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la valutazione dei rischi lavorativi (2013)

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corso di formazione-aggiornamento per Rappresentante dei lavoratori sicurezza - versione aggiornata al Novembre 2013

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la valutazione dei rischi lavorativi (2013)

  1. 1. Formazione ed aggiornamento R.L.S. IL PROCESSO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI LAVORATIVI A.S.L. Pavia Dr. Corrado Cigaina corrado_cigaina@asl.pavia.it 1
  2. 2. 2 Valutazione dei rischi Tecnica di analisi che permette di individuare tutti i rischi per la salute e la sicurezza generati dalle lavorazioni svolte Finalità: – individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione – elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza;
  3. 3. 3 La valutazione dei rischi Obbligo di valutare i rischi dal 1994- D.Lgs 626/94 Ancora troppi documenti di valutazione rischi: • Incompleti • Imprecisi • superficiali • carenti • non aggiornati • contestabili
  4. 4. 4 Perchè valutare i rischi? Per prevenire incidenti sul lavoro Per individuare le misure di prevenzione Per garantire la produttività Per garantire ai lavoratori un luogo di lavoro salutare Per assicurare una corretta formazione dei lavoratori Per evitare sanzioni!!!!
  5. 5. 5 definizioni Pericolo e rischio non hanno lo stesso significato PERICOLO: proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (p. es. materiali o attrezzature di lavoro, metodi e pratiche di lavoro) avente il potenziale di causare danni RISCHIO: probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione nonché dimensioni possibili del danno stesso;
  6. 6. 6 Valutazione dei rischi PERICOLO ESPOSIZIONE RISCHIO ? ALTO MEDIO BASSO
  7. 7. 7 I rischi lavorativi RISCHI PER LA SICUREZZA - determinano un danno immediato : – – – Schiacciamento di un dito Una scheggia in un occhio Caduta dall'alto RISCHI PER LA SALUTE - determinano malattia immediate (acuta) o nel corso del tempo (cronica) – – Esposizione a rumore Esposizione ad agenti chimici RISCHI PSICO-SOCIALI – – Stress Differenza genere età
  8. 8. 8 Obbligo di legge indelegabile Art 17 D.Lgs 81/08 Il datore di lavoro valuta tutti i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ed elabora un documento scritto Documento di valutazione rischi: – Anche su supporto informatico – Munito di data certa, o in alternativa – firmato da: • Datore di lavoro, RLS, RSPP, MC,
  9. 9. 9 Quando ricorrere ad un consulente? D.Lgs 81/08 lo prevede: – – DL può nominare un RSPP esterno (ad eccezione di alcuni casi particolari) DL può avvalersi di persone esterne esperte Evitare di: rivolgersi a un aiuto esterno per questioni che dovrebbero o potrebbero essere gestite all’interno dell’impresa
  10. 10. 10 Quando ricorrere ad un consulente? Quando: – Sono richieste conoscenze e capacità specifiche – necessitano idee fresche e indipendenti; – serve pianificarne una misura di prevenzione protezione complessa – Serve un giudizio indipendente Il consulente: – – Conosce le norme di legge Competenza in materia
  11. 11. 11 Elementi fondamentali valutazione • Processo intrapreso dalla direzione • Processo semplice e chiaro • Collaborazione con le figure aziendali (RLS, MC, RSPP...) • Coinvolgimento dei lavoratori • Deve considerare tutti i rischi ragionevolmente prevedibili • Valutazione rischi di tutti i posti di lavoro • Tenere conto della presenza di lavoratori di altre aziende • Considerare la presenza di “visitatori” (studenti, clienti...)
  12. 12. 12 Metodologia di valutazione Non esiste e non è normata una metodologia standard Fondamentale è: • Adottare criteri, brevi, semplici e comprensibili • Tenere conto di tutti i pericoli individuati • Valutare ogni rischio associato ad ogni pericolo • Studiare la possibilità di eliminare il rischio • O, definire corrette misure di prevenzione e protezione
  13. 13. 13 Art 28 D.Lgs 81/08 Il documento deve contenere: – – – – Relazione sulla valutazione di tutti i rischi Criteri adottati per valutare i rischi Misure di prevenzione e protezione adottate Programma delle misure per garantire miglioramento dei livelli di sicurezza – Individuazione procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché i responsabili dell'attuazione – Nominativo RSPP, RLS, MC – individuazione delle mansioni esposte a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
  14. 14. 14 Art 29 D.Lgs 81/08 • • Consultare RLS Valutazione dei rischi deve essere rielaborata: – – – – – Modifiche significative del processo produttivo Modifiche significative dell'organizzazione del lavoro Grado di evoluzione tecnica A seguito di Infortuni significativi Sorveglianza sanitaria lo evidenzia rielaborata entro 30 giorni
  15. 15. 15 Art 29 – ditte da 1 a 10 lavoratori I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi sulla base di procedure standardizzate Fino alla scadenza del 18° mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale (procedure standardizzate) gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi.
