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Viaggio alla ricerca del lavoro: I migranti con o senza famiglia tra il XX e il XXI secolo. Il caso  Marcinelle Classi IIB...
Storia dell’ emigrazione  verso il Belgio <ul><li>Verso il protocollo del 1946 </li></ul><ul><li>Il Protocollo del 23 giug...
Verso il  Protocollo Alla fine della seconda guerra mondiale, molti giovani nel fiore dell’età si trovano senza lavoro. Il...
Problemi del  Belgio Il grosso problema per il Belgio è la  mancanza di manodopera :  -nel 1940 c’erano 136.530 operai -ne...
Problemi dell’ Italia <ul><li>L’Italia invece si trova a dover ricollocare milioni di uomini rientrati dalla guerra e senz...
Il  Protocollo   italo-belga
Art . 1  - Il Governo italiano, provvederà che si effettui sollecitamente e nelle migliori condizioni l’ avviamento dei la...
Art . 4  - Il Governo belga acconsente a che siano   corrisposti gli assegni familiari alle famiglie dei minatori italiani...
Art . 6  -  La durata del contratto è riportata a 12 mesi. Art . 7 - I versamenti effettuati dai lavoratori italiani a fav...
Art . 9  - In ciascuno dei cinque bacini carboniferi belgi il Governo italiano delegherà una persona di fiducia che avrà p...
Art . 11  - Il Governo italiano farà tutto  il possibile per inviare in Belgio 2.000 lavoratori la settimana. Art . 12  - ...
<ul><li>Il Consolato del Belgio a Roma riceverà le liste dei minatori e, previo esame, rilascerà i visti sui passaporti co...
Il  Belgio : localizzazione geografica
Il  Marcinelle : localizzazione geografica
I  convogli  verso il Belgio I convogli di Italiani si succedono al ritmo di uno per settimana : circa 2.000 operai settim...
Come lavoravano
Il problema degli alloggi <ul><li>La lacuna più grande è quella degli  alloggi . </li></ul><ul><li>Il Protocollo prevede c...
<ul><li>I campi di “ baracche ” erano stati improvvisati per i prigionieri di guerra costretti a lavorare nelle miniere e ...
Dove vivevano
Dove vivevano
La vita quotidiana <ul><li>Problemi : </li></ul><ul><li>Esiguità degli alloggi . </li></ul><ul><li>Raggruppamento  (esiste...
La  vita  quotidiana <ul><li>Gli hobbies : </li></ul><ul><li>Gli italiani amano stare “all’aria aperta” di cui hanno bisog...
Oggi le miniere sono tutte chiuse. Il 1°gennaio 1964 il Belgio ha riconosciuto la pneumoconiosi (silicosi) come malattia p...
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3 emigrazione in belgio

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3 emigrazione in belgio

  1. 1. Viaggio alla ricerca del lavoro: I migranti con o senza famiglia tra il XX e il XXI secolo. Il caso Marcinelle Classi IIB e IID coordinate dalle professoresse Stefania Canel e Innocenza Pappagallo
  2. 2. Storia dell’ emigrazione verso il Belgio <ul><li>Verso il protocollo del 1946 </li></ul><ul><li>Il Protocollo del 23 giugno del 1946 </li></ul><ul><li>I convogli verso il Belgio </li></ul><ul><li>Il problema degli alloggi </li></ul><ul><li>La quotidianità </li></ul>
  3. 3. Verso il Protocollo Alla fine della seconda guerra mondiale, molti giovani nel fiore dell’età si trovano senza lavoro. Il 23 giugno 1946 il governo di unità nazionale firma il primo protocollo di manodopera col Belgio. Un precedente accordo firmato il 19 ottobre 1945, permetteva il rientro in Belgio di prigionieri e rifugiati. Sotto questo titolo partivano minatori italiani muniti di permesso di soggiorno valido al 10 maggio 1940, quindi persone aventi la precedenza sugli altri operai e che conoscevano già il “lavoro al fondo”.
