La nuova disciplina sull’utilizzo delle terre e rocce da scavo

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La nuova disciplina sull’utilizzo delle terre e rocce da scavo d.m. 10 agosto 2012, n. 161 - Intervento di Luigi Masia, Direzione Tutela Ambiente della Regione Veneto. Corso di Formazione a cura di eAmbiente Srl - 11 Dicembre 2012 Parco VEGA - Venezia

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La nuova disciplina sull’utilizzo delle terre e rocce da scavo

  1. 1. eAmbiente srlParco Scientifico e Tecnologico VEGA di VeneziaLA NUOVA DISCIPLINA SULL’UTILIZZO DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO D.M. 10 agosto 2012, n. 161 Dott. Luigi Masia Direzione Tutela Ambiente Regione Veneto
  2. 2. La parte IV del d.lgs. n. 152/2006 disciplina la Gestione dei rifiuti che non si applica a:Prodotti derivanti da Sottoprodotti Esclusioni attività di recupero (artt. 183, lett. qq) (art. 185) (art. 184 ter) e 184 bis) Suolo non contaminato Terre e rocce riutilizzato in sito (art. 186) (art. 185, c. 1, lett. c-bis)) In attuazione dell’art. 186 la Regione Veneto ha approvato la Dgr n. 2424/2008 “Procedure operative per la gestione delle terre e rocce”
  3. 3. terre e rocce da scavoL’art. 39, comma 4, del d.lgs. n. 205/2010 stabilisce che: • l’art. 186 del d.lgs. n. 152/2006 rimane in vigore fino all’emanazione del decreto ministeriale previsto dall’art. 184-bis, comma 2, con il quale saranno stabiliti «i criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti».L’art. 49 della legge 24/3/2012, n. 27 “Conversione in legge, con modificazioni, deldecreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per laconcorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, stabilisce che:• l’utilizzo delle terre e rocce da scavo è regolato da un apposito decretoministeriale con il quale sono stabilite «le condizioni alle quali le terre e rocce dascavo sono considerate sottoprodotti ai sensi dellarticolo 184-bis del decretolegislativo n. 152 del 2006.».
  4. 4. terre e rocce da scavoA seguito delle disposizioni normative citate è stato emanato il DECRETO MINISTERIALE 10 agosto 2012, n. 161 Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavoG.U. 21 settembre 2012, n. 221Entrato in vigore il 6 ottobre 2012Il decreto è composto da•16 articoli e• 9 allegati.
  5. 5. La parte IV del d.lgs. n. 152/2006 disciplina la Gestione dei rifiuti che non si applica a:Prodotti derivanti da Sottoprodotti Esclusioni attività di recupero (artt. 183, lett. qq) e 184 (art. 185) (art. 184 ter) bis) ? Suolo non contaminato Terre e rocce riutilizzato in sito (art. 186) (art. 185, c. 1, lett. c) In attuazione dell’art. 186 la Regione Veneto ha approvato la Dgr n. 2424/2008 “Procedure operative per la gestione delle terre e rocce”
  6. 6. terre e rocce sottoprodotti rifiuti processi smaltimento reinterri industriali o recupero il mancato rispetto di procedure enel rispetto di procedure e caratteristiche caratteristiche qualitative previste dal d.m. n. 161/2012 qualitative comporta la gestione come:
  7. 7. d.m. n. 161/2012 art. 2 – finalitàIl decreto ministeriale stabilisce:• i criteri qualitativi da soddisfare affinché i materiali di scavosiano considerati sottoprodotti e non rifiuti;• le procedure e le modalità affinché la gestione e lutilizzo deimateriali da scavo avvenga senza pericolo per la salutedelluomo e senza recare pregiudizio allambiente.
  8. 8. d.m. n. 161/2012 art. 2 – ambito di applicazione ed esclusioniIl decreto ministeriale si applica• alla gestione dei materiali da scavo.Sono esclusi dallambito di applicazione:• i rifiuti provenienti direttamente dallesecuzione di interventi didemolizione di edifici o altri manufatti preesistenti che sonosoggetti alle specifiche disposizioni in materia di gestione deirifiuti.