  16. 16. 16 Decreto interministeriale 30/11/2012 recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art.29, comma 5 D.Lgs 81/08 modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro < 10 lavoratori. Dal 1° giugno 2013 valutazione rischi con procedure standardizzate
  17. 17. 17 Procedure standardizzate Aziende fino a 10 lavoratori Aziende fino a 10 lavoratori Valutazione secondo procedure standardizzate Escluse aziende: Incidente rilevante Centrali termoelettriche ●Impianti installazioni nucleari •Aziende fabbricazione-deposito esplosivi ● ● Valutazione come da art 28 D.Lgs 81/08 Interpello 07/2012 Escluse aziende: Aziende da 11 a 50 lavoratori Facoltativa valutazione secondo procedure standardizzate Aziende da 11 a 50 lavoratori Valutazione come da art 28 D.Lgs 81/08 Aziende con oltre 50 lavoratori Valutazione come da art 28 D.Lgs 81/08 •Espongono i lavoratori a rischi: chimici, biologici, atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, esposizione amianto •Centrali termoelettriche •Impianti installazioni nucleari •Aziende fabbricazione-deposito esplosivi •industrie estrattive con oltre 50 lavoratori •strutture di ricovero e cura con > 50 lavoratori
  18. 18. 18 L. 98/13 – valutazione rischi Valutare i rischi secondo il modello ministeriale (art 29 c.6 D.Lgs 81/08): – Per attività a basso rischio di infortuni – Per attività a basso rischio di malattie professionali NON IN VIGORE Possibilità attualmente “in sospeso” in attesa della pubblicazione del decreto che individuerà le attività a basso rischio
  19. 19. 19 Valutare i rischi - criteri generali procedimento che si articola in una serie di fasi in cui ciascuna di esse tende ad analizzare in modo più approfondito un passaggio in cui si identifica un rischio. valutazione preliminare separare i rischi in due categorie: – Rischi noti – Rischi degni di approfondimento Valutazione approfondita valutazione più attenta e dettagliata
  20. 20. 20 Fondamentale coinvolgere i lavoratori il modo più rapido e più sicuro per identificare i vari aspetti dell'attività lavorativa è quello di rivolgersi direttamente ai lavoratori I lavoratori: • Conoscono i metodi di lavoro applicati • Conoscono le pratiche di lavoro scorrette • Vedono le situazioni di pericolo • Possono suggerire le misure di prevenzione da attuare dialogare con i lavoratori!!! (es. questionari anonimi)
  21. 21. 21 Valutare i rischi in 5 passi 1 IDENTIFICARE I PERICOLI 2 INDIVIDUARE GLI ESPOSTI 3 VALUTARE I RISCHI E DEFINIRE LE MISURE DI PREVENZIONE 4 REGISTRARE E IMPLEMENTARE LE MISURE DI PREVENZIONE 5 RIVEDERE IL PROCESSO ED EVENTUALMENTE AGGIORNARLO FASE PRELIMINARE VALUTAZIONE APPROFONDITA
  22. 22. 22 Fase 1 1 IDENTIFICARE I PERICOLI 2 INDIVIDUARE GLI ESPOSTI 3 VALUTARE I RISCHI E DEFINIRE LE MISURE DI PREVENZIONE 4 REGISTRARE E IMPLEMENTARE LE MISURE DI PREVENZIONE 5 RIVEDERE IL PROCESSO ED EVENTUALMENTE AGGIORNARLO
  23. 23. 23 Identificare i pericoli • Fase critica del processo di valutazione • Fondamentale individuare tutti i pericoli • I pericoli risultato della interazione tra: – Macchine – Sostanze chimiche – Agenti fisici – Organizzazione dell'azienda – Processi di lavoro errati – Comportamenti errati
  24. 24. 24 Identificare i pericoli • Esistono innumerevoli metodologie e strumenti: – Norme di legge – Linee guida e buone prassi – Normativa tecnica – Letteratura specifica – Schede di sicurezza agenti chimici – Liste di controllo (check list) – Manuali d'uso delle macchine – Note informative DPI
  25. 25. 25 Identificare i pericoli • Ispezionare il posto di lavoro ed annotare tutto ciò che può determinare un danno per i lavoratori • Interpellare i lavoratori e RLS per conoscere la loro opinione • Ricercare notizie utili anche in internet • Analizzare manuali d'uso delle macchine, note informative DPI e le schede di sicurezza delle sostanze chimiche • Consultare il registro infortuni • Ricordarsi dei pericoli a”lungo termine” (alti livelli di rumore
  26. 26. 26 Identificare i pericoli fase n. 1 Suddividere l’azienda in unità logiche e comprensibili – – – suddivisione in settori/posti di lavoro (es officina, reparto lavorazione, uffici. suddivisione in processi di lavoro (es stoccaggio, trasporto, imballaggio. suddivisione in categorie professionali o di persone (es. installatori, autisti) e che sono esposte agli stessi pericoli.
