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Sergio Giordano - Le spinte

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Sergio Giordano - Le spinte

  1. 1. VIAGGIO Un percorso verso la scoperta ed il miglioramento delle nostre abilità professionali ed umane: «Le Spinte»
  2. 2. PROFILO PROFESSIONALE: • Laurea Ingegneria Magistrale Politecnico di Torino: Reti di distribuzione AT, gestione sincrona (digitale), generazione e trasmissione di Potenza; • CTO: Startup Innovativa E24Woman Srl - IoT Personal Safety Wearables; • Senior Innovation Manager & Business Developer: Smart Sensor for Automotive, I4.0, Digital Automation, IoT Connectivity, Medical 4.0, Cardiovascular IoT Device and Digital Twin Cardiac Stroke Prevention; • Executive Development Business Coach for Senior Manager; • Musicista (3 anni di conservatorio per pianoforte) and Music Producer: Digital Synth & Piano Player. SW: Cubase LE, Moses, Audacity Pro;
  3. 3. il nostro VIAGGIO parte da lontano: L’ANALISI TRANSAZIONALE
  4. 4. IL COPIONE DI VITA È un piano di vita. Un insieme di opinioni, decisioni e modelli di comportamento riguardante il bambino stesso e gli altri. E’ appreso inconsapevolmente nell’infanzia, rinforzato dall’ambiente familiare e poi dalle successive esperienze di vita. Il bambino, nell’incontro fra pulsioni naturali e adattamenti sociali, si forma la propria personalità. Rispondendo, in modo variabile, ai messaggi che man mano riceve, sviluppa alcune pulsioni e capacità e ne mette altre sullo sfondo. Stabilizza nel tempo modalità automatiche di comportamento, atteggiamenti rigidi e una identità limitata.
  5. 5. Le Spinte sono il modo con cui cerchiamo di farci accettare dai nostri genitori quando crediamo di non essere amati per quello che siamo. Cerchiamo un comportamento, uno stile di vita, che ci faccia avere dei riconoscimenti e ci dia contemporaneamente una consistenza identitaria definita a cui aggrapparci per sentirci più sicuri. Questo sarà il copione della nostra vita. Le spinte danno al bambino dei messaggi di “condizione” che servono per “indirizzare” e promuovere certi comportamenti e modi di essere e sentire. Le Spinte sono una specie di condanna biblica: il tentativo di farci accettare e benvolere attraverso comportamenti forzati e stereotipati imparati durante l’infanzia per compiacere i nostri genitori.
  6. 6. LA NECESSITA’ DEL COPIONE DARE UN SENSO ALLA REALTA’ E RENDERLA PREVEDIBILE economicizzare proteggersi agire capire FINALIZZARE IL COMPORTAMENTO ALLA SODDISFAZIONE DELLE PULSIONI DIFENDERSI DALLE SITUAZIONI FRUSTRANTI SEMPLICIZZARE E RITUALIZZARE PENSIERI, EMOZIONI E COMPORTAMENTO
  7. 7. I MESSAGGI FAMILIARI Permessi: PUOI Incoraggiamenti ad essere OK, e come si è. litano la crescita stimolando le capacità ed il nziale personale Spinte: SEI OK SE … Sono ordini ed orientamenti che “ spingono “ ad essere migliori di come si è, dato che non si è OK:“ se non fai così non vai bene “ Programma: FAI COSI’ Sono gli esempi di comportamento che in famiglia rappresentano il modo di fare auspicato, sono le istruzioni “ nella vita si fa così “, è lo stile, il modello di tutti i giorni Ingiunzioni: NON DEVI Messaggi limitativi precoci “ come non devi essere “. Tendono a impedire la libera espressione del bambino. Sono messaggi espressi anche in modo non verbale
  8. 8. Le Spinte sono quell’insieme di consigli, orientamenti, regole del buon vivere, che chi educa invia come prolungamento dei propri desideri e delle aspirazioni di successo più o meno realizzati. I figli sono spesso vissuti come un riscatto sociale. Le spinte sono di solito supportate da un comportamento esemplare dei genitori e quindi coerente.
