Giorno del Ricordo
Insegnare
l’esodo
giuliano
dalmata.
I Campi
Profughi
istriani in
Toscana
29 febbraio 2016
Palazzo Garzolini
Via Gemona, 92
Udine
Associazione dei Toscani inFVG
Dopo il giorno 8 settembre 1943, data della comunicazione
pubblica dell’armistizio tra gli alleati angloamericani e il
governo italiano di Badoglio, inizia l’esodo di italiani dalla
Dalmazia, da Fiume e dall’Istria.
25 aprile 1945 – Fine II Guerra mondiale. Festa della
Liberazione.
10 febbraio 1947 – Trattato di pace di Parigi, Diktat. Terre
adriatiche perse a favore della Jugoslavia. Nasce il TLT.
C’è l’esodo per evitare le violenze degli iugoslavi, come l’uccisione
nelle foibe (voragini del Carso). Gli iugoslavi sono spinti dal sentimento
di vendetta per le atrocità patite nella guerra fascista e per la pulizia
etnica voluta da Tito.
5 ottobre 1954 – Memorandum di Londra. Trieste torna all’Italia 26.10.1954.
10 novembre 1975 – Trattato di Osimo. Confini orientali definitivi.
“Il maresciallo Harzarich l’aveva regalata a mio zio – dice la signora
Marisa Roman, nata a Parenzo nel 1929 – che si chiamava Gino
Privileggi, per ricordare suo fratello Carlo Alberto Privileggi, finito tra le
vittime riesumate dalla foiba di Vines dai pompieri di Pola”.
Fu proprio Harzarich ad esumare i corpi degli italiani d’Istria, gettati
nella foiba dai partigiani iugoslavi.
Scoprire la campana
d’allarme del camion
dei pompieri del
maresciallo Arnaldo
Harzarich non è cosa
di tutti i giorni. Si
trova a Tricesimo,
provincia di Udine, a
villa Berlam.
Intervista del 2014
“Mio papà non mi ha mai parlato dell’esodo – ha detto Graziella
Dainese, nata a Rovigo nel 1951 ed oggi residente a Portogruaro, in
provincia di Venezia – el me diseva de star zita anche se vedeva
carabinieri o polizia, lui gaveva sempre paura e dopo la mia maestra alle
elementari gà da el tema sulla famiglia e mi gò scrito quel che savevo,
alora la maestra gà ciamado i genitori che se gà rabiado con mi”.
I genitori della professoressa Graziella Dainese sono Elvira Casarsa, nata
a Parenzo nel 1928, “jera el Regno d’Italia”, oggi in casa di riposo
Francescon a Portogruaro e Franco Leo Dainese, nato a San Michele al
Tagliamento nel 1924 e morto a Gorizia nel 1987. Era perito agrario e ha
lavorato in diversi zuccherifici.
Graziella Dainese e sua madre
Elvira Casarsa a Parenzo nel 2013
Dainese e Casarsa fuggirono da
Parenzo “dopo el ribalton, ossia
quando che riva i titini e i la fa da
paroni”. Elvira e Franco si
conoscevano, ma non erano sposati.
Franco Dainese nel 1946 si
trasferisce da certe zie di Loreo, in
provincia di Rovigo, mentre Elvira
Casarsa, dopo l’assenso all’opzione per
l’Italia da parte delle autorità jugoslave,
datato il 3 maggio 1948, parte in piroscafo
il successivo 20 ottobre.
Luciano Guaita, direttore del CSP di Udine, il 29 ottobre 1948 consegna
a ogni profugo della famiglia Casarsa un “sussidio straordinario di 500
lire” dalla Direzione Centrale dell’Assistenza Post Bellica, dipendente
dal Ministero dell’Interno. Poi li destina al Centro Raccolta Profughi di
Lucca, dove stanno per un anno e mezzo. L’amore sgorga nel Campo
Profughi toscano: Evira e Franco, che già si conoscevano, si sposano il
12 settembre 1949, nella parrocchia di San Frediano a Lucca.
Intervista del 2015 con raccolta di documenti
Parte posteriore del
"Passaporto provvisorio"
dei componenti della
famiglia Casarsa di
Parenzo, profughi istriani
che passano per Cittanova
(timbro di Novigrad, in
alto a destra) per il
Campo del Silos di
Trieste (timbro tondo in
basso) e per il Centro di
Smistamento Profughi di
Udine (timbro in alto a
sinistra). Destinazione:
CRP di Lucca.
