Emocromo 2011

14,111 views

Published on

Published in: Education
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

Emocromo 2011

  1. 1. Una ragazza di 20anni si presenta dal medico di baselamentando astenia insorta da circa 3 mesi
  2. 2. Cosa fareste se foste ilmedico di basedella ragazza?
  3. 3. se ha variato l’alimentazione,se ha avuto febbre,se ha perso peso se ha dolore addominale,se ha perso peso e se i cicli mestruali sono particolarmente abbondanti, frequenti o di lunga durata
  4. 4. La ragazza riferisce che ineffetti ha dei cicli mestrualipiuttosto abbondanti e che avvengono circa ogni 25 giorni
  5. 5. Cosacontrollereste visitando la ragazza?
  6. 6. Quali esami di laboratoriopensereste di chiedere ?
  7. 7. Emocromo con formulaAssetto marziale CoagulazioneControllo degli ormonisessuali
  8. 8. Il sangue • Sistema bifasico • Fase liquida: plasma • Fase solida • Cellule nucleate (g. bianchi) • Cellule anucleate (g. rossi) • Frammenti citoplasmatici (piastrine)
  9. 9. Il plasma• Può essere ottenuto per centrifugazione del sangue in presenza di anticoagulanti. • leggermente alcalino • colore giallino90 % acqua • 10 % sostanza secca • 9/10: sostanze organiche • 1/10: minerali in forma ionica
  10. 10. La parte corpuscolataEritrocitiGranulociti(neutrofili, basofili,eosinofili)LinfocitiPiastrine
  11. 11. Il prelievo di sangue • Indossare i guanti • Applicare un laccio emostatico attorno albraccio del paziente • Identificare la vena da pungere • Disinfettare il punto di iniezione • Inserire l’ago nella vena con il taglio rivolto verso l’alto • Applicare la provetta appropriata
  12. 12. Tappo Fucsia Provette• Anticoagulante: EDTA • Emocromo • Tappo azzurro• Anticoagulante: citrato • Coagulazione • Conta piastrinica (in particolari situazioni) •
  13. 13. Informazioni per il paziente • Spiegare al paziente che il laccio emostatico potrebbe stringere • Il paziente può sentire o meno la puntura • Potrebbe esserci un modesto sanguinamento nel punto del prelievo • L’assunzione di anticoagulant o antiaggreganti (aspirina, Coumadin) potrebbe richiedere l’applicazione di una pressione più prolungata • Occorre non piegare il braccio immediatamente dopo il prelievo • La vena potrebbe gonfiarsi dopo il test (flebite). Il paziente dovrà informarvi di tale evento
  14. 14. L’emocromo • Conteggio di: • numero dei globuli rossi (eritrociti, GR), • numero dei globuli bianchi (leucociti, WBC) • numero delle piastrine (trombociti), • determinazione quantitativa dell’emoglobina (HGB) • Parametri eritrocitari • Formula leucocitaria
  15. 15. Emocromo normale • Eritrociti 4-6 milioni/mmc • Leucociti 4-10 mila/mmc • Piastrine 200.000 - 450.000/mmc • Emoglobina (Hbg) • 12 - 16g/dl (donne) • 13 – 18 g/dl (uomini)
  16. 16. Parametri eritrocitari • Ematocrito (HCT) • Volume globulare medio • Contenuto emoglobinico globulare medio, • Concentrazione emoglobinica globulare media
  17. 17. L’ematocrito
  18. 18. Uomini adulti 42-54% Donne adulte 37-44%Valori normali Neonati a 53-68%di ematocrito termine Lattanti (3m) 30-38% Bambini (10 anni) 37-44%
  19. 19. Uomini adulti 42-54% Donne adulte 37-44%Valori normali Neonati a 53-68%di ematocrito termine Lattanti (3m) 30-38% Bambini (10 anni) 37-44%
  20. 20. Parametri eritrocitari • Volume globulare medio (MCV): da 80 - 98 fl • contenuto emoglobinico globulare medio, 24-34 pcg • Concentrazione emoglobinica globulare media(MCH) 32 - 36 su 100
  21. 21. Formula leucocitaria • Indica la percentuale di ciascun tipo di globulo bianco • granulociti neutrofili • granulociti eosinofili • granulociti basofili • monociti • linfociti
  22. 22. Formula leucocitaria normale • Linfociti 20-35% • Monociti 3-7% • Neutrofili 55-70% • Eosinofili 0-3% • Basofili 0-2%
  23. 23. aspirato midollare Valutazione del midollobiopsia osteo-midollare
  24. 24. Ago per aspirato midollare Ago per aspirato con sternale
  25. 25. Ago per biopsia
  26. 26. Come sono prodotte lecellule del sangue
  27. 27. • Il MIDOLLO OSSEO è localizzato nella parte più interna di molte ossa (vertebre, cranio, coste, ossa lunghe delle braccia e delle gambe), la così detta parte spugnosa.• Il numero di segmenti ossei coinvolti nell’emopoiesi è maggiore nel bambino che nell’adulto.
  28. 28. Emopoiesi
  29. 29. Le cellule staminali
  30. 30. I globuli bianchi nel sangue midollare A B C D E FA: mieloblasto B: promielocita C: mielocita D: metamielocita E: band cell F: neutrofilo
  31. 31. ADULTO: le cellule ematiche sono formate nel MIDOLLO OSSEO dello scheletro assiale Testa, tronco ed estremità prossimali degli arti. L’attività emopoietica diminuisce gradualmente a livello delle diafisi delle ossa lunghe dove, dopo i quattro anni di età cominciano a comparire cellule adipose Gli spazzi occupati da midollo emopoietico si riducono progressivamente dall’infanzia all’età adulta, fino ad essere confinati alla parte centrale dello scheletro: cranio, sterno, coste, corpi vertebrali, ossa pelviche e le porzioni prossimali delle ossa lunghe
  32. 32. L’eritropoietina
  33. 33. Le anemie
  34. 34. Le anemie
  35. 35. Riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue Il grado di anemia è espressoAnemia dalla concentrazione di emoglobina nel sangue Non sempre si associa ad una riduzione del numero di globuli rossi o dell’ematocrito
  36. 36. Eziologia Classificazione Dimensioni deiCinetica delle anemie globuli rossi Concentrazione di emoglobina nei globuli rossi
  37. 37. Ridotta produzione di eritrociti / eritroblasti Ridotta Classificazione Ridotta sintesi disopravvivenza cineticadegli eritrociti emoglobina Sanguinamento acuto
  38. 38. 80 < MCV < 95 fl: normocitica Dimensione 95 < MCV <MCV < 80 fl: dei globuli 105 fl:microcitica rossi normocitica 115 fl< MCV megaloblastica
  39. 39. Anemia da carenza di ferro
  40. 40. Anemie normocitiche
  41. 41. Anemia da carenza di B12
  42. 42. Anemia a cellule falciformi
  43. 43. RETICOLOCITI: rappresentano l’ultima fase di maturazioneeritrocitaria intramidollare che va dall’estrusione del nucleoall’eritrocita maturo.Contengono residuo materiale nucleare che si può evidenziarecon la tecnica della fluorescenza.Possono essere messi in circolo prima del completamentomaturativo, quale risposta ad una aumentata richiestaeritrocitaria.Il loro numero aumenta nelle anemie emorragiche ed emolitiche.Hanno dimensioni maggiori pertanto condizionano un aumentodi MCV e RDW.
  44. 44. Reticolociti in circolo: 0.5 – 1.5% degli eritrociti totali.Nelle condizioni di anemia severa è opportuno applicare la formuladi correzione della reticolocitosi:Numero di reticolociti (%) x ematocrito del paziente ematocrito normale
  45. 45. DIAGNOSTICA DELLE ERITROCITOSISe aumenta L’Hb, il parametro da valutare è:Ematocrito (HCT): vn 40 – 54%Quando l’HCT è > 54% nell’uomo e 49% nella donna si parla di:ERITROCITOSI: primitiva (policitemia vera di Vaquez, sindrome mielodisplastica) secondaria (insuff. respiratoria, alta quota, shunt cardiaci, etc. relativa: sindromi da disidratazionePer distinguere le eritrocitosi relative (spurie) da tutte le altre occorre determinare lamassa eritrocitaria (Cr51)Massa eritrocitaria:Uomo: vn 28.3 ± 2,8 ml/Kg eritrocitosi: > 36 ml/KgDonna: vn 25.4 ± 2.6 ml/kg eritrocitosi: > 32 ml/Kg
  46. 46. PIASTRINE• Numero delle piastrine• Parametri derivati  Pct, Pdw e MPV.• TROMBOCITOPENIA• < 150.000/mm3• TROMBOCITOSI• > 450.000/mm3• Trombocitopenia:• Ridotta produzione: mielofibrosi, ipoplasia midollare (Rx, farmaci, virus, alcool, rid. Vit. B12), infiltr. midollare neopl.• Aumentata distruzione: porpore trombocitopeniche immunologiche• Aumentato consumo: porpora di Moschowitz – CID, sepsi GRAM neg.• Sequestro: splenomegalia• NB: eseguire conta piastrinica in: EDTA, citrato ed eparina
  47. 47. TROMBOCITOPENIA:Dal punto di vista clinico si possono presentare due quadri3. Ad andamento protratto o cronico: - Porpora trombocitopenica idiopatica di Werlhof - Angioma gigante o sindrome di Kasabach – Merrit• Ad esordio improvviso rapidamente evolutivo: - sindromi microangiopatiche (Mosckhovitz, SEU, CID) - infezioni ad andamento settico - farmaci - shock anafilattico - ipo-aplasie midollari
  48. 48. LEUCOCITI •Nella valutazione dei WBC considerare il numero totale e la formula •Nella valutazione della formula non ci si deve limitare al valore percentuale , ma occorre ricavare il valore assoluto. •Valutare sempre l’eventuale presenza di elementi immaturi. •In caso di leucocitosi specificare sempre lo stipite cellulare interessato. DISORDINI LEUCOCITARI Stipite mielopoietico Stipite linfopoietico-NEUTROFILIA -linfocitosi monocitosi-NEUTROPENIA -linfocitopenia-EOSINOFILIA ELEMENTI IMMATURI-BASOFILIA
  49. 49. mielopoiesi mieloblastostaminale promielocita GNtotipotente mielocita (pool GN metamielocita marginalestaminale band cell & circolante)committed GN 14 giorni 6-8 ore 2 giorni
  50. 50. # neutrofili > 7000-7500/mm3NEUTROFILIAMeccanismi patogenetici:Aumento di produzione (giorni): forme reattive, s. mieloproliferativeAumento di dismissione dal compartimento midollare (alcune ore): adrenalina, stress, cortisone.Ridotto passaggio dal sangue ai tessuti: azione farmacologicaInquadramento nosografico:Neutrofilie reattive: infezioni, connettiviti, necrosi estese, tumoriNeutrofilie nell’ambito di emopatie: s. mieloproliferative croniche (LMC), policitemia veraNeutrofilie vere: terapia cortisonica, adrenalina, tabagismo, stress, gravidanza, ovulazione.
