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Insediamenti del lavoro nell’area lagunare e trasformazioni urbane dopo la Repubblica (S. Barizza)

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Conferenza tenuta da Sergio Barizza il 6 novembre 2012 nella Torre di Porta Nuova

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Insediamenti del lavoro nell’area lagunare e trasformazioni urbane dopo la Repubblica (S. Barizza)

  1. 1. Insediamenti del lavoro nell’arealagunare e trasformazioni urbane dopola Repubblica Sergio Barizza, 6 novembre 2012
  2. 2. Il bacino di San Marco veduta di De Barbari 1500 - naturale porto della città di Venezia -
  3. 3. Come cambia il suo accesso - 1900
  4. 4. Vulcania 1939
  5. 5. Il porto oggi
  6. 6. La laguna di Venezia 1847 -pianta Paleocapa-Particolare della pianta Paleocapa Il primo intervento alle bocche di porto – già preconizzato dai francesi all’inizio dell’ottocento per migliorare l’accesso alla città – avviene una quarantina di anni dopo, alla bocca di porto di Malamocco, per opera di Pietro Paleocapa con la costruzione di due dighe
  7. 7. Particolare della carta idrografica 1874 - Malamocco Bocche di porto di Malamocco
  8. 8. Carta idrografica della Laguna 1874
  9. 9. Particolare della carta idrografica 1874 – S. Nicolò La bocca di Lido – S. Nicolò, che dava accesso, con un fondale di 4 metri, a ‘Tre Porti’
  10. 10. Le dighe di S.NicolòprogettatedagliingegneriMati e Contin,vengonoinvece erettetra gli ultimiannidell’ottocentoe i primi delnovecento
  11. 11. Il ponte ferroviario (1846)La svolta, per la crescita del porto e l’affermarsi dell’attività industriale in città,avviene con l’inaugurazione del ponte ferroviario translagunare (11 gennaio1846).
  12. 12. L’area della stazione ferroviaria 1846 La primitiva stazione di Santa Lucia – come si vede dalla pianta di Gaetano Combatti, di qualche mese posteriore all’inaugurazion e del ponte è stazione promiscua per merci e passeggeri.
  13. 13. S. Marta – 1846 – Mappa Combatti Si impone subito la necessità di trovare uno spazio adeguato per l’interscambio delle merci tra nave e treno. Si individua la zona della Sacca di Santa Marta
  14. 14. 1867 progetto delle banchine portuali Pietro Paleocapa, nel 1867, progetta le banchine portuali nell’area di S. Marta
  15. 15. Il porto si rivelerà ben presto troppo angusto perospitare le navi sempre più grandi
  16. 16. le merci sempre più numerose, in particolare quelle definite ‘povere’: carbone, petrolio, fosfati
  17. 17. Il Canal Grande
  18. 18. Ponte dell’AccademiaLe navi da trasporto erano già state costrette ad abbandonare le rive del CanalGrande e dirottare su quelle della Giudecca dal determinante intervento diPietro Paleocapa che, nell’ambito del dibattito sulla costruzione di un secondoponte sul Canal Grande, all’Accademia, convinse gli amministratori a scegliereun ponte lungo e basso per costringere le navi alberate a non risalire più ilCanal Grande, destinato a divenire una tranquilla, artistica platea per i turistiche sarebbero stati attirati a visitare la città.
  19. 19. Il nuovo ponte dell’AccademiaNel1841 viene dato vita alla sequenza delle regate annuali, che ancora oggicontinua, per richiamare sempre più visitatori.Nel 1843 ne sarebbero stati registrati poco più di 70.000 in un anno.
  20. 20. Ponti in ferro a VeneziaIl ponte all’Accademia fu costruito, nel 1854, dalla ditta degli inglesi Alfredo eGilberto Neville portandone i pezzi, via nave, da una loro fonderia del nord-Europa. Nel 1858 subentrarono allo svedese Teodoro Hasselquist, che avevaaperto una piccola fonderia nel ‘campasso’ alle spalle della basilica dei Frari
  21. 21. Ponte del GhettoDivenne la più grande fonderia veneziana dove si costruivano non solo ponti -come quello del Ghetto
