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Presentazione cibo e malattie degenerative

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Presentazione cibo e malattie degenerative

  1. 1. Il ruolo dell‟alimentazione nella prevenzione e nella cura delle malattie cronico-degenerative Dott.ssa STEFANIA PISPISA Biologa – Nutrizionista TARANTODott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  2. 2. Le malattie cronico-degenerativeSi tratta di un insieme composito di patologie non infettive disomogeneeche : 1) non hanno un‟unica causa eziologica, e 2)sono caratterizzate daun‟evoluzione cronico-degenerativa:PATOLOGIE CARDIO-VASCOLARI (aterosclerosi, ipertensione…)NEOPLASIEPATOLOGIE NEURO-DEGENERATIVE (autismo, sclerosi multipla,morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson…)BRONCOPNEUMOPATIEPATOLOGIE REUMATICHE (osteoartrosi, artrite reumatoide…)OBESITA‟OSTEOPOROSIDIABETE Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  3. 3. Le malattie cronico-degenerativeLe malattie «non infettive» o «cronico-degenerative»rappresentano la parte di gran lunga prevalente delle patologieesistenti nella ns popolazione, sia in termini di diffusione che digravità.Il loro esito spesso è letale e invalidante.Rivestono una particolare importanza non solo dal punto di vistasanitario, ma anche sociale ed economico, rappresentando, almomento, il problema più grave per la Sanità Pubblica!Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  4. 4. Cause delle malattie cronico-degenerative ALIMENTAZIONE ERRATA Cause dovute ad FUMO DI SIGARETTA abitudini personali ABUSO DI ALCOOL Cause dovute a USO DI DROGHEcontaminazione ambientale OBESITA‟ E SEDENTARIETA‟ INQ. ATMOSSFERICO INQ. IDRICO INQUINAMENTO INQ. ALIMENTARE Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  5. 5. I metalli pesantiI METALLI PESANTI sono elementi chimici che presentano alcune caratteristiche in comune: • Hanno densità superiore a 5 g/cm3 • Si comportano come cationi • Hanno una tendenza a formare legami complessi • Hanno una grande affinità per i solfuri • Possono esistere sotto diversi stati di ossidazione
  6. 6. I metalli pesanti I METALLI PESANTI sono presenti in traccia sulla superficie terrestre in concentrazioni inferiori allo 0,1%. Si distinguono in: METALLI ESSENZIALI per i sistemi biologici (a basse o bassissime dosi): ferro, cobalto, cromo, rame, manganese, zinco. Alte concentrazioni di questi stessi metalli, invece, sono deleterie per i sistemi biologici. METALLI NON ESSENZIALI: non svolgono alcun ruolo specifico nei processi vitali. (alluminio, arsenico, berillio, cadmio, mercurio, nichel e piombo)
  7. 7. I metalli pesanti•I metalli pesanti più pericolosi sono:•Mercurio (Hg), Piombo (Pb), Cadmio (Cd) e Arsenico (As) eAlluminio (Al) a causa di:•Elevata tossicità•Ampia distribuzione:• a causa dei processi di combustione (centrali termoelettriche, inceneritori, impianti metallurgici, traffico veicolare, riscaldamento)• abrasione dei materiali (vernici, pneumatici, usura dei metalli, ecc.)* Inquinamento delle acque* Inquinamento del terreno
  8. 8. Tossicità dei metalli pesanti I Metalli Pesanti sono tossici perché:* Non vengono degradati dai sistemi cellulari * Si accumulano nelle celluleI Metalli Pesanti non sono particolarmente tossicinella forma di elementi liberi, ma lo diventano nellaforma cationica e nella forma di derivati organici.
  9. 9. Tossicità dei metalli pesanti: meccanismi chimici • Produzione di specie reattive(Radicali Liberi -> stress ossidativo -> avvelenamento e morte cellulare)• Interazione con gruppi funzionali di biomolecole (i metalli pesanti nella loro forma cationica hanno grande affinità per lozolfo dei gruppi –SH delle proteine -> inattivazione enzimatica) • Sostituzione di ioni (cofattori) nelle biomolecole (i metalli pesanti competono con i cofattori, prendendone il posto -> inattivazione del composto)
  10. 10. Esposizione dell’uomo ai metalli pesanti• Assunzione di acqua e alimenti contaminati (estrazione mineraria, tubature, fertilizzanti chimici…) * Inalazione di polveri e vapori (centrali termoelettriche, inceneritori, impianti metallurgici, traffico veicolare, riscaldamento….)
  11. 11. Effetti nocivi dei metalli pesanti sull’uomo• Avvelenamenti• Alterazioni del metabolismo• Malformazioni• Disturbi della crescita e dello sviluppo del SNC
  12. 12. Piombo La quantità di Pb contenuta nel ns organismo è 500 volte superiore rispetto a quella presente 100 anni fa. Il Pb interagisce con il GLUTATIONE, la GLUTATIONE PEROSSIDASI e il SELENIO bloccando il ns sistema AZIONE antiossidante. Si sostituisce al calcio depositandosi nelle ossa. Reagisce con i gruppi –SH delle proteine, inattivandole. Acqua potabile (contaminata dalle condutture in Pb), cibi in scatola, tinture per capelli, gas di scarico delle auto, verdure SORGENTI coltivate in prossimità di vie trafficate o in terreni contaminati, latte proveniente da pascoli contaminati, dentifrici, sigarette Cefalea, depressione, insonnia, ansia, SINTOMI irritabilità, debolezza, algie muscolari, infertilità, anemia.Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  13. 13. AlluminioL’Al è il minerale più diffuso sulla superficie terrestre, ma non svolge alcuna funzione utileper il corpo umano. L’accumulo avviene con grande lentezza (pochi ng /die) per cui a 60anni la quantità di Al è significativa. AZIONE Blocca i sistemi antiossidanti Lattine, pentole, fogli per la conservazione degli alimenti, farmaci antiacidi, dentifrici, SORGENTI pesticidi, additivi, cavi e materiali da isolamento, deodoranti…. SINTOMI E Disturbi neurologici (Alzheimer, Parkinson, CONSEGUENZE Sclerosi multipla), osteoporosi, rachitismo, coliti… Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  14. 14. CadmioLa maggior parte del Cd si ottiene come sottoprodotto dalla fusione dello Zn, dato che idue metalli si presentano in genere associati. La tossicità del Cd dipende dalla somiglianza allo Zn; interferisce col metabolismo della Vit D (osteoporosi e degenerazione AZIONE ossea);reagisce con i gruppi – SH delle proteine; si accumula nei reni. Pigmento (solfuro di Cd nel colorante giallo), fumo di sigaretta, batterie nichel/Cd, cereali, incenerimento dei rifiuti, fertilizzanti, SORGENTI sostanze antiruggine, pesticidi, acqua potabile, farina di grano raffinata, materiale elettrico, crostacei, mitili (cozze e vongole).. Aumenta lo spessore della parete dei vasi (riduzione circolazione) Affaticabilità, SINTOMI E anemia, epatopatie, artrite reumatoide, CONSEGUENZE ridotta produzione di Vit D, proteinuria, sindrome del lattaio (pseudofratture alla scapola, femore e ileo)… Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  15. 15. Intossicazione da CdNel 1955, per la prima volta venne identificata in Giappone un‟intossicazione da Cd, causata dainquinamento industriale del cibo e dell‟acqua. La malattia venne chiamata “ITAI-ITAI”, causòforti dolori articolari e lombari che conferivano un‟andatura barcollante, simile a quella di unanatroccolo alle persone colpite, soprattutto donne in menopausa con dieta povera di calcio Il Cd interferisce , nel rene, con il metabolismo della Vit D, essenziale per la fissazione dell‟osso!Evidenze scientifiche hanno dimostrato che:1) Il Cd induce una proliferazione della ghiandola mammaria simile a quella causata da potenti promotori della proliferazione cellulare come gli estrogeni!2) Il Cd induce una proliferazione della prostata simile a quella causata dagli androgeni (potenti promotori del cancro)! Come fa il Cd a mimare l‟azione sia degli estrogeni che degli androgeni? Testosterone e estradiolo si interconvertono per aromatizzazione e hanno in comune un recettore: ER-ALFA: il Cd è capace di legarsi a questo recettore attivando entrambi gli ormoni! Il ns organismo ci protegge dal Cd grazie alle METALLOTIONEINE , proteine con gruppi –SH che complessano il Cd portandolo fuori con le urine. Martin M.B. e al., Cadium mimics the effects of estrogen, Nature Medicine 2003; 9:1081-4
  16. 16. ArsenicoI composti dell’As vengono assorbiti facilmente dall’apparato respiratorio egastrointestinale; una volta assorbiti vanno incontro a mono e dimetilazione nel fegato;poi vengono eliminati con le urine. Durante la metilazione l’As trivalente viene AZIONE trasformato in composti molto reattivi e tossici; diminuisce i livelli di GLUTATIONE Pesticidi, veleni, agenti semiconduttori, SORGENTI conservanti per il legno, erbicidi ESPOSIZIONE ACUTA: gastroenterite, diarrea, vomito, shock, collasso cardiocircolatorio; ESPOSIZIONE CRONICA: SINTOMI encefalopatie, alterazioni vascolari, alterazioni cutanee (ipercheratosi, iperpigmentazione, epiteliomi, neoplasie polmonari, sterilità) Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  17. 17. MercurioIl Hg a temperatura ambiente è un metallo liquido; ha elevata densità (13,56), e pesoatomico notevole (200,6), solidifica a -38,9 °C, bolle a 357°C, ha tensione di vapore moltoalta.Il Hg è un elemento raro in natura dove si trova sia in forma pura, che combinato conl’Ag, o sotto forma di un minerale a base di solfuro di Hg. Si lega ai gruppi –SH delle proteine, soprattutto AZIONE quelle delle cellule nervose, modificandole, inattivandole e precipitandole. Amalgame dentali, vaccini, pesci di grossa taglia, termometri, talco, cosmetici, SORGENTI coloranti, farmaci, tatuaggi, vernici, plastica… Il cervello è l’organo bersaglio del Hg: ETA’ ADULTA: danni cerebrali; ETA’ PRENATALE: ipoplasia della SINTOMI E corteccia cerebrale; PATOLOGIE COLLEGATE AL Hg: CONSEGUENZE Sclerosi Multipla, Autismo, patologie neurodegenerative… Dott.ssa Stefania Pispisa- via Buccari, 5- Taranto (099/7328622 – 335/8277661) www.biologonutrizionista.org
  18. 18. Forme tossiche del Hg Le forme tossiche di Hg per l‟uomo sono tre: * Hg metallico (stato elementare): volatile, rimane nell‟atmosfera da 3 mesi a 2 anni. * Hg++ (sale inorganico):solubile in acqua e facilmente aggregabile ad altre particelle. * Composti organici del Hg (es. metilmercurio): molto solubile in acqua e soprattutto bioaccumulabile.
