Daniel Quinn - Il Nuovo Rinascimento (saggio)

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Al sito: http://NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com potete trovare le altre opere di Quinn e quasi 100 FAQ sulle sue idee.

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Daniel Quinn - Il Nuovo Rinascimento (saggio)

  1. 1. Daniel Quinn Il Nuovo Rinascimento Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it) Originale tratto da: www.ishmael.org Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito: NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com Daniel Quinn considera questo saggio "una concisa espressione del messaggio fondamentale di tutti i miei libri".Discorso tenuto allUniversità del Texas Health Science Center aHouston, 7 marzo 2002. Venticinque anni fa, quando cominciai a lavorare a un libroche un giorno sarebbe diventato un romanzo chiamato Ishmael,pochissime persone pensavano che la specie umana corressequalche pericolo, a meno che la Guerra Fredda non sfociasse inuna guerra nucleare. Tutto sembrava a posto, alla maggior partedella gente. Questa situazione è cambiata drasticamente negliultimi dieci anni – anche se non completamente. Nel 1995, mentre stavo visitando una scuola ad Albuquerqueche quellanno aveva usato Ishmael come libro di cui discutere, mivenne chiesto di incontrarmi con un gruppo di professionistisanitari di altissimo livello – i primari riuniti del Servizio SanitarioPresbiteriano, che funge da sistema ospedaliero regionale.Accettai linvito, anche se mi chiesi cosa potessi dire che fosserilevante per le loro preoccupazioni professionali. Non so nulla diospedali, di sanità o della professione medica. Non guardonemmeno ER.
  2. 2. Fu chiaro, quando mi sedetti con loro – forse venti uomini edonne – che erano stati tutti profondamente commossi dal miolibro. Ma nessuno di loro poteva spiegare esattamente perché fosserilevante per la loro professione. Penso che alla fine tutto siriducesse al fatto che, dopo aver letto Ishmael, loro stessi eranocambiati, in quanto esseri umani, e stavano cercando di capirecome questo cambiamento avrebbe potuto o dovuto cambiarlianche in quanto professionisti della medicina. Temo di non essere stato loro molto daiuto, ma non penso didovermi scusare per questo. Non avevo modo di sapere come leloro vite professionali dovessero cambiare; solo loro potevanosaperlo. Ebbi unesperienza simile un anno dopo, quando mi vennechiesto di tenere un discorso a una conferenza annuale di dirigentidi alto livello che si occupavano di progettare e realizzare sistemidi copertura dei pavimenti per gli edifici commerciali. Non ridete.Si tratta di unindustria globale multimiliardaria – e di unindustriache allepoca era altamente inquinante, unenorme contribuenteallinterramento dei rifiuti e completamente dipendente da risorsenon rinnovabili ed estremamente dispendiose (principalmentepetrolio). Anche loro erano stati profondamente cambiati dal mio lavoro,ma qui finivano le somiglianze tra i due gruppi. Queste personenon avevano alcun dubbio su come tradurre questo cambiamentoin un cambiamento delle loro vite lavorative. Il che era unottimacosa, perché naturalmente io non avrei avuto idea di come fare.Sapevano cosa dovevano cambiare e avevano già stabilito unelenco di obiettivi a lungo termine che non solo trasformarono laloro industria ma costrinsero anche le industrie associate acambiare. Per conservare la propria posizione in quellindustria,giganti come DuPont furono letteralmente obbligati a cominciare apensare in modo diverso.
