SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE TRONCO COMUNE Corso di Medicina del Lavoro: “ I rischi correlati al lavoro” Unità Due
Corso di Igiene del Lavoro: Lezione due I rischi nel lavoro terziario CORSO DI LAUREA IN  TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL’...
UFFICIO <ul><li>Ambiente confinato, destinato all’espletamento delle attività cosiddette “Terziarie”: </li></ul><ul><li>di...
<ul><li>Prescindendo dalle differenze connesse con le caratteristiche dei diversi insediamenti e con il tipo d’attività pr...
<ul><li>Prescindendo dalle differenze connesse con le caratteristiche dei diversi insediamenti e con il tipo d’attività pr...
<ul><li>Il confinamento e la stanzialità costituiscono le cause efficienti delle sindromi e delle patologie fisiche  conne...
Tra le diverse forme patologiche la maggiore prevalenza compete alla S.B.S., lamentata da > 20% dei lavoratori d’ufficio I...
Anche se datato,  un interessante dato circa le cause della S.B.S. è ricavabile dallo studio N.I.O.S.H., portato a termine...
AMBIENTE ATTIVITA’ ORGANIZZAZIONE CORREDI TECNICI CAUSE DEL RISCHIO
Anomalie strutturali e impiantistiche Materiali  e arredi Comportamenti e abitudini Apparecchiature e macchinari FATTORI A...
CLASSIFICAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO IN FUNZIONE DELLA NATURA DI ESSI  <ul><li>Agenti chimici </li></ul><ul><li>Agenti b...
GLI INQUINANTI CHIMICI
CLASSIFICAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI IN RAPPORTO CON LE FONTI DI PRODUZIONE Da fonti o  produzione interne <ul><li>Fumo di...
Da  provenienze esterne <ul><li>Gas di scarico    Composti ossidati dell’azoto (mono e biossido) </li></ul><ul><li>Gas di...
CLASSIFICAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI IN RAPPORTO CON LA NATURA CHIMICA DI ESSI V.O.C. – Composti organici volatili I.P.A. ...
V.O.C. – COMPOSTI ORGANICI VOLATILI  Composti organici caratterizzati da bassa temperatura d’ebollizione e conseguente cap...
FONTI DEI V.O.C. NEGLI AMBIENTI CONFINATI  <ul><li>Prodotti “a cera” per la pulizia ed il miglioramento estetico di mobili...
EFFETTI AVVERSI DEI V.O.C.  Effetti nocivi (basse dosi) Irritazione delle mucose respiratorie e delle congiuntive Dispnea ...
EFFETTI AVVERSI DEI V.O.C.  Effetti Tossici (alte dosi) Neuropatie centrali e periferiche Epatopatie steatosiche o citolit...
<ul><li>Negli ambienti confinati del settore terziario, il rischio da esposizione a V.O.C. è molto basso. </li></ul><ul><l...
I.P.A.– IDROCARBURI  POLICICLICI AROMATICI  <ul><li>Composti maggiormente presenti nell’ambiente esterno (traffico veicola...
<ul><li>Negli ambienti confinato d’ufficio, gli I.P.A. sono presenti in concentrazioni molto basse. </li></ul><ul><li>Gli ...
ALDEIDI   Negli ambienti confinati, il più diffuso inquinante di natura aldeidica è l’aldeide formica  L’aldeide formica d...
Temperature dell’aria costantemente alte favoriscono la liberazione dell’aldeide formica dalla fibra di legno. Questa even...
L’adeide formica ha una soglia irritante molto bassa, con effetti d’irritazione delle mucose nasali (pizzicore) e delle co...
POLVERI GAS E VAPORI REFLUI DA SUPPORTI TECNICI  Le fotocopiatrici e le stampanti sono i supporti tecnici maggiormente pro...
COMPOSIZIONE DEGLI INCHIOSTRI E DEI TONER Inchiostri tipografici Sospensioni di nerofumo (carbon black) in oli  minerali, ...