  19. 19. Intossicazioni di Hg Nell‟uomo, quando il Hg non riesce ad essere eliminato, si accumula e provoca intossicazione.INTOSSICAZIONE ACUTA: se la via di penetrazione è quellarespiratoria -> tracheobronchiti, tosse; se la via di penetrazione è quella digerente -> gastroenterite ulceroemorragica acuta INTOSSICAZIONE SUBACUTA: tosse, vomito, diarrea, ulcerazioni orali, proteinuria, nefriti INTOSSICAZIONE CRONICA: alterazioni digestive, otorinolaringoiatriche, oculari, renali, cerebrali (Autismo, Sclerosi Multipla, Epilessia, Alzheimer, Parkinson…)
  20. 20. Ciclo biogeochimico del Hg Il 100% del Hg che si accumula nei pesci è CH3Hg+. Nell‟uomo l‟emivita del Hg è di 70 gg. Il CH3Hg+ viene eliminato, nell‟uomo, per il 10% con le urine, e per il 90% con le feci, per viabiliare, attraverso il circolo enteroepatico. Durante la sua eliminazione, il CH3Hg+ può subirela «ricircuitazione enteroepatica: viene riassorbito in parte e ritrasportato al fegato dal sangue. In qualsiasi forma venga eliminato il Hg, risulta sempre complessato con il GLUTATIONE
  21. 21. Glutatione (GSH) Il GLUTATIONE è un tripeptide (cisteina, glicina, acido glutammico). Si pensa che sia il più potente anti-ossidante endogeno. Alimenti contenenti GLUTATIONE: avocado, cocomero, asparagi, pompelmo, patate, fragole, pomodori, arance, carote,ATTENZIONE: la cottura distrugge pesche, spinaci. completamente il glutatione!!
  22. 22. Metalli pesanti - Stress Ossidativo - Glutatione Nell‟organismo il Glutatione ridotto (GSH) origina dal Glutatione ossidato (GSSG), in presenza di NADPH e ad opera della Glutatione reduttasi Attività del GSH:1) Attività anti- ossidante2) Azione disintossicante3) Attività immunitaria4) Attività protettiva del SNC 2 GSH + H2O2 -> 2H2O + GSSG
  23. 23. Attività del Glutatione (GSH) Glutatione perossidasi (Se) ATTIVITA‟ ANTI- 2 GSH + ROOH  GSSG + ROH + H2O OSSIDANTE2 GSH + H2O2 -> 2H2O + GSSG GLUTATIONE Radicali Liberi: GLUTATIONE ALCOOL RIDOTTO IDROPEROSSIDO OSSIDATO AZIONE Azione chelante dei metalli tossici (Al, Hg, Cd, DISINTOSSICANTE Pb…) e conseguente eliminazione Protegge il Sistema Immunitario. Un abbassamento di GSH si riscontra nell‟AIDS ATTIVITA‟ (Kameoka M., er al., 1996; Marmor M. ET AL., 1997). IMMUNITARIA Aumenta la chemiotassi dei leucociti (Droge W., et al., 1994; Villa P. er al.2002; Elferink J.G. – De Koster B.M., 1991) ATTIVITA‟ Il GSH è stato dimostrato essere il più potente PROTETTRICE SNC antiossidante cerebrale (Gutman J.)
  24. 24. Il GSH protegge il cervello Sono state eseguite moltissime ricerche sul ruolo del GSH in patologie neuro-degenerative quali morbo di Parkinson e Alzheimer. DOPAMINA: è il più importante neurotrasmettitore chimico del cervello che fa comunicare la substantia nigra con il corpo striatoNei soggetti affetti da Parkinson è statoriscontrato:1) Basso livello di GSH nella substantia nigra cerebrale2) Diminuzione della produzione di DOPAMINA3) Aumento dell‟ossidazione della DOPAMINA
  25. 25. Il GSH protegge il cervelloIn numerose altre affezioni di tipo neuro-degenerativo come pure nelle lesioni traumatiche e inalcune malattie mentali quali la schizofrenia sono state riscontrate le stesse alterazioni dellaconcentrazione del glutatione e della dopaminaNell’Alzheimer in particolare è stata riscontrata un’aumentata attivitàdell’enzima GLUTATIONE PEROSSIDASI che interviene nella distruzione deiradicali perossidi: il che sta a dimostrare una più elevata produzione di radicaliliberi nell’Alzheimer (Anneren G. et al., 1986). Viceversa un tale aumento non èstato riscontrato nella demenza per cause vascolari (Licastro F. et al., 2001)Sempre nell’Alzheimer è stata riscontrata una diminuzione del contenuto diglutatione nei globuli rossi (Liu H., et al., 2001)Il Glutatione viene utilizzato per via endovenosa nei soggetti affettida Parkinson, Alzheimer e demenza senile: secondo alcuni autori ilmiglioramento osservato sarebbe dovuto alla capacità chelante delglutatione nei confronti dei metalli tossici quali il Hg che si sarebberoaccumulati nel cervello (Perlmutter D., Summers W.K., 2001)
  26. 26. I Radicali Liberi Un Radicale Libero è una molecola o un atomo particolarmente reattivo che contiene un elettrone spaiato nel suo orbitale più esterno. A causa di questa caratteristica chimica i R.L. sono altamente instabili e cercano di tornare alla stabilità rubando l‟elettrone mancante a ogni atomo nelle vicinanze. Questo meccanismo dà origine a nuove molecole instabili, innescando una reazione a catena che, se non viene arrestata in tempo, finisce col danneggiare le strutture cellulari.
  27. 27. I RADICALI LIBERI O O HUn atomo di Ossigeno: . Il Radicale Ossidrile (OH ):due elettroni spaiati un elettrone spaiato
  28. 28. CLASSIFICAZIONE RADICALII Radicali vengono classificati sulla base della natura dell’atomo al quale appartiene l’elettrone spaiato:Radicali Liberi dell’OssigenoRadicali Liberi del CarbonioRadicali Liberi dell’AzotoRadicali Liberi del Cloro…
  29. 29. Reactive Oxygen Species (ROS)I Radicali dell’Ossigeno appartengono ad una famiglia più ampia: “Reactive Oxygen Species” (ROS) Appartengono a questa famiglia tutte le specie chimiche derivate dall’Ossigeno, radicaliche e non, tutte accomunate dalla tendenza più o meno spiccata ad ossidare vari substrati organici (lipidi, carboidrati, proteine, nucleotidi…)
  30. 30. ROS (Reactive Oxygen Species)Radicale idrossile (HO.) RadicaliAnione superossido (O2.-) liberi +Perossido d’idrogeno (H2O2)Ossigeno singoletto (1O2.)
  31. 31. REATTIVITA’ DEI RADICALILa straordinaria reattività dei Radicali è legata alla tendenza, comune a tutte le specie chimiche, di raggiungere la stabilità.LA STABILITA’ SI RAGGIUNGE SOLOQUANDO TUTTI GLI ELETTRONI SONO ACCOPPIATI!
  32. 32. REAZIONI RADICALICHE A CATENAEcco perché un Radicale Libero, che ha un elettrone in meno, e che quindi è fortemente instabile, tenderà a strappare l’elettrone mancante a qualunque specie chimica con cui viene a contatto.Quando quest’ultima cede il suo elettrone, si ossida, diventando un Radicale Libero a sua volta.Questo incomincerà la sua personale caccia agli elettroni e così via…Tale reazione a catena si blocca solo quando si ha la formazione di una specie stabile!
