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Gli aiuti umanitari nei disastri

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Gli aiuti umanitari nei disastri

  1. 1. Gli aiuti umanitari Prof. David Alexander D.Alexander@alice.it
  2. 2. Impatto differenziale dei disastri Paesi in via di sviluppo e aree urbane depresse di paesi industrializzatiMortalitàMortalit Paesi industrializzati e le città più ricche del mondo in via di sviluppo Perdite economiche
  3. 3. Dimensioni di ciascun paesein rapporto alla sua popolazione
  4. 4. Dimensioni di ciascun paesein rapporto al suo livello di ricchezza
  5. 5. LIVELLO DI SVILUPPO IN RAPPORTO CONIL DANNO E LA MORTALITÀ NEI DISASTRI Gravità dellevento 4 3 2 à 1 PAESI ECONOMIE PAESI MENO ALLA SOGLIA SVILUPPATI SVILUPPATI DI SVILUPPO Livello di sviluppo
  6. 6. 100.000 Prodotto nazionale lordo e frequenza dei disastriPNL pro capite (US$) 10.000 1000 100 0,001 0,01 0,1 1 10 Numero medio di disastri a persona, 1964-89
  7. 7. Impatto economico di alcuni grandi disastri dati mondiali dagli anni 1990 [Incendi in Mongolia 1995] Percentuale del PNL annuale [Terremoto di Kobe 1995] Reddito basso- alto- nazionale: basso medio medio alto Rango economico del paese
  8. 8. Livello di sviluppo economico e gravità dei disastri Lo sfruttamento capitalista e coloniale La tecnologiaImpatto cumulativo dei disastri aumenta limpatto e il capitale indebolendo leconomia accumulati locale provocano un aumento nello scopo e nella La povertà complessità dei estrema riduce danni limpatto dei disastri relativamente in termini economici Paesi più Economie Paesi poveri transizionali ricchi
  9. 9. Al convegno di Rio de Janeiro, 1992i paesi donatori promisero di erogare lo 0,8% del PNL in assistenzainternazionale per favorire lo sviluppo economico dei paesi poveri Da un alto nel 1995 il percentualemedio del PNL destinato allo sviluppoè calato di circa la metà allo 0,2%.
  10. 10. I paesi in via di sviluppo:• esiste uno stato di conflitto tra gli obiettivi di gestione delle emergenze e quelli dello sviluppo a lungo termine• il capitale, la tecnologia e lesperienza non sono stati trasferiti a sufficienza• dal 1995 lassistenza internazionale è diminuita allo 0,2% del PLN dei paesi donatori• gli aiuti umanitari sono stati politicizzati; politicizzati; il principio della neutralità è stato violato. violato.
  11. 11. Laiuto internazionale dovrebbecomplementare, non sostituire, le risorse localiLassistenza umanitaria dovrebbe aiutare un paese a raggiungereobiettivi generali di sviluppo, non soltanto aiutare le vittime di disastri a sopravvivere.
  12. 12. Problemi degli aiuti a paesi in via di sviluppo • può essere difficile distinguire i bisogni dovuti al disastro dai problemi endemici • tecnologia avanzata e sofisticati sistemi di informazione potrebbero essere difficili da usare nellarea disastrata • sistemi di management stile occidentale non si adattano bene alla cultura e alle condizioni locali • situazioni di malattie endemiche prevalenti, città sovraffollate e acqua potabile contaminata. contaminata.
  13. 13. DONATORI ONG PUBBLICI E INTERNAZIONALI PRIVATIAGENZIE DELLORG. DELLE NAZIONI UNITE AGENZIE GOVERNATIVEUfficio ONU per il Coodinamento degli DEI PAESI DONATORI Affari Umanitari (UN-OCHA)Squadra ONU Assistenza nei Disastri (UNDAC)Gruppo Internazionale Consiglio sulla ReSAlta Commissione ONU per i Profughi (UNHCR)Programma Mondiale per lAlimentazione (WFP)Altre agenzie ONU AGENZIE GOVERNATIVESQUADRE DI RISPOSTA RAPIDA DEI PAESI BENEFICIARISquadre internazionale di ReSDisaster Assistance Response Teams (DARTs) DONATORI NEI PAESICROCE / STELLA / MEZZALUNA ROSSA CHE RICEVANO LAIUTOComitato Internazionale della CRFederazione Internazionale delle Società CRSocietà nazionali - paesi donatori ONGSocietà nazionali - paesi beneficiari LOCALI LA POPOLAZIONE COLPITA E LE VITTIME Il sistema internazionale di soccorso
  14. 14. Vulnerabilità edemarginazione Smottamento di detriti rocciosi Case distrutte
  15. 15. Insediamento "informale" Livello dellalluvione Livello normale del fiume Fiume Buriganga, Bangladesh centrale
  16. 16. Emarginazione:• esiste insieme alla povertà• indica una mancanza di peso politico• significa che le persone emarginate non abbiano controllo delle proprie destine e risorse• è fortemente legata alla vulnerabilità ai disastri• in molti casi, la gente emarginata occupa il terreno meno sicuro. sicuro.