Riconoscimento della
qualifica di "profugo" per
Luigi Casarsa, nato a
Parenzo, rilasciato dalla
Prefettura di Lucca il 24
settembre 1949.
Il documento è emesso
nel 1958, per uso
burocratico.
Collezione Elvira Anita Casarsa,
nata a Parenzo; residente a
Portogruaro (VE). Intervista di
Elio Varutti del 28 novembre 2015
alla signora Graziella Dainese
(Rovigo 1951), a Portogruaro.
Irma Gramatica, all'anagrafe Maria Francesca Gramatica (Fiume,
25.11.1867 – Tavarnuzze (FI), 14.10.1962), attrice italiana.
Ester Mazzoleni
(Sebenico, 12 marzo 1883
– Palermo, 17 maggio
1982) è stata un soprano
italiano.
Quanti sono i profughi italiani d’Istria, di Fiume
e della Dalmazia?
350 mila, secondo padre Flaminio Rocchi, 1990.
250 mila, secondo Raoul Pupo 2005.
230 mila, secondo Amedeo Colella, relazione del
24.02.1956. Ritiene che il 15% della popolazione
sfugga al censimento stimando in 270.000 i profughi
istriani e dalmati. Opera Assistenza Profughi Giuliani
e Dalmati.
ROBERTA FIDANZIA – ANGELO GAMBELLA, Il censimento dei profughi adriatici nelle carte dell’Opera Assistenza Profughi Giuliani e
Dalmati, Rivista di Storia e Cultura del Mediterraneo, 2, 2013.
Quanti sono gli infoibati?
4-5 mila, secondo Guido Rumici, 2010.
Centri Raccolta
Profughi in
Italia.
Erano 109
(Rocchi),
oppure 140
(Rumici)
Dislocazione Profughi giuliano dalmati in Italia
PROGRAMMA EDILIZIO
Centro Nord 136.116 11.157 in Lombardia
12.624 in Piemonte
18.174 nel Veneto
65.942 in Friuli Venezia Giulia
…
Sud e isole 11.175
totale 147.291
Fonte: Opera Profughi, Piano abitativo
Un altro dato scaturì da uno studio su circa 85.000 profughi, da cui si
deduce che oltre 1/3 scelsero di stare nelle grandi città (Trieste, Roma,
Genova, Venezia, Napoli, Firenze, ecc.). Opera Profughi, tuttavia, non
mancò di appoggiare le comunità che elessero loro domicilio le province
meridionali d'Italia. L'esperimento più rilevante si ebbe in Sardegna,
nelle località di Fertilia, dove trovarono sistemazione oltre 600 profughi.
Il programma alloggiativo dell'Opera Profughi ebbe maggior sviluppo in
quelle località dove risultava più consistente l'affluenza dei profughi:
Pescara, Taranto, Sassari, Catania, Messina, Napoli, Brindisi. Gli sforzi
dell'ente si concentrarono verso quelle zone che permettevano una
reintegrazione possibile del profugo e dove era più gradito il domicilio
sia per ragioni economiche sia per ragioni sentimentali e umane. I
programmi edilizi più importanti sul territorio nazionale italiano furono
varati a Roma (Villaggio Giuliano-Dalmata), Trieste, Brescia, Milano,
Torino, Varese e Venezia. Qui il programma abitativo dell'Opera arrivò a
realizzare circa 2.000 case, a Trieste 3.000 e in provincia di Modena fu
realizzato un organizzato Villaggio San Marco a Fossoli di Carpi per
accogliere soprattutto i profughi dalla zona B dell'Istria.
La poetessa Lina Galli (Parenzo
1899 – Trieste 1993 assieme a
Fulvio Tomizza (Materada di
Umago, Istria, 1935 - Trieste 1999),
scrittore di frontiera
Poetessa, pubblicista, saggista e
appassionata di ricerche
etnologiche, Anita Forlani è nata a
Fiume nel 1930.
Centri Raccolta Profughi in Toscana
1. Marina di Massa, dal 1947, fucilate degli anarchici, sommossa
femminile. «Siamo arrivati a Marina di Massa e ci han messo in un angolino
con tre materassi distesi per terra». Franco S.