  33. 33. REAZIONI RADICALICHE A CATENA• REAZIONE DI INNESCO (scissione omolitica, interazione con metalli di transizione, cattura elettronica)• REAZIONI DI PROPAGAZIONE (trasferimento, addizione, frammentazione, riarrangiamento)• REAZIONE DI TERMINAZIONE (combinazione, disproporzione)
  34. 34. REAZIONI DI INNESCOI principali meccanismi con cui si generano i Radicali Liberi sono:1) SCISSIONE OMOLITICA2) INTERAZIONE CON METALLI DI TRANSIZIONE (ossidazione metallo di transizione/riduzione metallo di transizione)
  35. 35. Reazione di innesco: scissione omolitica A B Energia A B Molecola Radicale 1 Radicale 2
  36. 36. Reazione di innesco: interazione con metalli di transizione Ossidazione di un metallo di transizione Fe 2+ Fe 3+ ox A B A B Molecola Radicale AnioneEs.: H-O-O-H + Fe2+ HO* + OH- + Fe3+
  37. 37. Reazione d’innesco: Interazione con metalli di transizione Riduzione di un metallo di transizione Fe 3+ Fe 2+ + redA B A BMolecola Radicale CationeH-O-O-H + Fe3+ H-O-O* + H+ + Fe2+
  38. 38. REAZIONE DI PROPAGAZIONE: trasferimento Elettrone spaiato A C C A C C Radicale Molecola bersaglio Nuova molecola Nuovo Radicale(ossidante) (es. doppio legame C) (ridotta, stabile) (ossidato, instabile)
  39. 39. REAZIONE DI PROPAGAZIONE (trasferimento)O H R H R + + H O HRadicale Substrato organico Radicale alchile Acquaossidrile
  40. 40. REAZIONE DI TERMINAZIONE: combinazione R1 R2 R1 R2Radicale 1 Radicale 2 Molecola neutra(ossidante) (antiossidante)
  41. 41. I Radicali Liberi O2 + e- -> O2-° RADICALE SUPEROSSIDO 2O2-° + 2H+ -> O2 + H2O2 PEROSSIDO D‟IDROGENO O2-° + H2O2 -> °OH + -OH + O2 Reazione di Haber Weiss RADICALE IDROSSILICO H2O2 + Fe2+ -> °OH + -OH + Fe3+ Reazione di Fenton Raggi gammaO2-• + Fe3+ Fe2+ + O2 H-O-H  stadi intermedi  °OH + °H
  42. 42. Reazioni di Fenton e di Haber-Weiss SOD H2O2 + O2 O2-• + Fe3+ Fe2+ + O2 Reazione di Fenton Fe2+ + H2O2 OH- + Fe3+ + OH• Catalasi _________________________________________________ H2O + O2Reazione di Waber Weiss O2-• + H2O2 OH- + O2 + OH• Radicale Idrossilico
  43. 43. Il Radicale Idrossile
  44. 44. I danni dei Radicali Liberi: la perossidazione lipidica RADICALE IDROSSILICOIdroperossidi ROOH Idroperossidi ROOH Perossiradicale ROO* Fe 2+ Fe 3+ 2 ROOH RO* + ROO*
  45. 45. 15 14 12 11 8 5 1 COOH 20 H3C 16 13 OH Arachidonic acid H2 O 15 14 12 11 8 5 1 COOH 20 H3C 16 13 Arachidonic acid radical 15 14 12 11 8 5 1 COOH 20 H3C 16 13 [Arachidonic acid radical] Electron transfer 15 13 11 8 5 1 COOH 20 H3C 16 14 12 Arachidonic acid coniugated diene O2 O O 15 13 8 5 1 COOH 20 11 H3C 16 14 12 Arachidonic acid peroxyl radical RH MDA OH O R Hydroperoxide (d-ROMs test) 15 13 8 5 1 COOHR-O-O-H H3C 20 16 14 12 11 Idroperossido ROOH
  46. 46. I danni dei Radicali Liberi: gli idroperossidi ROOHGli idroperossidi, generati dall‟attacco dei radicali liberi alle strutture cellulari, sono sostanzeabbastanza stabili ma dotate di attività ossidante.Per questo motivo la cellula li espelle al suo esterno immettendoli nel sangue.Qui, in condizioni di leggera ischemia, l‟attivazione del metabolismo anaerobio rilasciacataboliti acidi che, provocando un lieve abbassamento del Ph, inducono una modificazionedella transferrina che rilascia il ferro in forma libera.Sarà proprio il ferro a provocare la scissione degli idroperossidi (ROOH) in Radicali alcossilici(RO*) e Radicali perossilici (ROO*) , che, in quanto specie radicaliche continueranno il loroattacco alle strutture cellulari. Fe 2+ Fe 3+ 2 ROOH RO* + ROO*
  47. 47. I danni daRadicali liberi
  48. 48. I fattori responsabili dellaproduzione di Radicali Liberi FATTORI AMBIENTALI Inquinamento Droghe, fumo, alcool e farmaci Raggi ultravioletti e radiazioni ionizzanti Stress psicofisico prolungato (attività fisica intensa) Alcuni additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la loro cottura FATTORI ENDOGENI Trasporto di elettroni nei mitocondri (produzione aerobica di energia) B-ossidazione (metabolismo degli acidi grassi) Reazioni del citocromo P45 0 (metabolizzazione di farmaci, sostanze tossiche ecc.) Attività delle cellule fagocitarie (sistema immunitario)
  49. 49. I danni dei Radicali Liberi
  50. 50. Alterazioni strutturaliMutazioni genetiche Inattivazione enzimatica DNA PROTEINE E ENZIMI RADICALI LIBERI POLISACCARIDI ACIDI GRASSI POLINSATURI Depolimerizzazione Perossidazione Alterazioni strutturali Alterazioni membrane
  51. 51. Patologie da stress ossidativo •Aterosclerosi •Ictus •Infarto del miocardio •Sclerosi Multipla •Invecchiamento precoce •Morbo di Parkinson •Morbo di Alzehimer •Neoplasie •Broncopneumopatie •Artrite reumatoide
  52. 52. Stress ossidativo e malattie neurodegenerativeLo stress ossidativo può essere definito una condizione patologica trasversale a molte malattie, soprattutto patologie degenerative e neurodegenerative L’asse cerebro-spinale è per definizione una struttura anatomica altamente suscettibile all’attacco dei ROS perché: 1) Il solo encefalo utilizza circa il 20% dell’ossigeno inspirato, elemento base dei ROS. 2) In alcune aree cerebrali è riscontrabile una cospicua quantità di Ferro, il cui ruolo è fondamentale per la produzione dei ROS. 3) Alcuni neurotrasmettitori, quali catecolamine (adrenalina, noradrenalina, idrossifenilalanina) si possono autossidare generando ROS. 4) Le membrane neuronali sono molto ricche di acidi grassi polinsaturi i cui doppi legami sono bersaglio dei ROS. 5) Il SNC presenta già fisiologicamente bassi livelli di antiossidanti fatta eccezione per la Vit. C
  53. 53. Dosaggio dei Radicali Liberi: d-Roms Test Ma come faccio a quantizzare i Radicali Liberi circolanti e valutare un eventuale stress ossidativo?Il d-Roms Test è un esame spettrofotometrico che consente dideterminare la concentrazoone degli idroperossidi (ROOH) presenti nelsiero. ROM = Reactive Oxygen Metabolites.Attraverso il d-Roms Test gli idroperossidi, dopo aver reagito con uncromogeno, sviluppano un derivato colorato (dal rosa al rosso) rilevabilespettrofotometricamente.Il principio è quello della reazione di Fenton: ROOH + Fe2+  RO* + OH -+ Fe3+ ROOH + Fe3+  ROO* + H++ Fe2+
  54. 54. Dosaggio Radicali Liberi:D-Roms TestNel d-Roms Test gli idroperossidi del siero vengono messi nelle condizioni previsteda Fenton per generare in vitro radicali idroperossilici ed alcossilici.In pratica un‟aliquota di siero viene diluita in una soluzione tampone a pH 4,8.In queste condizioni il Fe ionico dapprima legato alle sieroproteine, si libera,catalizzando la scissione degli idroperossidi presenti nel campione.A questa soluzione viene aggiunto un cromogeno (N,N-dietil-parafenilendiammina) che si lascia ossidare dai radicali idroperossilici e alcossilici,trasformandosi in una sostanza cationica colorata che può essere letta a 505 o546 nm.La concentrazione del complesso colorato è direttamente proporzionale allaquantità di idroperossidi del campione!
