettrici.CSS Busto Arsizio: Installati corrimano e protezioneporte. Un referente interno si occupa del controllo,della riparazione e della manutenzione degli ausili.È stato svolto un importante lavoro di supporto e ac-compagnamento ai famigliari nell’acquisto di ausili.È stato acquistato un tablet con programma di comu-nicazione aumentativa/alternativa; alcuni bambinihanno avuto la possibilità di sottoporsi a valutazioneper l’idoneità all’utilizzo del comunicatore a control-lo oculare.RSD San FermoCDD BesozzoRSD San FermoRSD Sesto CalendeCSS BustoCDD BesozzoCDD MelegnanoCRS BesozzoScarsa attenzione, daparte degli operatori,nell’utilizzo e nellamanutenzione di ausili,materiali e strumenti.Necessità di nuovi ausili,adeguati alle esigenzedegli ospiti.Richiesta diaccompagnamento daparte dei famigliari nellascelta degli ausili piùadatti.Strumenti e ausiliall’avanguardia.Strutture Criticità InterventiAmbientegeneraleSpazipersonaAusiliMaterialie strumentiBENESSEREMATERIALE
  46. 46. 46RSD Sesto Calende: acquistati strumenti di protezio-ne per l’impianto DVD e nuovi impianti stereo.CRS Besozzo: è stato acquistato un sistema di diffu-sione musicale subacqueo per l’utilizzo della musicanella vasca riabilitativa.CDD Besozzo: in programma la realizzazione di unnuovo spazio “morbido”.RSD Sesto CalendeCRS BesozzoCDD BesozzoStrutture Criticità InterventiRischio di rottura deimateriali da parte degliospiti.Necessità di materialie strumenti piùall’avanguardia daun punto di vistatecnologico.AmbientegeneraleSpazipersonaAusiliMaterialie strumentiOgni anno Fondazione Piatti realizzaun’indagine di customer satisfaction, conlo scopo di verificare l’opinione delle fa-miglie sulla qualità dei servizi offerti edindividuare possibili spunti di migliora-mento o nuove necessità.Nel condurre tale indagine, è stato sceltodi attenersi il più possibile alle Linee Gui-da per la customer satisfaction pubblicatedalla Regione Lombardia15.Lo strumento di rilevazione è composto dauna scheda iniziale per la rilevazione deidati personali e da un questionario chepresenta domande chiuse e una domandafinale aperta per raccogliere eventuali os-servazioni e suggerimenti.Attraverso questo strumento viene inda-gata la qualità percepita rispetto a 5 aree:• informazione e comunicazione;• aspetti alberghieri;• organizzazione ed efficienza;• assistenza e continuità;• area relazionale.Le indagini di customer satisfaction ef-fettuate nel 2012 hanno riguardato latotalità dei servizi socio-sanitari e sani-tari gestiti dalla Fondazione ed il servi-zio SAI?, per il quale sono stati utilizzati iquestionari distribuiti tra i famigliari degliutenti dei nostri servizi. Si è mantenutacome modalità di somministrazione l’au-tocompilazione del questionario da partedel familiare/tutore. Il questionario è statoinviato tramite posta, e per la prima volta,insieme alla comunicazione di rilevazioneper il 2012, è stato inviato un documentodi sintesi sui risultati dell’anno precedente.Complessivamente nel corso del 2012sono stati distribuiti ai famigliari/tutori317 questionari (300 nel 2011); di que-sti 156 (pari al 49%) sono stati restituiti3.3 L’OPINIONE DELLE FAMIGLIE SULLA QUALITÀ DEI SERVIZIBENESSEREMATERIALE15 In allegato alla D.G.R. n. VII/8504 del 22 marzo 2002.
