Gi infortuni domestici

1,065 views

Published on

Published in: Health & Medicine
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,065
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
14
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Gi infortuni domestici

  1. 1. Corso di Igiene del Lavoro: Lezione sei/bis Gli infortuni domestici CORSO DI LAUREA IN TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL’AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO ANNO ACCADEMICO 2010-2011
  2. 2. INFORTUNIO DOMESTICO <ul><li>Danno all’integrità biopsichica prodotta da causa improvvisa e violenta, che esplica la sua azione: </li></ul><ul><li>Nell’ambiente domestico  Spazio domestico </li></ul><ul><li>Durante l’espletamento di attività di cura e manutenzione dello spazio e degli annessi domestici, di assistenza e ausiliazione di persone </li></ul><ul><li>Durante il tempo trascorso nello spazio domestico per l’espletamento delle attività sopra citate </li></ul><ul><li>Durante il tempo trascorso nello spazio domestico per esclusiva residenzialità </li></ul>
  3. 3. Spazio domestico <ul><li>Spazio aggiuntivo, costituito da annessi alla casa ( giardini, garage, locali di deposito ) </li></ul><ul><li>Spazio d’afferenza e disbrigo ( androni, scale, elevatori, terrazzi ed altri spazi comuni ) </li></ul><ul><li>Spazio primario, inserito nel perimetro delimitato dalle mura domestiche </li></ul>Tempo domestico <ul><li>Tempo attivo, nel quale sono espletate le attività domestiche e quelle hobbistiche </li></ul><ul><li>Tempo passivo, durante il quale “la casa” costituisce l’ambiente di protezione e riposo </li></ul>
  4. 4. REQUISITO NORMATIVO PER L’ATTRIBUZIONE DI UN INFORTUNIO ALLA DIMENSIONE DOMESTICA ASSOLUTA ASSENZA DI CORRISPETTIVI ECONOMICI E DI FORME DI CONTRATTAZIONE PATTIZIA PER LA RESA DELL’ATTIVITA’
  5. 5. CAUSE DELL’AUMENTO DELLA FREQUENZA DEGLI INFORTUNI DOMESTICI > Presenza di agenti chimici per la pulizia e per attività di manutenzione della casa > Presenza di apparecchiature automatiche, in prevalenza ad azionamento elettrico < Minore disponibilità di tempo, con conseguente riduzione dell’attenzione e della sicurezza Assenza, anche nei paesi a maggiore sviluppo economico e sociale, di un’attenzione mirata alla prevenzione degli infortuni domestici
  6. 6. U.S.A. (Anno 2.000) 1,5 volte superiore a quella degli infortuni stradali 1,3 volte superiore a quella degli infortuni lavorativi EUROPA 12 (anno 2.002) 1,4 volte superiore a quella degli infortuni stradali 1,8 volte superiore a quella degli infortuni lavorativi Essendo la frequenza ricavata dal ricorso a cure ospedaliere, è verosimile ritenere che il numero complessivo di infortuni domestici sia più alto ALCUNE STATISTICHE DI FREQUENZA DEGLI INFORTUNI DOMESTICI
  7. 7. Considerando globalmente gli infortuni domestici, senza distinzione per causa efficiente e modi d’occorrenza, le prevalenze maggiori si realizzano: Nei bambini in età prescolare Negli anziani > 65 anni Nelle donne > 30 anni Negli adolescenti maschi (tra 6 e 12 anni)
  8. 8. STATISTICHE SULL’INCIDENZA DI INCIDENTI DOMESTICI: Numeri, cause efficienti, ambienti a rischio, soggetti colpiti, lesioni, tassi di ospedalizzazione e di invalidità <ul><li>FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO DEI DATI </li></ul><ul><li>ISTAT </li></ul><ul><li>Sistema E.H.L.A.S.S. (European Home and Leisure Accident Surveillance System) </li></ul>DATI ISTAT 2008 3.048.000 infortuni domestici (pari al 5,32% della popolazione attiva) 12,4 degli infortunati ha subito più di infortunio Prevalenza nel sesso femminile: 20,1 per mille contro il 6,2 per mille Prevalenza negli anziani : 19,3 per mille a > 65 anni; 21,4 per mille a > 75 anni Prevalenza nei bambini: 11,7 per mille a < 4 anni