  55. 55. Dosaggio dei Radicali Liberi: d-Roms Test ROOH + Fe2+  RO* + OH-+ Fe3+ RO* + A-NH2  RO- + [A-NH2*]+ ROOH + Fe3+  ROO* + H++ Fe2+ ROO* + A-NH2  ROO- + [A-NH2*]+I risultati del d-Roms Test vengono espressi in U-CARR(Unità Carratelli; 1 U CARR = 0.08 mg H2O2/dl)
  56. 56. Interpretazione dei risultati del d-Roms TestIDROPEROSSIDI IDROPEROSSIDI Stress Ossidativo (U-CARR) (mg H2O2/dl) (gravità) 300 – 320 24,08 – 25,60 Border-line 321 – 340 25,68 – 27,20 Lieve 341 – 400 27,28 – 32,00 Medio 401 – 500 32,08 – 40,00 Elevato > 500 > 40,00 Elevatissimo Range normale: 250 – 300 U-CARR 1 U-CARR = 0,08 mg/dl (H2O2)
  57. 57. Cosa fare in caso di Stress Ossidativo? (d-Rom‟s Test > 300 U-CARR)1. Fare ulteriori indagini diagnostiche.2. Cercare di normalizzare i valori mediante una dieta antiossidante mirata e consapevole.3. Qualora la dieta risulti insufficiente, ricorrere ad integratori alimentari antiossidanti4. Nei casi di grave intossicazione cellulare, ricorrere a terapie mediche antiossidanti specifiche ( per es. terapia chelante)
  58. 58. Antiossidanti fisiologiciGli antiossidanti preventivi sono agenti che, attraverso vari meccanismi, quali lachelazione dei metalli di transizione o la decomposizione di idroperossidi e/operossidi d‟idrogeno, prevengono la formazione delle specie reattive (glutatione,superossido-dismutasi, catalasi…).Gli antiossidanti scavenger inibiscono la reazione di inizio e bloccano la reazione dipropagazione della cascata radicalica (Vit. C, Vit. E, carotenoidi, Vit. A…)Gli agenti di riparo sono enzimi che intervengono dopo che il danno è stato fatto,riparandolo (idrolasi: glicosidasi, lipasi, proteasi; transferasi, polimerasi…)Gli agenti di adattamento sono sostanze o tecniche o procedure atte a potenziare ilsistema antiossidante (corretto esercizio fisico, alimentazione corretta…)
  59. 59. Il sistema di difesa anti-radicalico enzimatico La cellula, per neutralizzare i Radicali Liberi in eccesso, sintetizza alcune molecole anti-ossidanti di natura enzimatica.Gli antiossidanti endogeni più importanti sono:SUPEROSSIDO DISMUTASI (SOD) 2 O2.- + 2 H+ ⇌ O2 + H2O2CATALASI (CAT) 2 H2O2 ⇄ O2 + 2 H2OGLUTATIONE PEROSSIDASI (GSH) 2 GSH + H2O2 -> 2H2O + GSSG Questi antiossidanti agiscono reagendo con i Radicali Liberi modificandoli e trasformandoli in molecole innocue.
  60. 60. Potential reactions of molecular oxygen in the mithocondria 1O 2 e- h e- e- + . O2 O2 O2 O22- e- e- e- . . O + O Cytochrome c oxidase 1e- 1e- 1e- 1e- O2 O 2. H2O2 HO. H2O 2 H+ 1H+ NADP/Xa-Ox SOD Glutathione peroxidase, catalase Flavin oxidase
  61. 61. Il sistema di difesa anti-radicalico Sostanze anti-ossidanti Anti-ossidanti lipofili Anti-ossidanti idrofili Anti-ossidanti enzim atici Betacarotene Vitamina C G lutatione perossidasi Vitamina A Vitamina B Catalasi Vitamina E Bioflavonoidi Superossido dismutasiPIGMENTI VEGETALI: Bioflavonoidi, Carotenoidi, Polifenoli…MICRONUTRIENTI E METABOLITI: selenio, rame, zinco, glutatione,coenzima Q10…
  62. 62. Alimenti antiossidanti Molti cibi, soprattutto quelli di origine vegetale, contengono centinaia di sostanze con attività antiossidante più o meno marcata. Tra le più conosciute spiccano alcune vitamine (A, C ed E) insieme a minerali come il selenio, il rame e lo zinco, Bioflavonoidi, Carotenoidi e Polifenoli.
  63. 63. Potere antiossidante dei vegetali: ORACPer cercare di quantificare il potere antiossidante degli alimenti il Dipartimentodell„Agricoltura americano ha elaborato una scala ORAC, basata sulla capacitàdi assorbimento del radicale ossigeno. ORAC = Oxygen Radical Absorbance Capacity 5.000 UNITA‟ ORAC = 5 Porzioni di frutta e verdura al giorno!
  64. 64. Prugne nere = 5440 ORAC x 100 gUvetta = 2830Mirtilli = 2400More = 2036Fragole = 1540Uva nera = 739Ciliegie = 670
  65. 65. Cavolo = 1770 ORAC x 100 gSpinaci = 1260Cavolini = 980Barbabietole = 840Cipolle = 450Melanzane = 390
  66. 66. QUERCITINA: vino rosso,cipolla rossa, thè verde,mirtilli, meleRUTINA: grano saraceno,vino rosso, mentaANTOCIANINE: ribes,ciliegie, cavoli, uva, fragole,banane, asparagi, piselli,pere, patate
  67. 67. CAROTENE: carote Il LICOPENE è il più potenteLICOPENE: pomodori, pompelmo rosa, carotenoide conosciuto e il pomodoro èmelone l’alimento che ne contiene di più (1 pomodoro medio contiene 3,7 mg diLUTEINA:cavoli, spinaci, broccoli, licopene).zucchine, piselli. Il LICOPENE ha un’azioneZEAXANTINA: grano, tuorlo d’uovo, anticancerogena 10 volte più potente del betacarotene.peperoni rossi, mango, succo d’arancia Possiede un’azione protettiva contro l’ossidazione delle LDL (il pomodoro protegge dalla formazione delle placche). Uno studio ha dimostrato che mangiando pomodori 10 volte alla settimana si ha una riduzione del 45% del cancro alla prostata (Giovannucci e coll., J. National Can. Istit. 1995; 87:1767 – 1776). La LUTEINA e la ZEAXANTINA proteggono le cellule della retina dalla degenerazione maculare
  68. 68. Uno dei polifenoli antiossidanti più studiati è sicuramente il RESVERATROLO costituente abbondante del vino rosso. Il RESVERATROLO è attivo contro i Radicali Liberi e impedisce l’ossidazione del colesterolo LDL. In vitro impedisce la trasformazione di alcune sostanze in sostanze cancerogene (1). Alcune ricerche hanno dimostrato che aggiungendo RESVERATROLO in colture di cellule tumorali, la loro crescita è rallentata, così come la loro capacità di autoalimentarsi grazie all’attività di angiogenesi (creazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore (2). L’effetto antinfiammatorio del RESVERATROLO sarebbe supportato dalla sua capacità di inibire la ciclo-ossigenasi, esattamente come fanno i classici farmaci antinfiammatori (3)1) Chen ZH, HurhYJ, Na HK, et al. Resveratrol inhibits TCDD-induced expression of CYP1A1 and CYP1B1 and catecholestrogen-mediated oxidative DNA damage in cultured human mammary epithelial cells. Carcinogenesis;25(10):2005-2013,2004.2) Lin MT, Yen ML, Lin CY, Kuo ML. Inhibition of vascular endothelial growth factor-induced angiogenesis by resveratrolthrough interruption of Src-dependent vascular endothelial cadherin tyrosine phosphorylation. Mol Pharmacol;64(5):1029-1036, 2003.3) Donnelly LE, Newton R, Kennedy GE, et al. Anti-inflammatory effectsof resveratrol in lung epithelial cells: molecular mechanisms. Am J PhysiolLung Cell Mol Physiol. 287(4):L774-783, 2004.
  69. 69. Tra i polifenoli la classe più ampia èrappresentata dai FLAVONOIDI. I POLIFENOLI:Sono state identificate circa 5000 sottoclassi di FLAVONOIDIflavonoidi.I flavonoidi sono ampiamente distribuiti nei cibi .e nelle bevande di origine vegetale come frutti,vegetali, cacao, thè e vino.IL Flavonoide QUERCETINA è quello che piùfrequentemente si trova nei cibi. La quercitina èil flavonolo più abbondante presente nellacipolla, mentreinfatti contiene notevoli quantitàI flavonoidi il thè possono bloccare la reazione di innesco, neutralizzando i Radicali liberi, altrisia di quercitina che di kampferolo. ioni metallici responsabili della formazione dei ROS, altri causanoflavonoidi possono chelare queglisignificativi aumenti dell‟attività dell‟enzima Glutatione-S-tranferasi, enzima che protegge le cellule daiI pomodori Cherry Liberi.danni dei Radicali contengono una quantità diquercitina, per grammo di peso fresco, 6 voltemaggiore rispetto a quella presente nelle altrevarità di pomodori.Questo è dovuto al fatto che i flavonoli sonosintetizzati ed accumulati nella buccia delpomodoro, per cui le varietà più piccole hannoun rapporto buccia/volume più alto.