  9. 9. Il punteggio ottenuto nel Questionario indica quanto ciascuna Spinta agisce nella vostra vita, quanto ne siete prigionieri, quanto vi determini, ma anche quali capacità usate prevalentemente. Ciascuna di esse è un vincolo e, allo stesso tempo, come si suole dire, un’opportunità, perché quello stile fornisce anche una dotazione di abilità particolari. Un punteggio alto significa che di quello stile non possiamo farne a meno. IL QUESTIONARIO: chi siamo e quali capacità abbiamo sviluppato e quali sono nascoste o sconosciute
  10. 10. IL TEST/QUESTIONARIO Il Questionario è stato estratto dal libro “l’autoanalisi transazionale” di Malvis Klein modificato da Giorgio Piccinino
  11. 11. LE CINQUE SPINTE Sii PERFETTO Sii FORTE COMPIACI SBRIGA TI
  12. 12. Sii PERFETT O Sii FORTE SFORZA TI LE CINQUE SPINTE
  13. 13. SII PERFETTO ATTEGGIAMENTI SUL LAVORO Meticolosità ossessiva, intolleranza degli errori, ritualità codificata, privilegio dell’efficienza, ipercriticità, perfezionismo MODALITA’ DI COMUNICAZIONE Iper dettagliata, ordinata in blocchi e categorie, fastidio per le interruzioni, rigida, fredda, intransigente, a una via CARATTERISTICHE POSITIVE Efficienza, capacità organizzativa, affidabilità, precisione, accuratezza, puntigliosità PERMESSI NECESSARI Puoi sbagliare, puoi essere te stesso, puoi fare al 70%, puoi fare con leggerezza, puoi godere
  14. 14. SII FORTE ATTEGGIAMENTI SUL LAVORO Solidità, freddezza, controllo esasperato, durezza, individualismo, intransigenza, autoritarismo, insensibilità MODALITA’ DI COMUNICAZIONE Impersonale, categorica, generalizzante, dura, a una via CARATTERISTICHE POSITIVE Leadership naturale direttiva, capacità di ricupero, affidabilità, responsabilità, intraprendenza, resistenza e incrollabilità PERMESSI NECESSARI Puoi aprirti e farti vedere, puoi essere te stesso, puoi sentire, bisogno e chiedere aiuto, puoi mostrare le tue emozioni, puoi lasciare e lasciarti andare
  15. 15. COMPIACI ATTEGGIAMENTI SUL LAVORO Appartenenza, gregarietà, conformismo, paura del conflitto, autocontrollo, prudenza, manipolazione affettiva MODALITA’ DI COMUNICAZIONE Impersonale, interrogativa, imbarazzata e timorosa, ricerca del consenso, sorridente, conciliante CARATTERISTICHE POSITIVE Collaborazione, capacità di mediazione, spirito di gruppo, disponibilità e flessibilità, socievolezza PERMESSI NECESSARI Puoi essere diverso dagli altri, puoi essere indipendente, puoi mostrarti ed esprimerti come sei, puoi dire di “No”, puoi essere assertivo, puoi entrare in conflitto
  16. 16. SBRIGATI ATTEGGIAMENTI SUL LAVORO Iperattivismo, rapidità di esecuzione, irrequietezza, diffidenza, ansia, individualismo, scostanza e distacco, superficialità MODALITA’ DI COMUNICAZIONE Smozzicata, sbrigativa, frettolosa, impaziente, distaccata CARATTERISTICHE POSITIVE Velocità , flessibilità, capacità esecutive, indipendenza, efficienza, adattabilità PERMESSI NECESSARI Puoi entrare in contatto vero con gli altri, puoi fermarti a sentire i tuoi bisogni, puoi aver bisogno e chiedere, dire di “Si” e appartenere, puoi prenderti tutto il tempo che ti serve