  4. 4. Problemi del Belgio Il grosso problema per il Belgio è la mancanza di manodopera : -nel 1940 c’erano 136.530 operai -nel 1945 c’erano 87.566 operai In un primo momento i minatori vengono sostituiti dai prigionieri di guerra, dopo il loro rimpatrio, il bisogno di minatori è urgente. Il calo delle nascite rischia di vanificare la “battaglia del carbone” avviata in quegli anni.
  5. 5. Problemi dell’ Italia <ul><li>L’Italia invece si trova a dover ricollocare milioni di uomini rientrati dalla guerra e senza lavoro. </li></ul><ul><li>Il negoziatore belga del Protocollo è un esperto in questioni carbonifere, Jean Vecleyen. </li></ul><ul><li>I suoi interlocutori in Belgio sono FEDECHER (Federazione carbonifera del Belgio), la SICUREZZA NAZIONALE (la potente polizia degli stranieri), la FGTB (Federazione generale del Lavoro Belga,sindacato socialista) e il COMITATO ITALIA LIBERA. </li></ul>
  6. 6. Il Protocollo italo-belga
  7. 7. Art . 1 - Il Governo italiano, provvederà che si effettui sollecitamente e nelle migliori condizioni l’ avviamento dei lavoratori fino alla località da stabilirsi di comune accordo in prossimità della frontiera italo - svizzera, dove gli uffici saranno incaricati di effettuare le operazioni definitive di arruolamento. Art . 2 - Il Governo belga mantiene integralmente i termini dell’ “ accordo minatori-carbone “ firmato precedentemente. Art . 3 - Il Governo belga curerà che le aziende carbonifere garantiscano ai lavoratori italiani convenienti alloggi, un vitto rispondente alle loro abitudini alimentari, condizioni di lavoro, provvidenza sociale e salari sulle medesime basi stabilite per i minatori belgi.
  8. 8. Art . 4 - Il Governo belga acconsente a che siano corrisposti gli assegni familiari alle famiglie dei minatori italiani i cui figli risiedano fuori dal territorio belga. Ogni eventuale frode in materia di assegni familiari sarà sanzionata. Art . 5 - Il Governo Italiano si adoprerà a che gli aspiranti all’espatrio siano edotti di quanto li concerne, che essi saranno destinati ad un lavoro di profondità nelle miniere, sono necessari un’ età relativamente giovane (35 al massimo ) e un buono stato di salute
  9. 9. Art . 6 - La durata del contratto è riportata a 12 mesi. Art . 7 - I versamenti effettuati dai lavoratori italiani a favore della loro famiglia saranno fatti alla banca Belga che effettuerà al Governo Italiano i pagamenti delle somme. Art . 8 - il Governo Belga accetta la possibilità di recuperare le somme anticipate a questi ultimi in Italia per le loro spese di trasferimento in Belgio.
  10. 10. Art . 9 - In ciascuno dei cinque bacini carboniferi belgi il Governo italiano delegherà una persona di fiducia che avrà per compito di vigilare sulla buona condotta dei suoi compatrioti al lavoro. Essa renderà conto della propria attività sia al Governo italiano quanto a quello Belga. Art . 10 - Su tutti i treni a carico completo un interprete italiano accompagnerà i minatori ai treni.
  11. 11. Art . 11 - Il Governo italiano farà tutto il possibile per inviare in Belgio 2.000 lavoratori la settimana. Art . 12 - Il Ministero italiano degli affari esteri rilascerà a ciascun minatore un passaporto individuale o un foglio di identificazione personale, munito di fotografia. Questi documenti , non saranno rilasciati ai minatori che abbiano subito condanne iscritte al casellario giudiziario .
  12. 12. <ul><li>Il Consolato del Belgio a Roma riceverà le liste dei minatori e, previo esame, rilascerà i visti sui passaporti collettivi. </li></ul><ul><li>I convogli saranno formati nel luogo designato di comune accordo fra le Autorità italiane e belghe. </li></ul><ul><li>Un servizio d’ ordine organizzato nella stazione avrà il compito di impedire l’accesso al treno ad ogni persona che non abbia adempiuto a tutte le formalità. </li></ul><ul><li>23 Agosto 1946 </li></ul>
  13. 13. Il Belgio : localizzazione geografica
  14. 14. Il Marcinelle : localizzazione geografica
  15. 15. I convogli verso il Belgio I convogli di Italiani si succedono al ritmo di uno per settimana : circa 2.000 operai settimanali. A Milano viene loro assegnata la compagnia delle miniere che li assumerà. All’arrivo alla stazione, dei camion della ditta li prelevano per portarli alla “cantina” (alloggio per operai). Gli operai giungono con l’idea di far soldi e tornare presto in patria. La propaganda di reclutamento garantisce che nel giro di cinque o dieci anni il ritorno può essere realizzato. Per raggiungere l’obiettivo si adattano ai lavori più duri : più la busta paga è pesante ,più vicino è il ritorno!
