Coeducazione Agesci

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La coeducazione per lo scautismo ed il guidismo cattolico italiano è scelta, valore, strumento.

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Coeducazione Agesci

  1. 1. Presenta
  2. 2. Percorso di ricerca, riflessione e confronto sul tema: “C OEDUCAZIONE E DIARCHIA ”
  3. 3. Per andare al cuore dell’antropologiascout ed essere capaci di narrare la vita come eserciziodi libertà, così come il Progetto Nazionale 2007 – 2011voleva, abbiamo assunto l’obiettivo di sostenere laformazione ad una “adultità” significativa, perché iragazzi possano avere di fronte testimoni per maturareuna personale identità verso le scelte della partenza.
  4. 4. Ma con quali modelli dellasocietà contemporanea dobbiamo e vogliamoconfrontarci ?Per quale uomo della Partenza?Per quale donna della Partenza ?
  5. 5. L’AGESCI dispone di riccheesperienze fondate su intuizioni e scelte“profetiche”, che ancora oggi rappresentano la nostraoriginalità e costituiscono il potenziale di unaproposta educativa che risponda alle domande diquesto tempo.Ridare significato alle scelte, rivisitare lemotivazioni, riappropriarsi dei valori, a partire dalvalore della Coeducazione e dalla scelta della
  6. 6. Il Consiglio Generale 2009 haapprovato il percorso di studio ed elaborazioneinerente i temi della Diarchia e dellaCoeducazione, istruito dal ComitatoNazionale, attraverso il CoordinamentoMetodologico, da realizzarsi mediante ilcoinvolgimento di tutti i livelli associativi.
  7. 7. Il CoordinamentoMetodologico, già in fase istruttoria, ha intesomuoversi nella propria articolazione più ampia, cheinterseca il livello nazionale con quello regionale.Nel corso del 2009, ha così preso avvio la fase distudio, propedeutica a quella di elaborazione ed invista di una fase di sintesi e restituzione da concludersicon il Consiglio Generale 2012.
  8. 8. Si è così provveduto alla letturaragionata e selettiva della documentazionestorica, orientata al recupero dei fondamenti dellescelte sulle quali ancora oggi basiamo la nostraproposta educativa e i nostri modelli organizzativi.Contestualmente, il Consiglio Nazionale ha analizzato idati dei censimenti per leggere e misurare le difficoltàdi attuare la Diarchia oggi nelle unità e nelle strutture.
  9. 9. La fase dielaborazione, muovendo dall’esame delle ragionistoriche, punta alla attualizzazione dei valori dellaCoeducazione e della Diarchia come strategiefunzionali alla realizzazione dell’educazione in AGESCI.
  10. 10. Protagoniste di questa fase delpercorso sono le Comunità Capi, alle quali ci rivolgiamocon questo DVD, strumento che potrà guidarle nelcompito di indagare gli aspetti problematici, sul pianoeducativo e sul piano culturale, indicando percorsi chepossano restituire significato alle scelte e intenzionalitàalla loro pratica.L’augurio è che possa nascere un dibattito diffuso eappassionato.
  11. 11. A tutti, BUON LAVORO! Giuseppe Finocchietti Marilina La ForgiaIncaricati Nazionali al Coordinamento Metodologico 2006-2010
  12. 12. OGGIIERI
  13. 13. Le spinte della società Il femminismo chiede diritti costituzionali: di voto, di lavoro, ecc… Nella società si punta alla liberazione della donna dal dominio maschile. Nello scoutismo la base chiede l’unificazione
  14. 14. L’ attenzione al tema Unificazione; particolare attenzione alla collegialità effettiva nelle scelte. La coeducazione è essenziale per la proposta educativa, ma va ottenuta con gradualità e continuamente verificata alla luce di un confronto di idee e di intenzioni. Preoccupante situazione delle Capo (disponibilità, assunzione di responsabilità paritaria…) Route delle Co.Ca. (1979). Atteggiamento di prudenza per il proliferare di unità miste. Esigenza di coordinamento rispetto alle varie età per unitarietà del discorso educativo
  15. 15. Attenzione agli aspetti educativo-metodologiciSi verificano:1. La diarchia nei quadri associativi2. Le modalità di rapporto tra maschi e femmine nella conduzione delle unità3. Le scelte metodologiche per attuare la coeducazione.Il tutto per giungere ad un rilancio qualificato dellascelta di coeducazione e di individuazionedegli obiettivi specifici. Coeducazione come metodo e non come scopo La dimensione sessuale è fondamentale nella maturazione della personalità. Diarchia = condizione irrinunciabile Coeducazione = strumento del metodo
  16. 16. Riscoprire il proprio essere uomo/donnaper assumere in pienezza il proprio genere Solo riconoscendo, accettando, valorizzando la propria sessualità si potrà uscire dagli stereotipi. Solo cogliendo la ricchezza della complementarità, il nostro comportamento sarà sereno, rispondente ad una chiamata e non competitivo nei confronti dell’altro sesso. Riscoprire la reciprocità e aborrire l’omologazione Tema della coeducazione ampliato come educazione alla diversità. Attenzione all’educazione all’amore, alla costruzione della famiglia.
