Canalescuola progetto "Il mondo in classe"

2,116 views

Published on

Progetto didattico di Intercultura promosso da Canalescuola in una 1 classe scuola primaria con tutti bambini di differenti culture.

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
2,116
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
403
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Canalescuola progetto "Il mondo in classe"

  1. 1. IL MONDO IN CLASSE CLASSE… Anno scolastico 2009/2010 Anno scolastico 2009/2010 I.C. Merano 2 Classe I tempo pieno Scuola Primaria  G. Galilei Scuola Primaria “G Galilei”
  2. 2. Premessa Crediamo che per fare intercultura a scuola, non si debba fare altro che  g p p insegnare ai bambini a stare insieme, rispettarsi a vicenda e scoprirsi a  poco a poco, senza chiudersi reciprocamente in recinti culturali  stereotipati ma, al contrario, definirsi attraverso le proprie individualità e  molteplici appartenenze. E crediamo che una serena educazione interculturale di questo tipo possa  prevenire, in futuro, il manifestarsi di ideologie, culturalismi e  atteggiamenti di prevaricazione reciproca. atteggiamenti di prevaricazione reciproca Per farlo abbiamo cercato di insegnare loro a uscire dal proprio  isolamento, parlarsi dei propri bisogni e imparare a conoscersi, per  isolamento parlarsi dei propri bisogni e imparare a conoscersi per riconoscersi sulla base dei valori comuni nei quali crescere. Sono i valori della pace, della solidarietà, del rispetto reciproco, della  Sono i valori della pace della solidarietà del rispetto reciproco della cittadinanza, che ci accomunano tutti, al di là delle differenze.
  3. 3. Gioco: Trasferimento di schiena Gioco: Trasferimento di schiena Questo gioco serve a instaurare un rapporto pacifico e non  aggressivo. E’ una sorta di telefono senza fili di tipo gestuale.  Molti ragazzi non sanno avere rapporti sociali tranquilli. Hanno  bisogno di imparare a dominare i propri bisogni per orientarsi verso  l altro, devono demolire l ansia del contatto e accettare la vicinanza,  l’altro devono demolire l’ansia del contatto e accettare la vicinanza perché il contatto fisico non sia solo aggressivo. • Disponiamo i bambini in fila l’uno dietro l’altro e chiediamo  all’ultimo di disegnare una lettera sulla schiena del proprio  compagno che ha di fronte.  compagno che ha di fronte • Quando il trasferimento si è compiuto dall’ultimo bambino al  primo, questi disegnerà ciò che ha sentito alla lavagna. • Dopo alcune lettere è la volta dei numeri, che conoscono e  hanno imparato.  • Poi si confrontano il disegno di partenza e quello di arrivo: Poi si confrontano il disegno di partenza e quello di arrivo:  Quanto del messaggio originario è riconoscibile? 
  4. 4. Considerazioni in classe:  Considerazioni in classe • Considerazioni di tipo didattico sia sulle lettere  sia sui numeri. sia sui numeri • Considerazioni rafforzative sul loro  avvicinamento: come si sono sentiti i bambini  g nel trasferimento di schiena? Era sgradevole  avere qualcuno “ alle spalle “ e non sapere  cosa stava facendo?  cosa stava facendo?
  5. 5. Gioco: accarezzare il riccio Non tutti i bambini riescono a dirigere le loro emozioni verso l’esterno. Alcuni bambini  si chiudono in se stessi, si chiudono“a riccio”, e rendono difficile instaurare con loro una  relazione positiva. relazione positiva Questo gioco aiuta a sciogliere la tensione emotiva, comunicare emozioni e insegna a  lasciare spazio agli altri nella propria intimità. • Mettiamo i bambini in coppia: un bambino diventa il riccio, “si  chiude nel riccio”, arrotolandosi serratamente e immagina di  essere ferito e offeso. L’altro cerca di tirarlo fuori dal suo  isolamento: può accarezzare il riccio, parlargli, srotolarlo  isolamento: può accarezzare il riccio parlargli srotolarlo dolcemente, ecc. ma, naturalmente,non può cercare di  rompere la “ chiusura “ con violenza. • Diciamo che può essere di aiuto per schiudere il riccio  immaginare cosa si gradirebbe nella stessa situazione. Poi ci si  scambiano i ruoli.  scambiano i ruoli
  6. 6. Considerazioni in classe:  • Cosa ha vissuto ciascun bambino nei panni di  riccio? • Cosa ha vissuto nell’accarezzare il riccio? • Ch Che cosa ha sbloccato la tensione?  h bl t l t i ? • Hanno provato tutti cose simili o ci sono state  p resistenze e modi di aiutare del tutto  personali?