  47. 47. 47compilati (55% nel 2011).La restituzione ai famigliari dei risultatiemersi è avvenuta attraverso una comuni-cazione scritta e, nell’ambito della riunio-ne annuale con le famiglie organizzata inciascuna struttura, è previsto un momentodi confronto anche sui contenuti oggettodella rilevazione di Customer Satisfaction.Al momento della stesura di questo Bilan-cio gli incontri sono stati svolti in tutte lestrutture di Fondazione Piatti, esclusa laComunità Terapeutica di Fogliaro.Anche per il 2012 si è provveduto ad ela-borare un indicatore sintetico, definito li-vello di soddisfazione, per rappresentarel’andamento della percezione dei serviziforniti, calcolato sia per singola struttura,sia come indice globale riferito alla totalitàdei servizi gestiti da Fondazione Piatti. Ilvalore del livello di soddisfazione consi-derato adeguato è pari o superiore a 4.Il valore ottenuto globalmente per l’an-no 2012 è pari a 4,45 (4,42 nel 2011 e4,38 nel 2010).Il grafico riguardante la soddisfazionecomplessiva 2012 evidenzia una percen-tuale di “molto soddisfatto” al di sopra del50% e una percentuale del 40% di coloroche si sono detti complessivamente “sod-disfatti” del servizio fornito al proprio fa-migliare con disabilità.SODDISFAZIONE COMPLESSIVA1%7%40%52%TOTALE: 151PER NULLA SODDISFATTO: 0POCO SODDISFATTO: 1SODDISFATTO COSÌ COSÌ: 11SODDISFATTO: 61MOLTO SODDISFATTO: 78
  48. 48. 48Confrontando il livello di soddisfazionecomplessiva con l’andamento degli ultimitre anni, sia in termini di frequenze asso-lute, sia in termini di frequenze relative,notiamo che si è quasi dimezzata la per-centuale di coloro che si sono detti par-zialmente soddisfatti del servizio fornito(soddisfatti così cosi: dal 12% del 2011 al7% del 2012), mentre è più che duplicatala percentuale di coloro che si ritengonomolto soddisfatti (dal 20% del 2011 si èpassati al 52% nel 2012).Relativamente al livello di soddisfazioneregistrato nelle diverse strutture, per nes-suna di esse il valore è inferiore a 4. Si re-gistra inoltre un deciso miglioramento dellivello di soddisfazione per le CSS di Busto(la Comunità A da un valore inferiore a 4si attesta a 4,13 – la Comunità B passa da4,22 a 4,75).Per chi volesse approfondire, i risultatidettagliati delle indagini di customer sati-sfaction delle diverse strutture e del servi-zio SAI? sono riportati sul nostro sito:alla sezione “Chi siamo/Bilancio di eserci-zio e sociale”.Nel corso del 2012 si è introdotta, in viasperimentale, una scheda di sintesi voltaa registrare i reclami pervenuti dalle fami-glie. I reclami formalmente pervenuti dallefamiglie nell’anno 2012 sono stati 16:• 5 relativamente ad aspetti di comunica-zione o relazionali verso famigliari;• 5 relativamente ad aspetti organizzativi;• 6 relativamente ad aspetti riguardantil’assistenza all’ospite.Tutti i reclami vengono gestiti attraversol’ascolto dei famigliari e fornendo, in se-guito ad approfondite verifiche interne,una restituzione scritta in merito alle azio-ni di miglioramento intraprese a fronte delproblema segnalato.LIVELLO DI SODDISFAZIONE NELL’ULTIMO TRIENNIO-11%2115%9265%2820%142-42%2012%10565%3220%161-11%117%6140%7852%151Per nulla (1)Poco soddisfatto (2)Soddisfatto così, così (3)Soddisfatto (4)Molto soddisfatto (5)TOTALE2010 20122011www.fondazionepiatti.it