PRODOTTI DI TRASFORMAZIONE DELL’ARIA Ossidi di azoto Ossidazione dell’azoto per esotermia (produzione di calore)  L’esoter...
PRODOTTI DI TRASFORMAZIONE DELL’ARIA L’ozono ha una soglia olfattiva molto bassa (0.01 ppm) ed è avvertito come odore agli...
FUMO PASSIVO  E.T.S. – ENVIRONMENTAL TOBACCO SMOKE  Inquinante corpuscolato prodotto dall’espirazione dei fumatori di taba...
I principali prodotti pirolitici sono: Nicotina e catrame Idrocarburi aromatici semicombusti Acetaldeide Acido cianidrico ...
<ul><li>Studi relativamente recenti hanno dimostrato numerosi effetti avversi del fumo passivo </li></ul><ul><li>Sull’appa...
GLI INQUINANTI BIOLOGICI
<ul><li>Le fonti del rischio biologico negli ambienti confinati sono costituite da: </li></ul><ul><li>Sorgenti antropiche ...
La fonte principale del rischio biologico nel settore terziario è rappresentata dagli impianti di condizionamento.  Per le...
PRINCIPALI AGENTI BIOLOGICI PRESENTI NEGLI IMPIANTIDI CONDIZIONAMENTO Legionella pneumophila Batterio presente in acque st...
L’infezione da legionella è abbastanza frequente nei lavoratori del terziario, al punto da poter essere considerata endemi...
Gli impianti di condizionamento sono sedi elettive della proliferazione di numerosi virus Con maggiore frequenza, si tratt...
Nel lavoro d’ufficio è presente un non trascurabile rischio di infezione da miceti, soprattutto da Aspergilli.  Le fonti d...
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I rischi correlati al lavoro

  1. 1. SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE TRONCO COMUNE Corso di Medicina del Lavoro: “ I rischi correlati al lavoro” Unità Due
  2. 2. Corso di Igiene del Lavoro: Lezione due I rischi nel lavoro terziario CORSO DI LAUREA IN TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL’AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO ANNO ACCADEMICO 2010-2011
  3. 3. UFFICIO <ul><li>Ambiente confinato, destinato all’espletamento delle attività cosiddette “Terziarie”: </li></ul><ul><li>di servizio, pubblico o privato </li></ul><ul><li>di direzione </li></ul><ul><li>di relazione </li></ul>
  4. 4. <ul><li>Prescindendo dalle differenze connesse con le caratteristiche dei diversi insediamenti e con il tipo d’attività propria di ciascuna area, nel settore terziario gli aspetti comuni o, per lo meno, maggiormente prevalenti sono costituiti da: </li></ul><ul><li>Confinamento degli ambienti nei quali è resa la prestazione </li></ul><ul><li>Alta stanzialità degli addetti all’erogazione della prestazione </li></ul><ul><li>Prestazioni richiedenti maggiormente impegno mentale </li></ul><ul><li>Centralità della relazione sociale, che è elemento costitutivo dell’impegno prestazionale </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Prescindendo dalle differenze connesse con le caratteristiche dei diversi insediamenti e con il tipo d’attività propria di ciascuna area, nel settore terziario gli aspetti comuni o, per lo meno, maggiormente prevalenti sono costituiti da: </li></ul><ul><li>Confinamento degli ambienti nei quali è resa la prestazione </li></ul><ul><li>Alta stanzialità degli addetti all’erogazione della prestazione </li></ul><ul><li>Ridotta possibilità di applicazione dei criteri valutativi dei rischi per la salute rispetto al settore industriale </li></ul><ul><li>Necessità d’elaborazione “individualizzata” dei criteri valutativi degli impegni prestazionali </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Il confinamento e la stanzialità costituiscono le cause efficienti delle sindromi e delle patologie fisiche connesse con il lavoro d’ufficio: </li></ul><ul><li>S.B.S. - Sick Building Syndrome (Sindrome dell’edificio malato) </li></ul><ul><li>B.R.I. – Building Related Illness (Malattia correlata all’edificio) </li></ul><ul><li>M.C.S. – Multiple Chemical Sensitivity (Sensibilità chimica multipla) </li></ul>L’organizzazione del lavoro, le tecnologie e le relazioni interumane (il cosiddetto sistema sociotecnico) sono potenziali cause delle manifestazioni stress correlate.
