Dieci cose che ho capito durante le campagne elettorali

6,044 views

Published on

Una guida semiseria di sopravvivenza per militanti, comunicatori politici, candidati e staff

Published in: News & Politics

Dieci cose che ho capito durante le campagne elettorali

  1. 1. Dieci cose che ho capitodurante le campagne elettoraliGianni Florido e la(aggiornata a luglio 2012)Provincia di TarantoUna guida semiseria di sopravvivenza per militanti,comunicatoricomunicazione Strategia di politici, candidati e staffDino Amenduni, Proforma
  2. 2. Chi scrive?Mi chiamo Dino Amenduni (biglietto da visita elettronico)Sono il responsabile dei nuovi media econsulente per la comunicazione politica aProforma, agenzia di comunicazione di Bari, miacittà natale, dove ho studiato, vivo e lavoroSono blogger sul Fatto Quotidiano e su Valigia Blue scrivo su altre testate online (Lo Spazio dellaPolitica, Tr3nta)Tutte le mie presentazioni (download libero) sonosu www.slideshare.net/doonie
  3. 3. Prima delle dieci cose La premessa:non prendiamoci troppo sul serio
  4. 4. Non prendiamoci sul serio“La maggior parte delle elezioni è già decisa prima ancora che lacampagna abbia inizio” (Legge di Farley)
  5. 5. Non prendiamoci sul serio ConseguenzeA. Un tecnico della comunicazione che dice a unacandidato di essere in grado di ribaltare l’esito diun elezione solo con la forza del suo lavoro (dispin doctoring, di creatività, di grafica, sui socialmedia) sta dicendo una cosa non veraB. Non esiste un tecnico della comunicazione chepuò salvare il candidato da una sconfitta certa,non esistono agenzie della provvidenza né miracoli
  6. 6. #1La variabile più importante è l’avversario
  7. 7. #1 L’avversarioIl posizionamento, i punti di forza e di debolezzadel candidato, i vantaggi competitivi, i temidistintivi e le parole d’ordine non sono costruttiche valgono in assoluto ma cambiano sulla basedello scenarioPer questo motivo è sbagliato impostare unacampagna elettorale prima ancora di conoscere lecaratteristiche degli sfidantiÈ giusto posizionare il candidato, non è un errorepartire in anticipo (se si hanno idee), ma èsbagliato basare la campagna solo su se stessi
  8. 8. #1 L’avversario Alcuni esempiD.Una campagna a due (centrosinistra vscentrodestra) è molto diversa da una campagna atre (centrosinistra vs centrodestra vs Terzo Polo),specie se i candidati sono stati precedentementealleati tra loroE.Alle elezioni regionali (turno secco), il ruolo delMovimento5Stelle è potenzialmente più decisivoF.Una campagna tra sindaco uscente e avversarioè molto diversa da una campagna tra duecandidati ‘nuovi’
  9. 9. #2 Molto spesso le campagne sivincono per errori degli avversari, non per meriti propri (Mario Rodriguez)
  10. 10. #2 Gli erroriNon tutte le campagne elettorali possono essereintense e spumeggianti, non tutti i candidati sonoabili comunicatori, non tutti i comunicatori sonoabili. E soprattutto, quando i candidati siequivalgono (specie in contesti locali) è piùdifficile scegliere e cogliere le differenzeProprio per questa ragione è più importanteevitare scelte strategiche sbagliate, lavorando almassimo per evidenziare l’erroredell’avversario, piuttosto che cercare il colpo aeffetto o la mossa strategica definitiva
  11. 11. #2 Gli errori Alcuni esempi•Giuliano Pisapia vs Letizia Moratti a Milano(Amministrative 2011): il confronto TV e lamoschea di Sucate•Barack Obama vs John McCain (Presidenziali USA2008): la scelta di Sarah Palin•2009: il centrodestra a Bari rallenta l’aperturadel Teatro Petruzzelli, Michele Emiliano ne fauna bandiera di campagna elettorale e anchegrazie a questo recupera dieci punti percentuali innove mesi, vincendo le elezioni
  12. 12. #3Senza un’analisi (con dati) iniziale e un campaign manager non si dovrebbe neanche iniziare
  13. 13. #3 I datiNessuna campagna elettorale si svolge “in teoria”o “nel vuoto”. Ogni città ha il suo contesto, ogniquartiere ha i suoi problemi, ogni regione ha lasua storiaUn’analisi quantitativa (esempio: sondaggi) equalitativa (esempio: focus group) è il punto dipartenza per capire chi siamo (come siamopercepiti), di cosa c’è bisogno (issues rilevanti) edove vogliamo andare (parole d’ordine, obiettividella comunicazione)Senza dati si procede per approssimazione, per‘istinto’: il contrario di un lavoro scientifico