  9. 9. VITTIME DI INFORTUNI DOMESTICI Per sesso e classe di età Femmine 65 anni o più 26.6% Femmine 25-64 anni 23.2% Maschi 65 anni o più 9.0 Femmine 0-24 anni 8.0 Maschi 0-24 anni 6.3% Maschi 25-64 anni 5,5%
  10. 10. Per sesso e condizione Femmine casalinghe 30.9% Femmine occupate 17.3% Femmine in altre condizioni 15.2% Maschi single 7.9% Maschi pensionati 5.3% Maschi occupati 4.4%
  11. 11. LE CAUSE DEGLI INCIDENTI DOMESTICI FEMMINE MASCHI Utensili e attività di cucina 36.7% Cadute 27.0% Fai da te 1.4% Cadute 33.2% Utensili e attività di cucina 20.4% Fai da te 10.2%
  12. 12. GLI AMBIENTI A RISCHIO FEMMINE Cucina 58.1% Soggiorno e sale 8,2% Camere da letto 6.7% Scale interne alle abitazioni 5.6% Balconi, terrazzi, giardini 5.5% Bagni 4.2% Scale esterne 3.7% Corridoi, spazi servizio 3.7% Altri ambienti 2.2%
  13. 13. MASCHI Cucina 31,1% Balconi, terrazzi, giardini 14.5% Cantine, garage 13.6% Soggiorno, sale 11.7% Bagni 9.3% Camere da letto 6.3% Scale interne 4.9% Scale esterne 4.9% Altri ambienti 3.3%
  14. 14. ATTIVITA’ A RISCHIO Femmine Maschi Lavori domestici 63.9% 18.5% Attività varie 11.8% 20.6% Cure personali 8.7% 12.1% Giardinaggio 6.9% 9.6% Giochi Passatempi 5.6% 16.7% Riparazioni Bricolage 0.9% 22.2%
  15. 15. LESIONI PIU’ FREQUENTI Femmine Maschi Ferite 40.0% 52.9% Ustioni 30.1% 10.2% Altre lesioni 23.5% 26.5% Fratture 23.5% 13.4%
  16. 16. SEDI PIU’ FREQUENTI DELLE LESIONI TRAUMATICHE Femmine Maschi Arti superiori 63.1% 51.4% Arti inferiori 32.6% 23.4% Testa 10.2% 16.6%
  17. 17. AGENTI CHIMICI RESPONSABILI DI INFORTUNI DOMESTICI Agente Occasione Meccanismo Gravità Na- ipoclorito Soluzione >70° Essudazione alveolare Quadri gravi, fino alla morte Insetticidi II classe Uso in ambienti chiusi Blocco trasmissione nervosa Molto spesso mortali Insetticidi III classe (piretrine) Uso in ambienti chiusi Irritazione respiratoria Allergia Sintomi respiratori importanti Smacchiatori a secco Inalazione vapori Edemigeni cerebrali Quadri variabili, anche gravi Appretti per stiratura Inalazione vapori Irritazione respiratoria Quadri variabili Cere per mobili Lucidatura senza guanti Meta emoglobinizzanti Quadri gravi (sog. Suscettibili)
  18. 18. Perdita della continuità dei tessuti per azione di una causa meccanica  forza applicata > alla resistenza elastica dei tessuti SEDI PIU’ FREQUENTI DELLE FERITE Arti 76% Testa 18% Occhi 2,1% Addome 0,8% Torace 0,5% Altre zone 2,6% FERITE
  19. 19. TIPI DI FERITA Da taglio E’ prodotta dalla pressione/sfregamento di taglienti Ha margini lisci, sanguinamento intenso E’ dolente e può determinare impotenza funzionale Da punta E’ prodotta dalla pressione di oggetti acuminati Ha margini lisci, scarso sanguinamento E’ poco dolente Può determinare la penetrazione di agenti infettanti, soprattutto la spora tetanica
  20. 20. Lacero contusa E’ prodotta dallo sfregamento in pressione di oggetti taglienti e/o abradenti Ha margini irregolari, presenza di frustoli di tessuto, retrazione elastica dei lembi, sanguinamento iniziale E’ dolente Può determinare la penetrazione di agenti imbrattanti E’ sede frequente di soprainfezioni