  17. 17. Non esistono attività di coeducazione,ma modo “coeducativo” di fare attività Coeducazione non come strumento del metodo, ma caratterizzazione dell’intera proposta.
  18. 18. Nuove attenzioni• Attenzione all’IDENTITA’ DI GENERE
  19. 19. COEDUCAZIONE DIARCHIA “L’Associazione crede fermamente che dal “Ogni incarico, elettivo o di nomina, è rapporto particolare uomo-donna nasce la affidato congiuntamente ad una donna e ad famiglia umana e scaturisce la vocazione un uomo, salvo diversa espressa previsione dell’uomo a vivere con l’altro, perciò propone – del presente Statuto. In ogni caso, va attraverso l’incontro tra i due sessi – un comunque garantito un equilibrio numerico cammino di crescita che, partendo dalla dei due sessi all’interno degli organi collegiali.” scoperta e dalla conoscenza della propria ( Statuto art.13) identità di genere, conduca alla scoperta ed alla conoscenza dell’altro, per instaurare con esso un dialogo ricco e costruttivo, attraverso cui rileggere e riflettere sul proprio modo di essere uomo o donna, superare ruoli e modelli “… La diarchia dei capi, quale modello di precostituiti e collaborare in modo fecondo.” riferimento di relazione adulta uomo/donna, è importante strumento (dal Reg. Metodologico, art. 11) educativo…” contraddizioni esistenti nel paese sul art. 12) (dal Reg. Metodologico, tema coeducazioneNel corso del tempo le problematiche socio/culturali hanno più volte interpellato il nostro metodo educativo e, sempre, l’AGESCI ha confermato la validità pedagogica della diarchia e della coeducazione, mettendone in luce e approfondendone, di volta in volta, gli aspetti più rispondenti alle emergenze educative provenienti dal mondo
  20. 20. • Lanciare e/o stimolare la discussione in Co.Ca. rispetto al tema della coeducazione e della diarchia , nonché delle connessioni tra questi.• Far emergere lo stato dell’arte nelle Co.Ca., quindi suscitare un pensiero sul tema, per meglio “digerire” gli spunti proposti dal DVD.
  21. 21. Ogni aspetto rappresenta una fase del gioco 1. Le differenze fra uomo e donna nei seguenti ambiti: fisico, comportamentale,relazionale, emozionale. 2. La valutazione delle differenze, verificando, se per l’azione educativa, rappresentano un ostacolo o una ricchezza, approfondendone, quindi, i vari “perché”.3. La presa di coscienza dei ruoli (maschile e femminile) che ricopriamo anche nell’azione educativa e le difficoltà nell’essere capo-uomo o capo-donna. 4. La ricerca del significato e del senso della coeducazione. 5. La definizione dell’imprescindibile rapporto tra diarchia e coeducazione.
  22. 22. 1. Le Comunità Capi dovranno dividersi in due squadre: una formata dai Capi e l’altra dalle Capo.2. Le squadre dovranno sfidarsi ed esprimersi su situazioni o domande .3. Ogni fase avrà un momento di confronto4. Di volta in volta i “campioni” dell’una e dell’altra squadra si sfideranno in prove di abilità domestica, drammatizzazioni, giochi di ruolo ecc…
  23. 23. Giochiamo con gli stereotipi. Due rappresentanti della squadra maschile e due di quella femminile si sfidano parallelamente in due prove Piantare il maggior numero di chiodi in 60 secondi Piegare il maggior numero di vari capi d’abbigliamento in 120 secondiA tempo scaduto, confrontando gli esiti delle due prove, le squadredovranno raggiungere un accordo nello stabilire quale delle due abbiaottenuto la vittoria MATERIALE Chiodi, martello, pezzi di legno, capi d’abbigliamento, cronometro.
