Alessandro Manzoni

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Alessandro Manzoni

  1. 1. Alessandro ManzoniIl romanticismo, la letteraturae la composizione dei Promessi sposi
  2. 2. 2 I temi della biografia  La biografia di Alessandro Manzoni appare priva di eventi eclatanti, e si snoda nel denso clima culturale della stagione romantica lombarda, una fase che si avviò nelle principali riviste e nei periodici del secondo decennio dellOttocento, parallelamente alla fase più incisiva della polemica classico-romantica. Prof. Carlo Mariani
  3. 3. 3 I temi della biografia  Il lavoro manzoniano si articola e sviluppa nellarco di circa quattro decenni:  un lavoro caratterizzato dalle sperimentazioni giovanili,  dalla conversione religiosa,  dalle opere liriche e drammatiche,  dalla lenta costruzione dei Promessi sposi fino a una graduale ma progressiva rinuncia alla letteratura, avvenuta tra il 1840 e il 1850, quando Manzoni sembra avvertire una definitiva sfiducia nella scrittura. Prof. Carlo Mariani
  4. 4. 4 I temi della biografia  Manzoni attraversò un periodo culturale – quello del primo Romanticismo italiano – estremamente vivace e denso di problematiche letterarie:  Visse la giovanile infatuazione per i temi neoclassici, quando nella Milano del primo Ottocento splendevano gli astri di Monti e, soprattutto, di Foscolo;  Risentì fortemente del clima culturale innestatosi con la Restaurazione, dopo il crollo di Napoleone e del Regno dItalia, una situazione che vide la rinascita di una cultura moderata e cattolica (in questo largamente favorita dal conservatorismo della dominazione austriaca in Italia);  Creò – quasi partendo da zero – la prima tradizione del romanzo italiano moderno Prof. Carlo Mariani
  5. 5. 5 I temi della biografia  Tuttavia la partecipazione di Manzoni alla vita politica del ventennio che precedette gli eventi politici del 1848 e le guerre di indipendenza fu assai scarsa: egli visse del tutto in una condizione appartata, quasi marginale rispetto allimpegno in prima linea di molti dei suoi contemporanei  La collaborazione al periodico milanese «Il Conciliatore» - che più di altri abbracciò lideale di una cultura positiva, anticlassicista e nutrita di spinte risorgimentali - non andò mai al di là del puro e semplice appoggio morale, nonostante Manzoni fosse amico strettissimo dei redattori del giornale. Prof. Carlo Mariani
  6. 6. 6 Cronologia della vita e delle opere 1811-15: Compone i primi quattro 1868: Interpellato dal Ministro Inni sacri. La Pentecoste (1817-19) Broglio scrive una Relazione intorno all’unità della lingua e ai mezzi per 1816-19: Il Conte di Carmagnola diffonderla 1785: Nasce a Milano 1805-07: Soggiorna a Parigi. Amicizia con gli Idéologues 1820-21: Adelchi. Nell’aprile 1821 inizia I promessi sposi. Scrive Il cinque maggio. 1827: Prima edizione a 1820: Secondo 1791-1800: Studia presso stampa de I promessi sposi soggiorno a Parigi i Somaschi e i Barnabiti 1840-42: Seconda edizione de I promessi sposi 1801-05: Primi componimenti Intensa fase di lavoro sul romanzo. poetici di stile neoclassico La prima stesura, nota con il titolo di Fermo e Lucia, venne composta tra il 22 maggio 1821 e il 1823, ma da Manzoni non fu mai 1873: Manzoni 1808: Sposa Enrichetta Blondel pubblicata. muore a 1810: Conversione religiosa Il romanzo viene allora riscritto quasi per Milano intero e sensibilmente modificato. Dopo la stampa del 1827, Manzoni si trasferisce in Toscana e riscrive ancora il romanzo modificandone la lingua sul modello del fiorentino. Prof. Carlo Mariani
  7. 7. 7 La formazione  Classicismo giovanile  Inclinazione alla cultura illuministica e razionalista del tardo Settecento milanese, filtrata anche da una memoria familiare estremamente interessante  la madre Giulia era figlia di Cesare Beccaria, autore del trattato giuridico Dei delitti e delle pene e animatore della rivista «Il Caffè».  Incontro con gli Idéologues durante il soggiorno parigino Prof. Carlo Mariani