  9. 9. d.m. n. 161/2012 art. 1 – definizionib. «materiali da scavo»: il suolo o sottosuolo, con eventuali presenze di riporto,derivanti dalla realizzazione di unopera quali, a titolo esemplificativo:–scavi in genere (sbancamento, fondazioni, trincee, ecc.); perforazione, trivellazione,palificazione, consolidamento, ecc.; opere infrastrutturali in generale (galleria, diga,strada, ecc.); rimozione e livellamento di opere in terra; materiali litoidi in genere ecomunque tutte le altre plausibili frazioni granulometriche provenienti da escavazionieffettuate negli alvei, sia dei corpi idrici superficiali che del reticolo idrico scolante, inzone golenali dei corsi dacqua, spiagge, fondali lacustri e marini;–residui di lavorazione di materiali lapidei (marmi, graniti, pietre, ecc.) anche nonconnessi alla realizzazione di unopera e non contenenti sostanze pericolose (quali adesempio flocculanti con acrilamide o poliacrilamide).I materiali da scavo possono contenere, sempreché la composizione media dellinteramassa non presenti concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti massimi previsti daldecreto, anche i seguenti materiali: calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC),vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato;
  10. 10. d.m. n. 161/2012 art. 1 – definizionic. «riporto»: orizzonte stratigrafico costituito da una miscela eterogenea di materiali di origine antropica e suolo/sottosuolo come definito nellallegato 9 del decreto;d. «materiale inerte di origine antropica»: i materiali di cui allAllegato 9. Le tipologie che si riscontrano più comunemente sono riportate in Allegato 9;L’allegato 9 prevede che:«Ai fini del presente regolamento, i materiali di origine antropica che si possono riscontrare nei riporti, qualora frammisti al terreno naturale nella quantità massima del 20%, sono indicativamente identificabili con le seguenti tipologie di materiali: materiali litoidi, pietrisco tolto dopera, calcestruzzi, laterizi, prodotti ceramici, intonaci.»
  11. 11. d.m. n. 161/2012 art. 1 – definizionif. «autorità competente»: è lautorità che autorizza la realizzazione dellopera e, nel caso di opere soggette a valutazione ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale, è lautorità competente di cui allarticolo 5, comma 1, lettera p), del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni ;L’art. 5, comma 1, lett. p), del d.lgs. n. 152/2006 prevede che:«p) autorità competente: la pubblica amministrazione cui compete l’adozione del provvedimento di verifica di assoggettabilità, l’elaborazione del parere motivato, nel caso di valutazione di piani e programmi, e l’adozione dei provvedimenti conclusivi in materia di VIA, nel caso di progetti ovvero il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, nel caso di impianti».
  12. 12. d.m. n. 161/2012 art. 1 – definizionil. «sito»: area o porzione di territorio geograficamente definita e determinata, intesa nelle sue componenti ambientali (suolo, sottosuolo e acque sotterranee, ivi incluso leventuale riporto) dove avviene lo scavo o lutilizzo del materiale;m. «sito di produzione»: uno o più siti perimetrati in cui è generato il materiale da scavo;n. «sito di destinazione»: il sito, diverso dal sito di produzione, come risultante dal Piano di Utilizzo, in cui il materiale da scavo è utilizzatoq. «proponente»: il soggetto che presenta il Piano di Utilizzo;r. «esecutore»: il soggetto che attua il Piano di Utilizzo.
  13. 13. è generato durante la realizzazione di un’opera il cui scopo primario non è la produzione di tale materiale Il materiale da è utilizzato, in conformità al Piano scavo può di utilizzo, nella medesima opera La sussistenza essere gestito o in un’opera diversa o in dei requisiti come processi produttivi dev’esseresottoprodotto (e dimostrata dalnon come rifiuto) è idoneo ad essere utilizzato Proponente se risponde ai direttamente, cioè senza subire attraverso il seguenti ulteriori trattamenti diversi dalla Piano di Utilizzo requisiti: (art. 4) normale pratica industriale soddisfa determinati requisiti di qualità ambientale
  14. 14. d.m. n. 161/2012 All. 1, 2 e 4 – Caratterizzazione ambientaleLa caratterizzazione ambientale:• è necessaria per accertare la sussistenza dei requisiti diqualità ambientale dei materiali da scavo• è svolta dal Proponente in fase progettuale e comunqueprima dell’inizio dello scavo.L’Allegato 2 contiene le “Procedure di campionamento in fasedi progettazione”.L’Allegato 4 contiene le “Procedure di caratterizzazionechimico fisiche e accertamento delle qualità ambientali”.