  24. 24. Test su comportamenti ed abitudini: Primo momento. Le due squadre stilano un elenco preciso e minuzioso di tutte le cose che le persone dell’altro sesso fanno la mattina prima di uscire di casa. (3 minuti circa) Secondo momento. I componenti delle squadre elencheranno le attività che loro stessi svolgono rientrando a casa a fine giornata. (3 minuti circa)Terzo momento. Attraverso un breve confronto, verificare i puntiinseriti nei rispettivi elenchi (eliminando eventuali esagerazioni)e, in accordo, stabilire la squadra vincitrice della prova, sullabase dell’utilità e del numero delle cose considerate valide. MATERIALE cartelloni, pennarelli
  25. 25. Differenze relazionali/sociali Le due squadre scelgono una delle seguenti situazioni da simulare con l’aiuto di un componente dell’altra squadra. Drammatizzare la situazione scelta, secondo regole e particolari selezionati e/o inventati.Situazioni : a. In un autobus una donna/uomo si accosta più del “consentito”. b. Sul lavoro subisci una mortificazione del/della tuo/tua capo ufficio che, riprendendoti in modo autoritario, ti impone di lavorare secondo le sue direttive da te non condivise.
  26. 26. Differenze relazionali/sociali c. Di ritorno dal lavoro, ti sdrai sul divano per riposare, generando le ire di tuo marito/tua moglie che ti ricorda le mille cose da fare in casa .d. Ti trovi ad ascoltare un/una amico/a che ti racconta le sue conquiste in campo “amoroso…” esprimi ad alta voce (sempre recitando) le tue considerazioni sul caso, come se il pubblico potesse ascoltare i tuoi pensieri.Breve confronto sulle eventuali differenze tra uomo e donna neicomportamenti e nelle emozioni , per ogni situazione scelta. MATERIALE eventuali travestimenti
  27. 27. Dimensione emozionale Ogni partecipante, osservando le immagini che seguono, dovrà selezionare quella che ritiene più interessante e, con una parola, descriverne l’emozione provataBreve confronto sulle immagini scelte MATERIALE: immagini In Power Point o carta
  28. 28. Sulla base delle prove precedenti,le due squadre dovranno sfidarsi Elencando a “botta e risposta” il maggior numero di differenze tra uomo e donna.
  29. 29. Utilizzando l’elenco creato, le due squadre prenderanno una posizione nel definire le differenze come:o un frenoo una ricchezzao irrilevanti rispetto all’azione educativa Domanda stimolo: La mancata differenziazione tra i due sessi è il raggiungimento della parità tra uomo e donna? Breve confronto
  30. 30. Leggendo le situazioni seguenti, le squadre dovranno decidere come affrontare la singola situazione proposta. Successivamente descriveranno l’ipotetica risposta fornita dall’altra squadra. Situazioni: A. Durante il montaggio del campo ti accorgi che le guide si fanno aiutare da alcuni elementi del reparto maschile. B. Alcuni lupetti non accettano la nuova Akela poiché non “all’altezza” del precedente che era maschio.C. Una scolta confessa, durante una riunione di clan, di essere incinta e di voler abortire. D. Il capo reparto intreccia una relazione sentimentale con una scolta in servizio . breve confronto
  31. 31. Scegliere l’affermazione ritenuta più giusta 1. Coeducazione significa: A. Educare ragazzi e ragazze insieme ed allo stesso modo B. Educare ragazzi e ragazze saltuariamente insieme ed allo stesso modo C. Educare ragazzi e ragazze parallelamente ed in maniera differenziata (per superare ruoli sessualmente precostituiti)2. L’unità migliore per rispondere alle esigenze della coeducazione è:A. Mista nello staff e nell’unitàB. Mista nello staff e monosessuata nell’unitàC. Monosessuata nello staff e mista nell’unitàD. Monosessuata nello staff e nell’unità
  32. 32. Scegliere l’affermazione ritenuta più giusta  Secondo te è giusto, dal punto di vista psicologico, che i maschi imparino a danzare e le femmine a ferrare un mulo? A. Giusto B. Sbagliato• A questo punto, dovrete trovare (in caso di disaccordo tra le affermazioni scelte e le risposte date alla domanda) una posizione che soddisfi entrambe le squadre. • Domanda stimolo: La coeducazione, oggi, è un dato di fatto?