  51. 51. MECCANISMI NEUTROFILIA: DISORDINI ACUTI Aumentano rapidamente il pool Infezioni, stress, circolante svuotando il pool di intossicazioni, endotossine, deposito e rimuovendo il cortisonici compartimento marginato -Sforzo fisico -Adrenalina Aumentano il pool circolante -Stress psichico rimuovendo il compartimento marginato -Febbre -Cortisonici Ostacolano il passaggio dal pool circolante verso i tessuti - Cortisonici
  52. 52. MECCANISMI DI NEUTROFILIA: DISORDINI CRONICI -Infezioni croniche -Flogosi croniche Aumentano il pool midollare (proliferazione) con aumentata -Tumori con mts immissione in circolo -Ripresa post neutropenica -Dis. Mieloprolif. -S. mieloproliferative Cospicuo aumento del pool midollare (mitotico-maturativo) con grande aumento -LMC del pool circolanteI disordini e i meccanismi acuti favoriscono gli spostamenti di pool verso il compartimentocircolante. I disordini cronici e mieloproliferativi “ipertrofizzano” il pool midollare conimmissione in circolo di una popolazione aumentata.
  53. 53. NEUTROFILIA : ORIENTAMENTO DIAGNOSTICOSi deve considerare:• Dati anamnestici: -sintomatologia infettiva -sintomatologia neoplastica -uso di farmaci -tabagismo•Elementi clinici: -linfoadenopatia -splenomegalia•Dati di laboratorio: -valutare emocromo precedente (neutrofilia cronica o acuta) ricerca e conta di cellule immature (striscio periferico) -Predominanza di cellule mature (infezioni, flogosi, necrosi)
  54. 54. NEUTROFILIA: ASPETTI CLINICI ED EZIOLOGICI• INFEZIONI: batteri, miceti, richettsie, protozoi• FLOGOSI E NECROSI: ACUTE (IMA, Embolia polmonare, ustioni, peritonite, pancreatite. CRONICHE: connettiviti, neoplasie con mts, tabagismo.• TERAPIE: cortisonici, adrenalina, litio, eparina, digitale• SITUAZIONI TOSSICO-METABOLICHE: ACUTE (chetoacidosi diabetica, gotta acuta, crisi tireotossica), CRONICHE (Cushing, uremia)• PARAFISIOLOGICHE O PSEUDONEUTROFILE: stress psicofisico, dolore, interventi chirurgici, emorragia, emolisi, plenectomia
  55. 55. ANDAMENTO DELLA REAZIONE LEUCOCITARIA DURANTE INFEZIONE BATTERICA ACUTA1a fase: 2a fase: 3a fase:Reazione neutrofila difesa monocitaria Linfocito-eosinofilia Febbre elevata Febbre in diminuzione No febbre VES elevata VES elevata VES ridotta Aumento alfa 2 Inizia aumento delle Iper gamma gamma Neutrofilia Diminuzione neutrofilia Normalizzazione dei Monocitosi neutrofili 4 –5 giorni 2 –3 g 7 – 8 giorniFase acuta iniziale Fase remissione Fase guarigione o andamento cronico
  56. 56. FORMULA DI ARNETHValuta il grado dell’attività granulocitopoietica.I granulociti si suddividono idealmente in 4 o 5 classi in base alla segmentazionedel nucleo.La 1a classe comprende i granulociti a nucleo non segmentato. L’ultima classecomprende i granulociti plurisegmentati.Numerosi granulociti non o poco segmentati depongono per attività produttivamidollare (deviazione a sx).Numerosi granulociti molto segmentati depongono per scarsa produttivitàmidollare (deviazione a dx).La plurisegmentazione è indice di vecchiaia dei granulociti.
  57. 57. NEUTROPENIAQUANDO IL NUMERO DEI NEUTROFILI E’ INFERIORE A1500/mm3NEUTROPENIA SEVERA o agranulocitosi < 500/mm3•Ridotta produzione midollare•Aumentata distruzione•Alterata distribuzione
  58. 58. LINFOCITI: SISTEMA LINFOIDEIl sistema linfoide è responsabile dei processi specifici dell’immunità cellulare e umorale.E’ costituito da: linfociti e plasmacellule (organi linfoidi primari: midollo osseo e timo) linfociti e plasmacellule (organi linfoidi secondari: milza e linfonodi) linfociti e plasmacellule dispersi o aggregati in vari tessuti linfociti circolanti (sangue e linfa)Sono mobili, attraversano gli endoteli, si spostano nei tessuti.Non esplicano fagocitosi ma sono capaci di pinocitosiSe stimolati si moltiplicano e si trasformano in grandi cellule di aspetto blastico che sitrovano negli organi linfoidi secondari ma anche in circolo.
  59. 59. I linfociti si distinguono in 4 classi:•Linfociti T immunità cellulomediata (T4 helper, T8 suppressor)•Linfociti B secrezione Ig (plasmacellule) immunità umorale•Linfociti Killer senza Ig di membrana citotossicità•Linfociti Null non hanno marcatoriI linfociti T e B attivati dal contatto con Ag, oltre la risposta immunologicaprimaria, danno vita ad una numerosa progenie di linfociti sensibilizzati(linfociti memoria) che scateneranno la risposta secondaria.
  60. 60. LINFOCITI T: nel timo vengono istruiti a: riconoscere l’Ag proliferare formare linfociti killer produrre linfokine-prendono conoscenza dell’antigene nella zona T dei linfonodi-Controllano la risposta umorale dei linfociti B (T-helper, T- suppressor)-Rappresentano il 60-80% dei linfociti circolanti-Circolano continuamente dal sangue linfa sangue-Riconosciuto l’Ag proliferano in linfociti sensibilizzati e linfociti K,stimolano la risposta B, producono le linfochine e amplificano la rispostaimmunitaria.-Danno vita ad una numerosa progenie di linfociti memoria che vivono alungo (3 – 4 anni).
  61. 61. LINFOCITI B: maturando a plasmacellule acquisiscono la capacità di produrre e secernere immunoglobuline (anticorpi).• probabilmente maturano nel midollo osseo• rappresentano il 20-30% dei linfociti circolanti• circolano poco, prevalentemente sostano nelle zone B degli organi linfoidi secondari dove rispondono a stimoli Ag blastizzano proliferano si trasformano in plasmacellule producono Ig specifiche• anche i linfociti B danno origine a linfociti memoria
  62. 62. LINFOCITOSILinfocitosi è l’aumento numerico dei linfociti maturi circolanti. >9000/mm3 infanti >7200/mm3 bambini >4800/mm3 adulti NB: nei primi 5 anni di vita la linfocitosi è fisiologica (esuberanza tessuto linfatico LINFOCITOSI ASSOLUTA virosi, clonale LINFOCITOSI RELATIVA infezioni virali, batteriche, parassitosi Spesso le relative sono espressione di azione neutropenizzante oltre che di attivazione linfocitaria E’ questo il principio da ricordare sempre quando si trova una formula invertita.
  63. 63. LINFOCITOSI: CONSIDERAZIONI CLINICHELINFOCITOSI LINFOCITOSI LINFOCITOSIINFETTIVE NEOPLASTICHE RAREMononucleosi LLC IatrogeneCEI Leucemia prolinfocitica TireotossicosiHV – ECHO-Coxackie Linfoma non Hodgkin Malattie immuniToxoplasma TricoleucemiaBordetella
  64. 64. LINFOCITOPENIA: ASPETTI CLINICI ED EZIOLOGICIQuando il numero dei linfociti è inferiore a 3000/mm3 nei bambini e 1500/mm3 negli adulti.•Deficit di produzione•Aumento di distruzione•Aumento delle perditeNella pratica clinica bisogna considerare:•Linfocitopenie in immunodeficienze (congenite ed acquisite)•Linfocitopenie in emopatie•Linfocitopenie iatrogene•Altre linfocitopenie (tumori solidi, connettiviti, TBC, enteropatie protido-disperdenti, insuff. ventricolare dx
  65. 65. LINFOCITOPENIA: DIAGNOSTICA DI 1° LIVELLODATI ANAMNESTICI: esposizione a radiazioni terapia con citostatici terapia corticosteroidea protratta rischi AIDS TBCVALUTAZIONE IMMUNOLOGICA: dosaggio Ig sottopopolazioni linfocitarieVALUTAZIONE RISPOSTA TBC: tine test, PPDRX TORACE e/o TCESCLUDERE CONNETTIVITIRICERCHE EMATOLOGICHE
  66. 66. Eosinofili
  67. 67. TIPI DI CELLULE CIRCOLANTI NEL SANGUE• ERITROCITI (GR)• GRANULOCITI (WBC)• LINFOCITI• PIASTRINE (PLT)
  68. 68. Le cellule del sangue sono prodotte nel midollo osseo e negli organi linfatici secondari (milza e linfonodi) Il MIDOLLO OSSEO è localizzato nella parte più interna di molte ossa(vertebre, cranio, coste, ossa lunghe delle braccia e delle gambe), la così detta parte spugnosa.Nell’adulto occupa uno spazio di circa 4 litri; la meta’ ècomposto da midollo emopoietico, il resto da tessutoadiposo.Nei bambini il midollo occupa uno spazio di circa 1,6 litri,ma è attivo al 100%
  69. 69. EMOPOIESI Formazione e maturazione di tutti i tipi di cellule a partire dai loro precursoriADULTO: le cellule ematiche sono formate nel MIDOLLO OSSEO dello scheletroassiale Testa, tronco ed estremità prossimali Durante lo sviluppo fetale degli arti. L’emopoiesi si svolge prima nel SACCO VITELLINO, successivamente nel FEGATO e nella MILZA e infine nelle OSSA. L’attività emopoietica diminuisce gradualmente a livello delle diafisi delle ossa lunghe dove, dopo i quattro anni di età cominciano a comparire cellule adipose Gli spazzi occupati da midollo emopoietico si riducono progressivamente dall’infanzia all’età adulta, fino ad essere confinati alla parte centrale dello scheletro: cranio, sterno, coste, corpi vertebrali, ossa pelviche e le porzioni prossimali delle ossa lunghe
  70. 70. CELLULE STAMINALI TOTIPOTENTI cellule capostipiti che si dividono in due continuamente, una delle due cellule continua ad essere capostipite mentre l’altra si differenzia. Da esse discendono due linee principali: LINEA MIELOIDE LINEA LINFOIDE Precursori dei globuli Precursori dei diversi rossi, vari tipi di globuli tipi di linfociti. bianchi e piastrine.La maggior parte delle cellule , una volta entrate in circolo, è incapace diulteriore divisione e, avendo vita relativamente breve, è rimpiazzatacontinuamente da nuovi elementi provenienti dal midollo osseo.