  70. 70. Alimenti antiossidanti Il segreto? MANGIARE…COLORATO!!!Per essere sicuri di consumare cibiantiossidanti… riempite il vostrofrigorifero di alimenti colorati (dalgiallo al rosso, dal verde al blue…)
  71. 71. La cucina antiossidante1) Consumare preferibilmente cibi crudi o poco cotti2) Prediligere la cottura a vapore o in pentola a pressione3) Conservare sempre il cibo in frigorifero4) Non lasciare mai il cibo esposto al sole5) Condire sempre a crudo6) Preferire il consumo di cereali integrali (gli antiossidanti del grano integrale come vitamina E, B, carotenoidi, Zn, Cu, Se, distruggono i radicali liberi 50 volte di più delle vitamine C ed E da sole.7) Consumare sempre legumi con la buccia perché contengono polifenoli antiossidanti8) Consumare 4 – 6 porzioni di frutta e verdura ogni giorno .9) Riempire il frigorifero di alimenti colorati: rossi, arancioni, gialli, viola10) Vanno bene anche alcuni cibi bianchi : aglio, cipolla, porro e scalogno11) La verdura è più antiossidante della frutta12) La frutta va consumata con la buccia, perché è nella buccia che è concentrato il potere antiossidante.13) Consumare semi oleosi purchè freschi (noci, mandorle, nocciole, pinoli)14) Consumare del germe di grano aggiungendolo a pietanze15) Meglio il pesce della carne16) Meglio il pesce azzurro per il contenuto degli omega 3.17) Consumare vino rosso (2 bicchieri al giorno)18) Bere molta acqua e anche thè verde19) Abbondare in spezie ed erbe aromatiche come: zenzero, curcuma, salvia, rosmarino, origano20) Consumare centrifugati di frutta o verdura
  72. 72. Sindrome autisticaLautismo viene considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo pervasivodello sviluppo che si manifesta entro il terzo anno di età con gravi deficit nelle aree dellacomunicazione (turbe qualitative e quantitative del linguaggio), dell‟interazione sociale (turbequalitative e quantitative delle capacità relazionali, con tendenza evidente all‟isolamento),dell‟immaginazione (uso inappropriato e stereotipato di oggetti) e con problemi dicomportamento (auto ed etero aggressività, iperattività fisica accentuata, ipersensibilità allevariazioni dell‟ambiente circostante o delle figure di riferimento affettivo); e puraccompagnandosi ad un aspetto fisico normale, perdura per tutta la vita. La caratteristica più evidente è lisolamento accertato dall‟assenza di risposta verbale e non verbale (assenza di contatto oculare e della mimica) alle stimolazioni verbali e ambientali, dalla difficoltà a stare con coetanei e adulti, dai disturbi del comportamento (iperattività fisica accentuata, comportamenti ossessivi e spesso privi di senso, ecc.). “Solitudine e inadeguatezza” nell‟affrontare le difficoltà del vivere quotidiano diventano un modus vivendi delle persone con disturbo autistico, delle loro famiglie e degli operatori professionisti.
  73. 73. Sindrome autistica: un‟epidemia? In Italia secondo dati Eurispess vi sono solo 6- 10 nati autistici su 10.000. Il Corriere della Sera del 19/2/07 riporta 60 nati su 10.000. Viste le grandi discrepanze tra i dati italiani ed europei, sorge il dubbio, che a causa delle difficoltà diagnostiche, in Italia il fenomeno sia ancora sottovalutato e ridimensionato.Secondo l Autism Society of America, lautismo è una epidemia: si ritiene che circa unmilione e mezzo di Americani - bambini ed adulti - ha oggi lautismo e, sfortunatamente,questo numero sta incrementando. Sulla base di statistiche dellU.S. Department ofEducation (USDE) e di altri enti governativi lautismo sta crescendo del 10–17% allanno(USDE, 2003). Studi condotti negli anni 80 stimavano che lautismo si verificasse su 1bambino ogni 1000 (Bryson et al., 1988; Sugiyama and Abe, 1989). Uno studio del 1999riferiva invece una incidenza dellautismo di 1 bambino ogni 333(Baird et al., 2001) ed unaltro studio del 2003 riferiva di 3.4 casi su 1000 bambini (Yeargin-Allsopp et al., 2003). IlCenter for Disease Control (CDC), nel Novembre 2004, riporta che lincidenza varia in unrange da 2 a 6 bambini ogni 1.000 (CDC, 2004) arrivando ad un caso su 150.
  74. 74. Sindrome autistica: una patologia di causa ignota e incurabile! La carenza di certezze delle origine organiche dellautismo fanno si che il farmaco abbia un ruolo sintomatico per modificare comportamenti critici e renderli socialmente accettabili. Per moderare i disturbi dellumore si sono dimostrati efficaci farmaci antiepilettici, antidepressivi e antipsicotici, questi ultimi si somministrano anche per limitare i comportamenti ripetitivi e per contenere laggressività verso se stessi e gli altri. Essendo una patologia «psichiatrica» alla terapia farmacologica a base di psicofarmaci si associa una terapia riabilitativa (psicomotricità e logopedia)
  75. 75. Protocollo D.A.N.Il protocollo terapeutico D.A.N. (Defeat Autism Now) nasce nel 1991 grazie agli sforzidell‟Istituto per la Ricerca sull‟Autismo (A.R.I. : Autism Research Institute) fondato nel1967 dallo psicologo Bernard Rimland recentemente scomparso.Undici anni prima il dott. Rimland aveva avuto dalla moglie un bimbo autistico, Mark. «Il Dott. Rimland passerà alla storia come la persona che ha messo fine all‟era nera dell‟autismo e che ha iniziato e condotto la battaglia per dare speranza ed aiuto ai bambini autistici!» Dott. S.M.Edelson (Direttore A.R.I.)
  76. 76. Protocollo D.A.N.Secondo il protocollo D.A.N. la sindrome autistica è una sindromemultifattoriale, sostenuta dall‟incontro di fragilità genomiche e causesecondarie come l‟inquinamento ambientale e alimentare, l‟abuso diantibiotici, diffusione di alimenti carichi di glutine e caseina. Secondo il protocollo DAN la principale causa della sindrome autistica è data dall‟intossicazione da metalli pesanti (Hg, Al, Cd, Pb, As) . I vaccini contenenti mercurio sono i maggiori responsabili di questo avvelenamento. Il THIMEROSAL è un composto chimico organo- mercurale utilizzato come conservante nei vaccini che contiene il 49% in peso di mercurio!
  77. 77. Protocollo D.A.N.Secondo il protocollo DAN, l‟esposizione a metalli tossici, determina un accumulo degli stessinell‟organismo.Il corpo non riesce ad eliminare questi tossici o a causa della loro enorme quantità e/o a causa di unadiminuita capacità detossificante dipese da mutazioni genetiche.L‟organismo cerca, comunque , di detossificarsi utilizzando il sistema epatico e renale e utilizzandoil glutatione.Durante questa attività detossificante, vengono prodotti radicali liberi (stress ossidativo) e siesauriscono le riserve di glutatione, facendo accumulare altri metalli tossici.Questi metalli, soprattutto il Hg, si accumulano nell‟intestino , danneggiandolo ,e vengono anchecomplessati dalla Candida intestinale.I radicali liberi prodotti passano in circolo, superano la barriera ematoencefalica e perossidano lemembrane neuronali.L‟intestino danneggiato, perde la sua integrità e conseguente capacità filtrante: molecole moltogrosse (glutine, caseina) indigerite passano dal lume intestinale al sangue e da qui al cervello.Nel cervello queste molecole si legano ai recettori oppioidi e questo legame induce tutte le reazionitipiche della sindrome autistica.Ma il passaggio di sostanze indigerite induce anche una risposta immunitaria (allergie alimentari).Il rilascio di anticorpi scatena una reazione infiammatoria.L‟infiammazione cronica abbassa i livelli di IgA.L‟abbassamento di IgA permette la proliferazione di candida e clostridi.Una delle tossine prodotte dalla Candida è un enzima che le permette di forare la parete intestinale.
  78. 78. 1) Tutti i bambini autistici soffrono di gravissimi disturbi gastrointestinali, micosi devastanti, otiti recidivanti. Evidenze2) La maggior parte dei bambini presenta una diminuita permeabilità intestinale. cliniche3) In molti bambini si riscontra un deficit dell‟ENZIMA DPP-IV, Enzima necessario per il completamento della digestione di alcune proteine come Glutine e Caseina.4) Riduzione della quantità di METALLOTIONEINE .5) Ridotta produzione di GLUTATIONE.6) Ridotta attività dell‟ENZIMA FENOLSULFOTRANSFERASI.7) Lesioni della barriera intestinale a livello delle giunzioni strette8) Il profilo immunitario dei bambini autistici è del tipo Th2: facilità alle reazioni di tipo allergico e autoimmune, suscettibilità nei confronti delle infezioni fungine e virali, produzione di sostanze proinfiammatorie quali TNF, interleuchine 1, 8, 12, interferone gamma e alfa.
  79. 79. Protocollo D.A.N. (esami diagnostici)Il protocollo DAN si avvale di una serie di esami diagnostici, fra i quali, imprescindibili sono: Analisi delle feci. Valuta la funzione gastrointestinale nel suo complesso: CDSA/P: Comprehensive digestione, assorbimento, flora enterica, Digestive Stoolo Analysis and presenza di parassiti. Parassitology Analysis I parametri analizzati sono: trigliceridi fecali, chimotripsina, valerato e isobutirrato, fibre carnee e vegetali, acidi grassi a catena lunga, colesterolo, grassi fecali totali, acidi grassi a catena corta, beta-glucoronidasi, lieviti, esame microscopico dei parassiti, Giardia, Cytoptosporidium, analisi macroscopica e indice di disbiosi Esame su urine. Valuta quattro aree METABOLIC fondamentali (39 parametri): funzione ANALYSIS PROFILE: gastrointestinale, produzione cellulare di analisi delle urine energia, metabolismo dei neurotrasmettitori, equilibrio tra amminoacidi ed acidi organici.
  80. 80. Protocollo D.A.N. (esami diagnostici)Qualora in caso lo richieda, il protocollo DAN si può avvalere di altri due esamidiagnostici (genomici): Esame su sangue: valuta i polimorfismi di singoli nucleotidi (SNPs) associatiDETOXIGENOMIC PROFILE all‟aumento del rischio per scompensi della capacità detossificante. Esame su sangue: valuta i polimorfismi di singoli nucleotidi (SNPs) nei geni che modulano l‟attività immunitaria ed IMMUNOGENOMIC infiammatoria. PROFILE Tali variazioni possono influenzare l‟equilibrio tra la risposta immunitaria cellulare (Th-1) e umorale (Th-2) e promuovere i meccanismi che stimolano e cronicizzano la risposta infiammatoria.