  8. 8. 8 La formazione  Incontro con la cultura romantica:  Storicismo  cioè interesse e attenzione ai fatti storici  Forte attenzione al dramma degli “umili” (non tanto in termini sociali o economici, ma psicologici, interiori).  Adesione ad una letteratura civile e impegnata su piú fronti, da quello etico a quello storico: questa scelta necessaria e insostituibile, contribuì a demolire i pregiudizi estetici neoclassici Prof. Carlo Mariani
  9. 9. 9 La formazione  Manzoni studiò nei collegi dei padri Somaschi e Barnabiti: da quella formazione angusta e noiosa il giovane scrittore prese decisamente le distanze durante il primo soggiorno parigino, avvenuto in compagnia della madre.  Manzoni divenne allora assiduo frequentatore del gruppo degli idéologues, nella cui cerchia strinse rapporti importanti soprattutto con Claude Fauriel, e in cui maturò la necessità di una ricerca letteraria che fosse accompagnata da esigenze di approfondimento spirituale e morale. Prof. Carlo Mariani
  10. 10. 10 La formazione  Nella produzione letteraria di Alessandro Manzoni un ruolo centrale è assunto dal problema morale e religioso.  Ancora prima della conversione al cattolicesimo, limpegno poetico manzoniano risente fortemente del clima illuministico che aveva caratterizzato lambiente milanese nella seconda metà del XVIII secolo.  Nel 1810, dopo una fase di intenso e sofferto travaglio interiore, Manzoni abbracciò la religione cattolica: questo forte mutamento interiore ebbe ripercussioni importantissime nella sua produzione letteraria. Manzoni rifiutò quasi in blocco tutte le opere precedenti, ad eccezione forse dellode In morte di Carlo Imbonati. Prof. Carlo Mariani
  11. 11. 11 La formazione  Manzoni andò progressivamente definendo il carattere etico del proprio impegno letterario in alcune opere nate subito dopo la conversione, gli Inni sacri.  Si possono approfondire, a tale riguardo, anche le odi civili, e tra queste Il cinque maggio, scritta in occasione della morte di Napoleone Bonaparte . Prof. Carlo Mariani
  12. 12. 12 La formazione  A stretto contatto con gli intellettuali della rivista “Il Conciliatore”, Manzoni elaborò alcune importanti categorie della propria poetica e prese apertamente posizione a fianco dei romantici quando la discussione si spostò sul teatro tragico.  Rifiuto delle unità aristoteliche, considerate non adatte al dramma storico, che invece deve rappresentare il divenire degli eventi, levoluzione delle problematiche psicologiche e sociali, lo sviluppo della coscienza interiore Prof. Carlo Mariani
  13. 13. 13 La formazione  La spinta etica che il cattolicesimo offrì a Manzoni costituisce un elemento fondamentale per capire il rinnovamento letterario in atto in questi anni in Italia e in modo particolare a Milano.  Il movimento romantico che allora stava muovendo i primi passi, trovò nel cattolicesimo di Manzoni e di altri intellettuali della cerchia milanese un punto di riferimento per la ricerca letteraria e lazione politica.  La conversione al cattolicesimo consente a Manzoni di superare il classicismo giovanile (classicismo  mitologia  età precristiana) Prof. Carlo Mariani
  14. 14. 14 Le opere dopo la conversione e la poetica  Manzoni andò progressivamente definendo il carattere attivista del proprio impegno in alcune opere nate subito dopo la conversione, gli Inni sacri (composti in numero di cinque, benché ne fossero stati pensati dodici, uno per ciascuna festività religiosa).  Centralità della Pentecoste (1817-22), il più tormentato degli Inni sacri  La Pentecoste sviluppa il tema della nascita della Chiesa come momento di intervento attivo del cristianesimo nel mondo. Prof. Carlo Mariani
  15. 15. 15 Le opere dopo la conversione e la poetica  Il gusto e linclinazione verso la scrittura tragica assunsero allinterno delle scelte manzoniane una funzione di mediazione e di graduale avvicinamento a un pubblico piú allargato, eterogeneo, borghese:  una ricerca, quella attuata dentro lo schema drammaturgico della tragedia, che aprì maggiori spazi di riflessione anche al genere narrativo, e agli sviluppi del romanzo moderno che lo scrittore iniziò a sovrapporre alla scrittura tragica proprio nel 1821, in concomitanza con la stesura dellAdelchi (la tragedia storica ambientata durante il conflitto franco-longobardo in Italia) e con i fatti politici che animarono in quellanno i movimenti di insurrezione nazionale Prof. Carlo Mariani