  3. 3. Se mi venisse chiesto di parlare a un gruppo di consulentifinanziari o di ingegneri chimici o di dirigenti di linee aeree – enessuno di questi è fuori discussione – sarebbe lo stesso. Il miocompito non sarebbe di dire loro quali cambiamenti apportare alleloro vite professionali, perché io non so nulla di investimenti,ingegneria chimica o gestione aeroportuale. Con ogni gruppo, a prescindere dal principio o dallaprofessione che lo contraddistingue, il mio compito è lo stesso:mandare la gente a casa con una comprensione nuova e piùprofonda del problema centrale che ci riguarda tutti in quantoumani, a prescindere dalle nostre occupazioni – e quel problema èniente di meno della sopravvivenza della nostra specie. La gente spesso mi chiede se ho delle speranze sulla nostrasopravvivenza. Ciò che vuole sapere davvero, naturalmente, è seposso darle dei motivi per avere speranza. Io ho delle speranze, perché sono sicuro che qualcosa distraordinario succederà durante il corso della vostra vita – nellavita di quelli di voi che sono tre o quattro decenni più giovani dime. Sto parlando di qualcosa molto più straordinario di ciò che èavvenuto nel corso della mia vita, che ha visto la nascita dellatelevisione, la divisione dellatomo, i viaggi spaziali e lacomunicazione istantanea e globale attraverso internet. Intendoqualcosa di davvero straordinario. Durante la vostra vita, la gente della nostra cultura capiràcome vivere sostenibilmente su questo pianeta – oppure no. Inentrambi i casi, sarà sicuramente straordinario. Se capiranno comevivere sostenibilmente, allora lumanità sarà in grado di vederequalcosa che io al momento non riesco a vedere: un futuro che siestende indefinitamente. Se non lo capiranno, allora ho paura chelumanità subirà la stessa sorte delle specie che stiamo portandoquotidianamente allestinzione – fino a duecento ogni giorno.
  4. 4. Come piace dire alla gente oggigiorno, non devi essere unoscienziato spaziale per capirlo. Le persone che tengono nota diqueste cose e il cui lavoro è predirle concordano che lapopolazione umana sarà arrivata a nove miliardi per la metà diquesto secolo. Non sono solo i catastrofisti a dirlo. Si tratta di unastima molto conservativa, recentemente confermata dalle NazioniUnite. Sfortunatamente, la maggior parte delle persone che citanoquesta stima sembra pensare che questo vada bene e possafunzionare. Ecco perché non è così. E ovvio che produrre tutto il cibo di cui necessitiamo permantenere la nostra popolazione a sei miliardi costi molti soldi emolta energia. Ma cè un costo aggiuntivo e nascosto che deveessere calcolato in forme di vita. In breve, per mantenere labiomassa che compone i sei miliardi di noi, dobbiamo divorareduecento specie al giorno – oltre a tutto il cibo che produciamonormalmente. Abbiamo bisogno della biomassa che componequelle duecento specie per mantenere questa biomassa, labiomassa che è in noi. E una volta che abbiamo divorato questespecie, sono andate. Estinte. Scomparse per sempre. In altre parole, mantenere una popolazione di sei miliardi diumani costa al pianeta duecento specie al giorno. Se questo fossequalcosa che cesserà nel giro di una settimana o di un mese,andrebbe bene. Ma purtroppo non lo è. E qualcosa che continueràad avvenire ogni giorno, giorno dopo giorno dopo giorno – equesto è ciò che lo rende insostenibile per definizione. Questo tipodi catastrofica distruzione non può essere sostenibile. La cosa straordinaria che succederà nei prossimi due o tredecenni non sarà che la razza umana si estinguerà. La cosastraordinaria che succederà nei prossimi due o tre decenni sarà ilverificarsi di un grande, secondo Rinascimento. Un grande estupefacente Rinascimento.