  81. 81. Protocollo D.A.N. (terapia) Con le analisi CDSA/P e METABOLIC Valutazione della ANALYSIS PROFILE si valuta lafunzione intestinale funzionalità intestinale. RIMUOVERE: alimenti allergizzanti, sostanze inquinanti (terapia chelante dei metalli tossici con DMSA: acido dimercaptosuccinico) Programma RIMPIAZZARE: enzimi per le diverse nutrizionale funzioni digestive integrato 4RDS REINTRODURRE: probiotici RIPARARE: la mucosa intestinale mediante antiossidanti e nutrienti (Glutatione,Vit. C, Vit. E, Vit B, Ac.lipoico, omega3… )
  82. 82. Protocollo D.A.N. (terapia nutrizionale) Il protocollo DAN si basa soprattutto sulla dieta che prevede l‟eliminazione delle proteine strutturalmente ingombranti e tendenzialmente allergizzanti e psicotiche per un soggetto autistico: glutine, caseina, soia Effetti della dieta Miglioramento del comportamento,Schema calorico: della socializzazione, del linguaggio, 30% proteine, della durata del sonno, diradamento50% carboidrati, delle stereotipie, diradamento 20% grassi attacchi epilettici.
  83. 83. Alimenti VIETATI dal protocollo DAN 1) Alimenti con glutine Alimenti VIETATI 2) Latte e derivati 3) Soia 4) Zucchero 5) Lieviti Alimenti contenenti glutine Frumento, Segale, Orzo, Avena, Farro, Malto, KamutAlimenti da controllare per sospetta Quinoa, amaranto presenza di glutine Amido di frumento, gelatinizzato, modificato, di malto, fibra ATTENZIONE A: alimentare, germe di grano, proteine vegetali idrolizzate, pasta di cacao, farina di cereali o semola
  84. 84. Alimenti PERMESSI dal protocollo DANAlimenti PERMESSI che Mais, riso, grano saraceno,NON contengono glutine tapioca, miglio, carrube, fecola di patate. SOSTITUZIONI Latte di riso Latte vaccino Latte di mandorle Latte di cocco Fruttosio Zucchero bianco Xilitolo Lievito Schar Bicarbonato di sodio Lievito di birra Cremor tartaro
  85. 85. Tabella riassuntiva degli alimenti permessi dal protocollo DANLatte di riso, di mandorla, di coccoRiso, mais, tapioca, miglio, quinoa, amaranto, grano saracenoUovaSemi: nocciole, mandorle, anacardiLegumiVerdure e ortaggiCarne: pollo, tacchino, anatra, oca, faraona, cavallo, coniglio,prosciutto crudo, cacciagioneFruttaOlio di oliva e di girasole, limoneFruttosio, xilitoloLievito Schar, bicarbonato di sodio, cremor tartaro
  86. 86. Una dieta povera di carboidrati, più proteine e grassi, ma soprattutto IPOCALORICA dimezza la frequenza degli attacchi epilettici (John Hopkins University). Il cervello consuma ossigeno e glucosio (il 20% dell‟ossigeno totale del nostro organismo è consumato dal cervello). Il glucosio, nel cervello, viene trasformato in glutammato e aspartato ( neurotrasmettitori eccitatori). Nell‟epilessia c‟è un incremento del consumo di ossigeno e quindi iperproduzione di glu e asp; ma se si digiuna, dopo 24- 48 h, le riserve di glucosio si esauriscono. Il cervello utilizza, quindi, i corpi chetonici derivanti dai grassi immessi nel sangue dal fegato.L‟aumento dei corpi chetonici si ha sia Un aumento dei corpi chetonici coincide con una riduzioneconsumando + grassi, che diminuendo le dell‟eccitabilità nervosa, con una riduzione di asp e uncalorie = il fegato è costretto, così, a aumento di GABA che è il principale controlloreutilizzare il grasso corporeo di riserva dell‟eccitazione nervosa.
  87. 87. La Sclerosi MultiplaLa Sclerosi Multipla, è una malattia infiammatoria del Sistema Nervoso Centrale(cervello e midollo spinale), caratterizzata dalla perdita progressiva e irregolare dimielina, una sostanza lipoproteico che riveste, come un manicotto, la fibranervosa e permette la progressione rapida e coordinata degli impulsi elettrici da everso il cervello.Viene detta anche Sclerosi a Placche per la presenza di un gran numero di focolaidi demielinizzazione, irregolarmente disseminati nella sostanza bianca di tutto ilSistema Nervoso Centrale.
  88. 88. La Sclerosi Multipla è una patologiadi cui non si conosce ancora la causa,ma verosimilmente si può imputare La Sclerosi Multiplaall‟interazione tra fattori genetici ed (cause)ambientali; l‟opinione prevalente vedeimplicati un meccanismo autoimmune(il sistema di difesa dell‟organismonon riconosce più come propria lamielina) e un‟infezione di tipo virale(che scatenerebbe la reazioneimmunitaria).L‟infiammazione rallentando latrasmissione degli impulsi elettricilungo le terminazioni nervose,determina l‟instaurarsi di sintomidiversi a seconda della localizzazionenel sistema nervoso centrale e delnumero di placche.
  89. 89. La Sclerosi Multipla (sintomatologia)La sintomatologia emerge, di solito, in modo acuto o subacuta ed è costituita da un singolodisturbo, che regredisce dopo alcuni giorni o settimane, in modo completo o lasciando modestipostumi.Il primo episodio è seguito, con intervalli che vanno da alcune settimane ad alcuni anni, daaltri con sintomatologia varia, non riconducibili ad un unico focolaio di lesione.Si distinguono, in generale: * disturbi motori: stanchezza, debolezza soprattutto agli arti inferiori, rigidità muscolare,spasticità * disturbi sensitivi: formicolii, intorpidimento della sensazione tattile (parestesia), dolorimuscolari, maggiore sensibilità al calore * disturbi nella coordinazione: camminata incerta (atassia); vertigini, tremori muscolari * disturbi vescicali e intestinali: minzione frequente e/o impellente, costipazione, disturbisfinterici * disturbi della parola e della scrittura, soprattutto nelle fasi avanzate della malattia * disturbi visivi: visione doppia (diplopia), pallore della metà temporale della papilla * disturbi cognitivi, emotivi: deficit di memoria, di concentrazione, di ragionamento.
  90. 90. La Sclerosi Multipla (diagnosi )La diagnosi di sclerosi multipla, oltre che sull‟anamnesi e sul riscontro dei sintomiclinici, si basa su prove di laboratorio (studio del liquor attraverso prelievo spinale),sullo studio delle alterazioni dei potenziali evocati (visivi ed uditivi), e su indaginistrumentali per evidenziare le placche: Tomografia Assiale Computerizzata (TAC),Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).
  91. 91. La Sclerosi Multipla (terapia)Non esiste una terapia specifica. I trattamenti sono mirati agli episodi acuti, alla prevenzionedelle ricadute e al miglioramento generale della sintomatologia.Negli episodi acuti si usano i corticosteroidi, (preferibilmente ad alto dosaggio e per breviperiodi) che esercitano un potente effetto antiflogistico (riducono l‟infiammazione).Per prevenire le ricadute sono stati sperimentati farmaci immunomodulatori, quali il beta-interferone, con lo scopo di determinare una risposta più selettiva nell‟ambito del sistemaimmunitario, e farmaci immunosoppressori, come l‟azatioprina ed il metotrexate, che bloccanola replicazione cellulare, rallentando anche la reazione immunologica.La persona colpita da sclerosi multipla necessita, inoltre, di una terapia rivolta alle malattieintercorrenti, alle infezioni delle vie urinarie e alle piaghe da decubito.Molto utili contro la spasticità degli arti si sono dimostrati i farmaci miorilassanti e lafisiochinesiterapia.
  92. 92. La Sclerosi Multipla (terapia alimentare)La Sclerosi Multipla è caratterizzata da lesioni anatomiche di origine infiammatoria a carico del SistemaNervoso.L‟infiammazione nel cervello e nel midollo spinale è attivata e mantenuta attiva dai mediatori del processoinfiammatorio.Questi mediatori sono prodotti dall‟organismo a partire da un acido grasso polinsaturo: acido arachidonico.La quantità di acido arachidonico nelle cellule dipende dal suo apporto dall‟esterno, cioè dall‟alimentazione.Una dieta per la SM deve quindi, in primis, ridurre drasticamente l’introito di Acido arachidonico! H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H H O C H H H OH H
  93. 93. La Sclerosi Multipla (efficacia della terapia alimentare)Durante la Seconda Guerra Mondiale, il cibo era scarso e lo stress elevato nell‟Europa Occidentale occupata.La gente non poteva più permettersi la carne, così mangiava i cereali e le verdure.Il risultato fu una drammatica diminuzione dell‟assunzione di prodotti di origine animale e di grassi totalinella dieta.I medici osservarono che i ricoveri per SM diminuirono di 2-2.5 volte.Roy Swank, M.D., ex-direttore del Dipartimento di Neurologia dell‟Università dell‟Oregon ed ora medicoall‟Oregon Health Sciences University, osservò che i pazienti con MS erano migliorati quando sottoposti aquesta dieta forzatamente povera di grassi.Negli anni ‟50, Swank iniziò a trattare i propri pazienti con una dieta di questo tipo.Avendo ottenuto risultati eccellenti, ha trattato per 35 anni migliaia di pazienti affetti da SM in questomodo.I suoi risultati sono apprezzabili alla luce di qualunque criterio medico standard: le condizioni dei pazientimigliorarono nel 95% dei casi .I pazienti andavano meglio se la malattia era stata diagnosticata precocemente ed avevano avuto pochepoussées, ma anche i pazienti malati di SM da lungo tempo hanno mostrato un rallentamento nellaprogressione della malattia.In origine Swank era soprattutto impegnato nel limitare i grassi saturi, ma col passare degli anni ha iniziato aconsiderare pericolosi tutti i tipi di grassi.La sua dieta per la MS attualmente ha un apporto di grassi del 20% delle calorie totali.
