TOSCANA - I DSA - Cornia

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TOSCANA - I DSA - Cornia

  1. 1. I Disturbi Specifici di Apprendimento<br />Dott. M Cristina Cornia<br />Arezzo <br />26 gennaio 2011<br />
  2. 2. L’incontro odierno vuole:<br /><ul><li>Proporre considerazioni di carattere generale
  3. 3. Ribadire l’importanza del dialogo tre le persone (famigliari, insegnanti, operatori sanitari) che accompagnano il bambino nelle diverse fasi di valutazione del suo problema.
  4. 4. Descrivere brevemente i disturbi d l percorso diagnostico
  5. 5. Descrivere le caratteristiche di alcune risposte emozionali spesso associate ai DSA</li></li></ul><li>Intervenire nell’ambito dei disturbi e delle difficoltà di apprendimento richiede:<br /><ul><li> una messa in rete di diversi saperi (conoscenze date)
  6. 6. la conoscenza del bambino in difficoltà e del suo modo unico di sentire e di apprendere (conoscenze del singolo)
  7. 7. Questi due aspetti possono produrre un efficace dialogo tra tutti i sistemi implicati e diventare un patrimonio condiviso.</li></li></ul><li> Va poi sottolineato, che al di là della gravità del disturbo, influenzano la prognosi di un D.S.A:<br /><ul><li>fattori interni (quali la capacità cognitiva e l'equilibrio psicologico)
  8. 8. fattori esterni (quali l'identificazione e l'intervento precoce, l’ ambiente famigliare positivo e il contesto educativo e didattico adeguato)
  9. 9. la possibilità di un equilibrio tra elementi protettivi ed eventualità stressanti o traumatiche</li></li></ul><li>Una persona con DSA avrà migliori possibilità evolutive se sarà :<br /><ul><li>PRECOCE LA DIAGNOSI ED ADEGUATO L’INTERVENTO DIDATTICO NEI SUOI CONFRONTI
  10. 10. PIU’ EMPATICO E INCORAGGIANTE L’ATTEGGIAMENTO DEGLI ADULTI CHE LO CIRCONDANO
  11. 11. BUONO IL SUO EQUILIBRIO PSICOLOGICO E IL SUO LIVELLO DI AUTOSTIMA</li></li></ul><li> Gli aiuti dati alla famiglia ed al bambino nel prendere precocemente consapevolezza:<br /><ul><li>della natura del problema
  12. 12. della sua evoluzione
  13. 13. degli interventi necessari </li></ul> sono da considerarsi elementi protettivi e preventivi rispetto all’insorgere di ulteriori difficoltà.<br />
  14. 14. …ricordiamo che…<br /><ul><li>La realtà dei DSA, misconosciuta per molto tempo, ha trovato negli ultimi decenni sia un preciso inquadramento nosografico sia la descrizione delle linee guida per la diagnosi e i percorsi di aiuto.
  15. 15. Oggi si riconosce che questi disturbi hanno un grande peso nello sviluppo psicologico del bambino e poiché vanno fronteggiati per lungo tempo il contesto relazionale (famiglia, scuola,…) risulta fondamentale per la salute psichica . </li></li></ul><li> con il termine<br /> Disturbo Specifico di Apprendimento<br /> = DSA<br />ci riferiamo a problemi quali <br />DISLESSIA,<br /> DISORTOGRAFIA,<br /> DISGRAFIA,<br /> DISCALCULIA<br />
  16. 16. <ul><li>Caratteristica comune di tutti questi disturbi è la SPECIFICITA’
  17. 17. I problemi interessano abilità specifiche ( lettura, scrittura,conoscenze numeriche e calcolo) in presenza di un funzionamento intellettivo adeguato
  18. 18. La diagnosi quindi presuppone una DISCREPANZA fra le capacità specifiche per dominio ( lettura, scrittura,conoscenze numeriche e calcolo) e l’intelligenza globale</li></li></ul><li>CRITERI DIAGNOSTICI<br />Per fare diagnosi occorre:<br /><ul><li>usare tests standardizzati per valutare:
  19. 19. le specifiche abilità
  20. 20. l’intelligenza generale
  21. 21. Escludere la presenza di condizioni quali:
