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Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine

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Scientific research in Italian (and Friulian) on female migration from Friuli, Northeast of Italy, with the cooperation of the Ethnographic Museum of Friuli. A survey from the sixteenth century to the "short century", described by Eric Hobsbawm

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Feminis tal forest_donne all'estero_elio varutti_istituto stringher udine

  1. 1. Feminis tal forest / Donne all’estero Ricerca sull’emigrazione femminile dal Friuli Venezia Giulia Istituto Statale d’Istruzione Superiore “B. Stringher” Udine Laboratorio di Storia, Progetto «Il Secolo breve in Friuli Venezia Giulia», con il sostegno dalla Fondazione CRUP. Hanno collaborato gli allievi della classe 5 ^ D Ristorazione Anno scolastico 2013-2014 Coordinamento didattico: professoresse Carla Maffeo (Italiano e Storia), Cinzia Lodolo (Sostegno), novembre 2014. Dirigente scolastico: dottoressa Anna Maria Zilli. Networking: prof. Elio Varutti, Economia e Gestione dell’Azienda Ristorativa Una parte del presente elaborato è stata oggetto di una conferenza aperta al pubblico del 6 marzo 2012, presso il Museo Etnografico del Friuli, Udine. Si ringrazia la dottoressa Tiziana Ribezzi per la cortese collaborazione e per la diffusione delle immagini dei Civici Musei di Udine.
  2. 2. Il mercato delle “Sedonariis” • Fino agli anni ’50 del Novecento iniziava proprio nel portico di Palazzo Giacomelli a Udine la fissazione del prezzo dei fusi e dei mestoli in legno che le donne di Claut e della Carnia andavano poi a vendere in città, di porta in porta. • Fonte: Caterina Eleonora “Rina” Bernardinis (Castiglione delle Stiviere, MN 1908- Udine 2010), intervista del 24.10.1995.
  3. 3. “Sedonariis” perché? In lingua friulana “sedon” significa cucchiaio. Si potrebbe tradurre il loro mestiere con la parola di “mestolaie”. L’osteria da “Fusâr”, di Via Pradamano, a Udine, reca quel nome (il fusaio, o fabbricatore di fusi per filare), proprio in onore di quelle donne, che, gerla in spalla, ripiena di mercanzia, affrontavano, camminando, i percorsi dei loro tentativi di vendita domiciliare. «A vignivin di Claut – ha detto il signor Gino Nonino, di Baldasseria – e a lavin a durmî tal toglât dai Roiats lì di Fusâr» (Venivano da Claut, in provincia di Pordenone, e andavano a dormire nel fienile dei Roiatti, da Fusâr). In un’altra intervista si è saputo che «Me nono Zuanin Roiatti, nassût tal 1863 e muart tal 1941 – ha riferito Elsa Roiatti - che al faseve l’ustîr, al dave di durmî ai fusârs e a lis sôs feminis e alore ducj lu clamavin fusâr» (Mio nonno… faceva l’oste e dava da dormire ai fusai e alle loro donne e allora tutti lo chiamavano fusâr). Erano donne di Cimolais e Claut, in provincia di Pordenone, oppure della Carnia. C’era una certa Letizia Sottocorona, da Collina di Forni Avoltri. Dalle 293 interviste, raccolte dai ragazzi dello Stringher nel 2004, si è saputo che “lis sedoneris” venivano chiamate anche con altri appellativi. Ad esempio “lis montagnaris”, poiché scendevano coi carri e i loro uomini, dalle montagne...