  15. 15. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Presentazione del Piano di UtilizzoPer poter gestire il materiale da scavo come sottoprodotto il Proponente• deve presentare il Piano di Utilizzo all’autorità competente almenonovanta giorni prima dell’inizio dei lavori per la realizzazione dell’opera;oppure• può presentare il Piano di Utilizzo all’autorità competente in fase diapprovazione del progetto definitivo dell’opera.In caso di opere soggette a VIA il Piano di Utilizzo va presentatoall’autorità competente prima dell’espressione del parere di valutazioneambientale.A scelta del proponente, la presentazione del Piano può avvenire anchesolo per via telematica.
  16. 16. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Contenuti del Piano di UtilizzoNel Piano di Utilizzo il Proponente deve autocertificare, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, che il materiale da scavo possiede i requisiti per la gestione come sottoprodotto.Il Piano di Utilizzo deve essere redatto in conformità all’Allegato 5.LAutorità competente può chiedere, entro trenta giorni dalla presentazione del Piano, integrazioni alla documentazione presentata.
  17. 17. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Contenuti del Piano di UtilizzoL’Allegato 5 prevede che il Piano di Utilizzo deve definire:• ubicazione dei siti di produzione, con indicazione dei volumi suddivisi per le diverse tipologie di materiali;• ubicazione dei siti di utilizzo e/o processi industriali di impiego dei materiali con lindicazione dei volumi di utilizzo;• operazioni di normale pratica industriale cui si intendono sottoporre i materiali per migliorarne le caratteristiche merceologiche, tecniche e prestazionali;• modalità di esecuzione e risultanze della caratterizzazione ambientale;• siti di deposito intermedio in attesa di utilizzo, con indicazione dei tempi di deposito;• percorsi previsti per il trasporto del materiale da scavo tra le diverse aree impiegate nel processo di gestione (siti di produzione, aree di caratterizzazione, aree di deposito in attesa di utilizzo, siti di utilizzo e processi industriali di impiego) ed indicazione delle modalità di trasporto previste.
  18. 18. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Contenuti del Piano di UtilizzoInoltre l’Allegato 5 prevede che il Piano di Utilizzo deve avere, per tutti i siti interessati: (dalla produzione alla destinazione, comprese le aree temporanee, viabilità ecc.):1. inquadramento territoriale2. inquadramento urbanistico3. inquadramento geologico ed idrogeologico4. descrizione delle attività svolte sul sito5. piano di campionamento e analisi
  19. 19. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Durata del Piano di UtilizzoIl Piano di Utilizzo definisce la propria durata e validità.Salvo deroghe, l’inizio dei lavori di esecuzione del Piano deve avvenire entro due annidalla presentazione del Piano stesso.È comunque fatta salva la possibilità di presentare, entro due mesi dalla scadenza deltermine di validità, un nuovo Piano con una durata massima di un anno.
  20. 20. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Approvazione del Piano di UtilizzoL’autorità competente entro novanta giorni dalla presentazione del Pianodi Utilizzo, o delle eventuali integrazioni•approva o rigetta il Piano,Qualora l’autorità competente non approvi il Piano di Utilizzo ilProponente può presentare uno nuovo Piano .LAutorità competente, entro trenta giorni dalla presentazione del Pianodi Utilizzo o delle eventuali integrazioni, può chiedere con provvedimentomotivato ad ARPA di verificare, a spese del Proponente, se il materialeda scavo soddisfa i previsti requisiti di qualità ambientale.Decorsi i novanta giorni il proponente gestisce il materiale di scavo nelrispetto di quanto previsto dal Piano stesso.