  16. 16. 16 Le opere dopo la conversione e la poetica  Lavorando a stretto contatto con gli intellettuali del «Conciliatore», senza tuttavia pubblicare mai un intervento nella rivista, Manzoni elaborò alcune importanti categorie letterarie della propria poetica: merito della rivista romantica fu quello di spostare di nuovo lattenzione della letteratura sui temi storici, etici, economici, educativi. Prof. Carlo Mariani
  17. 17. 17 Le opere dopo la conversione e la poetica  Manzoni prese apertamente posizione a fianco dei romantici quando si aprì la questione del teatro drammatico e delle unità aristoteliche (che egli rifiutò considerandole non adatte a un teatro che avesse lesigenza di rappresentare la storia)  Assieme ai romantici si schierò a favore di una completa rivalutazione del teatro di Shakespeare e della drammaturgia tedesca; dichiarò assolutamente inadeguato luso della mitologia nella letteratura perché fonte di falsità e di idolatria. Prof. Carlo Mariani
  18. 18. 18 Le opere dopo la conversione e la poetica  Di estrema importanza sono anche le odi civili, e tra queste Il cinque maggio (1821). La data che corrisponde alla morte di Napoleone Bonaparte:  In questa occasione Manzoni utilizza la notizia della conversione dellimperatore, avvenuta poco prima della morte, per compiere unesaltazione e una celebrazione positiva della fede. Prof. Carlo Mariani
  19. 19. 19 Le opere dopo la conversione e la poetica  Lasciando volutamente da parte ogni riferimento e giudizio storico sulloperato di Napoleone (che tuttavia Manzoni non condivise), il centro focale della poesia è costituito da unindagine psicologica, intimistica, del personaggio storico.  Unico conforto davanti alla propria miseria quotidiana, dopo tanta gloria e potere, è soltanto il riscatto della fede. Prof. Carlo Mariani
  20. 20. 20 Le opere dopo la conversione e la poetica  Una fase importante della poesia manzoniana maturò con le due opere teatrali: Il Conte di Carmagnola e Adelchi.  In entrambi i casi Manzoni poneva al centro della vicenda i fatti storici che avevano segnato la vita dei personaggi: essi erano rappresentati come figure della loro epoca, senza tuttavia riuscirla a determinare o guidare, in quanto vittime della storia e della violenza che regola il corso degli eventi.  In queste opere prevale la storia rispetto all’invenzione. Prof. Carlo Mariani
  21. 21. 21 Le opere dopo la conversione e la poetica  Forse suggestionato dai movimenti politici e dai moti patriottici che in molte città italiane caratterizzarono il 1821, Manzoni concentrò attorno a questo periodo la sua più intensa, quasi frenetica attività di scrittore.  Mentre stava componendo lAdelchi mise mano al romanzo, di cui iniziò la prima stesura nota con il titolo di Fermo e Lucia (ma che nel manoscritto recava invece il titolo di Gli sposi promessi).  Scrisse di getto le due odi Il cinque maggio e Marzo 1821, portò a termine La Pentecoste, e infine definiva i contorni teorici della propria poetica nella Lettera sul Romanticismo al Marchese Cesare DAzeglio. Prof. Carlo Mariani
  22. 22. 22 Le opere dopo la conversione e la poetica  I contenuti della poetica manzoniana:  la poesia si propone come oggetto la storia (il “vero storico”), come fine lutile sociale e educativo, come mezzo linteressante, cioè la capacità di attrarre lattenzione del lettore.  Questa concezione coincideva con le teorie romantiche, poiché si attribuiva allo scrittore una forte partecipazione agli eventi socio-politici e civili. Prof. Carlo Mariani
