Le 3 fasi del Public Speaking

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A prosecuzione della prima serie di slide introduttive sul Public Speaking, ecco il contenuto della seconda parte del corso.

Per prima cosa vanno i dovuti ringraziamenti a Rosella Ross perché, di fatto, le slide sono farina del suo sacco (e del suo iMac).

Solo che sul più bello, al momento della meritata performance, ha ben pensato di essere sconfitta da un terrificante virus influenzale e, quindi, me la sono dovuta vedere di nuovo io, solo soletto, con i miei manager :-)

Ovviamente Ross avrà modo di rifarsi nei prossimi video e slide che la vedranno impegnata nella Gestione dello Stress (pre, durante e post).

Venendo alle slide...
Oggi si parla delle 3 Fasi del Public Speaking: decollo, volo e atterraggio.

Capiremo quali sono gli strumenti ideali da usare in ogni fase, come mantenere l'attenzione e come lasciare un segno nel pubblico.

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  • Terribilmente dispiaciuta per il virus pseudo letale:), il ringraziamento va a te che mi dai fiducia e l'opportunita' di esprimermi! Sempre grande DavidPower!!
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    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
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Le 3 fasi del Public Speaking

  1. 1. Le tre fasi del public speaking • decollo • volo • atterraggio
  2. 2. come si decolla?
  3. 3. immagini o musicaaudiovisivo
  4. 4. statistica
  5. 5. citazionetutti i grandi o metaforaoratori furono all’inizio pessimi parlatori (Ralph Waldo Emerson)
  6. 6. Promessavantaggio
  7. 7. Fare Domande
  8. 8. esercizio•ciascuno, senza far caso al contenuto di cio’ che dice, racconta quello che vuole per due minuti (giro di tavola feedback)
  9. 9. COMElo dite
  10. 10. non avremo mai una seconda occasione perfare una buona prima impressione!
  11. 11. •IN QUANTO TEMPO SIFORMA LA PRIMAIMPRESSIONE?
  12. 12. secondi
  13. 13. quanto incidono il verbale, il paraverbale ed ilnon verbale nella comunicazione?
  14. 14. 7 % VERBALE38 % PARAVERBALE55 % NON VERBALE
  15. 15. Il Volo verbaleparaverbalenon verbale
  16. 16. verbale• linguaggio contenuti
  17. 17. Le principali regole sono..•CHIAREZZA• SEMPLICITA’
  18. 18. il linguaggio e’MULTISENSORIALE
  19. 19. Le persone possono essere•visive• auditive• cinestesiche (include tatto/olfatto/gusto)
  20. 20. noi siamo V - A oppure K ?•PREDICATI VISIVI VERBALI AUDITIVI POSSONO CINESTESICI ESSERE.... esercizio: troviamoli insieme!
  21. 21. Per essere comunicatori efficacibisogna prima di tutto saper ASCOLTARE
  22. 22. esercizio• preparare divisi in due gruppi un intervento individuale di 2 minuti che esporrete a turno tra di voi: chi ascolta dovra’ cercare di individuare quale sia il/i sistema/i rappresentazionale/i maggiormente usato/i PERCHE’ DOVREI dalla persona che ASSUMERLA? espone.
  23. 23. L’ Oratore e’ flessibile•deve essere in grado dicreare empatia•dovrebbe usare tutti itipi di predicati verbali
  24. 24. vedo che... ascoltandovi... percepiscobelle sensazioni
  25. 25. La comunicazionesara’ circolare se si creera’ EMPATIA
  26. 26. paraverbale = voce• ritmo• velocita’• volume• tono• pause• prosodia
  27. 27. Una sola regola...•VARIARE!!!!
  28. 28. esercizio•TELEVENDITA(VARIAREVOCE -decollo)
  29. 29. non verbale essere se stessi
  30. 30. POSTURA •SCOGLIO CONTRO MAREA
  31. 31. OCCHI•SGUARDODEMOCRATICO
  32. 32. MIMICA FACCIALE SORRIDERE
  33. 33. GESTUALITA’•MANISOTTOLINEANOCONCETTIIMPORTANTI
  34. 34. PROSSEMICA•USO CORRETTODELLE DISTANZENELLACOMUNICAZIONE
  35. 35. “Non c’e’ meno eloquenza nel tonodella voce, negli occhi, nell’atteggiamento che nella scelta delle parole” (Francois de la Rochefoucould)
  36. 36. L’efficacia dellacomunicazione e’ data dallacongruenza tra verbale paraverbale non verbale
  37. 37. esercizio lettura creativa
  38. 38. in fase diatterraggio lasciate sempre un messaggio!
  39. 39. come si atterra?• AUDIOVISIVO/CITAZIONE METAFORA•VANTAGGIO NELL’UTILIZZO DI CIO’ CHE SI E’ IMPARATO• RIEPILOGO INTERATTIVO/ FEEDBACK INVITO ALL’AZIONE
  40. 40. esercizio del perdono• preparare individualmente un breve intervento che ricomprenda le tre fasi e condividerlo•decollo, volo, atterraggio
  41. 41. la qualita’ della nostra vita e’ in diretta proporzione alla qualita’ della nostra comunicazione (Antony Robbins)

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