Teorie organizzative del lavoro

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Teorie organizzative del lavoro

  1. 1. Organizzazione aziendale Teorie organizzative da Taylor alle scienze manageriali
  2. 3. L’organizzazione <ul><li>L’imprenditore deve organizzare i diversi elementi presenti nell’azienda </li></ul><ul><ul><li>in modo efficiente ed efficace per raggiungere i suoi obiettivi </li></ul></ul>Organizzazione Tecnica Organizzazione Umana Rapporti
  3. 4. … è influenzata da <ul><li>Variabili ambientali (esterne) </li></ul><ul><ul><li>Tecniche </li></ul></ul><ul><ul><li>Individuali e psico-sociali </li></ul></ul><ul><ul><li>Politico-economiche </li></ul></ul><ul><li>Variabili interne all’azienda </li></ul><ul><ul><li>Non organizzative o gestionali (caratteristiche impresa) </li></ul></ul><ul><ul><li>organizzative </li></ul></ul>
  4. 5. Teorie I rivoluzione industriale II rivoluzione industriale I metà del novecento II metà del novecento Teoria della divsione del lavoro A. Smith Teoria dell'organizzazione scientifica del lavoro F.W. Taylor Teorie delle relazioni umane e delle motivazioni al lavoro E. Mayo e A. Maslow Teoria delle scienze manageriali - H. Simon Teoria dell'impresa come sistema aperto
  5. 6. Teoria della divsione del lavoro A. Smith Divisione del lavoro Specializzazione Aumento della quantità di beni prodotti
  6. 7. Teoria dell'organizzazione scientifica del lavoro F.W. Taylor La fabbrica è strutturata come una catena di montaggio Ogni operaio ha un piccolo compito da svolgere e diviene una parte della macchina Le fasi del lavoro sono sempre più precise e dettagliate
  7. 8. Teoria dell'amministrazione generale dell'impresa H. Fayol Operazioni Direttiva Contabile Sicurezza Finanziaria Commerciale Tecnica Funzioni
  8. 9. I compiti Direttiva Pianificazione Organizzazione Comando Coordinamento Controllo
  9. 10. Teorie delle relazioni umane e delle motivazioni al lavoro E. Mayo e A. Maslow Buoni rapporti umani migliorano il rendimento Motivazioni Auto realizzazione Stima Associativi Sicurezza Fisiologico
  10. 11. Teoria delle scienze manageriali - H. Simon Prende decisioni più o meno razionali Razionalità assoluta Razionalità limitata
  11. 12. Teoria dell'impresa come sitema aperto L’impresa deve essere vista come un sistema aperto, composta da diversi elementi, che influenza ed è a sua volta influenza dall’ambiente esterno. Esiste un flusso continuo di informazioni con l’ambiente esterno e queste attraverso il processo di feedback consentono all’azienda di migliorare l’efficacia e l’efficienza della sua attività.
  12. 13. Le variabili relative all’ambiente Variabili tecniche Variabili individuali Variabili psico-sociali Le attrezzature presenti in azienda sono legate alla sviluppo tecnologico. Non bisogna dimenticare che il personale deve possedere le competenze per utilizzarle. Ogni individuo che opera all’interno dell’azienda ha delle caratteristiche esterne ed interne. Quelle interne sono particolarmente importanti per capire come un lavoratore agisce: capacità, velocità, abilità, personalità, valori, bisogni Coinvolgono le relazioni tra i componenti. Si ritiene che le persone che lavorano in gruppo e si sentano parte di esso, riescono ad ottenere meglio gli obiettivi prefissati. Fondamentale è il ruolo che ogni individuo gioca per gli altri. Variabili politico-economiche Sono i vincoli posti dall’ambiente economico, politico e legislativo.
  13. 14. Le variabili relative all’impresa Variabili non organizzative o gestionali Variabili organizzative Sono: attività svolta, dimensione dell’impresa … Sono facilmente modificabili. <ul><li>Struttura organizzativa </li></ul><ul><li>Stile di direzione </li></ul><ul><li>Meccanismi operativi </li></ul>
  14. 15. La struttura organizzativa <ul><li>Determina la distribuzione dei compiti e delle funzioni . </li></ul>Divisione verticale del lavoro Divisione orizzontale del lavoro Funzione Potere Autorità Gerarchia Responsabilità Compiti Compiti Compiti Compiti Compiti Risultato
  15. 16. Organi Ai diversi organi aziendali, costituiti anche da più persone, vengono affidati i compiti finalizzati al raggiungimento del risultato e raggruppati per funzione. Se questi organi hanno diversi poteri decisionali, autorità e responsabilità in relazione alla loro posizione sulla scala gerarchica si chiamano organi di line. Se non sono subordinati a nessuno e hanno funzioni di consulenza si chiamano organi di staff.
  16. 17. Coordinamento <ul><li>Per poter raggiunger l’obiettivo aziendale è necessario che le funzioni aziendali siano tra loro integrate. </li></ul><ul><li>Esistono diverse interdipendenze tra le unità organizzative </li></ul><ul><ul><li>Interdipendenza gerarchica </li></ul></ul><ul><ul><li>Interdipendenza sequenziale </li></ul></ul><ul><ul><li>Interdipendenza reciproca </li></ul></ul><ul><li>Gli strumenti del coordinamento possono essere: </li></ul><ul><ul><li>Gli obiettivi, le procedure, organi con compiti di coordinamento </li></ul></ul>
  17. 18. Stili di direzione <ul><li>Autoritario </li></ul><ul><ul><li>Direzione per processi </li></ul></ul><ul><ul><li>Principio dell’unità di direzione </li></ul></ul><ul><li>Paternalistico </li></ul><ul><li>Partecipativo </li></ul><ul><ul><li>Principio della delega di autorità e di responsabilità </li></ul></ul><ul><ul><li>Direzione per obiettivi </li></ul></ul>
  18. 19. Meccanismi operativi <ul><li>Sistema informativo aziendale </li></ul><ul><li>Gestione delle risorse umane </li></ul><ul><li>Programmazione e controllo di gestione </li></ul>

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