  71. 71. Fisiopatologia dell’emopoiesi:
  72. 72. Da una generazione cellulare all’altra i precursori sono sempre più ricchi di emoglobina e arrivati all’ultima generazione il globulo rosso è pronto ma prima di abbandonare il midollo osseo espelle il proprio nucleo.
  73. 73. EMOCROMO
  74. 74. Emocromo: valori normaliFornisce informazioni circa le tre filiere circolanti: Quantitative (numeriche) Morfologiche VALORE CELLULE DIMENSIONI FORMULA % ASSOLUTO 4.200.000- Eritrociti 7–8μ 5.400.000/mm3 Leucociti 4500 – 8500/mm3 PMN neutrofili 10-15 μ 2700-6000/mm3 60-70% PMN eosinofili 10-15 μ 45-260/mm3 1-3% PMN basofili 10-15 μ 20-85/mm3 0.5-1% Monociti 10-15 μ 135-510/mm3 3-6% Linfociti 10-15 μ 900-3000/mm3 20-35% Piastrine 2-3 μ 200.000 – 400.000/mm3
  75. 75. ERITROCITI cellule della respirazione (ematosi) in quanto trasportano O2-Hb • SENZA NUCLEO ai vari apparati • hanno FORMA dellorganismo e in parte di BICONCAVA : rotonda recuperano lanidride schiacciata al centro. carbonica. Gli eritrociti hanno una vita media di 120 giorni. Giunti al termine della loro vita, vengono trattenuti dalla milza e fagocitati dai macrofagi. I GR si formano nel midollo emopoietico a partire da cellule immature chiamate eritroblasti. Per la loro maturazione sono necessarie numerose sostanze, principalmente ferro, vitamina B12 e acido folico, in mancanza delle quali si ha una diminuita produzione di GR e quindi unanemia.
  76. 76. PIASTRINE o TROMBOCITI cellule del sistema emostatico coagulativo • SENZA NUCLEO • risultano dalla FRAMMENTAZIONE CITOPLASMATICA DEI PRECURSORI • hanno una emivita di 8-10 giorni e sono nel circolo concorrono, in caso di ferita, alla formazione di coaguli per impedire lemorragia. A questo scopo si uniscono e liberano sostanze che promuovono la coagulazione del sangue.Fra queste cè la serotonina che riduce il calibro dei vasi lesionati e rallenta il flusso ematico, la fibrina che intrappola cellule e forma il coagulo. Sono molto più piccole degli eritrociti.
  77. 77. LEUCOCITI: cellule della difesa aspecifica e specifica:• Granulociti: neutrofili, eosinofili, basofili• Monociti (macrofagi)• Linfociti B 15% con stimolo Ag si trasformano in plasmacellule e producono Ig (Ab)• Linfociti T 85% con stimolo Ag producono mediatori dell’immunità cellulare I leucociti, o globuli bianchi, hanno lo scopo di difendere lorganismo, vengono prodotti dalla milza, dai linfonodi e dal midollo osseo. Nel sangue sono assai meno numerosi dei globuli rossi
  78. 78. GRANULOCITI: Hanno il nucleo Non si dividono e quindi non si moltiplicanospendono 10-12 ore in circolo poi passano ai tessuti dove vivono da alcune ore ad alcuni giorniSvolgendo una funzione antibatterica, senza più tornare nel torrente ematico.Contengono dei granuli all interno del citoplasma che sono diversi nei vari tipi di granulociti e ci permettono di differenziarli.Si distinguono in neutrofili, eosinofili (o acidofili), basofili.
  79. 79. NEUTROFILI: sono molto attivi nel fagocitare batteri e sono presenti in grandi quantità ad esempio nel pus. •ATTIVITA’ DI DIFESA: migrazioni delle cellule nelle aree colpite da infezione. •RICONOSCIMENTO E PROCESSAZIONE DI ANTIGENI ESTRANEI •FAGOCITOSI e UCCISIONE DEI MICRORGANISMII neutrofili rimangono in circolo per 7-10 ore e appena migrano nei tessuti il midollo libera nelsangue nuove cellule.Il passaggio nei tessuti attraverso la parete vascolare richiede l’espressione di MOLECOLE DIADESIONE sulla superficie sia dei neutrofili sia delle cellule endoteliari.I neutrofili si dirigono verso il sito di infezione o infiammazione attivati da particolari sostanzechiamate: FATTORI CHEMIOTATTICI che vengono liberati dai tessuti danneggiati o dai batterie che aderiscono a recettori presenti sui neutrofili inducendo in essi importanti cambiamentimetabolici Contengono diverse proteine e sostanze chimiche in grado di danneggiare irreversibilmente le membrane dei microorganismi patogeni. Sono in grado di digerire solo pochi microbi e muoiono dopo averne fagocitati alcuni.
  80. 80. EOSINOFILI: aggrediscono i parassiti e fagocitano i complessi antigene-anticorpo. Aumentano anche nelle malattie allergiche (asma bronchiale, riniteallergica, orticaria ecc.) e possono essere responsabili di alcuni sintomi caratteristici di queste malattie.
  81. 81. BASOFILI:La loro funzione non è molto ben conosciuta. Anchessi aumentano nelleallergie: contengono istamina che,se liberata in eccesso nel sangue e nei tessuti, provoca sintomi fastidiosi (come il prurito o lacomparsa di pomfi cutanei) che sipossono combattere usando spesso farmaci chiamati ANTISTAMINICI
  82. 82. LINFOCITI:hanno il nucleo e si moltiplicano intensamente, vivono da pochi giorni a molti anni, sono nel sangue, linfa e organi linfoidi. La permanenza in circolo è solo una parte della loro vita (sono responsabili della competenza immunitaria)
  83. 83. Monociti Sono importanti nella difesa dellorganismo da alcuni tipi di batteri, come quello che causa la tubercolosi.
  84. 84. ALTERAZIONI2. Quantitative: aumento o diminuzione delle popolazioni cellulari3. Morfologiche ALTERAZIONI QUANTITATIVE VERE FALSE -Errore di conta Aumento= citosi -Mobilizzazione compartimentale -Errore di conta Diminuzione=penia -da patologie o meccanismi interferenti
  85. 85. Lesame emocromocitometrico o emocromo Si effettua su un campione di sangue prelevato mediante puntura di una vena, generalmente del braccio. Il sangue è quindi immesso in una provetta contenente una sostanza anticoagulante e conservato a temperatura ambiente fino al momento delleffettuazione dellesame. Oggi si usano macchine, chiamate contatori elettronici, chepermettono di analizzare un campione in poche decine di secondi e forniscono anche numerosi indici utili per stabilire se esistono anomalie a carico delle cellule del sangue.
  86. 86. WBC. White Blood Cells, cioè Globuli Bianchi (GB) o Leucociti. Indica il numero di GB per mL o L di sangue. Leucopenia indica una diminuzione Leucocitosi indica un aumento Le leucemie sono le malattie che insorgono in seguito allatrasformazione tumorale dei globuli bianchi o, più precisamente, dei loro precursori a livello midollare. RBC. Red Blood Cells o Globuli Rossi (GR) o Emazie. È il numero di GR per mL o L di sangue. Lanemia è una diminuzione dei GR (ma in alcune anemie, come letalassemie, il numero dei globuli rossi può essere aumentato), mentre un loro aumento è indicato dal termine poliglobulia o eritrocitosi.
  87. 87. Hb Hemoglobin o emoglobina Esprime la quantità (espressa in grammi) di Hb presente in un L di sangue. A volte si usa il decilitro (dL) come unità di misura.Dire che il campione esaminato contiene 15 grammi di Hb per dL o 150 grammi per L è la stessa cosa.
  88. 88. Ht. Hematocrit o ematocritoEsprime la percentuale del volume del sangue che è occupato dai GR.Un Ht del 45% o 0,45 indica che il 45% del volume totale del sangue è occupato dai GR; il restante 55% è costituito dal plasma.Il valore dellematocrito segue di pari passo quello dei GR, per cui esso è diminuito nelle anemie ed aumentato nelle poliglobulie.
  89. 89. MCV, Mean Corpuscular Volume, o Volume Corpuscolare Medio. Indica il volume medio dei globuli rossi. I GR normali sono, per quanto riguarda il volume, normocitici. Se il volume diminuisce,come nelle talassemie o nellanemia da carenza di ferro, i GR sono definiti microcitici; se aumenta (p.e. nelle anemie da carenza di vitamina B12) si avrà una macrocitosi delle emazie. MCH, Mean Corpuscolar Hemoglobin. Indica la quantità media di emoglobina in ogni globulo rosso. MCHC, Mean corpuscolar Hemoglobin Concentration o Concentrazione Emoglobinica Corpuscolare Media.Indica la concentrazione media di emoglobina allinterno del singolo globulo rosso.