  23. 23. 23 Le opere dopo la conversione e la poetica  L’utile coincide con la moralità in senso cristiano ed è il fine stesso della poesia tesa alla formazione delle coscienze;  l’interessante viene a coincidere con la scelta stessa dell’argomento da trattare, che deve restare nell’ambito della meditazione sull’uomo, sulla sua vita e sul suo rapporto con la Divina Provvidenza;  mentre il vero coincide con la ricerca del vero storico. Prof. Carlo Mariani
  24. 24. 24 La composizione del romanzo  Alessandro Manzoni iniziò a scrivere I promessi sposi il 24 aprile 1821, mentre si trova con la famiglia nella villa di Brusuglio a pochi chilometri da Milano.  Sono tempi difficili: in città la polizia austriaca sta arrestando, uno a uno, i patrioti affiliati alla società segreta della Carboneria. Lanno prima è stato arrestato Pietro Maroncelli e ora sono in corso i processi nei quali sono anche implicati i collaboratori del Conciliatore, tra cui il direttore del giornale, Silvio Pellico (1789-1854). Prof. Carlo Mariani
  25. 25. 25 La composizione del romanzo  Pubblicato nel 1827 in una prima edizione, la seconda apparve molti anni dopo nel 1840, I promessi sposi venivano a colmare in Italia una lacuna secolare, quella cioè di un moderno romanzo borghese, composto sul modello del romanzo storico anglosassone di Walter Scott. Prof. Carlo Mariani
  26. 26. 26 La composizione del romanzo  Le tre redazioni dei Promessi sposi  Tra il 1821 e il 1823: la prima stesura recava sul manoscritto di Manzoni il titolo di Gli sposi promessi, ma è meglio conosciuta con il titolo di Fermo e Lucia.  Dopo questa stesura Manzoni lavora ad una prima revisione linguistica e ad uno sfoltimento di numerose parti del romanzo. Questa edizione viene pubblicata nel 1827 (la Ventisettana) ed ha un grande successo di pubblico.  Non ancora soddisfatto della lingua letteraria, Manzoni riscrive il romanzo una terza volta, dopo la cosiddetta “risciacquatura in Arno”, e lo pubblica a dispense periodiche tra il 1840 e il 1842 (la Quarantana). Prof. Carlo Mariani
  27. 27. 27 La pagina iniziale del Fermo e Lucia
  28. 28. 28  Fermo e Lucia Come lavorava Manzoni  I promessi sposi 1840
  29. 29. 29 Le fonti dei Promessi sposi  le Storie milanesi di Giuseppe Ripamonti (1573-1643)  il saggio di Melchiorre Gioia (1767-1829) Sul commercio di commestibili e caro prezzo del vitto, dove legge il passo di una grida (legge emanata dal Governatore di Milano, chiamata così perché veniva gridata nelle strade da pubblici ufficiali, al fine di informare i cittadini, spesso analfabeti) del Seicento, che prevedeva pene severe a chi impedisse la celebrazione di un matrimonio.  È la stessa grida trascritta nel capitolo III del romanzo, circa le pene a cui va incontro chi impedisca la celebrazione di un matrimonio. Prof. Carlo Mariani
  30. 30. 30 Le fonti dei Promessi sposi  F. Borromeo, De pestilentia quae Mediolani anno 1630 magnam stragem edit.  C.G. Cavatio della Somaglia, Alleggiamento dello Stato di Milano per le imposte e loro ripartimenti.  L. Ghirardelli, Il memorando contagio seguito in Bergamo lanno 1630.  P. La Croce, Memoria delle cose notabili successe in Milano intorno al mal contagioso lanno 1630.  A. Lampugnano, La pestilenza seguita in Milano lanno 1630.  L.A. Muratori, Del governo della peste e delle maniere di guardarsene.  G. Ripamonti, De peste quae fuit anno 1630 libri V desumpti ex annalibus urbis.  F. Rivola, Vita di Federigo Borromeo Cardinale del titolo di Santa Maria degli Angeli, ed Arcivescovo di Milano.  P. Verri, Osservazioni sulla tortura. Prof. Carlo Mariani
  31. 31. 31 Le fonti dei Promessi sposi  Lettera di Manzoni al figliastro Stefano Stampa Sai che cos’è stato che mi diede l’idea di fare II Sai che cos’è stato che mi diede l’idea di fare Promessi Sposi? È stata quella grida che mi venne Promessi Sposi? È stata quella grida che mi venne sotto gli occhi per combinazione, eeche faccio leggere, sotto gli occhi per combinazione, che faccio leggere, appunto, dal dottor Azzecca-garbugli aaRenzo dove si appunto, dal dottor Azzecca-garbugli Renzo dove si trovano, tra l’altro, quelle penali contro chi minaccia trovano, tra l’altro, quelle penali contro chi minaccia un parroco perché non faccia un matrimonio. E pensai, un parroco perché non faccia un matrimonio. E pensai, questo sarebbe un buon soggetto per farne un romanzo questo sarebbe un buon soggetto per farne un romanzo (un matrimonio contrastato), eeper finale grandioso la (un matrimonio contrastato), per finale grandioso la peste che aggiusta ogni cosa! peste che aggiusta ogni cosa! Prof. Carlo Mariani