  14. 14. #3 Il campaign managerIl coordinatore della campagna elettorale è lafigura più importante dell’intero staff (secondo,e non sempre, solo al candidato)Ha il compito di gestire le relazioni con tutti inodi della macchina organizzativa:- Il candidato e la sua cabina di regia politica- L’ufficio stampa e lo staff sui social media- I partiti e i candidati della coalizione- I fornitori- I comunicatori- I volontari- L’ufficio amministrativo/burocratico
  15. 15. #3 Il campaign managerIl campaign manager è un ruolo forte, cherichiede caratteristiche eterogenee e moltoprecise:A. Fiducia totale da parte del candidato (devepoter parlare in suo nome)B. Capacità di visione strategica e organizzativaC. Capacità di analisi politicaD. Resistenza in condizioni di stressE. Capacità diplomaticheF. Competenze comunicative (almeno minime)Se è l’agenzia di comunicazione a coordinare lacampagna elettorale, è un brutto segno
  16. 16. #4La campagna elettorale che stai facendo è sempre la più importante di tutte
  17. 17. #4 La campagna più importanteNon importa se il candidato è in corsa per laPresidenza del Consiglio o per la candidatura aconsigliere comunale. Per lui la campagna elettorale èdecisiva allo stesso modo: decisiva per la sua carriera,il suo futuro, la sua vitaPer questa ragione, le aspettative del candidato versoi comunicatori (in termini di ore di lavoro, impegno ecoinvolgimento emotivo) sono massime, a prescinderedal contesto di campagna elettorale. Ed è giusto cosìÈ opportuno che i tecnici della comunicazione sianoconsapevoli di questo, quando scelgono quante e quali(e con quale budget) campagne prendere inconsiderazione
  18. 18. #5 È quasi impossibile essere spin doctorper più di una campagna per volta
  19. 19. #5 SpindoctoringI compiti di spindoctoring, ossia di consulenzastrategico-politica a tutti i livelli, è un lavorototalizzante, sia nei tempi che nel caricoemotivo/cognitivo da sopportareCosì come un candidato si impegna con il massimodelle energie sulla campagna, allo stesso modo devefare lo spin doctor per essere all’altezza del ruolo, aprescindere dalla difficoltà della campagna edall’aggressività degli avversariPer queste ragioni è molto difficile, se non addiritturasconsigliato, avere responsabilità strategiche per piùdi un candidato per volta(anche questa variabile è decisiva nella scelta delle campagneelettorali da accettare)
  20. 20. #6 Non sempre vince chi ha più denaro(ma non si può fare neanche una campagna a costo zero)
  21. 21. #6 I soldiI soldi non fanno la felicità e, di conseguenza, nonstabiliscono a priori neanche i vincitori e glisconfitti di una campagna elettoraleNon basta essere ricchi, bisogna anche saperscegliere gli strumenti giusti per comunicare e,soprattutto, non bisogna dimenticarsi che‘content is king’, la politica viene sempre primadella comunicazione, la credibilità di un candidatonon si può costruire artificialmente e in pochimesi solo attraverso la comunicazione, anche sefosse la migliore campagna possibile
  22. 22. #6 I soldiAttenzione, però, all’eccesso contrario: fare unacampagna a costo zero è quasi impossibile. Serve unastruttura economica minima che permetta di coprire lespese necessarie:- costi di gestione del comitato elettorale;- acquisto di spazi pubblicitari sui mezzi dicomunicazione di massa e sul web;- organizzazione della mobilitazione (esempio: gazebo)- organizzazione di eventiLa capacità di raccolta fondi, specie se indipendentee trasparente, può essere decisiva per vincere leelezioni
  23. 23. #6 I soldi Alcuni esempi (costi complessivi dichiarati)•Giuliano Pisapia (1.7 milioni) vs Letizia Moratti(10 milioni) a Milano (Amministrative 2011)•Nichi Vendola (800mila) vs Rocco Palese (5milioni) in Puglia (Regionali 2010)•Federico Pizzarotti (6mila) vs VincenzoBernazzoli (200mila) a Parma (Amministrative2012)
  24. 24. #7 In campagna elettorale non esistono orari, non esistono i weekend, non esistono i giornifestivi, non esistono nemmeno le mansioni codificate
  25. 25. #7 Addio tempo liberoSe siete abituati al rispetto dell’orario d’ufficio, aiweekend liberi, al telefono aziendale spento disera, ai pranzi con la famiglia nei giorni festivi, acompiti definiti e ben distribuiti, la campagnaelettorale non è il lavoro che fa per voiIl candidato può avere bisogno del vostro aiuto (o,semplicemente, una buona idea da condividere)sette giorni su sette, ventiquattro ore suventiquattroI telegiornali vanno in onda tutti i giorni, un fattodi attualità può accadere in qualsiasi momento