  5. 5. Il primo Rinascimento, quello descritto nei libri di storiascolastici, venne considerato una rinascita della consapevolezza edella sensibilità classiche. Difficilmente avrebbe potuto venireconsiderato quello che fu davvero, ossia la necessaria premessa aunera storica completamente nuova. Alcune idee chiave del Medioevo vennero scartate durante ilRinasci- mento, ma non vennero rimpiazzate da idee cheavrebbero avuto senso per i pensatori classici. Invece, vennerorimpiazzate da idee completamente nuove – idee che nonavrebbero avuto senso per dei pensatori classici. Si trattava di ideeche avrebbero avuto senso per noi. In effetti, queste idee hannoancora senso per noi. Il Rinascimento (e, in effetti, il mondo moderno) comparveperché durante il quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimosecolo, un complesso di idee medievali interrelate venne messo indiscussione. Il punto centrale di questo complesso riguardava imodi di ottenere un certo tipo di conoscenza. Durante ilMedioevo, si riteneva che la ragione e lautorità fossero i metodiprincipali attraverso cui ottenere certe conoscenze. Per esempio,sembrava perfettamente ragionevole supporre che la Terra fosseun oggetto stazionario attorno a cui girava il resto delluniverso.Era ragionevole – e veniva affermato da una torreggiante autorità,il grande astronomo del secondo secolo Claudius Ptolemaus,Tolomeo. Similmente, sembrava perfettamente ragionevolesupporre che gli oggetti pesanti cadessero verso il suolo piùrapidamente degli oggetti leggeri – e questo veniva affermato daunaltra torreggiante autorità, il genio eclettico Aristotele. Ma durante il Rinascimento, la ragione e lautorità venneroscalzate come guide affidabili verso la conoscenza e vennerorimpiazzate da... osservazione e sperimentazione. Senza questocambiamento, la scienza come la conosciamo non sarebbe mainata e la Rivoluzione Industriale non sarebbe avvenuta.
  6. 6. Durante il Medioevo, veniva dato per scontato che il nostrorapporto con Dio fosse una questione collettiva che solo la ChiesaCattolica Romana aveva il potere di negoziare. Durante ilRinascimento, questo ordinamento venne sfidato da unocompletamente nuovo, in cui la nostra relazione con Dio era vistacome una faccenda individuale, che ognuno di noi aveva il poteredi negoziare indipendentemente con Dio. In questo nuovoordinamento nacquero la magnificazione e la santificazione delsingolo individuo che noi diamo per scontate nellera moderna. Civediamo tutti come individualmente preziosi e dotati di poteridecisamente fantastici – letteralmente ricoperti di diritti – in unmodo che sarebbe stato sconcertante per la gente del Medioevo. Nel Medioevo, luniverso veniva percepito come una cosa cheera apparsa già completamente formata solo pochi millenni prima.Era fisso, finito e conosciuto quanto cera bisogno di conoscerlo.Nel Rinascimento, comunque, luniverso cominciò a venirepercepito in modo molto diverso: come qualcosa di dinamico, diinfinito e perlopiù sconosciuto. Fu questo cambiamento nel mododi pensare che ha portato non solo allepoca delle grandiesplorazioni ma anche allepoca delle grandi scoperte scientificheche seguirono e che continuano ancora oggi. Tutto questo ci sembra molto ovvio, oggi. Il Medioevoovviamente non poteva durare per sempre. Le cose ovviamentedovevano cambiare. Ma questo non era affatto ovvio per la gentedel Medioevo. Per quanto li riguardava, la gente avrebbecontinuato a pensare e a vivere nel modo medievale per sempre. Noi pensiamo la stessa identica cosa. Proprio come la gentedel medioevo, siamo assolutamente sicuri che le personecontinueranno a pensare come pensiamo noi per sempre, e checontinueranno a vivere come viviamo noi per sempre. La gente del Medioevo la pensava così perché le sembravaimpossibile che le persone potessero ragionare in modo diverso.