  27. 27. 27 Identificare i pericoli fase n. 2 Elencare attività, attrezzature di lavoro e sostanze Per ogni area di lavoro, processo: – attività svolte (ad es. levigare, segare, ecc.) – attrezzature di lavoro utilizzate (ad es. sega circolare per metalli, scale portatili, piedistalli) – sostanze utilizzate (ad es. vernici, detergenti, acidi) oppure le emissioni di tali – Sostanze indesiderate (ad es. vapori, polveri, gas di scarico)
  28. 28. 28 Individuare i pericoli fase n. 3 individuazione dei pericoli e dei fattori di stress correlati alle attività, alle attrezzature di lavoro e alle sostanze elencate. Utile consultare: – – – – – liste di controllo schede di sicurezza manuali d’uso Norme tecniche I lavoratori elencare tutti i pericoli, anche quelli apparentemente meno rilevanti.
  29. 29. 29 liste di controllo specifiche - esempio Vie di circolazione interne lista pericoli
  30. 30. 30 Errori più frequenti - pianificazione • incaricare persone incompetenti; • non fornire informazioni, la formazione, le risorse, il tempo e il supporto necessari; • non assicurare un adeguato coordinamento tra valutatori di aziende diverse che operano nel medesimo luogo di lavoro; • non coinvolgere nella valutazione dei rischi i lavoratori dotati di una conoscenza pratica del processo/attività oggetto di valutazione.
  31. 31. 31 errori – individuazione pericoli • sottovalutare talune categorie di rischio, fra cui fattori psicosociali e organizzativi (orari, carico di lavoro ecc.); • trascurare i pericoli a lungo termine per la salute (rischi derivanti da un’esposizione cronica a sostanze pericolose o da livelli elevati di rumore); Non consultare i lavoratori: le prassi di lavoro possono essere diverse e i lavoratori conoscono i problemi reali; • attenersi rigidamente a una lista di controllo: • considerare soltanto i pericoli menzionati nella lista di controllo
  32. 32. 32 errori– individuazione pericoli • sottovalutare un pericolo minimizzandone la gravità; importante, • sottovalutare le attività secondarie, come interventi di manutenzione o pulizie, svolte sul luogo di lavoro; • trascurare l’eventuale presenza di lavoratori di altre aziende o di altre persone sul luogo di lavoro; • non garantire un coordinamento tra committente e appaltatore, per esempio omettendo di informare questi ultimi circa gli eventuali rischi o pericoli.
  33. 33. CI SONO PERICOLI? 33
  34. 34. 34 Fase 2 1 IDENTIFICARE I PERICOLI 2 INDIVIDUARE GLI ESPOSTI 3 VALUTARE I RISCHI E DEFINIRE LE MISURE DI PREVENZIONE 4 REGISTRARE E IMPLEMENTARE LE MISURE DI PREVENZIONE 5 RIVEDERE IL PROCESSO ED EVENTUALMENTE AGGIORNARLO
  35. 35. 35 Individuare gli esposti Particolari attenzioni: • Differenza tra uomo e donna • lavoratori con disabilità • lavoratori migranti • lavoratori giovani e anziani • donne in stato di gravidanza • personale privo di formazione-inesperto • lavoratori a tempo parziale determinato • appaltatori
  36. 36. 36 Individuare gli esposti Per ogni pericolo individuato: • Individuare le mansioni esposte • Individuare come possono infortunarsi e/o ammalarsi – – esposizione diretta esposizione indiretta un lavoratore che dipinge una superficie è esposto direttamente ai solventi, ma i lavoratori impegnati in altre attività nelle vicinanze possono esservi altrettanto esposti inavvertitamente -indirettamente.