  22. 22. menomazioni sensoriali
  23. 23. disturbi neurologici
  24. 24. disturbi psichiatrici
  25. 25. svantaggi socio-culturali significativi</li></li></ul><li><ul><li>Per rispondere al criterio di DISCREPANZA I tests standardizzati dovranno riconoscere:
  26. 26. Una compromissione dominio-specifica significativa cioè pari o al di sotto della 2° deviazione standard dalla media per età o classe frequentata
  27. 27. Un livello intellettivo nei limiti di norma cioè entro la prima deviazione standard</li></li></ul><li>……Alcune premesse che riguardano la definizione di apprendimento ed intelligenza…… <br /> INTELLIGENZA<br /> Sternberg nel 1996: “la capacità di apprendere dall’esperienza, utilizzando i processi metacognitivi, che permette di migliorare l’apprendimento e di aumentare la capacità di adattamento all’ambiente circostante; <br /> l’intelligenza può richiedere differenti modi di adattamento a seconda dei contesti sociali e culturali”.<br />
  28. 28. APPRENDIMENTO:<br /> la capacità di un individuo di mettere a frutto le esperienze per indirizzare i propri comportamenti.<br /><ul><li>L’apprendimento, in tutte le fasi della vita, avviene attraverso l’interazione con l’ambiente</li></li></ul><li>….INTELLIGENZA E APPRENDIMENTO….<br /><ul><li>Nel sentire comune ritroviamo una teoria implicita confusiva: è l’idea che ci sia identità tra adeguate capacità intellettive e buoni e veloci risultati scolastici
  29. 29. La completa sovrapposizione tra apprendimento ed intelligenza non è invece un assioma della psicologia cognitiva</li></li></ul><li><ul><li>Studi sui Disturbi di Apprendimento e sul Ritardo Mentale hanno messo in luce che non si possano usare come sinonimi i termini intelligenza e apprendimento: esistono persone con deficit intellettivi che apprendono adeguatamente il processo di decodifica della lettura e viceversa altre che pur normointelligenti faticano nella lettura o nella scrittura.</li></li></ul><li>Le capacità cognitive di un individuo non possono essere giudicate a partire dalla facilità nell’acquisire abilità come la letto-scrittura ma piuttosto dalla capacità di utilizzarle per compiti complessi.<br />
  30. 30. APPRENDIMENTO SCOLASTICO:<br /> “Insieme di processi attraverso i quali un allievo, interagendo con il contesto di istruzione, raggiunge un livello di competenza in campi di conoscenza o in abilità intellettuali” (Boscolo) <br /><ul><li>In questa definizione si sottolinea che il contesto di istruzione organizza azioni per modificare la competenza del bambino e per insegnare nuovi linguaggi o abilità.</li></li></ul><li><ul><li>L’intenzionalità, la consapevolezza e le caratteristiche dell’esperienza determinano differenti processi di apprendimento
  31. 31. Prima dell’ingresso a scuola il bambino apprende spesso in modo non intenzionale
  32. 32. Il bambino è posto principalmente in una condizione di apprendimento spontaneo, in situazione, “ecologico”e non dichiarativo</li></li></ul><li> Altre caratteristiche di tutti i DSA:<br /><ul><li>la componente neurobiologica che nella espressività del disturbo interagisce attivamente con i fattori ambientali
  33. 33. l’evolutività e la diversa espressività del disturbo nel corso dello sviluppo
  34. 34. la frequente compresenza di DSA
  35. 35. la comorbidità con altri disturbi di sviluppo</li></li></ul><li>LA DIAGNOSI<br /><ul><li>lavoro diagnostico è la prima tappa di un lavoro che deve vedere i diversi sistemi di vita del bambino operare in sinergia accompagnando il bambino/ ragazzo nelle diverse tappe della carriera scolastica.