2. Migliarino Pisano, rischio inondazione alle tende, evacuazione a
Tirrenia
3. Marina di Carrara
4. Forte dei Marmi (Lucca)
5. Tirrenia (Pisa)
6. Calambrone (Pisa)
7. Carrara
8. Lucca, si riempie di sfollati garfagnini e versiliesi, chiude nel 1956
9. Coltano (Pisa)
10. Arena Pisana, San Giuliano Terme (Pisa)
11. Livorno, città che accolse profughi friulani nel 1917
12. Firenze, Manifattura Tabacchi, Via Guelfa «Al campo di Firenze c'era la
mensa... Si andava con una pignatta e si prendeva: eri in quattro in famiglia, e
ti davano quattro porzioni, quattro panini, quattro mele. E questo era così a
Firenze. Che a Firenze siamo stati tre o quattro mesi». Luigi P.
13. Laterina, (Arezzo)
14. Siena
Myriam Andreatini Sfilli, Flash di una giovinezza vissuta tra i cartoni,
copertina di Michele Iurlo. [Trieste], Alcione, 2000. Racconto nel
Campo Profughi di Firenze, allestito alla ex Manifattura Tabacchi.
La Manifattura, per
grande parte opera
dell’Ing. Pier Luigi
Nervi è una delle più
significative espressioni
del patrimonio
industriale del nostro
paese.
Il complesso, inaugurato
nel 1941, si è mantenuto
nella sua interezza
(Italia Nostra).
Me ricordo del Campo profughi de Firenze, un
vecio fabricado vodo e adibido ai profughi; jera
i divisori coi cartoni e le sorelle Zanetti le xe
stade così per qualche anno. [è la ex Manifattura
Tabacchi di Firenze].
I aveva messo profughi italiani de l’Istria perfin
ne le Cappelle Medicee, perché no jera posto.
Nei primi anni Cinquanta jera tanti profughi a
Firenze, mi li gò visti, perché da Forlì, dove con
mio marito e i fioi jerimo esuli da Fiume,
andavo a trovar le mie zie Zanetti ”.
Ha raccontato Miranda Brussich vedova
Conighi, nata a Pola nel 1919 e morta a Ferrara
nel 2013.
Laterina (Arezzo) 1951 - Profughi partecipanti a una processione all'interno del campo. In
primo piano bambini e bambine con i vestiti della Prima Comunione. Dietro di loro una statua
con l'effigie della Madonna, portata a spalla da alcuni uomini. Si nota, insieme a quella dei
profughi, la presenza di un sacerdote e di un carabiniere partecipante alla cerimonia.
Centro Raccolta Profughi, Laterina 1949, processione delle donne.
Notare il fazzoletto devozionale delle anziane
Classe di studenti al CRP di Lucca, 1951. Si riconoscono, davanti al
maestro, Mafalda Giovanutti assieme ad altre tre sorelle, tra cui Anna
Maria, a destra. Rimasero in campo dal 1948 al 1951.
CRP di Marina di Carrara, Massa Carrara
CRP Lucca, anni 1946-1947 circa, famiglia Andretti, tra cui Mario Andretti (Montona,
28 febbraio 1940) pilota automobilistico italiano naturalizzato statunitense, attivo sia
negli Stati Uniti sia in Europa. Campione del mondo 1978.
CRP di Migliarino Pisano, provincia di Pisa, 1949; fonte: Shamira
Franceschi, Livorno, 2014
Nonno Checo al CRP di
Migliarino Pisano, fonte:
Shamira Franceschi,
Livorno 2014
Il primo uomo da dx è il bisnonno
Checo, il bambino inginocchiato è lo zio
Giannino, sulla sinistra la zia Maricci e
la figlia. fonte: Shamira Franceschi, Livorno 2014
Tona Bertotto, a sx, con ragazze del Campo Profughi di Migliarino
Pisano 1949, Shamira Franceschi, Livorno 2014
CRP
Migliarino
Pisano, 10
aprile 1950,
Matrimonio in
Campo
Profughi. Gino
Beltramini
(Aiello) e
Maria
Maracich
(Veglia,
Regno dei
Serbi, Croati e
Sloveni, 27
marzo 1926).
Dal 1929:
Jugoslavia.
M. Maracich, Il viaggio di
Meri, Codroipo,
Beltramini, 2013.