  49. 49. 49Il SAI? Servizio Accoglienza Informazione,attivo dal 2005, è gestito da FondazionePiatti in collaborazione con Anffas onlusVarese ed è a disposizione gratuita deifamigliari delle persone con disabilità, an-che di coloro che non sono utenti o soci.Il servizio è disponibile presso la sede diFondazione Piatti (nei giorni di mercoledìe giovedì dalle 9.00 alle 13.00) e pressoil Centro Riabilitativo Semiresidenziale diBesozzo (su appuntamento, ogni quindicigiorni).Le persone che si sono rivolte al Sai? nelcorso dell’anno 2012 sono state 211,contro le 213 del 2011.Nello specifico, hanno riguardato personecon disabilità adulte in 167 casi, minori in44, in linea con i dati dell’anno precedente.Si è invece modificato il dato riguardantela provenienza degli utenti dove si riscon-tra un incremento di contatti da famiglieesterne al circuito Fondazione/Anffas. Perquanto riguarda le famiglie di minori, èdiminuita la percentuale relativa alla pro-venienza interna al circuito FondazionePiatti/Anffas (da 62% nel 2011 a 39% nel2012) ed è aumentata quella esterna (da38% nel 2011 a 61% nel 2012). Questamodifica risulta meno marcata nel dato re-lativo alle famiglie di adulti, dove la prove-nienza interna è stata del 58% nel 2012,riconfermando sostanzialmente il datodel 2011 (62%). È leggermente cresciutoil numero di assistenti sociali e operatoriche hanno richiesto consulenze al servi-zio: 14 nel 2012 contro i 12 del 2011.Compito del servizio è anche quello dicreare luoghi di incontro e scambio tra igenitori ed i famigliari. Nel corso del 2012si sono realizzati due percorsi di gruppo,uno rivolto ai giovani fratelli di personecon disabilità, e l’altro rivolto ai genitori dibambini con disabilità.Novità rilevante, che ha caratterizzato l’at-tività dell’anno 2012, è stata la realizza-zione del progetto sperimentale “SAI?&la Casa… insieme per fare di più” in col-laborazione con l’Istituto La Casa di Vare-se, per l’attivazione di un nuovo serviziointegrato dedicato alle famiglie di minori,adolescenti e adulti con disabilità e allefamiglie di minori con disturbi del com-portamento. Il nuovo servizio integratoconsiste nella realizzazione di uno spaziospecificamente dedicato alle attività dipresa in carico, sostegno e accompagna-mento delle famiglie che vivono la situa-zione della disabilità grazie all’attivazionedi uno Sportello SAI? presso la sede delConsultorio Familiare La Casa, in via F.Crispi 4. Il servizio, oltre alle funzioni diascolto e orientamento, mette a disposi-zione delle famiglie un’équipe multidi-sciplinare, costituita da assistenti sociali,psicologi, pedagogista, consulente legale,formatori e collaboratore amministrativo.Lo scopo è assicurare interventi mirati che3.4 IL SERVIZIO SAI?2112012213201120220101842009ANDAMENTO NUMERO DI UTENTI SERVIZIO SAI?
  50. 50. 50rappresentino un sostegno concreto al ruo-lo di genitori e alle responsabilità familiari,un supporto nella definizione del Progettodi Vita della persona con disabilità nonchéuna guida e un affiancamento nel rapportocon le Istituzioni e i Servizi.Il progetto, che ha ottenuto il finanziamen-to regionale previsto dalla delibera 4 aprile2012 n. IX/3239, è stato avviato nell’ago-sto 2012, prevede il coinvolgimento di cir-ca 250 persone nelle diverse azioni, e siconcluderà a luglio 2013.La tabella che segue classifica le domanderivolte al Servizio per aree tematiche, con-frontandole con quelle pervenute negli ul-timi 4 anni. Le domande risultano superiorial numero degli utenti (211) in quanto 16persone hanno posto più di una richiestaal servizio.8802049222233125027206192202504382731*0918411134113554142934615923521502529731537330160245Permessi lavorativi 104/92Agevolazioni fiscali 104/92AusiliInvalidità civileVerifiche INPSTutela giuridicaInclusione scolasticaOrientamento nei serviziPagare il giustoRapporti con ComuniInfo servizi FondazioneAltroTOTALE20102009 20122011* Nel 2009 la voce “Pagare il giusto” comprendeva anche la voce “Rapporti con Comuni”.