  94. 94. La Sclerosi Multipla (caratteristiche della dieta) Riduzione Acido ArachidonicoRiduzione Omega 6 Aumento Omega 3
  95. 95. La Sclerosi Multipla (indicazioni alimentari)• Dieta basata su cibi vegetali (frutta, verdura, semi, cereali, legumi)• Limitare il più possibile gli acidi grassi saturi e l‟acido arachidonico (formaggi, latte, burro, uova, carne, salumi)• Ridurre gli omega 6 perché precursori dell‟acido arachidonico (olio di soia, di girasole, di mais, di semi vari, margarina, maionese)• Incrementare gli omega 3 perché antagonisti degli omega 6 e antinfiammatori (olio di lino consumato solo a crudo, semi di lino, noci, rosmarino, origano, mandorle e nocciole)• Assumere giornalmente cibi ricchi di vitamine A, C, E perché sono anti-radicali liberi (Vitamina A: prezzemolo secco, carote, peperoncino rosso, basilico, zucca gialla, radicchio verde; Vitamina C: peperoncini piccanti, ribes nero, ortica, prezzemolo, peperoni, arance ; Vitamina E: nocciole, mandorle, germe di grano, olio extra vergine d‟oliva, pinoli, salvia, rosmarino; ATTENZIONE: la Vit. C si riduce con la cottura!• Consumare lo zenzero e il peperoncino• Preferire il consumo di cereali integrali in chicco (riso, avena, orzo, miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno, mais) per il loro contenuto in acidi grassi polinsaturi (omega 3).• Eliminare il più possibile prodotti contenenti zuccheri semplici (biscotti, torte, bibite zuccherate, miele, gelati, prodotti di pasticceria in genere)• Raggiungere e mantenere un peso corretto (BMI compreso fra 18.5 e 24.9); eccessi alimentari stimolano la produzione di radicali liberi e promuovono l‟infiammazione.
  96. 96. La Sclerosi Multipla (indicazioni alimentari)Molecole dotate di attività antinfiammatoria I cibi più dannosi sono: polifenoli (catechine): the verde Latte, formaggi, salumi capsaicina: peperoncino piccante Zucchero E dolci di pasticceria curcuma: curry Bevande zuccherate e fredde (succhi di frutta, resveratrolo (polifenoli): buccia di uva rossa frappè, gelati, granite, soft drink, coca cola...) germe di grano secco fermentato: Avemar Sale E cibi salati o sottosale (integratore) Cibi freddi I cibi da preferire sono: Da assumere giornalmente: Riso integrale, cereali in chicco e pasta di grano 2 cucchiaini di olio di lino a pranzo e 2 a cena duro (sempre a crudo!) Verdure dolci (zucca, cipolle, carote) 1 cucchiaio di semi di lino nelle insalate, sulle Radici (bardana, daikon, loto, pastinaca, verdure cotte e sui cereali ravanello, scorzonera, tarassaco) non più di 2-3 frutti di stagione Olio di sesamo o extravergine d‟oliva per cucinare semi di zucca, girasole, sesamo, lino, nocciole, Olio di lino per condire a crudo mandorle, noci, pinoli nel muesli a colazione o Cibi caldi (zuppe, minestre, brodi, creme di cereali) negli spuntini verdura cruda e cotta di stagione (minimo 400 Sostituire: grammi) latte animale con latti vegetali (di soia, riso, avena, mandorla) carne e formaggio con legumi, seitan, tofu e tempeh
  97. 97. 1997: si manifestano i primi segni della malattia.1998: diagnosi di Sclerosi Multipla, prime cure a base di cortisone e La storia diazatioprina.2006: in Germania scopre di avere una mutazione di un allele del gene che Matteo Dell‟Ossocodifica la molecola GLUTATIONE .Torna in Italia e rivela la sua scoperta allo staff medico che lo tiene incura, ma riceve solo indifferenza o disapprovazione.Fine luglio 2008: la sua situazione peggiora drasticamente, viene ricoveratoprima a Bologna e poi a Milano, Matteo non vede quasi più, non riesce piùcamminare né a muovere la mano sinistra, non riesce più a parlare.I medici gli comunicano che per lui non ci sono più speranze di recupero maper limitare i danni gli prescrivono 10 flebo di cortisone e una terapia conimmunosoppressori (Mitoxantrone).Casualmente, in queste condizioni ormai disperate, Matteo conosce il Dott.Guido Zanella che al contrario degli altri medici, sa cosa significa«intossicazione da metalli pesanti» e gli propone la terapia chelante conEDTA.Matteo decide di non sottoporsi più alle terapie cortisoniche in corso: locomunica ai medici e ai suoi genitori, i quali, spaventati dalle parole deimedici, per costringerlo a curarsi ed evitargli la morte sicura, lo denuncianoper «infermità mentale».Dopo la denuncia Matteo è costretto a sottoporsi alle flebo, ma dopoqualche mese, con grande coraggio, va via da casa e va a vivere da solo .Da quel momento in poi inizia la terapia di chelazione con l‟aggiunta diintegratori alimentari, secondo un protocollo che lo ha portato, ad oggi, adessere un uomo sano: cammina, corre, fa sport, ha recuperato la vista,lavora come tutti i giovani della sua età!
  98. 98. CCSVIIl Prof. Paolo Zamboni medico-chirurgo,specialista in Chirurgia Generale e ChirurgiaVascolare, Direttore del Centro MalattieVascolari dell‟Università di Ferrara è il medico-ricercatore italiano che, per primo, ha scopertouna patologia che ha chiamato CCSVI(Insufficienza Venosa Cronica Cerebro-Spinale). L‟insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è una patologia emodinamica in cui le vene cervicali e toraciche rimuovono poco efficacemente il sangue dal sistema nervoso centrale (SNC). La CCSVI è caratterizzata dalla presenza di restringimenti multipli, o ostruzioni o malformazioni delle principali vie del drenaggio venoso extracraniale, cioè dal cervello verso il cuore. Nella CCSVI alcune vene dei pazienti, come per esempio la giugulare, appaiono ostruite, o ristrette o malformate e non funzionano come dovrebbero: la conseguenza è che il sangue venoso, carico di sostanze tossiche, proveniente dal cervello non riesce ad abbandonare quest‟ultimo.
  99. 99. CCSVI e Sclerosi Multipla La ricerca del Prof. Paolo Zamboni circa una possibile correlazione fra Sclerosi Multipla e CCSVI parte dall‟analisi della letteratura scientifica. Egli, a seguito di approfondite ricerche, aveva notato che alcuni scienziati, già in passato, studiando il cervello di pazienti affetti da SM, si erano accorti della presenza di più alti livelli di ferro non riconducibili all‟età degli stessi. Tali depositi di ferro formano nel cervello dei raggruppamenti intorno a quelle vene che, in condizioni normali, dovrebbero drenare il sangue dalla testa verso il cuore.Il Prof. Zamboni incuriosito inizia, tramite l‟ausilio diun Doppler ad ultrasuoni, ad esaminare il collo deipazienti con SM, giungendo di fatto ad una scopertastraordinaria: quasi il 100% dei pazienti presenta unrestringimento, torsione o blocco definitivo di quellevene che dovrebbero servire a drenare il sangue dalcervello (CCSVI).Egli ha poi controllato queste vene in persone sane,non trovando in esse nessuna di queste malformazioni.
  100. 100. CCSVI e l‟intervento di «Liberation»La terapia della CCSVI non necessita di ricovero, bisturi ed anestesie generali.Si tratta di un intervento di Angioplastica Dilatativa (PTA): attraverso una puntura endovenosa vienefatto navigare, nelle vene del paziente, un catetere che presenta alla sua estremità un palloncino.Quando il catetere raggiunge il blocco venoso, attraverso il catetere stesso si fa gonfiare il palloncino, ciòpermette di dilatare i restringimenti e «liberare» la vena, permettendo la ripresa del normale flussosanguigno. A 2 anni dagli interventi di PTA (studio pubblicato nel Journal of Vascular Surgery del 24 novembre 2009) si nota come nei pazienti si è avuta: * Una diminuzione del numero delle nuove ricadute * Una forte riduzione del numero delle nuove lesioni cerebrali * Un miglioramento della qualità della vita * Ripristino di una normale vita lavorativa * Riduzione della stanchezza Poiché l‟intervento chirurgico libera il flusso di sangue, l‟equipe ha deciso di denominare la procedura “trattamento di liberazione” o “liberation”.
