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Dialogo responsabile con Dio (Lc 1, 26-38)          L’Annunciazione è il racconto della vocazione di Maria. Ilmessaggio di...
ella «non si lasciò trasportare dalla gioia né accettò immediatamente ciòche le era proposto».4       A conclusione del di...
Nel primo segno operato da Gesù, Maria occupa un posto digrande rilievo. «Il compito di una madre è quello di vedere di ch...
rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna aGesù, e che apre a noi la via che a Lui conduce».      ...
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Maria, madre del dialogo

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I passi del Vangelo che parlano di Maria, strategici perchè collocati alle svolte fondamentali della storia della salvezza, la rappresentano assunta al dialogo con Dio,"interlocutore di Dio a nome dell'umanità", madre di tutti, donna che accoglie il dolore assumendo la perfezione della compassione.

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Maria, madre del dialogo

  1. 1. Denis Kulandaisamy Madre del dialogo nella perfezione della compassione1 A volte crediamo che Maria sia poco evocata nella Bibbia. PeròMaria è presente negli eventi più importanti della vita di Cristo comedonna responsabile e attiva. Leggendo il Nuovo Testamento, osserviamoche nei vangeli ci sono ben più numerose pagine mariane di quanto sicreda e, molte volte, piene di senso, in momenti cruciali della vita diCristo. Scrive A. Valentini che «la Scrittura […] non si interessadirettamente della biografia e della vicenda particolare della madre diGesù, ma del suo ruolo e significato all’interno del disegno salvifico.[…] i brani espliciti concernenti la madre di Gesù non sono numerosi,ma neppure scarsi; in ogni caso, sono testi strategici e di eccezionaledensità. Strategici, perché collocati alle svolte fondamentali della storiadella salvezza».2 In tutti questi testi fondamentali, Maria viene descrittacome una donna di straordinaria responsabilità. Maria è una donna che si impegna per collaborare con Dio nel suopiano salvifico. In questo articolo, ci soffermiamo su alcuni brani delNuovo Testamento e meditiamo su come Maria agisce con grandeimpegno e responsabilità, secondo la sua vocazione di Madre di Gesù, ilfiglio di Dio.1 Questo articolo è stato pubblicato in: Santa Maria “Regina Martyrum”, XIII (2010)N° 2, pp. 3-5.2 A. VALENTINI, Maria secondo le Scritture, EDB, Bologna 2007, 21.
  2. 2. Dialogo responsabile con Dio (Lc 1, 26-38) L’Annunciazione è il racconto della vocazione di Maria. Ilmessaggio di Dio non si rivolge a questa ragazza di Nazareth con il suonome «Maria», ma la chiama «Piena di grazia». La invita a gioire. Mariarimase turbata (Lc 1,29) a questo messaggio. Il suo turbamento nonderiva dalla non comprensione o da quella paura pusillanime alla qualelo si vorrebbe talvolta far risalire. Deriva dalla commozione prodottadagli incontri con Dio. Maria riflette sullo strano saluto dell’angelo:«kâire, kecharitōménē ». La volgata e la vecchia versione siriaca sierano limitate a tradurre con un semplice saluto: «Ave». Però dobbiamoricordarci che la forma imperativa del verbo non esprime semplicementeun saluto banale, ma chiede a Maria di rallegrarsi per la buona novella. L’angelo comunica a Maria qual è il compito a cui è destinata:«Hai trovato grazia presso Dio. Concepirai e partorirai un figlio e lochiamerai Gesù. Sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo» (Lc1,31). Maria deve diventare Madre. Ella riceve una granderesponsabilità e le viene richiesto un servizio molteplice. Maria chiede all’Angelo: «Come è possibile? Non conoscouomo». Maria fa questa domanda con grande intelligenza, non perchédubiti della proposta di Dio. «Con questa domanda, ella si rivela unadonna ricca di personalità e piena di concretezza: interlocutrice di Dio anome dell’umanità. Il suo atteggiamento, esemplare sul piano della fedee della responsabilità, assume particolare significato, soprattutto inriferimento alla donna contemporanea».3 Giovanni Crisostomo dice che3 Ibid., 102.