  21. 21. TRATTAMENTI DI PRIMO SOCCORSO Posizionamento del ferito in maniera opportuna Detersione della zona interessata Disinfezione con agenti chimici Compressione con benda sterile Blocco del sanguinamento con lacci o strisce di materiali resistenti allo strappo DISINFETTANTI Acqua ossigenata  indicato in tutti i tipi di ferita; ideale in quelle da punta; non favorisce la coagulazione Alcol etilico denaturato  applicabile su ferite da taglio; è efficace per tamponamento di almeno 3 min’; facilita la coagulazione PVP-iodio  applicabile su ferite lacero-contuse; può avere azione irritante/sensibilizzante Clorexidina  Efficace azione disinfettante e detergente; non facilita la coagulazione
  22. 22. CASI PARTICOLARI Ferite della teca cranica Detergere e disinfettare Comprimere la ferita con tampone sterile Controllare lo stato di coscienza e le condizioni generali Ferite di torace e addome Detergere e disinfettare Comprimere la ferita con tampone sterile Ricorrere a strutture sanitarie per controllo Ferite occhi Detergere Coprire con benda oculare l’occhio leso Bendare l’occhio sano per evitare i movimenti dell’occhio leso
  23. 23. Fuoriuscita di sangue da vasi sanguigni per lesione traumatica di essi TIPI DI EMORRAGIA Esterna  su superfici cutanee o mucose Interna  nei tessuti o entro cavità Arteriosa  fuoriuscita di sangue rosso vivo, ad impulsi Capillare  sgocciolamento dalla cute Venosa  fuoriuscita di sangue rosso scuro, a flusso continuo EMORRAGIE
  24. 24. TRATTAMENTI DI PRIMO SOCCORSO <ul><li>Sdraiare l’infortunato </li></ul><ul><li>Arrestare il flusso sanguigno con compresse di garza sterile </li></ul><ul><li>Non stringere la medicazione </li></ul><ul><li>Esercitare la compressione a distanza, a monte o a valle a seconda del tipo del flusso in uscita </li></ul><ul><li>Controllare il polso, la pressione arteriosa </li></ul>
  25. 25. CASI PARTICOLARI Emorragia nasale <ul><li>Inclinare la testa in avanti </li></ul><ul><li>Far soffiare il naso per liberare le coane dai coaguli </li></ul><ul><li>Far sputare il sangue deglutito attraverso la bocca </li></ul><ul><li>Comprimere il naso dall’esterno per alcuni minuti </li></ul><ul><li>Instillare coagulanti </li></ul>Emorragia auricolare <ul><li>Inclinare la testa dal lato del sanguinamento </li></ul><ul><li>Far sputare il sangue deglutito </li></ul><ul><li>Non applicare tamponi e instillare coagulanti </li></ul><ul><li>Ricorrere a consulenza otoiatrica </li></ul>
  26. 26. Emorragia oculare anteriore <ul><li>Bendare entrambi gli occhi </li></ul><ul><li>Non applicare colliri e/o pomate </li></ul><ul><li>Ricorrere a consulenza specialistica </li></ul>Emorragia arcate dentarie <ul><li>Tamponare la zona interessata con tamponi sterili </li></ul><ul><li>Applicare ghiaccio </li></ul><ul><li>Applicare coagulanti liquidi </li></ul>Emorragia da ferita lingua <ul><li>Tamponare la zona interessata con tamponi sterili </li></ul><ul><li>Applicare ghiaccio </li></ul><ul><li>Ricorrere a cura specialistica </li></ul>
  27. 27. CONTUSIONI Effetto dell’applicazione di una forza in maniera: Diretta  oggetto contundente in movimento, diretto contro i tessuti (martellata) Indiretta  corpo in movimento, diretto contro l’oggetto contudente (caduta) Formazione di ecchimosi o ematoma: Cutaneo Muscolare Tendineo Articolare Osseo
  28. 28. Le contusioni sono maggiormente frequenti: Nei bambini di età prescolare Nelle persone > 65 anni, soprattutto di sesso femminile (56 vs. 44%) SEDI PIU’ FREQUENTI DI EVENTI CONTUSIVI Arti inferiori 65.6% Testa 15.9% Arti superiori 10.8% Torace 3.7% Addome 1.9% Occhi 0.9%