  32. 32. 32 Le fonti dei Promessi sposi  Sulla scelta di Manzoni influirono anche molti esempi di romanzi stranieri.  Nel Settecento, all’interno del filone gotico, compaiono romanzi "neri", in cui gli eroi si muovono su sfondi tenebrosi di castelli popolati da forze misteriose e sovrumane, ostacolati da malvagi che evocano potenze ultraterrene: è questo il contenuto del Castello di Otranto (1764) dell’inglese Horace Walpole, in cui emerge la figura della fanciulla che, a causa della persecuzione del nobile prevaricatore, non può sposare il giovane che ama. Prof. Carlo Mariani
  33. 33. 33 Le fonti dei Promessi sposi  La monaca (1796) del francese Dénis Diderot, narra le peripezie di una giovane che entra in convento, forzata dalla famiglia: non possiamo non pensare alla celebre vicenda manzoniana della monaca di Monza, anche se la storia di questo personaggio è recuperata dalle cronache secentesche del Ripamonti. Prof. Carlo Mariani
  34. 34. 34 La scelta del romanzo  In che modo Manzoni approda alla scelta del romanzo?  Quali sono le urgenze letterarie che lo avvicinano a questo tipo di produzione, cioè ad un genere che era di fatto assente in Italia?  Il romanzo era considerato anzi con una sorta di sufficienza dagli intellettuali, perché orientato verso un pubblico borghese di non "addetti ai lavori“.  La poesia era ritenuta il genere letterario più importante. Prof. Carlo Mariani
  35. 35. 35 La scelta del romanzo  In realtà Manzoni capisce che la lirica civile e il teatro non soddisfano quel bisogno di comunicare "ad ampio raggio" che è una sua aspirazione profonda.  Anzi, i personaggi del teatro si trasformano quasi in simboli, si innalzano in una sfera astratta che coinvolge la meditazione esistenziale. Prof. Carlo Mariani
  36. 36. 36 La scelta del romanzo  Il romanzo, invece, si presenta al largo pubblico con un linguaggio più semplice, una narrazione avvincente, personaggi verosimili per le loro umanissime reazioni. Il genere del romanzo è l’immagine letteraria della classe borghese che rappresenta un pubblico non d’élite e tuttavia desideroso di letture.  Grazie all’amico Claude Fauriel, durante il secondo soggiorno parigino, Manzoni ha conosciuto le opere dello scozzese Walter Scott: con lui si parla di romanzo storico perché le vicende sentimentali dei protagonisti sono calate in periodi storicamente ben definiti e per lo più nel Medioevo, ricostruito con una certa attendibilità Prof. Carlo Mariani
  37. 37. 37 La scelta del romanzo  Nel romanzo si possono individuare alcune tematiche centrali:  il complesso sistema dei personaggi,  la ricostruzione storica degli ambienti e delle vicende,  il particolare uso della lingua letteraria,  la funzione del cattolicesimo. Prof. Carlo Mariani
  38. 38. 38 Manzoni, Walter Scott e il “romanzo storico”  Il filosofo e critico letterario ungherese György Lukács (1885-1971) ha dedicato alla teoria del romanzo numerosi studi, tra i quali ricordiamo Teoria del romanzo (1920), Saggi sul realismo (1948), Il romanzo storico (1938), oltre a importanti monografie su Goethe, Balzac e Thomas Mann.  Una linea comune, nell’analisi che Lukács conduce intorno al romanzo, è quella che unisce l’esperienza di Walter Scott alla narrativa realistica dell’Ottocento, passando attraverso Manzoni e gli altri maggiori autori del XIX secolo: la scoperta della storia e la sua attualizzazione sono visti, in questa pagina che riproduciamo, come un’esigenza fondamentale del romanzo storico e come specchio di una crisi piú generale della vita italiana nel Seicento.