  33. 33. Rispondere alle Seguenti domande1. Quale il rapporto tra coeducazione e diarchia?2. Diarchia e coeducazione sono strumenti da utilizzare o valori a cui tendere ?
  34. 34. Come momento conclusivo viproponiamo di ascoltare unatraccia audio di trentasecondi, tratta da un monologodiGiorgio Gaber.Per ascoltare clicca sull’altoparlante.
  35. 35. “Non è solo stare insieme”La coeducazione, per il guidismo e lo scautismo cattolici italiani, è scelta, valore, strumento.Ricostruiamo il senso di un percorso associativo, etico e metodologico. a cura del centro documentazione
  36. 36. Coeducazione perché: documenti e riflessioni per capire il senso di una scelta associativaCOEDUCAZIONE, UNA STORIA, DUE OPINIONIFusione AGI-ASCI, come e perché, Giancarlo Lombardi, R/S Servire, 1998, n. 4, pp.3-7Raccontami una storia, Anna Perale, I Quaderni di Proposta Educativa, 2004, n. 00, pp.4-23PIETRE MILIARI IVERSO LA COEDUCAZIONE (E LA FUSIONE)Agi, documenti preparatori al Consiglio Generale, Don Giorgio Basadonna, Il Trifoglio, 1970, n. 5/6, pp.24-35Coeducazione, Annamaria Capo, Assemblea nazionale Capo AGI, Il Trifoglio, n.10, 1971, pp.65-70Consiglio Generale congiunto AGI-ASCI; Estote Parati-Il Trifoglio, 1972, n. 6, pp.141-143Piano di convergenza, Estote Parati-Il Trifoglio, 1973, n. 5, pp.26-28
  37. 37. PIETRE MILIARI II: COEDUCAZIONE NON È SOLO STARE INSIEMEIl Patto Associativo, Documenti ufficiali 1977 e 1999Normative per la costituzione delle unità miste, allegato 1 al Consiglio Generale 1975Coeducazione, mozione n. 2 Consiglio Generale 1977PIETRE MILIARI III: LA PARTECIPAZIONE FEMMINILE NON È SOLO DIARCHIARelazione del Comitato centrale, mozione n.1 Consiglio Generale 1977Partecipazione femminile, mozione n. 6 Consiglio Generale 1978Partecipazione femminile, mozione n.4, Consiglio Generale 1979PIETRE MILIARI IV: LA COEDUCAZIONE A 360°Coeducazione, mozione n. 5, Consiglio Generale 1985Coeducazione, allegato n.1, Consiglio Generale 1985Coeducazione, all. n.2, Liguria-Lombardia-Piemonte, Consiglio Generale 1985La proposta di coeducazione dieci anni dopo, all. n.3, Nino della Valle, M.Letizia Celotti,Consiglio Generale 1985
  38. 38. PIETRE MILIARI V: COEDUCAZIONE COME PROGETTO ASSOCIATIVO E REGOLAMENTO“Educare all’unità attraverso la valorizzazione delle diversità”, Progetto nazionale, all. n.2Consiglio Generale 1992Regolamento metodologico, 2007UNA SCELTA AL MICROSCOPIO I: BILANCI E PROSPETTIVE DELLA COEDUCAZIONECoeducazione nell’Agesci, aspetti storici e prospettive, Maria Scolobig, R/S Servire, 1978, n.1, pp.64-66Il futuro della coeducazione, Gege Ferrario, RS/Servire, 1985, n. 4/5, pp.21-24L’avventura della coeducazione, Gege Ferrario, R/S Servire, 1998, n. 4, pp.38-39Noi, reduci della coeducazione, Robert Lorenzini, Scout-Proposta Educativa, 1994, n.16, pp.38-39
  39. 39. UNA SCELTA AL MICROSCOPIO II: COSA RICHIEDE LA COEDUCAZIONELa coeducazione: una frontiera nuova?, Stefano Pirovano, R/S Servire, 995, n.4, pp.33-35Coeducazione, Paola Dal Toso, Intervento all’Incontro Capi della BrancaLupetti/Coccinelle zona Brescia, 16 gennaio 1993Appunti sulla coeducazione, don Francesco Pieri, R/S Servire, 1995, n. 1, pp.22-25aGeSci, parliamone, Sandro Repaci Manuela Benni, ,I Quaderni di PropostaEducativa, 2004, n. 00, pp.34-37La speranza fa novanta: novant’anni di scautismo cattolico in Italia: le speranze e leprospettive, don Sergio Nicolli, Scout-Proposta Educativa, 2006, n. 12, pp.67-68
