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INTERNET CI RENDE STUPIDI?DI NICHOLAS CARR  Alcuni concetti chiave tratti dai 10 capitoli del testo a cura di Vincenzo Fil...
CAP. 1° - IO E HAL 1/2   Leggere in rete implica un cambiamento nel    modo di pensare?   Sembra che si sia passati da u...
CAP. 1° - IO E HAL 2/2   Carr dichiara di essersi registrato su MySpace, Facebook,    Digg e Twitter.   Carr ha lasciato...
CAP 2° - I TRACCIATI VITALI 1/4“I nostri strumenti di scritturahanno un ruolo nella formazione       dei nostri pensieri” ...
CAP. 2° - I TRACCIATI VITALI 2/4    Neuroscienze del XX secolo:1.    Cervello umano: 100 milioni di neuroni2.    Cervello...
CAP. 2° - I TRACCIATI VITALI 3/4    La plasticità delle nostre sinapsi mette d’accordo     empirismo e razionalismo    N...
CAP. 2° - I TRACCIATI VITALI 4/4    Alvaro Pascual-Leone dell’Harvard Medical School:1.   La plasticità è la situazione n...
CAP. 3° - STRUMENTI DELLA MENTE    Dibattito deterministi-strumentalistiDETERMINISMO TECNOLOGICOa.    Progresso tecnologi...
CAP. 4° - LA PAGINA CHE SI APPROFONDISCE 1/2   Sumeri: i primi ad utilizzare uno speciale materiale per la    scrittura (...
CAP. 4° - LA PAGINA CHE SI APPROFONDISCE 2/2      In un articolo del 2004 su Current Biology:                             ...
CAP. 5° - UN MEDIUM DI NATURA GENERALE 1/3   Ultimi 30 anni: numero istruzioni elaborate da    un chip ogni secondo raddo...
CAP. 5° - UN MEDIUM DI NATURA GENERALE 2/3   Con la diminuzione dei costi di memoria e di    banda diventa possibile incl...
CAP. 5° - UN MEDIUM DI NATURA GENERALE 3/3    Internet, rispetto agli altri media, è bidirezionale Internet è diventato ...
CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 1/4    Il libro non è cambiato sostanzialmente dal     giorno della sua invenz...
CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 2/4Un cambiamento nella forma di un medium è uncambiamento nel suo contenuto   ...
CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 3/4   Oggi gli e-book dispongono di schermi ad alta    risoluzione fatti di Vi...
CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 4/4   Nel 2005 un gruppo di professori della    Northwestern University in un ...
CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 1/4 Decine    di studi di psicologi, neurobiologi,     educatori e progettisti web s...
CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 2/4    La Rete coinvolge tutti i nostri sensi     simultaneamente, a parte odorato e...
CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 3/4 Navigare nel web può aiutare le persone anziane  a tenere in esercizio le funzio...
CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 4/4 Navigare nel web richiede una forma di  multitasking mentale intensa Ogni volta...
CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 1/6   Eric Schmidt, amministratore delegato di Google:    la società è fondata sulla scienz...
CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 2/6Con la tecnica “Split AB testing” Google:1. Introduce piccoli cambiamenti nel modo in cui...
CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 3/6    Irene Au, direttrice del dipart. Aziendale sull’esperienza dell’utente:1.    Google ...
CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 4/6   Google ha una fede profonda nel valore della sua attività   Mission di Google: organ...
CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 5/6    Google non vuole incoraggiare la lettura fatta con     calma o il pensiero lento e c...
CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 6/6   Segej Brin ipotizza che il  motore di ricerca definitivosarebbe come il computer Hal i...
CAP. 9° - RICERCA, MEMORIA La Rete è vista come non un’integrazione ma  come una sostituzione della memoria La formazion...
CAP. 10° - UNA COSA COME MELa rivoluzione della tecnica che ci sta travolgendo nell’era atomica potrebbe riuscire ad avvin...