  36. 36. La definizione della diagnosi prima e del lavoro riabilitativo poi non servono per guarire o modificare la struttura neurobiologica ma aiutano a riconoscere ed arricchire i percorsi di funzionamento. </li></li></ul><li>…IL PERCORSO DIAGNOSTICO…<br /> Ci si riferisce a quell’insieme di attività ( svolte da un sanitario accreditato ) che si collocano tra la richiesta della famiglia e la formulazione di una diagnosi che verrà restituita alla famiglia ed al bambino /ragazzo.<br /><ul><li> Qualora il percorso si concluda con una diagnosi di DSA il sanitario referterà la presenza del disturbo </li></li></ul><li> IL PERCORSO DIAGNOSTICO DOVRA’ TRACCIARE UN PUNTUALE PROFILO COGNITIVO E NEUROPSICOLOGICO PER: <br /><ul><li>DEFINIRE I CONFINI DEL PROBLEMA
  37. 37. INDIVIDUARE I PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEL FUNZIONAMENTO DEL BAMBINO O DEL RAGAZZO</li></li></ul><li>DISTURBI SPECIFICI DI LETTURA Dislessia evolutiva <br />Prevede tempi e numero di errori nella lettura significativamente superiori a quelli attesi.<br /> I criteri guida per valutare la lettura sono:<br /><ul><li>analisi della sua correttezza: numero e tipo di errori
  38. 38. tempo di lettura
  39. 39. comprensione (normalmente è buona)</li></ul>La diagnosi si fa al termine della seconda classe della scuola primaria<br />
  40. 40. DISTURBI SPECIFICI DI SCRITTURADisgrafia<br />Si presenta come una distorsione della melodia cinetica dello scritto, è un deficit nella realizzazione grafica <br /> Occorre valutare:<br /><ul><li>pressione esercitata sul foglio
  41. 41. discontinuità nel gesto
  42. 42. ritoccatura del segno già tracciato
  43. 43. direzionalità della scrittura
  44. 44. distanza tra parole
  45. 45. inesatta legatura dei segni
  46. 46. modalità con cui si occupa lo spazio nel foglio</li></li></ul><li>DISTURBI SPECIFICI DI SCRITTURA <br />Disortografia<br />Si riferisce a deficit nei processi di transcodifica fra rappresentazioni fonologiche e ed ortografiche<br /> riconosciamo due categorie di errori:<br /><ul><li>errori fonologici che riguardano i suoni (es. nano per mano)
  47. 47. errori non fonologici ovvero inesatta rappresentazione ortografica della parola.</li></ul> ( Per scrivere acqua non basta una corretta analisi fonologica, occorre la conoscenza di alcune regole di ortografizzazione e una corretta immagine visiva della parola)<br />
  48. 48. DISTURBI SPECIFICO DI SCRITTURADisgrafia e disortografia<br /> Vengono valutate con prove di dettato<br />La diagnosi si fa al termine della seconda classe della scuola primaria<br />
  49. 49. DISTURBI SPECIFICI DEL CALCOLODiscalculia evolutiva<br /> Vanno distinte le componenti che riguardano <br /><ul><li>il sistema dei numeri
  50. 50. Il sistema dei calcolo</li></ul> la diagnosi non riguarda la difficoltà nella risoluzione di problemi <br />La diagnosi si fa al termine della terza classe della scuola primaria<br />
  51. 51. I due sistemi<br />Sistema del numero<br /><ul><li>Linea dei numeri
  52. 52. Transcodifica
  53. 53. Codifica semantica</li></ul>Sistema del calcolo<br /><ul><li>Fatti aritmetici
  54. 54. Segni
  55. 55. Procedure</li></li></ul><li>DISCALCULIA EVOLUTIVA<br /><ul><li>difficoltà nella lettura, scrittura e ripetizione dei numeri
  56. 56. errori di esecuzione dei calcoli nei problemi
  57. 57. difficoltà nella manipolazione del numero con errori nelle tabelline o nel calcolo a mente o scritto, nell’incolonnamento e nelle operazioni</li></li></ul><li><ul><li>Il bambino discalculico è di norma competente nei compiti di codifica semantica cioè nel riconoscimento dell’ordine di grandezza
  58. 58. E’ raro che un bambino venga precocemente portato a consultazione perché presenta difficoltà nel numero o nel calcolo, più facilmente al termine della scuola elementare
  59. 59. il bambino discalculico non ha difficoltà “logiche” ma negli aspetti relativi al calcolo e al numero</li></li></ul><li> INDICATORI O SEGNI PREDITTIVI DI UN DSA :<br /><ul><li>famigliarità
  60. 60. pregresso disturbo linguistico
  61. 61. scarsa consapevolezza fonologica e difficoltà a “operare” sulle parole
  62. 62. lentezza ed errori ripetuti nella lettura</li></li></ul><li>Il processo di apprendimento dlla lingua scritta<br /> Lettura = processo psicolinguistico attraverso il quale un individuo si costruisce una rappresentazione mentale ricavandola da una serie di elementi linguistici scritti<br />
  63. 63. I bambini accedono alla scuola primaria con competenze differenti e diverse capacità di integrare i processi: nell’arco i pochi mesi devono potere appianare questi livelli per rispondere al meglio agli stimoli forniti dalla scuola.<br />
  64. 64. Per appropriarsi del linguaggio scritto occorrono:<br /><ul><li>competenze percettive e visuomotorie,
  65. 65. capacità di scambiofonema/grafema,
  66. 66. consapevolezza fonologica
  67. 67. padronanza del rapporto tra segno scritto e significato.</li></li></ul><li> EPIDEMIOLOGIA:<br /><ul><li>l’incidenza di questi disturbi risulta variabile.