  40. 40. Diarchia perché: Perché la scelta di coeducazione in Agescisi lega così strettamente alla scelta della diarchiaDIARCHIA: UNA STORIA, DUE OPINIONI (AL MASCHILE E AL FEMMINILE)Alle origini della diarchia, Ottavio Losana, Scout-Proposta Educativa, 2007, n. 13, pp.15-16Un punto di arrivo naturale, intervista a Claudia Conti, a cura di Marina De Checchi, Scout-Proposta Educativa, 2007, n.. 13, p.17LA DIARCHIA SERVE E A VOLTE NON BASTADemocrazia è una parola di genere femminile, Giulia Forleo, Scout-PropostaEducativa, 1978, n. 7, pp.39-41Un capo deciso, una capo sorridente, don Giorgio Basadonna, Scout-PropostaEducativa, 1984, n. 31, p.45Pari non significa uguale, intervista a Odile Bonte, a cura di Gualtiero Zanolini, Scout-PropostaEducativa, 1988, n. 21, pp.18-19Essere uomo, essere donna. Mosaico di riflessioni, Federica Frattini, R/S Servire,1998, n.4, pp.8-10Servizio in due, la diarchia in staff, tra fatiche e potenzialità, Silvia Caniglia, Scout-PropostaEducativa, 2007, n. 13, p.14
  41. 41. Educazione sessuale? No!Sessualità, affettività e amore nell’educazioneUna proposta di educazione della persona sessuata al dono di séEDUCAZIONE SESSUALE? NO! SESSUALITÀ NELL’EDUCAZIONEI principali problemi educativi nell’età puberale, Vittorio Pranzini, in: RobertoLorenzini, L’educazione sessuale nei gruppi di adolescenti,Borla, 1981, pp.33-43La figura e il ruolo dell’adulto nell’educazione sessuale, Giulia e Romano Forleoin: Roberto Lorenzini, L’educazione sessuale nei gruppi diadolescenti, Borla, 1981, pp.53-64Identità di genere e l’attenzione al corpo, Agesci Lombardia, n. 2, 2009,pp.34-36
  42. 42. SESSO, AFFETTIVITÀ, AMORE: UN UNICO PECORSO EDUCATIVOSincerità, disinteresse responsabilità, Ottavio Losana, Estote Parati, 1974, n.1, pp.12-13Educare all’affettività, piste di lavoro, Stefano Costa, Scout-PropostaEducativa, 2003, n. 10, pp.9-10Coeducazione, Paola Dal Toso, Intervento all’Incontro Capi della BrancaLupetti/Coccinelle zona Brescia 16 gennaio 1993La chiarezza della proposta, Roberto Lorenzini, L’educazione sessuale nei gruppi diadolescenti, Borla, 1981, pp.53-64Educazione all’amore, Agnese Tassinario, Scout-Proposta Educativa, 1977, n.29, pp.44-47Coeducazione ed educazione all’amore, Gualtiero Zanolini e Anna Perale Scout-Proposta Educativa, 1985, n. 17, pp.12-17
  43. 43. Coeducare chi? Educare i futuri uomini e le future donne, sapendo cosasignifica questa parola ( e scoprendo l’arcano dell’identità di genere)IDENTITÀ VO CERCANDOLa formazione dell’identità sessuale, Stefano Pirovano, R/S Servire, 1998, n.4, pp.11-14Essere uguali, essere diversi. Psicologia della coeducazione, Anna Riva, Scout-Proposta Educativa, 1984, n. 31, pp.9-10Uomini e donne: quale identità, colloquio con Paola Bassani, ConsiglioNazionale di Pianezza (TO) del 14 dicembre 2002. Testo non rivistodall’autrice.Gli scout, uomini e donne, non sono uguali, Riccardo Massa, Intervento alSeminario Agesci sulla coeducazione, Scout-Proposta Educativa, 1994, n.24, pp.28-30