  37. 37. 37 Errori - individuazione esposti • non tener conto di gruppi di persone particolarmente a rischio, come donne in gravidanza, giovani lavoratori, lavoratori con disabilità ecc.; • non valutare la pericolosità di apparecchiature utilizzate di rado; • non consultare il registro degli infortuni o delle malattie.
  38. 38. 38 Fase 3 1 IDENTIFICARE I PERICOLI 2 INDIVIDUARE GLI ESPOSTI 3 VALUTARE I RISCHI E DEFINIRE LE MISURE DI PREVENZIONE 4 REGISTRARE E IMPLEMENTARE LE MISURE DI PREVENZIONE 5 RIVEDERE IL PROCESSO ED EVENTUALMENTE AGGIORNARLO
  39. 39. 39 Valutazione dei rischi Per ogni pericolo individuato: – – Determinare le conseguenze (D) Determinare la probabilità (P) R=PXD R=PXD
  40. 40. 40 Scala probabilità - esempio
  41. 41. 41 Scala conseguenze (D) - esempio
  42. 42. 42 Matrice di rischio – R = P X D
  43. 43. 43 Individuazione prevenzione
  44. 44. 44 Fase 3 misure di prevenzione importante: – consultarsi con i lavoratori e gli altri – cercare metodi di lavoro alternativi – Analizzare lavorazioni analoghe per ricavare nuove idee – scoprire che cosa fanno altre ditte – parlare con i costruttori – provare prima di implementare
  45. 45. 45 Errori comuni - valutare i rischi • trascurare alcune delle conseguenze dei rischi, per esempio non considerare gli effetti a lungo termine dei rischi; creare un falso senso di sicurezza: il fatto di aver individuato un rischio non significa che tale rischio sia stato eliminato dall’ambiente di lavoro o sia tenuto sotto controllo; • non definire un ordine di priorità dei rischi in funzione della valutazione svolta. È indispensabile definire le priorità degli interventi di prevenzione e di protezione dai rischi.
  46. 46. 46 Misure di prevenzione Fase A - eliminare “il pericolo” – – Modifica del ciclo produttivo eliminare sostanza cancerogena Fase B sostituzione “del pericolo” - Sostituzione di ciò che è pericoloso: – – Vernice base solvente con vernice ad acqua Sicurezze macchine di nuova concezione Fase C - controllare “il pericolo” implementare le misure di prevenzione e protezione: – – – Misure di tipo tecnico Misure di organizzativo Dispositivi di protezione individuali
  47. 47. 47 Misure di tipo tecnico Isolare il lavoratore dal pericolo Agiscono sulle “conseguenze”: – – – – – Ripari Barriere distanziatrici Rielaborazione dei lay-out di reparto Ventilazione aspirazione
  48. 48. 48 Misure di tipo organizzativo Permettono di limitare l'esposizione al pericolo Agiscono sulla probabilità (P) – – – – – – Procedure di lavoro Rotazione lavoratori Pause di lavoro Formazione Addestramento Sorveglianza sanitaria
  49. 49. 49 Dispositivi di protezione individuale qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi DPI come ultima risorsa impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure – – Misure di tipo tecnico Misure di tipo organizzativo
  50. 50. 50 Combinazione di misure preventive In alcuni casi la combinazione di misure di prevenzione è necessaria per assicurare una protezione del lavoratore MASCHERINA (DPI) + ASPIRAZIONE
  51. 51. 51 Macchina in funzione servono misure di prevenzione ?
  52. 52. 52 Fase 3- misure di prevenzione • non tener conto dei generali principi di prevenzione: • considerare in primo luogo se è possibile prevenire o evitare i rischi e, in caso contrario, • valutare come ridurre o controllare il rischio, adottando misure quali: combattere i rischi alla fonte, sostituire i fattori di rischio con altri innocui o meno pericolosi ecc. • trasferire il rischio, vale a dire mantenere un rischio sotto controllo creandone di nuovi; • omettere di consultare/coinvolgere i lavoratori nelle decisioni sulle misure di prevenzione.