  90. 90. RDW , Red cells Dispersion With coefficiente di variazione d’ampiezza della distribuzione di MCV.indica lampiezza della distribuzione del volume dei GR attorno al suo valore medio. Se il valore è piccolo vuol dire che i Gr hanno un volume abbastanza uniforme Se il valore è più grande vuol dire che nel paziente vi sono globuli rossi di dimensioni molto variabili, da più piccoli a molto grandi.
  91. 91. PLTS, Platelets o Piastrine.Indica il numero di piastrine presenti nel campione esaminato.Piastrinopenia o Trombocitopenia (<150.000/mm3) è la diminuzionedelle piastrine;Piastrinosi o Trombocitosi (>450.000/mm3) indica un loro aumento. MPV, Mean platelet Volume o Volume Piastrinico Medio.Indica il volume medio delle piastrine.Reticolociti Sono così chiamati i G.R. più giovani, appena sfornati dal midollo.
  92. 92. Formula leucocitaria o conteggio differenziale dei leucocitipermette di valutare la percentuale di ognuno dei cinque tipi di GB (neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti, monociti). Può essere effettuata automaticamente dai contatori elettronici,oppure mediante losservazione al microscopio ottico di una goccia di sangue strisciata su un vetrino. Questo viene colorato con appositi coloranti contenenti sostanzechimiche che reagiscono con i costituenti delle cellule del sangue, impartendo loro una colorazione diversa, permettendo così di riconoscere i vari tipi cellulari. Losservazione al microscopio presenta, rispetto alla formula generata dai contatori elettronici, il vantaggio di poter osservaredirettamente le cellule ematiche e di valutare leventuale presenza di cellule anomale.
  93. 93. Osservazione di uno striscio di sangue Un ingrandimento di 200 volte è sufficiente per osservare e identificare i differenti tipi di cellula. Tuttavia, uningrandimento superiore vi permette di osservare meglio lecellule nei loro dettagli. Potete osservare subito lo striscio usando sia obiettivi a secco che ad immersione.
  94. 94. Anisocitosi. Termine di origine greca che significa notevole variazione delle dimensioni dei globuli rossi o delle piastrine.Queste cellule, anche in condizioni normali, non hanno mai tutte le stesse identiche dimensioni.Nel corso delle anemie, o dopo trasfusione di sangue,si possono vedere al microscopio queste variazioni e, se di entità importante sono segnalate in genere con una scala numerica (1+, 2+ ecc.)
  95. 95. I globuli rossi hanno normalmente una forma di disco con unare centrale pallida. Il resto del disco è occupato dallemoglobina, che impartisce agli eritrociti la caratteristica colorazione. In alcune anemie può aumentare la zona centrale pallida(perché diminuisce lemoglobina allinterno dei globuli rossi) e i globuli rossi diventano poco colorati, cioè ipocromici;in altri tipi di anemie essa può anche scomparire e gli eritrociti appaiono ipercromici, più colorati del normale.
  96. 96. Poichilocitosi. Variazione della forma del contorno dei G.R. I globuli rossi possono assumere una forma a falce o drepanociti (anemiafalciforme); di cellula a bersaglio o codocita (talassemie ed altre anemie); sferica o sferociti (sferocitosi ereditaria); di ellissi (ellissicitosi o ovalocitosi ereditaria); di frammenti globulari o schizociti e via dicendo. Aggregati piastrinici. Indica la presenza di ammassi piastrine che appaiono riunite assieme, invece di essere separate, come di norma.In genere è un artefatto di laboratorio e non ha nessun significato clinico.
  97. 97. EMOCROMO ED ERITROCITI• Numero degli eritrociti circolanti (GR)• Emoglobina (Hb)• Ematocrito (HCT)• Parametri Corpuscolari Derivati:– Volume corpuscolare medio (MCV)– Emoglobina corpuscolare media (MCH)– Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC). Variazioni quantitative:• Riduzione Hb  ANEMIA• Aumento Hb ed HCT  ERITROCITOSI Alterazioni morfologiche• osservazione al microscopio ottico.
  98. 98. ALTERAZIONI MORFOLOGICHE da patologia extraematologica (IRC, alcalosi, ipoalbuminemia,ECHINOCITI numerose spicule regolari. ipokaliemia) poche spicule grandi ed (epatopatia alcoolica, s. daACANTOCITI irregolari malassorbimento)STOMATOCITI fissurazione centrale (epatopatia alcoolica)LEPTOCITI Cellule sottili A. Talassemiche Microciti iperemici (celluleSFEROCITI preemolitiche) Sferocitosi ereditaria, a. Emolitiche Ellissocitosi ereditaria, a.ELLISSOCITI Ovali a sigaro talassemiche, a. megaloblasticheDREPANOCITI Cellule falciformi drepanocitosi
  99. 99. Acantociti:le forme crenate dei GR dipendono dallaosmolarità elevata del plasma che estrae acqua dalle cellule
  100. 100. Anemia da carenza di B12
  101. 101. Anemia a cellule falciformi
  102. 102. Patologia clinica146
  103. 103. Obiettivi del corso  Valutazione emocromocitometrica e mielometrica  Le anemie microcitiche  Le anemie normocitiche  Le anemie macrocitiche  La funzionalità renale e gli elettroliti  La funzionalità epatica e gli indici di fibrosi epatica147  Gli itteri
  104. 104. Lezioni  29/03/07: Valutazione emocromocitometrica e mielometrica – Introduzione alle anemie  12/04/07: Le anemie microcitiche  19/04/07: Le anemie normocitiche  26/04/07: Le anemie macrocitiche  03/05/07: La funzionalità renale e gli elettroliti  10/03/07: La funzionalità epatica e gli indici di fibrosi epatica, gli itteri148  17/03/07: Casi clinici
  105. 105. Testi consigliati  Sena  Diapo  Dispense149
  106. 106. Esame  Quiz scelta multipla150
  107. 107. L’emocromo151
  108. 108. 5-6 litri di sangue  45% cellule; 55% plasma !152
  109. 109. Funzioni del sangue  Il sangue svolge numerose ed importanti funzioni:  trasporta lossigeno ai vari tessuti.  ne preleva lanidride carbonica (CO2).  trasporta sostanze nutritive (aminoacidi, zuccheri, sali minerali) raccoglie le particelle escrete  trasporta inoltre ormoni, enzimi e vitamine.153  difesa dellorganismo
  110. 110. IL PLASMA  un fluido leggermente alcalino  colore giallino  90 % acqua  10 % sostanza secca – 90%:  sostanze organiche (glucidi, lipidi (colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi, lecitina, grassi), proteine (globuline, albumine, fibrinogeno), glicoproteine, ormoni (gonadotropine, eritropoietina, trombopoietina), aminoacidi e vitamine; – 10% minerali (dissolte sotto forma ionica, cioè dissociate in ioni positivi e negativi).154
  111. 111. IDENTIFICAZIONE DEI CONTENITORI tabella155
  112. 112. VARIABILITA’ BIOLOGICA Variabilità legata all’individuo INTRAIDIVIDUALE INTERINDIVIDUALE Analiti nello stesso Variabilità dei risultati di individuo in tempi ed uno stesso analita ottenuti in condizioni da individui diversi di una fisiologiche diverse popolazione, posti nelle stesse condizioni analitiche156
  113. 113. La Variabilità Biologica è una caratteristica Intrinseca all’individuo  Non è eliminabile né soggetta a modifiche.  Deve essere conosciuta per: • Mettere in atto accorgimenti a carattere preventivo, idonei a ridurla o circoscriverla. • Migliorare la comprensione dei dati analitici.157
  114. 114. La concentrazione degli analiti può quindi variare in rapporto a : Fattori demografici (età, razza, sesso) Fattori intrinseci costituzionali ( massa corporea, gravidanza, ciclo mestruale, ritmi circadiani) Fattori estrinseci ( variazioni stagionali, altitudine, dieta, attività fisica, stile di vita). Talvolta è difficile da stabilire in che misura la variabilità è da attribuire a fattori intrinseci o a fattori estrinseci.158
  115. 115. ETA’La concentrazione dimolte sostanze varia con l’età: Neonatale Perinatale Infantile Adolescenziale Adulta Avanzata E quindi variano gli intervalli di159 riferimento
  116. 116. Etnia NUMERO DI GLOBULI BIANCHI ( granulociti e monociti) E’ più basso nei negri americani di entrambi i sessi CREATININA E LATTATODEIDROGENASISono più elevate nei negri rispetto ai bianchi adulti, così come la FOSFATASI ALCALINA nei bambini L’eterogeneità genetica può portare ad interferenze e falsi negativi, con conseguente errata160 valutazione diagnostica.