  7. 7. Come altro avrebbero potuto pensare se non nel modo in cuipensavano loro? Per quanto li riguardava, la storia del pensiero siera conclusa con loro. Ovviamente questo ci fa sorridere – ma ineffetti noi siamo convinti della stessa cosa. Anche noi crediamoche la storia del pensiero si sia conclusa con noi. Be, faremmo meglio a sperare di sbagliarci su questo, perchése la storia del pensiero si è davvero conclusa con noi, allorasiamo spacciati. Se ci saranno ancora persone qui fra duecentoanni, non vivranno come viviamo noi. Posso fare questaprevisione con sicurezza, perché se le persone continuano a viverecome viviamo noi, non ci saranno più persone qui tra duecentoanni. Posso fare unaltra previsione con sicurezza. Se ci sarannoancora persone qui tra duecento anni, non penseranno comepensiamo noi. Posso fare questa previsione con altrettantasicurezza perché se le persone continueranno a pensare comepensiamo noi, allora continueranno a vivere come viviamo noi – ein quel caso non ci saranno più persone qui tra duecento anni. Ma cosa possiamo cambiare del modo in cui pensiamo?Sembra così evidente che tutto ciò che pensiamo debba esserepensato in questo modo. Sembrava così anche ai popoli medievali. Benché diverse idee chiave del Medioevo siano scomparsedurante il Rinascimento, non scomparvero tutte. Una delle ideechiave che rimase al proprio posto – e che vi rimane ancora oggi –è quella che gli umani siano fondamentalmente e irrimedia-bilmente difettosi. Osserviamo il mondo intorno a noi e vediamoche le tartarughe non sono difettose, i corvi non sono difettosi, inarcisi non sono difettosi, le zanzare non sono difettose, i salmoninon sono difettosi – in effetti, non una singola specie al mondo èdifettosa – eccetto noi. Non ha alcun senso, ma supera il test per la
  8. 8. conoscenza medievale. E ragionevole – ed è di sicuro sostenutadallautorità. E ragionevole perché ci fornisce una giustificazionedi cui abbiamo disperatamente bisogno. Stiamo distruggendo ilmondo – lo stiamo mangiando vivo – ma non è colpa nostra. Ecolpa della natura umana. Siamo semplicemente mal costruiti,quindi cosa ci si può aspettare? Unaltra idea chiave che è sopravvissuta dal Medioevo è lideache il modo in cui viviamo sia il modo in cui gli umani eranodestinati a vivere. Be, accidenti, è così ovvio che non cè neanchebisogno di dirlo. Stiamo vivendo nel modo in cui gli umani eranodestinati a vivere fin dallinizio dei tempi. Il fatto che abbiamocominciato a vivere in questo modo solo molto di recente noncentra nulla. Quindi ci abbiamo messo tre milioni di anni atrovarlo. Questo non cambia il fatto che è il modo in cui eravamodestinati a vivere fin dallinizio dei tempi. E neanche il fatto che ilmodo in cui viviamo sta rendendo il mondo inabitabile per lanostra stessa specie ha alcuna importanza. Anche sedistruggeremo il mondo e noi stessi, il modo in cui viviamorimane quello in cui eravamo destinati a vivere fin dallinizio deitempi. Ma queste due sopravvissute del Medioevo sono relativamentebenigne. Stupide ma innocue. E sopravvissuta unaltra ideabasilare, comunque, che non è né benigna né innocua. Lungidallessere benigna o innocua, è anzi lidea più pericolosa cheesista. E oltre a essere lidea più pericolosa che esista, è anche lacosa più pericolosa che esista – più pericolosa dei nostriarmamenti nucleari, più pericolosa della guerra batteriologica, piùpericolosa di tutti gli inquinanti che pompiamo nellaria, nellacquae nel suolo. E tuttavia, suona piuttosto innocua. Potreste ascoltarla e dire:“Uh-uh, sì, e allora?” E anche piuttosto semplice. Eccola: Gliesseri umani appartengono a un ordine di esistenza separato dalresto della comunità vivente. Ci siamo noi e poi cè la natura. Ci