  53. 53. 53 Fase 3 – i rischi rischio evidente macchine prive di riparo, fili elettrici scoperti, rischio nascosto non è evidente ai sensi (presenza sostanze tossiche, vapori, rumore ad alta frequenza rischio di utilizzo non può essere riconosciuto immediatamente e si svilupperà nel corso del tempo (ad esempio pneumatico usurato, cavi d'acciaio sfilacciati rischio temporaneo pericolo temporaneo (ad esempio, il sovraccarico delle macchine, lavori in spazi confinati manutenzione
  54. 54. 54 Fase 4 1 IDENTIFICARE I PERICOLI 2 INDIVIDUARE GLI ESPOSTI 3 VALUTARE I RISCHI E DEFINIRE LE MISURE DI PREVENZIONE 4 REGISTRARE E IMPLEMENTARE LE MISURE DI PREVENZIONE 5 RIVEDERE IL PROCESSO ED EVENTUALMENTE AGGIORNARLO
  55. 55. 55 Fase 4 registrazione Definizione di un programma di intervento Per un un buon programma considerare: – Una misura di prevenzione economica o veloce può essere solo temporanea – soluzioni a lungo termine per rischi elevati = alta probabilità infortunio – Indispensabile programmare la formazioneaddestramento – Definire chiaramente responsabilità per la stesura – Regolari controlli per garantire il rispetto delle misure di prevenzione
  56. 56. 56 Fase 4 implementazione Considerare scadenze: – – – Breve termine Medio termine Lungo termine Mantenere un coinvolgimento continuo tra RLS, lavoratori, RSPP, MC e dirigenza
  57. 57. 57 Priorità intervento
  58. 58. 58 Programma interventi .
  59. 59. 59 Errori - misure di prevenzione • L’implementazione delle misure di prevenzione non figura tra le priorità; • il piano d’azione non specifica: – quali misure adottare, – le persone responsabili di attuare determinate misure e le relative scadenze, – il termine finale di implementazione. • Non sovrintendere puntualmente all’attuazione degli interventi. • Mancata consultazione/coinvolgimento dei lavoratori.
  60. 60. 60 Fase 4 1 IDENTIFICARE I PERICOLI 2 INDIVIDUARE GLI ESPOSTI 3 VALUTARE I RISCHI E DEFINIRE LE MISURE DI PREVENZIONE 4 REGISTRARE E IMPLEMENTARE LE MISURE DI PREVENZIONE 5 RIVEDERE IL PROCESSO ED EVENTUALMENTE AGGIORNARLO
  61. 61. 61 Fase 5- controllo e riesame • Procedura per verificare e revisionare le misure di protezione e di prevenzione attuate • Valutazione dei rischi è un processo dinamico, da riesaminare periodicamente e comunque : – evoluzione della tecnica – introduzione di un nuovo processo, nuove attrezzature o nuovi materiali, – inserimento di nuove situazioni lavorative – Infortuni gravi – Misure di prevenzione-protezione inefficaci – Sorveglianza sanitaria – Indagini ambientali
  62. 62. 62 Fase 5- controllo e riesame Al fine di garantire: • Misure di prevenzione-protezione sono efficaci • Sono stati ridotti i fattori di rischio • Non sono stati creati nuovi rischi o pericoli
  63. 63. 63 Errori - controllo e riesame • tralasciare il riesame e revisione della valutazione dei rischi; • non assicurarsi se le misure di prevenzione e di protezione rispecchiano i risultati della valutazione dei rischi; • non controllare le misure adottate per verificarne l’efficacia nel tempo; • non informare i lavoratori e/o i loro rappresentanti sui risultati della valutazione dei rischi e le misure adottate; • considerare la valutazione dei rischi alla stregua di un obbligo una tantum e non aggiornarla periodicamente.