  117. 117. SESSO Le differenze che si notano dipendono prevalentemente dall’assetto ormonale e dalla massa muscolare. + PROLATTINA - - CREATINCHINASI + L’attività atletica avvicina queste - ALDOLASI + concentrazioni + - TRANSAMINASI - EMOGLOBINA + La menopausa FERRITINA avvicina queste - concentrazioni FERRO E CALCIO +161 - + PROTEINE
  118. 118. CICLO GRAVIDANZA MESTRUALE Variazioni durante il periodo di ovulazione o quello mestruale: Variazioni di Ormonali concentrazioni di molte Colesterolo sostanze e metaboliti dovute a: Proteine totali Variazioni di volume Albumina; Creatinina plasmatico Acido Urico Diversi fattori ormonali Periodo FOSFATI FERRO Iperventilazione Mestruale162 Attività cardiaca
  119. 119. RITMI CIRCADIANI Variazione della concentrazione sierica o urinaria di una sostanza nell’arco della giornata (24 ore). Cortisolo ACTH Melatonina Bisogna quindi chiedersi a che ora è preferibile eseguire il prelievo per quello specifico analita in quel dato soggetto.163
  120. 120. Andamento ciclico inferiore al giornoRitmi Ultradiani che si presentano ad intervalli ripetuti (ogni 20’, 1h, 3h)Ritmi Infradiani Andamento ciclico che supera le 24 ore MASSA CORPOREA Le variazioni dipendono per la maggior parte dalla diversa distribuzione dei liquidi e del contenuto in grassi del corpo. Le variazioni si osservano di più con le sostanze liposolubili o lipotrope (T3,cortisolo, colesterolo, trigliceridi, lipoproteine)164
  121. 121. TRA I FATTORI ESTRINSECI VI SONO: Variazioni Stagionali In genere la concentrazione della maggior parte delle sostanze presenti nel sangue e nelle urine aumenta nella stagione invernale. Tiroide Iperfunzionale > T3 d’inverno Localizzazione Geografica (altitudine) Emoglobina a quota 1400m Creatinina Proteina C Reattiva a quota 3600m Transferrina165
  122. 122. Attività lavorativa L’acido urico è più alto in chi svolge professione intellettuale Esercizio fisico sport occasionale atleti professionisti Esercizio statico o isometrico, Esercizio dinamico o isotonico, molto intenso e breve meno intenso e di più lunga durata Utilizza ATP e Creatinfosfato già Utilizza in prevalenza l’ATP generato dalla presente nei muscoli glicolisi aerobia ed anaerobia166
  123. 123. Aumenta la grandezza dei mitocondri e laALLENAMENT capacità del loro sistema enzimaticoO ossidativo Aumenta la capacità del muscolo di metabolizzare attraverso la via aerobica il glucosio, gli acidi grassi e i chetoni Piruvatochinasi Differente distribuzione dei liquidi corporei Urea Creatinina Diminuzione del volume idrico plasmatica e Secrezione di ormoni a causa urinaria dello stress Le variazioni osservate di solito scompaiono dopo 12 al massimo 24 ore da una pratica sportiva167
  124. 124. Dieta Dieta ricca di grassi Trigliceridi Acidi nucleici, Dieta ricca di proteine urea, acido urico Dieta ricca di glicidi Glicemia chilomicronemia postprandiale E’ raccomandato un periodo di digiuno almeno 12 ore prima della raccolta del campione. 18 ore per un pasto ricco di grassi168
  125. 125. Raccolta, conservazione e trasporto dei campioni  E’ ovvio che un ago da prelievo di calibro elevato possa essere fastidioso per il paziente.  Ma… Aghi piccoli provocano danni alle cellule aspirate, soprattutto se la depressione applicata e di notevole entità.  Gli aghi di misura standard sono così definiti perché perché con il minimo di fastidio per il paziente permettono di inviare al laboratorio dei campioni utili per ottenere dei risultati “veri”.  Maltrattare eccessivamente un braccio per localizzare una vena è attiva localmente la cascata coagulativa e ciò impedisce di ottenere dei risultati validi soprattutto per lo studio della ….. coagulazione.169
  126. 126. Raccolta, conservazione e trasporto dei campioni  Un tempo di attesa prolungato fra prelievo e processamento del campione invalida il risultato di molti test.  Le modalità di conservazione del campione sono cruciali: per molti test tenere il campione a 4° C. Nel dubbio è meglio contattare prima il laboratorio170
  127. 127. Produzione delle cellule del sangue Le cellule del sangue sono prodotte nel midollo osseo e negli organi linfatici secondari (milza e linfonodi) Il midollo osseo nell’adulto occupa uno spazio di circa 4 litri; la meta’ è composto da midollo emopoietico, il resto da tessuto adiposo. Nei bambini il midollo occupa uno spazio di circa 1,6 litri, ma è attivo al 100%171
  128. 128. 172
  129. 129. 173
  130. 130. 174
  131. 131. 175
  132. 132. 176
  133. 133. 177
  134. 134. aspirato midollare biopsia osteo-midollare178
  135. 135. I globuli bianchi nel sangue midollare A B C D E F A: mieloblasto B: promielocita C: mielocita D: metamielocita E: band cell F: neutrofilo179
  136. 136. eritropopoiesi staminale proeritroblasto totipotente eritr. basofilo reticolociti eritrociti (RBC) eritr. policromat. staminale eritr. ortocrom. committed 6 giorni 1 + 1 giorno 120 giorni180
  137. 137. midollo sangue181
  138. 138. Mielogramma: Blasti 2 (0.3-5) Promielociti 5 (1-8) 4x-15x: Mielociti (GN/GE/GB) 12 (5-19) cellularita’ Metamielociti /GN/GB/GE) 20 (13-22) polimorfismo GN 24 (7-30) megacariociti GE 2 (0.5-4) GB 0.2 (0-0-7) 100x: Proeritroblasti 2 (1- 6) rapporto L/E (3:1; 4:1) Eritroblasti basofili 4 (2-6) mielogramma Eritroblasti policromatofili 6 (4-8) Eritroblasti ortocromatici 4 (2- 8) Linfociti 16 (8- 26) Monociti 2 (0-6) Plasmacellule 0.8 (0-2) Cellule tumorali assenti!182
  139. 139. Midollo normocellulare Iperplasia eritroide (rapporto L:E alto) (rapporto L:E basso)183
  140. 140. 184
  141. 141. 185
  142. 142. 186
  143. 143. Eritrociti: cellule della respirazione (ematosi) in quanto trasportano O2-Hb Leucociti: cellule della difesa aspecifica e specifica: • Granulociti: neutrofili, eosinofili, basofili • Monociti (macrofagi) • Linfociti B 15% con stimolo Ag si trasformano in plasmacellule e producono Ig (Ab) • Linfociti T 85% con stimolo Ag producono mediatori dell’immunità cellulare Piastrine: cellule del sistema emostatico coagulativo che funzionano in connessione con il sistema endoteliale187
  144. 144. ERITROCITI: sono senza nucleo perché lo hanno espulso nei processi maturativi midollari (hanno una emivita di 120 giorni) GRANULOCITI: hanno il nucleo, non si dividono e quindi non si moltiplicano (spendono 10-12 ore in circolo poi passano ai tessuti dove vivono da alcune ore ad alcuni giorni, svolgendo una funzione antibatterica, senza più tornare nel torrente ematico (sono compartimentalizzati). LINFOCITI: hanno il nucleo e si moltiplicano intensamente, vivono da pochi giorni a molti anni, sono nel sangue, linfa e organi linfoidi. La permanenza in circolo è solo una parte della loro vita (sono responsabili della competenza immunitaria) PIASTRINE: sono senza nucleo e risultano dalla frammentazione citoplasmatica dei precursori (hanno una emivita di 8-10 giorni e sono nel circolo).188
  145. 145. ALTERAZIONI 2. Quantitative: aumento o diminuzione delle popolazioni cellulari 3. Morfologiche ALTERAZIONI QUANTITATIVE VERE FALSE Aumento= citosi -Errore di conta -Mobilizzazione compartimentale Diminuzione=penia -Errore di conta -da patologie o meccanismi interferenti189
  146. 146. EMOCROMO ED ERITROCITI Numero degli eritrociti circolanti (GR) Emoglobina (Hb) Ematocrito (HCT) Parametri Corpuscolari Derivati: – Volume corpuscolare medio (MCV) – Emoglobina corpuscolare media (MCH) – Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC). Variazioni quantitative: Riduzione Hb  ANEMIA Aumento Hb ed HCT  ERITROCITOSI Alterazioni morfologiche osservazione al microscopio ottico.190
  147. 147. Hct191
  148. 148. 192
  149. 149. Osservazione di uno striscio di sangueUn ingrandimento di 200 volte è sufficiente per osservaree identificare i differenti tipi di cellula. Tuttavia, uningrandimento superiore vi permette di osservare meglio lecellule nei loro dettagli. Potete osservare subito lo strisciousando sia obiettivi a secco che ad immersione.193
  150. 150. ALTERAZIONI MORFOLOGICHE da patologia extraematologica ECHINOCITI numerose spicule regolari. (IRC, alcalosi, ipoalbuminemia, ipokaliemia) ACANTOCITI poche spicule grandi ed irregolari (epatopatia alcoolica, s. da malassorbimento) STOMATOCITI fissurazione centrale (epatopatia alcoolica) LEPTOCITI Cellule sottili A. Talassemiche SFEROCITI Microciti iperemici (cellule Sferocitosi ereditaria, a. Emolitiche preemolitiche) ELLISSOCITI Ovali a sigaro Ellissocitosi ereditaria, a. talassemiche, a. megaloblastiche DREPANOCITI Cellule falciformi drepanocitosi194
  151. 151. Acantociti:le forme crenate dei GR dipendono dalla osmolarità elevata del plasma che estrae acqua dalle cellule195
  152. 152. 196
  153. 153. ALTERAZIONI MORFOLOGICHE da patologia ematologica CHERATOCITI E eritrociti A. Emolitiche Espressione SCHISTOCITI frammentati B. Megaloblastiche di eritropoiesi A. Talassemiche inefficace D. Sideropeniche (fragilità eritrocitaria) DACRIOCITI a lacrima Mielofibrosi A. Talassemiche CODOCITI a bersaglio Splenectomia A. Sideropeniche A. Talassemiche197
  154. 154. 198
  155. 155. DIMENSIONI Dimensioni: gli eritrociti normali sino di grandezza omogenea: Diametro di 7.3 μ Volume cellulare medio (MCV)= 81 – 95 μ3 MCV< 80 μ3 (Ø <7.3μ): microciti, indice di difetto di sintesi di Hb con immissione in circolo di elementi più piccoli MCV>95 μ3 (Ø <8.5μ): macrociti , indice di difetto di “moltiplicazione cellulare” MCV>115 μ3 (Ø >8.5μ):megaloblasti, deficit di folati e vit. B12 con difetto di “moltiplicazione cellulare” La disparità dimensionale eritrocitaria è detta anisocitosi, che è un rilievo molto frequente nelle anemie.199
  156. 156. RDW coefficiente di variazione d’ampiezza della distribuzione di MCV. Si esprime graficamente con l’istogramma di variazione di MCV (vn: 11-14.8%) valori superiori indicano disomogeneità di volume della popolazione eritrocitaria.200
  157. 157. FORMA L’eritrocita normale ha forma rotondeggiante. La variabilità di forma degli eritrociti definisce la poichilocitosi che generalmente è espressione di eritropoiesi “inefficace e fragile”. In genere si rileva che tanto maggiore è l’anisocitosi tanto più è frequente la poichilocitosi (anisopoichilocitosi). Quasi sempre nelle anemie vi è riscontro di un certo grado di aniso-poichilocitosi.201
  158. 158. COLORABILITA’ Generalmente esprime la quantità di Hb contenuta negli eritrociti. Parametri da valutare MCH = contenuto medio di Hb (vn 27 – 32 pg) MCHC = concentrazione media di Hb (vn 33 – 38%) HDW = indice di variabilità di cromia (emoglobinizzazione) (vn 1.99 – 2.88 g/dl) Anisocromia: disomogenea colorabilità della popolazione eritrocitaria per differente contenuto di Hb negli eritrociti. Ipocromia: diminuita colorabilità per riduzione di sintesi di Hb Ipercromia ? Policromatofilia: eritrociti con granulazioni basofile (residui di RNA) che distinguono gli eritrociti più giovani (reticolociti). Esprime una buona risposta midollare.202
  159. 159. INCLUSIONI ERITROCITARIE Sono visibili con colorazioni routinarie. •Punteggiati basofili (siderociti): eritrociti con piccole punteggiature blu (siderociti citoplasmatiche (Fe++ non incorporato nell’Hb). •Anelli di Cabot: residui del nucleo eritroblastico (fuso mitotico) •Corpi di Howell-Jolly: granuli blu intenso (frammenti nucleari) •Corpi di Heinz: inclusioni rosso-violetto riferibili ad aggregati di Hb denaturata adesi alla membrana eritrocitaria.203
  160. 160. RETICOLOCITI: rappresentano l’ultima fase di maturazione eritrocitaria intramidollare che va dall’estrusione del nucleo all’eritrocita maturo. Contengono residuo materiale nucleare che si può evidenziare con la tecnica della fluorescenza. Possono essere messi in circolo prima del completamento maturativo, quale risposta ad una aumentata richiesta eritrocitaria. Il loro numero aumenta nelle anemie emorragiche ed emolitiche. Hanno dimensioni maggiori pertanto condizionano un aumento di MCV e RDW.204
  161. 161. Reticolociti in circolo: 0.5 – 1.5% degli eritrociti totali. Nelle condizioni di anemia severa è opportuno applicare la formula di correzione della reticolocitosi: Numero di reticolociti (%) x ematocrito del paziente ematocrito normale205
  162. 162. 206
  163. 163. DIAGNOSTICA DELLE ANEMIE La classificazione cinetica delle anemie: 1° gruppo: ridotta formazione di eritroblasti 2° gruppo: ridotta formazione di eritrociti 3° gruppo: ridotta sintesi di Hb 4° gruppo: ridotta sopravvivenza degli eritrociti Utile è associare a tali parametri i seguenti criteri: Emoglobina Hb (g/100 ml) esprime l’entità dell’anemia MCV <80 μ3 anemie microcitiche > 80 μ3 anemie non microcitiche207
  164. 164. 208
  165. 165. QUALI SONO LE CELLULE DEL SANGUE ?CHE ASPETTO HANNO ?CHE RUOLO SVOLGONO ?