  39. 39. 39 Manzoni, Walter Scott e il “romanzo storico” “ Walter Scott ha trovato [in Italia] un continuatore che, sia pure in una sola opera, ne ha sviluppato in modo grandioso e originale le tendenze e lo ha superato in piú aspetti. Alludiamo naturalmente ai Promessi sposi di Alessandro Manzoni. [...] La sua capacità inventiva per l’intreccio, la sua fantasia nel rappresentare caratteri delle piú diverse classi sociali, la sua sensibilità per l’autenticità storica nella vita interiore ed esteriore dei personaggi sono qualità ch’egli possiede in grado almeno pari a Walter Scott. Anzi proprio nella ricchezza e nella profondità con cui sono delineati i caratteri, nella completa utilizzazione dei grandi contrasti tragici per delineare la psicologia dei personaggi, Manzoni è perfino superiore. Come “ creatore di figure individuali egli è un poeta superiore a Walter Scott. G. Lukács, Il romanzo storico, Torino, Einaudi, 1977, pp. 81-82.
  40. 40. 40 Manzoni, Walter Scott e il “romanzo storico” “ Come poeta veramente grande egli ha trovato quel tema in cui è superata la caratteristica oggettiva che rende la storia italiana poco adatta per un vero romanzo storico che possa trascinare il lettore e in cui i contemporanei possano rivivere il proprio passato. Egli infatti, ancor piú dello stesso Walter Scott, confina nello sfondo i grandi avvenimenti storici, sebbene li delinei tutti con quella concretezza dell’atmosfera storica di cui Walter Scott era stato il maestro. Ma il suo tema fondamentale non è, come sempre in Walter Scott, una concreta crisi della storia nazionale, bensí la situazione di perenne crisi di tutta la vita del popolo italiano in conseguenza della divisione dell’Italia e del carattere feudale-reazionario che le continue piccole guerre e la soggezione a potenze straniere avevano impresso alle singole parti del paese. Manzoni descrive quindi direttamente soltanto un episodio concreto della vita del popolo italiano: l’amore, la separazione e il ritrovarsi di un giovane e di una fanciulla, entrambi di condizione contadina. Ma nella sua rappresentazione il fatto si sviluppa in modo da diventare la generale tragedia del popolo italiano in una situazione di avvilimento e spezzettamento nazionale. Senza “ mai uscire da una concreta cornice locale e temporale; da una psicologia condizionata dall’epoca e dalla classe sociale, il destino dei due personaggi diventa la tragedia del popolo italiano in genere.
  41. 41. 41 Manzoni, Walter Scott e il “romanzo storico”  Questo tipo particolare di romanzo si basa su una narrazione ambientata in una determinata epoca storica, in cui vengono poi inserite vicende e personaggi che nascono dalla fantasia dello scrittore.  Uno dei più importanti studiosi di questo genere letterario, il filosofo György Lukács, ha scritto che il romanzo storico «è nato al principio del secolo XIX, circa all’epoca della caduta di Napoleone» come prosecuzione e sviluppo del grande romanzo realistico e borghese del Settecento, nel momento in cui la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche «hanno fatto della storia un’esperienza vissuta dalle masse».  In questo senso il romanzo storico tenderebbe ad attualizzare il «presente come storia» e a produrre nel lettore un meccanismo di rispecchiamento nei valori e nelle situazioni che sono descritte dall’autore. Analizzando i romanzi di Walter Scott, di Manzoni e di altri importanti autori dell’Ottocento, Lukács sottolinea che l’evoluzione dei generi letterari si svolge parallelamente allo sviluppo della società: nel romanzo storico, la vita sociale dell’uomo e gli aspetti generali di un’epoca passata divengono pertanto contemporanei ai moderni e costituiscono il presupposto per una narrazione realistica che faccia rivivere quelle condizioni e quelle ragioni umane.