  7. 7. Tra le diverse forme patologiche la maggiore prevalenza compete alla S.B.S., lamentata da > 20% dei lavoratori d’ufficio In altro modo, maggiormente prevalenti sono i disturbi soggettivi, direttamente correlati all’orario di lavoro e,in molti casi, a specifiche situazioni logistiche. I risultati di un recente studio epidemiologico, pubblicato nel 2007 su J.O.E.M., hanno dimostrato che circa il 20% degli impiegati è affetto da una patologia cronica, con dipendenza causale dalla dalla cattiva qualità dell’aria indoor (maggiore prevalenza compete alle allergopatie respiratorie). TUTTAVIA
  8. 8. Anche se datato, un interessante dato circa le cause della S.B.S. è ricavabile dallo studio N.I.O.S.H., portato a termine nel 1996
  9. 9. AMBIENTE ATTIVITA’ ORGANIZZAZIONE CORREDI TECNICI CAUSE DEL RISCHIO
  10. 10. Anomalie strutturali e impiantistiche Materiali e arredi Comportamenti e abitudini Apparecchiature e macchinari FATTORI AMBIENTALI
  11. 11. CLASSIFICAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO IN FUNZIONE DELLA NATURA DI ESSI <ul><li>Agenti chimici </li></ul><ul><li>Agenti biologici </li></ul><ul><li>Agenti fisico/energetici non radiogeni </li></ul><ul><li>Condizioni climatiche </li></ul><ul><li>Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti </li></ul><ul><li>Fattori ergonomici ( correttamente, condizioni a ridotta o assente congruità ergonomica ) </li></ul><ul><li>Impegno mentale </li></ul><ul><li>Fattori del rischio psicosociale </li></ul>
  12. 12. GLI INQUINANTI CHIMICI
  13. 13. CLASSIFICAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI IN RAPPORTO CON LE FONTI DI PRODUZIONE Da fonti o produzione interne <ul><li>Fumo di tabacco </li></ul><ul><li>Gas di combustione </li></ul><ul><li>Gas di trasformazione </li></ul><ul><li>Polveri da materiali cartacei e da supporti tecnici </li></ul><ul><li>Polveri, fibre e vapori da materiali edili </li></ul><ul><li>Vapori da materiali d’arredo </li></ul><ul><li>Vapori da detergenti e disinfettanti </li></ul><ul><li>Vapori da pesticidi </li></ul>
  14. 14. Da provenienze esterne <ul><li>Gas di scarico  Composti ossidati dell’azoto (mono e biossido) </li></ul><ul><li>Gas di scarico  Composti ossidati dello zolfo (biossido) </li></ul><ul><li>Gas di scarico  Monossido di carbonio </li></ul><ul><li>Materiale corpuscolato  Polveri ambientali </li></ul><ul><li>Altri inquinanti, propri della zona d’insistenza dell’ufficio </li></ul>CLASSIFICAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI IN RAPPORTO CON LE FONTI DI PRODUZIONE
  15. 15. CLASSIFICAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI IN RAPPORTO CON LA NATURA CHIMICA DI ESSI V.O.C. – Composti organici volatili I.P.A. – Idrocarburi policiclici aromatici Ozono Ossidi di azoto Monossido di carbonio Polveri metalliche e metalloidiche Nerofumo Aldeidi (Formaldeide)
  16. 16. V.O.C. – COMPOSTI ORGANICI VOLATILI Composti organici caratterizzati da bassa temperatura d’ebollizione e conseguente capacità di significativa evaporazione anche alla temperatura degli ambienti confinati CATEGORIE CHIMICHE DEI V.O.C . Idrocarburi alifatici  esano e derivati Idrocarburi aromatici  derivati benzenici Idrocarburi alogenati  clorobenzeni Alcoli  propanolo, butanolo, metanolo Chetoni  acetone, metilisobutilchetone Aldeidi  aldeide formica