  29. 29. TRATTAMENTI DI PRIMO SOCCORSO Applicazione di freddo (borsa di ghiaccio) Detersione della zona interessata Bendaggio della zona lesa, anche con bende elasticizzate CASI PARTICOLARI Con. palpebrale Applicare ghiaccio Non instillare colliri Con. toracica Applicare ghiaccio Non fare assumere posizione supina Con. addominale Applicare ghiaccio Non fare ingerire liquidi e solidi
  30. 30. USTIONI Le ustioni sono la più frequente forma di infortunio domestico, con una prevalenza stimata intorno al 35% <ul><li>Benché le ustioni domestiche siano di gravità contenuta, sono stimate percentuali di complicanze pari a: </li></ul><ul><li>20 % di casi con prognosi > 5 giorni </li></ul><ul><li>8% di casi con prognosi > 15 giorni </li></ul><ul><li>4,3% di casi con reliquati cicatriziali deturpanti o limitanti funzioni </li></ul>
  31. 31. <ul><li>Le cause più frequenti di ustioni in ambito domestico sono: </li></ul><ul><li>26% Energia termica da piccoli apparecchi elettrici  donne in tutte le fasce d’età </li></ul><ul><li>24% Fiamme libere e oggetti riscaldati su fiamma  Donne con età > 30 anni </li></ul><ul><li>3-4% Energia termica da utensileria ad azionamento elettrico  uomini > 50 anni </li></ul><ul><li>In ambiente domestico sono poco frequenti le ustioni da agenti chimici, possibili nei casi d’uso di: </li></ul><ul><li>Soluzioni acide (acido muriatico) e alcaline (soda caustica) per detersioni e disincrostazioni </li></ul><ul><li>Acidi, paste saldanti per attività hobbistiche e manutentivo/riparative </li></ul>
  32. 32. SEDI PIU’ FREQUENTEMENTE INTERESSATI AD USTIONI DOMESTICHE Mani e avambracci  37% Braccia  17% Testa  Piedi  Torace  Addome  Occhi 
  33. 33. Etiopatogenesi dell’ustione Denaturazione di proteine, con danno cellulare sino alla morte della cellula Vasodilatazione Essudazione sierosa o sieroemorragica QUADRI CLINICI DELLE USTIONI Ustione I grado Eritematosa Interessamento epidermico Eritema, essudazione, edema superficiale Dolore urente da irritazione fibre nervose Complicanze Discromie cutanee transitorie
  34. 34. Ustione II grado Bollosa Interessamento epidermico e dermico superficiale Eritema, essudazione intensa, formazione di bolle a contenuto sieroso (flittene) Dolore urente molto intenso Complicanze Discromie cutanee Cicatrici superficiali (rottura delle vescicole) Raramente manifestazioni da ipovelemia
  35. 35. Ustione III grado Necrotica Necrosi di tutti gli strati dermici e del sottocute (adipe, muscoli fino all’osso) Formazione di ulcere di differente profondità, ricoperte da essudato siero emorragico Dolore attenuato Complicanze Cicatrici deturpanti Febbre da riassorbimento proteico Possibile shock ipovolemico Soprainfezioni Setticemia
  36. 36. La gravità delle ustioni e la frequenza delle complicanze sono direttamente proporzionali all’estensione delle zone ustionate Estensioni > 15% negli adulti e 10% nei bambini costituiscono valori critici per la comparsa di complicanze <ul><li>Ad estensioni pari a 40% corrispondono mortalità del 30-40% </li></ul><ul><li>40%, la probabilità della morte aumenta di circa 1,5 volte rispetto al gradiente di zona ustionata </li></ul><ul><li>Al 70% di zone ustionata, la complicanza mortale è quasi certa </li></ul>
  37. 37. INTERVENTI DI PRIMO SOCCORSO <ul><li>Allontanamento dell’agente ustionante </li></ul><ul><li>Eliminazione di abiti e altre forme di copertura </li></ul><ul><li>Raffreddamento con acqua fredda o contatto con mezzi freddi (ustioni di I e II grado) </li></ul><ul><li>La compressione rapida su oggetti freddi è efficiente ad evitare la formazione delle vescicole </li></ul><ul><li>Disinfezione con disinfettanti di sintesi (clorexidina, bioalcol)  evitare assolutamente acqua ossigenata ed alcol </li></ul><ul><li>Nelle ustioni con interruzione della cute, coprire con garze sterili dopo la disinfezione </li></ul><ul><li>Per ustioni estese, ricorrere a cure mediche </li></ul>