  21. 21. d.m. n. 161/2012 art. 8 – Modifiche al Piano di UtilizzoCostituiscono modifiche sostanziali del Piano di Utilizzoa)laumento in misura superiore al 20% del volume in banco;b)la destinazione del materiale da scavo ad un sito di destinazione o ad un utilizzodiverso;c)la destinazione del materiale da scavo ad un sito di deposito intermedio diverso;d)la modifica delle tecnologie di scavo.In questi casi il Proponente o l’Esecutore devono provvedere all’aggiornamento delPiano, che seguirà le medesime procedure previste per l’approvazione.Ne consegue che fino all’approvazione delle modifiche le medesime non sonooperative.Peraltro:nel caso a), il Piano di Utilizzo deve essere aggiornato entro 15 giorni dal momento incui sia intervenuta la variazione (decorso tale termine cessa, con effetto immediato, laqualifica del materiale da scavo come sottoprodotto)
  22. 22. d.m. n. 161/2012 art. 9 – Realizzazione del Piano di UtilizzoPrima dell’inizio dei lavori di realizzazione dell’opera ilProponente deve comunicare all’autorità competentel’Esecutore del Piano di Utilizzo, da questo momentol’Esecutore fa proprio il Piano di Utilizzo e ne èresponsabile.L’Esecutore deve redigere la documentazionenecessaria a garantire la tracciabilità del materiale dascavo, ed in particolare:• il documento di trasporto,• la dichiarazione di avvenuto utilizzo (D.A.U.).
  23. 23. d.m. n. 161/2012 art. 7 – Conservazione del Piano di UtilizzoIl Piano di Utilizzo deve essere conservato presso ilsito di produzione del materiale da scavo o presso lasede legale del Proponente e, se diverso, anchedellEsecutore.Al termine dei lavori il Piano va conservato per cinqueanni e reso disponibile in qualunque momentoallAutorità di controllo che ne faccia richiesta.Copia del Piano deve essere conservata anchepresso lAutorità competente.
  24. 24. d.m. n. 161/2012 art. 11 – Documento di trasportoDurante il trasporto, all’esterno del sito di produzione, il materiale da scavo deveessere accompagnato dal documento di trasporto (si veda l’Allegato 6).Il documento di trasporto deve essere predisposto in 3 copie:• una per l’Esecutore;• una per il Trasportatore;• una per il Destinatario.Qualora l’Esecutore del Piano di Utilizzo sia diverso dal Proponente, una quarta copiadovrà essere conservata dal Proponente stesso.La documentazione relativa al trasporto dei materiali da scavo:• va conservata per cinque anni e resa disponibile allautorità di controllo che ne facciarichiesta,• è equipollente alla scheda di trasporto prevista dal d.lgs. n. 286/2005.
  25. 25. d.m. n. 161/2012 Documento di trasportoNell’Allegato 6 viene inoltre previsto che prima del trasporto del materialeda scavo, deve essere inviata allautorità competente unacomunicazione attestante:•le generalità della stazione appaltante, della ditta appaltatrice dei lavoridi scavo/intervento, della ditta che trasporta il materiale, della ditta chericeve il materiale e/del luogo di destinazione,•targa del mezzo utilizzato,•sito di provenienza,•data e ora del carico,•quantità e tipologia del materiale trasportato.Qualora intervengano delle modifiche, queste dovranno esserecomunicate tempestivamente, anche solo per via telematica allautoritàcompetente.
  26. 26. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Requisiti di qualità ambientaleIl rispetto dei requisiti di qualità ambientale per lutilizzo dei materiali da scavo comesottoprodotti, è garantito quando il contenuto di sostanze inquinanti allinterno deimateriali da scavo sia inferiore alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione(CSC) con riferimento alla specifica destinazione duso urbanistica del sito diproduzione e del sito di destinazione.L’art. 240, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006 contiene la seguente definizione:«b) concentrazioni soglia di contaminazione (CSC): i livelli di contaminazione dellematrici ambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria lacaratterizzazione del sito e lanalisi di rischio sito specifica, come individuatinellAllegato 5 alla parte quarta del presente decreto…..».La Tabella 1 dell’allegato 5 alla parte quarta del d.lgs. n. 152/2006 è relativa alla“Concentrazione soglia di contaminazione nel suolo e nel sottosuolo riferiti allaspecifica destinazione d’uso dei siti da bonificare”. In tale Tabella la colonna A siriferisce alle concentrazioni di sostanze inquinanti in “Siti ad uso verde pubblico, privatoe residenziale”, mentre la colonna B si riferisce a “Siti ad uso commerciale eindustriale”.