  17. 17. FONTI DEI V.O.C. NEGLI AMBIENTI CONFINATI <ul><li>Prodotti “a cera” per la pulizia ed il miglioramento estetico di mobili e pavimenti </li></ul><ul><li>Prodotti per la detersione di vetri e laminati </li></ul><ul><li>Prodotti igienizzanti </li></ul><ul><li>Colle ed adesivi </li></ul><ul><li>Indurenti e laminanti di malte edili </li></ul><ul><li>Vernici e lacche per supporti in legno e muratura </li></ul><ul><li>Pannelli di fibra di legno (cosiddetto “legno finto”) </li></ul><ul><li>Antiparassitari </li></ul><ul><li>Cosmetici </li></ul>
  18. 18. EFFETTI AVVERSI DEI V.O.C. Effetti nocivi (basse dosi) Irritazione delle mucose respiratorie e delle congiuntive Dispnea simil asmatica Asma nei soggetti atopici Cefalea Vertigini Nausea e disturbi dell’appetito
  19. 19. EFFETTI AVVERSI DEI V.O.C. Effetti Tossici (alte dosi) Neuropatie centrali e periferiche Epatopatie steatosiche o citolitiche Emopatie (anemie, mielopatie iporigeneretive) Nefropatie tubulari Effetti mutageni e cancerogen i Emopatie neoplastiche (benzene e stirene) Neoplasie polmonari (aldeide formica)
  20. 20. <ul><li>Negli ambienti confinati del settore terziario, il rischio da esposizione a V.O.C. è molto basso. </li></ul><ul><li>Nella quasi totalità dei casi, le dosi aerodisperse sono molto più basse dei limiti di tollerabilità, caratterizzandosi come “Microdosi” </li></ul><ul><li>E’ dimostrato che, isolando ogni singolo agente o categoria di agenti, concentrazioni tanto basse non sono in grado di determinare effetti avversi. </li></ul><ul><li>In pratica, gli effetti avversi derivano dall’azione sinergica di più agenti, compresenti nello stesso ambiente. </li></ul><ul><li>Gli effetti avversi sono esclusivamente di tipo nocivo e sono, ad ogni modo, transitori </li></ul>
  21. 21. I.P.A.– IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI <ul><li>Composti maggiormente presenti nell’ambiente esterno (traffico veicolare, emissioni industriali), gli I.P.A., oltre che provenire dall’aria esterna, possono contaminare l’aria degli ambienti confinati per effetto di: </li></ul><ul><li>evaporazione da lacche e vernici (soprattutto le vernici a film plastico) </li></ul><ul><li>evaporazione di inchiostri multicromatici </li></ul><ul><li>riscaldamento-combustione di plastiche termoindurenti (resine stiren-butadieniche di stoviglie monouso) </li></ul>
  22. 22. <ul><li>Negli ambienti confinato d’ufficio, gli I.P.A. sono presenti in concentrazioni molto basse. </li></ul><ul><li>Gli effetti avversi prevalenti sono rappresentati da: </li></ul><ul><li>Irritazioni delle prime vie aeree e delle congiuntive </li></ul><ul><li>Cefalea tensiva da azione subedemigena </li></ul>Non esistono evidenze epidemiologiche e segnalazioni nella letteratura scientifica di effetti tossici o cancerogeni da I.P.A. nei lavoratori esposti per attività di tipo terziario
  23. 23. ALDEIDI Negli ambienti confinati, il più diffuso inquinante di natura aldeidica è l’aldeide formica L’aldeide formica deriva dalla progressiva liberazione della quota presente nei pannelli di fibra di legno. Da questo deriva che la dose aerodispersa è inversamente proporzionale alla vetustà dei mobili e dei supporti in fibra di legno La massima concentrazione è presente nei mobili nuovi “a camera chiusa” (armadi), al momento dell’apertura.