  7. 7. Gioco: assalto alla fortezza e parola d’ordine. Questi giochi servono a sperimentare la propria estraneità al  gruppo, la propria esclusione, ma anche il sentimento contrario,  g pp , p p , , la propria appartenenza al gruppo. Attraverso di essi i bambini  sperimentano le modalità idonee di accesso al gruppo. Gioco: disegno di gruppo su “rabbia comune” e “pace comune” Il confronto di gruppo su emozioni forti e contrastanti aiuta a  definirle e circoscriverle di significato. La classe viene divisa in gruppi di 3‐4 persone e ad ogni  La classe viene divisa in gruppi di 3 4 persone e ad ogni gruppo viene dato un foglio diviso in due metà: nella prima  viene espressa un immagine di rabbia e nella seconda  viene espressa un’immagine di rabbia e nella seconda un’immagine di pace. 
  8. 8. Considerazioni in classe: Considerazioni in classe: • R Recupero dei disegni “rabbia comune” e pace  d i di i “ bbi ” comune” e descrizione dei disegni. • Q li Quali sentimenti hanno provato i bambini nel  ti ti h t i b bi i l disegnare insieme la rabbia? Quali nel disegnare la  gioia? Nella gioia c è la pace? C è l armonia?  gioia? Nella gioia c’è la pace? C’è l’armonia? Soprattutto, hanno disegnato insieme? Ci sono stati  membri del gruppo che si sono fatti avanti e altri che membri del gruppo che si sono fatti avanti e altri che  si sono fatti da parte?
  9. 9. Gioco: costruiamo un’immagine  di gruppo. g g pp Questo gioco serve a far uscire i bambini dal proprio punto di  vista per costringerli ad entrare in un sistema comune. • Ogni bambino riceve un foglio da disegno formato  A3, poi viene assegnato il tema della pace tutti  A3 poi viene assegnato il tema della pace tutti iniziano a fare un disegno sul proprio foglio. Dopo  breve tempo, ad un segnale, passano il proprio foglio  breve tempo ad un segnale passano il proprio foglio al bambino che siede alla loro destra,il quale  aggiunge al disegno un ulteriore dettaglio, fino a  aggiunge al disegno un ulteriore dettaglio fino a quando non arriva l’ordine di passarlo di nuovo.
  10. 10. Considerazioni in classe: • Come appaiono le immagini una volta che  tutti i fogli sono tornati al bambino di  p partenza? • E’ stato difficile?  • Avrebbe senso aggiungere un secondo giro  per finire il disegno?
  11. 11. Considerazioni in classe: Considerazioni in classe: Si preparano i disegni dell incontro precedenti attaccati alla  Si preparano i disegni dell’incontro precedenti attaccati alla lavagna e al rientro i bambini raccontano com’è stato fare  questi disegni. I giudizi sono tutti positivi e nessuno ricorda  quale disegno è stato iniziato da loro. C’è forse qualche  l d è d l ’è f l h difficoltà a capire alcuni elementi dei disegni, più per la loro  originalità o strana forma, più che per altri motivi.  originalità o strana forma, più che per altri motivi. Alla fine la classe, autonomamente, riconosce i disegni come  appartenenti alla classe “I tempo pieno” più che agli individui.  “I disegni sono “nostri!!!” Un applauso condiviso alla classe  conclude le considerazioni.
  12. 12. Gioco: fare regali Molti alunni condividono la tradizione dei regali a Natale e tutti  quella dei compleanni. Si cerca di far capire alla classe la possibilità  quella dei compleanni. Si cerca di far capire alla classe la possibilità di regalare non solo cose materiali, ma anche donare momenti e  gesti che possono essere utili in momenti di difficoltà del nostro  prossimo. • Tutti i bambini scrivono il loro nome su un bigliettino. I  g bigliettini vengono mischiati e ogni bambino estrae un nome.  b l h b b Per quel bambino ognuno pensa ad un regalo del tutto  personale, lo scrive, o lo disegna e si firma.  • B Breve discussione di cosa significa regalo e dei momenti i cui  di i di i ifi l d i ii i si possono fare. Dopo numerosi esempi si da inizio al gioco dei  regali scrivendo prima i propri nomi (tutti autonomi) su un  bigliettino e poi estraendoli da un cestino per scoprire a chi si  bigliettino e poi estraendoli da un cestino per scoprire a chi si deve fare un regalo. Tutti, con l’aiuto degli adulti, hanno  donato qualcosa al compagno designato e lo hanno donato,  spiegandolo, davanti a tutta la classe.  spiegandolo, davanti a tutta la classe.