  9. 9. sono gli umani e poi cè lambiente umano. Sono sicuro che sia difficile da credere che qualcosa che suonacosì innocuo possa essere anche solo leggermente pericoloso,tantomeno così pericoloso come lho descritto. Come ho detto, secondo stime prudenti, fino a duecento speciesi estinguono ogni giorno come risultato del nostro impatto sulmondo. La gente accetta questorrenda informazione con moltacalma. Non urla. Non sviene. Non vede alcun motivo dipreoccuparsi, perché è fermamente convinta che gli umaniappartengano a un ordine di esistenza separato dal resto dellacomunità vivente. Ne è convinta tanto fermamente nelventunesimo secolo quanto lo era nel decimo. Quindi fino a duecento specie si estinguono ogni giorno. Noncè problema, perché quelle specie sono lì fuori, da qualche parte.Quelle duecento specie non sono qui. Non sono noi. Non hannonulla a che vedere con noi, perché gli umani appartengono a unordine di esistenza separato dal resto della comunità vivente. Quelle duecento specie sono lì fuori, nellambiente.Ovviamente è male per lambiente se si estinguono, ma non hanulla a che vedere con noi. Lambiente è lì fuori, a soffrire, mentrenoi siamo qui dentro, al sicuro. Ovviamente dovremmo cercare diprenderci cura dellambiente, ed è un peccato per quelle duecentoestinzioni – ma non ha nulla a che vedere con noi. Signore e signori, se le persone continueranno a pensarla così,la specie umana si estinguerà. Ecco quanto è pericolosa questaidea. Ed ecco perché. Quelle duecento specie... perché si stanno estinguendo,esattamente? Hanno esaurito laria, lacqua, lo spazio o altro? No,quelle duecento specie si stanno estinguendo perché hannoqualcosa che ci serve. Ci serve la loro biomassa. Ci serve lamateria vivente di cui sono fatte. Ci serve la loro biomassa per
  10. 10. mantenere la nostra biomassa. Ecco come funziona. Andate inBrasile, trovatevi un pezzetto di foresta pluviale e deforestatela obruciatela. Ora metteteci un branco di mucche perché ci pascolino.O piantateci patate o ananas o fagioli di lima. Tutta la biomassache prima costituiva gli uccelli, gli insetti e i mammiferi selvaticiche vivevano in quel pezzo di foresta pluviale, ora sta andandonelle mucche, nelle patate, negli ananas e nei fagioli di lima –ossia in cibo per noi. Abbiamo bisogno di far estinguere duecento specie al giornoper mantenere la biomassa di sei miliardi di persone. Non è unincidente. Non è una distrazione. Non è frutto di trascuratezza daparte nostra. Per mantenere la nostra popolazione di sei miliardi,abbiamo bisogno della biomassa di duecento specie al giorno.Stiamo letteralmente convertendo duecento specie al giorno intessuto umano. Ma fin troppe persone – la maggior parte, temo – tendono apensare: “Be, e allora? Gli umani appartengono a un ordine diesistenza separato dal resto della comunità vivente. Dato che nesiamo separati, non importa quante specie distruggiamo – e datoche comunque siamo superiori a esse, in realtà eliminandolestiamo migliorando il mondo!” Siamo come persone che vivono nellattico di un altissimoedificio di mattoni. Ogni giorno, abbiamo bisogno di duecentomattoni per tenere in piedi i nostri muri, così scendiamo di sotto,scalziamo duecento mattoni dai muri dei piani inferiori e liportiamo di sopra per poterli usare. Ogni giorno... ogni giornoscendiamo di sotto e togliamo duecento mattoni dai muri chetengono in piedi ledificio in cui viviamo. Settantamila mattoniallanno, anno dopo anno dopo anno. Spero che sia evidente che questo non è un modo sostenibiledi mantenere un edificio di mattoni. Un giorno prima o poicrollerà, e lattico verrà giù insieme a tutto il resto.