  3. 3. ella «non si lasciò trasportare dalla gioia né accettò immediatamente ciòche le era proposto».4 A conclusione del dialogo con l’angelo, Maria riflette in silenzioe infine dà, senza titubanze, la sua adesione. Con l’espressione «Ecco laserva del Signore, avvenga di me ciò che tu hai detto» (Lc 1,38), Mariasi riferisce al compito che Dio le ha assegnato. Queste sue paroleriflettono anche la sua responsabilità assunta con umiltà e disponibilità.Paolo VI scrive: «desiderosa di partecipare con potere decisionale allescelte della comunità, ella contemplerà con intima gioia Maria che,assunta al dialogo con Dio, dà il suo consenso attivo e responsabile nonalla soluzione di un problema contingente, ma a quell’opera dei secoli,come è stata giustamente chiamata l’incarnazione del Verbo».5Madre attenta e premurosa (Gv 2, 1-12) La madre di Gesù partecipava a una festa nuziale a Cana diGalilea. Durante la festa venne a mancare il vino; Maria fu la primapersona a notare l’increscioso inconveniente. Ella si rivolge al Figlio perinformarlo: «Non hanno più vino» (Gv 2,3). Maria si preoccupa deglisposi e della loro felicità. Scrive O. Battaglia: «La sua attenzione èrivolta alle persone che stanno per vivere una situazione incresciosa. Eper lei proprio le persone contano più di ogni altra cosa».6 Il comportamento di Maria in questa circostanza rivela: 1) la suaattenzione per le persone in necessità; 2) la sua responsabilità come«madre» di tutti; 3) una fede profonda nella onnipotenza del suo Figlio.4 In Mat. Hom IV, 5 (PG 57,45).5 Marialis Cultus 37: EV 5/68, in A. VALENTINI, op. cit., 102.6 O. BATTAGLIA, La madre del mio Signore. Maria nei vangeli di Luca e diGiovanni, Cittadella, Assisi 1994, 260.
  4. 4. Nel primo segno operato da Gesù, Maria occupa un posto digrande rilievo. «Il compito di una madre è quello di vedere di che cosahanno bisogno i figli e d’impegnarsi con tutte le forze per loro. Allenozze di Cana Maria si comporta come una madre attenta epreoccupata».7 Maria viene descritta dall’evangelista Giovanni comeuna donna che si comporta in modo responsabile durante la festa nuzialea Cana.Presenza di una madre responsabile nel dolore (Gv 19, 25-27) Come Maria si rende presente nel primo segno di Gesù, cioèall’inizio della vita pubblica di Gesù, così lo fa anche nell’ultimo istantedella vita terrena di Gesù. Maria si fa partecipe del dolore del suo figlionel portare a compimento il piano salvifico di Dio. Alla luce dell’eventodella croce, si illumina anche il misterioso «segno» di Cana. Come allenozze di Cana, Gesù si rivolge alla sua madre con lo stesso appellativo:«Donna». Maria collabora col suo figlio con grande amore, dedizione eresponsabilità. Vive con Lui lunione nella sofferenza, meglio, lunionenellamore, che non è nientaltro che la perfezione della compassione.Ecco, questo aspetto deve essere messo in rilievo, quando noi vogliamoparlare di Maria come una donna responsabile. Venerare la Madre di Gesù, che ha vissuto la sua vocazione inmodo responsabile e ci ha lasciato un grande esempio, è un esigenzadella nostra fede cristiana. Paolo VI scrive: «Se vogliamo esserecristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il7 K. STOCK, Maria, la Madre del Signore, nel Nuovo Testamento, ADP, Roma2 2003, 97.
  5. 5. rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna aGesù, e che apre a noi la via che a Lui conduce». DENIS KULANDAISAMY, OSM Pontificia Facoltà Teologica Marianum, Viale Trenta Aprile, 6 00153 Roma, Italia denisosm@yahoo.comQuesto articolo è stato pubblicato in:Santa Maria “Regina Martyrum”, XIII (2010) N° 2, pp. 3-5.

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