  24. 24. Temperature dell’aria costantemente alte favoriscono la liberazione dell’aldeide formica dalla fibra di legno. Questa eventuale condizione ha effetti opposti: Innalza la concentrazione aerodispersa  effetto negativo Condizione un più rapido decadimento delle quote intrappolate nella fibra  effetto positivo
  25. 25. L’adeide formica ha una soglia irritante molto bassa, con effetti d’irritazione delle mucose nasali (pizzicore) e delle congiuntive (lacrimazione). Una temperatura ambientale superiore a 30° C, associata a bassa umidità relativa, oltre a favorire l’evaporazione dell’aldeide formica dai materiali che la contengono, accentua l’azione irritante. Una umidità relativa alta, superiore a 70%, favorisce l’idratazione dell’aldeide ad acido formico, il cui potere irritante è maggiore E’ ampiamente dimostrata la sinergia d’azione tra l’aldeide formica ed altri inquinanti ambientali nella determinazione di irritazioni respiratorie.
  26. 26. POLVERI GAS E VAPORI REFLUI DA SUPPORTI TECNICI Le fotocopiatrici e le stampanti sono i supporti tecnici maggiormente produttori di inquinanti chimici Le forme, le cause e le fonti dell’aerodispersione degli inquinanti sono: Polveri di Toner e microaerosol di inchiostri Solventi ed essiccanti di inchiostri Trasformazioni dell’aria circostante le stampanti e le fotocopiatrici per processi esotermici e fotochimici
  27. 27. COMPOSIZIONE DEGLI INCHIOSTRI E DEI TONER Inchiostri tipografici Sospensioni di nerofumo (carbon black) in oli minerali, con aggiunta di piccole dosi di composti bituminosi Inchiostri grafici Sospensioni di pigmenti nitrocellulosici in solventi organici (alcoli e glicoli) Inchiostri dattilografici Sospensioni di pigmenti inorganici in oli non essiccativi, a densità alta TONER Sospensioni di pigmenti metallici in solventi organici, con l’aggiunta di nitrocellulosa, resine chetoniche e acetati
  28. 28. PRODOTTI DI TRASFORMAZIONE DELL’ARIA Ossidi di azoto Ossidazione dell’azoto per esotermia (produzione di calore) L’esotermia delle apparecchiature d’ufficio è poco significativa rispetto alla capacità ossidativa dell’azoto Tuttavia Le fotocopiatrici professionali, soprattutto se tenute in funzione per molte ore, possono innalzare di alcune ppm la concentrazione del biossido di azoto
  29. 29. PRODOTTI DI TRASFORMAZIONE DELL’ARIA L’ozono ha una soglia olfattiva molto bassa (0.01 ppm) ed è avvertito come odore agliaceo A concentrazioni da 0.2 ppm esplica azioni irritante sulle mucose esposte. A concentrazioni > 0.5 ppm è in grado di irritare le mucose profonde (tosse, dispnea) OZONO Complessazione dell’ossigeno dell’aria per effetto fotochimico L’zonizzazione è determinata dal campo elettrico prodotto dal sistema dei fili a corona delle fotocopiatrici e degli scanner
  30. 30. FUMO PASSIVO E.T.S. – ENVIRONMENTAL TOBACCO SMOKE Inquinante corpuscolato prodotto dall’espirazione dei fumatori di tabacco (Mainstream) e dalla combustione della sigaretta (Sidestream). Nel fumo di tabacco sono identificati oltre 400 composti. Il numero più alto è presente nel fumo di sigaretta. <ul><li>I prodotti contenuti nel fumo derivano da: </li></ul><ul><li>Pirolisi e pirosintesi di composti contenuti nel tabacco e nella carta </li></ul><ul><li>Trasformazione dell’aria per processi esotermici </li></ul>
  31. 31. I principali prodotti pirolitici sono: Nicotina e catrame Idrocarburi aromatici semicombusti Acetaldeide Acido cianidrico (carta) I principali prodotti di trasformazione dell’aria sono: Monossidi di carbonio Monossido e biossido d’azoto