  4. 4. Crame, crassigne, refe, cassele, baûl, zei, cosse. Collezione Ciceri, Museo Etnografico del Friuli Museo Carnico delle Tradizioni Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo Krachse = cassetta
  5. 5. Le donne dei cramârs (venditori ambulanti) restavano in Carnia. Legate all’emigrazione del marito, del padre, dei fratelli e dei figli, dovevano gestire la famiglia e l’azienda, ossia gli affari della “fraterna compagnia”. Altre donne emigravano. Statuetta del presepe (8 cm) di terra cotta. Rappresenta il venditore ambulante. È detta “santon”, Sanit Remy de Provence, Francia 2008 (Collezione privata, Udine)
  6. 6. ASUd (Archivio di Stato di Udine), ANA, b 3770, Notaio Valentino Gussetto, Rigolato, 4 ottobre 1697 Anna Pustetta Cramaria, moglie di Bartolomeo Pustetto Mattelialist promette a Nicolò Colinassio di Comeglians una “Potenta” (Patente) per 18 fiorini. Il Colinasio promette di pagare nel 1698 fiorini 24 Più alle “Ferie Paschali” la seconda rata 20 fiorini e ultima rata al venturo San Michele fiorini 20
  7. 7. 8 Donne di Forni di Sopra morte in Veneto e Trentino 1754-1849 15.3.1754 Leonarda Toniutti, Castel Tesin, TN 16.9.1793 Catharinae Dorigo, Avolani (Volano, TN) 19.1.1794 Giovanna figlia di Antonio Colman d.o di Santa, 48 anni, Dosoledo di Comelico, serva in casa del nobile Zandonella 26.3.1805 Maragarita De Santa Suol, Venetiis 9.6.1806 Magdalena De Santa, Venetiis 20.6.1824 Maria Pieli Perisutti, 27 anni, Calalzo Cadubrii 4.8.1849 Valentina Ruardi, nubile 25 a., Chioza, colera 8.10.1849 Martina Ruardi, 25 a., Chioggia, colera Archivio Parrocchiale di Forni di Sopra
  8. 8. Pupazzo (cm 14,50) rappresentante il venditore ambulante di giocattoli. È un “Räuchermann” (fumigatore d’incenso). Comprato a Dresda (Germania), aprile 2011. Il basto è simile a quello usato dai cramari della Val Badia (provincia di Bolzano). Se il mercato lo richiedeva, vedeva anche forbici e tabacco. Collezione privata Udine
  9. 9. ASUd (Archivio di Stato di Udine), ANA, b 4794, Protocollo di Floriano Antonio Morocutti, Nodaro di Tausia in Cargna, 1775
  10. 10. Maria o Marianna Scalla, vedova di Giuseppe Antonio Cortolezzis, sposa in seconde nozze di Osualdo Antonio, figlio di Domenico Morocutti di Zenodis riceve una dote di 200 ducati e il marito Morocutti li investe “in rinforzo dei negozj e giri che tiene nelle Parti della Germania”. Anche a favore dei “beni mobili e stabili esistenti tanto in Germania quanto in Italia”. Agisce una “fraterna compagnia” Morocutti (abili cramârs) come nelle mercatura veneziana.
  11. 11. Marianna Scalla, moglie di Osualdo Morocutti (1730?- 1785), speziale da Zenodis, Treppo Carnico in Baviera e Austria. Lei nel 1763 dilaziona un credito della ditta Plazota su garanzia di tessuti depositati a Salisburgo. Nel 1782 ottiene un finanziamento con Simon Mussinano dalla Veneranda Chiesa di Sant’Agnese di Treppo Carnico. ASUd, ANA, bb 3451, 4793-4795. Olio su tela Civici Musei di Udine
  12. 12. ASUd (Archivio di Stato di Udine), ANA (Archivio Notarile Antico), b 4794, Protocollo di Floriano Antonio Morocutti, Nodaro di Tausia in Cargna, 1775
  13. 13. Orsola Cussina, moglie di Giovanni Battista Cussina (1713-1774), di Treppo Carnico. Ebbe 9 figli. Giovanni fu “libero commerciante” a Mannheim. Il quarto figlio, Domenico o Dominik Cussina (1748-1817) fu commerciante di Kaiserslautern, consigliere comunale e “sindaco per un anno” dal 1789 al 1795. Alle figlie, Maria e Cattarina, toccò una dote di 200 ducati ciascuna. Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, 6, 2000. Olio su tela, Civici Musei di Udine
  14. 14. Carolina Pagliarucci-Kieselstein (?- 1818) di Malborghetto, moglie di Antonio Ernesto II di Canal (?-1844), imprenditore fabbrile. Lui era proprietario di fucine e di boschi. Bollettino delle Civiche Istituzioni Culturali, 9, 2005. Olio su tela, Civici Musei di Udine
  15. 15. Archivio Parrocchiale di Forni di Sotto, Defunctorum Liber Tertius, 1742-1821. 1783 - IL SUICIDIO DI ANZOLETA, LASCIA 4 FIGLI
  16. 16. Quattro donne di Forni di Sotto morte in Veneto, Lombardia, Trentino 1804-1820 3.12.1804 Pasqua ved. Quondam Tomaso Segatto, Auronzo 6.12.1811 Orsola Segatti Bagatin, moglie del q. GioBatta q. Simon Polo Zangrand, 49 anni, Ospitale di Ostiglia, Dipartimento del Minzio, MN 4.5.1818 Benedetta q. Osualdo Sberla moglie di GioBatta Segatti di Martin, Alla di Trento 3.3.1820 Marianna q. Natal Nassivera “Michilin”, moglie di Giovanni q. Lazzaro Sala, 41 a., Ospedale Civico di Belluno Archivio Parrocchiale di Forni di Sotto
  17. 17. Archivio Parrocchiale di Forni di Sopra, Liber Mortuorum, 1748-1848 28.04.1847 - Due “corpuscula” femm. di Giuseppe Ruardi e Lucia Ticcò. Ostetrica del Cadore: Lucia De Martin Tramonti.