  44. 44. QUANDO PARI NON È UGUALELe nostre idee, osservazioni del Commissariato centrale AGI sui risultati della commissioneASCI-AGI sulla coeducazione, Il Trifoglio, 1970, n. 5/6, pp.24-35Pari non significa uguale, intervista a Odile Bonte, a cura di Gualtiero Zanolini, Scout-Proposta Educativa, 1988, n. 21, pp.18-19Maschi e femmina li creò, Marina De Checchi, Scout Proposta Educativa, 2006, n.6, pp.8-9Aspetti e nodi problematici della coeducazione; quali specificità dell’educazione di ragazzi eragazze, Giulia Paola Di Nicola in : “Identità di genere e metodo scout. Lacoeducazione”,Fiordaliso, 1994, pp.13-18Uomini e donne fra diversità e alterità, Vittorio Ghetti e Franco La Ferla, R/SServire, 1998, n. 4, pp.33-36NON È BENE CHE L’UOMO SIA SOLOIsh e Ishshah, Stefano Pinna, I Quaderni di Proposta Educativa, 2004, n.00, pp.10-14
  45. 45. ATTENZIONE! ENTRATE IN QUESTASEZIONE SOLO DOPO AVER AFFRONTATO I QUATTRO PERCORSI. Se lo avete fatto, cliccate su “Questionario”, altrimenti cliccate su “Percorsi”
  46. 46. Cara comunità capi, al termine del percorso che ti sei costruita, ti chiediamo di spendere ancora un po’ di tempo per la compilazione di un semplice questionario.Obiettivo del questionarioIl questionario intende far emergere la percezione comunesul tema trattato in questo DVD e rilevare sommariamente lamodalità di composizione delle unità, nonché l’attuazionedella diarchia nei vari gruppi dItalia.I dati così raccolti saranno funzionali allelaborazione dialcune riflessioni da sottoporre al CG 2012.
  47. 47. Modalità di compilazioneCompilate direttamente il questionario sul documento wordche otterrete cliccando sul tasto “Questionario” e chesalverete in una cartella del vostro computer. Modalità di raccolta ed elaborazione dei datiInviate il file ai vostri Responsabili di Zona, i quali sonoincaricati, insieme agli ICM regionali, dell’elaborazione deisingoli questionari. Successivamente gli ICM faranno sintesidi quanto emerso in regione e lo riporteranno allincontronazionale di Giugno 2011. Buona compilazione e grazie della vostra collaborazione!
  48. 48. Per la realizzazione di questo strumento di lavoro, vogliamo ringraziare:• Gli incaricati Nazionali e Regionali al Coordinamento Metodologico• Tutti gli intervistati: Capi, ragazzi, esperti esterni all’associazione.• Il Centro Documentazione AGESCI• Gianni Aureli e Filippo Santucci che hanno curato il montaggio del DVD …ed ora, al questionario!
  49. 49. TITOLO AUTORE EDITORE Difendiamo la coeducazione a scuola Autori Vari FrancoangeliIl problema della coeducazione e altri studi pedagogici Calò Giovanni Dante Alighieri La coeducazione Mazzeo Arturo Argalia Abilità differenti Fornasa W., Meneghini R. Francoangeli Percorsi pedagogici ed educativi nell’opera di N Galli A cura di Luigi Pati e Lino Prenna V&P Aspetti psicologici della coeducazione Del Core Pina ElleDiCi A proposito di coeducazione in Marchi Maria Azione Cattolica proposta educativa-A.C.- (1992)5, p. 54-63 Non è solo stare insieme A cura di Michele Pandolfelli Fiordaliso A cura dell’Ufficio Nazionale di Educazione sessuale nella scuola (1980) CEI pastorale scolastica

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