  32. 32. <ul><li>Studi relativamente recenti hanno dimostrato numerosi effetti avversi del fumo passivo </li></ul><ul><li>Sull’apparato respiratorio  broncopatie ostruttive, maggiore frequenza e gravità delle crisi asmatiche </li></ul><ul><li>Sull’apparato cardiovascolare  aumento del rischio di infarto </li></ul><ul><li>Sul prodotto della gravidanza  riduzione dello sviluppo fetale con basso peso alla nascita, altreazioni respiratorie nel neonato, S.I.D.S – Sudden Infant Death Syndrome o Sindrome della more improvvisa del neonato </li></ul>
  33. 33. GLI INQUINANTI BIOLOGICI
  34. 34. <ul><li>Le fonti del rischio biologico negli ambienti confinati sono costituite da: </li></ul><ul><li>Sorgenti antropiche </li></ul><ul><li>Sorgenti impiantistiche </li></ul>Il principale fattore del rischio antropico è rappresentato dalla contiguità spaziale, che favorisce il contagio di patologie infettive a trasmissione aerea mediante la dispersione di bioaerosol. Il rischio di contagio di malattie a trasmissione sieroematica è trascurabile nel settore terziario per la rarità di eventi accidentali in grado di determinare l’imbrattamento di attrezzature e utensili con secrezioni e liquidi biologici
  35. 35. La fonte principale del rischio biologico nel settore terziario è rappresentata dagli impianti di condizionamento. Per le caratteristiche termiche e per la presenza di acqua, gli impianti di condizionamento, in particolare i filtri e le incrostazioni nelle condotte, costituiscono terreni di coltura per batteri, miceti e virus. E’, pertanto, evidente che il rischio è maggiormente connesso con la non regolarità o la non adeguatezza delle pulizie e delle manutenzioni
  36. 36. PRINCIPALI AGENTI BIOLOGICI PRESENTI NEGLI IMPIANTIDI CONDIZIONAMENTO Legionella pneumophila Batterio presente in acque stagnanti, in incrostazioni di condotte e tubature, in filtri di condizionamento <ul><li>Il contagio avviene per: </li></ul><ul><li>Aspirazione di aria contenente alta carica batterica </li></ul><ul><li>Aspirazione di microgocciole di acqua contenente i batteri </li></ul>
  37. 37. L’infezione da legionella è abbastanza frequente nei lavoratori del terziario, al punto da poter essere considerata endemica in alcuni ambienti E’ verosimile che molte sindromi considerate di natura influenzale siano, in realtà, costituite dalla febbre di Pontiac <ul><li>Le legionella è responsabile di due forme cliniche, nella determinazione delle quali entrano in gioco l’entità della carica infettante e la resistenza all’infezione del contagiato </li></ul><ul><li>Malattia del legionario  polmonite ad esordio acuto e sintomatologia molto severa </li></ul><ul><li>Febbre di Pontiac  forma respiratoria lieve, con sintomatologia simil influenzale </li></ul>
  38. 38. Gli impianti di condizionamento sono sedi elettive della proliferazione di numerosi virus Con maggiore frequenza, si tratta di Adenovirus, responsabili di affezioni delle prime vie aeree (faringiti, laringo-tracheiti, otiti). Spesso le affezioni respiratorie scaturiscono dall’azione sinergica di virus e batteri
  39. 39. Nel lavoro d’ufficio è presente un non trascurabile rischio di infezione da miceti, soprattutto da Aspergilli. Le fonti del rischio da Aspergilli sono rappresentate dalla carta, soprattutto se non movimentata con frequenza e stoccata in locali umidi (archivi). <ul><li>L’apparato respiratorio è la sede elettiva dell’azione patogena degli Aspergilli, con possibili: </li></ul><ul><li>Bronchiti asmatiformi </li></ul><ul><li>Broncopolmoniti </li></ul><ul><li>Aspergillimo </li></ul>

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