CRP Migliarino Pisano, 10.04.1950. Matrimonio in Campo Profughi,
Don Mario Maracich. «Prima notte di nozze in baracca. Vestito prestato
da un’altra sposa di Aiello. I sandali erano miei, vecchi e con i buchi,
mia sorella mi tirava giù il vestito, così no se vedeva i busi. Anche i
guanti erano vecchi. Per mio fratello fui la prima sposa».
19.03.1949 – «Riabbracciai la mia famiglia. Mio
fratello Mario era in seminario a Pisa.
Arrivarono a Udine al Centro di Smistamento
Profughi. Quello fu il giorno più bello della mia
vita».
«10.04.1950 - Ci sposammo nella baracca del
Campo Profughi di Migliarino Pisano. Eravamo in
17 in una baracca.
Il menu era: minestra in brodo, tre polli arrosto
regalati dalla gente di Aiello, cavolfiori e piselli,
al posto della torta biscotti.
Uno del Campo suonava la fisarmonica [Checo,
testimonianza di Shamira Franceschi, 2014], c’era
un piazzale e ballavamo tutti, tanto non c’era
niente per cena!
Alle 10 di sera tolsero la luce e… tutti a nanna!».
CRP di Laterina, prov. di Arezzo, 1955 panoramica
Giorno del Ricordo 2015
all’Istituto Stringher di
Udine - Fontanini e
Varutti, in piedi. Poi,
seduti tra il pubblico, la
professoressa Marioni,
accanto a Anna Maria Zilli,
dirigente scolastico dello
Stringher e l'onorevole
Pietro Fontanini,
presidente della Provincia
di Udine.
(fotografie di Giorgio
Gorlato)
Udine 07.02.2015 - Silvio
Cattalini, esule da Zara,
riferisce dei 54
bombardamenti sulla sua
città.
In basso: l'Auditorium
dello Stringher affollato
mentre l'onorevole
Fontanini accenna alla sua
presenza in Parlamento,
nel 2004, quando fu votata
la legge istitutiva del
Giorno del Ricordo.
(fotografie di Giorgio
Gorlato)
Pola 1947, esodo italiano sulla neve…
FINE, e… grazie per l’attenzione !

Insegnare l'esodo giuliano dalmata. Centri Raccolta Profughi in Toscana, 1945-1960 - Elio Varutti

  • 1.
    Giorno del Ricordo Insegnare l’esodo giuliano dalmata. ICampi Profughi istriani in Toscana 29 febbraio 2016 Palazzo Garzolini Via Gemona, 92 Udine Associazione dei Toscani inFVG
  • 5.
    Dopo il giorno8 settembre 1943, data della comunicazione pubblica dell’armistizio tra gli alleati angloamericani e il governo italiano di Badoglio, inizia l’esodo di italiani dalla Dalmazia, da Fiume e dall’Istria. 25 aprile 1945 – Fine II Guerra mondiale. Festa della Liberazione. 10 febbraio 1947 – Trattato di pace di Parigi, Diktat. Terre adriatiche perse a favore della Jugoslavia. Nasce il TLT. C’è l’esodo per evitare le violenze degli iugoslavi, come l’uccisione nelle foibe (voragini del Carso). Gli iugoslavi sono spinti dal sentimento di vendetta per le atrocità patite nella guerra fascista e per la pulizia etnica voluta da Tito. 5 ottobre 1954 – Memorandum di Londra. Trieste torna all’Italia 26.10.1954. 10 novembre 1975 – Trattato di Osimo. Confini orientali definitivi.
  • 18.
    “Il maresciallo Harzarichl’aveva regalata a mio zio – dice la signora Marisa Roman, nata a Parenzo nel 1929 – che si chiamava Gino Privileggi, per ricordare suo fratello Carlo Alberto Privileggi, finito tra le vittime riesumate dalla foiba di Vines dai pompieri di Pola”. Fu proprio Harzarich ad esumare i corpi degli italiani d’Istria, gettati nella foiba dai partigiani iugoslavi. Scoprire la campana d’allarme del camion dei pompieri del maresciallo Arnaldo Harzarich non è cosa di tutti i giorni. Si trova a Tricesimo, provincia di Udine, a villa Berlam. Intervista del 2014
  • 19.