  166. 166. GLI ERITROCITI (RBC) SONO LE CELLULE PIÙNUMEROSE DEL SANGUEVALORI NORMALINELL’UOMO 4.5 - 6 milioni/mmcNELLA DONNA 4 - 5.5 milioni/mmc
  167. 167. PIASTRINE (PLT)LA PRINCIPALE FUNZIONE DELLE PIASTRINE, OTROMBOCITI, È DI FERMARE LA PERDITA DI SANGUENELLE FERITE (EMOSTASI). A TALE SCOPO, ESSE SIAGGREGANO E LIBERANO FATTORI CHE PROMUOVONO LACOAGULAZIONE DEL SANGUE. FRA QUESTE CÈ LASEROTONINA CHE RIDUCE IL CALIBRO DEI VASILESIONATI E RALLENTA IL FLUSSO EMATICO, LAFIBRINA CHE INTRAPPOLA CELLULE E FORMA ILCOAGULO. ANCHE SE APPAIONO DI FORMATONDEGGIANTE, LE PIASTRINE NON SONOPROPRIAMENTE DELLE CELLULE. NEGLI STRISCICOLORATI CON IL GIEMSA, HANNO UN COLORE PORPORAINTENSO. IL LORO DIAMETRO È DI CIRCA 2-3 µM,QUINDI SONO ASSAI PIÙ PICCOLE DEGLI ERITROCITI.VALORI NORMALI: DA 150.000 A 350.000 /mmc
  168. 168. PIASTRINE• VN=150.000-350.000 per millimetro cubo• Valori superiori da carcinomi, carenza di ferro, da troppo esercizio fisico, da febbre reumatica, da infiammazioni, da leucemie, da morbo di Hodgkin, da osteomieliti, da parto, da policitemia, da splenectomia, da traumi, uso di vit B12.• Valori inferiori da anemia aplastica, deficit di vitB12, infezioni virali, leptospirosi, leucemia, linfomi, malaria, porpora, trasfusioni, antibiotici, barbiturici, diuretici, fenilbutazone, (FANS), ipoglicemizzanti, sulfamidici.
  169. 169. I LEUCOCITI (WBC)I leucociti, o globuli bianchi, sono incaricati della difesa dellorganismo. Nelsangue essi sono assai meno numerosi dei globuli rossi. La densità di leucocitinel sangue è di 4000-10000 /mm3. I leucociti si dividono in due categorie:granulociti e cellule linfoidi (o agranulociti). Il termine di granulociti èdovuto alla presenza di granuli nel citoplasma di queste cellule. Questigranuli sono differenti nei vari tipi di granulocita e ci aiutano a distinguerli.Infatti, questi granuli hanno una differente affinità verso i coloranti neutri,acidi o basici e fanno assumere al citoplasma un colore differente. Igranulociti si distinguono dunque in neutrofili, eosinofili (o acidofili), basofili.Le cellule linfoidi, invece, si distinguono in linfociti e monociti. Ciascun tipo di leucocita è presente nel sangue in proporzioni diverse: granulocita neutrofilo 55 - 65 % granulocita eosinofilo 0 - 3% granulocita basofilo 0 - 2 % linfocita 20 - 35 % monocita 3 - 7 %
  170. 170. I neutrofili sono molto attivi nel fagocitare batteri e sonopresenti in grandi quantità nel pus delle ferite. Purtroppo,queste cellule non sono capaci di rinnovare i lisosomi utilizzatinel digerire i microbi e muoiono dopo averne fagocitati alcuni.
  171. 171. Gli eosinofili aggrediscono parassiti e fagocitano i complessiantigene - anticorpo.
  172. 172. I basofili secernono sostanze anticoagulanti, vasodilatatricicome listamina e la serotonina. Anche se possiedono capacitàfagocitaria, la loro funzione principale è quella di secerneresostanze che mediano la reazione di ipersensibilità.
  173. 173. FAGOCITOSI
  174. 174. I linfociti sono cellule che, oltre a essere presenti nel sangue,popolano gli organi e i tessuti linfoidi, nonchè la linfa checircola nei vasi linfatici. Gli organi linfoidi comprendono iltimo, il midollo osseo (negli uccelli la bursa), la milza, ilinfonodi, le tonsille palatine, le placche di Peyer e il tessutolinfoide dei tratti respiratorio e digerente.
  175. 175. La maggior parte dei linfociti circolanti nel sangue si trovaallo stato di riposo. Essi hanno laspetto di piccole cellule connucleo compatto che occupa quasi tutto il volume cellulare. Diconseguenza, il citoplasma è molto ridotto. I linfociti degliorgani e dei tessuti linfoidi possono invece essere attivati invaria misura a seguito della stimolazione antigenica. Nelsangue, i linfociti rappresentano il 20-40% di tutti i leucocitie possiedono una dimensione leggermente superiore a quelladei globuli rossi.
  176. 176. I monociti sono precursori dei macrofagi. Sono le cellule delsangue di dimensione maggiore. Quando nel midollo osseoraggiungono la maturità, vengono immessi nella circolazionesanguigna dove permangono per 24-36 ore. Migrano poi neltessuto connettivo, dove diventano macrofagi e si muovono neitessuti. In presenza di un focolaio infiammatorio, i monocitimigrano attivamente dai vasi sanguigni e iniziano una intensaattività fagocitaria. Il ruolo di queste cellule non si esauriscenella fagocitosi poichè mostrano anche unintensa attività disecrezione. Essi producono sostanze che hanno funzionidifensive, come il lisozima, gli interferoni ed altre sostanze chemodulano la funzionalità di altre cellule. I macrofagi cooperanonella difesa immunitaria, espongono sulla membrana molecole deicorpi digeriti e li presentano alle cellule più specializzate, comei linfociti Th e B.
  177. 177. EMOGLOBINA (HGB)E’ LA PROTEINA CHE TRASPORTA L’OSSIGENO ED E’PRESENTE NEI GLOBULI ROSSI.VALORI NORMALIDONNA 12 - 16 (g/dl)UOMO 14 - 18.
  178. 178. CONTENUTO EMOGLOBINICO CORPUSCOLARE MEDIO (MCH)E’ LA QUANTITA’ CONTENUTA IN MEDIA IN UN GLOBULO ROSSOVALORI NORMALI DA 27 A 32 pg
  179. 179. VOLUME CORPUSCOLATO MEDIO (MCV)INDICA LA GRANDEZZA DEI G.R. ED E’ IMPORTANTE PERLA DIAGNOSI DI ANEMIEn. G.R.< del normale  anemia microcitican. G.R.> del normale  anemia macrociticaVALORI NORMALI DA 80 A 100 fl
  180. 180. CONCENTRAZIONE EMOGLOBINICA CORPUSCOLARE MEDIA (MCHC)INDICA SE I G.R. A SECONDA DELLA LORO GRANDEZZACONTENGONO POCA O MOLTA EMOGLOBINAVALORI NORMALI DA 31 A 37 ( espressi in %)Valori < nelle anemie ipocromicheValori > negli stati emolitici
  181. 181. RED – CELL DISTRIBUTION WIDTH (RDW)INDICA UNA MISURA DELL’AMPIEZZA DELLA CURVA DEIVOLUMI DEI G.R. PERMETTENDO COSI’ DI RICONOSCERE ICASI DI ANISOCITOSIVALORI NORMALI: DA 11.5 A 14.5 %
  182. 182. EMATOCRITO (HCT)E’ LA PERCENTUALE DI PARTE CORPUSCOLATA DELSANGUE.VALORI NORMALIDONNA: DA 37 A 46UOMO: DA 42 A 50
  183. 183. EMATOCRITO (HCT)• Esame che misura la quantità percentuale dei globuli rossi rispetto alla frazione liquida del sangue• Valori normali 40 - 54% per l’uomo, 35 - 47% per la donna.• Valori superiori da alcolismo diabete,insufficienza renale acuta, peritonite, policitemia, poliglobulia, uso di diuretici, ustioni, vomito, disidratazione• Valori inferiori da anemie, aplasie midollari, carenza di ferro, di vit B12, cirrosi epatica,collagenopatie, emorragie, infezioni gravi, insufficienza renale cronica, leucemie, tumori maligni.