  18. 18. Donne friulane in Egitto Molte donne del Friuli austriaco (Cormons, Gorizia, Aquileia, Fiumicello) dalla metà dell’Ottocento si recarono in Egitto per servire nelle famiglie agiate. Erano preferite poiché più istruite Civici Musei di Udine di altre donne.
  19. 19. Passaporto della portatrice Lucia di Fortunato De Santa, 40 anni, moglie di Coffen Alessandro Nena, andata e ritorno fino a Treviso. FINE
  20. 20. E IN PAESE CHI RESTAVA? Donne sole o con i vecchi al lavoro con la gramola, utile a separare le fibre della canapa e del lino utilizzabili in tessitura dalle fibre legnose della pianta. Civici Musei di Udine
  21. 21. Civici Musei di Udine
  22. 22. Fornaciai in Germania a fare mattoni, coppi, pianelle…. Civici Musei di Udine
  23. 23. Maddalena Contardo, Rive d’Arcano, 1892. Lettera al fidanzato “Amatissimo Pietro”, fornaciaio a Friedrichshafen, in Baden- Württemberg Collezione Sergio Burelli, Fagagna
  24. 24. Maddalena Contardo, Rive d’Arcano, 1892 I fornaciai emigrarono fino al 1914 Collezione Sergio Burelli, Fagagna
  25. 25. Emigranti di Forni Avoltri in Austria, 1898. Dal libro di Tullio Ceconi
  26. 26. Donne friulane in Svizzera Nei primi anni del Novecento è destinazione dei flussi di muratori, fornaciai e artigiani. Fu meta soprattutto di emigrazione femminile dal 1951. Molto richieste le governanti, le bambinaie e le donne di servizio. In seguito le donne emigranti entrarono pure nelle fabbriche, in qualità di operaie. 1904 - Ragazze di Forni Avoltri a San Gallo, Svizzera. Al lavoro come sarte. Dal libro di Tullio Ceconi, Tracce di storia per immagini, 1996
  27. 27. Una venditrice ambulante nel Nord Europa Civici Musei Udine I terrazzai di Cavasso Nuovo nel 1910 sono emigranti in Francia e Olanda. Alcuni di loro avevano le loro spose che facevano le venditrici ambulanti.
  28. 28. Terrazzai di Cavasso Nuovo (PN). Nell’800 lavoravano in Friuli, Veneto e Tirolo. Nel ‘900 in Austria, Germania, Francia e Olanda. Qualcuno di loro divenne bravo Foto Collezione di Maurizio Corrado, Udine. mosaicista. Primi anni del ‘900. “Licôf di teraçârs”. Brindisi di terrazzai. Pietro Alvise Corrado (1874-1933), primo a destra.
  29. 29. 1) Emigrazione del Sei-Settecento, l’epopea dei cramars. Nel 1679 sono assenti in Carnia 1690 persone, 49 donne. 3% (Nicolò Corner, Elenco assenti dalla Patria). 2) La seconda fase dell’emigrazione va dal 1813 al 1866, quando il Friuli appartiene al Regno Lombardo Veneto. Nel 1818 chiude l’opificio di tessitura Linussio di Tolmezzo, fondato da Jacopo Linussio, nel 1740. Secondo Antonio Zanon era “il maggiore in Europa”. Durante il dominio austriaco il Friuli vede molta emigrazione. Più che tessitori e boscaioli, il mercato cerca fornaciai, muratori, scalpellini per costruire le nuove parti delle città dell’Impero, a partire da Vienna e Budapest. Tra il 1857 e il 1880 il movimento annuo di emigranti temporanei si aggira attorno ai 14 mila lavoratori, in base ai censimenti. 3) Dal 1877 inizia pure l’emigrazione transoceanica, verso l’America, inaugurando così una nuova ed ultima fase dei flussi migratori. Tra le cause dell’esodo c’è la famosa tassa sul macinato, oltre allo sviluppo demografico, la pressione degli usurai ed altro. Nel 1907 emigrano dalla provincia di Udine (che comprendeva pure il Pordenonese) 35 mila e 512 persone, come si vede nella tabella n. 1, con mete prevalenti di tipo europeo e mediterraneo. Invece, secondo Guido Picotti, ispettore del lavoro, in una inchiesta di poco successiva, gli emigranti sarebbero addirittura 89.316. Più del doppio, con 30 milioni annui di risparmi, anziché 20 milioni, come riportato da Giovanni Cosattini. Tabella n. 1 – Emigranti della provincia di Udine, 1907 Per gli stati europei e bacino del Mediterraneo 31.818 Per i paesi transoceanici (Argentina e Stati Uniti) 3.694 Totale 35.512 Fonte: G. Cosattini, L’emigrazione temporanea del Friuli, 1904