  17. 17. SFORZATI ATTEGGIAMENTI SUL LAVORO - Impegno, tenacia, dedizione, invidia per i successi degli altri, ambizione inespressa, sollecitudine e volontà, insoddisfazione MODALITA’ DI COMUNICAZIONE Indecisa ( ci proverò, cercherò ), tangenziale, ripetitiva e iper descrittiva, approssimativa, giustificativa CARATTERISTICHE POSITIVE Efficienza, flessibilità, capacità di applicazione, operatività, capacità critica PERMESSI NECESSARI Puoi avere successo, puoi credere in te stesso, puoi scegliere la tua strada, puoi lasciare se non va, puoi decidere per te ciò che vuoi
  18. 18. la via FUGA
  19. 19. la via FUGA Gli interventi possibili (al di fuori di un rapporto di psicoterapia) possono esplicitare il processo e i messaggi tutt’ora attivi al fine di: Sviluppare consapevolezza che c’è un modello di vita che tutti seguiamo inconsapevolmente da sempre Esplicitare la ripetitività e i limiti delle azioni Analizzare lo “stile” di vita e i comportamenti che lo confermano Stimolare accettazione rispetto alle scelte passate Stimolare la responsabilità delle proprie azioni nel qui e ora Stimolare decisioni di cambiamenti comportamentali
  20. 20. la via FUGA Le persone di solito cercano aiuto non per cambiare, ma per stare meglio nel loro copione: • per cercare di vivere un po’ meglio senza modificare il proprio quadro di riferimento mentale (opinioni, decisioni, abitudini, ecc.) • per “fare progressi” inglobando anche gli interlocutori nel loro mondo, attribuendogli un ruolo e comportamenti prevedibili • per mantenersi in un’area da sempre abituale e dunque confortevole
  21. 21. Le Spinte sono sempre negative perché perdono di vista l’obiettivo del comportamento adeguato a quella specifica situazione. L’unico scopo diventa rispondere, ubbidendo o disubbidendo alla Spinta stessa. Sotto Spinta la persona non è se stessa e questo agevola il meccanismo del nostro cervello, che funziona al risparmio, in economia, che oppone resistenze al cambiamento. Quando ti dicono “tu devi essere così” si riduce l’ansia del doversi inventare come voler essere. Un’altra pericolosità delle Spinte è che incentivano le facili illusioni, quei fantasmi che ci passano davanti, quei sogni ai quali ci aggrappiamo immediatamente. Lo schema seguente sintetizza il concetto: Spinta Quindi… Illusione… COMPIACI Se io compiacerò… …sarò amato da tutti! SBRIGATI Se io mi sbrigherò… …riuscirò a fare tutto! SII PERFETTO Se sarò perfetto… …sarò il migliore, sempre! SFORZATI Se mi sforzerò… …non avrò bisogno degli altri, sarò autosufficiente! SII FORTE Se sarò forte… …potrò controllare e nascondere tutte le emozioni!
  22. 22. IO SONO…. In altre parole una volta formatesi delle convinzioni e assunta una posizione esistenziale, si ottengono quattro affermazioni su se stessi e sugli altri: 1. Io sono Ok, Tu sei Ok; 2. Io non sono Ok, Tu sei Ok; 3. Io sono Ok, Tu non sei Ok; 4. Io non sono Ok, Tu non sei Ok. Una volta adottata una di queste posizioni una persona tenderà ad assumere comportamenti che confermano, nel corso della propria vita, la sua posizione di esistenziale.