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Internet ci rende stupidi? Una sintesi su Power point del testo di Carr

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Internet ci rende stupidi? Una sintesi su Power point del testo di Carr

  1. 1. INTERNET CI RENDE STUPIDI?DI NICHOLAS CARR Alcuni concetti chiave tratti dai 10 capitoli del testo a cura di Vincenzo Filetti Corso di Tecnologie dei Media Digitali (Prof. Cecchinato)
  2. 2. CAP. 1° - IO E HAL 1/2 Leggere in rete implica un cambiamento nel modo di pensare? Sembra che si sia passati da un processo di pensiero lineare, calmo, riflessivo, senza distrazioni ad un pensiero che opera a piccoli scatti, sconnessi, spesso sovrapposti. Carr, nel passaggio dalla macchina da scrivere a computer sempre più sofisticati, sente che non può più fare a meno dei tasti “cancella”, “copia- incolla”, “annulla”.
  3. 3. CAP. 1° - IO E HAL 2/2 Carr dichiara di essersi registrato su MySpace, Facebook, Digg e Twitter. Carr ha lasciato scadere abbonamenti a giornali e riviste. Carr sente che la Rete esercita di lui un’influenza molto maggiore di quanto non facesse il suo vecchio computer senza connessioni. Carr dichiara di avere sentito il bisogno di essere connesso e conclude scrivendo che gli mancava il suo vecchio cervello.
  4. 4. CAP 2° - I TRACCIATI VITALI 1/4“I nostri strumenti di scritturahanno un ruolo nella formazione dei nostri pensieri” Nietzsche
  5. 5. CAP. 2° - I TRACCIATI VITALI 2/4 Neuroscienze del XX secolo:1. Cervello umano: 100 milioni di neuroni2. Cervello adulto non più immutabile ma malleabile o plastico3. Secondo il prof. James Olds, direttore del Krasnow Institute for Advanced Study, alla George Mason University, la plasticità diminuisce con l‟invecchiamento ma non scompare mai4. Negli spazi microscopici fra i nostri neuroni si verificano diverse reazioni chimiche che registrano e fissano le esperienze in tracciati neurali, veri e propri tracciati vitali
  6. 6. CAP. 2° - I TRACCIATI VITALI 3/4 La plasticità delle nostre sinapsi mette d’accordo empirismo e razionalismo Nancy Kanwisher del McGovern Institute for Brain Research del MIT:1. Sembra che i neuroni vogliano ricevere stimoli2. Quando spariscono i loro abituali stimoli, cominciano a cercarne altri cui poter rispondere
  7. 7. CAP. 2° - I TRACCIATI VITALI 4/4 Alvaro Pascual-Leone dell’Harvard Medical School:1. La plasticità è la situazione normale in cui si trova il sistema nervoso per l’intera durata della vita.2. La neuroplasticità consente al sistema nervoso di sottrarsi alle limitazioni del proprio genoma e di adattarsi così alle situazioni ambientali, ai cambiamenti fisiologici e alle esperienze.
  8. 8. CAP. 3° - STRUMENTI DELLA MENTE Dibattito deterministi-strumentalistiDETERMINISMO TECNOLOGICOa. Progresso tecnologico al di fuori del controllo umano e fattore principale nell’influenzare il corso della storia umana (Thorstein Veblen, sociologo)b. Il mulino a vento produce una società con i signori feudali, il motore a vapore con i capitalisti (Karl Marx)c. Le cose stanno al comando, ci governano (Ralph Waldo Emerson)STRUMENTALISMO TECNOLOGICOa. I dispositivi tecnologici sono semplici manufatti neutrali (David Sarnoff)b. La tecnologia è uno strumento per la comunicazione e il trasporto attraverso lo spazio, nulla di più (James Carey)
  9. 9. CAP. 4° - LA PAGINA CHE SI APPROFONDISCE 1/2 Sumeri: i primi ad utilizzare uno speciale materiale per la scrittura (tavoletta d’argilla) Egizi, Greci e Romani: rotoli di papiro poi pergamena. Nella scrittura antica non c‟erano spazi che separavano le parole … si deduce che venisse trascritto il linguaggio derivato dal parlatoMedioevo: il numero dei lettori cresce Lettura: strumento di perfezionamento personale Alla fine del XIII secolo: la scriptura continua è obsoleta Diventano comuni i segni di punteggiatura Gli spazi tra le parole implicano uno sforzo cognitivo
  10. 10. CAP. 4° - LA PAGINA CHE SI APPROFONDISCE 2/2 In un articolo del 2004 su Current Biology: Che Spostando l’attenzione in Nel cervello: operano sulla base modo rapido e meccanismi di involontario elementari primitivi stimoli sensoriali verso elementi che primari spiccano Agli albori della lettura, leggere un libro significava praticare una modalità di pensiero innaturale che richiedeva di prestare attenzione intensa e ininterrotta verso un unico oggetto statico.