  13. 13. Considerazioni in plenaria: • Come si sentono i bambini che fanno i regali?  • Come si sentono quelli che li ricevono?  • E’ difficile a volte trovare un regalo adatto? E difficile a volte trovare un regalo adatto?
  14. 14. Gioco: ai miei ordini! E’ un’attività teatrale, in cui ogni bambino occupa la  scena e gli altri lo seguono e lo imitano. Lo scopo è  cercare di far emergere e far accorgere gli altri,  di  abilità nascoste. • Il bambino che occupa il centro del  cerchio si muove e agisce liberamente, gli  cerchio si muove e agisce liberamente gli altri attorno a lui, lo imitano.
  15. 15. Gioco: costruzione di una storia  Questo gioco evidenzia come da un conflitto non risolto si  generi quasi certamente un nuovo conflitto. • Disegno in quattro parti su queste consegne: g q p q g • 1)Immagina di essere un animale: che animale  vorresti essere? • 2)Disegnate ora un altro animale che vi appare  improvvisamente, con il quale avete già avuto una  p , q g discussione: è un pericolo? Un fastidio? Una  minaccia? • 3)Cosa succede a questo punto?  ) • 4)Come si conclude la storia?
  16. 16. Considerazioni in plenaria: Considerazioni in plenaria: • Ogni bambino presenta e discute la sua storia.  • Con quanta rapidità da un incontro casuale Con quanta rapidità da un incontro casuale  nasce un nuovo scontro se un vecchio litigio  non è risolto? è i lt ?
  17. 17. CLASSE I t.p. p
  18. 18. LA GATTA E IL SERPENTE (Erika) Una gatta è triste perché ha perso il suo collare. Il serpente ha preso il collare ed è contento di Crede che il serpente le abbia fatto un dispetto. aver fatto arrabbiare la gatta. La gatta vede il serpente con il suo collare e i Il serpente capisce di aver sbagliato e due animali cominciano a litigare. La gatta dàà chiede scusa. Allora i due animali scusa due belle pestate al serpente. diventano amici.
  19. 19. La riccia e la tigre dispettosa g p (Greis) ( ) C C’ era una volta una riccia. Era bellissima e riccia Un giorno arrivò una tigre dispettosa perché tranquilla. Abitava in un verde prato pieno di fiori voleva tutto il prato per lei. colorati. La tigre continuava a graffiare la riccia, che Ma un giorno la riccia riuscì a dare un poverina doveva sempre andare dal dottore per fortissimo spintone alla tigre che cadde e farsi curare le ferite sbatté la testa su un sasso e morì.
  20. 20. Il tigrotto e il serpente (Mohammed) Un tigrotto sta giocando allegramente. Arriva un serpente dispettoso che continua a Saltella e si diverte a calpestare l’erba. disturbare il tigrotto che gioca. Alla fine capiscono che il prato è grande e I due animali litigano; tutti e due vogliono a a t ga o; tutt og o o possono starci tutti e due Fanno la pace. Arriva due. pace stare nel prato. Sono molto arrabbiati. l’arcobaleno e gli uccellini volano nel cielo.
  21. 21. L’armadillo e la talpa (Jun) C’era una volta un armadillo molto furbo che abitava Una talpa, che credeva di essere molto più in una bella tana in un piccolo deserto. furba dell’armadillo, voleva rubargli la tana. Alla fine si fanno una promessa: l’armadillo Allora i due animali si misero a lottare un lascia la sua tana alla talpa ma la talpa ne pochino. La lotta non ffiniva mai perché erano é scava una uguale per l’armadillo. I due animali furbi e forti uguali. diventano amici…ma con le tane lontane!!