  27. 27. d.m. n. 161/2012 ALL. 4 – Utilizzabilità dei materiali da scavoI materiali da scavo sono utilizzabili come sottoprodotti:a) in reinterri, riempimenti, rimodellazioni, ripascimenti, interventi in mare, miglioramentifondiari o viari oppure altre forme di ripristini e miglioramenti ambientali, per rilevati:−se la concentrazione di inquinanti rientra nei limiti di cui alla colonna A, in qualsiasisito a prescindere dalla sua destinazione;−se la concentrazione di inquinanti è compresa fra i limiti di cui alle colonne A e B, insiti a destinazione produttiva (commerciale e industriale);b) in impianti industriali in sostituzione dei materiali di cava:−se la concentrazione di inquinanti rientra nei limiti di cui alla colonna A;−se la concentrazione di inquinanti è compresa tra i limiti di cui alle colonne A e B èpossibile solo nel caso in cui il processo industriale preveda la produzione di prodotti omanufatti merceologicamente ben distinti dai materiali da scavo, che comporti lasostanziale modifica delle loro caratteristiche chimico-fisiche iniziali.
  28. 28. d.m. n. 161/2012 Deposito in attesa di utilizzoAll’art. 1 il “sito di deposito intermedio” è definito come:«il sito, diverso dal sito di produzione, come risultante dalPiano di Utilizzo di cui alla lettera h) del presente articolo, incui il materiale da scavo è temporaneamente depositato inattesa del suo trasferimento al sito di destinazione;».All’allegato 5 si riporta fra i contenuti del Piano di Utilizzo:«5. ubicazione di eventuali siti di deposito intermedio in attesadi utilizzo, anche alternativi tra loro con lindicazione dei tempidi deposito;».
  29. 29. d.m. n. 161/2012 art. 10 – Deposito in attesa di utilizzoIl deposito del materiale da scavo in attesa dellutilizzo avvieneallinterno• del sito di produzione• dei siti di deposito intermedio• dei siti di destinazione.In caso di variazione dei siti di deposito intermedio indicati nelPiano di Utilizzo, il Proponente aggiorna il Piano.
  30. 30. d.m. n. 161/2012 art. 10 – Deposito in attesa di utilizzoIl deposito di materiale da scavo:• deve essere fisicamente separato e gestito in modo autonomo rispettoai rifiuti eventualmente presenti nel sito in un deposito temporaneo;• avviene in conformità al Piano di Utilizzo identificando, tramite appositasegnaletica posizionata in modo visibile, le informazioni relative al sito diproduzione, le quantità del materiale depositato, i dati amministrativi delPiano di Utilizzo;• avviene tenendo fisicamente distinto il materiale da scavo oggetto didifferenti Piani di Utilizzo;• non può avere durata superiore alla durata del Piano di Utilizzo(decorso tale periodo viene meno, con effetto immediato, la qualifica disottoprodotto del materiale da scavo non utilizzato in conformità al Pianoe, quindi, tale materiale deve essere trattato quale rifiuto, restaimpregiudicata la facoltà di presentare un nuovo Piano di Utilizzo).
  31. 31. d.m. n. 161/2012 art. 12 – Dichiarazione di avvenuto utilizzoL’Esecutore del Piano di Utilizzo deve trasmettere all’autorità competente laDichiarazione di avvenuto utilizzo (D.A.U.), consistente in una dichiarazione sostitutivadell’atto di notorietà , che attesta l’avvenuto utilizzo del materiale scavato in conformitàal Piano stesso.L’Allegato 7 contiene la modulistica relativa alla Dichiarazione (D.A.U.).Tale documentazione deve essere conservata per cinque anni.La Dichiarazione deve essere effettuata entro il termine in cui il Piano di Utilizzo cessadi avere validità.Nel caso lutilizzo avvenga non da parte del proponente o dellesecutore, nellaDichiarazione deve essere riportato il periodo entro il quale il soggetto indicato devecompletare lutilizzo. Dellavvenuto utilizzo deve comunque essere data comunicazioneallAutorità competente.Lomessa Dichiarazione nei termini previsti comporta la cessazione, con effettoimmediato, della qualifica del materiale da scavo come sottoprodotto.