  11. 11. CAP. 5° - UN MEDIUM DI NATURA GENERALE 1/3 Ultimi 30 anni: numero istruzioni elaborate da un chip ogni secondo raddoppiato ogni 3 anni circa Il prezzo di un‟operazione di calcolo è crollato del 99.9 % dagli anni „60 a oggi Dall’invenzione del World Wide Web, il traffico di Internet è raddoppiato in media ogni anno
  12. 12. CAP. 5° - UN MEDIUM DI NATURA GENERALE 2/3 Con la diminuzione dei costi di memoria e di banda diventa possibile includere nelle pagine Web fotografie e disegni. Il Web si è gradualmente sostituito agli strumenti per l’elaborazione del suono: radio, fonografi e riproduttori di cassette. Anche il video (cinema e televisione) è arrivato on line
  13. 13. CAP. 5° - UN MEDIUM DI NATURA GENERALE 3/3 Internet, rispetto agli altri media, è bidirezionale Internet è diventato luogo di riunione: Facebook, Twitter, MySocial Nel 2009:1. adulti americani in Rete in media 12 ore alla settimana, il doppio della media del 20052. ventenni americani in media 19 ore sulla Rete3. bambini americani tra i 2 e gli 11 anni in media 11 ore nel 2009 (più del 60% rispetto al 2004)4. adulti europei in media 8 ore alla settimana in Rete5. ventenni europei in media 12 ore alla settimana
  14. 14. CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 1/4 Il libro non è cambiato sostanzialmente dal giorno della sua invenzione Il libro è versatile:1. Può cadere a terra2. Può sporcarsi3. Puoi lasciare aperta la pagina per un tempo indefinito4. Non necessita di batterie o di corrente elettrica5. Le parole stampate sono più facili da leggere rispetto a quelle formate dai pixel su schermo retroilluminato
  15. 15. CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 2/4Un cambiamento nella forma di un medium è uncambiamento nel suo contenuto Marshall McLuhan
  16. 16. CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 3/4 Oggi gli e-book dispongono di schermi ad alta risoluzione fatti di Vizplex Amazon: nel 2009, su 275mila libri venduti in formato cartaceo e digitale, il 35% è costituito da libri elettronici, quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente Il Kindle prefigura il futuro dei lettori digitali I cambiamenti nella lettura porteranno anche cambiamenti nello stile di scrittura (Giappone: romanzi via sms)
  17. 17. CAP. 6° - L’AUTENTICA IMMAGINE DI UN LIBRO 4/4 Nel 2005 un gruppo di professori della Northwestern University in un articolo per la Annual Review of Sociology scrive: << i recenti cambiamenti delle nostre abitudini di lettura indicano che l‟era della lettura di massa (dei libri) è stata una breve “anomalia” nella nostra storia intellettuale: adesso vediamo questo tipo di lettura tornare al suo ambiente originario: una minoranza che si perpetua e che chiameremo la classe dei lettori>>
  18. 18. CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 1/4 Decine di studi di psicologi, neurobiologi, educatori e progettisti web sostengono che:1. il web favorisce la lettura rapida2. il pensiero distratto3. l’apprendimento superficiale
  19. 19. CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 2/4 La Rete coinvolge tutti i nostri sensi simultaneamente, a parte odorato e gusto Nel 2005, Michael Merzenich:1. internet ha il potere di provocare cambiamenti fondamentali nella struttura mentale.2. L’uso intensivo di internet ha conseguenze neurologiche3. Internet consente lo sviluppo di nuovi tracciati neurali e dei processi decisionali e risolutivi dei problemi
  20. 20. CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 3/4 Navigare nel web può aiutare le persone anziane a tenere in esercizio le funzioni cerebrali ma Se internet diviene il principale modello di pensiero può ostacolare l’apprendimento e la riflessione profonda Le ricerche continuano a mostrare che chi legge testi lineari comprende di più, ricorda e impara meglio rispetto a chi legge testi disseminati di link