  184. 184. PROFILO CITOLOGICO DEL SANGUE
  185. 185. Osservazione di uno striscio di sangueUn ingrandimento di 200 volte è sufficiente per osservaree identificare i differenti tipi di cellula. Tuttavia, uningrandimento superiore vi permette di osservare meglio lecellule nei loro dettagli. Potete osservare subito lo strisciousando sia obiettivi a secco che ad immersione.
  186. 186. ERITROCITII globuli rossi sono molto numerosi nel sangue. Misurano 6,6-7,5µm di diametro. Sono però state osservate forme con undiametro superiore ai 9 µm (macrociti) o inferiore a 6 µm(microciti). Nel campo di osservazione del microscopio, vedretenumerosissimi eritrociti e, alcune volte, qualche leucocitaisolato. Essi sono privi di nucleo. Al microscopio, appaiono comedischetti rosa più chiari al centro. I globuli rossi possono avereanche forme differenti da quella descritta. Alcune volte ciò ènormale, altre volte è dovuto a malattie oppure a difettoseprocedure di preparazione e di colorazione dello striscio.
  187. 187. Anemia da carenza di B12
  188. 188. Anemia a cellule falciformi
  189. 189. PIASTRINELe piastrine non sono vere cellule. Sono prodotte pergemmazione da grossi leucociti chiamati megacariociti. Sonodischetti di piccole dimensioni (circa 3 µm). Appaiono di coloreporpora più intenso dei globuli rossi.
  190. 190. LEUCOCITIA differenza dei globuli rossi, i leucociti hanno il nucleo.Esso risulta ben visibile al microscopio dopo la colorazionedello striscio. Il nucleo di queste cellule può presentarelobature multiple, o essere indentato o reniforme. La formadel nucleo dei vari tipi di leucocita è generalmente diversa,insieme alla diversa colorazione dei granuli, ci aiuta alriconoscimento di queste cellule. I leucociti si dividono ingranulociti e cellule linfoidi.
  191. 191. GRANULOCITIDerivano dal midollo osseo, il loro citoplasma è ricco di granuliche assumono colorazioni caratteristiche e che ne aiutano ilriconoscimento. Il nucleo è raggruppato in masserelle o lobi.Nel sangue ci sono anche cellule immature. Esse si distinguonoper avere il nucleo meno segmentato. Come abbiamo detto, cisono tre tipi di granulociti:NEUTROFILIEOSINOFILIBASOFILI
  192. 192. I neutrofili sono i leucociti più comuni.Hanno un diametro di 12-15 µm. Siriconoscono per il nucleo suddiviso in 2-5lobi, collegati da un sottile filamento dimateriale nucleico. Il citoplasma ètrasparente perchè ha granuli piccoli edebolmente colorati di rosa. I neutrofiliimmaturi hanno un nucleo nastriforme oa ferro di cavallo. Nel nucleo deineutrofili delle femmine, è visibileunappendice a forma di piccola mazza.E il secondo cromosoma X, inattivato.
  193. 193. Gli eosinofili sono abbastanza rari nelsangue. La loro dimensione è la stessadei neutrofili. Il nucleo è generalmentebilobato, ma sono stati osservati anchenuclei con 3 o 4 lobi. Il citoplasma èpieno di granuli che assumono un colorerosa-arancione caratteristico. Il nucleorisulta ancora ben visibile
  194. 194. I basofili sono i leucociti piùrari (meno dell1%). Sonorelativamente piccoli: 9-10 µmdi diametro. Il citoplasma èmolto ricco di granuli cheprendono una colorazioneporpora scuro. Nei basofili, laquantità di granuli è tale danascondere il nucleo,generalmente bi-trilobato, chequindi è difficilmente visibileal microscopio.
  195. 195. I linfociti sono abbastanza comuni nelsangue: 20-40%. Con 8-10 µm di diametro,sono in generale più piccoli degli altrileucociti, ma sono ancora un po più grandidei globuli rossi. Il citoplasma è trasparente.Il nucleo è rotondo e grande in rapporto allacellula e la occupa quasi interamente. Restacomunque visibile un po di citoplasma, inposizione generalmente laterale. A secondadella quantità di citoplasma presente, ilinfociti si distinguono in piccoli, medi egrandi. Con la colorazione Giemsa, non ci saràpossibile distinguere i vari tipi di linfocita(B, T, NK) sia perchè nel sangue essi nonsono attivati, sia perchè sarebbe necessarioeffettuare speciali colorazioniimmunochimiche.
  196. 196. I monociti sono i leucociti piùgrossi: 16-20 µm. Hanno un grossonucleo reniforme o a ferro dicavallo, in certi casi anchebilobato. Il citoplasma ètrasparente, ma con aspetto di"vetro smerigliato“.
  197. 197. FERRO• La sua concentrazione nel sangue è detta sideremia.• VALORI NORMALI 37-147 mcg /100 ml.• Il ferro è molto variabile: è più alto al mattino e si modifica a seconda delle condizioni dell’individuo, in corso dinfezione si abbassa.• Per ottenere risultati più precisi, bisogna dosare la ferritina: se questa si abbassa , i depositi di ferro sono molto scarsi. Valori superiori da anemia aplastica, anemia mediterranea, epatite virale acuta, leucemie, trasfusioni.• Valori inferiori da allattamento, anemia da scarsa introduzione di ferro con gli alimenti, diabete, emorragie, età avanzata, infezioni croniche, insufficienza renale, neoplasie.
  198. 198. FERRITINA• Indica il ferro presente a livello• del fegato, cioè la riserva in• ferro• V.N. 5 - 177 ng / 100ml.• Valori superiori da• eccessiva introduzione di ferro,
  199. 199. TRASFERRINA• VALORI NORMALI 200 – 360 mg/dl• È la proteina che trasporta il ferro allinterno dellorganismo, dai distretti in cui viene assorbito (intestino) a quelli che lo utilizzano (midollo osseo, dove vengono prodotti i globuli rossi) o agli organi di deposito (in particolare fegato).• In caso di necessità, il ferro dagli organi di deposito viene ceduto alla transferrina che lo trasporta ai diversi tessuti. Ogni molecola di transferrina può legare al massimo due atomi di ferro.• La misurazione della saturazione della transferrina stabilisce lo stato del ferro di un individuo. Infatti, se inferiore al 18% è indice di uno stato ferro-carenziale e se superiore al 50% è indice di un sovraccarico di ferro. Il suo valore aumenta nella gravidanza, anemie sideropeniche, siderocromatosi e dopo somministrazione di anticoncezionali.• Diminuisce nelletà neonatale, nella terza età, nelle nefrosi, nellinsufficienza renale cronica, nellatransferrinemia congenita, nelle
  200. 200. Le Cellule Circolanti Eritrociti (G.R.) Granulociti (PMN) TIPI DI CELLULE CIRCOLANTI NEL SANGUE: Linfociti (LINF) Piastrine (PLT) Eritrociti: - sono senza nucleo perche’ lo hanno esplulso nei processi maturativi midollari - spendono tutta la vita in circolo per 120 giorni Granulociti: - hanno il nucleo - non si dividono e quindi non si moltiplicano - trascorrono 10-12 ore in circolo poi passano ai tessuti dove vivono da alcune ore ad alcuni giorni, svolgendo funzione antibatterica, senza piu’ tornare nel torrente ematico - sono compartimentalizzati Linfociti: - hanno il nucleo e si moltiplicano intensamente - vivono da pochi giorni a molti anni - viaggiano continuamente per il sangue, la linfa e gli organi linfoidi - la permanenza in circolo e’ solo una parte della loro vita - sono responsabili della competenza immunitaria Piastrine: - sono senza nucleo e risultano dalla frammentazione citoplasmatica dei precursori - trascorrono tutta la vita in circolo per 8-10 giorniClin Med Card –FI
  201. 201. ERITROCITI: DIMENSIONI, FORMA, COLORABILITA’Dimensioni:gli eritrociti normali (normociti) sono di grandezza omogenea:Diametro ( ): 7.3 μVolume cellulare medio (MCV)= 81 – 95m3Parametro da valutare MCV-MCV <80 μ3 ( : 7.3 μ) microciti indice di difetto di sintesi di Hb con immissione in circolo di elementi piu’ piccoli (anemie sideropeniche) anemie talassemiche – anemia saturnina – anemie da malattie infiammatorie croniche)-MCV > 95 μ3 ( > 8.5 μ) macrociti indice di difetto di “moltiplicazione cellulare” (s. mielodisplastica – epatopatic – reticolocitosi)-MCV > 115 μ3 ( > 8.5 μ) megaloblasti deficit folati e Vit. B12 con difetto di “moltiplicazione cellulare” (anemia di Biermer – anemie perniciosiformi)La disparita’ dimensionale eritrocitaria e’ detta anisocitosi, che e’ un rilievo molto frequente nelle anemie.Per valutare laboratoristicamente l’anisocitosi si considera: RDW coefficiente di variazione d’ampiezza della distribuzione di MCV Si esprime graficamente con l’istogramma di variazione di MCV (v.n.: 11 – 14,8%) valori superiori indicano disomogeneita’ di volume della popolazione eritrocitaria Clin Med Card –FI