  22. 22. Campasso dietro i Frari La fonderia nel ‘campasso’ alle spalle della basilica dei Frari (19). Divenne la più grande fonderia veneziana dove si costruivano non solo ponti - ma anche grossi manufatti industriali come caldaie a vapore o idrovore. L’azienda chiuse nel 1905, il terreno fu acquistato dal Comune che vi costruì un quartiere di case popolari.
  23. 23. Riva Schiavoni nella carta Combatti 1846La Riva degliSchiavoni terminavacon l’accesso su ViaGaribaldi. Da lì verso igiardini napoleonici lariva erasemplicemente interra
  24. 24. La riva dei Sette Martiri 1846La riva era semplicemente in terra e aveva favorito il sorgere di uncantiere navale che alle sue spalle aveva una fonderia di proprietà delfrancese Federico Layet
  25. 25. Da quella fonderia uscì il ‘ponte della Tana’
  26. 26. Prolungamento della riva fino ai Giardini Cantiere e fonderia furono allontanati, nel 1937, grazie al progetto di prolungare fino ai giardini la riva in pietra che fu denominata ‘Riva dell’Impero’ (oggi Riva dei Sette Martiri).
  27. 27. Lavori di prolungamento della riva - 1937
  28. 28. Lavori di prolungamento della riva - 1937
  29. 29. Sacca di Sant’Elena Una grande sacca venne realizzata sul finire dell’ottocento per collegare direttamente la punta dei giardini napoleonici con la chiesa e il monastero di Sant’Elena
  30. 30. Società BredaSu quei terreni trovò subitoposto la ‘Società Veneta diImprese e CostruzioniPubbliche’ di VincenzoStefano Breda
  31. 31. Ponte di S. PietroDalle officine Breda uscì il lungo ponte in ferro di San Pietro di Castello
  32. 32. Urbanizzazione di Sant’ElenaLe officine Breda chiusero dopo qualche magro anno di attività per lasciareil posto all’urbanizzazione della sacca
  33. 33. Breda a MargheraBreda, con la sua azienda, sarà comunque tra i primi a sbarcare aMarghera, nel 1919, dove gli spazi erano decisamente più ampi
  34. 34. Breda a Marghera
  35. 35. Squeri: San TrovasoContinuava intanto l’attività della manutenzione dei piccoli natanti neinumerosi squeri della città
  36. 36. Squeri: Rio dei MoriContinuava intanto l’attività della manutenzione dei piccoli natanti neinumerosi squeri della città
  37. 37. Attività manifatturiera - JesurumEra viva l’attività manifatturiera a prevalente manodopera femminile comenella ditta Jesurum dove si producevano merletti
  38. 38. Manifattura tabacchi
  39. 39. Mulino StuckySoprattutto si sviluppavano le attività situate accanto al porto, come il molino Stucky
  40. 40. Mulino Stucky
  41. 41. Il cotonificio
  42. 42. Costruzione di imbarcazioni di medio cabotaggioSi sviluppavano le attività situate accanto al port,o legate alle sue necessitàcome la costruzione di imbarcazioni di medio cabotaggio
  43. 43. Costruzione di imbarcazioni di medio cabotaggio
  44. 44. Progetto di allargamento del porto nell’entroterraAll’inizio del ‘900 prende corpo il dibattito sul necessario ampliamento del porto.Si fa strada l’ipotesi di ‘allargarsi’ in terraferma sul terreno della frazione di‘Bottenigo’ del Comune di Mestre. Il progetto iniziale di costruzione di semplicibanchine per lo scarico delle merci povere
  45. 45. Ampliamento del progetto del 1917Si amplia fino al progetto del 1917 di banchine con ampi spazi per ospitareindustrie, redatto dal’ingegner Enrico Coen Cagli per conto della Società PortoIndustriale presieduta da Giuseppe Volpi.
  46. 46. draghe dei primi anni ventii lavori per la costruzione della zona portuale industriale, hannoprofondamente cambiato la geografia della laguna e del terreno che lacontermina.
  47. 47. Draghe per lo scavo del canale dei petroli anni ‘60
  48. 48. Costruzione delle dighe alle bocche di portoDopo la costruzione delle dighe allebocche di porto e il progressivoapprofondimento dei fondali, dopol’insediamento portuale e industriale ilavori per la costruzione del Mose cicostringeranno a rivedere profondamentei secolari parametri per la conoscenza ela descrizione del sistema-laguna.
  49. 49. Lavori del Mose: Malamocco
  50. 50. Lavori del Mose: S. Nicolò

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