    “Mio papà nonmi ha mai parlato dell’esodo – ha detto Graziella Dainese, nata a Rovigo nel 1951 ed oggi residente a Portogruaro, in provincia di Venezia – el me diseva de star zita anche se vedeva carabinieri o polizia, lui gaveva sempre paura e dopo la mia maestra alle elementari gà da el tema sulla famiglia e mi gò scrito quel che savevo, alora la maestra gà ciamado i genitori che se gà rabiado con mi”. I genitori della professoressa Graziella Dainese sono Elvira Casarsa, nata a Parenzo nel 1928, “jera el Regno d’Italia”, oggi in casa di riposo Francescon a Portogruaro e Franco Leo Dainese, nato a San Michele al Tagliamento nel 1924 e morto a Gorizia nel 1987. Era perito agrario e ha lavorato in diversi zuccherifici. Graziella Dainese e sua madre Elvira Casarsa a Parenzo nel 2013
  • 20.
    Dainese e Casarsafuggirono da Parenzo “dopo el ribalton, ossia quando che riva i titini e i la fa da paroni”. Elvira e Franco si conoscevano, ma non erano sposati. Franco Dainese nel 1946 si trasferisce da certe zie di Loreo, in provincia di Rovigo, mentre Elvira Casarsa, dopo l’assenso all’opzione per l’Italia da parte delle autorità jugoslave, datato il 3 maggio 1948, parte in piroscafo il successivo 20 ottobre. Luciano Guaita, direttore del CSP di Udine, il 29 ottobre 1948 consegna a ogni profugo della famiglia Casarsa un “sussidio straordinario di 500 lire” dalla Direzione Centrale dell’Assistenza Post Bellica, dipendente dal Ministero dell’Interno. Poi li destina al Centro Raccolta Profughi di Lucca, dove stanno per un anno e mezzo. L’amore sgorga nel Campo Profughi toscano: Evira e Franco, che già si conoscevano, si sposano il 12 settembre 1949, nella parrocchia di San Frediano a Lucca.
  • 21.
    Intervista del 2015con raccolta di documenti
  • 22.
    Parte posteriore del "Passaportoprovvisorio" dei componenti della famiglia Casarsa di Parenzo, profughi istriani che passano per Cittanova (timbro di Novigrad, in alto a destra) per il Campo del Silos di Trieste (timbro tondo in basso) e per il Centro di Smistamento Profughi di Udine (timbro in alto a sinistra). Destinazione: CRP di Lucca.
  • 23.
    Riconoscimento della qualifica di"profugo" per Luigi Casarsa, nato a Parenzo, rilasciato dalla Prefettura di Lucca il 24 settembre 1949. Il documento è emesso nel 1958, per uso burocratico. Collezione Elvira Anita Casarsa, nata a Parenzo; residente a Portogruaro (VE). Intervista di Elio Varutti del 28 novembre 2015 alla signora Graziella Dainese (Rovigo 1951), a Portogruaro.
  • 25.
    Irma Gramatica, all'anagrafeMaria Francesca Gramatica (Fiume, 25.11.1867 – Tavarnuzze (FI), 14.10.1962), attrice italiana. Ester Mazzoleni (Sebenico, 12 marzo 1883 – Palermo, 17 maggio 1982) è stata un soprano italiano.
  • 26.
    Quanti sono iprofughi italiani d’Istria, di Fiume e della Dalmazia? 350 mila, secondo padre Flaminio Rocchi, 1990. 250 mila, secondo Raoul Pupo 2005. 230 mila, secondo Amedeo Colella, relazione del 24.02.1956. Ritiene che il 15% della popolazione sfugga al censimento stimando in 270.000 i profughi istriani e dalmati. Opera Assistenza Profughi Giuliani e Dalmati. ROBERTA FIDANZIA – ANGELO GAMBELLA, Il censimento dei profughi adriatici nelle carte dell’Opera Assistenza Profughi Giuliani e Dalmati, Rivista di Storia e Cultura del Mediterraneo, 2, 2013. Quanti sono gli infoibati? 4-5 mila, secondo Guido Rumici, 2010.
  • 27.
    Centri Raccolta Profughi in Italia. Erano109 (Rocchi), oppure 140 (Rumici)
  • 28.