  38. 38. ELETTROCUZIONE FOLGORAZIONE <ul><li>Effetto del contatto della corrente elettrica con cute e mucose </li></ul><ul><li>Effetto del passaggio della corrente elettrica nel corpo umano </li></ul>
  39. 39. PERICOLI ELETTRICI CONTATTO DIRETTO <ul><li>Passaggio della corrente elettrica attraverso il corpo umano per: </li></ul><ul><li>contatto diretto con conduttori in tensione (entrambe le polarità) </li></ul><ul><li>contatto con una sola polarità e scarico della corrente verso il suolo </li></ul>CONTATTO NON DIRETTO Passaggio della corrente elettrica verso il suolo per contatto con parti normalmente non in tensione di un apparecchio elettrico nel quale, per usura o difetto di costruzione, si sia ridotto o perso l’isolamento
  40. 40. ARCO ELETTRICO Esposizione a calore radiante, radiazione ultravioletta, eventuali gas e vapori tossici da processi combustivi e da pirolisi di materiali, conseguente a deviazioni di flusso della corrente elettrica ( Corti circuiti ) o ad altre anomalie della trasmissione elettrica ( brusca caduta della resistenza, sovraccarico per superamento dell’intensità conducibile ) INCENDIO DI ORIGINE ELETTRICA Propagazione dell’energia termica da corto circuito, da sovraccarico Fusione dei conduttori da superamento delle resistenze e combustione dei supporti e degli involucri
  41. 41. EFFETTI DELLA CORRENTE ELETTRICA SULL’UOMO <ul><li>Caratteristiche della corrente </li></ul><ul><li>Modi del contatto </li></ul><ul><li>Tipi di contatto ( Il contatto diretto bipolare causa lesioni più gravi </li></ul><ul><li>Durata del contatto (l’entità del danno è direttamente proporzionale alla durata del contatto </li></ul><ul><li>Ampiezza della superficie di contatto (quanto più è estesa, tanto più gravi sono gli effetti ) </li></ul><ul><li>Sede del contatto e tragitto della corrente ( la gravità delle lesioni, a parità degli altri fattori, è funzione della resistenza opposta dalla maggiore o minore lunghezza del percorso e soprattutto dal passaggio o meno attraverso organi vitali, quali il cuore ed il cervello) </li></ul>
  42. 42. RESISTENZA DEI TESSUTI Può essere considerata come la somma complessiva della resistenza interna del corpo e di quella offerta dalla superficie cutanea. La resistenza dipende da numerosi fattori Zona di contatto In rapporto ai diversi distretti cutanei la resistenza cambia notevolmente: la fronte e il giugulo sono zone di bassa resistenza, il dorso delle mani e dei piedi e la superficie estensoria dell’avambraccio sono zone ad alta resistenza Condizioni cutanee Maggiore resistenza in caso di ispessimenti cutanei (callosità), minore in caso di ferite o abrasioni
  43. 43. Temperatura dei tessuti Il suo aumento determina una riduzione della resistenza a causa della produzione di sudore Età del soggetto All’aumento dell’età corrisponde l’aumento della resistenza, per la riduzione della perfusione sanguigna e per la disidratazione, entrambe direttamente conseguenti ai processi senili Altri fattori Uso di calzature più o meno isolanti, presenza di pavimento a maggiore o minore conduttività, presenza di vapore acqueo o di gas ionizzabili nell’ambiente, impiego di sostanze corrosive che possono alterare sia l’integrità cutanea sia quella dei rivestimenti isolanti dei conduttori stessi.