  11. 11. Similmente, far estinguere duecento specie al giorno non è unmodo sostenibile di mantenere una comunità vivente. Anche se inun certo senso siamo in cima a questa comunità, un giorno prima opoi crollerà e quando lo farà, essere in cima non ci aiuterà.Precipiteremo anche noi insieme a tutto il resto. La situazione sarebbe diversa, naturalmente, se le duecentoestinzioni al giorno fossero una cosa temporanea. Ma non lo sono.E il motivo è che, per quanto siamo intelligenti, non possiamoaumentare la quantità di biomassa che esiste su questo pianeta.Non possiamo aumentare la quantità di terra e dacqua chesostiene la vita, e non possiamo aumentare la quantità di lucesolare che irradia la terra e lacqua. Possiamo diminuire la quantitàdi biomassa che esiste su questo pianeta – per esempio rendendo ilsuolo sterile o avvelenando lacqua – ma non possiamoaumentarla. Tutto quello che possiamo fare è spostare quella biomassa daun insieme di specie a un altro – ed è quello che stiamo facendo.Stiamo sistematicamente spostando la biomassa di specie che nonci interessano dentro specie che ci interessano: mucche, galline,grano, fagioli, pomodori, e così via. Stiamo sistematicamentedistruggendo la biodiversità della comunità vivente per sostentarenoi stessi, il che significa che stiamo sistematicamente distrug-gendo linfrastruttura che ci mantiene in vita. Come ho detto, secondo stime conservative, la nostrapopolazione aumenterà fino a nove miliardi per la metà del secolo– e la gente accetta questinquietante informazione con moltacalma. Nessuno urla. Nessuno sviene. La gente è tranquillariguardo la nostra popolazione in espansione quanto lo è riguardoquelle duecento estinzioni quotidiane. Non vede alcun motivo diallarmarsi, perché crede fermamente che gli umani appartengano aun ordine di esistenza separato dal resto della comunità vivente.Non capisce che il ritmo delle estinzioni aumenterà man mano chela nostra popolazione crescerà – e probabilmente in modo
  12. 12. esponenziale. Questo perché quando rendiamo estinta una specie,non guadagniamo il 100 percento della sua biomassa. Una granparte viene semplicemente persa, e va a contribuire alladesertificazione del pianeta. Per la metà del secolo, se la nostrapopolazione sarà davvero arrivata a nove miliardi, il numero delleestinzioni sarà di mille o diecimila al giorno (il numero èincalcolabile, al momento). Se esisteranno ancora persone qui fra duecento anni, allorasapranno che lumanità non appartiene a un ordine di esistenzaseparato dal resto della comunità vivente. Lo sapranno con lastessa certezza con cui noi sappiamo che la Terra ruota intorno alsole. Posso fare questa previsione con sicurezza, perché se la gentecontinuerà a pensare che apparteniamo a un ordine di esistenzaseparato, allora non esisteranno più persone qui tra duecento anni. Ciò che chiunque vorrebbe che potessi fare (e ciò che io stessovorrei poter fare) è descrivere come le persone vivranno traduecento anni – se ci saranno ancora persone. Tutto ciò che possodirvi è come non vivranno: non vivranno come viviamo noi. Maperché? Perché non posso dirvi come vivranno? La risposta è:perché nessuno può dirvelo. Potete capire perché le cose stanno così se trasferite questasituazione nel Medioevo. Avreste anche potuto riuscire aconvincere Ruggero Bacone che la gente avrebbe vissuto in modomolto diverso trecento anni dopo, ma come avrebbe potuto predirelera delle esplorazioni, la ribellione contro loppressione feudale,la Rivoluzione Industriale, lascesa al potere di una borghesiacapitalista, e così via? Aspettarsi una cosa simile sarebbe assurdo. Si potrebbe dire che se il Medioevo fosse stato in grado dipredire il Rinascimento, allora sarebbe stato il Rinascimento. Levoluzione sociale è intrinsecamente caotica – il che è unaltro modo di dire intrinsecamente imprevedibile. Questo è vero