    Dislocazione Profughi giulianodalmati in Italia PROGRAMMA EDILIZIO Centro Nord 136.116 11.157 in Lombardia 12.624 in Piemonte 18.174 nel Veneto 65.942 in Friuli Venezia Giulia … Sud e isole 11.175 totale 147.291 Fonte: Opera Profughi, Piano abitativo
  • 29.
    Un altro datoscaturì da uno studio su circa 85.000 profughi, da cui si deduce che oltre 1/3 scelsero di stare nelle grandi città (Trieste, Roma, Genova, Venezia, Napoli, Firenze, ecc.). Opera Profughi, tuttavia, non mancò di appoggiare le comunità che elessero loro domicilio le province meridionali d'Italia. L'esperimento più rilevante si ebbe in Sardegna, nelle località di Fertilia, dove trovarono sistemazione oltre 600 profughi. Il programma alloggiativo dell'Opera Profughi ebbe maggior sviluppo in quelle località dove risultava più consistente l'affluenza dei profughi: Pescara, Taranto, Sassari, Catania, Messina, Napoli, Brindisi. Gli sforzi dell'ente si concentrarono verso quelle zone che permettevano una reintegrazione possibile del profugo e dove era più gradito il domicilio sia per ragioni economiche sia per ragioni sentimentali e umane. I programmi edilizi più importanti sul territorio nazionale italiano furono varati a Roma (Villaggio Giuliano-Dalmata), Trieste, Brescia, Milano, Torino, Varese e Venezia. Qui il programma abitativo dell'Opera arrivò a realizzare circa 2.000 case, a Trieste 3.000 e in provincia di Modena fu realizzato un organizzato Villaggio San Marco a Fossoli di Carpi per accogliere soprattutto i profughi dalla zona B dell'Istria.
  • 30.
    La poetessa LinaGalli (Parenzo 1899 – Trieste 1993 assieme a Fulvio Tomizza (Materada di Umago, Istria, 1935 - Trieste 1999), scrittore di frontiera Poetessa, pubblicista, saggista e appassionata di ricerche etnologiche, Anita Forlani è nata a Fiume nel 1930.
  • 31.
    Centri Raccolta Profughiin Toscana 1. Marina di Massa, dal 1947, fucilate degli anarchici, sommossa femminile. «Siamo arrivati a Marina di Massa e ci han messo in un angolino con tre materassi distesi per terra». Franco S. 2. Migliarino Pisano, rischio inondazione alle tende, evacuazione a Tirrenia 3. Marina di Carrara 4. Forte dei Marmi (Lucca) 5. Tirrenia (Pisa) 6. Calambrone (Pisa) 7. Carrara 8. Lucca, si riempie di sfollati garfagnini e versiliesi, chiude nel 1956 9. Coltano (Pisa) 10. Arena Pisana, San Giuliano Terme (Pisa) 11. Livorno, città che accolse profughi friulani nel 1917 12. Firenze, Manifattura Tabacchi, Via Guelfa «Al campo di Firenze c'era la mensa... Si andava con una pignatta e si prendeva: eri in quattro in famiglia, e ti davano quattro porzioni, quattro panini, quattro mele. E questo era così a Firenze. Che a Firenze siamo stati tre o quattro mesi». Luigi P. 13. Laterina, (Arezzo) 14. Siena
  • 32.
    Myriam Andreatini Sfilli,Flash di una giovinezza vissuta tra i cartoni, copertina di Michele Iurlo. [Trieste], Alcione, 2000. Racconto nel Campo Profughi di Firenze, allestito alla ex Manifattura Tabacchi. La Manifattura, per grande parte opera dell’Ing. Pier Luigi Nervi è una delle più significative espressioni del patrimonio industriale del nostro paese. Il complesso, inaugurato nel 1941, si è mantenuto nella sua interezza (Italia Nostra).
  • 35.
    Me ricordo delCampo profughi de Firenze, un vecio fabricado vodo e adibido ai profughi; jera i divisori coi cartoni e le sorelle Zanetti le xe stade così per qualche anno. [è la ex Manifattura Tabacchi di Firenze]. I aveva messo profughi italiani de l’Istria perfin ne le Cappelle Medicee, perché no jera posto. Nei primi anni Cinquanta jera tanti profughi a Firenze, mi li gò visti, perché da Forlì, dove con mio marito e i fioi jerimo esuli da Fiume, andavo a trovar le mie zie Zanetti ”. Ha raccontato Miranda Brussich vedova Conighi, nata a Pola nel 1919 e morta a Ferrara nel 2013.