  30. 30. 1904 - Ragazze di Forni Avoltri in Svizzera (S. Gallo) sarte Dal libro di Tullio Ceconi, Tracce di storia per immagini, 1996
  31. 31. Marianna Della Pietra, portatrice, “percentuali pagate il 1° maggio 1908 (Archivio Cooperativa Alto But, b. Pagamenti) Fotografia dei Civici Musei Udine
  32. 32. Maria Regina Conighi, Abbazia 1909, morì nel 1955 esule da Fiume a Udine Collezione privata, Udine
  33. 33. 20 giugno 1913 Alla Cooperativa di Consumo di Calalzo [provincia di Bolzano] dalla Cooperativa di Forni di Sopra [provincia di Udine]. Proposta di vendita di rastrelli da fieno a lire 1,40 l’uno. “…se ci stanno bene scriveteci che ve li faremo avere a mezzo di una donna che manderemo apposita”. Archivio della Cooperativa di Consumo di Forni di Sopra, Copialettere 1913-1915
  34. 34. 1917 - Rotta di Caporetto. Famiglie, donne profughi in tutta Italia. Cambio della guardia germanica in Piazza Vittorio Emanuele II, 1918.
  35. 35. DONNA AL VOLANTE - Gita ad Ampezzo, 1923. Collezione fam. Diana, Enemonzo
  36. 36. La storia di Liute Lea Domini “Liute” (1912-2008), con la sorella Ester, del 1908, lavorarono come domestiche a Venezia. Erano sorelle di don Orfeo Domini, parroco di Colloredo di Montalbano. Con i fratelli emigranti in Francia, Lea dopo alcuni anni all’orfanotrofio di Via Deciani a Udine, andò a servire nella famiglia dell’avvocato Franceschinis di Venezia, casa in Canal Grande. In estate l’avvocato villeggiava a Martignacco, nella casa ove oggi c’è la caserma dei carabinieri. Fonte: fam. Burelli, Fagagna
  37. 37. Lucia, nata a Udine. Per il lavoro del marito, emigrata a Milano, 1941. Collezione privata, Udine
  38. 38. Luciano Daboni, Trieste figlio di Guido Dabovich, famiglia italiana di Perasto, Bocche del Cattaro. Montenegro.
  39. 39. Squadra femminile della organizzazione Todt, Udine 1945, con sfollate Collezione fam. Secco , Udine
  40. 40. Donne istriane profughe al Villaggio Metallico, Udine. La “Baraca Ciesa”, 1952. Collezione Onorina e Vittore Mattini, Udine
  41. 41. Donne in una fabbrica di mattoni in Francia, anni 1950-’60. Civici Musei Udine
  42. 42. Squadra femminile di istriane per il “Zogo del corno”, 1949 a Feletto Umberto Collezione Onorina e Vittore Mattini, Udine
  43. 43. 1949-1954 - Lidia Illusigh, esule da Pola (1927-2006). Ricerca di Massimiliano Rosso, Martignacco – classe 5^ C Turistica Istituto Stringher Collezione Sergio D’Ecclesiis, Pasian di Prato, UD
  44. 44. Vittorina Olivieri, di Udine, fine anni ‘50 seguì i fratelli emigrati in Canada e li aiutò (con lavori domestici) per oltre due mesi. Vancouver 1959. Benedizione delle prime macchine arrivate dell'Italia, per ravioli e tortellini da parte di Padre della Torre, con Petronio Olivieri. Collezione Petronio Olivieri, Vancouver, Canada.
  45. 45. L’emigrazione friulana ebbe termine nel 1969, secondo la sociologa Elena Saraceno. - E. Saraceno, Emigrazione e rientri. Il Friuli - Venezia Giulia nel secondo dopoguerra, Il Campo, Udine, 1981.
  46. 46. Ringraziamenti a: prof.ssa Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina, Isis “B. Stringher”, Udine. Prof.ssa Silvana Londero, per le traduzioni dal tedesco e dal francese. All’Amministrazione comunale di Kaiserslautern (Germania). Agli operatori e ai direttori degli archivi e dei musei. Ai prestatori delle fotografie. FINE Forni di Sopra, 2010

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