  42. 42. 42 Manzoni, Walter Scott e il “romanzo storico”  Punto di incontro tra il realismo storico (la ricostruzione della situazione politica e sociale) e l’invenzione vera e propria, necessaria al successo dell’opera, il romanzo storico incontrò un grande favore presso il pubblico.  In Italia si affermò sul finire degli anni venti del XIX secolo, ovviamente grazie al modello offerto dai Promessi Sposi, ma anche sulla scia delle numerose traduzioni dei romanzi di Walter Scott (Ivanhoe venne tradotto nel 1822), e di un rinnovato interesse verso la storia nazionale.  La scelta manzoniana del romanzo, e in particolare del romanzo storico, nasceva in un contesto culturale vivace, quello romantico milanese, e dopo esperienze di approfondimento della materia narrativa.
  43. 43. 43 Manzoni, Walter Scott e il “romanzo storico”  Il genere del romanzo sembrò a Manzoni lo strumento più adeguato e moderno per rappresentare la dinamica molteplice di un’intera società: proprio per il fatto che l’opera doveva rispecchiare la vita reale, emergeva allora anche il problema di una collocazione storica della vicenda narrata.  All’amico Fauriel, in una lettera del 3 novembre 1821 (la stesura del Fermo e Lucia era iniziata in aprile), Manzoni scriveva: «Per spiegarvi brevemente la mia idea principale sui romanzi storici e mettervi così sulla via di rettificarla, vi dirò che li concepisco come una rappresentazione di un determinato stato della società per mezzo di fatti e di caratteri così simili alla realtà da poter essere creduti una vera storia da poco scoperta. Quando vi sono mescolati avvenimenti e personaggi storici, credo che bisogna rappresentarli nel modo più rigorosamente storico; per questo, ad esempio, Riccardo Cuor di Leone mi sembra imperfetto nell’Ivanhoe». Da questo punto di vista Manzoni considerava fondamentale l’assunzione di un registro corale e collettivo dell’intreccio, libero dai condizionamenti che avrebbero imposto la presenza di un protagonista assoluto.
  44. 44. 44 I contenuti dei Promessi sposi  Manzoni ambientava la vicenda nel passato storico dellItalia della Controriforma: il Seicento, che senzaltro potremmo definire il vero grande protagonista del romanzo, emerge nei suoi connotati sociali, economici, religiosi.  La dominazione spagnola in Italia rappresentava allegoricamente la dominazione austriaca dellOttocento: per questo motivo il romanzo manzoniano veniva ad assumere anche un chiaro messaggio politico. Prof. Carlo Mariani
  45. 45. 45 I contenuti dei Promessi sposi  Nellintroduzione al romanzo Manzoni costruisce il pretesto del manoscritto-ritrovato:  lopera, secondo linvenzione dellautore, sarebbe la trascrizione/traduzione in un italiano moderno di un manoscritto di un anonimo autore del Seicento.  In questo modo Manzoni viene a occupare il ruolo di narratore onniscente (focalizzazione zero) e nello stesso tempo quello artificiale di traduttore del romanzo, un fatto questultimo che gli consente di operare nel testo continue incursioni moralistiche. Prof. Carlo Mariani
  46. 46. 46 La struttura del romanzo  Capitoli I-VIII: fase borghigiana (l’azione si svolge nel paese dove vivono Renzo e Lucia)  Narrazione molto lenta e un numero assai elevato di fatti, concentrati in quattro giorni, dal 7 al 10 novembre 1628.  Capitoli IX-XVII: Lucia viene a contatto con i personaggi "storici" (la monaca di Monza, l’innominato, il cardinal Borromeo). Le scene che la vedono protagonista si svolgono in spazi chiusi (il convento, il castello, la casa del sarto dove viene ospitata dopo la liberazione) Prof. Carlo Mariani