  32. 32. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Valori di fondoNel caso di siti in cui, per fenomeni naturali, nel materiale da scavo sianosuperate le Concentrazioni Soglia di Contaminazione, è fatta salva la possibilitàche tali concentrazioni siano assunte pari al valore di fondo naturale esistente per tutti iparametri superati.A tal fine:•il Proponente, in fase di predisposizione del Piano di Utilizzo, segnala il superamentodelle CSC allAutorità competente, e presenta un piano di accertamento per definire ivalori di fondo da assumere;•il piano di accertamento è eseguito in contraddittorio con ARPA.Sulla base dei valori di fondo definiti dal piano di accertamento, il proponente presentail Piano di Utilizzo e il materiale da scavo:•potrà essere utilizzato nellambito dello stesso sito di produzione;•mentre in caso di utilizzo in un sito diverso rispetto a quello di produzione ciò dovràaccadere in un ambito territoriale con fondo naturale con caratteristiche analoghe econfrontabili per tutti i parametri oggetto di superamento nella caratterizzazione del sitodi produzione.
  33. 33. d.m. n. 161/2012 art. 5 – Sito oggetto di bonificaNel caso in cui il sito di produzione interessi un sito oggetto diinterventi di bonifica i requisiti di qualità ambientale sono individuati daARPA su richiesta del Proponente.LARPA, entro sessanta giorni dalla data della richiesta, comunica alProponente se per i materiali da scavo, ivi compresi i materiali da riporto,i valori riscontrati per tutti gli elementi e i composti di cui alla Tabella 1dellallegato 5, alla parte quarta del decreto legislativo n. 152 del 2006,non superano le Concentrazioni Soglia di Contaminazione di cui allecolonne A e B della medesima Tabella 1 sopra indicata, con riferimentoalla specifica destinazione duso urbanistica del sito di destinazioneindicata dal Piano di Utilizzo.In caso di esito positivo, il proponente può presentare il Piano di Utilizzo.
  34. 34. d.m. n. 161/2012 art. 6 – Situazioni di emergenzaNel caso di situazioni di emergenza dovute a causa di forzamaggiore:• la sussistenza dei requisiti per la gestione dei materiali da scavocome sottoprodotti deve essere attestata allAutorità competentemediante una dichiarazione sostitutiva dellatto di notorietà(allegato 7);• dalla data della dichiarazione il materiale da scavo può esseregestito nel rispetto di quanto dichiarato;• il soggetto che ha effettuato la dichiarazione deve presentare,entro quindici giorni dalla data di inizio lavori, il Piano di Utilizzo;• lAutorità competente può eseguire controlli e richiedere verifichee integrazioni alla documentazione presentata.
  35. 35. d.m. n. 161/2012 art. 15 – Disposizioni transitorieLa disposizione transitoria del decreto prevede che:• sono fatti salvi gli interventi realizzati e conclusi alla data dientrata in vigore (6 ottobre 2012) della nuova disciplina;• per i progetti per i quali è in corso l’utilizzo di materiali da scavosecondo quanto previsto dalle norme previgenti è possibilepresentare all’autorità competente, entro centottanta giorni dalladata di entrata in vigore del decreto (cioè entro il 5 marzo 2013), unPiano di Utilizzo determinando così che per la gestione deimateriali da scavo saranno seguite le previsioni del nuovo decreto;• in assenza della presentazione di un Piano di Utilizzo nei terminiindicati al punto precedente, i progetti sono portati a terminesecondo la procedura prevista dalle norme previgenti.
  36. 36. d.m. n. 161/2012 SanzioniIl decreto n. 161/2012 non prevede specifichesanzioni per violazioni delle singole disposizioni inesso contenute.E’ però stabilito che, la violazione delle disposizioni inesso contenute, anche in fase di esecuzione del Pianodi Utilizzo, comporta che i materiali di scavo nonpossono essere considerati sottoprodotti.
  37. 37. GRAZIE PER L’ATTENZIONE

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