  51. 51. 4.1.1 Residenze Sanitario assistenziali per persone con Disabilità (RSD)Le RSD sono strutture rivolte a persone diambo i sessi, con disabilità psicofisica gravee gravissima, di età inferiore ai 65 anni, chenecessitano di un intervento residenziale atempo indeterminato o determinato.I servizi offerti sono di tipo assistenziale,educativo, riabilitativo, socio-riabilitativo.Fondazione Piatti gestisce due residen-ze sanitarie per persone con disabilità:la RSD “Piero Manfredini” di San Fermo(Varese) e la RSD di Sesto Calende.Per conoscere nel dettaglio le prestazioniofferte si rimanda alle rispettive Carte deiServizi, scaricabili dal nostro sito:alla sezione “I Centri”.514. L’ATTIVITÀ DEI SINGOLI CENTRII Centri residenziali sono strutture a ca-rattere socio-sanitario e socio-assisten-ziale destinate a persone con disabilitàprive del necessario supporto familiare oper le quali la permanenza in famiglia siavalutata temporaneamente (progetti disollievo alla famiglia o di avvicinamentoalla residenzialità) o definitivamente im-possibile.Nei Centri residenziali di Fondazione Piat-ti l’approccio globale ai bisogni dell’ospi-te è centrato prioritariamente sulla curadella persona, sullo sviluppo o manteni-mento delle autonomie primarie, sullosviluppo di interessi e abilità nelle diver-se aree considerate (cognitiva, motoria,relazionale, occupazionale, della comuni-cazione), sulla valorizzazione degli spazie sulla promozione di esperienze di inte-grazione sociale.Nell’ambito della residenzialità l’offertaprevede sia strutture per casi a maggiorecomplessità (RSD), sia comunità per per-sone con maggiori autonomie che, essen-do realtà composte da pochi utenti, ten-dono a riprodurre ambienti e dinamichefamiliari (CSS).4.1 I CENTRI RESIDENZIALIwww.fondazionepiatti.it
  52. 52. 5252RSD “Piero Manfredini” di San FermoLa RSD di San Fermo è situata in Via Monte Cristallo, 26 a Varese.Nel 2012 ha accolto 60 persone con disabilità.FOCUS SU…VENERDÌ 5 OTTOBREINTITOLAZIONE DELLA RSD DI SAN FERMOA PIERO MANFREDINIVenerdì 5 ottobre 2012 si è svolta la cerimonia perl’ideale “taglio del nastro” a conclusione del primolotto dei lavori di riqualificazione e per l’intitolazionedella struttura alla memoria di Piero Manfredini, ex am-ministratore di Fondazione Piatti. Un secondo lotto dilavori è previsto per il 2013. Il progetto complessivo èstato in buona parte finanziato da una importante do-nazione. Alla cerimonia, che si è aperta con il salutodel Sindaco di Varese, Attilio Fontana, e che avuto labenedizione di Don Germano Anzani, hanno parteci-pato i famigliari, gli amici, gli ospiti e gli operatori diFondazione Piatti per un vero momento di festa.Nel corso dell’anno 2012 sono stati effettuati importanti lavoridi riqualificazione della struttura, al termine dei quali ha avutoluogo, il 5 ottobre 2012, un virtuale “taglio del nastro” con l’inti-tolazione a Piero Manfredini (vedere focus a fianco). In particolare:è stato rifatto il tetto; sono stati eliminati i rivestimenti della fac-ciata (lasciandola ad intonaco per assicurare maggior sicurezza);sono state sostituite tutte le tapparelle; sono stati sostituiti gliultimi serramenti in legno con serramenti in pvc con vetri dop-pi per garantire maggior isolamento termico; è stata realizzataun’aula formazione/sala riunioni all’ultimo piano della residenza.Si è inoltre provveduto alla manutenzione ordinaria programmata(es. imbiancatura a rotazione degli spazi di vita).Durante l’anno il comparto ASA/OSS è rimasto invariato anche sesi sono rese necessarie alcune sostituzioni dovute a infortuni/pe-riodi lunghi malattia.Per quanto riguarda il gruppo educatori ci sono state diverse so-stituzioni/nuovi inserimenti temporanei a causa di maternità, in-fortuni lunghi e spostamenti interni alla Fondazione.Relativamente all’organizzazione interna della RSD, è stata indivi-duata una figura educativa che funge anche da aiuto coordinato-re, completando così il gruppo di lavoro costituito dalla coordina-trice, dal direttore sanitario e dai referenti di nucleo.FATTI DI MAGGIORE RILIEVO AVVENUTI NEL 2012Aspetti relativialla strutturaAspettiorganizzativiRDSSANFERMO

×