  202. 202. ERITROCITAForma:L’eritrocita normale ha forma rotondeggiante.La variabilita’ di forma degli eritrociti (a racchetta, a pera, a biscotto, a lacrima)definisce la poichilocitosi che generalmente e’ espressione di eritropoiesi “inefficacee fragile”. In genere si rileva che tanto maggiore e’ l’anisocitosi tanto piu’ e’ frequentela poichilocitosi (anisopoichilocitosi).Quasi sempre nelle anemie vi e’ riscontro di un certo grado di aniso-poichilocitosi.Colorabilita’:Generalmente esprime la quantita’ di Hb contenuta negli eritrociti.Parametri da valutare MCH= contenuto corpuscolare medio di Hb (v.n. 27-32 pg) MCHC= concentrazione corpuscolare media di Hb (v.n. 33-38%) HDW= indice di variabilita’ di emocromia (emoglobinizzazione) (v.n. 1.99-2.88gr/dl)- anisocromia: disomogenea colorabilita’ della popolazione eritrocitaria per differente contenuto di Hb negli eritrociti- ipocromia: diminuita colorabilita’ per riduzione di sintesi di Hb (MCH<27pg: MCHC <30%) (anemie sideropeniche – anemie talassemiche)- ipercromia: si discute se sia possibile perche’ la quantita’ normale di Hb per globulo rosso e’ corrispondente alla quantita’ massima di Hb per globulo rosso- policromatofilia: eritrociti con granulazioni basofile (residui di RNA) che distinguono gli eritrociti piu’ giovani (reticolociti). Esprime una buona risposta midollare Clin Med Card –FI
  203. 203. Definition of “erythrocyte indices” MCV (fL) = Hct RBC MCH (pg) = Hb RBC MCHC (gm/L) = Hb Hct Hct (%)* = RBC V/Blood VKey: MCV= mean corpuscular volume; MCH= mean corpuscular hemoglobin; MCHC= mean corpuscular hemoglobinconcentration; Hct= hematocrit; Hb= hemoglobin concentration in g/dl; RBC= erythrocyteCourt/μl.RDW= coefficiente di variazione di ampiezza della distribuzione di MCV. Si esprime graficamente con l’istogrammadi variazione di MCV (vn. 11-14.8%). Valori superiori indicano disomogeneita’ di volume della popolazione eritrocitaria Clin Med Card –FI
  204. 204. Indagini quantitative Conteggio Determinazione Calcolo delle costanti eritrocitarie Emazie Emoglobina M C H Leucociti Ematocrito M C H C Piastrine M C VClin Med Card –FI
  205. 205. Emocromocitometrico: valori normali Quantitative (numeriche)Fornisce informazioni circa le tre filiere circolanti Morfologiche Eritrociti: cellule della “respirazione” in quanto trasportano O2-Hb CELLULE DIMENSIONI VALORE Aspecifica ASSOLUTO Leucociti: cellule della “difesa” Specifica Eritrociti 7-8 μ 4.200.000- 5.400.000/mm3 PMN neutrofili Formula (%) Granulociti PMN eosinofili 10-15 μ 60-70% PMN basofili Leucociti 10-15 μ 4.000-10.000/mm3 1-3% PMN neutrofili 10-15 μ 2.700-6.000/mm3 0.5-1% Monociti (Macrofagi) PMN eosinofili 10-20 μ 45-260/mm3 3-6% PMN basofili 5-9 μ 20-85/mm3 20-35% B 15% con stimolo Ag Monociti 135-510/mm3 si trasformano in Linfociti 900-3.000/mmm3 plasmacellule e producono Ig (Ab) Linfociti T 85% con stimolo Ag mediatori della Piastrine 2-3 μ 150.000- immunita’ cellulare 450.000/mm3 Piastrine: cellule del sistema emostatico che funzionano in connessione con il sistema endoteliale Clin Med Card –FI
  206. 206. EMOCROMO ED ERITROCITIL’esame emocromocitometrico fornisce, oltre al numero degli eritrociti circolanti (GR),Anche altri parametri fondamentali come l’emoglobina (Hb), l’ematocrito (Hct) ed iParametri corpuscolari derivati: volume corpuscolare medio (MCV), contenuto emoglobi-nico corpuscolare medio (MCH), concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC).La valutazione combinata di questi parametri permette di definire le principali Riduzione del patrimonio di Hb ANEMIA Variazioni quantitative: Aumento del numero di GR ERITROCITOSI Aumento del numero di Hb e HCT POLIGLOBULIA Per la valutazione delle alterazioni morfologiche e’ necessaria l’osservazione al microscopio otticoClin Med Card –FI
  207. 207. Blood cell values in a normal population Men WomenWhite cell count, * 7.8 (4.4-11.3)§X 103/μl bloodRed cell count, 5.21 (4.52-5.90) 4.60 (4.10-5.10)X 106/μl bloodHemoglobin, 15.7 (14.0-17.5) 13.8 (12.3-15.3)**g/dl bloodHematocrit, ratio 0.46 (0.42-0.50) 0.40 (0.36-0.45)Mean corpuscular 88.0 (80.0-96.1)Volume, fl/red cellMean corpuscular 30.4 (27.5-33.2)Hemoglobin, pg/red cellMean corpuscular 34.4 (33.4-35.5)Hemoglobin concentration,g/dl red cellRed cell distribution 13.1 (11.5-14.5)Width. CV (%)Platelet count, 311 (172-450)X 103/μl blood•*The International Committee for Standardization in Hematology has recomended that the following units be used(SI units): white cell count, number x 103/liter; red cell count, number x 1012/liter; and hemoglobin, g/dl.The hematocrit (packed cell volume) is given as a number, for example, 0.41, without designated units. Units of literper liter are implied. Mean corpuscular volume is given as fl (fentoliters), mean corpuscular hemoglobin as pg (picograms),and mean corpuscular hemoglobin concentration as g/dl. Platelets are reported as number x 103/liter.§The mean and reference intervals (normal range) are given. Because the distribution curves may be nongaussian, thereference interval is the nonparametric central 95 percent confidence interval. Results are based on 426 normal adultmen and 212 normal adult women, with studies performed on the Coulter Model S-Plus IV.**The mean hemoglobin level of blacks of both sexes and all ages has been reported to be 0.5 to 1.0 g/dl below themean for comparable whites .Clin Med Card –FI Williams, Hematology, 5/e, p.9.
  208. 208. Red cell values for term infants during the first 12 weeks of life* Hb, g/dl RBC x 106/μl Hematocrit, % MCV, fl MCHC, g/dl Reticulocytes, %Age ± SD ± SD ± SD ± SD ± SD ± SDDays: 1 19.3 ± 2.2 5.14 ± 0.7 61 ± 7.4 119 ± 9.4 31.6 ± 1.9 3.2 ± 1.4 3 18.8 ± 2.0 5.11 ± 0.7 62 ± 9.3 116 ± 5.3 31.1 ± 2.8 2.8 ± 1.7 5 17.6 ± 1.1 4.97 ± 0.4 57 ± 7.3 114 ± 8.9 30.9 ± 2.2 1.2 ± 0.2 7 17.9 ± 2.5 4.86 ± 0.6 56 ± 9.4 118 ± 11.2 32.0 ± 1.6 0.5 ± 0.4Weeks: 1-2 17.3 ± 2.3 4.80 ± 0.8 54 ± 8.3 112 ± 19.0 32.1 ± 2.9 0.5 ± 0.3 3-4 14.2 ± 2.1 4.00 ± 0.6 43 ± 5.7 105 ± 7.5 33.5 ± 1.6 0.6 ± 0.3 5-6 11.9 ± 1.5 3.55 ± 0.2 36 ± 6.2 102 ± 10.2 34.1 ± 2.9 1.0 ± 0.7 7-8 11.1 ± 1.1 3.40 ± 0.4 33 ± 3.7 100 ± 13.0 33.7 ± 2.6 1.5 ± 0.7 9-10 11.2 ± 0.9 3.60 ± 0.3 32 ± 2.7 91 ± 9.3 34.3 ± 2.9 1.2 ± 0.6 11-12 11.3 ± 0.9 3.70 ± 0.3 33 ± 3.3 88 ± 7.9 34.8 ± 2.2 0.7 ± 0.3* Capillary blood samples. The RBC and MCV measurements were made on an electronic counter.Clin Med Card –FI Williams, Hematology 5/e, p.60
  209. 209. Normal leukocyte count, differential count, and hemoglobin concentration at various ages (1) Leukocytes, NeutrophilsAge total Total BandSegmented12mo 11.4 (6.0-17.5) 3.5 (1.5-8.5) 0.35 3.2 (1.0-8.5) 31 3.1 28 4y 9.1 (5.5-15.5) 3.8 (1.5-8.5) 0.27 (0-1.0) 3.5 (1.5-7.5) 42 3.0 39 6y 8.5 (5.0-14.5) 4.3 (1.5-8.0) 0.25 (0-10) 4.0 (1.5-7.0) 51 3.0 4810y 8.1 (4.5-13.5) 4.4 (1.8-8.0) 0.24 (0-1.0) 4.2 (1.8-7.0) 54 3.0 5121y 7.4 (4.5-11.0) 4.4 (1.8-7.7) 0.22 (0-0.7) 4.2(1.8-7.0) 59 3.0 56NOTE: Values are expressed as cells X 103/μl. The numbers in italic type are mean percentages Clin Med Card –FI Williams, Hematology, 5/e, p.12
  210. 210. Normal leukocyte count, differential count, and hemoglobin concentration at various ages (2) HemoglobinAge Eosinophils Basophils Lymphocytes Monocytes g/dl blood12mo 0.30 (0.05-0.70) 0.05 (0-0.20) 7.0 (4.0-10.5) 0.55 (0.05-1.1) 12.6 (11.1-14.1) 2.6 0.4 61 4.8 4y 0.25 (0.02-0.65) 0.05(0-2.0) 4.5 (2.0-8.0) 0.45 (0-0.8) 12.7 (11.2-14.3) 2.8 0.6 50 5.0 6y 0.23 (5.0-14.5) 0.05 (1.5-8.0) 3.5 (0-10) 0.40 (1.5-7.0) 13.0 (11.4-14.5) 2.7 0.6 42 4.710y 0.20 (0-0.60) 0.04 (0-0.2) 3.1 (1.5-6.5) 0.35 (0-0.8) 13.4 (11.8-15.0) 2.4 0.5 38 4.321y 0.20 (0-0.45) 0.04 (0-0.2) 2.5 (1.0-4.8) 0.30 (0-0.8) 15.5 (13.5-17.5) 2.7 0.5 34 4.0 13.8 (12.0-15.6)NOTE: Values are expressed as cells X 103/μl. The numbers in italic type are mean percentages Clin Med Card –FI Williams, Hematology, 5/e, p.12

×