  21. 21. CAP. 7° - IL CERVELLO DEL GIOCOLIERE 4/4 Navigare nel web richiede una forma di multitasking mentale intensa Ogni volta che spostiamo l’attenzione il cervello di deve orientare di nuovo, mettendo ulteriormente alla prova le nostre risorse mentali Lo studioso Grafman ritiene che più si fa multitasking:1. meno deliberativi si diventa2. meno capaci di pensare e risolvere un problema3. ci si fida più di soluzioni convenzionali invece di contestarle con schemi di pensiero originale
  22. 22. CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 1/6 Eric Schmidt, amministratore delegato di Google: la società è fondata sulla scienza della misurazione Google: grande fiducia nei test Nonostante l’apparente semplicità e austerità della homepage, ogni elemento è stato sottoposto a una complessa indagine statistica e psicologica
  23. 23. CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 2/6Con la tecnica “Split AB testing” Google:1. Introduce piccoli cambiamenti nel modo in cui il sito appare e funziona2. Mostra differenti versioni a diversi gruppi di utenti3. Confronta il modo in cui tali variazioni influenzano il loro comportamento (tempo sulla pagina, movimenti cursore sullo schermo, su cosa cliccano) Monitorare il movimento degli occhi dei navigatori sul web consente di leggere loro nella mente
  24. 24. CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 3/6 Irene Au, direttrice del dipart. Aziendale sull’esperienza dell’utente:1. Google fa affidamento sulle ricerche di psicologia cognitiva per fa usare i computer in modo più efficiente.2. Scopo di Google: far entrare e uscire gli utenti molto rapidamente
  25. 25. CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 4/6 Google ha una fede profonda nel valore della sua attività Mission di Google: organizzare l‟informazione del mondo e renderla universalmente accessibile e utile Obiettivo: creare il motore di ricerca perfetto che capisce esattamente ciò che si vuol dire e propone esattamente ciò che è richiesto Gli annunci di Google sono esplicitamente progettati per riuscire a prevedere quali messaggi è più probabile che catturino l’attenzione del navigatore
  26. 26. CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 5/6 Google non vuole incoraggiare la lettura fatta con calma o il pensiero lento e concentrato Google è nel “business della distrazione” Ideali e interessi economici convergono su un unico obiettivo superiore:1. digitalizzare una mole crescente di informazioni2. spostarle sul web, inserirle sul proprio database3. classificarle, valutarle, preferibilmente accompagnate da messaggi pubblicitari
  27. 27. CAP. 8° - LA CHIESA DI GOOGLE 6/6 Segej Brin ipotizza che il motore di ricerca definitivosarebbe come il computer Hal in 2001,Odissea nello spazio di Stanley Kubrick
  28. 28. CAP. 9° - RICERCA, MEMORIA La Rete è vista come non un’integrazione ma come una sostituzione della memoria La formazione di nuovi ricordi a lungo termine negli esseri umani richiede complessi processi neurobiologici non replicabili dai computer Ricordare implica per gli esseri umani:1. Elaborare continuamente le informazioni2. Diventare più intelligenti La memoria biologica è in uno stato di perenne rinnovamento Questi processi NON possono essere replicati dai computer
  29. 29. CAP. 10° - UNA COSA COME MELa rivoluzione della tecnica che ci sta travolgendo nell’era atomica potrebbe riuscire ad avvincere, astregare, ad incantare, ad accecare l’uomo così che un giorno il pensiero calcolante sarebbe l‟unico ad avere ancora valore. La nostra capacità di impegnarci nel “pensiero meditante” potrebbe soccombere a un troppo rapido progresso. Martin Heidegger

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