  • 36.
    Laterina (Arezzo) 1951- Profughi partecipanti a una processione all'interno del campo. In primo piano bambini e bambine con i vestiti della Prima Comunione. Dietro di loro una statua con l'effigie della Madonna, portata a spalla da alcuni uomini. Si nota, insieme a quella dei profughi, la presenza di un sacerdote e di un carabiniere partecipante alla cerimonia.
  • 37.
    Centro Raccolta Profughi,Laterina 1949, processione delle donne. Notare il fazzoletto devozionale delle anziane
  • 38.
    Classe di studential CRP di Lucca, 1951. Si riconoscono, davanti al maestro, Mafalda Giovanutti assieme ad altre tre sorelle, tra cui Anna Maria, a destra. Rimasero in campo dal 1948 al 1951.
  • 39.
    CRP di Marinadi Carrara, Massa Carrara
  • 40.
    CRP Lucca, anni1946-1947 circa, famiglia Andretti, tra cui Mario Andretti (Montona, 28 febbraio 1940) pilota automobilistico italiano naturalizzato statunitense, attivo sia negli Stati Uniti sia in Europa. Campione del mondo 1978.
  • 41.
    CRP di MigliarinoPisano, provincia di Pisa, 1949; fonte: Shamira Franceschi, Livorno, 2014
  • 42.
    Nonno Checo alCRP di Migliarino Pisano, fonte: Shamira Franceschi, Livorno 2014 Il primo uomo da dx è il bisnonno Checo, il bambino inginocchiato è lo zio Giannino, sulla sinistra la zia Maricci e la figlia. fonte: Shamira Franceschi, Livorno 2014
  • 44.
    Tona Bertotto, asx, con ragazze del Campo Profughi di Migliarino Pisano 1949, Shamira Franceschi, Livorno 2014
  • 45.
    CRP Migliarino Pisano, 10 aprile 1950, Matrimonioin Campo Profughi. Gino Beltramini (Aiello) e Maria Maracich (Veglia, Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, 27 marzo 1926). Dal 1929: Jugoslavia. M. Maracich, Il viaggio di Meri, Codroipo, Beltramini, 2013.
  • 46.
    CRP Migliarino Pisano,10.04.1950. Matrimonio in Campo Profughi, Don Mario Maracich. «Prima notte di nozze in baracca. Vestito prestato da un’altra sposa di Aiello. I sandali erano miei, vecchi e con i buchi, mia sorella mi tirava giù il vestito, così no se vedeva i busi. Anche i guanti erano vecchi. Per mio fratello fui la prima sposa».
  • 47.
    19.03.1949 – «Riabbracciaila mia famiglia. Mio fratello Mario era in seminario a Pisa. Arrivarono a Udine al Centro di Smistamento Profughi. Quello fu il giorno più bello della mia vita». «10.04.1950 - Ci sposammo nella baracca del Campo Profughi di Migliarino Pisano. Eravamo in 17 in una baracca. Il menu era: minestra in brodo, tre polli arrosto regalati dalla gente di Aiello, cavolfiori e piselli, al posto della torta biscotti. Uno del Campo suonava la fisarmonica [Checo, testimonianza di Shamira Franceschi, 2014], c’era un piazzale e ballavamo tutti, tanto non c’era niente per cena! Alle 10 di sera tolsero la luce e… tutti a nanna!».
  • 48.
    CRP di Laterina,prov. di Arezzo, 1955 panoramica
  • 49.
    Giorno del Ricordo2015 all’Istituto Stringher di Udine - Fontanini e Varutti, in piedi. Poi, seduti tra il pubblico, la professoressa Marioni, accanto a Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dello Stringher e l'onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine. (fotografie di Giorgio Gorlato)
  • 50.
    Udine 07.02.2015 -Silvio Cattalini, esule da Zara, riferisce dei 54 bombardamenti sulla sua città. In basso: l'Auditorium dello Stringher affollato mentre l'onorevole Fontanini accenna alla sua presenza in Parlamento, nel 2004, quando fu votata la legge istitutiva del Giorno del Ricordo. (fotografie di Giorgio Gorlato)
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    Pola 1947, esodoitaliano sulla neve… FINE, e… grazie per l’attenzione !