  47. 47. 47 La struttura del romanzo  Capitoli XVIII-XXVI  Si tratta del cosiddetto “romanzo di Renzo”, una specie di storia nella storia.  Egli si muove in spazi aperti: Milano, la campagna lombarda, l’Adda, il territorio di Bergamo. Rimane coinvolto nei tumulti di San Martino e nell’assalto ai forni del capoluogo lombardo, dove, nell’arco di due giorni (11 e 12 novembre) partecipa alla rivolta, si ubriaca, litiga con un ospite, si fa credere un rivoltoso, cade nella trappola di una spia, si fa arrestare, ma riesce a scappare.  Il 13 novembre approda libero in territorio bergamasco, e giunge dal cugino Bortolo, presso cui si ferma per un periodo imprecisato. Prof. Carlo Mariani
  48. 48. 48 La struttura del romanzo  Capitoli XXVII-XXXII: la descrizione della peste a causa della calata dei Lanzichenecchi; gli effetti della guerra dei Trent’anni  Digressione storica del romanzo  Capitoli XXXIII-XXXVIII: Renzo guarisce dalla malattia e torna a Milano dove ritrova Lucia Prof. Carlo Mariani
  49. 49. 49 La struttura del romanzo nozze mancate al Renzo: Milano e poi Guerra - Carestia ritorno al borgo borgo Bergamo Peste Capitoli XXXVII- Capitoli I-VIII Capitoli IX-XVII Capitoli XVIII-XXXVI XXXVIII Lucia al castello Lucia a Milano Lucia a Monza nozze al borgo dell’innominato e al lazzaretto Prof. Carlo Mariani
  50. 50. 50 Il sistema dei personaggi VITTIME Protettori Strumenti OPPRESSORI don Abbondio Ca p ito lo I Don Rodrigo Renzo capitoli Fra Cristoforo Capitoli XX - XXXVIII la monaca di Monza ultimi Lucia l’Innominato Il cardinale Prof. Carlo Mariani
  51. 51. 51 Il sistema dei personaggi EROE: Renzo ANTAGONISTA: don Rodrigo OGGETTO DEL DESIDERIO: Lucia Aiutanti dell’Eroe Aiutanti dell’Antagonista Padre Cristoforo, Agnese Perpetua, Bortolo, don Ferrante e Griso, conte Attilio, Nibbio, Innominato donna Prassede, (prima della conversione), Conte Zio, il sarto e sua moglie, Cardinale Monaca di Monza. Borromeo, Innominato (dopo la conversione). Prof. Carlo Mariani
  52. 52. 52 Il sistema dei personaggi  Il sistema dei personaggi risulta un meccanismo assai complesso di rapporti di forza: nel romanzo vi sono precise categorie morali, alle quali Manzoni affida un forte valore emblematico.  Anche la stessa religiosità viene analizzata ora nelle sue componenti deteriori e negative, talvolta con toni bonari e ironici, come nel caso di Don Abbondio; ora secondo un preciso disegno paradigmatico: il cardinale Borromeo viene tratteggiato come infaticabile apostolo di un cristianesimo sociale, Fra Cristoforo come difensore di una fede realmente conquistata dopo una travagliata esistenza giovanile. Prof. Carlo Mariani
  53. 53. 53 Il sistema dei personaggi  Una vicenda fortemente individualizzata compie invece Renzo, con i suoi continui spostamenti geografici: a lui Manzoni prescrive, allinterno della narrazione, uno spazio autonomo, come se volesse rappresentare unideale percorso psicologico della formazione, un progressivo raggiungimento della saggezza e dellequilibrio dopo le iniziali intemperanze dei primi capitoli. Prof. Carlo Mariani
  54. 54. 54 Il sistema dei personaggi Il sistema dei personaggi VITTIME OPPRESSORI Renzo Lucia Don Rodrigo Innominato Cardinale Aiutanti Padre Cristoforo, Borromeo, delle vittime Tonio e Gervaso Agnese Griso, Nibbio, Aiutanti Don Monaca di dell’oppressore Abbondio Monza Ospiti Don Ferrante, Bortolo delle vittime Donna Prassede Prof. Carlo Mariani

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