  16. 16. Come lavoravano
  17. 17. Il problema degli alloggi <ul><li>La lacuna più grande è quella degli alloggi . </li></ul><ul><li>Il Protocollo prevede convenienti alloggi, in realtà la disponibilità degli stessi è limitata (9.590 posti-letto per celibi, 431 per famiglie per 50.000 operai). </li></ul><ul><li>Esistono quattro tipi di alloggi: </li></ul><ul><li>Le “ cantine ” costruzioni in muratura per 60/70 operai celibi. Il cantiniere ritira la busta paga dalla quale detrae l’affitto. L’operaio non sa a quanto ammonti il suo salario. </li></ul><ul><li>I “ falansteri ” dove alloggiano famiglie o singoli. Sono costruzioni in latta ondulata usate dalle truppe americane per proteggere le munizioni. </li></ul>
  18. 18. <ul><li>I campi di “ baracche ” erano stati improvvisati per i prigionieri di guerra costretti a lavorare nelle miniere e poi assegnate ai lavoratori italiani. </li></ul><ul><li>II “ corons ” sono le case in muratura più dignitose. Quando una casa si libera “ è la corsa per occuparla”. </li></ul><ul><li>Le miniere organizzano anche le “ cités ouvrières ” (quartieri per operai)” </li></ul>“ la baracca aveva quattro letti per stanza…e un armadio per tutti…per andare al gabinetto bisognava fare cinquanta metri fuori, all’aria aperta, d’inverno e d’estate…sono decrepite,all’interno umide,ci piove e infestate da cimici…”
  19. 19. Dove vivevano
  20. 20. Dove vivevano
  21. 21. La vita quotidiana <ul><li>Problemi : </li></ul><ul><li>Esiguità degli alloggi . </li></ul><ul><li>Raggruppamento (esiste una grande promiscuità con tutti i problemi sanitari e morali che ciò comporta). </li></ul><ul><li>L’ igiene (la polvere delle miniere si insinua dappertutto vanificando ogni forma di pulizia, la zona delle miniere era detta pays noir). </li></ul><ul><li>La ghettizzazione . I belgi, che accusano gli italiani di non volersi integrare,disertano i quartieri dove si stabiliscono. “étrangers s’abstenir” (stranieri astenersi) era scritto sulle porte delle case da affittare. </li></ul><ul><li>Il primo impatto con la miniera è drammatico, molti si rifiutano e vengono spediti al famoso “ petit ch â teau ”, una caserma, in attesa del convoglio per l’Italia. </li></ul>
  22. 22. La vita quotidiana <ul><li>Gli hobbies : </li></ul><ul><li>Gli italiani amano stare “all’aria aperta” di cui hanno bisogno. </li></ul><ul><li>Dopo il lavoro si incontrano, giocano a carte e a bocce. </li></ul><ul><li>I cinema non sono frequentati a causa della lingua. </li></ul><ul><li>Il ballo. </li></ul><ul><li>La collettività italiana non risulta politicizzata. Chi ha il coraggio di manifestare le sue idee, riceve la visita della polizia segreta. </li></ul><ul><li>Una forte spinta in questa direzione si ha invece dopo Marcinelle “la catastrofe degli italiani”. </li></ul>
  23. 23. Oggi le miniere sono tutte chiuse. Il 1°gennaio 1964 il Belgio ha riconosciuto la pneumoconiosi (silicosi) come malattia professionale. Dal 1991 i minatori ancora viventi (16.749) percepiscono un indennizzo per malattia professionale (silicosi)… e dire che per lavorare in Belgio dovevano godere di ottima salute !

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