  22. 22. L’uccellino e il leone (Tezen/Lorenzo) C’era una volta un uccellino che si divertiva a Un giorno arrivò un leone dispettoso che volare con un suo amico nel cielo azzurro. vide i due uccellini. Il leone voleva mangiare gli uccellini. Faceva tanti Allora il leone capì che gli uccellini devono salti alti, ma non riusciva mai a prendere gli volare e li lasciò in pace. Il leone e gli uccellini. uccellini diventarono perfino amici.
  23. 23. La coniglia e la tigre (Samantha) C era C’era una volta una bella coniglietta che aveva Arrivò una tigre dispettosa e affamata. Vide la affamata una carota sotto il piede. coniglia che stava per mangiare le carote. Per finire di litigare la coniglia offrì le sue carote alla tigre ma non voleva essere La tigre voleva mangiare le carote ma mangiata. La tigre accettò e addirittura si anche la povera coniglietta. innamorò della bella coniglietta.
  24. 24. La delfina e la tartaruga (Sonia) C’era una volta una delfina che abitava in Un giorno arrivò una tartaruga che continuava a g g un grande mare bello pulito. dire alla delfina che era brutta. La delfina si arrabbiò e cominciò a litigare con la tartaruga. Mentre litigavano arrivò un struzzo. Disse alla Allora la delfina e la tartaruga diventarono delfina e alla tartaruga che erano belle tutte e due. amiche. Erano belle davvero perché anche una bambina le guardava.
  25. 25. Il cavallo e la balena (Egzon) Un giorno il cavallo incontrò una balena g C’era una volta un cavallo bello e buono. I C’ lt ll b ll b dispettosa. bambini si divertivano a salirgli in groppa. La balena diceva di saper cavalcare e il cavallo Arrivò una tigre che era una loro amica e diceva di saper nuotare. Ma non era vero!I due disse di fare la pace. animali cominciarono a litigare.
  26. 26. Il coccodrillo geloso (Adam) Un coccodrillo voleva entrare in acqua per La giraffa vide che il coccodrillo stava arrivando andare dall altra parte dell’isola. dall’altra dell isola. sulla riva dove c era lei e non voleva. c’era Il coccodrillo era ferito. Allora la giraffa lo Arrivò un temporale e la g a a non a sò ò u te po a e a giraffa o avvisò andò a curare e capì che anche se prima non il povero coccodrillo che fu colpito da un si va d’accordo, dopo un po’, si può anche fulmine. diventare amici.
  27. 27. La delfina e la balena (Key) La delfina viveva in un oceano pieno di pesci p p La balena non era stata invitata alla festa. colorati. Doveva festeggiare il suo compleanno Allora, i idi All invidiosa e arrabbiata, di notte rubò bbi t tt bò e aveva preparato dei biglietti d’invito. un biglietto d’invito alla delfina. Alla mattina la delfina si accorse del La rincorse e la punse. La balena scoppiò perché era furto e vide scappare la balena con il solo un palloncino. biglietto.
  28. 28. La tigre e il leone (Eljon) Una bella tigre abitava nella giungla ed Un giorno arrivò un leone arrabbiato e era f li felice. dispettoso. Voleva avere tutta la giungla per sé. La tigre non era d’accordo che il leone Gli uccelli cominciarono ad andare addosso si prendesse tutto il territorio e allora al leone e lo beccarono. Il leone scappò via. chiamò in aiuto gli amici uccellini.
  29. 29. Una talpa dispettosa (Ismael) Una talpa continuava ad infastidire il leone ed era Un bravo leone se ne stava tranquillo sull’erba. q gelosa perché il leone aveva tutto il posto che voleva per correre Il leone non voleva che la talpa giocasse nel Dopo tante litigate i due a opo ta te t gate animali cap o o che a capirono c e suo territorio e cominciarono a litigare. essere amici è più bello e che insieme si possono fare tanti giochi.
  30. 30. La balena e il pescespada (Daria) C’era una volta una bella balena che Un giorno arrivò un pescespada che con la nuotava nel mare. sua spada voleva graffiare la povera balena. La balena cominciò a nuotare Il pescespada cap c e litigare è u a cosa capì che t ga e una velocemente e il pescespada la inseguiva. brutta e chiese alla balena di diventare sua La balena riuscì ad arrivare a casa. amica. La balena disse di sì e cominciarono a giocare insieme.
  31. 31. Gioco: ci apparteniamo Gioco: ci apparteniamo Attraverso questo gioco l appartenenza al  Attraverso questo gioco l’appartenenza al gruppo “la classe I tempo pieno” viene sancita.  • I bambini a turno costruiscono un cruciverba  con i nomi della classe intrecciati uno con  l’altro. Per entrare nel gruppo, devono riuscire  ad inserirvi il loro nome. ad inserirvi il loro nome.