  68. 68. tale variabilità dipende anche dalla diversità delle ortografie
  69. 69. per la lingua italiana l’incidenza è stimata tra il 3 ed il 4% della popolazione target</li></li></ul><li>E’ IMPORTANTE RICORDARE CHE:<br /><ul><li>I DSA sono di natura COSTITUZIONALE
  70. 70. NON SONO UNA MALATTIA E PERCIO’ NON SI “GUARISCE”
  71. 71. LA FAMIGLIA DI UN BAMBINO CON DSA E’ CHIAMATA A FRONTEGGIARE IL PROBLEMA DI APPRENDIMENTO IN TUTTE LE FASI DELLA CARRIERA SCOLASTICA DEL FIGLIO</li></li></ul><li>DSA e PROBLEMATICHE PSICOLOGOCHE<br /><ul><li>E’ stata individuata una correlazione positiva tra età della diagnosi di DSA ed il presentarsi di un disturbo psicopatologico (Gagliano 2007)
  72. 72. Numerose ricerche sottolineano come persistenti difficoltà di apprendimento possano essere un elemento di rischio per lo sviluppo di disturbi o di fragilità nella sfera emozionale.
  73. 73. Questa eventualità aumenta quando sono presenti situazioni personali, famigliari, socio-ambientali sfavorevoli.
  74. 74. Occorre quindi riconoscere le esperienze e le attività che si configurano come fattori protettivi o fattori stressanti per la salute psichica di un individuo. </li></li></ul><li> Accanto ai DSA possiamo individuare ( non necessariamente ) diverse condizioni:<br /><ul><li>Difficoltà psicologiche aspecifiche con caratteristiche simili, nella espressività del problema, ad un disturbo psicopatologico ( ansia, problemi di condotta, depressione…). Tali disturbi paiono strettamente connessi con il problema di apprendimento e si ridimensionano con il ridursi delle difficoltà scolastiche
  75. 75. Disturbi psicopatologici specifici che vengono slatentizzati dalla vulnerabilità prodotta dal problema di apprendimento
  76. 76. Comorbidità con diversi disturbi(riferibili all’asse1 dell’ICD-10) ansia, depressione, disturbo della condotta, ADHD….</li></li></ul><li>IN SINTESI ….. <br /> Occorre riconoscere che i DSA con il loro corollario di:<br /><ul><li> insuccessi ripetuti,
  77. 77. incomprensioni sulla natura del problema,
  78. 78. difficoltà nel dialogo tra i sistemi importanti per il bambino si configurano come un evento stressante continuativo che si può esprimere in una configurazione emotiva-cognitiva particolare. </li></li></ul><li> E’ indispensabile quindi pensare attività e linee-guida per predisporre:<br /><ul><li>interventi idonei per la diagnosi ( del disturbo, dell’assetto psicologico,…) e per la riabilitazione
  79. 79. strumenti protettevi e di prevenzione per gli eventuali problemi psicologici che si configurano in associazione con i DSA. ( di formazione per genitori ed insegnanti, di sostegno ai bambini e/o alle loro famiglie…)</li></li></ul><li> Naturalmente le caratteristiche dell’individuo devono essere colte non solo nei punti di debolezza ma anche negli aspetti di positività riconoscendo che:<br /><ul><li>il bambino assume comportamenti–problema per tutelarsi e per mantenere un po’ di autostima
  80. 80. viceversa può trovare nell’espressione di abilità non scolastiche in cui è capace un rinforzo o un nutrimento alla consapevolezza di sé che gli permettono di meglio tollerare le difficoltà a scuola.</li></li></ul><li> Occorre ancora porre attenzione ad alcune tappe fondamentali nel ciclo di via dei ragazzi:<br /><ul><li>L’inizio del percorso scolastico
  81. 81. L’adolescenza</li></li></ul><li> QUANDO ARRIVA LA<br />Socialità<br />C onoscenza<br />Uguaglianza<br /> O perosità<br /> L inguaggi<br /> A pprendimento<br />
  82. 82. La manifestazione del disturbo avviene poco dopo l’ingresso a scuola<br /><ul><li>in un momento in cui la famiglia deve delegare una parte del proprio compito educativo ad altri adulti che diventeremmo figure relazionali importanti
  83. 83. nel contempo fare i conti con le proprie idee ed aspettative rivolte alla scuola.