  44. 44. TIPI DI DANNI POSSIBILI Localizzati ( zona di contatto ) <ul><li>Ustione elettrica </li></ul><ul><li>Necrosi asettica </li></ul>Sistemici <ul><li>Arresto respiratorio </li></ul><ul><li>Tetanizzazione </li></ul><ul><li>Fibrillazione ventricolare </li></ul>
  45. 45. LA TV EPILEPSY <ul><li>Sindrome caratterizzata da: </li></ul><ul><li>alterazioni del comportamento </li></ul><ul><li>contrazioni muscolari di tipo clonico, improvvise e non controllabili </li></ul><ul><li>Perdita della vigilanza, sino a perdita della coscienza </li></ul>La sindrome è dovuta a stimolazione fotogenica prolungata Essa è definita come “epilessia fotogenica riflessa” o “epilessia da fotosensibilità”.
  46. 46. CAUSE EFFICIENTI Contrasti di luce-ombra prodotti dai videogames Intermittenza continua di immagini (cartoni animati) Veloci successioni di immagini abbaglianti (effetti stroboscopici da discoteca)
  47. 47. Il fenomeno è in continua crescita Nel periodo dal 1996 al 2001 i tassi d’incidenza degli eventi sono stati pari a: 0.3% nella fascia d’età da 3 a 7 anni 1.0% nella fascia d’età da 7 a 19 anni <ul><li>Benché giochi un ruolo la predisposizione individuale, è dimostrato che: </li></ul><ul><li>L’incidenza della epilessia fotogenica è direttamente proporzionale al numero di ore giornaliere di esposizione </li></ul><ul><li>Nell’età pediatrica, 4 ore continue di esposizione a video sono in grado di modificare il tono dell’umore e determinare scosse cloniche muscolari </li></ul>
  48. 48. <ul><li>Il riconoscimento della natura fotogenica di una crisi epilettiforme è funzione: </li></ul><ul><li>Delle occasioni d’insorgenza delle crisi </li></ul><ul><li>Della ricostruzione delle abitudini dell’infermo </li></ul><ul><li>Dalla assenza di altre cause note della fenomenologia </li></ul>TRATTAMENTO DI PRIMO SOCCORSO Distendere il soggetto su un fianco, appoggiando la testa ad un cuscino Evitare di bloccare i movimenti Posizionare un tampone tra i denti per evitare traumi alla lingua Allentare la costrizione degli abiti su addome e torace
  49. 49. CRITERI DI PREVENZIONE 1. Limitare i tempi di esposizione a sorgenti luminose intermittenti (il periodo di relativa sicurezza per un bambino sino a 7 anni è < 2 ore continue) 2. Mantenere distanze opportune da schermi televisivi e monitor (distanza consigliata > 1 m) 3. Mantenere un’illuminazione nell’ambiente tale da ridurre i contrasti con il video 4. Preferire gli schermi a cristalli liquidi 5. Per gli schermi catodici, è consigliabile l’uso di lenti fotocromatiche 6. Non utilizzare effetti stroboscopici in casa 7. Ridurre l’intensità luminosa (luminanza) delle sorgenti stroboscopiche nelle discoteche

×