  17. 17. Il processo di emarginazione POPOLAZIONE SOTTO SVILUPPATO CRESCENTE AVVENIMENTO EMARGINAZIONE DI UN DISASTRO AMBIENTE FISICO IN DECLINO AIUTI E SOCCORSI AIUTI PER LO SVILUPPO RINFORZAMENTEPROLUNGAMENTO DELLO E TRASFERIMENTO DELLO STATUSSTATO DI SOTTOSVILUPPO DI CAPITALE QUO ANTE Processo CRESCENTE EMARGINAZIONE Evento Fonte: Susman et alii 1983, p. 279
  18. 18. Le emergenze complesse: situazionidi collasso politico, economico, militare,dellordine pubblico, del tessuto sociale Aceh (Indonesia) Afghanistan Kenya Africa meridionale Kosovo e i Balcani Angola Liberia Burundi Pakistan settentrionale Cecenia Palestina e Israele Colombia Rwanda Corea del Nord Sierra Leone Eritrea e Ethiopia Somalia Grandi Laghi Africani Sri Lanka Haiti il Sudan Il Caucaso Timor Orientale Iraq Uganda
  19. 19. Le emergenze complesse sono caratterizzate da:• il collasso sociale ed economico• linstabilità militare• disastri naturali ricorrenti• persistenza della povertà e dellinstabilità. dellinstabilità.
  20. 20. Le "emergenze complesse"• attualmente sono circa 25• con 10 milioni di profughi, più le internally displaced persons (IDPs)• apre sempre di più la voragine tra ricchi e poveri• potenti interessi gestiscono il traffico di armi, persone e droga armi,• aumenta il dilemma della neutralità• cresce il rischio di rappresaglie. rappresaglie.
  21. 21. La politicizzazione e la militarizzazionedegli aiuti umanitari e per lo sviluppo:• attacchi sui convogli di aiuti umanitari• le forze militari dirottano gli aiuti• negare lassistenza alle forze nemiche e a popolazioni sospettate di sostenere il nemico• mettere le ONG in una posizione in cui non sono in grado di mantenere la propria neutralità. neutralità.
  22. 22. La povertà è fortemente legata allabassa durata della vita, la quale in vita, seguito è legata allalta mortalità nei disastri• poche risorse vengono dedicate alla riduzione del rischio di disastro• i disastri sono soltanto uno dei mali quotidiani della vita. vita.
  23. 23. Gli aspetti demografici della povertà:• la mortalità infantile è: mortalità - 9-14 per 1000 nascite vive in Europa occidentale - oltre 200 in Burkina Faso e Sierra Leone• in alcune parti dellAsia e dellAfrica la popolazione raddoppierà in 36 e 23 anni rispettivamente• in Africa la popolazione potrebbe triplicare (a 1,3 miliardi) miliardi) in 40 anni, 1985-2025. anni, 1985-2025.
  24. 24. Il ciclo dipovertà-repressione-povertà-repressione-militarizzazione• i dirigenti policitici comprano armi e beni di lusso• la produzione domestica punta sul mercato di esportazione• il capitale viene esportato e non investito a casa• la povertà da luogo a moti popolari che vengano repressi. repressi.
  25. 25. Il ciclo di povertà-repressione-militarizzazione Mancanza Acquisto di di valuta armi e beni estera di lusso Prestiti internazionali; Repressione e politiche perconcentrazione del aumentare potere e della DISASTRI lesportazione; richezza nelle NATURALI carico di ripagamento mani della del debito nazionale classe dirigente Produzione del cibo Rivolta e per il consumo domestico opposizione diminuito; impoverimento politica della popolazone afflitta
  26. 26. Assistenza umanitaria mondiale, 1964-1991Milioni di dollari statunitensi
  27. 27. Valore del soccorso di emergenza non alimentare, 1985-1995
  28. 28. LUfficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (UN-OCHA, con sede in Svizzera a Ginevra;già UNDRO e DHA), è responsabile per:• coordinare e negoziare il soccorso e gli aiuti umanitari• lanciare appelli internazionali di soccorso umanitario• offrire consigli su come ridurre la vulnerabilità ai disastri a livello locale. locale.
  29. 29. Il Decennio Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali IDNDR, 1990- IDNDR, 1990-2000 La Strategia Internazionale per la Riduzione dei Disastri ISDR - permanente
  30. 30. Lo IDNDR• 140 comitati (piattaforme) nazionali (piattaforme)• due grandi convegni diplomatici mondiali• cinque grandi progetti internazionale per la riduzione del rischio• ma non è riuscito a dimezzare limpatto dei disastri in un decennio, come si sperava allinizio del decennio. decennio.
  31. 31. Nota bene: una larga gamma di stati di sviluppo esiste tra ipaesi più poveri del mondo: alcuni (ad esempio le Filippine) hanno avuto un certo successo nel combattere i disastri naturali
  32. 32. Un doppio standard: $3.500.000.000 persalvare i mercati finanziari, $100.000.000 per salvare le vittime di Uragano Mitch

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