  84. 84. il problema DSA può rendere più complesso il dialogo e la fiducia reciproca tra scuola e famiglia.</li></li></ul><li>L’INIZIO DEL PERCORSO ….<br />….quando a scuola c’è qualcosa che non va….<br />Delicatezza del tema:<br /><ul><li>Si sviluppa di norma all’interno della comunicazione tra scuola e famiglia
  85. 85. Si ricollega alle rappresentazioni che la famiglia si è fatta del bambino, dell’insegnante e della scuola
  86. 86. Nasce dall’ intreccio e dal confronto di differenti esperienze e conoscenze</li></li></ul><li><ul><li>quelle della famiglia:</li></ul> che fronteggia una situazione di difficoltà da una posizione di prima linea a volte da molto tempo e si pone numerosi interrogativi sia rispetto al figlio che rispetto alla scuola<br /><ul><li>quelle dell'insegnante:</li></ul> che coglie le difficoltà nel lavoro con il singolo bambino e nel confronto con i compagni di classe e che ricerca una modalità didattica - educativa efficace e vuole far partecipe dei sui dubbi e dei sui tentativi la famiglia dell’alunno<br />
  87. 87. “…Riconosciamo che…<br /> l'invio è tanto più compreso e accettato dai genitori <br /><ul><li>quando è reso significativo all'interno di una relazione positiva
  88. 88. quando i contenuti del dialogo tengono conto di aspetti didattici concreti che devono essere spiegati e riconoscono gli aspetti educativi di competenza genitoriale</li></li></ul><li><ul><li>La diagnosi con il suo linguaggio specifico e “scientifico” rende “realtà” una situazione che era stata “descritta” in vari modi e da diversi attori
  89. 89. Induce a leggere i problemi come sintomi e le caratteristiche del problema come malattia
  90. 90. Sappiamo che i DSA nonsono Malattie, ma il risultato di modalità peculiari del funzionamento mentale,
  91. 91. tuttavia le risposte psicologiche della famiglia sono spesso similari a quelle espresse a seguito di altre diagnosi.</li></li></ul><li> Più avanti il percorso scolastico procederà tra miglioramenti (che aumentano il senso di competenza e rinforzano l’autostima ) e stasi ( che talvolta abbattono e inducono sentimenti di sfiducia) fino ad arrivare alla scuola primaria di secondo grado: una tappa importante della vita contrassegnata da un nuovo inserimento scolastico e dalla pubertà.<br /><ul><li>La scuola secondaria richiederà
  92. 92. sia l’acquisizione di nuove competenze e di differenti linguaggi
  93. 93. sia una maggiore autonomia cognitiva che nasce anche da una differente organizzazione scolastica</li></li></ul><li> ADOLESCENZA<br /><ul><li>E’ un periodo caratterizzato da parte dell’adolescente dalla ricerca, nei diversi ambiti di esperienza, del cambiamento e da relazioni con i famigliari che tendono allo svincolo.
  94. 94. I temi della cura e dell’attaccamento tipiche della fase precedente subiscono un viraggio, le relazioni tra genitori e figli mutano e diventano più contrattuali e paritetiche, i confini intergenerazionali più permeabili e flessibili.</li></li></ul><li><ul><li>L’adolescenza vede talvolta esacerbarsi la fisiologica conflittualità genitori- figli che trova, in una famiglia che affronta il tema DSA, nel “problema” scuola un focus problematico sempre attivo;
  95. 95. basti pensare che questo è il periodo delle scelte scolastiche che orientano il futuro professionale o che, all’interno del processo di svincolo, il ragazzo rivendica maggiori libertà e autonomie ma poi si trova costretto a riferirsi quotidianamente ai famigliari per le principali attività. </li></li></ul><li>Grazie<br />e………<br />BUON LAVORO<br />

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