  23. 23. COME RICONOSCERE LA NOSTRA PRINCIPALE SPINTA ATTRAVERSO LE NOSTRE PAURE Paura della morte e conseguentemente della perdita del controllo ¤ Sii perfetto Paura di essere respinto o rifiutato ¤ Sii forte Paura di incontrare un rimprovero ¤ Compiacimi Paura dello scacco e così della riuscita ¤ Sforzati Paura della vita ¤ Sbrigati
  24. 24. COME RICONOSCERLE E QUANDO È NECESSARIO LAVORARE SULLE SPINTE Spinta Caratteristica Nel linguaggio Cosa lo disturba COMPIACI Non piacere a te stesso ma agli altri, non essere importante per te, non ragionare con la tua testa Cerca consenso L’eccessiva sicurezza altrui, le critiche, la mancanza di affettività – simpatia nel rapporto e le emozioni negative dell’altro SBRIGATI Non avere tempo per te, non curarti, non avere gioia, non essere intimo Anticipa, chiude La meticolosità altrui, la ricerca di intimità da parte degli altri SII PERFETTO Non sbagliare, non accontentarti, devi essere il migliore, il mondo è dei primi… Usa parole ricercate invece di parole chiare e semplici Le dimostrazioni di amicizia, l’improvvisazione e la spontaneità, il saltare da un’idea all’altra SFORZATI Datti da fare, se non sei stanco significa che non hai fatto niente, la vita è sofferenza,… Fa più domande in una volta, riprende e ripete il proprio pensiero Le richieste precise e chiare degli altri, l’aiuto diretto e puntuale SII FORTE Non permetterti debolezze, devi apparire duro, se sei ammalato due aspirine e via,… Ha difficoltà ad esprimersi con chiarezza, è confuso e superficiale L’espressione delle emotività altrui, i discorsi lunghi, chi gli fa notare i propri limiti
  25. 25. Siamo una specie Siamo agiti dalla nostra natura Cerchiamo la felicità
  26. 26. Piero, ha una laurea in ingegneria informatica, età 37 anni, con un ruolo di responsabilità nel Digital Marketing. Ci conosciamo da molto tempo, dopo esserci persi di vista per diversi anni, io vengo nominato responsabile di una struttura in cui egli è inserito. L’aspetto fisico è più trascurato, con segnali di una possibile depressione. Mi confida, in effetti, con forte coinvolgimento emotivo, di aver trascorso un periodo lavorativo difficoltoso a causa di un continuo e pesante conflitto con il responsabile precedente. Continua dicendomi che questo lo aveva molto provato, a tal punto di rinunciare alle proprie responsabilità e scegliere di essere mero esecutore, nonché a doversi curare farmacologicamente per depressione, secondo le indicazioni del suo medico curante. Gli ho chiesto se si fosse mai rivolto ad un aiuto professionale, oltre a quello del medico curante. La risposta è stata negativa e chiedendomi consiglio gli ho suggerito un Coaching mirato. Il conflitto, mi ha raccontato, nasceva ogniqualvolta vi era un aspetto tecnico con cui confrontarsi, diventava pretesto per una competizione che sfociava nell’essere “schiacciato” senza avere la possibilità di esprimere la sua opinione o le sue soluzioni (in verità di notevole valore tecnico ed operativo). Le volte che vi riusciva, esse venivano utilizzate dal responsabile precedente il quale se ne assumeva, però, anche la paternità, andando così ad alimentare ulteriormente il conflitto. Di fatto questo periodo lo ha un po’ penalizzato dal punto di vista di sviluppo di carriera. Personalmente lo ricordo come una persona ricca di potenzialità, capace di sviluppare in poco tempo grandi quantità di lavoro con un livello di qualità elevato. UN CASO REALE:
  27. 27. L’IMPATTO SUL PROPRIO LAVORO Dai suoi racconti, l’aspetto fenomenico che è emerso è quello di essersi messo nella condizione di essere in contrasto con il responsabile precedente e di mettersi nella condizione di non valere. Emerge il bisogno che qualcuno lo riconosca. Quando è riconosciuto fa e fa molto, quando non riconosciuto non fa. L’aspetto fenomenologico: va in depressione per opporsi, è un modo per mantenere un ruolo di attenzione: o nel contrasto o nell’eccellenza. Le Spinte sono: “Compiacimi” e “Sforzati”. Da quanto sviluppato in precedenza, la spinta “Compiacimi” porta ad avere elementi di criticità nell’autorità quale fattore della delega. Il modo in cui egli lo agisce è, come abbiamo visto nell’aspetto fenomenico, la polarità contrasto/eccellenza. La spinta “Sforzati” porta ad avere elementi di criticità nella responsabilità. In effetti “funzionerà” fino a che si sente riconosciuto, poi andrà in contrasto e in depressione. Il problema è quindi di autonomia. Questo a meno che non inizi a lavorare su se stesso con un percorso di Coaching.
  28. 28. LE LETTURE DA NON PERDERE…

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