  101. 101. A proposito di Omega 3…Gli Omega 3 riducono la produzione di sostanze infiammatorie sia in soggetti sani che in soggetti malatiladdove soffrano di una patologia a base infiammatoria. Esistono almeno 11 studi controllati in doppio cieco che dimostrano gli effetti positivi della supplementazione con omega 3 nell‟artrite reumatoide, con riduzione della produzione di Artrite reumatoide citochine infiammatorie come il TNF-alfa: quest‟ultimo è il principale bersaglio del farmaco più innovativo nella terapia dell‟artrite reumatoide. Quindi il regime dietetico ha lo stesso meccanismo del farmaco. Nell‟Alzheimer l‟infiammazione svolge un ruolo cruciale nella formazione e nella progressione della placca, costituita daMorbo di Alzheimer ammassi di frammenti proteici e da cellule immunitarie infiltrate in questi depositi che alterano la normale attività cerebrale. Anche alla base dell‟aterosclerosi troviamo placche infiammate nelle arterie: quindi una dieta arricchita di omega 3 è consigliata Aterosclerosi anche per prevenire l‟aterosclerosi, insieme a cibi antiossidanti per combattere i radicali liberi, responsabili dell‟ossidazione del colesterolo LDL, causa prima della formazione della placca.
  102. 102. L’attività fisica protegge il cervello L’attività fisica aerobica ha un’azione protettiva del cervello e del tessuto nervoso in genere: •Incrementa la abilità cognitive •Attenua i deficit motori •Stimola la produzione di nuove cellule nervose (neurogenesi) •Migliora i deficit neurologici in malattie neurodegenerative (l’Alzheimer, sclerosi multipla) •Blocca la perdita di neuroni collegata all’età (fattore anti-invecchiamento) •Ha effetti del tutto simili ai farmaci antidepressivi e ansiolitici.
  103. 103. Perché l’attività fisica protegge il cervello?L’attività fisica aumenta la disponibilità cerebrale di un fattore di crescita nervosochiamato: BDNF (Fattore Nervoso di Derivazione Cerebrale).Il BDNF nell’animale da esperimento aumenta la capacità di sopravvivenza dei neuroni,promuove la crescita di assoni e dendriti, crea nuove sinapsi soprattutto nell’areaippocampale.La depressione è collegata ad un deficit di BDNF.Inoltre il movimento dei grossi muscoli comporta l’attivazione di molti centri cerebrali(aree corticali prefrontali, corteccia motoria, i gangli della base, il cervelletto, il setto,il mesencefalo).Tali aree liberano neurotrasmettitori come acetilcolina e serotonina.I muscoli in attività, da parte loro, liberano due sostanze neuroattive: IGF-1 el’Anandamide.Il cervello, quindi, aumenta l’assorbimento di IGF-1 circolante.L’IGF-1 stimola la sintesi di BDNF.L’Anandamide (“felicità interiore”) si lega al recettore cannabinoide di primo tipo, quello acui si lega anche la marijuana: l’anandamide è una sostanza grassa che passa facilmentela barriera emato-encefalica
  104. 104. Il cancro : attività glicoliticaNelle cellule cancerose il metabolismo del glucosio è alterato: le cellule tumorali passano dalla fosforilazioneossidativa alla glicolisi anaerobia anche in presenza di ossigeno.L‟attività glicolitica risulta 200 volte superiore rispetto a quella delle cellule sane.Probabilmente l‟aumento della glicolisi anaerobia è legato alla presenza di una esochinasi che spinge allaglicolisi senza che l‟ossigeno sia consumato.La glicolisi anaerobia delle cellule tumorali porta alla iperproduzione di acido lattico che abbassa il pH ,attacca il DNA e modifica il controllo della moltiplicazione cellulare.Il pH delle cellule sane è di 7,35; nei malati terminali di cancro il pH della saliva e delle urine è tra 4 e 5,5. Il cancro e l‟alimentazionePoiché le cellule cancerose necessitano di grandi quantità di glucosio per moltiplicarsi, sottraendo glucosiocon l‟alimentazione, si può ostacolare la crescita e lo sviluppo delle cellule maligne.Inoltre i carboidrati inducono secrezione di insulina, l‟insulina stimola la crescita cellulare, un eccesso diinsulina può stimolare una crescita abnorme.Per il Prof. Warburg (premio Nobel 1931) per ostacolare e prevenire il cancro con l‟alimentazione bisognaconsumare alimenti che contengano enzimi respiratori : gruppi flavinici (Vit. B12), derivati dellanicotinamide (Vit.PP) e ferro-ossigenasi; oltre ad enzimi antiossidanti: SOD, CAT, Gluatione-perossidasi,CoQ10.
  105. 105. Il cancro e l‟alimentazione Alimenti contenenti enzimi antiossidantiVERDURE: broccoli, cavolini, cavoli,carote, melanzane, pomodori, patate,cipolle rosse, melanzane, ravanelli.Frutta: Limoni, fragole, lamponi
  106. 106. Alimenti preziosi per combattere il cancro Animali da laboratorio, sottoposti ad una Crucifere: dieta ricca di crucifere, hanno mostratocavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles un a riduzione del 90% di tumori, quando (isotiocianati, vitamine e antiossidanti) esposti ad aflatoxina Pomodori Alcuni studi hanno osservato una (licopene) riduzione del 35% dei tumori della prostata con una alimentazione ricca di Lenticchie, pomodori (10 volte a settimana)tonno, ostriche, In uno studio dell‟Università di Chicago durato 5 anni e eseguito su 5000 pesce azzurro soggetti, la somministrazione di 200 mcg di selenio è stata in grado di (selenio) prevenire fino al 69% dei tumori del fegato e dell‟esofago. In uno studio dell‟Università della Nord Carolina del 1997 è stato Pochi grassi, osservato che individui con basso tasso di selenio nel sangue avevano 4 molte fibre volte di più il rischio di avere un cancro al colon. In uno studio olandese durato dal 1986 al 1993 su 120.852 uomini e donne è stata osservata una riduzione del 50% di cancro polmonare nei soggetti con più alto tasso di selenio
  107. 107. Alimentazione e cancroEsiste una relazione diretta fra consumo diinsaccati e alcuni tipi di tumore: bocca,faringe, laringe, esofago e colon.(Levi F., Pache C., Lucchini F., Bosett C., La Vecchia «Nella nostra popolazione unaC. «Processed meat and the risk of selected digestive dieta ricca di frutta e verduratract and laryngeal neoplasms in Switzerland» Annals fresca potrebbe ridurre dal 20% alof Oncology 2004; 15: 346-349) 30% la frequenza di molti tumoriEsiste una relazione diretta fra bassi livelli di comuni. Per i tumori dell‟esofago,acido folico e di Vit. B6 e aumento del cancro della laringe e dei polmoni, questaal seno. cifra salirebbe a oltre al 80% seZhang S.M., e al. «Plasma folate, vitamin B6, vitamin fosse accompagnata dall‟abolizioneB12, homocysteine and risk of breast cancer» Natl del tabacco e dell‟alcool!»Canc Inst 2003; 95: 373-80Consumare carne rossa tutti i giorni aumenta Dott. Carlo La Vecchiasignificativamente il rischio del tumore dello (epidemiologo, docente Universitàstomaco, del colon, del retto, del pancreas, di Milano e alla Harvard School ofdella vescica. Public Health(Tavani A., et al. «Red meat intake and cancer risk: astudy in Italy» International Journal of Cancer 2000;86: 425-8)
  108. 108. Alimentazione e cancroPrevenire il cancro con l‟alimentazione significa aiutare, con il cibo, il fegato nella sua attivitàdetossificante: gli enzimi della famiglia citocromo P450 e il glutatione sono le sostanze detossificanti pereccellenza . Crucifere (cavoli, broccoli, broccoletti) Aglio Cibi capaci di esaltare l‟attività Prezzemolo Liquirizia degli enzimi epatici Rosmarino Curcuma Semi di soia L‟azione protettiva delle vitamineUna serie impressionante di studi ha dimostrato che chi ha nel sangue livelli più alti di vitamine(carotenoidi, Vit. C, Vit. E) si ammala meno di cancro di chi ha livelli più bassi. Queste vitaminebloccano i radicali liberi che si formano in quantità eccessive per l‟azione di sostanze cancerogene. Iradicali liberi, se non sono tenuti a bada, attaccano le strutture cellulari fino al DNA intervenendo nellapromozione del cancro.
  109. 109. Linee guida alimentazione nel cancroWorld Cancer Research Found and American Institute for Cancer Research, Washington 19971) Consumare preferibilmente cibi di origine vegetale (verdura, frutta, legumi)2) Mantenere il peso forma3) Fare attività fisica4) Bere 2 bicchieri di vino rosso al giorno, vietati gli alcolici5) Preferire il pesce alla carne6) Il pesce azzurro è da preferire agli altri, la carne bianca è da preferire alla carne rossa7) Consumare solo olio extravergine di oliva8) Limitare il consumo di sale9) Preferire i cibi crudi o poco cotti
  110. 110. …In sintesi… “Le nostre vite non sono nelle mani degli dei, ma in quelle dei nostri cuochi!” LIN YUTANGVi ringrazio per la vostra gentile attenzione!!!!

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