  26. 26. #7 Addio mansioni codificateLe campagne elettorali sono sofisticati dispositiviorganizzativi in emergenza permanente. C’èsempre qualcosa da fare, c’è sempre qualcunooccupato e c’è sempre urgenzaPer questa ragione, al di là dei compiti cheognuno ha (e si dà), bisogna essere pronti a faredi tutto: lo spin doctor scrive il comunicato, ilcampaign manager monta un palco, un volontarioaccompagna il candidato a un evento, uncandidato consigliere organizza l’evento finale peril candidato sindaco, e così via
  27. 27. #8 È sempre meglio lavorare insieme a un’altra agenzia di comunicazionedel luogo in cui ci sono le elezioni
  28. 28. #8 I professionisti del postoNon sempre i tecnici della comunicazione possonolavorare sulle campagne elettorali nella città dovevivono, e non sempre chi lavora sulle campagneelettorali lavora solo con la politicaQuesta è la prima ragione per non caricarsi tutto illavoro creativo e giocare di squadra con altriprofessionisti, magari di agenzie più piccole ofreelance, che però vivono e lavorano nelterritorio, che possono impegnarsi sulledeclinazioni degli strumenti sui vari mezzi dicomunicazione, oltre a raddoppiare il contributodi idee e creatività
  29. 29. #8 I professionisti del postoLa seconda ragione, forse ancora più importantedella prima, riguarda la capacità di chi vive neiterritori di sentire il ‘polso’ di ciò che staaccadendo, molto di più e molto meglio di quantopossa fare un professionista esternoUn’idea apparentemente buona può essereprofondamente sbagliata se non si conosce conprecisione la biografia dei candidati, il tessutosociale di riferimento, la storia recente delterritorio, le conseguenze di ciò che si dice e diciò che si fa
  30. 30. #9Se non ci sono militanti, volontari e sostenitori offline, non li troveremo di certo online
  31. 31. #9 I militantiEsiste un luogo comune, nato soprattutto in questianni, che va subito depotenziato: la Rete non è ‘illuogo dei volontari’ (né il luogo del ‘gratis’, né illuogo del ‘facile’. Spesso è vero il contrario)Se non ci sono militanti e volontari ad animare ilcomitato elettorale di un candidato, il problema èorganizzativo o di appeal del candidato stesso.Questi problemi prescindono dagli strumentiutilizzati per comunicare e, dunque, non sirisolvono cercando altrove la mobilitazione oprovando a crearla artificialmente (con il denaro ocon l’uso di Internet)
  32. 32. #10 Quando il candidato si convince del contrario di ciò che pensi siagiusto (e questo non è così grave), non perdere tempo: ‘attacca il ciuccio dove vuole il padrone’
  33. 33. #10 Attacca il ciuccioUna delle regole non scritte delle campagneelettorali è: ci sarà almeno un caso in cui un’idea,già approvata dallo staff o dal candidato, vienepoi riconsiderata e bocciataLe ragioni per cui ciò accade sono numerose etalvolta imponderabili. Per questo, quando questoimprovviso cambio di direzione accade (e non èaffatto raro) e quando ciò non comporta un dannoirrecuperabile, è inutile impegnarsi in estenuantie spesso inutili trattative: meglio fare un passoindietro e guardare subito avanti
  34. 34. Dopo le dieci cose La conclusione:non prendiamoci troppo sul serio
  35. 35. Non prendiamoci sul serio Corollari (o forse qualcosa di più)•Il candidato (o il partito) è sempre più importantedei comunicatori•La politica è sempre più importante della comunicazione•Il contenuto è sempre più importante delle tecniche dipresentazione dello stesso•Il comunicatore politico deve essere esperto sia dicomunicazione che di politica, altrimenti non sichiamerebbe comunicatore politico•Quando non sai che fare, rivolgiti prima di tutto ai politici‘storici’ del territorio: la loro esperienza è preziosissima•Prima di iniziare una campagna elettorale, chiedi consigliagli amici e ai conoscenti che vivono nel luogo in cui si va avotare
  36. 36. Un grande abbraccio Grazie! Dino Amenduni (http://about.me/dinoamenduni) Facebook: http://www.facebook.com/dinoamenduni Twitter: http://www.twitter.com/doonie LinkedIn: http://www.linkedin.com/dinoamenduni Slideshare: http://www.slideshare.net/doonie (qui sono pubblicate tutte le mie presentazioni) Proforma Site: http://www.proformaweb.it Facebook: http://www.facebook.com/proformaweb Twitter: http://www.twitter.com/proformaweb Youtube: http://www.youtube.com/proformaweb

×