  32. 32. Gioco: questo posto è mio Gioco: questo posto è mio Questo gioco mette in evidenza come i bambini manifestano le  g f proprie esigenze in modo diverso, come siano ostinate oppure  cedevoli, come possano essere facilmente aggressive oppure  riescano sempre ad ottenere ciò che vogliono dialogicamente. • Ogni bambino,  posto al centro di un cerchio di  g p compagni, difende dialogicamente la sua  proprietà cedendo/non cedendo agli attacchi,  proprietà cedendo/non cedendo agli attacchi richieste, lusinghe del compagno.
  33. 33. Gioco: cosa mi da fastidio?  Attraverso questo gioco, autentico laboratorio di  democrazia, il gruppo viene a conoscenza di cosa da  fastidio al singolo e li può far reagire aggressivamente o  in modo non adeguato e di ciò che va cambiato con  urgenza perché da fastidio a tutti. • Ogni bambino disegna cosa gli da fastidio a  scuola.
  34. 34. Considerazioni in classe:  Considerazioni in classe: • Ogni bambino spiega il proprio fastidio agli  altri compagni altri compagni • I fastidi vengono discussi insieme • I disegni vengono collocati all’interno di un  cerchio disegnato sul pavimento per dare  cerchio disegnato sul pavimento per dare rilevanza ai fastidi che si ripetono • Il f tidi iù “ tt Il fastidio più “gettonato” viene discusso fino a  t ” i di fi trovare una soluzione comune
  35. 35. Gioco: la buca delle lettere e i messaggi di pace Dopo uno scatto d’ira è difficile scusarsi, tornare a lavorare o a giocare  di nuovo. Molti bambini si calmano rapidamente ma solo a stento lo  di nuovo Molti bambini si calmano rapidamente ma solo a stento lo riescono a comunicare con le parole. Può essere utile avere una buca  delle lettere dove depositare messaggi di pace. • Ogni bambino costruisce la propria buca delle  lettere e la mette sul proprio banco. Poi  lettere e la mette sul proprio banco Poi costruisce alcuni messaggi di pace e li infila  nelle buche delle lettere dei compagni ll b h d ll l d i i
  36. 36. Considerazioni in classe: • Si fa presente ai bambini che può essere utile  p p talvolta riappacificarsi per iscritto, soprattutto  quando non si riesce a farlo con le proprie  quando non si riesce a farlo con le proprie parole
  37. 37. Gioco: la mia estate Gioco: la mia estate Attraverso questo gioco alcuni bambini possono dare  Attraverso questo gioco alcuni bambini possono dare agli altri la possibilità di iniziare a scoprire e partecipare  una parte della sua vita che è lontana e personale:  una parte della sua vita che è lontana e personale: luoghi e persone che compongono la propria storia e  identità • Ogni bambino disegna quella che immagina  sarà la sua estate: dove andrà? Chi vedrà?  Quali luoghi lontani visiterà?
  38. 38. Considerazioni in classe: • Ogni bambino spiega agli altri compagni cosa  farà durante l’estate, quale paese visiterà,  f à ’ à quali persone spera di incontrare e quali  potrebbero essere le proprie emozioni. 
  39. 39. CLASSE I tempo pieno CLASSE I tempo pieno Scuola Primaria “Galileo Galilei” Istituto Comprensivo Merano 2 Anno scolastico 2009/2010
  40. 40. Corso di fromazione tenuto da: CANALESCUOLA SOC COOP Via VOLKENSTEIN 6 BOLZANO‐BOZEN info@canalescuola.it apecunia@canalescuola.it p @ mgirardi@canalescuola.it Dott. Maurizio Girardi, psicologo, specializzato in psicopatologia  dell’apprendimento, consulente del Comitato provinciale di valutazione  p per la qualità del sistema scolastico della provincia autonoma di Bolzano,  q p , psicologo di comunità per minori, socio e consulente formativo di  Canalescuola. Dott. Andrea Pecunia, pedagogista, specializzato in politiche, strategie e  competenze educative dell’Interculturalità”, collaboratore della Libera  d i d ll’I l li à” ll b d ll Lib Università di Bolzano, responsabile area formazione interculturale di  Canalescuola.

×