  64. 64. 64 Dove trovare ulteriori info Sul sito dell’Agenzia Europea sono disponibili molte informazioni e linee guida utili: una sezione del sito dedicata alla valutazione dei rischi comprendente informazioni sulla valutazione dei rischi, esempi di buona prassi provenienti da tutta l’UE nonché strumenti e liste di controllo: http://osha.europa.eu/topics/riskassessment
  65. 65. 65 La valutazione del rischio in caso di appalto
  66. 66. appalto contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro. Contratto tra committente e appaltatore circa: – oggetto dell'opera da compiere, – modalità di esecuzione, – mezzi d'opera, – responsabilità, – organizzazione del sistema produttivo, – prerogative e gli obblighi
  67. 67. definizioni Appaltante o Committente – colui che richiede un lavoro o una prestazione; Appaltatore – soggetto che si obbliga nei confronti del committente a fornire un'opera e/o una prestazione con mezzi propri; Subappaltatore – soggetto che si obbliga nei confronti dell'appaltatore a fornire un'opera e/o una prestazione con mezzi propri; Interferenza – Ogni sovrapposizione di attività lavorativa tra diversi lavoratori che rispondono a datori di lavoro diversi in uno stesso ambiente
  68. 68. Art 26 D.Lgs 81/08 Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda: 1.Verifica l’idoneità tecnico- professionale 2.fornisce dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui opereranno
  69. 69. Interferenza lavorativa 2 APPALTATORE Rischi specifici D.V.R. 1 APPALTATORE Rischi specifici D.V.R. COMMITTENTE Rischi specifici D.V.R. INTERFERENZA RISCHI COMUNI
  70. 70. Requisiti tecnico professionali In attesa del sistema di qualificazione delle imprese la verifica é eseguita: – acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; – acquisizione dell’autocertificazione del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale
  71. 71. Informazioni all'appaltatore sufficienti ed adeguate a permettere all'appaltatore di valutare i rischi relativi all'ambiente di lavoro. – rischi specifici esistenti nell'ambiente di lavoro – presenza o assenza dei lavoratori del committente durante l'esecuzione dei lavori; – utilizzo di attrezzature e servizi del committente per l'esecuzione dei lavori (compatibilmente con la normativa vigente); – collaborazione dei lavoratori del committente
  72. 72. Coordinamento e cooperazione Datore di lavoro committente, appaltatori e subappaltatori, quindi TUTTI: • cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi ; • coordinano gli interventi di protezione e prevenzione informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze Il committente promuove la cooperazione- coordinamento attraverso il D.U.V.RI.( documento Unico Valutazione Rischi Interferenziali)
  73. 73. Coordinamento e cooperazione INFORMAZIONE Fornire ai lavoratori conoscenze utili all'identificazione gestione dei pericoli D.U.V.R.I. COORDINAMENTO Collegare razionalmente Le fasi dell'attività Per eliminare i rischi COOPERAZIONE Predisporre ed applicare misure di prevenzione e protezione per eliminare i rischi interferenza
  74. 74. Contenuti del D.U.V.R.I. Identificazione descrizione del lavoro da svolgere Dati dei soggetti coinvolti (ditte esterne, lav. Autonomi) Identificazione e descrizione dell'area Individuazione soggetti : referente interno, datore, preposto RSPP, RLS Orario dei lavori e loro durata Scelte progettuali ed organizzative: – – – – Procedure Misure prevenzione Dpi Misure di coordinamento Costi della sicurezza
  75. 75. Esclusioni – non si redige il DUVRI Lavori di durata inferiore a 2 giorni Mera fornitura senza installazione Appalti per cui non si redige il DUVRI Attività che si realizzano In luoghi sottratti alla Responsabilità giuridica Del committente Servizi per i quali non è prevista l'esecuzione All'interno della stazione appaltante Servizi di natura intellettuale
  76. 76. L. 98/13 – “l'incaricato” alcune attività a basso rischio possono sostituire la redazione del DUVRI con l'individuazione di un incaricato in possesso di formazione ed esperienza e competenze professionali nonché di periodico aggiornamento • • • Non è un obbligo Non è definito il periodo di esperienza Deve essere indicato nel contratto d'appalto
  77. 77. L. 98/13 – “l'incaricato” L'incaricato a sovraintendere dovrà: – Sovraintendere la cooperazione ed il coordinamento tra le imprese – Essere individuato , ai fini probatori, per iscritto e meglio con data certa
  78. 78. L. 98/13 – “l'incaricato” La scelta fra DUVRI e incaricato riguarda solo i casi di attività a basso rischio Attività a basso rischio (committente e appaltatore) saranno definite da uno specifico decreto con riferimento agli indici infortunistici di settore dell'INAIL. Fino all'emanazione del decreto si applica il DUVRI
  79. 79. 79 Non sottovalutate i pericoli!! Il lavoratore tende a sottovalutare i pericoli la fortuna spesso lo assiste: rischia ma non si fa male! Visto che "gli è sempre andata bene" si convince che anche in futuro se la caverà senza infortuni. E' fondamentale essere consapevoli dei pericoli........

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