  13. 13. anche in tempi relativamente stabili. Considerate il fatto che ogniagenzia di spionaggio del mondo venne colta di sorpresa dal crollodellUnione Sovietica, che fino a pochi giorni prima era sembratastabile quanto la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. E se levoluzione sociale è caotica perfino in tempi stabili,allora sarà ancora più caotica nei prossimi tempi, quando lepersone cominceranno a pensare in un nuovo modo o siestingueranno. Naturalmente capisco perché la gente vuole avere unadescrizione della vita sostenibile futura. Pensa che questo lepermetterebbe di adottare quello stile di vita sostenibile ora, oggistesso. Ma i cambiamenti sociali non avvengono in questo modo,non più dei cambiamenti tecnologici. Sarebbe stato inutilemostrare a Charles Babbage il progetto di un circuito o mostrare aThomas Edison un transistor. Non avrebbero potuto fare nulla conquelle cose in quellepoca – e noi non potremmo fare nulla oggicon limmagine della vita fra centanni. Il futuro non è qualcosache possa venire pianificato con centinaia di anni danticipo – oanche con dieci anni danticipo. Il Reich di Mille Anni di AdolfHitler non è durato nemmeno mille settimane. Non è mai esistitoun progetto per il futuro – e non esisterà mai. Ciononostante, posso dirvi con completa sicurezza chequalcosa di straordinario avverrà nei prossimi due o tre decenni.La gente della vostra cultura capirà come vivere sostenibilmente –oppure no. In entrambi i casi, sarà sicuramente straordinario. Il fatto che io non possa darvi una ricetta per il futuro nonsignifica che voi siate solo inermi frammenti di sughero trasportatidalla corrente della storia. Ognuno di voi è allincirca dove sitrovava Galileo quando gli venne detto senza mezzi termini dichiudere il becco sul fatto che la Terra girasse intorno al sole. Perquanto riguardava i gentiluomini dellInquisizione Romana, ilmovimento della Terra intorno al sole era solo una bugia perversa
  14. 14. che dovevano sopprimere – e potevano sopprimere. Ma mentrelasciava il proprio processo, Galileo fu udito mormorare: “Eppursi muove!” Cera in gioco sorprendentemente poco in quella faccenda. Ilfuturo dellumanità non dipendeva dalla distruzione dellimmaginemedievale del sistema solare. Ma il futuro dellumanità dipendedalla distruzione dellimmagine medievale della relazionedellumanità col resto della comunità della vita su questo pianeta. Galileo non sapeva che un giorno la gente avrebbe dato perscontato i viaggi nello spazio, ma sapeva che un giorno avrebberoriconosciuto che la Terra gira intorno al sole. Noi non sappiamocome la gente vivrà qui tra duecento anni, ma sappiamo che se traduecento anni la gente esisterà ancora, riconoscerà che siamo tantoparte della comunità vivente – e tanto dipendenti da essa – quantolucertole, farfalle, squali, lombrichi, tassi o alberi di banana. La gente non vuole le solite cose. Eppure, stranamente,quando mi chiede che cosa salverà il mondo, vuole ascoltare lesolite cose – qualcosa di familiare, qualcosa di riconoscibile.Vuole ascoltare di rivolte, anarchia o leggi più severe. Ma nessunadi queste cose ci salverà – vorrei che potessero. Quello chedobbiamo avere – e niente di meno – è un intero mondo pieno dipersone con menti cambiate. Scienziati con menti cambiate,industriali con menti cambiate, insegnanti con menti cambiate,politici con menti cambiate – anche se loro saranno gli ultimi,naturalmente. E questo è il motivo per cui non possiamo aspettareche risolvano il problema o che ci guidino in una nuova era. Leloro menti non cambieranno finché non cambieranno quelle deiloro costituenti. Gorbachev non ha creato menti cambiate; menticambiate hanno creato Gorbachev. Cambiare le menti delle persone è qualcosa che ognuno di noipuò fare, ovunque siamo, chiunque siamo, qualunque tipo dilavoro svolgiamo. Cambiare menti può non sembrare una sfida
  15. 15. molto drammatica o eccitante, ma è la sfida da cui dipende ilfuturo umano. E la sfida da cui dipende il vostro futuro. Daniel Quinn. Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it) Originale tratto da: www.ishmael.org Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito: NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

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